«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

FAQ's

1. Perche’ questo blog si chiama “Chiara di Notte”?

Chiara di Notte e’ un personaggio dei fumetti che ho sempre amato per la sua sottile vena ironica e per una notevole somiglianza fisica con me. Uso questo nomignolo dal 2000 e con esso ho frequentato numerose comunita’ virtuali.

2. Perche’ sei anonima?

Non desidero che le persone con le quali ho rapporti solo superficiali sappiano chi sono, e la privacy mi garantisce una certa tranquillita'. Normalmente faccio riferimenti alla professione di escort che ho esercitato fino al 2001, e cio' potrebbe stimolare, in alcuni, pulsioni con le quali non desidero confrontarmi. Non tutti sono equilibrati ed e' assai frequente incontrare chi potrebbe avere comportamenti da stalker, contando sull'anonimato che il web consente. Dopotutto a che serve che si conosca il mio vero nome? Questo blog non e’ uno spot pubblicitario - come ho detto mi sono ormai ritirata da alcuni anni -, ma ha semplicemente la stessa funzione che puo’ avere un diario, e cioe’ quello di “raccontarmi”.

3. Che titolo di studio hai? Hai un lavoro regolare?

Ho un diploma in lingue, una laurea in microbiologia ed attualmente lavoro nel settore agricolo. Ultimamente mi si sono aperti degli spiragli in quel mondo che fin da adolescente mi ha sempre affascinata: quello del giornalismo.

4. Dove vivi? Quanti anni hai? Qual’e’ il tuo segno astrologico? Dove posso vedere le tue foto? Me ne puoi inviare alcune?

Tutte le notizie che possono essere divulgate su di me le trovi in questo blog. Per il resto vale quanto detto al punto 2.

5. Perche facevi la Escort? Perche’ hai smesso?

Avevo iniziato quando ero modella, ovviamente per soldi, trovando in internet un ambiente favorevole per lavorare come indipendente. Ho smesso quando ho realizzato che potevo avere un tenore di vita decente, sia con quanto realizzato, sia con il mio lavoro regolare.

6. La tua famiglia o il tuo partner sanno di te?

La mia famiglia lo sa. Tacere, mentire e nascondere la mia vita mi sarebbe parso come una mancanza di rispetto. Se si ha rispetto dei propri genitori si deve confidare anche nella loro capacita' di comprendere e rispettare certe scelte che afferiscono solo alla liberta' personale. Stessa cosa per quanto riguarda il partner; se dovessi legarmi ad una persona, ovviamente, non le nasconderei il mio passato.

7. Sei ninfomane? Ti eccitava far sesso con gli sconosciuti?

Il sesso fatto in tale modo non era eccitante; comunque poteva accadere che avessi degli orgasmi durante gli incontri; a volte persino con clienti non molto attraenti, ma erano come orgasmi da masturbazione. Suppongo si possa dire che, mentre il cliente usava il mio corpo per masturbarsi, io talvolta provavo a fare lo stesso con lui. La reale eccitazione per me era invece il pensiero che ci fosse chi pagava moltissimi soldi per avermi, e questo gratificava il mio ego.

8. Sei per caso stata stuprata da ragazzina?

No. Pero' sono stata oggetto di molestie.

9. Ti droghi?

No.

10. Nel web dichiari di non possedere altri nickname o nomignoli. E' vero?

Per la frequentazione del web ho solo questo nickname, piu' un altro che uso per accedere a Second Life.

11. Potrei essere un potenziale cliente e pagarti bene, possiamo incontrarci? Prometto che nessuno lo verra’ mai a sapere.

No, grazie. Non sono interessata. Inoltre forse tu potresti non parlare di me, ma potrei essere io a raccontare di te.

12. Perche' scrivi cosi' bene in Italiano se sei straniera?

Perche' uno dei miei genitori e' di madre lingua italiana e fin da piccola ho sempre parlato in questa lingua che ho avuto modo poi perfezionare con gli studi, ed anche vivendo per alcuni anni in Italia.

13. Perche' nei tuoi post usi l'apostrofo quando invece dovrebbe essere usato l'accento?

Perche' la mia tastiera e' in una lingua che non ha accenti, percio' uso gli apostrofi.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

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Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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