mercoledì 11 febbraio 2015

1
comments
Senza pudore

“Sono bagnatissima. Vedete?”
Aveva alzato la gonna e aperto le gambe il piu’ possibile. Per rendere lo spettacolo migliore, si faceva scivolare lentamente un dito sopra le mutandine, seguendo il solco umido formato dalle grandi labbra. Era eccitante farlo davanti a quei due ragazzi che l’avevano rimorchiata in quel pub. Uno era piu’ intraprendente, mentre l’altro sembrava essere piu’ timido. Tuttavia non erano i caratteri di quei due ad interessarle, quanto cio’ che tutti i maschi hanno tra le gambe. Non sapeva niente di loro. Non chiedeva neppure i nomi ai suoi occasionali compagni di gioco, e quella sera gliene erano capitati due. Cosi', nell’impossibilita’ di scegliere, dato che erano tutti e due molto attraenti, aveva deciso di essere democratica. D’altronde non le mancavano le qualita’ per soddisfarli entrambi.
“Ho anche il clitoride tutto gonfio. Chissa’ cosa dovrei fare…” incalzo’ continuando a stuzzicare.
“Avrei alcuni suggerimenti”, azzardo’ il piu’ timido, gia’ palesemente eccitato.
“Anch’io li avrei. Credo che le mie mutandine abbiano appena fatto il saluto alla mia passerina… ormai sono zuppe”, disse sfilandosele dai piedi e mettendole in borsetta.
“Invece il mio uccello vorrebbe tanto fare il saluto alla tua fica” disse il piu’ intraprendente intuendo che ogni formalita’, da quel momento in poi, sarebbe stata superflua.
“Siete proprio bravi a rimorchiare una donna, lo sapete? Se mi supplicate un po’, potrei anche lasciarvi fare il saluto a tutte le parti di me che desiderate”.
“Allora andiamo a scopare.” azzardo’ l’intraprendente. “Troviamo un’altra ragazza e facciamo una cosa a quattro.”
“Non mi interessa. Posso benissimo accontentarvi entrambi senza l’aiuto di nessuno”, disse lei ammiccando, continuando ad accarezzarsi il pube ormai nudo.
“Io ho bisogno di mettere l’uccello dentro di te nei prossimi cinque secondi, oppure moriro’” supplico’ quello che sembrava il piu’ timido, rivelando che non era affatto timido, ma solo piu’ taciturno.
“Oh, no, ti prego, non morire proprio adesso che la cosa sta prendendo una piega interessante. Pero’, se vengo a scopare con voi, promettete di impegnarvi a farmi godere facendo tutto cio’ che vi chiedero’ di fare?”
“Faremo qualsiasi cosa tu desideri”.
“Me la leccherete fino a quando non vi diro’ di smettere?”
“Anche tutta la notte!”, dissero i due quasi all’unisono immaginando che mettere la testa tra le gambe di quella donna sarebbe stata la cosa piu’ erotica della loro vita. Gia’ pregustavano il suo sapore acidulo sulla lingua, mentre l’odore del suo sesso eccitato, cosi’ femminile e cosi’ erotico, si sentiva anche a un metro di distanza.
“Pero’ mi porterete prima a cena…”
“Scegli dove, offriamo noi”.
“Ovvio che offrite voi. E poi penso che andare prima a cena potrebbe essere utile. Potrei aver voglia di cavalcare il vostro uccello per tutta la notte”.

Quella notte si era lasciata cosi’ riempire da due uomini, senza risparmiare niente a nessuno dei due. Non lo aveva fatto per loro. Lei non faceva mai niente per gli altri. Lo aveva fatto per se’. Solo per se stessa. E come ogni volta non si era mai sentita cosi’ sfrenata, cosi’ disinibita. Quando le accadeva di darsi in quel modo non era altro che un corpo che esisteva solo per essere usato per il piacere degli uomini. In quel momento perseguiva quello scopo come nei tempi antichi lo facevano le prostitute del tempio, che si concedevano a chiunque in nome degli dei. E quando era venuta, posseduta simultaneamente nei suoi due orifizi, l’orgasmo le aveva arpionato lo stomaco con artigli d’acciaio e lei aveva vibrato per quella che era sembrata un’eternita’ tra le braccia di quei due ragazzi. Non si era neppure accorta di loro due che le venivano dentro, tanto era persa nella propria estasi. Solo quando ormai giaceva supina sul letto, svuotata, aveva sentito i loro fluidi uscire fuori e gocciolarle lungo le cosce sulle lenzuola.
In quel momento aveva i loro occhi puntati addosso e sapeva che entrambi stavano aspettando la sua reazione. Quasi un verdetto. All’inizio si era limitata a respirare, con gli occhi socchiusi. Poi, dentro di lei era montata una poderosa ondata di emozioni e, per chissa’ quale motivo o per quale strana, meravigliosa, innominabile, ragione, si era messa a ridere. L’onda era ribollita fino alla superficie, rendendole il cuore talmente leggero che si sentiva come se si fosse staccata dal letto e avesse preso a galleggiare a mezz’aria. Poi altre due risate si erano unite alla sua finche’ una sinfonia di gioia non aveva riempito la stanza fino a farla scoppiare.

***

Irina lesse la scena fino alla fine, poi si lascio’ scivolare il libercolo dalle mani e chiuse gli occhi. Il suo clitoride gonfio pulsava sotto le dita e tutti i muscoli della schiena erano tesi come un elastico attorcigliato. Le immagini le affollavano la mente: i due uomini che si scopavano quella donna priva di pudore, lo strusciarsi dei corpi nudi, la mescolanza dei loro fluidi, e il sesso descritto nei dettagli, esploso prima nell’orgasmo e poi nella risata a tre…
Venne con vigore, girandosi sulla mano mentre le pareti vaginali si contraevano sul nulla. Allontano’ la mano dal pube e resto’ sdraiata sul letto ad ansimare.
Stepan le aveva fatto leggere quel racconto perche’ immaginasse di esserne la protagonista, perche’ imparasse il significato del termine “senza pudore”... ma sarebbe mai stata capace di arrivare a tanto? Si’ certo, si era eccitata nel leggerlo, si era masturbata, aveva goduto e l’alone umido sul lenzuolo lo dimostrava, ma sarebbe mai riuscita a diventare come quella donna, disinibita e soprattutto, capace di scollegare il sesso dal sentimento?
Quella li’ sembrava una vera e propria mangiatrice di uomini. Era bellissima, interessante, arguta, eloquente, intelligente, e scriveva racconti erotici. Oltretutto, pur senza dirlo esplicitamente, faceva intuire che le sue storie fossero vaghi riflessi della sua vita reale. Difficile credere che l’autrice potesse fare una vita piu' sregolata di quella dei suoi personaggi. Sarebbe stata una gran fatica. Eppure… eppure era cosi’ intrigante immedesimarsi in lei che era impossibile non subirne il fascino. Un nodo d’invidia le si aggrappo’ alla gola. Non avrebbe permesso che Stepan restasse deluso. Ce l’avrebbe messa tutta per diventare la migliore. Lo avrebbe fatto per Stepan… anzi no; lo avrebbe fatto per se’. Solo per se stessa.

1 commento :

Tra cenere e terra ha detto...

Mi chiedo se il sesso da solo possa bastare a dare un senso alla vita. Davvero lo vorrei. Sarebbe tutto più facile. Cosa inseguiamo esattamente? Soltanto la prossima scopata? Possibile si riduca tutto a questo?

Scusami, vado fuori argomento, ma così è oggi...

Misura la forza della tua Password

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

Web Statistics