mercoledì 17 settembre 2014

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La vita

La vita non e' qualcosa che abbiamo "meritato". E' un caso. Una lotteria genetica che abbiamo vinto. Percio' se si ha la fortuna di essere nati, perche' uno specifico spermatozoo e' arrivato per primo a fecondare un determinato ovulo, una volta divenuti adulti dovremmo far qualcosa per meritare di essere al mondo. Non importa cosa, ma qualsiasi azione che non riguardi solo il proprio tornaconto e’ sicuramente una cosa giusta.

Forse non esiste uno scopo nel disegno dell'esistenza, ma non riesco ad accettare che tutto possa limitarsi soltanto alla possibilita' (per taluni il sogno) di far shopping nella via piu' modaiola del centro, o passare le vacanze nei posti piu’ esclusivi, o crescere i propri rampolli come principi ereditari, facendoli diventare tali e quali a noi.

La vita non e' l'azienda di famiglia tramandata per via dinastica, non e' uno scranno in parlamento utile solo per ricevere uno stipendio, non e' l'accumulare capitali nei paradisi fiscali godendo nel diventare sempre piu’ ricchi. Non e’ dunque il risultato delle furberie, piccole o grandi, di cui si puo’ essere capaci per salvare il nostro culo infischiandosene di tutto il resto.

Non e' vita quella di chi la spreca in facezie o di chi preferisce restare cieco per non essere disturbato dai tanti problemi che non lo coinvolgono. Quanta gente finge di non vedere per avere l'alibi di non poter agire, ma poi diventa iperattiva allorquando ci sono i soldi di mezzo? Quando puo' accaparrarne sempre di piu', arrivando finanche a fregare i piu' disperati, per non farsi mancare il superfluo.

Puo’ essere considerato "essere umano" chi non lascia dietro di se' altra traccia se non la propria meschinita', dimostrando di non essere degno di quella vita che ha ricevuto per puro caso? Per esserne davvero degni, del regalo che ci e’ stato fatto, occorre che resti almeno una testimonianza, anche piccola, del nostro passaggio. Qualcuno a questo punto obiettera’: “Restano i figli!”. Ma puo’ bastare?

Come puo’ bastare se a degli stronzi se ne sostituiscono altri piu’ giovani? Com’e’ che si evita di sprecare l’unica possibilita’ che ci e’ stata data se ci si limita soltanto a passare “il testimone”, senza aver fatto qualcosa di concreto che sia servita a migliorare le condizioni di chi, magari, ci e' completamente estraneo? Qualcuno col quale non abbiamo alcun legame, ma che ci renda consapevoli che non ci limitiamo solo a guardare, insensibili, le sue sofferenze, ma che siamo anche in grado di andare oltre il nostro egoismo.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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