mercoledì 27 agosto 2014

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Un vero maschio

Una particolarità di molti uomini, soprattutto latini, è quella di voler sapere se sono bravi a far sesso. Lo fanno usualmente, ma non basta: se per caso ci inizi una relazione, allora ti tartassano chiedendoti se, nel tuo passato, gli altri che hai avuto sono stati più bravi di loro...

Tutto si fa ancor più complicato se non sei una che ha vissuto l’intera vita in un paesetto di qualche migliaio di anime, ma hai girato il mondo e sei stata insieme a maschi (e femmine) di ogni nazionalità, prestanza fisica, livello culturale e sociale. E allora non sai mai cosa rispondere; se sei sincera rischi di ferirli perché per loro è importantissimo stare sul podio e occupare il primo posto - oltretutto, gli italiani sono anche molto "patriottici" da questo punto di vista -; se invece non dici la verità ti senti un po’ meschina, ma almeno eviti le discussioni infinite e i malumori che, nel rapporto, a causa di ciò, potrebbero persino portare a una rottura.

Quindi menti, spudoratamente. Lo fai perché sei pragmatica e sai che in fondo è a fin di bene: rafforzi la loro autostima e assumi quel ruolo, per loro indispensabile, che hanno sempre riservato alle mamme, le uniche che, fin da piccoli, li hanno abituati a stare su quel podio. Ma quando non hai più alcuna relazione e puoi finalmente dire la verità, allora te ne freghi se qualcuno si offenderà e ti accuserà di generalizzare.

Ebbene, lasciatemelo dire fuori dai denti: gli uomini in grado di soddisfare davvero una donna sono rari, quindi non sperate di rientrare tutti in quella categoria. E se, poi, da italiani, credete che basti il luogo comune del latin lover a far di voi degli splendidi esemplari da letto, le probabilità che vi rientriate sono addirittura minori, perché l'ottusità non gioca certo a vostro favore. Gli italiani, lo si sappia, fra tutti, nel sesso non sono certamente i migliori.

Magari vi è stato detto che siete bravi, bravissimi, insuperabili, e magari pensate anche che chi ve l’ha detto abbia rassicurato solo voi. Scordatevelo! Noi donne, per i motivi che ho appena esposto, mentiamo. Per molte di noi, infatti, è mille volte più importante avere una vita di coppia solida e tranquilla, senza troppe discussioni, piuttosto che uno splendido orgasmo. Il nostro genere è caratterizzato, molto più del vostro, dal pragmatismo.

E poi, se proprio non vogliamo rinunciarci, sappiamo che l’orgasmo ce lo può anche donare qualcun altro; non è difficile per una donna trovare l'occasione. Magari con un uomo verso il quale non proviamo alcun sentimento di tenerezza, né spirito materno, né senso di colpa qualora, parlandogli brutalmente in modo del tutto spudorato dei nostri desideri e di come lui potrebbe soddisfarli, dovessimo ferirlo. Qualcuno al quale non interessi salire sul podio, ma che sia già contento, semplicemente, per averci fatto godere. Un vero maschio.

lunedì 4 agosto 2014

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Le passioni della nuova Eva

Ho sempre avuto due passioni: il denaro e il sesso. Talvolta in quest’ordine, talvolta in ordine inverso, oppure senza un vero e proprio ordine. Continuamente, entrambi hanno condizionato la mia vita, concedendomi poche possibilità di cambiare e ancor oggi, lo devo ammettere, non ho mai smesso di amare il denaro, e il sesso che me lo faceva guadagnare.

Mi capita spesso di avere questi pensieri; mi vengono, di solito mentre mi guardo allo specchio, prima di uscire da casa, e ogni volta penso alle stesse cose. Tanto che la mia immagine riflessa credo si sia ormai annoiata di me, e di quest’aria da stronza che ho sempre avuto.

Comunque, sebbene non sia più giovanissima, sono ancora bella o quantomeno, obiettivamente molto carina e un tempo facevo la puttana. Sì, proprio la puttana, quella che la dava per soldi; quella che rendeva felici gli uomini che, se non avessero pagato, donne come me avrebbero potuto solo sognarle. Le escort. Oggi le definiscono così per distinguerle dalle prostitute di strada. Un bel termine anglosassone che sostituisce il genuino e più volgare “zoccole”. Anche se quando mi chiamavano zoccola non mi dispiaceva per niente. Anzi, era addirittura eccitante. Le escort: quelle che per un’ora in loro compagnia pretendono di essere pagate talmente tanto da non essere considerate nemmeno più delle puttane, ma professioniste esclusive e richieste.

Anch’io ero costosa. A volte ci penso e so che dovrei vergognarmi, ma non riesco a sentirmi in colpa per i soldi che ho spillato a quei poveretti che avevano il vizio della figa facile. Ce n’erano alcuni talmente assidui che, per loro, avrei potuto inventarmi persino una tessera a punti. Alla fine di ogni anno avrebbero potuto almeno ritirare un premio fedeltà; che so, un televisore, una batteria di pentole per la moglie tradita, o un set di valige per andare in vacanza con tutta la famigliola. Sì, avrei dovuto davvero pensare a qualcosa del genere, così da tranquillizzare un po’ la mia coscienza.

Come sono arrivata a fare quel passo me lo ricordo bene come se fosse ieri, e devo confessare che non è stato per niente difficile. Certe cose vengono naturali per chi è predisposta. E’ vero che ci sono quelle che il mestiere lo affrontano male: credono che darla via per soldi sia immorale, sporco, si sentono donnacce, ma nel mio caso non ci sono mai stati problemi: mi è sempre piaciuto darla sol’anche per godere, e quando oltre all’orgasmo mi sono ritrovata in mano un bel po’ di soldi, ho capito immediatamente quale sarebbe stata la mia strada.

Non fingete di non capire: non sono stata la prima né sarò l’ultima ad averlo fatto, e sappiate che sono molte le ragazze che la pensano come me. Lo so perché me lo confessano nelle mail che m’inviano ogni giorno. Mi dicono che non avrebbero alcuna difficoltà a prostituirsi perché i soldi e il sesso sono anche per loro un mix irresistibile. Magari si tratta addirittura delle vostre figlie, o sorelle, che forse già lo fanno anche se, per tanti, è meglio fingere di non saperlo. Inizia tutto da lì, sapete? Darla via senza sentirne il peso morale, senza temere il pregiudizio, fregandosene bellamente di ciò che dice la gente, e con la coscienza tranquilla di non far del male a nessuno. Inoltre, “una volta lavata e asciugata, la pare neanche usata”.

Studentesse, casalinghe, coniugate, single; persino chi non ha oggettivi problemi economici non disdegna di arruolarsi a questo esercito nascosto di mercenarie del sesso. Ciascuna ha i propri motivi, le proprie ambizioni, i propri desideri da realizzare, le proprie paure da superare. E per tutte arriva quella prima volta che resterà per sempre impressa nel ricordo. Per me è stata con uno splendido uomo con la faccia da bastardo sulla quale erano incastonati due meravigliosi occhi verdi. Aveva un profumo che non si dimentica. Era ricco, importante, potente, affascinante, intelligente, colto, simpatico, elegante, generoso. Mi ha conquistata in un istante, ed io l’ho voluto subito. Ci sarei stata anche senza soldi, ma pagare - mi disse - era il suo modo per essere corretto, per non avere legami, per sentirsi sempre libero. Da lui ho imparato l’onestà del disimpegno e la leggerezza che si prova quando non si hanno né debiti né crediti di alcun genere, con nessuno. Il denaro ha, infatti, questo potere straordinario: pareggia i conti, annulla le pretese, e ristabilisce un equilibrio.

Quando mi sono svegliata, la mattina dopo, sul comodino c’era una busta piena zeppa di banconote e un biglietto di ringraziamento. Col mio corpo avevo ottenuto in una notte quello che non avrei ottenuto in anno di duro lavoro. Mi ero divertita, avevo goduto e, oltretutto, venivo anche ringraziata! E’ da allora che ho deciso che gli uomini mi avrebbero pagata, tutti, in un modo o nell’altro. Tanto avrebbero provato sempre a scoparmi e, se gliela avessi data subito, comunque avrebbero pensato che ero una troia. Allora tanto valeva farmi pagare, e molto. Mi avrebbero apprezzata di più, e quella scopata se la sarebbero ricordata per tutta la vita.

E’ in questo modo che scopri di essere diversa dalle altre, di non essere come quelle che s’illudono che per essere giuste si debba aver seguito alla perfezione le istruzioni indicate sulla scatola di montaggio “La donna perfetta”. Fedeli, monogame, che quando la danno è solo per amore; femmine degne di un sonetto dantesco. “Tanto gentil e tanto onesta pare la donna mia quand'ella altrui saluta, ch'ogne lingua deven tremando muta, e li occhi no l'ardiscon di guardare”.

Quelle che scrivono di ciccini e micini, che disegnano fiorellini e farfalline, che declamano poesie dal gusto stucchevole che copiano da libri e da autori che non hanno mai letto. Quelle che se ti capita di osservarle dopo che la vita le ha bastonate un po’, dopo che qualcuno le ha usate e le ha lasciate lì con la bocca o le cosce imbrattate di sperma, senza soldi e senza orgasmo, ti accorgi quanto la loro dolcezza ostentata abbia in realtà un retrogusto amaro, e le scopri represse, astiose, annoiate, ipocrite, invidiose. “Invidiose di che, di una che fa la puttana?” ti dicono inalberandosi indispettite se glielo fai notare, ma poi corrono davanti alla tv a guardare l’ultima puntata di "Sex and the City" - ché non se ne perdono una -, sognando situazioni troppo oltre le loro possibilità, ed eccitandosi con fantasie che mai riusciranno a realizzare.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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