sabato 17 maggio 2014

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Tradimento o adulterio?

La parola tradimento, per indicare che un coniuge, un partner o un compagno ha o ha avuto una relazione al di fuori del rapporto intimo che si stabilisce tra due persone, viene usata spesso impropriamente. Il tradimento ha, infatti, un significato molto piu’ ampio di quello limitato esclusivamente alla sfera coniugale, e si verifica in genere quando viene disattesa una fiducia incondizionata. Tuttavia, quando la gente parla di tradimento, lo intende quasi sempre come infrazione al patto di reciproca fedelta’ all’interno della coppia, ma tale comportamento dovrebbe essere definito piu’ correttamente col termine adulterio.

L’adulterio e’ percio’ una forma di tradimento, forse la piu’ diffusa, e da sempre viene considerato come qualcosa da condannare. Anche se, nel condannarlo, le diverse culture e religioni non sempre usano ed hanno usato la stessa misura per l’uomo e la donna. Quello maschile, infatti, e’ sempre stato maggiormente tollerato.

Nella Bibbia l'adulterio viene considerato un peccato, e indica un qualsiasi rapporto sessuale intenzionale di una persona sposata con altri che non siano il legittimo coniuge. E’ quindi l'infrazione della fedelta’ coniugale che viola il principio della santita’ della famiglia e del matrimonio, ed e’ considerato cosi’ grave da meritare la morte per lapidazione a cui partecipa l’intera comunita’. In ogni caso, anche se l’atto peccaminoso dovrebbe essere considerato allo stesso modo per entrambi i generi, la Bibbia stabilisce che adulteri siano solo la donna (gia' sposata o promessa in sposa) che tradisce, e l’uomo che si accompagna con lei. Mentre tutto cio’ non vale per un uomo (anche se sposato) che ha molte amanti, purche’ queste donne non abbiano alcun vincolo matrimoniale.

Anche nell’antica Roma l’infedelta’ coniugale da parte della moglie veniva considerata un reato gravissimo, punito con la pena di morte per mano del marito o dei familiari maschi. Percio’, in sostanza, il termine adulterio e’ sempre stato associato al tradimento femminile e non a quello maschile; una diversa stigmatizzazione che dal punto di vista antropologico e’ da ricercarsi nella mancanza di certezza di paternita’ nel caso della nascita di un figlio.

Questa interpretazione del tradimento coniugale femminile e’ stata a lungo rigettata con forza dai movimenti femministi che l’hanno considerata un prodotto del maschilismo, ed e’ per questo motivo che il termine adulterio, connotato come peccato e colpa, e’ oggi in disuso in buona parte del mondo occidentale. Cionondimeno trova ancora forza e accondiscendenza sociale laddove i diritti e la parita’ delle donne sono ben lontani dall’essere raggiunti.

A parte queste considerazioni storiche e sociali, le cause dell'adulterio sono le stesse di quelle di un qualsiasi tradimento; quando un accordo non puo’ essere piu’ mantenuto, da una parte o dall’altra, perche‘ vengono a mutarsi le condizioni iniziali in base alle quali quell’accordo era stato stabilito, si infrange il patto. Ma cio’ che distingue un normale tradimento da quello di coppia e’ che nel matrimonio ogni disagio e conflitto sono acutizzati, esasperati, ingigantiti, come se il vincolo del patto coniugale - e la presenza, spesso, dei figli - concedesse meno possibilita’ di fuga, quindi meno liberta’ di scelta per uscire dalla situazione.

L’unica via che resta e’ percio’ quella dell'adulterio; atto estremo che molti ritengono permetta di sopportare meglio la mancanza di scelte e possibilita’ all'interno della coppia. Ma tale liberta’ e’ solo apparente, perche’ spesso le persone coinvolte finiscono per trovarsi in un meccanismo di costrizione ancora piu’ perverso: non solo sono costrette a rimanere nella coppia coniugale per rispetto del vincolo e dei figli, oppure per la paura legata al cambiamento, ma, paradossalmente, sono anche costrette a rimanere all'interno della coppia adultera per salvare quella coniugale. Sembra un paradosso, ma non lo e’. Quanti matrimoni avrebbero i giorni contati se uno dei due coniugi non ricorresse all’adulterio per salvarlo? Molte volte e’ proprio il terzo incomodo, l’amante, che salva l'unione degli atri due, in quanto offre quel piccolo spiraglio di luce e liberta’ a chi, nella coppia, si trova maggiormente compresso dagli impegni e dai vincoli. E cosi’, spesso, quella adultera, diventa una vera e propria coppia parallela a quella coniugale, che ha persino una determinata condivisione e progettualita’.

Ma, come ho gia’ scritto in un articolo che affrontava piu’ o meno lo stesso argomento, anche in questo caso il modo in cui viene affrontato l’adulterio da parte maschile e da parte femminile e’ assai diverso, poiche’ la donna affronta e gestisce assai piu’ radicalmente dell’uomo ogni situazione che non contempli la monogamia.

Concludo con una lettera di un’anonima lettrice che, con le sue parole, ha fatto si’ che scrivessi questa breve riflessione sull’infedelta’ coniugale, soprattutto su come, da comportamento socialmente inaccettabile, possa diventare persino una valvola di sfogo per salvare l’unione di una coppia. Sempreche’ si riesca a scollegare il cuore dal proprio corpo; l’affetto e i sentimenti da tutto cio’ che deve restare soltanto fisicita’ e sesso.

“Non ha importanza chi io sia, ne’ quanti anni abbia, desidero solo raccontare qualcosa di me, perche’ sono stata responsabile in prima persona di un adulterio.

Ho un marito perfetto, e l’ho tradito. Ho vissuto quel momento intensamente e mi e’ capitato senza che io lo volessi. Ho conosciuto l’altro senza cercarlo, e non ha importanza come e dove sia accaduto. L'ho conosciuto e basta. Semplicemente, in modo casuale, e per una serie di circostanze imprevedibili sono caduta nel suo abbraccio. Ma quello di quando tradisci senza metterci sentimento non e’ un abbraccio che ti ospita. Ti desidera, e’ vero, ma non lo hai cercato e non ti ha cercata. Solamente ci cadi dentro e ti ritrovi nel vortice. Ti lasci andare e ti fai trasportare, ma non vuoi guardare; perche' il tuo cuore non deve vedere cio’ che piace al tuo corpo; perche’ talvolta e’ bello abbandonarsi e lasciare che ad agire sia solo il sesso; perche’ talvolta occorre spegnere il cuore, e godere delle sensazioni fisiche, vibrando di pienezza e di appagamento; perche’ e’ bello smarrirsi ed essere libera, ascoltando il corpo che urla di piacere.

Poi, una volta passato quel momento, ritorni a guardare le cose per quelle che sono, e non ti riconosci. Ricordi benissimo quel che e’ accaduto, ma avendolo scollegato dal cuore non ti rendi conto di quel che hai fatto; manca il senso di cio’ che e’ stato, e vuoi solo andartene via. Allora saluti e vai via! E non rimane alcun segno, non rimane nulla se non un’ombra, in quanto sai che la tua felicita’, quella vera, non passa da li’, ma da altre braccia.

Quando invece tradisci e ci metti anche il cuore, ne diventi schiava. Quando dell'altro non resta solo l’ombra ma inizi a ricordarti il suo sguardo, i suoi lineamenti, come si muove, la sua voce, non ti liberi piu’. Puoi provare a scollegare il cuore dal tuo corpo, che continuera’ come una marionetta a rimanere con colui che hai sposato, obbligato dagli impegni presi, ma il cuore volera’ via, per andare dall’altro, perche’ la forza del sentimento fara’ in modo che, vicini o lontani, presenti o assenti, il legame sia sempre ben teso e vibri in continuazione.

Cosi’ non fai altro che pensare all'altro, lo desideri, lo respiri, lo vivi, e smarrisci la pace. E quando non c'e' ti senti sola fino al punto d'impazzire, e vorresti non averlo mai conosciuto”.

(I tasmaniani, presso i quali l’adulterio era sconosciuto, sono oggi una razza estinta. - William Somerset Maugham)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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