domenica 2 febbraio 2014

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Sakk

Con la solita imperturbabilita’, Stepan fece la sua mossa: torre bianca in a8. “Matto!” Poi sorrise cercando di evitare il mio sguardo. Ebbi un moto di stizza, e come sempre mi alzai dalla sedia voltandogli le spalle, allontanandomi in direzione della finestra, cercando di mitigare il bruciore della sconfitta.

"Quante volte ti ho detto che con il nero non devi cercare la vittoria? Il bianco ha un vantaggio ed e’ il nero che deve annullare quel vantaggio portando la partita in stallo". Il suo tono era pacato, ma proprio in quello stava la grande forza che avevano le sue parole. Nessuna inflessione che potesse farmi intuire la voglia di rimproverarmi. Ma era proprio con quel tono, calmo e deciso, che riusciva a tagliare la scorza del mio orgoglio ancora acerbo, e a penetrare in profondita’.

"Quindi con il nero e' impossibile vincere?", gli chiesi tornando sui miei passi e guardandolo dritto negli occhi.

"Te lo ripeto: solo un giocatore stolto riuscira' a perdere con il bianco, e chi muove col nero potra' certamente vincere, ma solo in seguito alla stoltezza dell'avversario. Ciononostante, la vittoria non e’ la cosa piu’ importante. Gli scacchi sono molto piu' di un gioco; sono una filosofia tramite la quale imparerai a muoverti nel mondo, che in fondo non e’ che una grande scacchiera dove tutti siamo pezzi, mossi di qua e di la’, nel gioco della vita”.

Sono parole che ancora oggi mi risuonano nella testa. A volte mi sembra che Stepan sia ancora li’, seduto nella penombra a sorseggiare il suo cognac, ed invece sono passati venti anni. Un altro tempo... un'altra vita. Ma e’ stato grazie ai suoi insegnamenti che ho imparato i trucchi degli scacchi - ricordo addirittura di averlo battuto almeno tre volte durante il periodo in cui siamo stati insieme - e a muovermi bene nel grande gioco che e’ la vita. Pero’ era grande, ed era soprattutto quando recitava il ruolo da Pigmalione che, con queste frasi ad effetto, riusciva ad affascinarmi. Ero giovane, inesperta, infatuata di chi aveva molti piu’ anni e molta piu’ esperienza, ma in seguito avrei scoperto quanta ragione avesse e quanto non mi considerasse solo una discepola da istruire, come le altre che erano passate dalla sua alcova.

Se oggi dovessi paragonarmi ad un pezzo degli scacchi, cosa sentirei di essere? Un alfiere? Un cavallo? Una torre? No, no, no… e’ inutile che mi finga modesta; so benissimo che quando ho iniziato a giocare ero semplice pedone, ma oggi sono sicuramente una regina; posso muovermi ovunque sulla scacchiera e solo un giocatore molto esperto, che sappia muovere col bianco, potrebbe inchiodarmi. Ma in tutto questo tempo ho avuto a che fare solo con giocatori che hanno usato il nero. Ed io non sono mai stata stolta.

1 commento :

Anonimo ha detto...

* Matto di Legal di Cambray Digny *
-o0o-
Scacchisti, udite! Un'immortal tenzone
In brevi tratti il verso mio dipinge;
Inoltra il Re dei Bianchi il suo pedone,
Quel del Re Nero contro a lui si stringe.

L'assalta un Cavalier; ma gli si oppone
Quel della Donna e i colpi suoi respinge.

Alla quarta d'Alfier l'Alfier si pone,
La Donna il suo pedon d'un passo spinge.

L'altro Cavallo accorre. Al primo e' sopra
l'Alfiere e il preme. Egli il pedone uccide,
Benche' al nemico acciar la Donna scopra.

Ed essa muor, ma non indarno. In fallo
Cadde il duce dei Neri: ei non previde
Scacco d'Alfiere e matto di Cavallo.
-o0o-

Ciao da un "tenor sax player" che a tempo perso è anche amante del giuoco degli scacchi (... ahimé, sempre meno praticato... tempo tiranno). Felice notte!

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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