domenica 26 gennaio 2014

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Perche’ non saro’ mai una vera femminista

Nei giorni scorsi non mi sono mancate le critiche perche’ ho dichiarato di essere attenta, in modo quasi maniacale, all’estetica, e per aver affermato che non c’e’ niente di male se una donna, rassicurata dal proprio aspetto fisico, palesa un atteggiamento provocante e seduttivo nei confronti degli uomini, cogliendo appagamento solo per il fatto di essere ammirata. Mi hanno detto che se la penso cosi’ e’ impossibile che abbia idee progressiste riguardo alla parita’ di genere e che, anzi, proponendo di assecondare i desideri maschili, sarei addirittura in contrasto con quei principi e quei valori che appartengono al femminismo.

Ovviamente, quelle che maggiormente mi criticano, sono persone per le quali il femminismo non e’ un ideale di liberta’ ed emancipazione, come in realta’ dovrebbe essere, ma un dogma religioso al quale ci si deve attenere, che impone alle donne di abbandonare ogni forma di femminilita’. E’ per questo che le eretiche come me non meritano di essere considerate femministe.

Potrei anche fregarmene (ed infatti e’ quello solitamente che faccio), se non trovassi insopportabile il fatto che gli insulti che mi rivolgono non provengono esclusivamente da chi, ignorante, non ha avuto la possibilita’ di studiare ed informarsi, ma vengono utilizzati in primo luogo da un significativo numero di convinte ed ardenti femministe che, sentendosi portatrici di verita’ assolute, criticano duramente chi non rispetta il loro cliche’. Quindi, anche se moltissime volte ho manifestato la mia dedizione alla causa femminista, facendomi sempre paladina di chi subisce un’aberrante sistema patriarcale, per queste persone non sarei una vera femminista. E non lo sarei per le seguenti ragioni:

1) Non sono abbastanza trasandata. Anzi, sono cosi’ attenta a tutto cio’ che riguarda il lato estetico, soprattutto il mio, che risulto essere troppo femminile. E invece le “autentiche femministe” dovrebbero seguire puntigliosamente la dottrina di Sheila Jeffreys per la quale bisogna tagliare i capelli corti, non truccarsi, non indossare i tacchi alti, rinunciare alle gonne, e non depilarsi mai le ascelle e le gambe. Chiedo scusa, ma porto i capelli piu’ lunghi che posso, e mi piace indossare gonne e tacchi alti. Anzi, faccio anche di peggio: uso prodotti idratanti per il viso e il corpo, e mi depilo tutta. Lo faccio anche se devo leggermi un libro di Judith Butler e cio’ non mi crea alcuna contraddizione interiore. Chiamatemi pure un’inguaribile romantica, oppure una giovane donna all’antica, oppure accusatemi di essere condizionata dalla cultura dominante che da’ troppa importanza all’esteriorita’ e poca alla sostanza. Dite qualsiasi cosa, ma tutto cio’ che mi fa sentire gradevole con i miei partner di letto, siano uomini oppure donne, da’ soddisfazione anche a me, e non faro’ niente per cambiare. Tuttavia, nonostante questi comportamenti sacrilegi che metto in atto, non credo di essere insensibile ai temi che riguardano la dignita’ della donna, poiche’ non esiste un unico modo per essere femministe. Ce ne sono di alte, magre, basse, grasse. Alcune vogliono essere eleganti; ad altre non frega assolutamente niente della moda. Ma queste differenze non impediscono di restare unite nella lotta per la parita’ di genere. Qualsiasi discussione che riguardi le forme del corpo, il taglio dei capelli, i rituali di igiene, e la giusta quantita’ di peli sul corpo, non c’entra assolutamente niente col femminismo e chi lo afferma non ha capito un cazzo (perdonate il francesismo).

2) Non sono abbastanza povera e disgraziata. Forse essere Romni’, cresciuta in un povero paese dell’est, e’ irrilevante, ma anche se ho abbandonato le mie umili radici tanto tempo fa, e per un lungo periodo abbia fatto quello che ho fatto, qualunque cosa significhi, non mi sento vicina ai ricchi. Non importa se ho lavorato duro. Non importa se ho fatto tutto da sola, senza l’aiuto di nessuno. Non importa se da anni provo a dare indietro gran parte di quello che ho accumulato. Si dimentica persino l'importanza dell'indipendenza economica al fine di conseguire una reale parita’ di genere (come mi e’ stato detto piu’ di una volta). Il mio accento sull’autonomia finanziaria delle donne e la mia celebrazione del denaro come mezzo per affrancarsi dallo strapotere del paternalismo, equivale per chi mi critica ad un elogio del capitalismo, e quindi e’ strutturalmente anti-femminista. Soprattutto se quel denaro e’ stato accumulato facendo leva sulle debolezze maschili (che sono quelle che ben sappiamo), perche’ la “vera femminista”, oltre a non depilarsi, dovrebbe anche vivere una vita di stenti e privazioni, piuttosto che sfruttare il “pozzo di petrolio” che la Natura potrebbe averle donato. Allora chiedo: da quando la quantita’ di soldi che si guadagnano nella vita e’ inversamente proporzionale al sentimento femminista?

3) Non sono abbastanza aggressiva nei confronti del sesso maschile. E’ vero: non odio gli uomini. Li critico spesso e mi diverto a prenderli in giro, ma non li detesto. Anzi, anche se li trovo piu’ grezzi nei modi di fare rispetto alle donne, in realta’ mi piacciono molto e non potrei mai fare a meno di loro. Inoltre non avrei mai potuto fare quello che ho fatto se ne fossi stata disgustata. Ovviamente non mi riferisco agli stronzi, che’ quelli mi disgustano sempre e ovunque, ma la “stronzaggine” non e’ prerogativa solo maschile. In passato ho scherzato molto su questo argomento: sul ridurre la popolazione maschile, oppure sul costruire un mondo di sole donne. Ma era piu’ per provocare che per vera convinzione e, sinceramente, non mi trovo affatto d’accordo con certe esponenti del cosiddetto “femminismo radicale”, come Sally Miller Gearhart o Andrea Dworkin, che non disdegnano mai di esprimere nei loro scritti un profondo odio per l’intero genere maschile.

4) Anche se sono single (e questo alle femministe potrebbe anche andar bene), non sono abbastanza lesbica. In realta’ non sono una single dal punto di vista sessuale. Ho una vita sessualmente appagante per quelle che sono le mie esigenze, ma per alcune femministe questo non e’ abbastanza: pensano che per essere veramente tali si debba assolutamente fare a meno degli uomini. Ergo, se dici di essere una femminista pero’ ami ogni tanto farti una scopatina con un uomo, vieni accusata di collaborare con il nemico. Questa stupidaggine la dice chiaramente Grace Atkinson: “I rapporti eterosessuali sono anti-femministi”. Ed ovviamente ci sono delle cretine che la stanno pure ad ascoltare. Oltre a cio’, l’ho sempre affermato, non sono lesbica, perche’ la bisessualita’ non equivale al lesbismo, ma - afferma ancora la stessa Atkinson - se "il femminismo e’ la teoria, il lesbismo e’ la pratica". Che genio! Eppure, non riusciro’ mai a capire come le inclinazioni sessuali possano essere legate alle nostre convinzioni, alla nostra fede nella giustizia, al desiderio di uguaglianza. Come si fa ad etichettare una persona in base alle sue scelte sessuali e sentimentali? Che aberrazione mostruosa e’ quella per cui per essere davvero femministe si deve assolutamente ripudiare il cazzo e adorare la fica? Non tutte le femministe sono lesbiche e chi non e’ lesbica non e’ certamente meno femminista di chi lo e’. Ma c’e’ una cosa che e’ ancor piu’ importante e che forse a molti sfugge: non tutte le femministe sono donne.

5) Non mi sento abbastanza vittima del maschio cattivo. Ho sempre rifiutato di considerarmi tale. Ma c’e’ di piu’: dello stato attuale delle cose, e del fatto che il genere maschile conservi uno strapotere non piu’ giustificato, ritengo le donne essere responsabili tanto quanto gli uomini. Molte, moltissime, concorrono ad alimentare il sistema patriarcale. Anzi, addirittura lo proteggono. Quindi non me la sento di fare tanto affidamento sulla solidarieta’ femminile e tutte le belle parole (spesso ipocrite) che accompagnano i mantra femministi. Purtroppo, se non in determinati ambienti di nicchia in cui le donne hanno imparato ad autogestirsi, il mondo e’ ancora saldamente in mano del genere maschile che lo amministra (come abbiamo visto) a suo modo, secondo una logica basata sul caos e l’instabilita’. Ma “potere” significa anche assunzione di responsabilita’, e sono convinta che il 99,99% delle donne non abbia alcuna voglia di assumersele queste responsabilita’. Molto meglio restarsene al calduccio, protette, magari criticando l’operato altrui, ma senza abbandonare il gineceo nel quale si sono autorecluse.

Ho appena esposto i cinque (ridicoli) motivi per cui, per certe talebane, io non potrei mai essere una vera femminista. Naturalmente ci sono anche altre ragioni per le quali ricevo critiche, e ci saranno sempre. La stessa concezione di nudita’ oppure di sesso, che ho io, contrasta enormemente con le opinioni di chi vorrebbe vedere le donne atteggiarsi come delle beghine dell’esercito della salvezza, o - se guardiamo all’altro estremo - come delle femen scatenate. Perche’ o sono troppo spregiudicata in quanto parlo liberamente e senza vergogna di tematiche sessuali, o non lo sono abbastanza in quanto non me ne vado in giro tutto il giorno a seno nudo. E l'elenco potrebbe continuare.

Forse non tutti saranno d'accordo col modo in cui ho generalizzato sull’argomento, ma vi assicuro che anche quelle femministe che non rientrano nelle categorie che ho appena descritto odiano il modo in cui qualcuno generalizza e continua a generalizzare su di loro. E spero che anche chi non e’ d’accordo con me possieda almeno un po’ di onesta’ intellettuale da riconoscere che non ho mai affermato che tutte le femministe che mi criticano siano trasandate, povere, aggressive, lesbiche e si lamentino di essere vittime del genere maschile. Ho solo dileggiato un po’ quelle che, invece, lo sono. Perche’ non nasciamo tutte uguali, non abbiamo tutte quante le stesse aspirazioni, gli stessi obiettivi, gli stessi desideri, ed e’ giusto che sia cosi’. E sinceramente (ve lo dico con un altro francesismo) ne ho piene le ovaie di quelle nazi-femministe che attaccano le altre donne solo perche’ non rispecchiano la loro visione sacra del mondo cosi’ come (sempre secondo loro) dovrebbe essere.

11 commenti :

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

le poche volte che ho parlato con delle cosiddette femministe ho sempre avvertito un atteggiamento di intolleranza da parte loro.

Devo dire che più o meno condivido quello che hai detto nel post.

Quanto alle critiche verso chi si mantiene bella forse vale il detto di Andreotti che a pensare male si fa peccato ma sì indovina. Qui sono cattivo (anche se non ho cattiveria), ma a volte l'invidia di una donna non bella verso una bella può spiegare molte cose.

Ciao Davide

zefirina ha detto...

non mi sono mai piaciuti i giudizi troppo netti, curarsi o noncurarsi del proprio corpo è una scelta personale, ma prendersi cura del proprio corpo e della propria anima secondo me è un dovere, la sciatteria non è stata mai sinonimo di rigore intellettivo o morale,ma poi cosa significa essere femministe, un altro aggettivo riduttivo che è diventato quasi un insulto, io non so se sono femminista, sono una donna e mi piace esserlo e cerco di essere coerente con me stessa, di quello che pensano gli altri, non mi importa: un giorno posso andare con i tacchi e il giorno dopo con gli zoccoli, l'umore è il mio termometro

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Devo darti ragione. Le poche volte che ho dato un po' troppa confidenza a delle donne, qui nel web, e ho mostrato loro qualcosa di me, subito dopo e' successo qualcosa che ha creato dei dissidi, e la tanto sbandierata "comunanza di idee e di sentimenti" non c'e' piu' stata.
Devo convenire che le due cose siano collegate, pertanto ho imparato a tenermi nascosta, soprattutto alle donne, eccetto pochissime delle quali ho potuto valutare la totale assenza di invidia o spirito di competizione.

@ Zefirina: La scelta sembra sia tra femminismo e femminilita', perche' pare che alle "vere femministe" le donne troppo femminili non vadano a genio.

Anonimo ha detto...

quello che hai descritto non mi stupisce minimamente, certe cose te le sei andate a cercare. Sarei curioso di sapere se queste critiche ti sono arrivate dall'autrice di un blog in particolare o dalle sue più assidue frequentatrici. Sto passando del tempo a cercare di capire chi sono in realtà queste cosiddette femministe, e lo si può fare solo in maniera limitata perchè apertamente a tutti i cittadini non si manifestano mai, lanciano messaggi unilaterali e parlano solo indirettamente attraverso pagine internet, campagne mediatiche, tv, giornali e lobbismo politico soprattutto. Questo ha un paio di conseguenze. Una è che il femminismo oggi non esiste, esistono solo le femministe, in quanto nessuno si assume le responsabilità di quello che fanno o che dicono alcune di loro, la strategia del tutto e del niente, il femminismo è un movimento fantasma. L'altra conseguenza è che ho letto i commenti e le gesta sul web di molte/i che si definiscono tali e mi sono sembrati in genere platealmente ipocrite, anche se forse in molti casi non si accorgono nemmeno di esserlo.
Ufficialmente sono tutte a favore di parole come parità, libertà e giustizia per tutti, manifestano per le donne fuori dai tribunali e nelle piazze. Salvo poi quando si devono fare i fatti, per esempio quando c'è una situazione di discriminazione che va a vantaggio delle donne al prezzo di un'ingiustizia verso altri, spariscono tutte continuando però a proclamarsi per la parità universale. A chi glielo fa notare lo accusano di discriminarle, si chiamano vittime e si giustificano dicendo che il loro compito è occuparsi delle donne, alla parità degli altri ci deve pensare qualcun'altro (mi sfugge forse qualcosa nel concetto di parità?). Se è già difficile definire cos'è una femminista, seconto te una "femminista vera" quali caratteristiche dovrebbe avere e perchè aspiri ad esserlo?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Mi spiace. Non so rispondere. Ho scritto che non sono una vera femminista, in senso ortodosso del termine, quindi la domanda e' rivolta alla persona sbagliata.
Io non desidero essere femminista, ma femminile. Ed i due concetti a quanto pare, almeno oggi, non possono combaciare. A meno che non si faccia uno sforzo d'immaginazione e si cominci ad immaginare la figura della femminista come quella di una donna estremamente femminile, che non ha alcun problema a dichiarare di gradire gli uomini, e che non si lagni di continuo perche' i maschi sono tutto sporchi, brutti e cattivi. Ciononostante che fosse decisa e risoluta (a tratti anche severa) nell'ottenere rispetto e nessun tipo di favoritismo solo perche' femmina.
Ecco, forse con un po' d'immaginazione si riesce ad intuire quella che per me potrebbe essere una vera femminista.

Mara ha detto...

Ho qualche perplessità sull'accezione puramente estetica o comportamentale del termine "femminile", ossia sull'equazione "porto i tacchi e la mini, sono etero, non sono un'indignata in sevizio permanente, ergo sono femminile". La definizione di femminile penso sia più complessa. Detto ciò, condivido la tua insofferenza, ma credo che ognuna sia libera di provare disagio verso ciò che vuole, e se una femminista con una sua storia personale magari diversa dalla tua ha problemi con il sesso, non mi sembra giusto darle la patente di invasata/sfigata/opprimente. Ultimamente noto questo grande autocompiacimento nel prendere le distanze da alcuni aspetti, tra l'altro molto marginali, del femminismo - le cose che scriveva Dworkin risalgono a tanto tempo fa e non riguardano certo la vita della maggior parte delle donne dei movimenti- finendo puntualmente inun'autocelebrazione, scusami, un po' stucchevole. Questo vantarsi di essere belle,libere, desiderabili, apprezzate dagli uomini va benissimo, ma prendere sempre come esempio la femminista acida e cessa come misera contrapposizione al proprio splendido sé mi pare ormai uno sport diffuso. Penso si possa fare di meglio.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Si puo' sempre fare di meglio.
Io, purtroppo, cerco di fare il massimo, anche se she esiste chi puo' fare assai piu' di me.
Tuttavia, che sia meglio o peggio lo decideranno le persone, singolarmente, esattamente come hai fatto tu.
Ti ringrazio per la critica.

Sandro ha detto...

leggo spesso blog e pagine facebook di femministe e gruppi femministi per cercare di analizzarne le dinamiche. Ho notato nei loro discorsi alcune fondamentali parole chiave: "figura della donna" - "corpo della donna" - "patrimonio collettivo". La "figura della donna" è come vorrebbero che ogni donna fosse vista dagli altri, dalla società tutta, cioè perfetta. Il "corpo della donna" è una specie di totem inviolabile del femminismo, che serve per rafforzare i concetti ideologici che stanno dietro alla "figura della donna", ma è anche la mela della discordia ed ancora lo strumento di guerra per eccellenza. Riunendo il puzzle la mentalità è questa: la "figura della donna" deve essere all'altezza di quell'idea di perfezione, superiorità morale ed etica che si vuole diffondere. Per fare questo si deve sancire la sacralità del corpo della donna, che apparterrebbe si ad ogni singolo essere umano femminile, ciascuno con il proprio corpo, ma contemporanemante diventa così anche un patrimonio collettivo di tutto il genere femminnile, di cui il femminismo si è autoproclamato paladino ente di tutela. Quindi gli interessi del singolo devono essere sacrificati per il bene comune e così se una singola donna volesse esercitare la propria lecita libertà di disporre come meglio crede del proprio corpo, dovrebbe prima assicurarsi di non stare infrangendo nessuno dei comandamenti del femminismo, altrimenti verrà accusata di fare un danno collettivo a tutto il genere femminile e/o di essere stata contagiata da qualche nuova forma infettiva di maschilismo patriarcale. Era ovvio che saresti stata attaccata. Quella specie di invidia che dici tu per me è solo una motivazione secondaria, il problema vero è molto più in profondità. Ovviamente, considerato che il femminismo attuale in realtà non è un movimento per i diritti ma una modernissima religione laicista e lo considero anche una bella corazzata Potemkin, mi fa piacere che ogni tanto qualche donna noti qualcosa che non va al suo interno.

Anonimo ha detto...

Cara Signora, quello che le femministole (almeno quelle del web) non le possono perdonare è la razionalità e la mancanza di odio... Lei, da persona indipendente, vive senza preconcetti, cosa che fa imbestialire le mute di cani e cagne ammaestrate...

Maurizio

UnUomo.InCammino ha detto...

Se tu non metti la mente all'ammasso, se non ti conformi a precetti, divieti, dogmi di questa o quella religione/setta/ismo, tu sarai sempre negletta prima, rifiutata e bandita poi.
Ciò vale anche per le pseudo femministe come per ogni movimento ideologico-religioso ortodosso.

Chiara con te stessa e fedele alla tua linea!

francydafne ha detto...

Sottoscrivo quanto tu affermi. Il Femminismo è stato (ed è tuttora) importantissimo per i diritti delle donne, non puoi immaginare quante donne siano state violate, picchiate, insultate e uccise per i loro ideali, a cominciare da Olympe de Gouges. Poi ci sono le "femministe talebane", come le definisci tu, che giungono ad un livello di fascismo/machismo esagerato, penso a quelle che, per esempio, considerano le transessuali delle persone che hanno deciso di cambiare sesso per distruggere il "femminile" dall'interno. Roba veramente dell'altro mondo! Oppure pensa a quello che ha dovuto subire e sopportare la femminista Kathleen Sullivan, che ebbe a dire: "(....) allora la bisessualità, la promiscuità, l'adulterio, la masturbazione e il consenso universale alla pornografia sono i caratteri di una rivoluzione sessuale che sta potenzialmente liberando le donne piuttosto che confinarle".

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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