lunedì 6 gennaio 2014

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Il giocatore di scacchi

La scacchiera stava sempre li’, appoggiata sul tavolino accanto alla finestra. I pezzi sistemati e pronti per un’eventuale partita. Gli piaceva disporli con cura. Era lui che lo faceva. Partiva sempre coi bianchi. I primi erano la regina ed il re. Non credo sia stata usata piu’ molte volte dopo che me ne sono andata. Io ero l’unica con cui gli piaceva davvero giocare a scacchi. O almeno cosi’ mi diceva.

Appoggiava la testa alla mano come per pensare meglio e ragionava a lungo prima di muovere, ma quando la faceva era sicuro della sua mossa. Diversamente da me che, invece, avevo sempre dei ripensamenti, e quasi sempre mi dispiacevo per aver fatto una mossa avventata subito dopo aver mosso il pezzo.

In ogni partita c’era sempre un messaggio che avrei dovuto interpretare. Era nascosto in ogni mossa, e se ne ero intrigata non era tanto per il gioco in se’, quanto per cio’ che imparavo nel giocarlo. Quando infine aveva la vittoria in pugno, scrollava la testa: “Devi proprio imparare a giocare!”. E cercava di consolarmi se ero stizzita per qualche errore di troppo.

Solo in un’occasione ho vinto, e non perche’ fossi diventata piu’ brava. Anzi, ho sempre sospettato che sia stato lui a permetterlo, per farmi assaggiare almeno una volta il sapore della vittoria. Ma oso sperare che non sia proprio cosi’. Dopo andava sempre a versarsi un mezzo bicchiere di cognac, poi tornava seduto di fronte a me e lo sorseggiava, assaporandolo in quel modo che, forse nel cercare di imitarlo, avrei imparato a fare anch’io.

Non erano molte le distrazioni, se non leggere avidamente qualsiasi cosa mi capitasse fra le mani oppure ascoltare le sue storie, ed avrei sentito la mancanza, in seguito, dei suoi racconti di guerra. L’Afghanistan, il proiettile che lo aveva quasi ucciso, le sue lezioni di strategia, di tattica, di vita. Ed anche delle ore passate nel letto, imparando a dargli piacere.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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