domenica 29 settembre 2013

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Lettera ad una sorella che non ho mai avuto

Premessa: sono figlia unica e per molto tempo non ho goduto del privilegio di avere una sorella. Essendo di carattere introverso, a lungo mi sono sentita sola e non ho mai potuto contare su un reale appiglio, qualcuno con cui confidarmi o che potesse essermi di supporto. Mi sono sostenuta percio’ con le mie sole forze, affidandomi unicamente a me stessa. E neanche mia madre ha potuto (o saputo) compensare questa mancanza, a causa dell’enorme distanza generazionale che ci ha portate per anni ad avere posizioni molto diverse su tutto cio’ che riguardava il mio modo di vivere. Ma la vita e’ a volte bizzarra, e da un momento all’altro mi sono ritrovata ad avere non una, ma addirittura venti sorelle che hanno ampiamente colmato il vuoto che sentivo dentro.

“Impossibile”, penserete. Eppure e’ cosi’ e non e’ la trama di un romanzo d’appendice quella che vi sto raccontando, anche se, per il momento, non ho intenzione di rivelarvi altro sull'argomento. In ogni caso oggi, diversamente da ieri, vivo in un contesto in cui considero sorelle tutte le donne con le quali condivido la mia esistenza (e sorprendentemente persino mia madre). Ma a pensarci bene non solo loro, perche’ allo stesso modo considero sorelle tutte le donne che conosco e frequento durante la giornata, quelle che incontro per strada ed anche quelle che non incontro o non ho mai incontrato, e con le quali, forse, potrei non avere mai la possibilita’ di parlare. Sorelle sono anche le donne che si rivolgono a me per un consiglio, come lo sono quelle dalle quali sono io stessa ad imparare. Persino se fossero delle emerite sconosciute, ugualmente le considererei sorelle perche’, in fondo, e’ anche un po’ del mio cuore che batte nel petto di ciascuna.


Lettera ad una sorella che non ho mai avuto

Cara sorella, la prima cosa che vorrei dirti e’ di credere sempre in te stessa. Nella tua forza. Nei tuoi sogni. Nel potere della tua volonta’. Non c’e’ niente che tu non possa fare se solo ci credi. Tutto inizia proprio li’, nella tua testa, nel modo in cui vedi te stessa. Se non hai fiducia nelle tue capacita’, nessun altro l’avra’, perche’ a nessuno importa quanto sei brava a giocare il gioco del pretendere. E fiducia in te stessa significa dare ascolto al tuo sesto senso, a quella voce interiore che spesso tendi a tacitare. Ascoltala. Questo non significa che non ci saranno momenti nella tua vita in cui non sbatterai la testa contro il muro (ce ne saranno molti, piu’ di quanto immagini), ma significa che devi essere certa che alla fine quel muro crollera', e tu potrai continuare il tuo cammino.

Non essere mai pigra. Lavora sodo. Se desideri qualcosa, fai di tutto per ottenerla (o almeno tenta), invece di limitarti a volerla e a lamentarti perche’ non riesci ad averla. Non si ha diritto a cio’ che il mondo ha da offrire: tutto va guadagnato. Hai pero’ il diritto di sentirti sperduta, isolata, sola, Hai il diritto di inciampare, di fare errori, e persino di cadere. Ma e’ tua la responsabilita’ di rialzarti e proseguire il viaggio. Sii orgogliosa dunque delle cicatrici che la vita ti procurera’, sulle ginocchia, nella tua anima, perche’ saranno la prova che sei stata viva, che non ti sei lasciata andare, che sei rimasta sempre in piedi, pronta ad andare avanti.

Lungo la strada troverai molti nemici che proveranno ad ostruirti il cammino. Molte persone, uomini, donne, alcune delle quali - vedrai - molto vicine a te che diranno “non puoi farlo”, che ti prenderanno in giro, che si prenderanno gioco delle tue ambizioni, che minimizzeranno le tue capacita’, che criticheranno le tue scelte. Involontariamente o di proposito, faranno del loro meglio per convincerti che stai sbagliando. Ebbene si’, sono sincera, potresti anche sbagliare: nessuno e’ infallibile, neppure tu. Ma ricorda che e’ molto meglio fare i propri errori che accettare che qualcun altro decida quali siano le scelte giuste per noi. Lascia quindi a queste persone, se proprio lo desiderano, il diritto di criticarti, di correggerti e di indicarti quale sia, secondo loro, la via giusta per te da seguire, ma prendi le loro parole ed usale come fossero un ulteriore motivo per sfidare ancor piu' te stessa. Difendi le tue scelte, a costo di mettere in gioco la tua stessa vita. Ti accorgerai di quanto “scegliere” sia il bene piu’ prezioso, anche se per difendere questo tuo diritto pagherai un prezzo molto alto, avendo in cambio spesso solo incomprensione e ingratitudine. E’ questo il prezzo che dovrai pagare per essere veramente libera.

Perche’ tu sei libera, cara sorella. Libera di amare chi vuoi. Libera di usare il tuo corpo come meglio decidi. Libera di pensare in modo diverso dagli altri. Libera di sentirti in colpa, o senza colpa. Libera di guardare qualcuno e perderti nei suoi occhi. Non compromettere la tua liberta’ anche se cio’ potra’ significare sentirti sola. Quando un albero si oppone alla tempesta lo fa da solo, senza aiuto. Niente lo sorregge se non la forza delle proprie radici. Ricorda che i tuoi genitori non ti possiedono. I tuoi familiari, i tuoi parenti, i tuoi vicini, i tuoi amici, i tuoi colleghi di lavoro, non ti possiedono. Neppure il tuo ragazzo, il tuo partner, il tuo compagno, tuo marito - come preferisci chiamare la persona alla quale hai deciso di donare il tuo amore - non ti possiede. Perche’ tu appartieni solo a te stessa.

Libera quindi la tua autostima dal giudizio della societa’: non sarai mai davvero emancipata fin quando non smetterai di preoccuparti di cio’ che “gli altri” pensano di te, se fai questo, se fai quello, se dici una cosa o se ne dici un’altra. Liberati da tutto cio’ che ti hanno inculcato, e che ancora continuano ad inculcarti, condizionandoti attraverso la tv, le riviste, la pubblicita’ che vedi sui cartelloni per strada, e che in modo subliminale, a poco a poco, t'inocula dentro valori e pensieri che tendono solo a stringere intorno al tuo collo un guinzaglio, fino al punto che ti senti nuda o inadeguata se non indossi la catena. E ogni tanto fregatene di quello che ti impongono di essere per sentirti bella, e fatti fuori un bel barattolo di nutella, se lo desideri! Perche’ tu sei bella non in quanto sono gli altri a decidere che tu lo sia, ma perche lo decidi tu. Perche’ lo credi tu. E piu’ di tutto e’ importante che ti liberi dal lavaggio del cervello che ti hanno fatto con la religione. Se hai assolutamente bisogno di una fede, allora scegli di avere fede in te stessa, nella tua vita, nelle tue capacita’, e non barattare la tua dignita’ in cambio di un imbroglio, e di chi ti dice che in base ai testi sacri vali meno di un uomo.

Educa te stessa, ma impara a farlo vivendo e sperimentando, perche’ la scuola e l’universita’ non sono sufficienti. Sii curiosa, sii affamata di curiosita’ e di conoscenza. Piu’ sarai affamata, piu’ diverrai forte. Pero’ guadagna il tuo denaro, sii indipendente, acquista da sola cio’ che desideri, costruisciti la tua carriera, piuttosto che mendicare un po’ di soldi da chi – stai pur certa - prima o poi te li rinfaccera’, o un posto di lavoro che ti verra’ dato solo se potranno sfruttarti.

Gestisci la tua sessualita’ senza temere giudizi. Se senti di preferire le donne e non gli uomini, non nasconderti come un’appestata. Tante sono come te, perche’ e’ la persona che si ama e non il suo sesso. I cuori non hanno ne’ pene ne’ vagina. Ma anche tu impara a guardare le persone come esseri umani, al di la’ di loro genere, e al di la’ delle loro scelte sessuali. Percio’ non temere gli uomini, non avere paura di loro, e soprattutto non odiarli. Certamente non devi farti intimidire, ma neppure devi sentire il bisogno di controllarli. Soprattutto non imitarli, perche’ non sono superiori a te, ne’ inferiori. Essere differenti non significa essere di meno o di piu’.

Pertanto non credere a chi ti dice che l'uomo e’ antagonista alla donna. Non credere a chi ti dice che da sempre e’ in corso una guerra dei sessi. Non c’e’ alcuna guerra. E’ tutto un mucchio di stronzate. E se per caso questa guerra esistesse e fossi io a sbagliarmi, allora sappi che non si vince facendo soccombere l’altro, o sconfiggendolo, o umiliandolo. Si vince insieme all’altro, aprendo reciprocamente le porte della nostra fortezza. Questo vale per te, quanto vale per lui.

Beh, forse non sempre e’ cosi’. Forse anche tu come me ti accorgerai di quanti cretini e stronzi ci siano in giro, la’ fuori, anche di genere femminile (non fidarti ciecamente della storiella sulla solidarieta’ delle donne che, in molti casi, si rivelera’ essere una delusione), ma questo non deve farti perdere la fiducia in quelli buoni. Ce ne sono di decenti che possono esserti alleati, amici e persino complici.

Abbi dunque il coraggio di amare. Il coraggio di avere paura. Il coraggio di rischiare, nonostante tutto. Abbi il coraggio di donarti, a chi vuoi, ma allo stesso tempo abbi anche il coraggio di reclamare indietro te stessa quando e se lo riterrai opportuno. Perche’ donarsi non significa annullarsi, non significa perdersi completamente. Sii sempre chiara ed onesta su questo punto. E non accontentarti mai. Abbi il coraggio di pensare che puoi meritarti il meglio (per te, che e’ cio’ che davvero conta), e non accontentarti di niente di meno. Abbi il coraggio di cambiare idea; il coraggio di far male quando occorre, e anche di farti male; il coraggio di osare di dire no, e dire di si’ a chi vuoi, come vuoi, quando vuoi.

Alla fine troverai il partner che vorrai - fidati - ma solo se non trasformerai la tua ricerca in una spasmodica ossessione, oppure fermandoti al primo arrivato per il timore di restare da sola. Se avrai la pazienza di attendere, di valutare e di scartare tutto cio’ che minimamente non ti convince, alla fine lo troverai. Oppure troverai molte versioni di lui/lei; ciascun avra’ alcuni di quei pregi che tu desideri, ma anche tanti di quei difetti che proprio non sopporti. E se non ti capitera’ di trovare la perfezione, come in realta’ meriti, beh… ricorda sempre che avrai comunque te stessa.

6 commenti :

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

lettera molto bella e profonda.

Sarebbe però interessante sapere cosa scriveresti al fratellino che non hai mai avuto: in particolare cosa di diverso gli diresti rispetto alla sorella.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Non conosco abbastanza gli uomini (almeno da quel punto di vista) per poter scrivere loro una lettera. :)

nivola ha detto...

Davide, mi hai preceduto... è una curiosità che condivido e nella "conoscenza degli uomini" l'assenza di un fratello credo non sia una figurina mancante da poco.
Lo immaginavo già, ma ora che me lo confermi, il fatto di non aver avuto fratelli o sorelle mi dice qualcosa del tuo carattere.
ciao Klara

Chiara di Notte - Klára ha detto...

E bravo "dottor froi de'noantri"! :)

nivola ha detto...

Si lo so!!! ma io ci godo da morire a studiacchiarti.
Ognuno ha i suoi passatempi e questo è il mio :-)

ettore ha detto...

Cara Klàra, apprezzo molto e condivido le tue parole, anche se sono un uomo. Perché... si, indubbiamente sono parole da donna a donna, sorella o figlia che sia. Ma in fondo con variazioni minime abbiamo una lettera che potremmo scrivere a chiunque vogliamo veramente bene, senza distinzioni di genere e di ruolo.
Sono esortazioni ed insegnamenti che in sintesi vogliono guidare la tua sorella ad avere stima e fiducia in se' stessa, ad essere mentalmente robusta.
Sai, lavorando molto a contatto con dottorandi o comunque ragazzi che potrebbero esssere miei fratelli/sorelle molto giovani e che dovrebbero essere il futuro di questo paese, sono sconvolto dal capire quanto la precarietà in cui sono cresciuti, la cultura della flessibilità, del non diritto, dell'essere nessuno, e la crisi che oggi li soffoca, ne abbia devastato l'autostima e la fiducia in sè stessi.
Secondo me la tua lettera dovremmo scriverla anche ai fratelli e sorelle che abbiamo...
PS: mi permetto di postare il commento anche sulla tua pagina FB, anche se sarei ben contento di rivedere questo blog frequentato come una volta..:)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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