martedì 27 agosto 2013

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Su come io sia arrivata ad accettare il mio piccolo seno ed una bocca troppo grande

Una volta, quello che volevo era essere perfetta. Volevo essere educata, molto educata, solo per impressionare con le mie buone maniere. Istruita, incredibilmente istruita, solo per sbalordire con la mia conoscenza. Intelligente, straordinariamente intelligente, solo per ottenere l’ammirazione di chi avevo intorno. In forma, superlativamente in forma, solo per stupire chiunque col mio aspetto. Una donna, insomma, che potesse fregiarsi del bollino di approvazione e di garanzia che determina il successo.

Una volta, dunque, volevo tutto: una pelle vellutata, un gusto raffinato, una mente vivace, un corpo mozzafiato, una parlantina sciolta, un carattere forte, delle gambe stupende, un sorriso sconvolgente, uno sguardo intrigante, una cascata di capelli, un ventre piatto, una conversazione interessante, dei pensieri affascinanti. E lo volevo solo per far piacere a qualcuno, genitori, parenti, amici, partner, cosicche’, rispecchiandomi nei loro occhi, in cambio avrei potuto amare anche un po’ me stessa. Almeno un po’...

Tuttavia non si sfugge ai propri difetti. Sfortunatamente ho continuato ad averne, fin troppi: un temperamento indomabile, un seno piccolo, una bocca troppo grande, un debole per la Nutella, un’incontenibile incoscienza, una costante paura di fallire, una risata fragorosa, un sedere un po’ abbondante, un inaccettabile daltonismo, un animo troppo sensibile, una fastidiosissima tendenza a sentirmi perennemente stanca, un inguaribile idealismo. Ma prima di tutto, l'idea ossessiva che con i miei difetti e con le mie imperfezioni, non sarei mai stata abbastanza.

Abbastanza per chi? Ancora me lo sto chiedendo, pero' un giorno e’ accaduta una cosa straordinaria: ho smesso di considerare gli altri. Ho smesso di ascoltare il loro giudizio. Ho smesso di preoccuparmi di cio’ che pensavano, e non ho piu’ sentito il desiderio di piacere sempre e comunque a tutti. E sapete qual e’ stata la cosa piu' sorprendente? E’ che non sono morta per questo. Semplicemente, di punto in bianco, mi sono stufata della mia perenne ricerca di “adeguatezza”, e di essere continuamente preda delle pressioni per essere sempre “perfetta”. In sostanza, non mi sono piu’ conformata alle aspettative di chi avevo vicino: genitori, parenti, amici, partner, chiunque… tutti svaniti. Si’. E insieme a loro e’ letteralmente scomparso cio’ che comunemente viene definito “desiderio di accettazione sociale”. E nello specchio, che prima mi terrorizzava, e’ rimasto solo il riflesso di cio’ che ero. Nient'altro che quello.

E’ cosi’ che sono diventata giudice di me stessa: l’unica in grado davvero di valutarmi. Ma non e' stato facile. Nonostante quella mia ossessione di piacere agli altri fosse svanita, dopo e’ stato anche peggio, molto peggio. Perche’ in me stessa ho trovato una critica ancor piu’ feroce, aspra, esigente, meno tollerante e meno incline al compromesso di chiunque altro prima. Ma almeno gli standard erano i miei, i riferimenti erano i miei, le aspirazioni erano le mie, cosi’ come lo erano i sogni, le speranze, i bisogni, le sfide e i desideri. Era tutto mio, e riguardava solo me.

Ed e’ allora che ho cominciato ad osare di piu’... sempre di piu’. E sono inciampata, e caduta, ma da ogni caduta ho guadagnato molto, e da ogni ferita ricevuta, da ogni lacrima versata, da ogni difetto che ho avuto il coraggio di mostrare, ho imparato qualcosa. Ho imparato che se volevo essere libera, veramente libera, dovevo innanzitutto liberarmi dal giudizio degli altri, e dovevo farlo da sola, senza l’aiuto di nessuno. Del “Cosa penseranno di me se ho fatto questo, o quello?”, oppure “Piacero’ di piu’ con i capelli portati in questo modo o nell’altro?”, oppure “Che diranno di me quando scopriranno che non sono quella che pensavano?” ho imparato a fregarmene! Ma ho imparato anche che sono proprio le persone che per prime ti applaudono quando dimostri di essere sempre al massimo, che per prime ti puntano il dito contro per ogni cosa che fai se, per caso, non sei piu’ all’altezza delle loro aspettative.

Si’, proprio loro, che ti sussurrano alle spalle e sparlano di te evitando persino di guardarti negli occhi. Fin quando ti rendi conto che, in fondo, la loro e’ solo invidia. Ti invidiano perche’ sei cio’ che sei, perche’ hai avuto il coraggio di fare quello che loro non avrebbero osato neppure concepire, e perche’ hai visto troppi colori, provato troppe sensazioni, vissuto troppe esperienze, che nessuno di loro, mai, potrebbe minimamente immaginare. E quel giorno ti penti amaramente per tutti i sacrifici che hai fatto affinche’ quelle persone avessero potuto avere un’illusione, cosi' da essere lusingate dalla tua vicinanza. Ma quando te ne rendi conto e’ troppo tardi: indietro non si torna, il tempo perduto non si recupera, e cio’ che abbiamo elargito con tanta generosita’ a chi non se lo meritava, non ci viene mai restituito.

Quindi non farti ingannare. Fin da subito non star dietro a quello che dicono di te. Sii dissacrante, rompi il muro dell’ipocrisia e fregatene dei giudizi altrui. Balla se hai voglia di ballare, urla se hai voglia di urlare, graffia se hai voglia di graffiare, se vuoi mostrare le gambe mostrale e se hai voglia di scopare, con chiunque ti vada, per qualsiasi motivo tu ritenga opportuno, fallo. Non esiste niente di sacro se non la tua liberta’. Ricordalo. Anche se tutti quanti si metteranno di traverso per ostacolarti, per impedirti di essere cio’ che vuoi essere, perche’ la tua liberta’, credimi, fa paura a molti, tu non starli ad ascoltare. Vai avanti come un treno e travolgili…

Una volta, ho iniziato uno stupido viaggio per sbalordire il mondo. Volevo farlo cercando di essere perfetta, ma ho capito che era tutto sbagliato. Ora, invece, sono orgogliosa dei miei difetti: del mio piccolo seno, della mia grande bocca, del mio sedere un po’ abbondante e di tutto il resto che, probabilmente, di me non va. Ma adesso sono finalmente me stessa. Sono io: imperfetta, disordinata, inadeguata. E non mi sono mai amata cosi' tanto.

12 commenti :

nivola ha detto...

Buongiorno Klara, ben ritrovata.
Premesso che personalmente la perfezione porta a noia e forse sono proprio le imperfezioni che mi rendono una persona più interessante e più avvicinabile.
Non è che per caso tutta questa voglia di perfezione sia una fisima tutta e solo tua. Magari agli altri tutte queste tue presunte "inadeguatezze" non hanno mai dato alcun problema e piacevi così com'eri. In fondo fondo, proprio qui hai spesso esibito la tua voglia di perfezionismo e se ora ti sei rilassata questo ti rende solo più piacevole. Mi piace il sedere un pò abbondante, ma vacci piano con la Nutella.
ciao bellissima

Rodolfo Ragionieri ha detto...

E così, Clara, sei diventata quello che sei, una persona anche se non ti conosco di qualità speciali. Prima forse volevi essere come vogliono gli altri, ora sei te stessa e ti ammiriamo anche quando magari non siamo d'accordo. Insomma continua così.
E poi: viva la nutella o quello che ci piace

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rodolfo Ragionieri: Benvenuto anche qui. :)
Spero che troverai di tuo gradimento questo luogo. :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Nivola: non ho avuto mai problemi a "piacere". E il sedere un po' abbondante e' sempre stato molto ammirato.
Tuttavia (e questo lo dico in modo piu' generale), tutte noi, quando siamo giovani, abbiamo qualcosa che non ci soddisfa, e che consideriamo un difetto. Ecco, invece di odiarli i difetti, dobbiamo imparare col tempo a conviverci, e a renderli una nostra caratteristica "attraente". Solo chi ama i propri difetti sara' bella agli occhi altrui, anche se bella non e'. E lo sara' molto piu' di una supermodella che non e' soddisfatta di se' nonostante la natura sia stata prodiga nei suoi confronti.
La stessa cosa la si potrebbe dire per la ricchezza: ci sono ricchi che sono perennemente insoddisfatti e pensano di non possedere mai abbastanza, e li vedi che sembrano portare su di se' il peso di tutti i problemi del mondo... e poi vedi gli zingari e capisci che la felicita' non e' data dai soldi, ma dall'accettazione della propria condizione umana. Pur senza rassegnarsi qualora fossimo oggetto di ingiustizie.

Rodolfo Ragionieri ha detto...

Grazie del benvenuto Klara. Seguo da tempo questo blog, senza vfare commenti, anche prima di seguirti in Facebook, specialmente tutto quello che riguarda i problemi dei Rom. Forse il primo post che ho letto è quello sulls ragazza divenuta scittrice.
Quello sui due italiani e gli 'zingavi' è sul blog o su fb? Mi è piaciuro assai. Peccato non ci sia un video della tua scena finale! Anche se non ti conosco mi sono immaginato la scena. Grande!

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Tuttavia (e questo lo dico in modo piu' generale), tutte noi, quando siamo giovani, abbiamo qualcosa che non ci soddisfa, e che consideriamo un difetto."

Non mi è mai capitato di trovare una ragazza, per quanto bella fosse, che non avesse il complesso di aver qualche difetto.

Può succedere anche fra i maschi ma è raro.

Non so se questo sia dovuto a una predisposizione genetica o a fattori culturali.

Ciao Davide

Anonimo ha detto...

Questo è il tuo post meno "acido" che tu abbia scritto. Come sono arrivata sul tuo blog? Semplice. Litighi con tutti ed hai raggiunto una certa fama sul web a furia di scazzare con tutti. Secondo me non c'è quasi nulla di vero in molti dei tuoi post. A pelle li trovo fasulli. Spero che tu non abbia il carattere che mostri in web e spero che tu non abbia figli o compagno. Già me li immagino, poveretti. Banni e blocchi anche commenti educati. Aggressività pura. Se ti incontrassi per la strada, cambierei direzione. Sai non vorrei trovarmi una donna violenta ad aggredirmi per delle cazzate disumane.

Leyla

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Buona giornata a te, "Leyla". Spero tu sia felice e soddisfatta.
Tuttavia mi chiedo: perché rovinartela leggendo i miei post? Il mondo è talmente bello fuori da qui, dove tutto è acido, falso, e poco interessante (questi sono i tuoi giudizi).
Una persona "equilibrata" non perderebbe tempo a scriverci i commenti, e si dedicherebbe ad altro, qualcosa di più edificante e fruttuoso. Dopotutto per te sono una sconosciuta; che ci guadagni a venire ad insegnarmi a vivere?
Di nuovo, buona vita a te e alla tua famiglia.

Anonimo ha detto...

Ho spulciato nel blog e ho scritto le mie impressioni. Lo faccio sempre e non mi pare di essere "matta". Perdere tempo? Oggi fa un tempo di merda e sono bloccata in casa. Ne ho approfittato per vedere la "famosa" Chiara. Forse tu non sai che sei abbastanza famosa nel web, diverse volte in maniera negativa a causa delle tue reazioni violente.

Leyla

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Brava. Mi fa piacere che ogni tanto, sporadicamente, qualcuno passi di qui e legga il mio blog.
Ti ringrazio di perdere il tuo tempo con me.

Sul fatto di essere famosa non lo sapevo. Lo scopro adesso.
Ed anche le mie "reazioni violente" sono una sorpresa.
Può darsi, però, che non ci stia molto con la testa e che non mi accorga dei miei raptus.
Mi raccomando, riguardati ché se piove potresti prenderti un raffreddore. Fai bene a restare in casa.
Lo faccio anch'io; qui grandina.

Anonimo ha detto...

Secondo me sei troppo "incazzosa" e parti subito in quarta. A quanto mi pare di aver capito sei stata una prostituta di lusso. Speriamo che non facevi così anche con i clienti, sennò si gli avresti cambiato i connotati ;) Ho visto il tuo blog perchè su fb un mio contatto aveva postato qualcosa sui rom.

Leyla

Chiara di Notte - Klára ha detto...

C'è qualcosa che non mi torna (e di solito le mie intuizioni non sbagliano).
Dici di essere capitata qui per caso e mi accusi di essere incazzosa quando, con te, non mi pare d'essermi incazzata.
Comunque hai ragione: un po' incazzosa lo sono, ma solo con le persone reali. Non con quelle finte.
Quelle finte mi diverto a sfotterle, ché i miei lettori si divertono pure loro. Ed io voglio bene ai miei lettori.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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