sabato 6 luglio 2013

4
comments
L’orientamento sessuale

Che significa essere etero, omo, o bisessuale? Per quanto mi riguarda non credo di aver mai mostrato imbarazzo a parlare del mio orientamento sessuale, anche perche’ non c’e’ assolutamente niente di cui imbarazzarsi, e chi ha letto con attenzione cio’ che ho scritto finora, ha sicuramente capito qual e’. Tuttavia, parlarne, potrebbe servire a far capire a chi ancora non riesce ad accettare il fatto che esistano pulsioni e comportamenti diversi dai propri, che la Natura e’ assai piu’ complessa e variegata di quanto si sia portati a credere.
Perche’ ciascuno non solo ha diritto di esprimere la propria sessualita’ secondo quelli che sono i suoi piu’ intimi desideri, ma ha anche il diritto ad essere considerato dalla Legge e dalla societa’, esattamente uguale a chi, magari, per convinzioni personali, religiose o morali, agisce e pensa totalmente all’opposto.

Lo scopo di questo mio scrivere non e’ quindi soddisfare le curiosita’ che nascono allorquando ci si addentra in determinati argomenti, che’ per alcuni potrebbero anche essere attraenti piu’ per l’aspetto morboso che per altro, ma stimolare un sano interesse che porti ad indagare, conoscere, approfondire, magari non fidandosi del tutto di quanto andro’ ad affermare, e cercando conferme consultando anche altro materiale. Ma che anche, soprattutto, porti a fare domande a se stessi e a chi ci sta intorno, per ottenere risposte che non sempre si e’ in grado di ricevere.

Molti pensano che la Natura (oppure Dio per chi e’ credente) abbia creato l’uomo e la donna cosicche’ i due generi, oltre ad essere complementari, rispecchino caratteristiche fisiche, psicologiche e comportamentali (quindi sessuali e affettive) completamente differenti, per cui chi non corrisponde a determinati (chiamiamoli) “modelli”, e’ di per se' “anomalo”, “difettoso”, “diverso”, se non addirittura “abominevole”, “perverso”, “malato”. E’ cosi’ che dopo secoli, ancora oggi, vengono spesso considerati coloro che non si identificano pienamente nei canoni di maschile e femminile stabiliti dalle regole imposte da chi ha deciso di avere il potere di imporre le regole.

Ma se intendiamo l’identita’ sessuale come l’insieme di valori, credenze, esperienze, capacita’, pensieri, emozioni, abilita’, potenzialita’, storia, biologia, genetica, che rende ogni individuo unico, si puo’ capire come, le teorie massimaliste che vedono in chi non ha una “sessualita'” omologata un “errore di Natura”, contengano al loro interno un errore fondamentale, anzi piu’ di uno, e il principale errore e’ quello di credere che ogni persona, ogni uomo, ogni donna, abbia un unico sesso: maschile o femminile.

Invece, le cose sono un po’ piu’ complesse. La sessualita’ di un individuo non e’ caratterizzata solo da un fattore fisiologico legato agli organi sessuali, ma anche da altri fattori. In realta’ esistono cinque differenti elementi che caratterizzano la sessualita’:
  • il sesso cromosomico;
  • il sesso biologico;
  • l’identita’ di genere;
  • il ruolo di genere;
  • l’orientamento sessuale.
Come si puo’ facilmente capire, se si tengono in considerazione questi cinque elementi, le combinazioni che possono essere ottenute sono molte piu’ del semplice concetto binario: maschio/femmina.

Partiamo dal sesso cromosomico. E’ quello che viene determinato al momento del concepimento e che stabilisce la coppia di cromosomi sessuali che potranno essere solo di due tipi: XX per le femmine e XY per i maschi. Cio’ fa parte del corredo cromosomico ed e’ come un timbro che ci viene applicato nel DNA quando veniamo concepiti. Non si puo’ cambiare e restera’ lo stesso per tutta la vita (a meno di nuove scoperte nel campo della ricerca genetica che adesso non saprei neppure ipotizzare).

C’e’ poi il sesso biologico, che e’ strettamente collegato a quello cromosomico. I cromosomi sessuali spingono infatti l’individuo a sviluppare caratteristiche che siano attinenti. Per cui chi possiede un patrimonio genetico XX sviluppera’ generalmente un sesso biologico femminile, cosi’ come chi ha un patrimonio genetico XY, generalmente sviluppera’ un sesso biologico maschile. Molti a questo punto penseranno: “Embe’? Cosa c’e’ di cosi’ strano? E’ risaputo che funziona in questo modo!”. E invece non funziona SEMPRE cosi’. Capita a volte che il sesso genetico e quello biologico non collimino. Si tratta ovviamente di casi rari, ma nella scienza, se solo in un caso qualcosa non e’ vero, allora non si puo’ affermare che quel qualcosa sia vero. Per tale motivo ci possono essere appartenenti al sesso cromosomico XY che sviluppano caratteristiche non attinenti al sesso maschile (fianchi rotondi, seno sviluppato, assenza di pene e testicoli) che invece dovrebbero appartenere al sesso cromosomico XX. Si chiama pseudoermafroditismo. Oppure possono esistere individui che sviluppano caratteristiche che appartengono a entrambi i sessi, ad esempio la presenza contemporanea sia di testicoli che di ovaie e altri caratteri sessuali primari sia maschili che femminili; e’ l’ermafroditismo. A questa “zona grigia” viene dato il nome di intersessualita’.

L’identita’ di genere, invece, e’ la convinzione individuale legata al senso di appartenenza. Cioe’ quando, banalmente, ci definiamo maschi o femmine. Questo tratto si stabilisce in modo permanente in un’eta’ compresa tra 0 e 3 anni, ed e’ influenzata oltre che dalla predisposizione biologica, anche da fattori esterni, come l’apprendimento sociale. Vale a dire: come gli altri, coi loro comportamenti, ci fanno sentire. Ci sarebbe da pensare che anche questa affermazione sia banale e scontata e che, ovviamente, chi e’ dal punto di vista cromosomico, quindi biologicamente, femmina (o maschio), a meno che non abbia caratteri intersessuali, sia trattato di conseguenza come una femmina (o un maschio). Ma non e’ SEMPRE cosi’. Talvolta avviene anche il contrario e quando cio’ avviene puo’ dare origine a disforie di genere che poi, in eta’ adulta, vengono generalmente espresse col transessualismo.

Mano a mano che da embrione l’essere umano si tramuta in individuo, il condizionamento sociale assume sempre piu’ una maggiore importanza rispetto a quel “timbro iniziale” genetico dato dai cromosomi, e qui entra in gioco il ruolo di genere, che e’ l’insieme delle caratteristiche, sociali e culturali, che stabiliscono cosa i maschi e le femmine devono fare; o meglio cio’ che la societa’ si attende che costoro facciano in relazione al sesso di appartenenza. Questo ruolo puo’ variare da cultura a cultura, oppure da epoca ad epoca, ma e’ cio’ che influisce maggiormente sul pregiudizio. Per fare un esempio, se un uomo gesticola in un certo modo oppure ha un tono di voce troppo acuto, viene spesso etichettato come gay anche se, poi, omosessuale non e’. D’altro canto la donna che si veste con abiti troppo mascolini, si taglia i capelli corti e non si atteggia come le femmine dovrebbero atteggiarsi, viene spesso scambiata per lesbica anche quando la sua sessualita' e’ esclusivamente etero diretta. Insomma, cosi’ come con il sesso cromosomico (XX o XY) la Natura ci etichetta alla nascita, con il ruolo di genere la societa’ ci etichetta durante la vita.

Ed infine c’e’ l’orientamento sessuale, che poi e’ cio’ che davvero conta nella nostra identita’ di individui adulti, e che e’ la vera sostanza di tutto il discorso che gira intorno alla sessualita’. Per renderlo totalmente inattaccabile dai pregiudizi, lo si deve innanzitutto individuare, comprendere, metabolizzare, per riconoscerlo definitivamente come qualcosa di inscindibile da noi. Perche’, in effetti, l’ultimo passo di tutto il percorso che c’e’ da superare per arrivare al pieno riconoscimento di cio’ che siamo, e’ proprio quello che dobbiamo fare nei confronti di noi stessi. L’orientamento sessuale corrisponde pertanto all’attrazione, nelle sue accezioni piu’ mature ed adulte: erotica ed affettiva. Cio’ stabilisce se proviamo attrazione per persone dell’altro o del nostro stesso sesso, o per entrambi; e’ qui che entrano in gioco le parole eterosessualita’, omosessualita’, e bisessualita’. Per semplificare, possiamo paragonarlo all’ago di una bussola che indica sia un polo, ma anche il suo opposto; dentro di noi, per quanto possiamo rimuovere o mentire, sappiamo in quale direzione i desideri ci stanno spingendo.

Una piccola divagazione sulla bisessualita’, che spesso non viene adeguatamente presa in considerazione, oppure valutata come una condizione transitoria in attesa di stabilizzarsi verso l’una o l’altra direzione (etero o omo). Pero’ non e’ cosi’; almeno non lo e’ se prendo per buone le mie esperienze. La bisessualita’ rappresenta una delle naturali predisposizioni dell’orientamento sessuale (in una bussola non esistono solo il nord e il sud, ma anche l’est, l’ovest, il nord-ovest, il sud-sud-est, e via dicendo), ed esattamente come in una bussola la direzione puo’ essere piu’ o meno orientata verso un polo o verso l’altro.

L’orientamento sessuale puo’ rimanere stabile per tutta la vita, ma non e’ detto che cio’ avvenga. Se accade le cause possono essere molteplici: in seguito a esperienze estremamente piacevoli oppure traumatiche, delusioni profonde, mutamento della personalita’, oppure un’apertura mentale verso spazi piu’ ampi di conoscenza e autocoscienza. Tuttavia, anche se la sua intensita’ potra’ cambiare, la direzione, restera’ inevitabilmente sempre la stessa e, soprattutto non potra’ essere mai modificata “a comando”, ma solo e sempre in modo spontaneo. Una cosa importantissima che pare ancora non sia stata assimilata abbastanza neppure da emeriti studiosi, e’ che mai, mai, mai (ripeto: mai), l’orientamento sessuale potra’ essere modificato tramite terapie di qualsiasi tipo (ormonali o psicoterapie), in quanto non si puo’ scegliere che orientamento avere; esso fa parte del nostro essere, e’ compenetrato in noi, esattamente come ogni altra caratteristica che ci riguarda: il colore degli occhi, dei capelli, la forma delle gambe, l’altezza. Si puo’ solo scegliere se contrastarlo, oppure abbandonarsi e farsi trasportare dalla corrente. Quindi se viverlo alla luce del sole (e qui mi riferisco all’orientamento omosessuale e bisessuale che vengono normalmente stigmatizzati e non accettati pienamente dalla societa’), oppure nascondendosi fingendo di essere un’altra persona.

Le componenti dell’orientamento sessuale sono diverse, ma principalmente cio’ puo’ essere schematizzato in una linea che ha ai due estremi l’omosessualita’ esclusiva e l’eterosessualita’ esclusiva:

Omosessualita’ <--------------------------------> Eterosessualita’

Di questa linea infinita ogni persona occupa un punto qualsiasi a seconda di cio’ che esattamente prova in relazione:
  • al comportamento sessuale (con chi ha rapporti sessuali);
  • all’attrazione sessuale (chi desidera);
  • alle fantasie sessuali (con chi immagina di fare…);
  • alla preferenza affettiva (di chi si innamora);
  • all’auto definizione (come si definisce, gay, eterosessuale, lesbica, bisessuale, transessuale).

A questi elementi potremmo aggiungere anche: la preferenza sociale (con chi socializza maggiormente) e lo stile di vita (quali comunita’ frequenta), ma sono dal mio punto di vista del tutto ininfluenti.

Non ci capite piu’ nulla, vero? E’ normale. Mi sto accorgendo anch’io di essere entrata in un discorso complicato. Del resto la questione E’ complicata e non puo’ essere liquidata semplicemente con “Tizio e’ gay”, “Sempronio e’ un vero maschio”, oppure “Genoveffa e’ una gran femmina ma ogni tanto le piacciono anche le donne”. Perche’, in ogni caso, quando si parla di orientamento sessuale, e’ necessario che siano presenti i due elementi fondamentali: l’attrazione fisica-erotica, e l’attrazione affettiva-sentimentale. La prima determina verso chi si prova desiderio sessuale, la seconda stabilisce di chi ci si innamora. Torniamo percio’ al nostro discorso, adesso ancor piu’ complicato perche’, a questo punto, una sola linea (Omosessualita’/Eterosessualita’) non basta piu’, e per capire il vero orientamento sessuale di una persona dobbiamo individuare il punto che occupa in queste ulteriori linee:

Attrazione erotica verso femmine <---> Attrazione erotica verso maschi
Fantasie sessuali verso femmine <---> Fantasie sessuali verso maschi
Innamoramento verso femmine <---> Innamoramento verso maschi
   Comportamento maschile <---> Comportamento femminile

Sono certa che se, sinceramente, chiunque provasse ad indicare la sua posizione con un segno su ogni linea, solo pochi troverebbero tutti i segni allineati in una perfetta verticale. Esiste percio’ una differenza fondamentale tra identita’ di genere e orientamento sessuale, che possono tranquillamente combaciare, ma non sempre e non per tutti e' cosi’. Perche’ una cosa e’ il genere al quale si sente di appartenere (e i sessi sono solo due), altra cosa e’ invece per chi si prova attrazione sessuale, di chi ci si innamora, su chi si hanno fantasie erotiche, eccetera. Ci sono percio’ tantissime possibilita’ e combinazioni con le quali si devono fare i conti, al di la’ dell’ipocrisia e del processo di negazione che spinge la quasi totalita’ delle persone ad ostentare comportamenti che evidenzino una completa femminilita’ o mascolinita’. Tuttavia, di una cosa, chi avesse fatto il test consigliato sopra, deve stare tranquillo/a: non si e’ omosessuali (in senso esclusivo) se manca anche una sola delle due componenti attrattive (fisica o sentimentale). Vale a dire che non si e’ omosessuali (in senso esclusivo) se:
  • si fa sesso con persone del nostro stesso sesso solo per divertimento o curiosita’;
  • si e’ attratti solo dalla “testa” di una persona del nostro stesso sesso, ma proviamo repulsione se immaginiamo di entrarci in intimita’ fisica (mancanza di attrazione fisica);
  • si e’ attratti solo sessualmente da una persona del nostro stesso sesso, ma non da tutto il resto che quella persona e’ (mancanza di attrazione sentimentale).

In tal caso, anche se non si appartiene alla categoria esclusiva dell’omosessualita’, e’ molto probabile (anzi a mio parere certo) che si appartenga a quella della bisessualita’. Nella bisessualita’ molti credono che l’interesse verso appartenenti al proprio sesso, oppure al sesso opposto, sia equamente ripartito, ma non e’ esattamente cosi’. E’ raro che questo interesse che possiamo provare per l’uno o l’altro sesso sia proprio al 50%. Capita spesso, invece, che si provi attrazione fisica per entrambi, ma ci si innamori solo di uno. Oppure, anche se accade piu’ raramente, che ci si innamori di entrambi, ma si voglia far sesso solo con uno.

Ci sono persone che usano la bisessualita’ come una maschera, per celare quello che non vogliono accettare di se stesse : cioe’ di essere totalmente omosessuali. Questo puo’ capitare, ma il fatto che capiti non significa che chi, onestamente, ha maturato dentro di se’ una sana ed equilibrata bisessualita’, non sia sincero/a. Scoprirlo non e’ semplice. Ciascun, in questo, deve intraprendere il proprio percorso (l’ho fatto anch’io). Nessuno puo’ dare aiuto o consigli, se non uno: non escludere a priori ogni possibilita’, che’ le sorprese negative, qualora ci si arroccasse in convinzioni rigide e dicotomiche (o bianco o nero), potrebbero essere cocenti. Perche’ la sessualita’, indipendentemente da quelle che sono le preferenze che potremmo avere per le tonalita’ estreme (una condizione caratteriale nella quale piu’ volte ho confessato di riconoscermi), e’ fatta di sfumature, intime e personali, e non e’ possibile giudicare un’emozione, un desiderio o un sentimento provato da qualcuno che non siamo noi.

4 commenti :

Inneres Auge ha detto...

E della polisessualità o della pansessualità cosa mi dici :) ?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

La mia opinione e' che rientrino nella casistica della bisessualita'. Ovviamente c'e' chi ha opinioni differenti.

Davide Giusti ha detto...

Ho scoperto che tutte le donne, eccezzione fatta per rarissimi casi, sono bugiarde e puttane. Il consiglio è prenderle, baciarle e buttarle con le buone maniere questo sì, ma senza tante balle e vivrete felici e contenti.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide Giusti: Che cosa vuoi che ti risponda? Ci sono diversi modi per rispondere al tuo commento; alcuni gentili, alcuni duri, alcuni sarcastici... scegli tu e ti sara' dato. In questo negozio abbiamo di tutto. Fidati. :)

Misura la forza della tua Password

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

Web Statistics