mercoledì 22 maggio 2013

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Scrivania o letto?

"Una donna con una formazione professionale ha modo di passare piu’ tempo seduta ad una scrivania, a mentire a tanta gente, di quanto gliene sia necessario per mentire ad un solo uomo sdraiata su un letto". Lo ha scritto qualcuno - adesso non ricordo chi -, ma a volte non posso fare a meno di pensare a quanto sia vera questa affermazione.

Lo e' almeno qui, a Mosca, dove una ragazza, se giovane e bella, puo’ trovare un impiego presso una qualsiasi delle tante societa’ che affollano la capitale, e sbracarsi per otto, talvolta dieci, ore al giorno per uno stipendio mediocre, oppure mettere a frutto in altro modo le qualita' che la natura e la genetica, le hanno donato.

E’ vero che ci sono principi e valori dai cui non si puo’ derogare. I piu’ forti sono di natura morale, a causa dei quali oggi, anche in Russia, per il rigurgito della religione e della Chiesa ortodossa che si e’ sostituita di fatto al defunto comunismo, stiamo assistendo ad una stigmatizzazione nei costumi sessuali. Almeno in apparenza, perche’ e’ impossibile non percepire in tutto cio' quel retrogusto amaro dell’ipocrisia, per cui certe cose si fanno, ma senza che lo si sappia in giro.

In linea di principio, pero’, la tendenza per una bella ragazza resta quella di preferire il letto alla scrivania. E se ci si tuffa nella vita notturna dei locali a luci rosse, e’ facile incontrarne moltissime che si mescolano alla fiorente industria del sesso. L’importante, quando si entra allo Shpil'ka, o in uno qualsiasi dei numerosi night club dislocati in citta’, e’ di evitare i giudizi morali o, peggio, quel tipico atteggiamento di chi vuol portare il suo aiuto a chi, poverina, ha bisogno di essere “salvata”.

E’ cosi’ che ho conosciuto Tyra, nome ovviamente inventato, dal suono esotico come e’ esotica lei, meticcia di 19 anni, pelle scura e lineamenti delicati; le ragazze piu’ richieste dai puttanieri russi, sembrano essere infatti quelle che non hanno la pelle troppo chiara e i capelli biondi che, invece, sono riservate ai turisti e agli uomini d'affari soprattutto orientali.

Non ci sono andata ovviamente da sola in quei locali. Non sarei stata in grado di convincere i buttafuori (protettori sotto copertura e spacciatori occasionali) di lasciarmi entrare. Per l'occasione mi sono fatta accompagnare da un vecchio amico che ha "connessioni" nel settore, e lo ha fatto, seppur malavoglia, dietro mia esplicita ed insistente richiesta. In sostanza, l'ho usato sia come “guardia del corpo", che da “biglietto d’ingresso”. E cosi’ ho potuto visitare tre club diversi.

La cosa sorprendente e’ stata che, nonostante le ragazze fossero diverse, tutto sembrava esattamente la stessa cosa. E diro’ di piu’: persino la stessa cosa di quasi venti anni fa. Finanche i prezzi. Anche oggi, infatti, un cliente puo' acquistare una ragazza come Tyra per 500 dollari a notte, e non ci si deve scandalizzare per il termine “acquistare”: ogni ragazza che fa quel “mestiere” lo usa quando parla di se stessa. Ed e’ stata proprio lei che mi ha detto, non senza una punta d’orgoglio per me impossibile da non percepire, di essere fortunata perche’ e’ molto richiesta, e quindi puo' chiedere qualcosa di piu' delle altre che lo fanno per 200 dollari o anche meno.

Solitamente si tratta di ragazze che provengono dalle ex repubbliche sovietiche che fanno ancora parte della Federazione Russa, quindi non hanno bisogno di alcun visto, anche se hanno l'obbligo di essere registrate alla polizia che concede loro una specie di “permesso di soggiorno” qualora possano contare su una residenza permanente in citta’. Tyra e’ arrivata a Mosca sei mesi fa, e l’organizzazione per cui lavora ha pensato a tutto: a un posto dove vivere, a un ruolo nel locale e, naturalmente, a tutti i documenti necessari per risultare in regola.

Secondo un rapporto di Fondation Scelles, che combatte lo sfruttamento sessuale di esseri umani, sembra che ci siano piu’ di 40 milioni di prostitute in tutto il mondo, il 75% delle quali in eta’ compresa tra 12 e 26 anni. Ovviamente non solo donne; almeno uno su cinque e’ maschio. Tuttavia, non vorrei star qui a ripetere le solite cose, che ben si conoscono e delle quali scrivo ormai da anni. La coercizione, la violenza fisica e psicologica, lo sfruttamento sessuale, riguarda sicuramente la maggioranza di queste vittime, ma solo se il discorso lo si fa sull’intero pianeta, in quanto in molti luoghi le prostitute entrano nel settore con la forza dopo essere state violentate, minacciate, rapite da mafie, circuite da ruffiani, o dietro la minaccia che qualcosa di brutto potesse accadere alle loro famiglie. Ma non ovunque e per tutte e’ cosi’.

Nel caso di Tyra, infatti, non si puo’ parlare di costrizione. Magari e’ stata spinta sulla strada della prostituzione dalla poverta’ e dal bisogno, ma non e’ forse la stessa motivazione che spinge le persone verso mestieri anche piu’ umili e degradanti? Chi viene sfruttata in fabbrica per pochi rubli, non sta forse peggio di Tyra?

Se mai, se proprio si vuol trovare una colpa, allora questa colpa va ricercata nel disagio sociale e (scusate se ne faccio accenno) nel razzismo. Quindi nelle cattive condizioni in cui vivono tante persone, molte delle quali donne giovani e carine che, piuttosto di sopravvivere ad una vita da schifo, ghettizzate, ostracizzate, violentate e sfruttate in altro modo, preferiscono almeno prendersi una fetta del frutto del proprio lavoro.

La coercizione, difatti, puo’ prendere molte forme, e non e’ solo quella indicata da chi vorrebbe imputare il fenomeno alla sola questione “criminale”. La coercizione e' anche quella che la societa’ impone nei confronti dei piu’ deboli o, in molti casi, di chi e’ diverso per il colore della pelle, perche’ proveniente da un paese straniero. Tyra come impiegata o operaia sarebbe una ghettizzata per le sue origini meticcie. Come puttana, invece, e’ fra le piu’ richieste.

Ormai chi mi legge da tempo sa che ho sempre concepito la prostituzione come una scelta, quindi una "transazione privata aziendale" fra una donna e chi ne richiede le prestazioni sessuali, e non credo, come certe femministe particolarmente puritane, che la mia sia una definizione snob. E’ perche’ e’ cosi’ che l’ho vissuta io, con sincerita’ ed onesta’, ed e’ cosi’ che l’hanno vissuta quasi tutte le colleghe che ho conosciuto. E persino Tyra e tutte le altre ragazze alle quali ho chiesto perche’ lo facessero e come affrontassero il lavoro.

Nessuna di loro mi ha fatto pensare a una schiava. Nessuna di loro, neppure guardandola negli occhi (e vi assicuro che so leggerli bene gli occhi) mi ha fatto ipotizzare che facesse malvolentieri il suo lavoro. Nessuna di loro ha mostrato segni di violenza, ne’ fisica ne’ psicologica. Tutte avevano un lessico disinvolto, e avevano corpi perfetti, pance piatte, glutei scolpiti come solo chi ha modo e tempo per allenarsi in palestra ogni giorno puo’ permettersi di avere. Nessuna, dunque, mi e’ sembrata una vittima. Anzi ho pensato che le vittime, quelle vere, fossero in realta’ i loro clienti che, per certi vizi, come nel gioco, si rovinano spesso la vita.

Quindi smettiamo una buona volta di dire che il lavoro sessuale e’ sempre e comunque espressione della dominazione maschile, che e’ uno dei tanti strumenti di discriminazione che degrada la donna al ruolo di oggetto di puro piacere. Se e’ una scelta, dove sta la dominazione? Se a una donna piace essere considerata “oggetto di piacere” (a pagamento o anche no) dove sta la discriminazione? Eppure la maggior parte delle societa’, anche quelle in cui la prostituzione e’ legale, tendono ancora ostracizzare le ragazze che esercitano invece di occuparsi di chi, invece, e’ realmente responsabile se tante giovani ragazze sono costrette dalla logica, fregandosene della morale, a scegliere certi lavori piuttosto di altri.

Non si puo’ continuare a mischiare la parola prostituzione con quello che e’ il traffico di esseri umani o la schiavitu’, che e' tutt'altra cosa e riguarda ogni campo dell’economia, in quanto offre forza lavoro a basso salario non solo ai bordelli, ma anche alle ricche e potenti multinazionali. Ma come ben si sa, e’ l'etichetta “sessuale” a creare scandalo, disagio, orrore, e rende il mestiere piu’ antico del mondo una delle piu’ gravi violazioni dei diritti umani nella storia dell'umanita’. Mentre altrove la gente viene sfruttata e persino muore, per guadagnare qualche spicciolo producendo magliette per Benetton.

11 commenti :

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Anzi ho pensato che le vittime, quelle vere, fossero in realta’ i loro clienti che, per certi vizi, come nel gioco, si rovinano spesso la vita."

Vero. Vedo sempre più gente che si rovina con il gioco, sopratutto con quelle macchinette infernali mangia soldi.

Almeno chi sperpera i soldi con le escort muore contento (c'è forse qualcosa di meglio al mondo?), mentre chi brucia i soldi con il gioco muore incazzato.

Comunque buona permanenza a Mosca.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide:

A Mosca non sono permesse le macchinette mangiasoldi in citta'.
Solo in determinate zone, molto fuori mano, esistono dei luoghi con i videopoker. Comunque, conosco pochissimi russi che butterebbero soldi dentro quelle macchinette. Preferiscono la vodka. :)

Per quanto riguarda invece i soldi spesi con le escort, posso dirti che non ho mai visto alcun cliente andarsene via incazzato perche' e' un "vizio' diverso da quello del gioco d'azzardo.

Il sesso a pagamento e' piu' simile al "luna park". Chi paga ottiene sempre qualcosa, e non perde mai in assoluto. Giusto?

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Il sesso a pagamento e' piu' simile al "luna park". Chi paga ottiene sempre qualcosa, e non perde mai in assoluto. Giusto?"

Condivido. Poi ci può essere quello che perde la testa per una escort e fa pazzie dilapidando il suo patrimonio.

Però questo può succedere anche con con una donna che non fa la escort. Il problema in questo caso non è la escort, ma chi perde la testa.

Ciao Davide

nivola ha detto...

Se non mi confondo, in passato hai scritto che durante il regime sovietico la posizione ufficiale era che la prostituzione semplicemente non esisteva. Ora che i russi sembrano essere diventati dei buongustai, è sempre questa la posizione governativa?
Te lo chiedo perchè sono convinto che in Russia come in Italia il riconoscimento e la legalizzazione della prostituzione avrebbe i suoi vantaggi. Verrebbe sicuramente un po' meno il fascino del proibito, ma non avrebbe più senso la figura del protettore e renderebbe (spero) inutile la tratta delle schiave.
Anzi... visto l'indubbio effetto terapeutico, quasi quasi potrebbe meritarne la detraibilità fiscale :), con un sicuro giovamento per la triste vita dei contabili.
Per quanto riguardo riguarda dove vorrei dilapidare i miei soldi... mi rifaccio all'aforisma di George Best “Ho speso gran parte dei miei soldi per donne, alcol e automobili. Il resto l'ho sperperato".
Ciao bellissima Klara


Un pensiero cortese all'anonimo persecutore... Non dubitare mai che qui ti vogliamo tutti bene. Ora devi dedicare più tempo a te stesso e se la medicina non ti farà vedere il mondo più rosa ti aiuterà a rendere più sopportabile l'esistenza. Comunque se lo psicologo non dovesse bastare prova con il sesso... fa miracoli. Fidati

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Nivola:

Dai tempi di Stalin la prostituzione non esiste in Russia, quindi non esistono leggi che la contrastino o che la regolarizzino.
Una volta, ai tempi del comunismo, le decisioni, quando veniva fermata una ragazza, erano affidate agli ufficiali di polizia, che spesso ricevevano il pizzo e chiudevano un occhio anzi due, ma l'accusa non era "prostituzione", bensi' "detenzione di valuta straniera". Se la ragazza si era prostituita in cambio di rubli oppure in cambio di generi alimentari o vestiti, non le facevano niente.
Tutto cio' e' raccontato in modo eccelso nella prima parte del film Interdevochka: http://goo.gl/VKaNH

La situazione adesso non e' molto differente, se non che il reato di detenzione di valuta straniera, anche se tuttora nel codice penale, non viene piu' applicato. Semplicemente, il sesso a pagamento non viene considerato un reato ne' per chi lo offre ne' per chi lo compra. E' solo una questione "morale" del tutto personale. L'importante e' che il grosso giro non sia gestito da chi non fa parte di qualche particolare organizzazione che continua a pagare "il pizzo". stavolta pero' allo stato sottoforma di tasse sugli utili.
In una nazione in cui, oltre al petrolio, un'altra risorsa e' la bellezza femminile, e' difficile che un certo giro non produca economia e PIL. Anche quello sommerso e' ben accetto.
Vorrei far notare che in Russia la tassazione degli utili e' flat, al 14%, e non esiste VAT. Il giro economico, generato anche dal nero, serve a far funzionare l'economia reale, dei consumi della gente, mentre l'apparato statale si nutre soprattutto di ben altre risorse. L'importante e' avere sempre e comunque un "referente", che a sua volta risponde ad un referente piu' alto, fino ai massimi livelli. Una gerarchia oligarchico-mafiosa, che pero' sta producendo crescita e innalzamento del tenore di vita.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"In una nazione in cui, oltre al petrolio, un'altra risorsa e' la bellezza femminile, e' difficile che un certo giro non produca economia e PIL. Anche quello sommerso e' ben accetto."

Bellezze a parte, la Russia non è ricca solo di petrolio ma di tutte le materie prime.

Questo in un Mondo sempre più popolato e affamato, è un grandissimo vantaggio.

Ciao Davide

Apprendista Nocchiero ha detto...

Un giorno chiesi ad un mio saggio amico, cosa avrebbe fatto se, per un qualche strano caso, fosse finito al governo (in Italia, intendo).
La sua risposta è stata "Per prima cosa, legalizzerei la prostituzione"
Dopo un attimo di perplessità, mi spiegò che ciò permetteva un controllo su un tipo di "mercato" che già esiste ma che non viene controllato né tassato.

Da lì allo slogan, il passo è stato breve.

"L'Italia va a puttane? Tassiamole!"

Per quanto riguarda la differenza fra scrivania e letto.. Beh.. suppongo che il linguaggio non-verbale faccia miracoli :-P

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Le materie prime non si mangiano. Che te ne fai in un mondo di affamati delle miniere di ferro o di rame?


@ Apprendista Nocchiero: Legalizzare la prostituzione e' un problema in un paese come l'Italia, dove domina il moralismo ipocrita e il potere del Vaticano. Oltre a cio', come legalizzarla e regolamentarla? Anche da un punto di vista puramente fiscale, dato che non e' un servizio di cui la gente gradisce rendere pubbliche le spese, una prostituta potrebbe essere tassata solo in modo forfettario, magari facendole pagare una "quota annuale" per poter esercitare in perfetto anonimato, in cambio delle dovute tutele di tipo sanitario e pensionistico. Ma sarebbe plausibile in un paese allo sbando come l'Italia dove ormai la sanita' e' di fatto "a pagamento" se la si vuole di qualita', e la pensione fra qualche anno non la prendera' piu' nessuno?
Altro modo per regolamentare le prostitute e' farle lavorare all'interno di strutture (come bordelli o locali), in cui fossero equiparate a lavoratyrici a progetto.
In ogni caso, la legalizzazione di un'attivita' "borderline" come la prostituzione farebbe perdere potere a chi si serve di essa per controllare certe persone attraverso il ricatto. Perche' e' anche questo uno dei motivi per cui non viene fatto niente in proposito. Percio', prima di procedere regolamentando qualcosa che in Italia viene considerato quasi un peccato, che crea scandalo e indignazione, si dovrebbe iniziare ad operare un cambiamento culturale, e rendere la prostituzione un'attivita' del tutto "normale".

Si e' preferito, invece, farlo col gioco d'azzardo, che crea molti piu' danni a livello sociale.


nivola ha detto...

e già, e nel frattempo c'è il via vai...
http://www.lastampa.it/2013/02/10/italia/cronache/le-nuove-escort-dall-est-pendolari-del-sesso-grazie-ai-voli-low-cost-Nuy0beRN7jRxQwb3V7FGIM/pagina.html

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"@ Davide: Le materie prime non si mangiano. Che te ne fai in un mondo di affamati delle miniere di ferro o di rame?"

Anche il petrolio o l'oro non si mangiano, ma danno grandi proventi a chi li possiede.

Per fare le macchine, le navi o le radio servono materie prime.

Se non le hai, le materie prime, devi comprarle.

Ti ricordo che ci sono stati, gli staterelli arabi che si affacciano sul golfo persico, dove la gente vive con i proventi del petrolio.

Il petrolio però è una risorsa soggetta ad esaurirsi, mentre le miniere di ferro, carbone, rame ecc. della Russia sono quasi inesauribili.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Davide, il petrolio e l'oro hanno un senso in un mondo in cui le risorse alimentari abbondano per tutti. Laddove il cibo scarseggia, e l'acqua inizia a diventare un bene di lusso, ti assicuro che e' diverso.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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