mercoledì 8 maggio 2013

8
comments
Ti amero'... fino ad ammazzarti

Non mi piace usare il termine femminicidio. Trovo inadatto e sottilmente ghettizzante dare il nome ad un delitto che riguarda un solo genere, cosi' come lo sarebbe un termine che si riferisse ad un'etnia, ad esempio "nerocidio" o "biancocidio", e come ho piu’ volte spiegato, sarebbe meglio che si parlasse di omicidi in cui le vittime sono donne.
Non vorrei sminuire il fenomeno, anzi tutt'altro, ma credo che questi crimini restino pur sempre delitti legati a motivi cosiddetti “passionali”, di gelosia, di ossessiva volonta’ di possesso dell’altro, di dominio e manipolazione del piu’ debole, ma che non siano solo e soltanto un’esclusivita’ (al negativo) femminile. Ci sono donne, infatti, assai piu’ forti, prepotenti, gelose, manipolanti, dominanti, violente, di quanto lo siano moltissimi uomini, e capaci di uccidere con ferma determinazione, come molte volte avviene.

Anche se, e’ vero’, in una societa’ fortemente patriarcale come quella attuale, della quale bisogna dire che sono spesso le stesse donne ad esserne complici, ignare oppure consenzienti, e’ piu’ probabile che le vittime siano da ricercarsi tra il genere femminile e i carnefici, invece, tra quello maschile. Preferisco dunque chiamarli, “omicidi di donne” oppure, impropriamente, in un modo da evidenziarne l’assurdo meccanismo: "Delitti le cui vittime sono donne che credevano di essere amate".

Uomini che uccidono le loro mogli, le loro amanti, le loro fidanzate, le loro ex, per ragioni in cui l’amore non c’entra assolutamente nulla, e gli episodi, in Italia, ormai, non si contano piu’. Ogni settimana sembra di assistere ad un bollettino di guerra. Presumibilmente ci sono ragioni culturali e sociali molto profonde alla base di tutto cio’; il maschilismo in primis che determina l’educazione che, fin da bambini viene dato a maschi e femmine, e che insegna loro che l’amore e’ accondiscendenza, e’ sopportazione, e’ rassegnazione, e’ sofferenza, e la stessa gelosia ne rappresenta l’evidente prova. Tuttavia credo che anche la crescente insicurezza nel futuro, la crisi economica che accentua questa insicurezza, ed una progressiva quanto inevitabile inversione dei ruoli, che porta le donne a comportamenti inaccettabili dagli uomini, ne aggravino la portata e le conseguenze.

Secondo le statistiche, in Italia il 48% di coloro che commettono questo crimine sono solitamente i mariti delle vittime, il 12% sono i fidanzati, e il 23% sono gli ex partner. Bisogna dire che questi omicidi non accadono solo nel Bel Paese. Ogni anno, nel mondo, ci sono migliaia di vittime immolate sull’altare di un nobile sentimento confuso con la possessivita’, la gelosia e la violenza, e anche in nome di un altro nobile sentimento, l’onore, che dagli uomini viene male interpretato per giustificare crimini orribili commessi quotidianamente in ogni parte del globo, in cui le vittime, ahime’, sono sempre le donne.

Donne che “osano” troppo; donne che vogliono scegliere cosa fare con il proprio corpo; donne che rifiutano le avances di quegli uomini che non accettano di essere rifiutati; donne che hanno il coraggio di lasciare i mariti violenti; donne che semplicemente dicono no, e il loro “no”, rappresenta l’offesa piu’ grande, perche’ significa non adeguarsi ad un ruolo sociale che, per la donna, dovrebbe essere sempre e solo quello di acconsentire. E subire.

La cosa che colpisce di piu’ riguardo a questi uccisori di donne e’ che normalmente si considerano persone buone. Spesso sono credenti devoti, che vanno in chiesa (o alla moschea) regolarmente, e che cercano di proteggere i valori e le tradizioni. Non e’ sorprendente che l’uomo che circa una settimana fa ha ucciso la propria moglie a Roma si fosse recato in Vaticano, lo scorso mese, solo per ricevere la benedizione del nuovo Papa?

Decine di migliaia di “omicidi di donne” avvengono dunque nel mondo. Decine di migliaia di uomini prendono le vite delle mogli, fidanzate, ex partner o semplicemente ragazze dalle quali sono attratti, solo perche’ queste donne, spesso, sono indifese… e quindi "piu’ deboli". Per non parlare, poi, degli stupri, degli sfregiamenti con acidi, degli abusi verbali e fisici, molti dei quali commessi nel nome dell’amore, dell’onore o di un qualche dio.

8 commenti :

Laura Raffaeli ha detto...

condivido sul vocabolo: femminicidio è orrendo e pacchiano.
a volte mi chiedo: siamo più numerose, da millenni succede la stessa storia, è mai possibile che nessuno/a sia riuscito/a a far qualcosa per impedirlo? possibile che nei millenni abbia prevalso l'educazione paterna a quella materna? poi quale educazione paterna se i figli da sempre li cresciamo noi donne? è così assurdo tutto questo, ma è una realtà su cui riflettere.
finalmente leggo parole reali su un tema vergognosamente strumentalizzato per qualche poltrona.
ciao, laura

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Tuttavia credo che anche la crescente insicurezza nel futuro, la crisi economica che accentua questa insicurezza, ed una progressiva quanto inevitabile inversione dei ruoli, che porta le donne a comportamenti inaccettabili dagli uomini, ne aggravino la portata e le conseguenze."

Condivido. La violenza sulle donne è sempre esistita (le cause come dici giustamente sono molteplici), ma noto che la crisi economica in atto ha aggravato questo problema.

La crisi economica che stiamo vivendo porta a scaricare le frustazioni sui più deboli come donne e bambini. Ho citato anche i bambini perchè ho notato che i genitori in crisi tendono ad essere più severi con i figli.

Ciao Davide

nivola ha detto...

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2013/10-maggio-2013/suonano-porta-casa-lanciano-sostanza-caustica-2121077698204.shtml

Ancora un'altro caso pochi minuti fa.
Chiamatelo come volete, che sia orrendo o pacchiano il termine femminicidio non me frega niente. A me pare che siamo arrivati alla follia collettiva. Assolutamente pazzesco.

nivola ha detto...

Perdonami Davide, ma la severità dei genitori verso i figli fa parte dell'educazione e forse finora ce n'è stata troppo poca.
Il fatto è che siamo tutti con i nervi a fior di pelle e se a qualcuno, che proprio finito finito non è, i nervi saltano si sfoga con chi gli è più vicino e più debole. Donne e bambini in primis.

nivola ha detto...

E' diventato un bollettino di guerra che si aggiorna ogni giorno.

http://www.corriere.it/cronache/13_maggio_13/caserta-calci-convivente-asportata-milza-donna-pericolo-vita_a671e836-bba1-11e2-b326-eea88d27be21.shtml

davide ha detto...

Caro amico Nivola,

"Perdonami Davide, ma la severità dei genitori verso i figli fa parte dell'educazione e forse finora ce n'è stata troppo poca.
Il fatto è che siamo tutti con i nervi a fior di pelle e se a qualcuno, che proprio finito finito non è, i nervi saltano si sfoga con chi gli è più vicino e più debole. Donne e bambini in primis."

Effettivamente il termine severo non è appropiato. Io volevo dire che i genitori tendono ad essere più aggressivi con i figli. Quando hai i nervi a fior di pelle tendi a scaricare le tensioni sui bambini senza accorgertene.

Ciao Davide

Lilith ha detto...

Anch'io all'inizio ero perplessa riguardo al termine "femminicidio".
Oggi invece sono favorevole.
E' certo un omicidio (cagiona la morte di una persona) ma ha una connaturazione ulteriore (all'interno di una relazione).
I motivi per cui questo genere di delitti sono in aumento sono molteplici, e molti li hai indicati tu.
Sarebbe poi importante capire cosa c'è nel di molte donne che si comportano da "vittime potenziali".
Donne che nella loro vita hanno relazioni con persone abusanti, e che, se concludono quella relazione, se ne trovano un'altra sempre con individui abusanti.
Saluti

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Non sempre accade cosi'. Talvolta c'e' il rigetto e dopo una relazione del genere ci si aggrappa a qualcosa di completamente opposto. Spesso non ottenendo ugualmente equilibrio.

Misura la forza della tua Password

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

Web Statistics