giovedì 18 aprile 2013

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Qualcosa di personale

Mi e’ stato rimproverato che, ultimamente, scrivo troppo di argomenti generali e meno personali. Credo che per chi mi sta seguendo da tempo, e che si era abituato a leggere raccontini piu’ attinenti alla mia passata attivita’ di escort, i miei post recenti risultino meno interessanti del solito. Devo dire, infatti, che femminismo e religione di certo non si addicono a chi fino a ieri non disdegnava giocare con la sessualita’ e l’erotismo, traendone spunto per argomenti piu' piccanti, oppure per qualche confessione scabrosa. Percio’ comprendo chi vorrebbe vedermi di nuovo mettere in risalto questa particolare anima, in cui esprimo maggiormente tutta quanta la mia intimita'. Qualcosa di piu’ personale, insomma.

Eppure, sembra che talvolta non si sappia che la mia vera intimita’ non la si trova nei racconti di sesso, dove descrivo come mi piace farlo, come riesco a godere, oppure a far godere un uomo o una donna. No. La mia vera intimita’ la si trova nelle piccole cose, in un episodio che di per se’ sembra insignificanti, ma che in realta' ha rappresentato un punto di svolta nella mia vita, contribuendo a fare di me quella che oggi sono.

Cosi’, per accontentare queste persone sempre in ricerca della Chiara piu' vera, vorrei raccontare della mia infanzia, di un giorno lontano quando andavo ancora a scuola, di qualcosa che potrebbe essere stato decisivo nel plasmare, in seguito, il mio carattere. A questo punto premetto che in Ungheria il sistema di valutazione scolastico e’ diverso da quello italiano. E’ lo stesso che c’era anche durante il comunismo, cioe’ ai tempi in cui frequentavo l’évfolyamos gimnázium, che poi sarebbe quella che in Italia e' la scuola media inferiore. I voti vengono espressi da 1 a 5, dove 1 il voto piu' basso, la piu’ totale insufficienza, mentre 5 rappresenta il massimo raggiungibile. L'ottimo.

Ricordo che quel giorno avevo ricevuto la pagella con una valutazione complessiva di 4+, quindi appena un gradino sotto al 5. Ero cosi’ eccitata ed orgogliosa di essere in cima alla lista d’onore della scuola, che non vedevo l’ora di mostrarla a mia madre che a queste cose dava sempre una grandissima importanza. E io facevo tutto il possibile per accontentarla.

Arrivata a casa, corsi da lei con il sorriso sicuro di chi sapeva di aver fatto qualcosa di buono, sicura che ne sarebbe rimasta piacevolmente colpita. Ma non lo fu. Non completamente, almeno. Anzi, appena data un’occhiata al voto, con calma mi pronuncio’ le parole che mi avrebbero ferita, facendomi diventare, poi, la persona che oggi sono e che forse saro’ sempre. Disse semplicemente: "4+ va bene, ma perche’ non 5?"

Restai di stucco. Mi sentii oltraggiata, offesa, e dolorosamente delusa. Non riuscivo proprio a capire come non riuscisse ad apprezzare i miei sforzi e il duro lavoro che avevo fatto per ottenere quel risultato. Ma in seguito, con gli anni, ho capito: lei si aspettava il massimo da me, e voleva che anch’io aspettassi da me stessa sempre il massimo.

Ora, che ho piu’ o meno l’eta’ che aveva lei il giorno che accadde quell’episodio, so che non voleva far del male a una bambina il cui unico desiderio era quello di impressionare la sua mamma. Ovviamente, quella bambina c’e’ ancora; e' esigente forse ancor piu’ di sua madre. Giorno dopo giorno, sfida dopo sfida, lei e’ ancora li’ che cerca di ottenere per tutte le cose che fa un bel 5. Perche’ "4+ va bene, ma semplicemente non e’ il massimo".

Si’, sicuramente quella bambina c’e’ ancora. L'unica differenza e’ che non sta piu’ cercando di impressionare sua madre o qualcun altro. Oggi vuole solo stupire se stessa.

6 commenti :

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

trovo ammirevole la tua determinazione per ottenere sempre il massimo. Io ho sempre seguito il principio opposto: ottenere poco mettendoci il minimo impegno.

Per quanto riguarda la tua vita privata ho una curiosità. All'inizio del tuo blog avevi detto che avevi smesso di fare la escort nel 2001 perchè ti era successo qualcosa. Avevi detto che un giorno ci avresti raccontato quella cosa.

Poichè sono passati tanti anni, mi piacerebbe sapere a cosa ti riferivi.

Ciao Davide

P.S. il convegno sull'Ungheria è stato molto interessante ed ho imparato tante cose che non sapevo su Kadar.

J.T. ha detto...

Bel racconto. può far riflettere chi è genitore e non...

Ti seguo perchè ho piacere di leggere qualsiasi cosa tu scriva.

Ciao James

nivola ha detto...

Addirittura rimproverata? Che cafone!!
Sicuramente glielo avrai detto. Comunque è un piacere ritornare ad esperienze più personali senza per forza entrare nel "pruriginoso"
De Coubertin, se ho ben capito, allora non funziona con te che vuoi vincere.
Il comportamento di tua mamma, in tutta buona fede, è stato quello di tutti i genitori che insegnano ai propri figli ad impegnarsi per ottenere il migliore dei risultati.
Complimenti a te che l'hai assorbito così bene.
Ci sono persone che questa lezione la vivono male con la continua insoddisfazione di non raggiungere il migliore risultato magari a discapito dell'autostima pur ottenendo dei buoni risultati.
Altre, con il vizio di voler stravincere, non si accorgono di umiliare le persone che sono vicine a loro, e anche questo non è bello.
La tua invece è una competizione tutta personale per dimostrare a te stessa di poter ottenere sempre il massimo, brava, anche se a pelle mi verrebbe voglia di dirti di rilassarti un pochino.
ciao Klara

traminer ha detto...

Cara Klara,
Per quanto riguarda i rimproveri che hai avuto,forse uno dovrebbe prima chiedersi perché si segue un blog..Secondo me chi segue un blog segue essenzialmente la persona che lo scrive, con le sue esigenze di espressione, i suoi interessi ed anche i suoi sbalzi d'umore, come fosse un amico.
Del resto, a proposito di essere molto esigenti, cosa si può desiderare di più di qualcuno che ti racconta ogni volta una storia diversa, una volta di sesso, una volta di politica, una volta sono ricordi personali e molto intimi?
Ogni volta che posti qualcosa io sono sempre curioso di sapere di cosa hai scritto ed anche dove andrai a parare alla fine, cosa non sempre scontata...
Come Sheherazade, ogni volta è una storia nuova che ci diverte, ci sorprende, ci fa indignare... Certo a differenza delle 1000 ed una notte non sono sempre favole, ma del resto non viviamo nel regno di Tartaria!
Comunque per chi teme un calo nella tua produzione di racconti erotici, un mio amico mi ha detto che su internet se ne trovano.. :))
Anche se non saranno belli come i tuoi.

Per quanto riguarda la tua pagella, e ripensando anche all'episodio del vestito rosso che hai raccontato poco tempo fa, sembra che tua mamma fosse una persona con un forte senso del dovere e del sacrificio. Può essere una caratteristica personale e basta. Però io che non sono cresciuto in un paese comunista, mi chiedo se anche le condizioni economiche e sociali del tempo rendessero forse necessario tanto rigore? E' solo un pensiero.
Saluti,
Traminer

nivola ha detto...

Suvvia, non sarà poi stata lesa maestà, al massimo un golpettino, senza sgarri. :-)
Colui o colei magari avrà voluto solo riportare qui l'attenzione della signora, e magari pensando che cambiare un pò gli argomenti avrebbe rivitalizzato il blog. Cos'avrà poi chiesto? Non penso di spiegarci come ci si spoglia in camera da letto (anche se penso che avrei molto da imparare).
Una lezione simile alla tua, Klara, anch'io l'ho ricevuta. La sera stessa della tesi di laurea. Quando generalmente si festeggia ed i genitori ti fanno i complimenti per quanto sei stato bravo. Mi ricorderò sempre mio padre che mi disse:"adesso trovati un lavoro e levati dalle palle". L'ho fatto con la fame di chi si rende conto di essere solo. Ora il nostro rapporto
è molto migliore.
ciao Klara

Magnoli@ ha detto...

in verità io sono per " scrivi cio' che senti " " scrivi cio' che vuoi" TUTTO IL RESTO è NOIA.
^_^

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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