giovedì 4 aprile 2013

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Come bamboline

La riflessione di oggi scaturisce da alcune mie considerazioni personali a seguito della lettura di un libro e dopo che, pochi giorni fa, ho letto l’ennesimo articolo sulla chirurgia estetica che sembra essere diventata per molti il modo per apparire piu' belli, modificando le sembianze fisiche, cosi’ da colmare le proprie lacune di autostima. Il tutto rifacendosi a dei modelli di bellezza totalmente avulsi dalla scelta personale, ma imposti da una cultura dell’apparenza nella quale l’unica opzione pare essere quella di adeguarsi, quasi sempre inconsapevoli di essere sottoposti a manipolazione.

Tuttavia, quando il fenomeno riguarda le donne, che sono le maggiori utilizzatrici del chirurgo al fine di migliorare il proprio aspetto, il discorso si fa piu’ ampio, e assume quella forte connotazione maschilista e sessista che da sempre contraddistingue la nostra societa’. E' la stessa cultura che continua ad alimentare anche l’industria dei cosmetici e della bellezza in generale, nella quale le donne credono di essere protagoniste attive, ma dove in fondo subiscono passivamente il ruolo di sfruttate da parte di un mercato che ormai domina tutto. E parlo anche di quella cultura che fa leva sulla pulsione femminile di sentirsi ammirate in base a come si appare esteriormente e non in base alle proprie capacita’.

Percio’ oggi, quasi per gioco ma per capire quanto fosse vera questa mia considerazione, li ho contati. Da casa mia al centro della piccola citta’ dove vivo - e la distanza non e’ che di pochi chilometri - ci sono ben 23 cartelloni pubblicitari che raffigurano donne piu’ o meno svestite che pubblicizzano diversi tipi di prodotti - dai gioielli agli occhiali da sole, dai televisori ai cacciaviti -, con le loro tette, i culi, le cosce e le labbra gonfiate. C’e’ persino un’impresa di pulizie che si basa su una donna con delle belle gambe lunghe per promuovere la sua immagine.

Quindi ho pensato: “Come donna, qual e’ il mio valore in questa societa’ in cui i mass media dettano le regole basando quasi tutto sul corpo femminile? Che cosa sono veramente io?” (Si noti che non sto chiedendo “chi”, ma “cosa”). La risposta che mi sono data e’ semplice: sono la somma delle parti del mio corpo, la mia abilita’ di compiacere lo sguardo maschile, la mia capacita’ di essere desiderata, la mia capacita’ erotica di attirare l'attenzione su di me. Sono la mia aura sensuale che e’ tanto piu’ forte quanto maggiore e’ la facolta’ che ho di indurre altre donne a cercare di assomigliarmi, per come vesto, per come cammino, per come seduco, e a mio modo cerco in quelle che ammiro dei modelli da seguire. Sono in sostanza il potenziale della mia sensualita’, meno il numero dei miei difetti fisici, moltiplicato per la capacita’ che ho di “vendermi”. Ma questo l’ho sempre saputo, fin dai tempi in cui lavoravo come modella. Cio’ che, invece, pur sapendolo, non volevo ammettere e’ che in base a questo meccanismo che ho appena descritto, alla donna non e’ lasciata alcuna scelta; deve accettare il suo ruolo di “cosa”. Un giocattolo inanimato, qualcosa di non umano usato al solo scopo di promuovere altre cose, in questo grande mercato che e’ il mondo.

Senza dubbio, quando affermo che questa oggettivazione della donna ha raggiunto il suo picco negli ultimi 10-20 anni, sto affermando qualcosa che per molti e’ ovvio. Dalle ragazze vestite in abiti provocanti che ballano in modo sexy negli spettacoli televisivi e in video musicali, alle foto degli impossibili, seducenti, corpi di fotomodelle che si possono vedere in quasi tutte le riviste - maschili o femminili non ha importanza, in quanto, da questo punto di vista, non si capisce qual sia la vera differenza tra Cosmopolitan e Playboy -, siamo inondati sempre piu’ di sollecitazioni che ci spingono all’apparire piuttosto che all’essere; a sembrare piuttosto che ad esistere.

E’ quindi del tutto plausibile questa ossessione per la bellezza di plastica, per il voler restare a tutti i costi “giovani”, anche ricorrendo alla chirurgia estetica. Con le immagini edulcorate, fabbricate apposta per rappresentare un ideale di donna irraggiungibile, in un mondo che ormai focalizza tutta l’importanza sull'aspetto fisico (soprattutto delle donne), si capisce bene l’intento di indurre piu’ che mai il desiderio di rimanere giovani, belle, magre e sexy. Poiche’ ci fanno credere che solo restando giovani, belle, magre e sexy si abbia davvero valore. Ci fanno credere che solo chi e’ giovane, magra, bella e sexy possa avere una vita sociale brillante e un sacco di amici. Ci fanno credere che solo chi e’ giovane, bella, magra e sexy sia desiderabile e felice.

Molte donne giovani in buona salute, che non avrebbero alcun bisogno di interventi di tipo estetico, si rivolgono sempre piu’ spesso al chirurgo (le banche, tempo fa, avevano persino creato dei piccoli prestiti con bassi interessi per tale scopo) tentando di modificare la struttura del proprio viso, con interventi, protesi, e altre procedure che alienano il loro aspetto naturale, per assomigliare a un ideale estetico imposto dal “mercato”. E’ per questo che alla fine quasi tutte quelle che fanno ricorso alla chirurgia estetica sembrano cloni caricaturali di famose cantanti o attrici. Ma soprattutto, sembrano cloni di se stesse, dato che alla fine arrivano ad essere tutte quante uguali. Perche’ gli interventi di chirurgia estetica non restaurano la bellezza e la gioventu’ perdute, ma le simulano, le contraffanno, ne snaturano completamente il senso. E per alcune diventa addirittura una malattia che va fuori controllo, come un’epidemia psicologicamente contagiosa, che inganna le donne inducendole a pensare che hanno bisogno di farsi frantumare le ossa o farsi affettare dal bisturi di un chirurgo per poter attrarre l’attenzione degli uomini. Tutto nel nome di una perduta fiducia in se stesse, rovinate da una societa’ fortemente maschilista e sessista che oggettivizza la femmina e mina le sue capacita’ intellettive, riducendola al semplice ruolo di graziosa bambolina con un bel volto.

Questo perche' la societa’ nella quale viviamo e’ talmente sessista che la sicurezza in se stessa la donna la ottiene basandosi esclusivamente sull’aspetto piuttosto che sul talento e l'intelligenza; e il silicone e il botox diventano cosi’ “elisir” miracolosi per guarire dall’infelicita’ e dalla depressione. Questo perche' la societa’ nella quale viviamo e’ talmente sessista che molte donne (e ragazze) si perdono nel caos dei disturbi alimentari e della chirurgia estetica, cercando di salvare cio’ che resta della loro sicurezza di se’, dopo essersi confrontate e valutate sulla base di cio’ che vedono ogni giorno sui cartelloni pubblicitari, nei film, nelle riviste, e attraverso gli schermi televisivi. Questo perche’ la societa’ nella quale viviamo e’ talmente sessista che le donne diventano delle consumatrici da sfruttare, ma ancor peggio diventano esse stesse sfruttabili in quanto femmine. Questo perche’ la societa’ nella quale viviamo e’ talmente sessista che le donne sono ridotte a non essere altro che oggetti in palio, premi da vincere, bei giocattoli da esibire. Questo perche' la societa’ nella quale viviamo e’ talmente sessista che il genere maschile solitamente viene considerato superiore a quello femminile.

C’e’ una guerra in atto contro le donne? Si’, c’e’, ed e’ una guerra condotta non solo dall’altro sesso, ma anche da quelle donne insicure che hanno subito il lavaggio del cervello. In una cultura prevalentemente dell’apparenza in cui la pubblicita’ e’ onnipresente, l'inquinamento sessista e’ diventato impossibile da evitare, e le donne stesse ne sono intossicate, arrivando ad abusare volontariamente dei propri corpi per ottenere attenzione e considerazione, costantemente bombardate come sono da immagini che le spingono ad agire / vestirsi / apparire in un certo modo per potersi sentire “desiderabili”. Per questo c’e’ una guerra in atto contro le donne. Una guerra che viene combattuta ferocemente sul piano culturale con tutta la potenza di fuoco dei media, cosicche’ la donna sia convinta sempre piu’ a trasformarsi in un accessorio che gli uomini, poi, valutano e acquistano.

E’ un fenomeno che nonostante i vari passaggi nella Storia, non e’ mai mutato. Qualcosa su cui il genere maschile non ha mai mollato la presa. E anche se oggi cercano di convincerci che tutto e’ cambiato, che siamo padrone di noi stesse, che esistiamo in quanto siamo e non in quanto appariamo, alla fine ci ritroviamo costrette dentro il medesimo ruolo di sempre. Una metafora senza fine di tentazione sessuale, di mela seducente, e sembra che ancora non ne abbiamo avuto abbastanza. Cosi’ e’ in Occidente come in Oriente.

Quando sara’ che le donne smetteranno di considerarsi dei trofei e cominceranno ad essere esse stesse delle protagoniste in grado di “vincere”? Quando smetteranno di essere oggetti passivi e cominceranno ad essere soggetti attivi? Quando cominceranno ad usare veramente i loro occhi per guardare, invece di essere solo felici di essere guardate? Quando accadra’, il mondo cambiera’ radicalmente. Perche’ in un mondo in cui “vivere” e’ diventato sinonimo di “apparire”, si potra’ esistere solo se l’idea di spendere la nostra intera esistenza per essere notate si dissolvera’. Solo cosi’ potremo dire di essere veramente vive.

“Che cosa accade a un uomo che “acquista” una bella donna, avendo in mente la sua bellezza come unico obiettivo? Si danneggia da solo. Non ottiene un’amica, nessuna alleata, nessuna fiducia reciproca: lei sa perche’ e’ stata scelta. E’ pero’ riuscito a “comprare” qualcosa che per lui e’ importante: la stima degli altri uomini che trovano in tale “acquisto” qualcosa di impressionante".

- Naomi Wolf [1]


NOTE:

[1] Per approfondire l’argomento consiglio la lettura del libro: “The Beauty Myth: How Images of Beauty Are Used Against Women”.

9 commenti :

J.T. ha detto...

Ciao Chiara,
apparire non è solo donna, se le donne utilizzano la chirurgia estetica, peraltro usata anche dagli uomini,anzi, questi ultimi, per avere un corpo perfetto, non ci pensano due volte ad utilizzare sostanze proibite per avere subito risultati peraltro, spesso, con gravi danni alla salute.

L'uomo ha delle prerogative e le usa, la donna ha una grande prerogativa più dell'uomo e la utilizza, preferisco una donna mezza spogliata (cosciente), che una vestita con il "turbante" obbligata e non ci vedo nulla di male.

Ogni uomo e donna sceglie i propri amici e con chi andare a letto, inutile lamentarsi dopo delle proprie scelte, se non è in grado, sono problemi suoi non della società.

Ho sempre guardato la classe in una donna, quella non si compra ma, sicurameente, se devo scegliere, preferisco chi tiene a se stessa che una che non lo fa.

Per quanto riguarda la presunta superiorità dell uomo sulla donna, il mio pensiero è che, l ultimo sistema di schiavitù da abolire è il matrimonio, per quello che le mogli riescono a fare ai propri mariti:-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

mi sembra che dipingi le donne un po' troppo come vittime.

Le pressioni della società ci sono, ma nessuno costringe le donne ad andare dal chirurgo estetico.

Questo vale anche per gli uomini perchè, come ha osservato giustamente l'amico J.T., sono sempre più numerosi i maschi che corrono dal chirurgo estetico.

Io so benissimo che la sera nei parchi è pieno di tipi che vendono droga, ma questo non giustifica gli stronzi che la comprano: dico questo perchè c'è chi sostiene che è colpa della società ingiusta se ci sono tanti drogati.

Ognuno ha la testa e deve usarla e non dare la colpa ai media. Perchè ci saranno giornali che parlano solo di attrici e calciatori, ma ci sono anche giornali che parlano di cose serie. Nessuno obbliga le donne o gli uomini a coprare i girnali o a vedere le televisioni dove si mostrano solo donne belle e svestite.

Ciao Davide


Chiara di Notte - Klára ha detto...

La fate troppo facile...
Il discorso e' complesso e non avrei scritto un post cosi' lungo se fosse una questione facile e normale come l'avete esposta.
E' vero che nessuno obbliga nessuno, ma si puo' dire che tutti quanti viviamo secondo le nostre scelte e senza essere MAI MAI MAI condizionati da niente?
Chi lo afferma mente sapendo di mentire. Oppure e' stupido e non lo capisce.
Quando si acquista un prodotto al supermercato quanto di quell'acquisto e' dovuto alla scelta e quanto e' invece dovuto al condizionamento?
Abbiamo veramente nella nostra vita acquistato qualcosa perche' ne avevamo un assoluto bisogno? oppure qualcosa l'abbiamo comperata solo perche'... boh... non lo sappiamo neanche noi.
La chirurgia estetica e' (l'ho detto ampiamente all'interno del mio lungo ragionamento) un modo per sopperire alla mancanza di fiducia in se stessi/e. Non ho mai affermato che la colpa sia tutta della societa' massmediatica che viviamo. Ho solo precisato che la cultura maschilista e sessista ha costruito QUESTA societa' massmediatica e non un'altra.
Davide hai fatto l'esempio della droga. Mi sembra un ottimo esempio per ragionarci ancora un po' su e ti chiedo: che mondo sarebbe se al governo mondo da 2000 anni ci fossero coloro che producono e spacciano la droga? Probabilmente ci drogheremmo tutti e sarebbe qualcosa di normale. Non credi?

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Mi sembra un ottimo esempio per ragionarci ancora un po' su e ti chiedo: che mondo sarebbe se al governo mondo da 2000 anni ci fossero coloro che producono e spacciano la droga? Probabilmente ci drogheremmo tutti e sarebbe qualcosa di normale. Non credi?"

Probabilmente sì. Però io resto dell'idea che dare genericamente le colpe al cosiddetto sistema, sia anche una scusa per declinare le nostre responsabilità.


Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

dare genericamente le colpe al cosiddetto sistema, sia anche una scusa per declinare le nostre responsabilità.

Ne abbiamo gia' discusso, ricordi?
E quella scusa si chiama "Fede". :)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"E quella scusa si chiama "Fede". :)"

Bisognerebbe capire cosa si intende per fede. C'è chi dice che crede solo per pigrizia e c'è chi è morto per non rinnegare la propria fede.

In genere però la maggioranza dice di crede per pigrizia o per conformismo.

Ciao Davide

J.T. ha detto...

Certo che siamo condizionati, siamo condizionati da come viene proposto il prodotto anche la scatola tutta colorata invoglia più di una semplice lattina spoglia.

Concordo che molte donne, ma non solo, utilizzano la chirurgia estetica per sopperire a mancanza di fiducia come la usano per ritrovare qualcosa di perso, può essere giusto sia se uno ci sta male che non, ma è un nuovo modo di curarsi:-)

Puoi essere ateo, credere in Maometto o Gesù ma sono fatti tuoi, vai in palestra 10 ore alla settimana per ridurre la pancia, l altro va a fare la liposuzione:-) ognuno sceglie i propri modi per arrivare al risultato:-)

Non è questione di società maschilista

Blindsight ha detto...

a noi donne dicono che la "cellulite è una malattia" (hai sentito lo spot?) l'impotenza invece non lo è: cresciamo bombardate così, direi quasi da sempre, non è adesso.
qualcuna lo ha capito, moltissime no, e crescono a loro volta figlie uguali a loro e come dici tu possibilmente uguali a qualcun'altra pubblicizzata.
è molto triste poi se pensiamo che non votiamo da molto tempo in italia, che alla camera siamo solo alla terza donna dalla costituzione, che sono perle rare quelle che emergono e grazie sempre ai soldi di famiglia.
arriva il chirurgo quando si capisce che non si hanno più vent'anni e se non hai un culo a zaino: sono troppi anni ormai che vince quel tipo di donna qui e non altre, lo dimostra l'assenza di una legge seria contro lo stupro.
non è vittimismo come qualcuno ti dice, è realtà purtroppo.
viversi da donna poco oca qui è impossibile, nonostante qualcuna dica che siamo "libere": non è vero ma non credo sia colpa solo di una società, credo sia anche colpa nostra, in fondo quella società maschilista e sessista non l'hanno cresciuta i padri, ma le madri e forse qualcosa cambierà quando si comincerà a crescere i propri maschi in maniera un po' meno latina, come invece, almeno in italia, ancora succede.
ciao, buona domenica laura

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Laura Raffaeli: Ti ringrazio di queste visite che mi fai. E' una gioia per me sapere che cio' che scrivo ti interessa. Purtroppo non sempre il senso dei miei messaggi riesce a passare attraverso i filtri difensivi che hanno gli uomini, che' educati e cresciuti in una determinata societa' e cultura, non riescono a comprendere fino in fondo cosa significhi essere "discriminate". Discriminate non solo in funzione dell'estrazione sociale e delle capacita' economiche (questo lo sono anche loro), oppure del colore della pelle (questo lo sono anche loro), o dei gusti sessuali (questo lo sono anche loro), ma in funzione dell'appartenenza a un genere, quello femminile. E cio' e' qualcosa che loro non proveranno saranno mai.
Sembra che il mio messaggio non passi per via di situazioni "particolari", in cui, o loro o qualche loro amico, sono stati vessati o maltrattati da qualche femmina. E questo, a quanto pare e secondo loro, inficerebbe tutto il mio ragionamento.
Ma tu ed io sappiamo che non e' sull'episodio particolare che si puo' basare un ragionamento e l'analisi di una situazione oggettiva, e se si negasse che questa discriminazione esiste, non faremmo un buon servizio ne' alle donne ne' agli uomini, che resterebbero bloccati nelle loro convinzioni maschiliste che sono del tutto al di fuori della realta'. Come quei ricchi che non si rendono conto della poverta' che li circonda, in quanto nel loro ambiente restano a contatto solo coi loro simili ed evitano di mescolarsi con gli altri.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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