venerdì 26 aprile 2013

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Accadde in estate

Accadde in estate, durante le vacanze. Nel periodo in cui le scuole erano chiuse, quando tutte le mie amiche passavano il loro tempo andando in giro a farsi rimorchiare dai ragazzi, io avevo l'abitudine, invece, di trascorrere i pomeriggi in piscina, a nuotare. Nell'acqua mi sono sempre trovata bene, muovendomi come un animale marino, e a diciassette anni il mio corpo era gia’ tonico e formato come quello di un’atleta. L'attivita' fisica e il continuo sforzo muscolare - oltre al nuoto praticavo moltissimi altri sport - aveva contribuito a togliermi l'adipe in eccesso; davvero poco in verita’, considerato che ho sempre avuto la fortuna di avere un corpo asciutto ed armonioso. Non a caso i ragazzi che mi giravano intorno come api sul nettare, avevano confezionato un nomignolo che ben mi si addiceva: “a kis hableány”. La sirenetta.

Quel giorno in piscina non c’era praticamente nessuno: solo io e un’altra ragazza. Dopo aver nuotato a lungo nella vasca, mi ero recata nei locali delle docce, ed e’ li’ che mi e’ capitata la prima esperienza saffica della mia vita. Lei si chiamava Erika ed aveva qualche anno piu’ di me. Avevamo nuotato insieme, scambiando qualche parola fra una pausa e l'altra e l’avevo ritrovata, poi, a farsi la doccia accanto a me.

Il ricordo di come avvenne precisamente, e di come ci ritrovammo appiccicate l’una all’altra, e’ oggi un po’ sfocato. Quello che ricordo bene, pero’, e’ l'acqua che continuava a uscire dalla doccia, riscaldandoci, mentre me ne stavo in piedi con la schiena appoggiata al muro, con il corpo di Erika che aderiva al mio, e lei che con la mano mi sfiorava il sesso.

Ricordo i nostri corpi che scivolavano l'uno sull'altro, come un dolce preliminare a quello che avremmo fatto dopo, e le mie tette minute che s'infossavano nelle sue molto piu’ prospere. Erano cosi’ invitanti che non riuscii a fare a meno di afferrargliele con entrambe le mani. Le aveva sode, piene, con l’areola straordinariamente estesa e i capezzoli rosa.

Di solito, quando scopavo con un ragazzo, me le accarezzavo da sola. Credevo che a darmi piacere fosse la sensazione che mi procuravo titillandomi i capezzoli, e in gran parte la ragione era anche quella, ma stringendo fra le mani i seni di un’altra donna mi accorsi che c’era qualcos'altro che mi piaceva, ed era proprio il tocco di un seno femminile. Aveva su di me - e lo ha tuttora - un effetto afrodisiaco.

Inoltre, a parte cio’ che accade in ogni prima esperienza, che sembra sempre piu’ intensa di quelle successive, cio' che trovavo davvero esaltante in quella situazione, per me inusuale, era far sesso con chi poteva condividere esattamente le sensazioni che provavo anch’io; con chi sapeva esattamente cosa toccare, quando affondare, cosa stringere, quando sfiorare. Cosa impossibile per qualsiasi ragazzo.

Iniziai a succhiarle l'areola perche' anch'io andavo via di testa quando lo facevano con me. Succhiai forte fino a farla mugolare, ma non so quanto quei gemiti fossero per il troppo piacere oppure per il dolore che le provocavo. E’ stato solo in seguito che ho scoperto che non tutte gradiamo allo stesso modo certi stimoli, talvolta eccessivi, e quella volta, forse, nel succhiare quei capezzoli rosa esagerai un po’. Ma che fosse piacere o dolore ha poca importanza, perche’ un’altra cosa che ho imparato e’ che il piacere e il dolore hanno spesso bisogno di mischiarsi per creare quelle alchimie che intensificano gli orgasmi, cosi' da trasformarli in momenti d’estasi irripetibili.

Eravamo talmente concentrate nell'esplorare le nostre intimita’ che neppure ci accorgevamo dell’acqua che continuava a scrosciare giu’ dalla doccia, mescolandosi ai nostri umori, e quando anche Erika inizio’ ad accarezzarmi i seni, che a confronto dei suoi sembravano due piccole pesche non ancora mature, e a succhiarmi forte i capezzoli, ebbi un orgasmo. Fu improvviso. Lo avvertii salire, incontenibile, come una vampata di calore che mi pervase il ventre, e mi sentii spremere tutta come mai mi era accaduto in nessun’altra occasione prima; neppure masturbandomi da sola.

Quello che mi sorprese e’ che fino a quel momento, in quel breve, intenso, rapporto fatto solo di passione e sesso, nonostante i nostri corpi si fossero conosciuti anche troppo, il mio viso e quello di Erika si erano solo sfiorati. Allora, infatti, non mi era ancora chiara questa separazione fra sentimento e sesso, fra gesti affettuosi e ricerca del piacere, e forse fu proprio li’ che inizio’ a germogliare dentro di me l’idea che per godere non occorre affatto che ci sia l’amore o l'affetto, e che gli orgasmi piu’ intensi sono spesso il frutto di incontri occasionali, con persone quasi sconosciute che non rincontreremo mai piu’; attimi di solo sesso fine a se stesso, e niente altro.

Quando Erika si distacco’ dal mio corpo e mi cinse la testa afferrandomi i capelli da dietro tirandoli verso il basso, mi costrinse ad alzare lo sguardo che, forse per un senso di vergogna, fino a quel momento avevo tenuto basso. Cosi’ la guardai in volto. Me la ricordo bellissima. Ma ancor piu’ bella era la sensazione di potermi specchiare in lei, nella profondita’ dei suoi occhi scuri come la notte, come allo stesso modo lei poteva fare nell’azzurro dei miei. Ed oggi so che e' proprio per questa sensazione di reciprocita', per questo potersi specchiare l'una nell'altra, che poi in seguito ho continuato a nutrire la mia omosessualita', rimasta fino a quel momento latente, e l'ho dosata con cura, facendola diventare parte integrante di me e delle mie preferenze sessuali.

Un solo attimo di silenzio, poi le nostre labbra si avvicinarono. Rivoli d'acqua scendevano copiosi sulle nostre bocche, ma il loro incontro fu cosi’ dolce che l'impressione fu che fossero una cosa sola. Le punte delle lingue si cercarono, sfiorandosi, ma anche le dita non riuscivano a star ferme, e quando la mano di Erika afferro’ la mia, portandola a contatto con la sua clitoride, iniziai a sfregarla con movimenti lenti, accelerando di tanto in tanto, e penetrandola con le dita.

Ricordo che le pareti del suo sesso erano morbide come i petali di una rosa, e che era molto piu’ lubrificata di quanto capitasse a me nei momenti in cui ero eccitata al massimo. Ma quello che piu’ mi sorprendeva, e mi procurava un sottile piacere, era avvertire distintamente le contrazioni del suo utero mentre la esploravo. Ero ancora inesperta in quel genere di cose, e mi facevo guidare ripetendo i suoi gesti, facendo esattamente quello che lei faceva a me sperando, imitandola, di farla godere come lei stava facendo godere me.

L’orgasmo che arrivo’ ci trovo’ accomunate, come fuse in un’unica persona. Venimmo insieme, in perfetta sincronia, trattenendo le urla l’una nella bocca dell'altra.

19 commenti :

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

non c'è dubbio che si tratta di un racconto bello e molto erotico a cui c'è poco da aggiungere.

Però dire che un maschietto non potrebbe mai far provare ad una donna certi piaceri lo trovo eccessivo. Non metto in dubbio che per te sia così, ma credo che ci sono tante donne di diverso parere.

Ciao Davide

Lina Pasticci in cucina ha detto...

Mio dio Klara...bellissima esperienza...un giorno forse ti raccontero' la mia...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Però dire che un maschietto non potrebbe mai far provare ad una donna certi piaceri lo trovo eccessivo. Non metto in dubbio che per te sia così, ma credo che ci sono tante donne di diverso parere.


Si', Davide. Hai ragione. :)
http://youtu.be/6iYcAdKryzA

nivola ha detto...

Un bel racconto che mi ha fatto profondamente riflettere...
Ho sbagliato tutto!! In piscina, ecco dove dovevo andare! E io che invece insistevo ad andare all'oratorio...
Pensandoci bene però in piscina le docce e gli spogliatoi per maschi e femmine sono separati, invece di Erika e Klara avrei incontrato il cowboy dei Village People.
Hai visto Davide che paese moderno l'Ungheria... le ragazze d'estate passavano il loro tempo andando in giro a farsi rimorchiare, da noi passavano il tempo a farcela sospirare senza darla mai.
Sono solo io quello che si è riconosciuto nell'ometto del video della doccia o sono in buona compagnia?

ciao Klara

davide ha detto...

Caro amico Nivola,

"Sono solo io quello che si è riconosciuto nell'ometto del video della doccia o sono in buona compagnia?"

Ti garantisco che sei in buona compagnia.

Ciao Davide

Zu ha detto...

Mi piace molto il tuo racconto schietto e privo d'imbarazzo. Mi trovo spesso a riconoscermi nelle tue parole e, mi dispiace doverlo ammettere, ma non credo proprio che un uomo possa raggiungere il livello di sensibilità intima reciproca che instaurano due donne. Un uomo e una donna sono semplicemente esseri diversi, con diverse percezioni e spesso diversa conoscenza del proprio corpo.
Moltissima stima per Chiara...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Lina Pasticci: Sono proprio curiosa...


@ Nivola: La quantita' di ragazze libere e senza le fisime morali in Ungheria e' molto alta. Per un bell'uomo non e' difficile rimorchiare, e nel caso gli manchino le qualita' fisiche, puo' sempre ripiegare sul denaro, come ovunque. Comunque, esistono numerosi locali per tale scopo, quindi con finalita' erotico-sessuali, oppure per conoscersi, per single, o semplicemente per vivere avventure trasgressive. Anche per le donne.
Le terme, anche, sono un luogo dove si possono fare conoscenze interessanti, oppure si puo' semplicemente andare in giro e affidarsi alla propria abilita' di saper "legare" con le persone. L'importante e' non farsi catturare dal circuito turistico dove esiste tutta un'organizzazione dedicata allo spennamento del pollo arrapato. Ovviamente, per i giovani e' piu' facile: hanno meno problemi a far amicizia e ad esprimere liberta' e disibinizione.
Comunque per chi non se la sente di andare all'avventura e non vuol essere spennato come un pollastro, esistono agenzie qualificate e serie tramite le quali possono essere ingaggiate accompagnatrici (o accompagnatori), hostess, ragazze immagine, ballerine, modelle per servizi fotografici, interpreti, guide. Oppure ragazze per passare la notte a far sesso e persino attrici porno.
Le ragazze ungheresi sia come valenza estetica media, che come propensione alla "completezza del servizio" (hai visto come l'ho messo fra virgolette?), credo non abbiano rivali (ma qui sono un po' partigiana) in Europa.


@ Zu: Se ti riconosci nelle mie parole, e come me sei d'accordo sul fatto che nessun uomo potra' mai soddisfare una donna come un'altra donna che abbia gusti omosessuali o bisessuali, allora significa che anche tu non sei eterosessuale. :)

Innamorata ha detto...

CIAO,HO UN PROBLEMA,UN DOLCISSIMO PROBLEMA...UN TORMENTO... UNA COSA ESAGERATA...MI SONO INNAMORATA DI UNA RAGAZZA UNGHERESE! COSTATANDO CHE IL 90% DI CIÓ CHE SCRIVI É VERO VORREI DEI CONSIGLI. HO BISOGNO DI PARLARNE CON QUALCUNO SENNÓ ESPLODO E TU MI PUOI CAPIRE IO LO SO CHE PUOI... PREFERIBILMENTE RISPONDIMI IN PRIVATO O SE VUOI PUOI MODIFICARLO E POSTARLO SENZA NOME FAI COME TI PARE INSOMMA... GRAZIE X

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Innamorata: Di questi tormenti d'amore, di solito, non mi occupo. Comprendo il tuo sfogo, ma non saprei come aiutarti.
Prova a spiegare quali sono i consigli che vorresti.
Magari, in modo anonimo, puoi discuterne qui, nei commenti, e sicuramente il tema potrebbe interessare a piu' persone.

J.T. ha detto...

Anch'io mi sono innamorato di una ragazza ungherese....mi puoi dare dei consigli?
Grazie:-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"@ Innamorata: Di questi tormenti d'amore, di solito, non mi occupo. Comprendo il tuo sfogo, ma non saprei come aiutarti."

Trovo un po' strano quanto chiede l'amica Innamorata.

Voglio dire se due persone si innamorano (non importa se etero sessuali o omo) non credo che c'entri molto la nazionalità. Magari c'entrano più le differenze religiose (un mussulmano ma anche un cattolico convinto non accetterà mai un rapporto omosessuale perchè per la sua religione è un peccato grave).

Le differenze fra nazioni potevano avere un senso prima ella rivoluzione industriale.

Ma oggi un ragazzo che nasca in Italia, in Germania, in Ungheria o Polonia più o meno ascolterà la stessa musica, guarderà gli stessi film e gli stessi programmi televisivi di tutti gli altri.


Ciao Davide

Zu ha detto...

@Chiara:
Le tue sono insinuazioni!! Però sono vere e non ho nessun problema ad ammetterlo... Non vedo perchè dovrei. ;)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: "Trovo un po' strano quanto chiede l'amica Innamorata."

Infatti e' strano anche per me. Non e' che per certe cose ci siano differenze antropologiche tali da dover essere oggetto di consigli particolari. Potrei dire in generale che una ragazza magiara e' molto meno inibita di un'italiana, ma anche in questo caso si dovrebbe distinguere fra ragazze di citta' oppure di campagna, dell'est e dell'ovest Ungheria (oppure nord e sud Italia), propensione verso una religione e quale religione, cultura, livello d'istruzione, QI e quant'altro. E poi entano in ballo tutte quante le soggettivita' relative al "vissuto", alla psicologia, eccetera.



@ Zu: "non ho nessun problema ad ammetterlo..."

In effetti, chi ha problemi ad ammetterlo non vivra' mai liberamente e in modo equilibrato la propria sessualita'. E cio' vuol dire che non sara' mai felice. La bisessualita (come intuisco sia il tuo caso, vale a dire anche il mio) e' qualcosa di estremamente "naturale" e rende le persone capaci di captare piu' suoni, piu' colori, piu' sensazioni, di quanto possa accadere a chi, invece, sente di voler dipingere solo in una determinata gamma di colori, in quanto non gradisce gli altri.
Con cio' non voglio dire che chi e' bisessuale sia migliore, ma non e' neanche peggiore di chi e' eterosessuale, o omosessuale. Come persone, poi, ci distinguiamo in base ad altre doti e qualita', e la sessualita' non influisce affatto sul nostro "valore" individuale, che e' e resta una cosa privata. :)

Anonimo ha detto...

HO SEGUITO IL TUO CONSIGLIO LETTO IN UN'ALTRO POST PER ROMPERE IL GHIACCIO LE HO REGALATO UNA BOTTIGLIA COSTOSA... E PRATICAMENTE MI SI É LANCIATA ADDOSSO IN UN'ABBRACCIO,MI SA CHE LO HA CAPITO...

Anonimo ha detto...

LA BELLA MAGIARA MI HA DATO UN BEL 2 DI PICCHE... :-(

nivola ha detto...

Anonimo, hai provato con i diamanti? Una brava ha detto che sono i migliori amici delle donne :)
Naturalmente sto scherzando, ma non troppo... e se ho indovinato il post da cui hai tratto il consiglio della bottiglia di vino temo che tu ti sia fermato a quel punto e non abbia letto il seguito. :)
In quel post credo ci siano molti stereotipi, ma in altri la nostra padrona di casa ha dato ottimi consigli.
buona fortuna

Anonimo ha detto...

NIVOLA MI SA CHE NON HAI CAPITO CHE SONO UNA DONNA...

nivola ha detto...

Proprio no :)... sai uno legge "anonimo" e nel mio vocabolarietto semplificato c'è scritto "singolare maschile".
Buona fortuna lo stesso... ma sei sicura delle preferenze sessuali della bella magiara?
ciao anonimA

Anonimo ha detto...

SI MI DEVI SCUSARE... SONO SICURA DEI SUOI GUSTI MA CI HO PROVATO LO STESSO... ALTRO CHE DIAMANTI! LE HO PERFINO REGALATO UNA "MAZZETTA" MA L'HA RIFIUTATA SENZA ESITARE,E LA MAZZATA L'HO PRESA IO! SONO UNA PAZZA!

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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