mercoledì 13 marzo 2013

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Mia Nonna

Mia Nonna era una zingara.

Per tutta la vita ha fatto la cartomante, ma preparava anche pozioni "magiche" per chi gliele chiedeva.

Tutto cio' le ha dato di che sopravvivere (male), ma lei non si e' mai lamentata.

Pero' credo che, nonostante tutto, si sentisse utile a fare cio' che faceva. Sapeva di donare qualcosa: un'illusione, un sogno...

E sapeva di rendere felici le persone che avevano bisogno di un consiglio, o di una piccola speranza che altrimenti non avrebbero avuto.

Era una strana zingara, mia Nonna; raccontava cazzate e preparava intrugli che non avrebbero curato neanche un mal di denti. Eppure...

Eppure, ogni tanto mia madre mi racconta come, durante la rivolta del ‘56, sia stata fra quelle donne che hanno lottato per la liberta'. Rischiando persino la vita.

Chi era dunque mia Nonna? Una fattucchiera, una contafrottole, un'imbrogliona, o un'eroina?

Non lo so... e non mi interessa saperlo. Non piu’...

So soltanto che era mia Nonna.

6 commenti :

Anonimo ha detto...

Bisogna imparare a guardare oltre le apparenze a capire la vera essenza delle persone. Probabilmente tua nonna e' stata davvero un eroina, probabilmente in seguito alle sue esperienze ha capito che la spinta emotiva e delle parole dette nel modo e nel momento giusto potevano fare la differenza nella vita di una persona. Cio che agli altri poteva sembrare una "cazzata" magari per quella data persona era invece una nuova speranza di vita.... Ci sono persone che tutti i giorni possono essere considerate degli eroi... Sto imparando a mie spese che anche a concepire un figlio, crescerlo e mantenere la famiglia unita e' qualcosa di eroico ai giorni nostri.... Ricordati che se oggi sei quel che sei lo devi soprattutto anche a lei che eroicamente non si e' arresa alle crudelta' della vita. Portala nel cuore con orgoglio e amore..... Ma questo lo stai gia' facendo... Ciao;-)

** Sara ** ha detto...

Post così sono difficili da commentare. Volevo lasciarti un saluto però.

traminer ha detto...

Tua nonna raccontava cazzate a chi glie lo chiedeva. E somministrava intrugli miracolosi a chi ci credeva. Altrimenti non si sarebbero rivolti a lei.
Non lo vedo tanto diverso da chi si fa prescrivere acqua diluita dal medico omeopata, chi lo fa ci crede e ne ha qualche vantaggio per questo. Però scommetto che tua nonna si faceva pagare molto di meno.

E comunque, perché una contafrottole non può essere anche un'eroina quando serve? Anzi forse chi è più semplice, meno colto e meno ricco ha anche meno da perdere e meno paura per esporsi e rischiare in prima persona. Coraggio e cultura, cuore e cervello non sono collegati.
In effetti credo che tutti noi dobbiamo tanto alle persone come tua nonna che, nel passato di ognuno di noi, nella loro semplicità hanno fatto la rivoluzione giusta.

giuseppe perani ha detto...

La saggezza che anche altrove attribuisci a tua nonna non so se sia ereditaria, sul raccontare cazzate qualche volta me ne viene il sospetto.
ciao ciccia

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Grazie Anonimo (la prossima volta firmati che' cosi' ti riconosco.


Bentornata Sara. Non ha importanza se non sai come commentare. I saluti fanno sempre piacere.


Traminer, a volte non si faceva pagare affatto. Le bastava avere qualcosa da mangiare. Ha vissuto nella poverta' per quasi tutta la vita e da vecchia, pur avendo possibilita' grazie anche all'aiuto mio e di mia madre di poter vivere un po' meglio, ha sempre mantenuto le sue abitudini, rifiutando ache quel poco di benessere che potevamo darle.


Giuseppe Perani, a volte racconto cazzate, e' vero, soprattutto quando faccio credere di essere intelligente, colta e carina. Ma stavolta di cazzate non ne ho raccontate.

giuseppe perani ha detto...

Non hai alcun bisogno di "far credere" di essere intelligente, colta e carina. Anche i miei figli talvolta raccontano qualche cazzata, pur se con l'ereditarietà devo ammettere che questa caratteristica si attenua.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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