venerdì 29 marzo 2013

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Atea

In questi giorni, in cui il mondo cristiano si appresta a celebrare una delle sue festivita’ piu’ importanti, vorrei ribadire una cosa: sono atea. Questo non e’ certo un segreto per chi legge da tempo il blog. Pero’ gradirei precisare che il mio non e’ uno dei tanti slogan che cambiano con il tempo, a seconda delle circostanze e delle tendenze, e non e’ neppure un’affermazione per sentirmi "alla moda", o essere anticonvenzionale, o recitare la parte della ribelle in un'epoca fortemente polarizzata tra non credenti ed estremisti religiosi. Se sono atea e’ perche’, semplicemente, le mie convinzioni si basano sul raziocinio, in quanto fortemente ispirata dall'intelletto.

Da bambina mi avevano convinta ad essere credente. Era per merito di Dio che ero nata, cresciuta, e che avevo una famiglia che mi donava amore. Nel corso del tempo, pero’, quella sensazione e’ andata a perdersi, annullandosi del tutto, fino a quando e’ arrivato il momento in cui, poco piu’ che adolescente, ho avvertito che quell’essenza che avrebbe dovuto riempire il mio essere non esisteva piu’. E’ stata la prima volta che ho smesso di essere la persona che ero, e dico “la prima volta” perche' poi, in seguito, di cambiamenti importanti nella mia vita ce ne sono stati altri, ma questo e’ un altro discorso.

Perche’ e’ avvenuto? Perche’ ho voluto ribellarmi alla mia infanzia, ai rituali, alle tradizioni, alla comunita’? E perche’ ho iniziato ad essere influenzata da quella sostanza “maligna”, il dubbio dato dalla conoscenza, che andava in contrasto con tutto cio’ a cui mi avevano abituata, e che ha finito per provocare in me quel conflitto? Se lo sto scrivendo non e’ per ricercare Dio; il mio ateismo e’ ormai conclamato ed e’ difficile che possa tornare indietro. E’, semplicemente, perche’ nonostante tutte le esperienze vissute, sono ancora alla ricerca di me stessa. Riguarda percio’ le mie verita’, e quel viaggio interiore che costantemente intraprendo, in profondita’, ogni giorno, per comprendere meglio chi sono e cosa veramente voglio. E in questa profondita’ da moltissimi anni non trovo piu’ cio’ che una volta pareva essere il fondamento della mia vita: la Fede.

C’e’ stato un momento in cui ho capito che un Dio non poteva essere piu’ la fonte della mia esistenza, o una quintessenza, o una realta’, o un dato di fatto. Cosi’ quel Dio si e’ trasformato in un'idea, e come tale ho cercato di farlo andare d’accordo con i processi della ragione, e con tutto cio’ che la mia giovane mente assorbiva sottoforma di istruzione, cultura, e poi in seguito come preparazione scientifica. E’ da allora che ho iniziato a definirmi atea. Da quando il livello di consapevolezza raggiunto mi ha fatto comprendere che Dio rappresentava il nulla assoluto, e che non era piu’ una verita’, neppure piccola, neppure da poco. E’ stato un momento della vita che ho vissuto nel quale, di punto in bianco, mi sono resa conto come non avessi piu’ alcun bisogno di una qualunque “essenza” che non fosse basata sulla razionalita’. Questo e’, in breve, l’atteggiamento che ho riguardo alla questione della Fede.

Permettetemi pero’ di chiarire ulteriormente a chi pensa che io provi un qualche tormento per il fatto di non credere in Dio, che si sbaglia. Al contrario, sento che questa mancanza di Fede mi sta facendo godere di un equilibrio spirituale, fisico, intellettuale e filosofico, che mi permette di essere veramente me stessa, e di sentirmi "normale". Non ho divieti religiosi o tabu’ divini che pesano sulla mia esistenza e sul modo che ho di vivere. E’ per questo che mi sento leggera, senza catene, libera dal condizionamento che molte persone, proprio per un fattore religioso del quale spesso non sono coscienti, hanno profondamente radicato dentro di se’. So solo che "esisto", niente di piu’, niente di meno. E che la mia mente e’ l’unica convinzione che ho, con tutto cio’ che ne consegue in termini di conoscenza, sentimenti, cultura, valori, domande, risposte, dubbi e certezze.

Non lo sto dicendo per contestare, ne’ per provocare, ne’ per convincere, ne’ per esprimere qualcosa di puramente filosofico e teorico. Le mie parole sono il semplice frutto di un’esperienza di vita, e di una materializzazione della ragione in questa esperienza. E dal momento che non ho mai smesso di sperimentare, mettere in discussione, e confrontarmi con le certezze e con i dubbi, la questione di Dio e’ oggi per me un argomento su cui mi capita spesso di riflettere, ma in modo relativo e non con la categoricita’ che precede la ragione.

Se mi chiedete dunque quale sia il mio sentimento verso questa epitome che afferma che Dio non esiste, ma che il cosiddetto creatore dell'umanita’ non e’ altro che una delle tante creazioni/invenzioni che inevitabilmente influiscono sulla mia vita, risponderei senza rischiare di essere imprudente, che si tratta di un sentimento profondo di riconciliazione con il mio essere e tutto cio’ che ha concorso affinche’ io sia oggi quella che sono: la mia infanzia, il passato, il presente, le contraddizioni, le possibilita’ e le sincronie. Ed anche un profondo senso di riconciliazione con l'universo e tutti i suoi elementi: la sua natura, la storia, la geografia, la gente, la chimica, la fisica, la terra, l'acqua, i pianeti e tutto quanto.

C’e’ a volte chi mi chiede: “Ma se non credi in Dio, allora in che cosa credi?” Ebbene, non e’ una risposta difficile: credo nella scienza. In quello che ha svelato fino ad ora e in cio’ che svelera’ in futuro. E con tutto il rispetto che provo per le persone che credono nelle favole (e ne hanno bisogno), che cosa potrebbe essere la religione se non uno strumento illusorio per dare conforto a milioni e milioni di menti, desiderose di essere rassicurate nelle loro paure e nei dubbi di ogni giorno? Veramente vogliamo scommettere la nostra intera vita, i nostri principi, i nostri comportamenti, e le nostre scelte, su questo? Non sarebbe piu’ sano e gratificante, impostare un'etica di vita terrena e una morale basata sulla decenza, sul rispetto e sui valori umanistici universali? Non sarebbe piu’ sano e gratificante, decidere in tutta liberta’ quali siano i nostri errori, cercando di correggerli? Non sarebbe piu’ giusto non assumere come verita’ assoluta che credere in un Dio sia l’unica concretizzazione di amore e di perdono, quindi l'unico modo per salvare l'umanita’ dalla sua natura "animalesca" e dai "cattivi" istinti?

Come si puo’ capire, pur essendo una miscredente, ci sono tuttavia moltissime cose in cui credo, e una fra tutte e’ che affidarsi alla Fede, qualsiasi Fede, sia come portare il cervello all’ammasso; una cessione incondizionata di liberta’ e di raziocinio; una resa totale con la quale le persone si affidano al nulla assoluto, e demandano ogni scelta e ogni giudizio a qualcosa di “superiore” la cui esistenza non puo’ essere dimostrata in alcun modo.

Una favola eterea e inconsistente, quindi, creata da un bisogno irrazionale di certezze che nessuno puo’ dare, che pero’ incide materialmente, ogni giorno, nella carne viva della vita di ciascuno, condizionandoci nei comportamenti, e facendoci sentire appartenenti ai buoni e non ai cattivi solo se rispettiamo quei precetti, assurdi, sui quali c’e’ sempre piu’ spesso il sospetto che siano stati ideati al solo scopo di creare nell’umanita’ una sorta di gerarchia di privilegi validi per alcuni e non per altri. E il tutto dietro la fumosa promessa di qualcosa che ogni persona sana di mente interpreterebbe come inganno: la vita eterna.

32 commenti :

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"C’e’ a volte chi mi chiede: “Ma se non credi in Dio, allora in che cosa credi?” Ebbene, non e’ una risposta difficile: credo nella scienza."

Non capisco bene cosa significhi credere nella scienza. Ogni persona ragionevole sa che la scienza è fondamentale per la nostra vita.

Io ho tanti amici che credono in Dio e non per questo non apprezzano le conquiste della scienza.

Credo che un cristiano intelligente creda nella scienza come ci credi tu.

La scienza ci aiuta a scoprire il mondo e a vivere meglio, ma la fede in Dio è una cosa copletamente diversa.

Ciao Davide

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

comunque la pensiate, faccio tanti auguri di buona Pasqua a te e ai tuoi lettori.

Ciao Davide

J.T. ha detto...

Ognuno può avere i propri pensieri e la propria religione importante è che rispetti gli altri.
Buona pasqua anche a te ai tuoi lettori e ricambio Davide

Anonimo ha detto...

«Trovi sorprendente che io pensi alla comprensibilità del mondo come a un miracolo o a un eterno mistero?», domandava a Maurice Solovine nella lettera scritta nel 1956. «A priori, tutto sommato, ci si potrebbe aspettare un mondo caotico del tutto inafferrabile da parte del pensiero. Ci si potrebbe attendere che il mondo si manifesti come soggetto alle leggi solo a condizione che noi operiamo un intervento ordinatore. Questo tipo di ordinamento sarebbe simile all’ordine alfabetico delle parole di una lingua. Al contrario, il tipo d’ordine che, per esempio, è stato creato dalla teoria della gravitazione di Newton è di carattere completamente diverso: anche se gli assiomi della teoria sono posti dall’uomo, il successo di una tale impresa presuppone un alto grado d’ordine nel mondo oggettivo, che non era affatto giustificato prevedere a priori. È qui che compare il sentimento del “miracoloso”, che cresce sempre più con lo sviluppo della nostra conoscenza. E qui sta il punto debole dei positivisti e degli atei di professione, che si sentono paghi per la coscienza di avere con successo non solo liberato il mondo da Dio, ma persino di averlo privato dei miracoli».

Chiara di Notte - Klára ha detto...

E qui sta il punto debole dei positivisti e degli atei di professione, che si sentono paghi per la coscienza di avere con successo non solo liberato il mondo da Dio, ma persino di averlo privato dei miracoli

Non il mondo. Solo se stessi.
A differenza di coloro che non sopportano gli atei, o che li vogliono convincere che sbagliano a non credere, e che hanno l'ossessione di convertire l'intero universo al proprio credo, agli atei basta solo privare se stessi da Dio, ed essere lasciati in pace.

traminer ha detto...

Cara Klara,
non posso non chiedermi perché tante parole per dire una cosa tanto semplice: non credi che esista un dio. Se hai problemi di spazio chiudi pure qui il mio commento.
Altrimenti, credo che sarebbe ben più complicato, e dovresti scrivere molto di più, se dovessi convincere me o qualcuno che tu credi che tutto quello che esiste intorno a noi sia stato creato da un essere di cui si è scritto tutto ma di cui non si sa nulla...Secondo alcuni è troppo grande per parlarne, altri invece lo hanno anche raffigurato vecchio e con la barba, pur senza averlo mai visto, altri ancora ci parlano tutti i giorni al posto tuo. Alla fine ognuno se lo immagina come gli pare, è potente, anzi onnipotente, sa tutto e può tutto, ma si muove per aiutarti solo quando gli pare e solo se te lo sei meritato, però è anche infinitamente misericordioso e perdona tutto. Se è onnipotente ha inventato anche il male, o forse il male lo ha inventato quell' altro che abita ai piani bassi.. Comunque se non vivi secondo le sue regole che non si sa quando ed a chi le abbia dette, vai all'inferno dai diavolacci col forcone, anche se l'inferno dopo 2000 anni qualcuno ha detto che non esiste per davvero, è più una dimensione mentale (ma a lui chi glielo ha detto?). I diavolacci col forcone sono nella tua testa, ma se non rispetti le regole vai all'inferno lo stesso. Anzi non più, la verità vera nel frattempo è cambiata, ma sicuro non vai in paradiso. Anche il paradiso non è che sia chiaro come funzioni, ma devi vivere facendo quello che altri ti dicono di fare altrimenti non ci vai... E si tratta dell'eternità, mica due mesi. Pericoloso rischiare di non andarci, meglio seguire le regole di chi parla con dio tutti i giorni...
Anche perché parti male, sei cattivo per natura, hai il peccato originale. Fino a un po' di tempo fa era per colpa di Adamo e Eva che avevano mangiato una mela e disobbedito. Adesso però Adamo e Eva, che dio li aveva creati come ultima cosa, qualcuno che parla sempre con dio ha detto che non è vero che li aveva creati, non ci sono mai stati. Con il peccato orignale però ci nasci lo stesso, perchè dio è buono e misericordioso ma pure un po' frescone e ti ha fatto nascere cattivo per natura, e tu starai sempre nel peccato...Quindi occhio che rischi di non andare in paradiso. E già hanno tolto le fiamme e i diavolacci dall'inferno, poi hano tolto il limbo ("era solo un'ipotesi" ha detto un po' di anni fa uno che parlava così tanto con dio che l'hanno fato papa. L'ipotesi non ha trovato conferme..). Se non ti spicci rischi che non esiste più nemmeno il paradiso!

Potrei continuare molto a lungo sul perché dovresti scrivere tantissimo per spiegare a qualcuno che credi in tutto questo e molto altro ancora, un rincorrersi di affermazioni, di contraddizioni, di ingenui luoghi comuni e di cose improbabili, per secoli verità assolute e rivelate a pochi privilegiati ed un giorno all'improvviso destituite di ogni fondamento con la stessa sicurezza con cui erano state affermate. E sostituite da altre verità più al passo coi tempi, finché reggeranno.

E andrebbe bene, in un clima di rispetto e tolleranza reciproci ognuno è libero di credere quello che gli pare. Se non fosse che in nome di questo allegro carrozzone che persegue la bontà e la misericordia è morta per duemila anni un sacco di gente in guerre di religione. Che altrettanta soffre ancora oggi per i giudizi e le condanne morali di chi ha il punto di vista di un dio misericordioso ma terribile nelle mani dell'uomo. E che tanti muoiono per malattie impossibili da prevenire per seguire gli insegnamenti di qualcuno che non ha mai parlato..
Se non fosse che un clima di rispetto e tolleranza reciproca in effetti non c'è, come suggerisce il fatto che devi difendere coi denti il fatto di essere ateo, e che lo stesso termine "ateo", alfa privativo, vuol dire che a te manca qualcosa, non che sei solo diverso.
Saluti, Traminer

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Credo che un cristiano intelligente creda nella scienza come ci credi tu.

Cio' che hai appena scritto e' un ossimoro. :)


@ J.T.: Ognuno può avere i propri pensieri e la propria religione importante è che rispetti gli altri.

Il problema e' che chi ha un dio e' portato a diffondere la sua fede perche' fare proseliti e' insito in tutte le religioni. E' qui che il credente cade miseramente nel ruolo di chi non rispetta gli altri, perche' pur di diffondere la fede arriva finanche a "obbligare" le persone a sottostare alle sue regole (certe nazioni fra cui anche l'Italia, ma anche l'Ungheria, ne sono un esempio), facendo approvare in parlamento delle leggi che non rispettano chi non crede, in quanto non lascia la liberta' a ciascuno di agire secondo le proprie convinzioni.


@ Traminer: non posso non chiedermi perché tante parole per dire una cosa tanto semplice: non credi che esista un dio.

Anche tu non ti sei risparmiato in quanto a parole. :)

traminer ha detto...

@ Klara
"..Anche tu non ti sei risparmiato in quanto a parole. :)"
Vero…però ti avevo autorizzato a tagliare. Grazie di non averlo fatto. :)

Ovviamente hai capito perfettamente che le mie tante parole non erano rivolte a te ma a chi pensa che uno che si dichiara apertamente non credente sia quello strano. Per me è vero il contrario…

@ Davide, da uomo che fa scienza per professione ti dico che credere in dio e nelle scoperte scientifiche come utilizzatore finale è un conto ed è fattibile. Per esempio puoi credere in dio e credere che l'aspirina ti riduca il dolore perché blocca i processi infiammatori.
Ma se ti muovi tra concetti come selezione, evoluzione, adattamento che non riguardano solo le scimmie e l'uomo ma anche le cellule che fanno crescere un tumore, un ceppo batterico che diventa resistente all'antibiotico o un virus che cambia la sua struttura, a quel punto credere in dio diventa un gran problema. So che c'è chi lo fa, misteri della mente umana…
Traminer

nivola ha detto...

"Io sono atea, quindi i miei discorsi saranno sempre da atea. Non posso preoccuparmi di chi crede in un dio. Per me credere in un dio e' qualcosa di stupido ed incomprensibile. Non posso neppure dire di rispettare chi crede perche' sarei ipocrita: rispetterei chi e' stupido. Tu dirai che la stupida sono io che non credo in un dio? tutto ci sta, ma le convinzioni non si cambiano con un'accusa: si cambiano con la logica. E chi non e' logico per me e' stupido."....."PS: anche questo mio commento e' un commento da bar... per cui non prenderlo sul serio"

Questo l'hai scritto tu Klara. Sono rimasto piuttosto stupito (o stupido). Io capisco la tua scelta e pure ti rispetto.
Non sono un "buon cristiano" e non lo sono probabilmente perché non riesco ad accettare le ipocrisie dei buoni cristiani, ma non mi permetto di dare dello stupido a chi cerca nella religione risposte che forse non sa o vuole cercare. Sono un pessimo credente, perché prima di credere ho imparato a pensare ma spero che tutto non finisca in un campo di mineralizzazione.
Sono anche un opportunista perché cerco di prenderne quello che mi fa comodo, ma riconosco anche la funzione sociale che la religione ha per tante persone.
dovresti provare ad essere più tollerante...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Nivola: riconosco anche la funzione sociale che la religione ha per tante persone.
dovresti provare ad essere più tollerante...


Non nego la funzione sociale che ha la religione, ma in questo caso (almeno in questo post) non si parla di "utilita'". Si parla di logica (anche se sull'utilita' della religione avrei i miei dubbi). Ecco qui alcuni miei post sulla religione:

http://goo.gl/LS6FV
http://goo.gl/Qopoz

Se fossi tollerante come tu auspichi, e non considerassi stupido cio' che per me lo e', in quanto illogico, sarei una "falsa tollerante". Cioe' potrei non scrivere quello che penso, e tu non lo leggeresti, ma poi lo penserei ugualmente.
E' difficile cambiare il cervello delle persone, ma quando esiste una convinzione, solo con la logica la si riesce a scalzare. Ma se non sono tollerante in quanto a "pensieri", lo sono in un altro aspetto: lascio liberi tutti di credere in cio' che vogliono e non influisco nelle loro vite affinche' non credano in cio' che credono.
Ma la stessa cosa la fanno anche i fedeli ortodossi? Lasciano liberi gli atei di essere tali?
In molti paesi non accade cosi'. anzi chi non crede in Dio viene spesso ostracizzato o comunque criticato, se non addirittura criminalizzato. Per questo ritengo la mia "intolleranza di pensiero" assai meno grave di quell'intolleranza che invece pervade l'intero mondo religioso.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"@ Davide: Credo che un cristiano intelligente creda nella scienza come ci credi tu.
Cio' che hai appena scritto e' un ossimoro. :)"

Probabilmente mi sono spiegato male.

La scienza ci aiuta a modificare il mondo, ma niente ci dice su cosa è bene o male.

La scienza ci dice tutto su come si fabbrica un areoplano, ma poi niente ci dice se lo utiliziamo per fini pacifici o per sganciare la bomba atomica.

Scienza e fede sono due cose completamente diverse.

E comumunque la scienza non ti dirà mai se esiste Dio e se esiste un'altra vita dopo la morte.

Ciao Davide

davide ha detto...

Caro amico Traminer,

"@ Davide, da uomo che fa scienza per professione ti dico che credere in dio e nelle scoperte scientifiche come utilizzatore finale è un conto ed è fattibile. Per esempio puoi credere in dio e credere che l'aspirina ti riduca il dolore perché blocca i processi infiammatori.
Ma se ti muovi tra concetti come selezione, evoluzione, adattamento che non riguardano solo le scimmie e l'uomo ma anche le cellule che fanno crescere un tumore, un ceppo batterico che diventa resistente all'antibiotico o un virus che cambia la sua struttura, a quel punto credere in dio diventa un gran problema. So che c'è chi lo fa, misteri della mente umana…
Traminer".

Questa è una tua opinione rispettabilissima, ma che non è suffragata da niente.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: La scienza ci aiuta a modificare il mondo, ma niente ci dice su cosa è bene o male.

Infatti ce lo dice la CO-SCIENZA.

Della fede si puo' benissimo fare a meno se la CO-SCIENZA funziona nel modo giusto.
La religione ha inteso vendere all'umanita' qualcosa che gia' l'umanita' possedeva. E l'umanita' si e' fatta abbindolare, forse per pigrizia, perche' e' molto piu' comodo attribuire il bene e il male a qualcosa di superiore che a se stessi.
E per questo servizio, la religione e coloro che l'hanno gestita nei secoli, si sono fatti pagare profumatamente, in termini di guerre, intolleranza, diritti negati. Ancor oggi in molti paesi del mondo.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"Infatti ce lo dice la CO-SCIENZA."

Vero. Però neanche la CO-SCIENZA non ti dirà mai se esiste Dio e se esiste un'altra vita dopo la morte.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Però neanche la CO-SCIENZA non ti dirà mai se esiste Dio e se esiste un'altra vita dopo la morte.

Infatti quello ce lo dice la logica.
Come vedi, sono nata "superaccessoriata". Non mi manca niente: Logica, Co-scienza, Capacita' cognitiva, Equilibrio emotivo, Empatia, Affabilita', una minima Intelligenza, e abilita' in vari altri campi (compresa la cucina)... oltre a tutto il resto e alla vanita' che mi contraddistingue. :)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Infatti quello ce lo dice la logica."

Mi hai convinto. Però mi dispiace pensare pensare che dopo la nostra ci sarà solo il niente.

Ciao Davide

Blindsight ha detto...

è il solito inganno sull'invisibile, va avanti così da sempre, solo che una volta non c'era altra possibilità se non la voce di un "sacerdote", da tempo invece le possibilità per scoprire l'invisibile sono tante, eppure in pochi riescono a sentirsi davvero liberi, soprattutto privi di paure o sensi di colpa (le prime cose che qualsiasi religione ti mette addosso se sgarri).
non amo "marchi", né greggi, né illusioni e manco essere "legata": la parola religione ha origine da religo (legare) e già non mi piace, per questo non sono manco atea, mi sono sbattezzata da anni e non perché ho un altro credo: io credo in me stessa, anche perché sta storia che qualcuno t'aiuta dall'invisibile potrebbe anche essere vera, di certo però non riconosco un sacerdote come tramite per questo, come ogni religione vorrebbe.
sento però di non essere sola nell'invisibile, non so chi è o chi sono, so che adesso sto qui e cerco di rimanerci, non ci credo nel mondo migliore da un'altra parte, mi piacerebbe salvare questo.
penso anche ogni tanto agli universi paralleli, al film matrix, alla mia cecità sopraggiunta, che mi permette però di vedere quell'invisibile su cui hanno costruito imperi coloro che se ne sono approfittati.
tra banche e religioni il pianeta è sotto controllo: pensa le banche nacquero a babilonia, le prostitute dell'epoca diventate ricchissime inventarono le banche sul pianeta terra (lo sapevi?) e all'epoca non c'era diO ma una DEA madre comune a molte civiltà.
che è successo poi? dalla madre a solo maschi, anzi le donne vergini in offerta agli dei (inventati di sana pianta da tutti, a meno che non condividi la teoria di sitchin, che in parte condivido anch'io).
quindi dopo le banche, crolla la dea, arrivano tanti dei, così umanizzati e così numerosi che alla fine ne hanno inventato uno per tutti, a cui non credo.
io non sono niente, e sono tutto, se esiste un dio io ne sono una parte e non mi servono tramiti, se non esiste non ho perso tempo finora a cercarlo, perché nel frattempo ho seguito un istinto, la scienza spiega questo con il dna, le religioni in base alle varie regole invece mi puniscono: forse perché, prese dal lavoro e da cretine, le banche poi le lasciammo in mano agli uomini, che divennero padroni del mondo materiale, sicuramente gestito meglio se tutti convinti che lo voleva qualche dio?
sono stata un po' lunga chiara per dirti come la penso io (alla fine come te) però per te che vuol dire davvero essere atei? dichiararsi tali non è come dire sono cattolica, o musulmana o altro? è una domanda vera :) ciao, laura

traminer ha detto...

Caro Davide,
“Questa è una tua opinione rispettabilissima, ma che non è suffragata da niente.”
Ti spiego una cosa.
Faccio il ricercatore da molti anni, sono un biologo molecolare. In più mi ha sempre affascinato, oltre al dato sperimentale che è il mio pane quotidiano, anche il modo in cui si arriva ad ottenerlo, ovvero come usiamo i nostri processi conoscitivi tramite il metodo scientifico, coi suoi pregi ed i suoi limiti. Quindi ti assicuro che di scienza e conoscenza ne so. Di fede invece non ne so tanto se non dal punto di vista razionale, perché non credo. Non per scelta ma per incapacità. Non dico di essermici sforzato, ma è qualcosa per cui devi essere portato.
Mi è comunque assolutamente chiaro che essere un buon credente richiede un modo di pensare, di vedere, un modo di essere che è totalmente incompatibile con il pensiero ed il metodo scientifico.
Non è una mia opinione, suffragata o meno che sia, semplicemente non possiamo fare due cose opposte contemporaneamente. Ti potrei portare mille esempi di incompatibilità reciproca tra scienza e fede, ma mi limito al ruolo della preghiera, fondamentale per un credente, e lo applico ad un campo a me familiare. Ma potrei scrivere pagine e pagine sull'argomento...
Se tu conosci i meccanismi molecolari con cui un tumore si sviluppa e diffonde nell'organismo (che fanno capo alla teoria dell'evoluzione per selezione naturale che la chiesa non accetta) e magari stai studiando un chemioterapico che possa interferire con essi, non puoi anche credere che pregare possa far guarire un malato di cancro. In che modo, intervenendo chimicamente come un farmaco sul DNA e sui recettori cellulari? Improbabile. Per vie alternative? Se funzionasse la mia scienza, che è quella di cui tutti beneficiamo, sarebbe da buttare.
E' come sperare che una macchina col motore fuso possa ripartire. Se ha il motore fuso non riparte, se riparte avresti la prova che il motore fuso non è una motivo per cui una macchina non possa andare, il che è palesemente assurdo, o non stai vivendo nel mondo reale e ma in un mondo in cui tutto è possibile. In entrambi i casi non puoi fare scienza perché la scienza ha bisogno delle rigide ma affidabili leggi del mondo reale per prevedere, ipotizzare, verificare.
Un'altra cosa che ho capito con gli anni però, dopo innumerevoli discussioni con amici, ex amici, parenti etc è che da situazioni come queste non si esce vincitori, nessuno di noi riuscirà a convincere l'altro delle proprie idee. Perché scienza e religione, come sostengo, non si parlano ma vivono due mondi paralleli, sovrapposti ma senza punti di contatto.
Saluti, Traminer

davide ha detto...

Caro amico Traminer,

"Faccio il ricercatore da molti anni, sono un biologo molecolare."

Non credo che questo c'entri nulla con il credere o il non credere in Dio.

Tempo fa avevo letto una statistica che mostrava che circa la metà dei grandi scienziati credeva in Dio.

Le connoscenze scientifiche non dicono niente nè a favore dell'esistenza di Dio, nè contro essa.

Poi il Dio cristiano (essendo amore infinito) è qualcosa che la logica e la razionalità non possono comprendere.

"Perché scienza e religione, come sostengo, non si parlano ma vivono due mondi paralleli, sovrapposti ma senza punti di contatto."

Su questo sono pienamente d'accordo. Chi dice che la scienza possa provare l'esistenza di Dio o viceversa, non sa quello che dice.

Ciao Davide

Unknown ha detto...

Cara Chiara,

ho scoperto il tuo blog circa quattro anni fa: ho commentato sporadicamente, poi ho smesso di leggerti. Da qualche tempo ridò un'occhiata ogni tanto.

Ti dispiace se ora provo a "spezzare una lancia" a favore di Dio?

La dichiarazione di fede cattolica:

"Credo in unum Deum"

non esprime un'opinione su quanti dei esistano, bensì: "So che Dio esiste, è uno solo, E MI FIDO DI LUI"; come quando diciamo a un amico: "Credo in te."

Il Decalogo è inscritto nel Suo Cuore e noi, creati a "sua immagine e somiglianza", lo abbiamo pure inscritto nel nostro.
Il nostro cuore ci condannerà se, alla fine di questa vita, ci troveremo di fronte a Gesù in peccato mortale.

Non ci sono gerarchie Chiara: siamo tutti peccatori e bisognosi della Sua misericordia, che Egli dona, sovrabbondante, se solo ci pentiamo e gli chiediamo perdono nella confessione.
Vedi, la nostra sincera contrizione non è un pegno preteso da un dio taccagno, ma è necessaria perché Egli ci possa assolvere: altrimenti l'efflusso della sua misericordia sulla nostra anima letteralmente ci ucciderebbe.

Un tempo ho creduto per per adesione alle convenzioni del paesello: ora sono cristiano perché ho incontrato Gesù e non Lo posso più negare.
La libertà che ti sta tanto a cuore, e che nel mio piccolo ho agito e avidamente gustato anch'io, è in realtà solo la maschera di un'altra sequela, quella di colui che, pur conoscendolo (e ben meglio di noi!), non volle fidarsi dell'Altissimo.

Dio si è rivelato a costo di essere ridicolizzato in croce, l'altro attende nell'ombra, per mostrarsi quando sarà troppo tardi: tu di chi ti fideresti?

Che dirti ancora che tu, cattolica e intelligente, non già sappia? prega! Perché nel Suo supplizio, Gesù ci ha mostrato cosa attende coloro che entrano nell'Eternità separati da Dio.

Buona Pasqua,

etrusco

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Etrusco: Padronissimo di credere alle favole che desideri, ma per convincere anche me a crederci, non basta un commento costruito sui luoghi comuni. Sono gia' "oltre".
Grazie di essere ritornato.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"@ Etrusco: Padronissimo di credere alle favole che desideri, ma per convincere anche me a crederci, non basta un commento costruito sui luoghi comuni. Sono gia' "oltre".
Grazie di essere ritornato."

Ho letto tutto il commento dell'amico Etrusco convinto che fosse l'amico Gullich che scriveva. Solo alla fine ho capito che si trattava di un'altra persona.

Effettivamente mi sembrava un po' strano che Gullich fosse diventato un focolarino.

L'avatar Unknown è davvero orribile e non capisco perchè Gullich abbia abbandonato l'avatar con il simpatico paperino per addottare l'avatar Unknown.

Ciao Davide




Unknown ha detto...

Gentile Signora,

nelle lande di Lutero, vedendo un francescano su youtube, una moglie esclama: "Chi è quel tipo vestito come nel medioevo?" Non sono profeta in casa mia, figurati se volevo convincere te.

Però era mio obbligo di carità, di rammentarti le cose di Là Su: grazie di aver ascoltato.

@Davide: chi sono i focolarini?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Però era mio obbligo di carità, di rammentarti le cose di Là Su: grazie di aver ascoltato.

Ascoltare e' un piacere. Mi sono sempre piaciute le fiabe.
Piuttosto, grazie a te di essere sceso fra noi a portarci la buona Novella. :)

davide ha detto...

Caro amico Etrusco,

"@Davide: chi sono i focolarini?"


"Il Movimento dei Focolari o Opera di Maria è un movimento laico nato nella Chiesa cattolica che ha come fine la realizzazione dell'unità tra le persone, come richiesto da Gesù secondo il racconto del Vangelo secondo Giovanni (17,21). Ne consegue una precisa vocazione ecumenica oltre che al dialogo in altri settori della cultura.
Il movimento, fondato in Italia, è diffuso in tutto il mondo ed è coordinato dal suo centro internazionale.
Indice
1 Nascita e diffusione
2 Carisma e vita comunitaria
3 Espressioni del movimento
4 Esponenti del Movimento
5 Note
6 Altri progetti
7 Collegamenti esterni"

Ciao Davide

traminer ha detto...

@ Davide
Caro amico, scusa l'assenza ma lo scorso week end di sole i lavori in campagna ed un giro sui miei monti hanno avuto la priorità...Mi sono sforzato nei post precedenti di proporre il mio punto di vista in modo che speravo comprensibile per quanto inevitabilmente verboso, ma dalle tue repliche penso che sia come se non avessi letto o capito quello che ho scritto.
Tuttavia replico ai tuoi punti con doveroso rispetto.

"Faccio il ricercatore da molti anni, sono un biologo molecolare." Dici:
"Non credo che questo c'entri nulla con il credere o il non credere in Dio."
C'entra, la formazione scientifica ti abitua a pensare una realtà conoscibile con strumenti logici, universali e riproduciblili.L'esperienza fideistica invece è spirituale, individuale ed interiore. Non puoi vedere il mondo con l'occho della ragione e quello della fede contemporaneamente. Ci sono scienziati che lo fanno, come ci sono anche poliziotti che rubano. O difendi la giustizia o rubi. Se fai entrambe le cose ne stai facendo male una o entrambe.
Il biologo poi per la sua preparazione ha enormi difficoltà ad accettare per l'uomo il ruolo di fine ultimo del creato che la religione gli riserva. C'è una continuità nel mondo animale, dall'anatomia alla fisiologia alla genetica, che tu puoi ignorare ma io no. Ci differenzia l'anima? A che punto della filogenesi l'homo sapiens l'ha acquisita? Insieme al pollice opponibile?

"Tempo fa avevo letto una statistica che mostrava che circa la metà dei grandi scienziati credeva in Dio."
Ti suggerisco invece lo studio di Larson e Whitman (NATURE, VOL 394, 23 JULY 1998): in sintesi, in un campione di scienziati appartenenti alla National Accademy of Sciences Americana (tutte eccellenze) nel 1998, il 7% credeva in un dio personale, il 72,2 % non credeva in dio, il 20,8% si dichiarava agnostico.

"Le conoscenze scientifiche non dicono niente nè a favore dell'esistenza di Dio, nè contro essa."
Certo, la scienza non si occupa di contrastare le religioni, si occupa del reale. La scienza crede nel principio di Archimede e questo ci ha consentito di costruire navi e sommergibili. Se poi vuoi credere che Gesù abbia camminato sull'acqua violando i principi della fisica sei libero di farlo.
La chiesa invece si è spesso opposta alla scienza.
Per esempio Nel 2005, con Benedetto XVI, il cardinale Schönborn scrisse una lettera aperta al New York Times: "...L'evoluzione nel senso della presenza di un antenato comune potrebbe essere vera, ma l'evoluzione nel senso neodarwiniano -un processo non guidato, non pianificato, di mutamenti casuali e selezione natura teoriale - non lo è. Qualunque sistema di pensiero che cerchi di ignorare le schiaccianti prove di un progetto nella biologia è ideologia, non scienza." (Finding design in nature, The New York Times, luglio 2005). Il cardinale insomma ci dice che la teoria dell'evoluzione delle specie per selezione naturale è solo ideologia mentre l'idea del "disegno intelligente" è dimostrata da prove schiaccianti e quindi è scienza. Stravagante follia, se non fosse una posizione ufficiale.

"Poi il Dio cristiano (essendo amore infinito) è qualcosa che la logica e la razionalità non possono comprendere."
Che il dio cristiano sia amore infinito è un argomento valido solo per chi crede nel dio cristiano. Certo però chi lo ha detto era un uomo, il quale mi chiedo da chi lo abbia saputo. Se io provassi a sostenere una solo perché mi piace credere che sia così, mi distruggerebbero.

"Perché scienza e religione, come sostengo, non si parlano ma vivono due mondi paralleli, sovrapposti ma senza punti di contatto." Dici:
"Su questo sono pienamente d'accordo. Chi dice che la scienza possa provare l'esistenza di Dio o viceversa, non sa quello che dice."
Infatti non vedo il conflitto tra questi due mondi, ma solo la reciproca esclusione.
Saluti,
Traminer

davide ha detto...

Caro amico Traminer,

"Ti suggerisco invece lo studio di Larson e Whitman (NATURE, VOL 394, 23 JULY 1998): in sintesi, in un campione di scienziati appartenenti alla National Accademy of Sciences Americana (tutte eccellenze) nel 1998, il 7% credeva in un dio personale, il 72,2 % non credeva in dio, il 20,8% si dichiarava agnostico."

I dati che ho visto io mostrano una certa parità fra scienziati credenti e non credenti.

E' certo comunque che tantissimi sono gli scienziati che credono in Dio fra cui anche dei biologhi come il biologo premio Nobel David Baltimore, il biologo premio nobel Gunter Blobel, il biochimico premio Nobel Christian de Duve ecc.

Ciao Davide

traminer ha detto...

Caro Davide,
giusto un paio di cose "a strascico" di queto post..
Da biologo so che se cerchi bene in natura troverai di tutto, anche quello che non ti aspetteresti. Pesci che volano sull'acqua invece di nuotare, uccelli che nuotano come pesci, mammiferi che sono tornati in acqua riadattandosi come se non ne fossero mai usciti. E scienziati che credono in dio. Questo non ci impedisce di sostenere che mediamente i pesci nuotano, gli uccelli volano ed i mammiferi sono terrestri. Il punto è stabilire cosa sia la regola e cosa l'eccezione, ma questo implica affrontare il concetto di normalità e sarebbe troppo complesso. Considerà però che se un animale ha sviluppato anatomia e morfologia adatti al volo, quelli che si immergono saranno delle eccezioni. Così se un uomo ha sviluppato un pensiero razionale, sarà un eccezione che possa credere nel dio della bibbia e della chiesa creatore onnipotente ed amore infinito.
Non so da dove provengano le tua statistiche riguardo la percentuale di scienziati credenti, sinceramente il 7% riportato da Larson e Whitman nella mia esperienza quotidiana ci può stare, anche se forse è un po' generoso.
Vorrei non contestare i tre esempi che mi hai riportato, tanto ne troveresti subito altri tre, forse in quanto membri della Pontificia Accademia delle Scienze (sai che molti di loro sono atei o agnostici?)...
Ma attento alle fonti che a volte non sono molto attendibili od oneste.
Per esempio so per averne letto un'intervista che de Duve ha nei confronti della religione una posizione molto personale in quanto sostiene la necesità delle religioni ma non crede in dio.
Per quanto riguarda Dave Baltimore, ho ritrovato la sua recensione al libro "The God delusion (L'illusione di Dio)" del biologo evoluzionista Richard Dawkins (che forse non dovresti leggere..). La trovi qui:
http://www.americanscientist.org/bookshelf/pub/a-defense-of-atheism
oppure qui:
http://old.richarddawkins.net/articles/1535
Ti copio-incollo uno stralcio ma la recensione è lunga ed articolata
..Because I am myself unable to accept a religious explanation of anything, I wonder why others so readily do so...
Mi sembra abbastanza chiaro.

Infine ti volevo ringraziare per questo confronto, non sarà servito a far cambiare idea a te od a me, ma qualcuno potrebbe averlo seguito ed aver capito qualcosa in più di sè stesso, sarebbe già un buon risultato.
In fondo è per questo motivo che Klara ha scritto il suo post, almeno credo.
Saluti,
Traminer

davide ha detto...

Caro amico Traminer,

Albert Einstein e Bertrand Russell sono considerati gli uomini più intelligenti del secolo scorso. Uno credeva in Dio e l'altro no.

Esempi come quello sopra potrei fartene tantissimi. I dati che ti ho dato li avevo letti in un libro di Vittorio Missori "Ipotesi su Gesù" che avevo letto circa trenta anni fa.

Comunque l'esistenza di Dio non c'entra niente con la scienza che si occupa di cose diverse.

Con scienza non si potra mai arrivare al Dio cristiano, perchè essendo amore infinito, non lo si può trovare mediante i ragionamenti, ma solo con l'amore che nasce dal cuore.

Per questo essere scienziati o avere dieci lauree, niente aggiunge o toglie nella ricerca di Dio.

Ciao Davide

Anonimo ha detto...

C’e’ a volte chi mi chiede: “Ma se non credi in Dio, allora in che cosa credi?” Ebbene, non e’ una risposta difficile: credo nella scienza."

Ciao!
Se scrivi una cosa del genere vuol dire che nessuno ti ha spiegato che la scienza moderna nasce in ambito cristiano. Le università nascono tutte per iniziativa ecclesiastica così come molte scuole di base. La cultura antica non sarebbe arrivata a noi senza l'intervento della Chiesa e oggi non potremmo leggere le bellissima definizione che Aristotele da di Dio che stata ripresa anche dai concili ecumenici. oppure i molti scritti di tanti filosofi che che erano contrari a molti mali che oggi si vogliono far passare come cose normali. Per non parlare del metodo scientifico che è stato inventato da Galileo che era cattolico e aveva la sua figlia prediletta che si era fatta suora, nonostante la pubblicistica illuminista che voglia negare questa realtà. La stragrande maggioranza dei più grandi scienziati della storia sono cattolici o, quantomeno, cristiani. In una recente intervista più dell' 80% degli scienziati del Cern si sono detti credenti cattolici o cristiani. Se veramente vuoi fare un buon uso del tuo intelletto ragiona, come hanno fatto di recenti molti ex attivisti atei, sugli infiniti indizi che ci dicono che Dio esiste e poi sui pochissimi che invece ne negano l' esistenza; potresti capire cose sconvolgenti.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Se veramente vuoi fare un buon uso del tuo intelletto ragiona, come hanno fatto di recenti molti ex attivisti atei, sugli infiniti indizi che ci dicono che Dio esiste e poi sui pochissimi che invece ne negano l' esistenza; potresti capire cose sconvolgenti.


Immagino...
Infatti, dopo il tuo commento illuminante, mi sento gia' molto meno atea.
Moltissimi indizi che Dio esiste e pochissimi che ne negano l'evidenza.
Ad esempio? Fammi un elenco degli indizi (che non sono prove) che Dio esiste. Ma che siano indizi incontrovertibili, che non possano essere messi in discussione, altrimenti chiunque puo' inventarsi di tutto.
Ad esempio, gli stessi indizi di cui tu parli, SPECIFICANO proprio DIO, cioe' il DIO degli ebrei e poi dei cristiani, oppure possono valere anche per Buddah, o Visnu', O Horus, oppure Manitou, o anche il Grande Cocomero? Perche' se sono indizi, mica avranno l'etichetta, giusto?
Oppure c'e' anche una "firma" che stabilisce chi sia il VERO e UNICO Dio? E se invece fossero piu' di uno? Gli indizi varrebbero lo stesso per gli dei dell'Olimpo?
Essi', lo so, capisco di avere un po' le idee confuse, ma credendo nella scienza, non e' detto che, siccome questa si e' sviluppata nel Cristianesimo (che assurdita! come se gli antichi greci che credevano in Giove non avessero la scienza!) io debba credere anche a Dio.
Vabbe', dai, saro' molto meno atea di prima, ma proprio tonta non sono. :)
Buon proseguimento.

davide ha detto...

Caro amico Anonimo,

"La stragrande maggioranza dei più grandi scienziati della storia sono cattolici o, quantomeno, cristiani."

Una volta non dichiararsi credenti era molto pericoloso e quindi l'affermazione che hai fatto non è detto che sia vera.

Se pensi che Galileo, che era credente, è stato condannato per aver messo in discussione due parole (fermati sole) della Bibbia ci può far ritenere che uno scienziato ateo in pubblico si dichiarasse credente.

Giordano Bruno è finito sul rogo per le sue idee. Galileo ha avuto una condanna mite solo perchè era amico del Granduca di Toscana: la Chiesa si guardava bene dall'offendere i potenti.

In ogni caso ci sono stati grandissimi scienziati credenti e altrettanti non credenti.

Per questo l'argomento scienziati non prova niente nè a fovore dei credenti, nè a a favore degli atei.

Ciao Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

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