sabato 9 febbraio 2013

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Cuore di fiaba

Come ogni volta, la sera nel letto, attendevi il suo arrivo per una favola nuova. Occhi sgranati, capelli arruffati, le guance paffute. Siero di latte e profumo d’agrumi, poppavi parole, fiabe e racconti, e non eri mai sazia.

“Me la racconti una fiaba?”. Aria incantata, non spegnevi mai gli occhi.

“C’era una volta una bella principessa dagli occhi di zaffiro e la pelle d’avorio. Portamento elegante e cuore di seta, ogni mattina se ne andava a passeggio. I capelli raccolti, ma un ciuffo ribelle, dispettoso, le ricadeva sul volto. Aveva un bel nome: Álom.

Camminava per strada con mosse ancheggianti, camicetta impudente e seni selvaggi. Fianchi sinuosi e sguardo d’amore, aveva il sole come un bacio stampato sulle guance, e suoi occhi di zaffiro riflettevano il mondo: strade di carta dai mille colori, volti felici, labbra dischiuse, occhi curiosi, cielo di miele e terra di buon cioccolato.

Il principe azzurro le andava incontro su un destriero da sogno. Una cascata di riccioli d’oro gli scendevano giu' sulle spalle. Labbra carnose, cuore di fuoco, braccia ben salde, pelle dorata e sguardo ammiccante. Anche lui aveva un bel nome: Valóság.

- Cavalchiamo insieme, Álom!

E le tendeva una mano. Afferrandole il braccio l’accompagnava, portandola a se’. Álom abbassava la testa e si sentiva al sicuro. Lei davanti, lui dietro, e il destriero partiva al galoppo. Correvano liberi tra le carezze del vento, poi si fermavano. Un campo di grano come giaciglio. Si denudavano, si amavano, si univano, si contorcevano, si fondevano, si incontravano e si perdevano, per ritrovarsi infine nella loro bambina: tu”.

***

La sera nel letto, dopo il racconto, gli occhi socchiusi, lo sguardo beato, profumo di talco e fossetta sul viso, dormivi piccolo fiore. Tu, la sua bambina, sognavi, e quando sognavi lei non fingeva. Sputava il dolore mischiato al veleno. Occhi pesanti grondavan di lacrime, in gola le si stringeva la rabbia, e lo stomaco gridava inseguendo i ricordi. Ti guardava nel buio e chiudeva la porta rincuorata dal tuo sonno sereno. Poi si precipitava al suo letto, tra le gelide lenzuola un po’ stropicciate, a raccontarsi una fiaba.

“C’era una volta una triste principessa, dalla bellezza che e’ oggi sfiorita. Occhi di zaffiro e pelle d’avorio hanno perso ogni luce. Ogni mattina, sia pioggia o sia neve, si reca al lavoro in una fabbrica cadente, tetra, umida e dimenticata. Capelli in disordine spazzati dal vento, passo indeciso e cuore di latta, porta pero' un bel nome: Álom.

Cammina da sola tra i vicoli oscuri di una citta’ desolata. Sogna la fuga, paesaggi incantati, castelli di sabbia, principi azzurri e una vita da stella, ma le manca il denaro, il coraggio e la fede. Gli occhi incavati e lo sguardo affossato, una madre sepolta e un padre fuggito: una vita da schifo. Raccoglie le pietre e mangia veleno, soffrendo nel freddo e pregando con rabbia un Dio che non c’e’.

Un uomo bastardo, squilibrato e crudele, l’aspetta ogni sera che lei torna a casa, e fissa bramoso i suoi turgidi seni. Una cicca per terra, i piedi di pietra su un terreno di fango, gli occhi da belva, le mani sudate, le braccia mollicce e un cuore di sputo. Il suo nome e' Valóság.

- Dammi un bacio, Álom!
- Non voglio…
- Solo un bacio!
- No, non voglio…

L’afferra, la tira, la spinge in un campo, si toglie la cinta e la frusta una volta, due volte, tre volte… Lei sviene, ma l’uomo bastardo la prende con forza. La bestia rabbiosa la invade, la oltraggia, e con la violenza le impone una vita.

***

C’era una volta una ragazza stuprata. Lividi, ecchimosi, lacrime e vomito. Volto distrutto, labbra spaccate, occhi pestati, mani di polvere, gambe tremanti, e una vita nascente in un corpo dal cuore ormai spento. C’era una volta, c’e’ ancora e per sempre, un cuore di carne, passione e dolore, di baci e carezze, di zucchero a velo, profumo di talco e di latte di mandorle. Un cuore di fiaba. Una vita innocente dall'aria sognante e dagli occhi mai sazi. La sua bambina: tu.

16 commenti :

€$METICCIA$€ ha detto...

Troppo bello Chiara, mi sono emozionata nell'ultimo paragrafo.. infine ho pensato che la dedicavi a me.
Grazie e un buon week-end.

Anonimo ha detto...

Bellissimo racconto! Orgoglioso di esserne stato - in parte - l'ispiratore. Daniele Bello

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

molto bella ed emozionante questa storia anche se infonde, nella seconda parte, tanta tristezza.

Ciao Davide

J.T. ha detto...

Sogni e speranza son cose che non si possono rubare e danno forza per andare avanti.

Non mi piacciono le storie dove ci sono violenze su donne e bambini...



giuseppe perani ha detto...

Bellissimo. Solo per il momento ti dico...brava.

http://images.wikia.com/twilightsaga/images/3/3e/Inchino.gif

Michele Cogni ha detto...

bello e tremendo insieme, come sempre scrivi in modo divinamente crudo e splendidamente realistico...

p.s. all'inizio, mi hai ricordato la mia infanzia, quando mio padre invece delle favole mi raccontava l'iliade e l'odissea...

davide ha detto...

Caro amico Michele Cogni,

"p.s. all'inizio, mi hai ricordato la mia infanzia, quando mio padre invece delle favole mi raccontava l'iliade e l'odissea..."

In fondo l'iliade e l'odissea sono le più belle "fiabe"

Ciao Davide

traminer ha detto...

Cara Klara,
Molto bello, molto duro. Quanta energia, quanta forza, per trasmettere solo un po' di amore!
In questo aspetto mi ha ricordato un po' il film La vita è bella di Benigni. Ma quello è un film che crea situazioni irreali ed improbabili ad uso scenico, e poi per fortuna finisce quasi bene.
Nel tuo racconto quella mamma continuerà a vivere una vita e raccontare una favola finché potrà forte solo della fiducia che la bambina avrà nel suo amore.
Grazie!
Traminer

giuseppe perani ha detto...

la storia è triste, ma che può ancora sperare in un lieto fine se la bambina è la luce per la mamma. Conosco donne dal cuore di latta o dal cuore ormai spento, ma non certo lei che ha ancora il coraggio di raccontare una fiaba felice alla sua bambina che non dovrà conoscere lo stesso dolore. Ma se il principe azzurro non esiste, o ha un colore che finisce per ella e forse Biancaneve davvero non è per tutti, la vera anormalità è l'incubo ed il motivo della violenza.
Incomprensibile per un uomo che ama le donne e che dovrebbe sapere che “la gentilezza è la via più sicura per arrivare al cuore di una donna”.
Ciao Klara

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ciascuno vive la propria realta' avvolto da un involucro di ovatta che lo protegge, ma che anche lo rende sordo ai lamenti del mondo.
Ma questa e' la realta' per tanta gente che non ha avuto la fortuna di vivere in una nazione prospera, in cui la gente era abbrutita per il solo fatto di dover 'sopravvivere'. Perche' l'esigenza di sopravvivere rende le persone dure, ciniche, egoiste... cattive. Perche' in tanti posti si cresce senza una guida, quindi senza valori, senza una morale, senza un'etica. Perche' alla fine, per sopravvivere si ritorna ad essere "animali".
Gli italiani ancora non conoscono queste realta', o almeno (ancora) non le conoscono del tutto, come non le conoscevano tanti popoli che, prima di cadere nella miseria assoluta, causata dalla guerra o dal crollo di un regime, credevano di essere completamente immuni da certe "malattie".
Álom e' il sogno.
Valóság e' la realta'.

giuseppe perani ha detto...

La Alom ed il Valosag raccontati alla bambina sono il sogno. La Alom ed il Valosag della madre sono la realtà... Anche l'Italia ha conosciuto la miseria causata dalla guerra e dalla caduta di un regime, ma, in generale, credo che per il loro retaggio culturale gli uomini italiani abbiano avuto più rispetto per la donna.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

credo che per il loro retaggio culturale gli uomini italiani abbiano avuto più rispetto per la donna.

Credi male.
Fino a non molto tempo fa avevate questo:

http://tinyurl.com/c2n4bmh

E secondo certe stime recenti pare che uno dei paesi a piu' alto tasso di violenza sulle donne sia proprio l'Italia.

http://tinyurl.com/6lpnatc

giuseppe perani ha detto...

Credo male... è possibilissimo.

Il "delitto d'onore" è legato all'idea di onore che si ha nel sud d'Italia. Non credo che come attenuante sia stata utilizzata così spesso qui al nord.

Noi siamo strani, ci siamo imbarbariti con il benessere.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Non credo che come attenuante sia stata utilizzata così spesso qui al nord.

Ah, ma allora tu parli della Padania, non dell'Italia. :)

giuseppe perani ha detto...

No io utilizzo come riferimento la Linea Gustav :D
Donna!!!

giuseppe perani ha detto...


http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/toscana/2013/02/13/Miss-Italia-contro-violenza-donne_8243435.html

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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