giovedì 17 gennaio 2013

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Differenze

Adesso vi spiego una sottile differenza che c'e' fra Italia e Ungheria per quanto riguarda il sistema di voto per i residenti all'estero. Chi e' italiano/a e risiede all'estero, entro il 6 Febbraio 2013 dovrebbe ricevere un plico dal consolato (dico dovrebbe perche’ e’ tutto aleatorio e capirete il perche'), in cui sono contenute le schede elettorali che vanno rispedite, in busta prestampata e anonima (dato che il voto e' segreto), che deve giungere al consolato stesso entro il 21 Febbraio.

Ovviamente non esiste alcuna prova documentata, ne' della spedizione del plico da parte del consolato, ne' dell'avvenuta ricezione della busta con il vostro voto. Per cui, non solo il voto potra' andar sperduto nei meandri dei vari uffici postali (immaginiamoci chi vota in Guatemala o in Uganda), ma chi non avra' ricevuto il plico non potra' mai dimostrarlo, dato che non viene spedito per via raccomandata, ma per posta semplice.

Qualora non si ricevesse niente, si potra' sempre andare a reclamare (cosi’, tanto per illudersi che in Italia ci sia una vera democrazia), ma bisogna farlo non oltre il 10 Febbraio. Ovviamente il reclamo sara' fine a se' stesso e non sortira' alcun effetto, in quanto sara' molto difficile che venga riconsegnata una seconda scheda. Infatti, se cio' avvenisse ci sarebbe la possibilita' per una persona di votare furbescamente due volte (potrebbe aver ricevuto il plico, spedito per posta il suo voto e poi richiesto una seconda scheda per rivotare), oppure addirittura vendere la scheda elettorale.

Con questo meccanismo e' chiaro come sia facile che avvengano dei brogli: se il consolato non spedisce niente, per questa (voluta) mancanza di riscontri, qualcuno, poi, potra' farsi un bel po' di X sulle schede per il partito che sara' deciso a tavolino.

Che cosa cambia per gli ungheresi residenti all'estero (ma so che e’ cosi’ anche per i russi)? Che non viene inviato alcun plico: se si vuol votare, si va al consolato piu' vicino, si presenta il documento e si vota, inserendo con le nostre mani la scheda dentro l'urna

Sono solo piccole differenze che esistono fra paesi democratici come l'Italia e paesi meno democratici come quelli governati da Orban e da Putin.

13 commenti :

giuseppe perani ha detto...

Naturalmente tu scrivi per esperienza ed io solo per ricerca, ma ho letto che "L'elettore che non abbia ricevuto il plico elettorale entro il 14° giorno antecedente la data delle votazioni in Italia potrà recarsi di persona all'Ufficio consolare di riferimento per verificare la propria posizione elettorale e richiedere il duplicato del plico."
Se davvero funzionasse così, sul campo ci sei tu non io, piuttosto che reclamare dell'imperfetto lavoro del servizio postale magiaro, perché non provi direttamente a chiederne il duplicato.
...lo so che sei più tipo da reclamo...ma che colpa ne ha il consolato italiano se le poste da voi fanno cilecca, mentre il consolato ti vorrebbe fare anche il servizio a domicilio? :-D
ciao Klara

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Forse non hai capito: per evitare che l'elettore faccia il furbo e voti 2 volte, a meno che non esista prova certa del disservizio postale, non consegnano alcun duplicato. Se vuoi puoi chiedere ad altri residenti all'estero che, non ricevendo il plico, si sono recati al consolato dove sono stati presiu bellamente per il culo.
Quindi dico: perche' creare un sistema cosi' insicuro e privo di riscontri come questo invece di fare come fanno altri paesi piu' barbari e arretrati, cioe' far andare le persone a votare direttamente al consolato?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

... stai iniziando a debordare in stronzate... :)
Allora perche' non lo fate anche in Italia un sistema di voto per posta senza riscontri?
E come fanno in tutte le altre democrazie? Credi davvero che inviino un plico che puo' andare perduto oppure ritirato da chiunque?
Sai che in certi posti, all'estero, si fa compravendita di schede elettorali italiche?
Quindi, caro G.P., prima di parlare a vanvera, per cortesia informati.
PS: e' normale che sul sito del ministero venga specificato che "tutto va bene madama la marchesa". Ma le cose stanno come ti dico io e questo post l'ho scritto per chi, residente all'estero, forse non vedra' arrivare il suo plico.

giuseppe perani ha detto...

Si ho debordato...

Comunque sì, sono d'accordo con te che di dovrebbe un maggior controllo nell'invio e ricezione del plico. almeno tramite raccomandata.



Chiara di Notte - Klára ha detto...

Non si possono piu' modificare i commenti una volta pubblicati. quindi, o si lasciano o si tolgono completamente.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Che cosa cambia per gli ungheresi residenti all'estero (ma so che e’ cosi’ anche per i russi)? Che non viene inviato alcun plico: se si vuol votare, si va al consolato piu' vicino, si presenta il documento e si vota, inserendo con le nostre mani la scheda dentro l'urna"

Credo che il problema per gli italiani residenti all'estero sia dovuto al fatto che ci sono paesi (per es. l'Argentina o il Brasile) dove ci sono centinaia di migliaia di potenziali elettori a fronte di un paio di consolati. Se tutti si recassero al consolato ci metterebbero mesi a votare.

Quello che trovo incredibile è che si spediscano le schede con posta normale anzichè con posta raccomandata. Non credo comunque che questo sia dovuto a un disegno anti democratico ma semplicemente a disorganizzazione o mancanza di soldi (le raccomandate costano).

Ciao Davide



rossoallosso ha detto...

i residenti all'estero votanti sono un'icognita e non se li fila nessuno mai visto un candidato fare campagna elettorale a favore di questi,l'unico che ci ha provato è stato ,nella sua megalomania, il sig B. ed è stato un fiasco pazzesco per lui.tirando le somme il residente all'estero come minimo se ne strafotte delle nostre disgrazie e chi è ligio al dovere civico è molto piu avveduto ed informato potendo usufruire di altri canali di informazione,tanto da decidere di non votare ;-)
dico bene Chiara?

Anonimo ha detto...

ahahah, grazie per la dritta, a questo punto, sarei pronto a scomettere che una parte delle schede se le compileranno direttamente nel consolato / ambasciata, direttamente loro anzi, per non fare fatica le faranno compilare ad un addetto :-))))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Credo che il problema per gli italiani residenti all'estero sia dovuto al fatto che ci sono paesi (per es. l'Argentina o il Brasile) dove ci sono centinaia di migliaia di potenziali elettori a fronte di un paio di consolati. Se tutti si recassero al consolato ci metterebbero mesi a votare.


L'ipotesi non regge. Residenti all'estero sono anche moltissimi francesi, spagnoli, tedeschi... soprattutto russi. Eppure hanno regole diverse, meno approssimative.
Secondariamente, la burocrazia italiana per le cazzate e' cosi pignola, meticolosa, che ti chiede di presentare infinite volte gli stessi documenti (perche' non si fidano), e ti conta pure i peli del culo, mentre per questioni cosi' importanti come le elezioni ammette un sistema che definire "aleatorio" sarebbe un eufemismo?
Suvvia... a chi vogliono darla a bere?
Il sistema ve bene cosi' perche' in questa indeterminatezza, in questa mancanza di riscontri, c'e chi puo' mestare nel torbido e talvolta utilizzare il "vuoto normativo" per far eleggere un senatore o un deputato che quasi sempre, poi, risulta essere qualcuno colluso con la mafia o la camorra.
Cio' non sarebbe possibile se le persone si recassero al consolato a votare. Del resto, al consolato ci si va per qualsiasi stronzata di ordine burocratico, non vedo cosa ci impedisca di andare ogni 5 anni in occasione delle elezioni.
Ricordiamoci che in una situazione instabile come quella attuale, dove pochi voti possono fare la differenza (soprattutto al senato), mantenere un tale sistema vago e approssimativo e' utile per aggiustare i risultati e dare quel senatore inpiu', magari, a quella coalizione che ha piu' mezzi economici per comprarselo.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Cio' non sarebbe possibile se le persone si recassero al consolato a votare."

Non credo che cambierebbe molto, perchè i consoli sono scelti discrezionalmente dal Governo per fare i comodi dei potenti di turno.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Non credo che cambierebbe molto

Beh, insomma...
Una bella differenza se il voto e' certificato e la persona che inserisce la scheda nell'urna e' quella avente diritto, oppure se si spedisce alla cazzo la nostra scheda e non si sa che fine faccia.
Anche la forma vuole la sua parte, persino nelle non democrazie come quelle di Putin, Orban e Chavez.
Ma se tu credi che il sistema di voto per i residenti all'estero italiani sia efficiente e comodo perche' non proponi che lo stesso sistema sia attuato anche in Italia? Anzi perche' non andate a votare direttamente con un sms?

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Ma se tu credi che il sistema di voto per i residenti all'estero italiani sia efficiente e comodo perche' non proponi che lo stesso sistema sia attuato anche in Italia?"

Non ho mai detto questo. Ma ho detto:
trovo incredibile è che si spediscano le schede con posta normale anzichè con posta raccomandata. Non credo comunque che questo sia dovuto a un disegno anti democratico ma semplicemente a disorganizzazione o mancanza di soldi (le raccomandate costano).

Quindi di certo è un sistema che non va bene.

Però non è che mi fido molto dei consoli che sono di nomina politica.

E' difficile controllare eventuali brogli commessi in qualche sperduto consolato della Polinesia.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

http://bit.ly/erasmus-voto

E' cosi' che fanno i paesi democratici.
Quelli NON democratici (come la Russia e l'Ungheria) invece, consentono ai loro cittadini di votare ovunque si trovino nel mondo. Basta esibire il passaporto al consolato.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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