sabato 5 gennaio 2013

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Budapest

Nel suo viaggio di ritorno da Istanbul dove ha partecipato a un congresso internazionale, Jose’ Costa, un “ghost-writer” brasiliano di talento, e’ costretto a fermarsi a Budapest. Nella sua stanza d'albergo passa la notte a guardare la tv, cercando di decifrare le parole, affascinato dalla lingua magiara. Il giorno dopo, assorbito nel tentativo di ordinare la prima colazione in ungherese, quasi perde il volo che lo deve riportare a Rio, e dall’aereo fa un’altra meravigliosa scoperta: guardando la citta’ dall’alto si accorge che non e’ grigia come aveva sempre pensato, ma gialla, tutta gialla. E giallo e' persino il Danubio che lui aveva sempre creduto blu.

Una volta tornato in Brasile, pero', Jose’ continua a essere ossessionato sia da Budapest che dalla lingua magiara. Viene persino a sapere dalla moglie che, nel sonno, sussurra parole in ungherese. Ma questo non e’ che l'inizio di una splendida storia che ci trasporta attraverso le vicende, talvolta comiche, di un uomo esaurito dal proprio talento e in bilico tra due citta’, Rio e Budapest; tra due donne, Vanda e Krista; tra due lingue, il brasiliano e l'ungherese. Una personalita’ divisa e ambigua, a tratti maniaca, nella quale talvolta ci si puo' riconoscere, che ripropone l'eterno enigma dell'identita’ sotto forma di un’ironica metafora.

Ecco, mi era stato chiesto, in privato, un suggerimento su un libro da leggere che fosse ambientato a Budapest. “Il primo che ti viene in mente”, mi e’ stato detto. Subito ho pensato a “I ragazzi della via Pal”, ma ho considerato che fosse un po’ troppo datato e che la richiesta riguardasse qualcosa di piu’ attuale. Quindi mi sono detta: “Quale storia puo’ essere piu’ adatta allo scopo se non il romanzo di Chico Barque intitolato proprio ‘Budapest’?”.

Una storia che non si puo’ non leggere, soprattutto se si e’ curiosi di conoscere Budapest, ma soprattutto se si e' curiosi di conoscere la lingua magiara, che “e’ la sola che il diavolo rispetti", come l’autore puntualizza nel primo capitolo del libro. (Nella versione ungherese, la frase e’ tradotta in modo meno conciso e assai meno accattivante: “amely tudvalevőleg a világ egyetlen nyelve, amelynek az ördög is tisztelettel adózik”, cioe’ che “e’ l'unica lingua al mondo che rende omaggio al diavolo” – ndr).

Il libro e’ interessante non solo perche’ offre uno spaccato abbastanza particolare, ironico e a tratti poetico, della cultura, della gente e della lingua magiara, ma anche perche’ e’ pervaso dal tema del doppio, dello specchio, del contrapposto, degli estremi: tutte cose dalle quali sono sempre stata affascinata. Buda e Pest divise dal Danubio, anonimi ghost-writer e scrittori famosi, la scrittura come dono ma anche come incubo, la fredda Budapest e la calda Rio, le due donne del protagonista, anch’esse che rispecchiano due caratteri diversi, l’una presentatrice televisiva (l’immagine), l’altra insegnante di ungherese (la parola). E ancora il bilinguismo come allegoria di una personalita’ divisa, ambigua, che rinvia all’enigma dell’identita’.

Piu’ che un romanzo e’ per molti aspetti un saggio: sull'emigrazione, sulla lingua, sulla cultura, sulla natura umana e soprattutto, sulla compassione. Pero’ non voglio anticiparvi altro. Per pochi euro lo potete acquistare online e leggerlo pensando un po’ anche a me, che non avendo voglia di ricopiare alcuni passaggi, inserisco qui di seguito le immagini delle prime quattro pagine del terzo capitolo, leggendo le quali potrete farvi un’idea piu’ precisa di quale sia il sapore indescrivibile di questo romanzo.



14 commenti :

Lucio Sorge ha detto...

Klara grazie per il suggerimento; vedrò di procurarmi il libro e chissà che con il mio peregrinare di camperista non mi decida una buona volta di visitare l'Ungheria.-
Buon anno
Lucio

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


spero di trovarlo in libreria, perchè su internet non compro niente.

Ciao Davide

Anonimo ha detto...

non trovo il libro in versione pdf

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Anonimo Anonimo ha detto...

non trovo il libro in versione pdf


Invece c'e', ma non in italiano.
E' in portoghese, fa lo stesso? :)

http://tinyurl.com/azz5p34

E' un problema quando non si conosce il portoghese. Oppure non si hanno neppure 7 euro per acquistarlo. :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Buona sera Lucio, buona sera Davide. Grazie per i vostri commenti.

Ne approfitto per dire a chi non riesce a commentare, e che mi scrive in privato chiedendone a me il motivo, che il motivo probabilmente e' nelle impostazioni del suo browser. Quindi lo consiglio di provare con un secondo browser, diverso da quello che usa, perche' qui i commenti dovrebbero funzionare senza problemi.

Michele Cogni ha detto...

ricordo i ragazzi della via Pal, ha fatto parte delle mie letture giovanili :)

ma questo mi incuriosisce, al prosismo saccheggio libreria a milano darò un occhiata ;)
merci!

enea88 ha detto...

(indirizzo web rimosso dall'amministratrice del blog per infrazione alla policy)

Sei tu?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Enea88, in questo blog e' vietato insserire link che portino a siti dove si pubblicizzano prostitute, in quanto sarei passibile di favoreggiamento, per questo motivo ho rimosso l'indirizzo.
Sinceramente io non so chi tu sia. Non mi sei mai piaciuto (a pelle). Ti percepisco infido e questo utilizzare il mio blog per pubblicizzare un sito di prostitute mi dimostra che la mia sensazione non e' cosi' lontana dal vero (oltre a dimostrarmi che sei un frequentatore abituale di quel sito.
Comunque, la ragazza da te indicata non sono io. Non sono io per diverse ragioni:
- non sono italiana
- non ho 26 anni come lei dichiara.
- non fumo (e lei invece si')
- non sono cosi' sfatta, nonostante lei si dichiari piu' giovane di quanto lo sia io.
- sarei scema se esercitassi il mestiere usando il nome "Chiara di Notte".

Quindi, probabilmente, o e' un'amante (anche lei) del fumetto di Chiara di Notte, oppure sta utilizzando questo nome, proponendosi come prostituta, perche' sa che con cio' puo' indurre i polli come te a credere che quella li' sia io.

traminer ha detto...

L'anno scordo fa l'ho trovato da Borri, la libreria delle stazioni Termini e Tiburtina a Roma. Ricordo di averne letto quasi metà davanti allo scaffale. Non si fa, ma non riuscivo a staccarmi. In Ungheria ero già stato diverse volte, e mi ritrovavo in pieno nel subire il fascino di una lingua impossibile, che ti respinge se non fai più che sul serio. Nella mia esperienza di turista consapevole non ho ancora trovato una sola parola ungherese che sia simile, per grafia o per pronuncia, alle altre lingue europee, nemmeno quelle che hanno la radice in comune come "vino"...

enea88 ha detto...

Quindi grazie alle tue deduzioni hai scoperto che sono una specie di cyber-pappone il cui obiettivo è quello di pubblicizzare siti di escort...
Davvero perspicace, ti ho sottovalutata.

traminer ha detto...

"L'anno scordo fa.." Beh anche io non scherzo in quanto ad indecifrabilità! :))
Iniziamo da "L'ho trovato da Borri etc."
Köszönöm, Traminer

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Anonimo enea88 ha detto...

Quindi grazie alle tue deduzioni hai scoperto che sono una specie di cyber-pappone il cui obiettivo è quello di pubblicizzare siti di escort...
Davvero perspicace, ti ho sottovalutata.



Senti chi parla: il "perspicace" che immagina che una blogger che cerca di tenere il massimo riserbo sulla propria identita' da anni, faccia poi la escort utilizzando PROPRIO il nick che usa nel blog.
Davvero perspicace!
Ma come si fanno a fare certe domande?
Solo un imbecille puo' chiedere "Sei tu?" sperando di non essere preso per un imbecille (appunto).
NO. quella li' non sono io. Non posso essere io. Forse e' piu' probabile che sia la tua sorella o la tua "fidanzata" a cui, magari, stai facendo un po' di pubblicita'.
Che dici? Sto sbagliando?
Forse si', anzi di sicuro, ma sapessi quanti papponi ho conosciuto in vita mia (cyber e meno cyber) e quasi tutti facevano finta di non esserlo.
Perche' non fai una cosina se vuoi essere preso in considerazione seriamente e non essere scambiato, invece, per un angelo nero qualsiasi, oppure per un ugo piazza qualsiasi, oppure per un admin di un sito di puttane qualsiasi?
Creati un account SERIO e presentati in modo SERIO, perche' sinceramente hai iniziato a rompere i coglioni a piu' di una persona che qui non sopporta piu' la gente viscida come te.
E siccome fra te e loro preferisco loro, e' bene che ti adegui e da subito, che' io il "viscido" lo avverto anche al di qua dello schermo e a 1000 km di distanza.
T'e' capi' barbun?
Altrimenti levati dalle gonadi.
Da questo momento non sarai piu' benvenuto in questo blog perche' hai infranto piu' volte la policy:
a) andando of topic rispetto al tema del post.
b) mettendo link a siti di prostitute
c) rispondendo da cafone.
Se vuoi tornare a interloquire con me (con noi) d'ora in poi solo account registrato e solo se assumerai un atteggiamento piu' rispettoso e consono alla policy (e al clima) del blog.
Altrimenti tornatene a fanculo in quel sito di puttanieri sfigati in cui sei abituato a sguazzare.

MarcoP ha detto...

"parlando in prima persona, con la voce di un personaggio parallelo a me, balbettavo. Poi, però, imparai a prendere distanza dall'io del libro, e la mia lettura fluì".

Un grazie a Chiara

MarcoP

Anonimo ha detto...

Epperò, Chico Buarque non ha mai visitato Budapest, si è solo fermato una notte in un albergo nei pressi dell'aeroporto e non ha imparato a parlare ungherese, lo dice lui stesso in una presentazione del libro. Comunque bel romanzo, può darsi che ci abbia comunque azzeccato su molte cose per quanto riguarda la cultura ungherese

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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