«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

martedì 26 giugno 2012

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A presto

Bene, come sapete, mancano poche ore alla partenza. Un treno mi portera’ a Budapest, dove mi attende l’aereo per Mosca. E poi, da li', un altro treno per arrivare nel luogo in cui sono diretta. Devo dire che, anche se mi fingo tranquilla, un po' tesa lo sono, perche' cio' che andro' a fare in Russia riguarda un progetto a cui tengo moltissimo e al quale mi sto preparando da mesi con una dedizione quasi totale.

domenica 24 giugno 2012

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Senza parole

Lo so, lo so bene che e’ tutta colpa mia. Sono stata io a dirglielo. Certo, ero un po’ su di giri quando mi sono fatta rimorchiare e per la verita’, anche un po’ incosciente ad accettare di venire qui a casa sua, ma gliel'ho detto perche’ e’ la verita’: mi piace da matti farmi sbattere su un tavolo, o su una scrivania.

giovedì 21 giugno 2012

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Prima di partire per un lungo viaggio...

Sono giorni pesanti, questi, percio' mi si vede poco nel web. Giustappunto per il blog o poche altre cose. Arrivo alla sera talmente stanca, che non ho altra voglia se non quella di farmi una bella doccia, buttarmi sul letto e dormire, perche’ poi, al mattino, la sveglia arriva prestissimo e tutto ricomincia per un’altra giornata. Purtroppo, e' sempre cosi': prima di partire per un lungo viaggio, mi sottopongo a delle vere e proprie sfacchinate per mettere a posto tutte le cose che so di aver lasciato indietro.

Credo di non avervelo mai detto, e magari m’immaginate come una tutta precisina e sempre puntualissima nei suoi impegni, pero’ ho la pessima abitudine di accumulare un bel po’ di cose non fatte durante l’anno, e come sempre capita, e’ quando ormai non posso piu’ ritardarle che mi decido a portarle a termine, tutte insieme, con tutta l’urgenza possibile. E cosi’, le giornate di ventiquattro ore non mi bastano piu’.

lunedì 18 giugno 2012

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Post inutile

Oggi mi girano, mi girano, mi girano, mi girano, mi girano, mi girano, mi girano. L’ho scritto sette volte, ma potrei scriverlo anche settanta volte sette (volte), perche’ oggi mi girano. Mi girano davvero. Non potete nemmeno immaginare quanto mi girano. Oggi e’ uno di quei giorni in cui odio tutto, detesto tutto, mi da’ fastidio tutto e non sopporto nulla.

sabato 16 giugno 2012

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Chiavi di ricerca

Le chiavi di ricerca con cui la gente arriva qua, sono a volte davvero spassose. In testa a tutte ci stanno le solite “come diventare una escort” o “come fare la puttana” in tutte le loro possibili varianti, oppure “blog di troie” o “sesso con zoccole”, anche in questo caso in tutte le possibili combinazioni.

giovedì 14 giugno 2012

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Sogni

Stanotte ho fatto un sogno. Era un sogno strano, del tipo che non faccio mai: era un sogno nel sogno. In sostanza, non sapevo di sognare (e questo avviene in tutti i sogni), ma nel sogno mi addormentavo e sognavo, e sapevo quindi di sognare. Era come nel film “Inception”.

Non credo sia qualcosa di comune sognare in questo modo. Di solito, quando si sogna non se ne ha una vera coscienza, perche’ finche' siamo immersi nei sogni questi sembrano reali, ed e’ quando ci si desta che, ci si rende conto che stavamo sognando. Inoltre, via via che passa il tempo e ci si allontana dal momento del risveglio, il sogno svanisce e alla fine ce lo dimentichiamo del tutto. Stavolta, invece, non e’ stato cosi’: mi ricordo perfettamente tutto quanto in ogni dettaglio, e non accenna a svanire.

lunedì 11 giugno 2012

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Footjob

Devo dire che l’ho sempre adorato. Beh, non proprio sempre. Quando ancora non sapevo cosa fosse, ovviamente no. Tutto e’ iniziato quando l’ho visto e toccato per la prima volta. E quando e’ accaduto, non ero piu’ una bambina. Anzi, si puo’ dire che fossi ormai quasi una donna. Quindi non sono una che in questo genere di cose puo’ definirsi precoce. Ma in seguito ho saputo rifarmi alla svelta del tempo perduto, ed e’ da allora che spesso mi capita di sentirmelo in testa, come un pensiero delizioso e costante.

giovedì 7 giugno 2012

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L’eiaculazione femminile

Fra i Batoro, un popolo del centro Africa, vige una societa’ matriarcale e una donna viene considerata adulta e pronta al matrimonio, solo quando, masturbandosi, riesce a emettere uno spruzzo di liquido che bagna un muro. Nella lingua di questo popolo, quel momento viene chiamato “kachapati", che significa appunto “spruzzare il muro”. Sono le anziane che insegnano alle giovani come arrivare a farlo tramite una tecnica che coinvolge sia la stimolazione del punto G, sia un sapiente controllo dei muscoli pelvici, poiche’ e’ cosi’ che si giudica se una donna ha goduto veramente: solo quando eiacula.

domenica 3 giugno 2012

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Il punto G

Esiste il punto G? E’ una domanda che molte persone si fanno, particolarmente chi conosce poco il corpo femminile e fra costoro includo la stragrande maggioranza degli uomini, ma anche quelle donne che non si sono mai coccolate abbastanza, e che hanno frustrato la propria sessualita’ al punto di considerare la masturbazione come qualcosa di “sporco”, da non fare assolutamente, trascurando che e’ proprio con l’autoerotismo che, particolarmente noi donne, siamo in grado di conoscere come siamo fatte, capire cio’ che davvero ci piace, e soprattutto come ci piace.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

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Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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