«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

lunedì 30 aprile 2012

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Primavere

Cio’ che accadde a Praga nel 1968 segno’ definitivamente un’epoca, non solo per i cecoslovacchi, ma anche per chi viveva nei paesi appartenenti allo stesso blocco, in Ungheria, in Polonia, nella DDR e in tutti i paesi dell’est europeo le cui popolazioni avevano dovuto subire, a seguito della spartizione del mondo decisa dalle superpotenze, una vita non loro alla quale sarebbero state incatenate per oltre quarant’anni, e dalla quale solo nel 1989 avrebbero potuto affrancarsi riconquistando cosi’ la propria identita’ nazionale.

venerdì 27 aprile 2012

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V

Verranno a prendervi, una notte. Vi sveglierete di soprassalto, poi cadrete nello sgomento, perche’ non avreste mai pensato che ne sarebbero stati capaci.

mercoledì 25 aprile 2012

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La Liberazione

C’e’ qualcosa che accomuna Italia e Ungheria? La prima cosa che mi viene in mente sono i tre colori delle rispettive bandiere nazionali e poi, cosi’ d’istinto, penso al mio vino, al Tokaji, i cui primi vitigni furono importati proprio dall’Italia. Per il resto, a parte me stessa e chi come me ha un genitore italiano, non mi viene in mente altro se non, forse, il fatto che sotto l’Impero asburgico hanno convissuto per molti anni sia la terra magiara che alcune regioni del nord Italia.

martedì 24 aprile 2012

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Il mistero del the

Non ci vuole poi molto a far contenti gli amici, e magari - perche' no - creare un po' di scompiglio tra le fila dei nemici, che spero tuttavia non siano molti. Basta un the. Con un the si appianano le divergenze, si mettono da parte le incomprensioni, si ristabilisce quel minimo di fiducia che sempre dovrebbe essere alla base di ogni relazione. In poche parole: ci si ritrova.

lunedì 23 aprile 2012

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Esseri mitologici che si aggirano nel web

In internet si aggirano strane creature. Ce ne sono diverse, ma quelle su cui oggi vorrei focalizzare l’attenzione sono le prostitute che hanno un blog. Ce ne sono tantissime e ognuna racconta la sua storia: la studentessa che arrotonda fra un esame all’universita’ e l’altro, la ninfetta in cerca di denaro facile per comprarsi la borsa di Chanel, la divorziata alla quale il marito non passa piu’ gli alimenti, la ribelle che lo fa per punire mamma e papa’, la disoccupata che non trova lavoro, la ragazza madre, la viziosa che va matta per il sesso e, naturalmente, anche l’ex escort, quella che lo faceva una volta e adesso non lo fa piu', e che e' forse l’essere piu’ mitologico e irraggiungibile di tutti.

E’ talmente variopinto il panorama delle escort "col blog” (pare quasi un bollino come quelli che si vedono sulle banane) che c’e’ solo l’imbarazzo della scelta.

domenica 22 aprile 2012

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Oggi, con internet, invece...

Quando non c’era internet ti arrivava una telefonata, non un’email, e tu rispondevi appoggiando sul tavolo il libro che stavi leggendo, proprio perche’ internet non c’era. E il cliente si doveva fidare di quello che gli dicevi perche’ di te non aveva visto niente. Eri tu che gli descrivevi com’eri: mora, snella, occhi chiari, alta. Oggi, con internet, invece, se le foto che metti non sono false, vede tutto quello che c’e’ da vedere.

sabato 21 aprile 2012

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Quando non c’era internet

Quando non c'era internet, le ragazze che facevano le escort usavano mettere annunci sui giornali: il Corriere della Sera, Il Giornale e per chi voleva farsi conoscere all'estero, era molto in voga l’Herald Tribune (carissimo). Erano i quotidiani che negli anni '90, prima dell'avvento di internet a livello di massa, in Italia venivano letti soprattutto da manager, imprenditori, professionisti, operatori finanziari, politici. Gente, insomma, con tanta grana. E infatti era tanta la grana che girava.

venerdì 20 aprile 2012

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I miei the non contengono veleno

Vorrei... anzi no… avrei piacere. Ecco si’, avrei piacere che fosse chiara una cosa: io voglio, anzi avrei piacere di essere controbattuta solo per quello che affermo, e restare responsabile solo di quanto esprimo. Non mi faccio carico, ne’ posso giustificarmi o scusarmi, per tutto cio’ che chi mi legge interpreta a suo modo, attribuendo alle mie parole un significato che non e’ il mio, oppure vedendo nel mio comportamento un fine che non c’e’.

martedì 17 aprile 2012

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Momenti

Esistono momenti che giungono improvvisi. Attimi speciali che cambiano la nostra percezione del futuro, ed anche il senso che abbiamo dato al nostro passato. Sono questi i momenti destinati a cambiare cio’ che intimamente siamo. Nessuno sa quando arriveranno, ma prima o poi arrivano; per tutti. E allora i progetti, i sogni, le speranze, la quotidianita’, persino le promesse fatte… tutto viene rotto. Si frantuma in piccoli pezzi per poi ricomporsi, a poco a poco, nei giorni a venire, in qualcos’altro che non sara’ mai piu’ uguale a cio’ che c’era prima.

domenica 15 aprile 2012

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Kulich

Il kulich (in russo: кулич, il cui nome proviene dal greco κόλλιξ: kollix), e’ il tipico dolce rituale di Pasqua nella fede cristiana ortodossa ed e’ assai tradizionale in Russia, Bielorussia, Bulgaria e Serbia. Preparato il Giovedi' Santo, e contenuto in un cesto abbellito con fiori colorati, insieme con le uova decorate, il kulich viene benedetto in chiesa dal sacerdote alla fine della funzione religiosa del Sabato Santo. E’ infatti con tale rito che si conclude la Grande Quaresima.

giovedì 12 aprile 2012

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Donne "a clessidra" o donne "a pera"? L'importanza dei fianchi nell'attrattivita' femminile

Osservate la foto qua sopra e stabilite quale dei tre potrebbe essere, secondo voi, il corpo femminile preferito dagli uomini. Da sinistra: la prima (Francesca), la seconda (Giulia) o la terza (Lea)? Ebbene, se avete scelto Giulia, ma avrete la pazienza di leggere l’intero post fino in fondo, saprete di aver dato forse una risposta non proprio esatta.

lunedì 9 aprile 2012

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Il bagno delle ragazze

Il Lunedi' di Pasqua e’ il giorno del “bagno delle ragazze". In Ungheria, in questo giorno, infatti, e' usanza per i ragazzi spruzzare di profumo o di acqua profumata le ragazze. Ed e’ proprio in tale occasione che, ogni anno, in Hollókő, un piccolo villaggio situato nel nord-est dell'Ungheria, si svolge una speciale festa durante la quale gli abitanti indossano i loro costumi tradizionali e partecipano alle varie manifestazioni, come il lancio dell’acqua, la decorazione delle uova, e si esibiscono in danze popolari ungheresi.

venerdì 6 aprile 2012

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Perche' per le ungheresi e' piu' facile far sesso liberamente?

A volte mi si chiede perche', per tante ragazze dell'est, soprattutto per le ungheresi, sia una cosa quasi normale prendere in considerazione fin da giovani certe professioni, come ad esempio quella di porno attrice o altre che hanno come attivita' principale il sesso, senza che per questo si pongano eccessivi problemi di carattere morale.

giovedì 5 aprile 2012

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Non tutte le uova sono uguali

Tra poco sara’ Pasqua. Sinceramente, non e’ che stia dietro a questo genere di festivita’. Gia’ sapete come la penso a riguardo, e sapete anche che non in tutte le religioni si festeggia la Pasqua nel medesimo giorno. Per questo motivo non faro’ gli auguri a nessuno, ne’ questa settimana ne’ la prossima. Scrivero' invece di cio' che viene riconosciuto universalmente come simbolo della Pasqua, e che quindi in questo periodo ci accomuna un po’ tutti, indipendentemente da dove viviamo. Parlo dell’uovo pasquale, soprattutto se decorato come si usa dalle mie parti.

domenica 1 aprile 2012

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Faccia da troia

Non c’e’ niente che si possa fare. Pare proprio che, per qualcuna, essere troia sia proprio connaturato con la sua persona. Esiste un tipo di donna che, qualsiasi cosa faccia nella vita, impiegata, commessa, professionista, casalinga, contadina, persino se ha deciso di entrare in convento come suora, emana un odore che gli uomini colgono subito. E’ qualcosa di ancestrale, istintivo, insito nel suo dna che fa intuire immediatamente quanto dentro sia puttana.

Avevo sempre pensato che fare la puttana fosse diverso dall’essere troia. Avevo sempre pensato che “puttana” fosse chi esercita la professione. Mentre “troia” fosse collegato all’indole, alla propensione ad avere una sessualita’ trasgressiva, senza pudori.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

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Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)