«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

mercoledì 29 febbraio 2012

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Reflections


Dedicato a Xtc. E' una cosa rara, questa. Non e' da me. In effetti, non mi capita frequentemente di scrivere un post dedicato a qualcun altro. Di solito, sono talmente oberata d'impegni e di stracavoli miei, da non aver la voglia ne' il tempo per andare in giro a leggere tutto cio' che viene scritto dai vari blogger, blogghettari, o blogghettisti. E poi, sono sufficientemente egocentrica e vanitosa al punto giusto, da essere convinta che nell'universo mondo nessuno meriti la mia attenzione piu' di me stessa. Motivo per cui, se mi resta un po’ di tempo, lo dedico quasi esclusivamente a scrivere per questo blog - che e' mio - oppure a leggere cio' che ritengo davvero degno di essere letto. Qualcosa, cioe', che mi faccia riflettere.

Sono pochi i blog che ho tra i favoriti (non sono visibili e non diro' mai quali), ma le mie preferenze vanno soprattutto a quelli che si discostano significativamente dal "conformismo" con il quale, in questi ultimi tempi, tutto quanto e’ stato amalgamato in una piatta, insulsa, accozzaglia di banalita'. Tutte uguali, ripetute, noiose…

lunedì 27 febbraio 2012

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Vera


4 ...
3 ...
2 ...
1 ...
0 ...

Basta un conto alla rovescia per convincere chiunque che sta per succedere qualcosa.

Una corsa;
un'emozione;
un inizio;
una sfida;
un'opportunita’.

Ogni storia sembra cominciare cosi’: con un contare all’indietro. Come se portasse in se’ il germe di una non evitabile deflagrazione.

giovedì 23 febbraio 2012

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Io, Chiara di notte


E’ Chiara di notte in italiano, Clara de noche in spagnolo, Claire de nuit in francese, Betty by the hour in inglese, Klaartje bij nacht in olandese, Klara in lingua slava ed anche in ungherese. Chiamatela come volete, ma c’e’ una cosa che devo confessare, anche se non mi crederete: Chiara di notte sono io.

L’ho incontrata per la prima volta nel 1998. Un cliente, che probabilmente aveva notato la mia somiglianza con il personaggio, un giorno arrivo’ all’appuntamento con un regalo dicendomi: “Ecco, questa sei tu!” Si trattava di un volumetto contenente le avventure a fumetti della nostra eroina: il quinto della serie. Ancora lo conservo, come conservo anche tutti gli altri che, poi, ho acquistato in seguito, per conto mio.

Chiara di notte, oltre al nickname che uso ormai da dodici anni, con il quale mi conoscono sia gli amici che i nemici nel web, mi ha regalato momenti di grande ilarita’.

martedì 21 febbraio 2012

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Fra libri di sabbia, numeri infiniti, e bambole matrioske


Sinceramente, non comprendo chi non riesce ad amare Borges. Ma chi di lui conosce solo le poesie, senza che abbia letto mai i suoi racconti, lo comprendo ancor meno. Fortunatamente, oggi con internet non esistono piu’ alibi per chi e’ pigro: si puo’ reperire con facilita’ tutta la produzione letteraria del grande scrittore argentino senza doverla per forza acquistare in libreria.

Ed e’ cosi’, quasi per caso, che mi e’ capitato in mezzo agli occhi questo suo racconto. Brevissimo, ma certamente uno dei piu’ belli. Parla di “infinito” e di paradossi. Lo avevo gia’ letto molto tempo fa, in un’eta’ in cui, forse, non riuscivo ancora a percepirne tutto il sapore, e non mi aveva lasciata totalmente incantata, come invece e’ avvenuto questa volta.

domenica 19 febbraio 2012

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Sette libri per conoscere l’Ungheria, e qualcosa per conoscere me


Mi ero accorta che negli ultimi mesi erano stati pochi i nuovi libri che avevo letto. Sembrava che gli impegni, moltiplicandosi senza che me ne rendessi conto, mi avessero a poco a poco privata del tempo per dedicarmi alle cose che una volta, per me, erano del tutto normali.

mercoledì 15 febbraio 2012

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San Valentino Reloaded


Penso che scrivere un post dedicato a una festivita’, proprio nel giorno in cui cade quella festivita’, sia tristemente scontato. Cosi’ scontato da non valere neppure il tempo che ci si perde. Tanto piu’ che, anche se manca la nostra testimonianza, anche se non apportiamo il nostro superfluo contributo, anche se, invece di San Valentino, scriviamo di Pinocchio, il web sicuramente non ne soffre; sono gia’ a milioni quelli che ne scrivono ogni anno, usando sempre le stesse, inutili, noiosissime, parole.

martedì 14 febbraio 2012

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Pinokkió kalandjai


La prima versione ungherese de “Le Avventure di Pinocchio” (Pinokkió kalandjai), risale al 1967. Tradotta da Rónay György, uno scrittore di fiabe fra i piu’ famosi in Ungheria, ed illustrata da Razjaval Tamás, Fu realizzata sulla base dell’edizione italiana del 1961 di AMZ Editrice. Parlo ovviamente del Pinocchio classico, quello di Collodi che tutti conoscono in Italia.

Ma la versione piu’ nota nell’Europa dell’est e’ quella di Walt Disney, tratta dalla sceneggiatura del suo film animato. Traduzioni di questo Pinocchio, prima della caduta del muro di Berlino, sono state fatte in Polonia, Romania e Russia, pero’ il paese dove tale versione e’ diventata veramente popolare e’ sicuramente l’Ungheria.

venerdì 10 febbraio 2012

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2012


Del Neoliberismo, delle banche, dello spread, di Goldman Sachs, di Papademos, di Monti, di Draghi, di Sarkozy, di Orbán, della Merkel, della globalizzazione, e di come la gente (tutta) sia lasciata imbrogliare dai capitalisti, dai banchieri, dai politici, dai tecnici, dai professori e dai guru dell’economia e della finanza, senza aver capito una beneamata minchia di come funzionano le cose.

Tanto, dicono quelli convinti della loro superiorita’ etnica, la colpa e’ tutta degli zingari e degli extracomunitari che rubano il lavoro e le case alla brava gente, e non certo di coloro che si sono arricchiti sottraendo senza ritegno risorse pubbliche e private. Che' quelli stanno quasi tutti in Parlamento e godono d'immunita'.

mercoledì 8 febbraio 2012

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Il mio corpo in HTML & PHP


Girovagando in Internet, ho trovato questo simpatico post: [LINK]. E allora, ho provato a disegnare me stessa usando lo stesso codice. Non sono molto esperta, ed e’ probabile che abbia commesso qualche errore. Magari, qualcuno che conosce piu’ di me l'HTML & PHP potrebbe, oltre a correggermi dove ho sbagliato, aiutarmi ad aggiungere altri elementi di cui forse mi sono dimenticata.

lunedì 6 febbraio 2012

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Come conquistare gli uomini


Ho provato in molti modi. L'ho fatto per amore, per gioco, per avventura, per lavoro, per disperazione, per gelosia, per bisogno d'affetto, per ricevere piacere, per darne, per convenienza, per curiosita’, per sfida, per noia, per rivalsa, per invidia, per cattiveria, per vanita', per generosita'. L'ho fatto anche perche' mi e’ stato chiesto di farlo, in certe circostanze ordinato, oppure soltanto per puro caso.

domenica 5 febbraio 2012

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E la neve coprira’ tutte le cose


Io non mi occuperei mai della politica di un paese da cui mi dividono migliaia di chilometri e in cui tra l'altro non sono nata.”

E’ a leggere frasi come questa, o altre indirizzate a me che esprimono in modo simile dubbi su certi miei comportamenti, per alcuni inspiegabili, che comprendo quanto tempo sia passato da quando, oltre dieci anni fa, sollecitata da un amico che scriveva nei primi forum che trattavano l’argomento escort, ho iniziato a frequentare il web.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

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Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)