venerdì 14 dicembre 2012

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Triangoli – 3 parte – Regole e consigli per gestirli al meglio

Prima regola: accettare solo situazioni in cui tutti si sentono a proprio agio.

Se torniamo a uno degli schemi descritti nel post di premessa [2F+1M(e)] formato da due donne e un uomo eterosessuale, nel caso in cui le due donne fossero eterosessuali, nel letto sarebbe sicuramente l’uomo ad avere la maggiore soddisfazione, l’unico a sentirsi effettivamente al posto giusto, quindi il piu’ avvantaggiato, mentre magari le due donne, da eterosessuali, non si troverebbero completamente a loro agio nell’interagire fra loro. Sarebbe dunque una relazione squilibrata a favore dell’uomo.

Nel post di premessa ho anche spiegato che il triangolo puo’ non essere (anzi quasi mai lo e’) un rapporto paritario, in quanto e’ la coppia base quella che inizialmente distribuisce le carte e decide se includere o no la terza parte, ma affinche’ ci sia soddisfazione per tutti i componenti, la parita’ non e’ necessaria: sono l’equilibrio e la stabilita’ gli elementi predominanti. Un modo semplice per rendere stabile il triangolo del nostro esempio, cosicche’ tutti abbiano, oltre ad un’adeguata soddisfazione sessuale, anche la sensazione di non sentirsi “fuori posto”, e’ che le due donne siano bisessuali: [2F(b)+1M(e)]. A parte che non e’ questo il solo motivo per cui e’ lo schema che preferisco, ma tenendo conto che un triangolo non e’ esclusivamente un episodio di sesso, ciascuno in base alle proprie esigenze e’ in grado di capire e scegliere la combinazione che ritiene piu’ equilibrata.

Importantissimo perche’ il triangolo si formi nel modo giusto, pero’, e’ che la coppia base funzioni bene ancor prima di aprire le porte al terzo elemento, e che entrambi i partner abbiano gia’ un rapporto stabile e senza problemi. E con questo voglio dire una relazione completa, appagante e sincera, in cui si fidano ciecamente l’uno dell’altra. Se cosi’ non fosse, il “gioco” si trasformerebbe presto in un catalizzatore dei problemi irrisolti della coppia base, e tutto finirebbe in un vero disastro.

Altra cosa sbagliata sarebbe iniziare un rapporto a tre solo perche’ uno dei due partner lo desidera, mentre l’altro lo accetta solo per rendere felice il primo. L’esperienza, anche in questo caso, sarebbe disastrosa: solo il tempo di far emergere le contraddizioni e le incomprensioni e la coppia base si frantumerebbe, lasciando amaro, delusione e disgusto, dove invece avrebbe dovuto restare benessere, godimento e piena soddisfazione.


Seconda regola: essere onesti fino in fondo.

Per quello che ho anticipato nella prima regola, conviene quindi che nella coppia base ci siano massima chiarezza, maturita’ e sincerita’; nessuno tenga dentro “cose non dette”, inconfessate, desideri e insoddisfazioni latenti. E’ per tale motivo che consiglio questa esperienza solo a chi non ha dubbi, neppure il piu’ piccolo e insignificante, sulla solidita’ del proprio rapporto di coppia. Prima di aggiungere un’altra persona in una relazione, e’ sempre bene affrontare con serieta’ l’argomento, sviscerandolo in ogni dettaglio, dicendosi tutto, ma proprio tutto, anche in modo diretto al rischio di apparire persino scortesi. Sono questi dettagli che fanno capire il livello di confidenza, i limiti della coppia e se i partner davvero non hanno problemi fra loro. Dato che il triangolo e’ qualcosa che rischia di rivoluzionare il rapporto, e’ bene che lo si sappia subito fin dall’inizio che dopo niente sara’ com’era prima. Non si devono affrontare certe cose con leggerezza, perche’ tali esperienze non sono mai leggere.

Pertanto, se lei e’ una donna a cui non dispiace invitare un’altra donna nel letto, ma magari non vuole che il suo uomo la penetri, e lui e’ un uomo che si eccita al pensiero di vedere la sua compagna che ha un rapporto lesbico, ma vuole ad un certo punto entrare a pieno titolo nel gioco e partecipare… ebbene, se una coppia e’ cosi’, ha bisogno di parlarne prima, molto prima che i vestiti inizino a volare per aria.


Terza regola: sempre coinvolgere e mai escludere.

Le intenzioni sono una cosa, i fatti un’altra. E’ come quando si parla, tanto per parlare, di provare un’esperienza estrema come saltare da un ponte con il piede legato ad un elastico. Tutto e’ facile a parole, ma i problemi nascono quando dalle intenzioni si passa, poi, ai fatti e ci si trova sul ciglio dello strapiombo. E’ li’ che i nodi vengono al pettine: quando si deve tradurre in pratica le intenzioni. Nel caso del triangolo, e’ nel momento in cui si prende la decisione di entrare tutti e tre in un letto.

Il sesso a tre non e’ come quello di coppia. La coppia segue spesso dei rituali condivisi, che sono talvolta ripetitivi e seppur di vario genere, alla fine, comunque, se la coppia funziona, soddisfano entrambi. Persino una sveltina di pochi minuti puo’ raggiungere lo scopo, per quanto ci possa essere l’esigenza egoistica del solo godimento, nel sesso a due e’ comunque impossibile non includere l’altro, anche se puo’ capitare di considerarlo solo dal punto di vista strumentale.

Il sesso a tre e’, invece, qualcosa di completamente diverso. Prevede un sacco di preliminari ed e’ importante che tutti si sentano coinvolti e nessuno escluso. A meno che qualcuno non abbia anche delle tendenze masochiste; in tal caso anche il sentirsi esclusi potrebbe portare una certa soddisfazione. Tuttavia, ogni aspetto che riguarda il percorso che porta al triangolo, che inizi come un episodio da club per scambisti, oppure che sia qualcosa di preorganizzato o di piu’ partecipativo come una relazione fra tre persone che scelgono di “unirsi” sessualmente perche’ sentono di avere questo forte desiderio, non si deve mai perdere di vista che e’ la coppia base da cui tutto inizia e se fate parte di tale coppia, un triangolo deve assolutamente includere il vostro partner d’origine. Una sua esclusione significherebbe che non avete rispettato le regole precedenti.

Un altro consiglio e’ che nessuno dei partner che compongono la coppia base abbia un “ruolo guida” sia nella scelta del terzo componente, sia nel letto, poi, per quanto riguarda la partecipazione sessuale. Nei triangoli ciascuno deve agire seguendo il proprio istinto e non seguire le istruzioni che qualcun altro intende imporre. A meno che, ripeto, non ci siano anche delle componenti sadomasochiste.


Quarta regola: scoprire che cosa vuole esattamente il vostro partner.

Quando siete ben sicuri di poter rispettare tutte le regole fin qui elencate, siete gia’ a buon punto e forse anche pronti per fare il grande salto. E’ quindi il momento di procedere per capire, prima di tutto, che cosa voi e il vostro partner cercate veramente in una relazione a tre. Per questo e’ necessario controllare che la terza persona sia complementare con quello che voi, come coppia base, avete deciso. Ricordo ancora una volta che nel momento in cui si scegliera’ di fare questo “salto”, il rapporto di coppia avra’ un’altissima probabilita’ di mutare: ci sara’ un legame in piu’ col quale fare i conti. Se questo non e’ ancora abbastanza chiaro, allora e’ meglio limitarsi a pagare una prostituta (o un gigolo’) per fare sesso a tre, ma in questo caso la strada non portera’ mai a quella che abbiamo denominato come "la fine dell’arcobaleno”, e tutto si limitera’ ad una semplice esperienza trasgressiva e niente di piu’.

Ci sono infatti coppie che vogliono provare l’esperienza senza che si creino dei vincoli con la terza persona. Non vogliono rischiare complicazioni e preferiscono considerare il triangolo come un “moltiplicatore” per il godimento dei sensi. In passato, quando facevo la prostituta, di coppie cosi’ ne ho incontrate moltissime. Erano coppie felici, affiatate, complici. L’unica cosa che desideravano era condividere un “giocattolo” nel letto. Era dunque logico che tutto si limitasse ad una normalissima esperienza non coinvolgente dal punto di vista affettivo ed emozionale. Questo distacco per alcuni e’ quindi ritenuto un bene: nessun coinvolgimento, se non marginale, e quindi nessun rischio di veder mutare i rapporti all’interno della coppia base. Tuttavia ci sono persone per le quali, invece, non e’ possibile immaginare una relazione a tre se non a lungo termine, perche’ altrimenti, in un banale gioco di sesso a tre senza coinvolgimento emotivo, non coglierebbero alcun tipo di interesse.

Comunque, qualunque sia il progetto della coppia base, sia che si desideri non coinvolgere la terza persona nella propria relazione, sia che si desideri includerla al massimo grado facendola diventare a tutti gli effetti un terzo partner per entrambi, tutto questo va discusso prima, poiche’ tutto deve essere ben chiaro ancor prima di decidere di agganciare qualcuno e portarlo nel proprio letto. L'ultima cosa che si puo’ desiderare (e questo riguarda ogni tipo di relazione, non solo il triangolo) e’ infatti avere una notte incredibile rovinata dal non avere le idee ben chiare su cosa fare dopo. Qualcosa del genere, accaduta anche a me, l’ho raccontata QUI.


Quinta regola: mettere i paletti per proteggere i propri confini.

Mantenere una separazione tra la vita normale e quella che e’ invece “la ricreazione” e’ fondamentale. Credetemi, se si prova a mischiarle si rischia di far diventare tutto troppo complicato, troppo veloce e la velocita’, quando si tratta di cose che coinvolgono sfere complesse come quella del sesso, puo’ mettere ansia. E l’ansia, in questi casi, e certamente la nemica numero uno.

Anche se e’ facile usare internet per accedere ad ogni tipo di relazione, incluso un incontro con uno sconosciuto al solo scopo sessuale, tutto cio’, senza che ci sia un’adeguata conoscenza, una conversazione vis-a-vis e una fiducia che si costruisce nel tempo, puo’ farci incontrare persone che poi si rivelano sbagliate, se non addirittura pericolose, col rischio di cacciarci in situazioni che alla fine si rivelano delle trappole. Con onesta’ devo dire che anch’io, qualche volta, ho provato a fare certe esperienze affidandomi ad internet, ma ho capito che per certe cose c’e’ bisogno di calma. Internet e’ un mezzo troppo veloce, troppo immediato, non da’ tempo di conoscere, di riflettere, e porta frequentemente a fare scelte sbagliate. Per cui sconsiglio vivamente di affidarsi ai social network o a qualcosa di simile per cio’ che e’ cosi’ particolare, cosi’ intimo come la composizione di un triangolo, sia nel caso si appartenga alla coppia base, sia per proporsi come terza parte.

I migliori sono i metodi classici: gli incontri fortuiti, soprattutto se ci si trova in situazioni di relax come ad esempio durante una vacanza o un viaggio. In ogni caso, che si voglia usare il web oppure il metodo classico, bisogna sempre stare attenti a quello che si dice in giro, a cio’ che si racconta, soprattutto a chi ancora non conosciamo. Non tutti sono portati a pensare bene. Non tutti sono portati ad accettare le diversita’ nei gusti sessuali altrui. Una cosa da fare e’ quindi evitare di esprimere confidenze troppo intime a chi, un domani, potrebbe rivolgercele contro, nei luoghi dove si lavora o si studia, o comunque che frequentiamo per abitudine. Meno la gente che abbiamo intorno e che incontriamo ogni giorno sa di noi e cio’ che facciamo, e meglio e’. Se cerchiamo un po’ di trasgressione, o sappiamo di avere desideri che non sono comunemente accettati dalla societa’ perbenista, come ad esempio voler essere parte di un triangolo, e’ bene che li realizziamo lontani da casa e che, comunque, non sia troppo evidente la nostra voglia di trasgredire con chi frequentiamo normalmente ogni giorno.


Sesta regola: avere sempre a disposizione il “pulsante del panico” da premere.

Serve sempre, non solo nei triangoli, per uscire dalla situazione quando si capisce di aver fatto un errore, quando la persona con la quale si sta facendo sesso non va bene, quando intuiamo che non e’ quella giusta e il rischio e' che tutto si trasformi in un disastro. I motivi che possono portare a premere quel pulsante sono moltissimi. Infatti, sono piu’ le situazioni che risultano sbagliate o confuse, di quelle che poi si rivelano essere giuste e perfettamente chiare; chi e’ andata a letto con centinaia di uomini (e donne), come ho fatto io, lo puo’ affermare con la massima sincerita’. In ogni caso e’ l'esperienza quella che ci da’ il segnale: maggiore e’ l’esperienza, prima ci accorgiamo, attraverso segnali che solo i nostri sensi affinati possono recepire, che qualcosa non va. Chi meglio di noi sa quando i paletti che abbiamo messo, il nostro confine, il limite che ci siamo imposti/e e’ stato superato?
Per me avviene quando:

  • Mi sento confusa e inizio a sentire quasi un senso di nausea.
  • Mi sento fuori posto e non so bene cosa stia facendo in quella certa situazione.
  • Mi prende la voglia di saltare fuori dalla finestra e dileguarmi.

Se siamo li’ per divertirci, ma si sente che qualcosa ci impedisce di farlo, che’ non riusciamo a rilassarci, allora significa che non ci stiamo divertendo affatto. Anzi, significa che stiamo in qualche modo soffrendo. Per questo si deve avere un metodo, semplice e diretto, per mettere fine alla sofferenza.

La coppia base, dunque, qualora uno dei partner non si sentisse a suo agio con la terza persona, dovrebbe mettersi d’accordo su una parola che in codice significasse “andarsene”. Allo stesso modo, nel caso foste la terza parte, ma vi sentite incerto/a, goffo/a, inadeguato/a, non fatevi scrupoli a dirlo. Questo lo consiglio soprattutto agli uomini che, trovandosi a letto con due donne, talvolta credono di aver raggiunto una posizione ideale dalla quale fuggire sarebbe considerato da pazzi. Pero’, alla fine, se sentono in non essere in grado di portare a termine il loro compito e non lo dicono, rischiano di uscire dall’esperienza ancor piu’ frustrati che non confessando subito la propria inadeguatezza. Non c’e’ niente di male nel dimostrare le proprie debolezze. Nessuno a questo mondo e’ perfetto e il fallimento di una volta aiuta a prendere atto dei propri limiti, e a comportarsi meglio e con maggior sicurezza la volta successiva.

Bene, si conclude cosi’ la mia serie di post, e di consigli dedicato a chi si sente portato/a verso questo genere d’esperienza. Inutile ripetere che, per me, il triangolo assoluto e’ l’unica forma di relazione veramente appagante; ancor piu’ della coppia, ma come ho detto piu’ volte, e’ un fatto del tutto personale. So che questo lungo discorso che ha preso lo spazio di tre noiosissimi post ha trattato un argomento complesso, che da qualcuno puo’ essere considerato persino inaccettabile, ma detto fra noi: che male c’e’ in tutto cio’? Un triangolo, in fondo, se il rapporto nasce nel modo giusto, secondo le regole che ho elencato, non e’ che un “allargamento” sentimentale e sessuale verso altre persone. E’ un’inclusione nella propria sfera senza che nessuno venga escluso, e cio’ non puo’ essere che considerato un fatto positivo.

Come considerazione finale posso affermare, con la massima sincerita', che in vita mia ho assistito a maggiore felicita’ ed equilibrio all’interno di relazioni plurime che nelle canoniche relazioni di coppia in cui ogni cosa diventa esclusiva proprieta’ dell’altro, che se ne appropria a volte in modo quasi morboso. Ed e’ proprio da cio’ che nascono le incomprensioni e i contrasti.

11 commenti :

James ha detto...

Grazie dei consigli molto interessanti e letto tutto con attenzione:-)

Se dovesse capitare un esperienza del genere
preferirei M (e) + 2 F (b)
potrei anche 2 M (e) + 1 F però dovrei avere un buon rapporto (di conoscenza) con l'altro maschio e la "F", a questo punto, dovrebbe accettare qualsiasi gioco:-))))
JT

Michele Cogni ha detto...

ammazza quante regole, più degli scacchi :)
in verità mi è capitato solo una volta un triangolo (2M1F) su richeista di un'amica che desiderava molto questa esperienza. L'ho trovato piacevole, eccitante, ma senza dubbio si tratta di qualcosa che ha senso in via eccezionale, non la vedo molto come routine.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ James: Rispondo a te come ho risposto a Mark nel post precedente: e' normale e logico che un maschio etero preferisca la combinazione con due donne. Quando parli dell'opzione 2M+1F vorrei ricordarti pero' che, nel triangolo, l'interazione dei corpi e l'inclusione dovrebbe essere completa, quindi se non hai tendenze bisex, magari la combinazione con un altro uomo non fa per te, neppure se c'e' confidenza, a meno che tale combinazione non ti interessi, come avviene ad esempio nelle gang bang, per trarre godimento nel vedere soggiogata una donna.
Dal punto di vista femminile, una donna eterosessuale con pulsioni masochiste, potrebbe avere molta soddisfazione da una situazione del genere (gang bang con piu' uomini), e in effetti, a chi vuol davvero provare tutto, consiglio almeno una volta nella vita di sperimentare qualcosa di simile. Meglio pero' farlo da donna matura che' da giovane, senza un briciolo d'esperienza, non si riesce a cogliere pienamente il sapore della trasgressione.


@ Michele Cogni: Le regole sono sempre necessarie quando si "gioca". Altrimenti il rischio e' il caos e vedere completamente distrutta la nostra personalita'. Essere avventurieri non significa suicidarsi. Va bene fare il salto giu' dal ponte, ma avendo almeno il piede agganciato all'elastico.

James ha detto...

Grazie Chiara,
l'interazione è completa se le persone si trovano a proprio agio e stanno bene e per avvenire il percorso, secondo me, non è semplice.
Non rientrano assolutamente nelle mie preferenze uomini brutti e pelosi, preferisco indubbiamente i corpi femminili:-))
e vedere una donna soggiogata è sempre una soddisfazione ahahahah

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ James: l'interazione è completa se le persone si trovano a proprio agio

Il vero problema e' invece il giudizio altrui. Oggi va tanto di moda dire le cose in liberta' (tutti vogliono sentirsi liberi) e tutti quanti, almeno a parole, vogliono sembrare tolleranti, disinvolti, in sostanza non retrogradi, ma...
Ma dentro provano qualcosa di diverso che non riescono a confessare neppure a se stessi. Il fatto e' che certi argomenti, come la prostituzione per scelta, oppure il trialismo sessuale, lo scambismo, le diverse preferenze sessuali, il feticismo, eccetera, per certe persone sono "disturbanti".
Ovviamente, e' l'ipocrisia tipica di chi perdona tutto a se stesso e condanna tutto agli altri, ma e' cosi', inutile girarci intorno. Tutti sono convinti di essere nel giusto col loro "schema mentale". Sono gli altri che, se non hanno lo stesso schema, sono sbagliati.
Non so perche' accada questo (io, ad esempio, se qualcosa non mi riguarda oppure non lede la liberta' di nessuno, sono completamente neutra sull'argomento e spesso me ne disinteresso), ma presumo che sia qualcosa che afferisce all'inconscio: si deve distruggere, screditare, demonizzare, cio' che non si comprende o che comunque cambia radicalmente la concezione di vita che si ha. L'esistenza di tutto cio' che mina il nostro "equilibrio" e', appunto, disturbante. Per questo assistiamo al "liberticidio buonista" di chi, certo, a parole dice che accetta la nostra liberta', ma ci disapprova in tutti i modi, e cerca di far di tutto perche' quella liberta' noi non la si possa esprimere (si veda il caso, ad esempio di Ratzinger e i gay).
In fondo, siamo un po' tutti dei Ratzinger, e' che spesso non ce ne accorgiamo.
Il tentativo invece che ho intrapreso da moltissimi anni e' invece quello di pormi nelle posizioni piu' criticabili (almeno per una certa specie di morale che ho sempre voluto contrastare). Solo dal di dentro si possono comprendere le cose, mai leggendole sui giornali o guardandole in tv. Chi giudica male le puttane e' perche' non e' mai stata una puttana. Chi giudica male gli zingari e' perche' non ha mai vissuto con loro. Chi giudica male i gay o le lesbiche e' perche' non si e' mai affezionato a un gay o a una lesbica. Chi giudica male chi vuole avere rapporti a tre (o a quattro o a 10) e' perche' non ne ha mai provato uno.
Insomma, troppo spesso il disappunto e' basato su qualcosa di "virtuale" come il sentito dire, i luoghi comuni, i pregiudizi, e non tiene conto, invece, dell'esperienza diretta di chi certe cose le vive o le ha vissute sulla propria pelle.
Facendo la prostituta si imparano a conoscere moltissime pulsioni umane (soprattutto maschili) da cui nessuno e' davvero immune. E' solo cosi' che si diventa tolleranti: accettando quello che non ci danneggia, ma rende felici gli altri, anche se talvolta non lo comprendiamo.
Tutti, tutte, dovrebbero essere ogni tanto un po' prostitute per immedesimarsi nei panni altrui.
Si chiama Empatia.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"e cerca di far di tutto perche' quella liberta' noi non la si possa esprimere (si veda il caso, ad esempio di Ratzinger e i gay)."

Premetto che io non condivido assolutamente niente di quello che dice la Chiesa rispetto a tutto quello che riguarda il sesso e dintorni, penso però che anche il Papa si libero di dire quello che pensa.

Inoltre la Chiesa distingue tra l'errore (ad es. l'omossulalità) che moralmente disapprova e l'errante (ad es. l'omosessuale) verso cui deve andare tutto l'amore e la comprensione.

Ciao Davide

Unknown ha detto...

@Chiara. "Ovviamente, e' l'ipocrisia tipica di chi perdona tutto a se stesso e condanna tutto agli altri...Tutti, tutte, dovrebbero essere ogni tanto un po' prostitute per immedesimarsi nei panni altrui.
Si chiama Empatia."

molto bella e molto vera.
il tema in se mi lascia deltutto indifferente, a differenza del tuo modo di ragionare edi esprimere... che non lo fa mai.

un abbraccio.

wgul

Anonimo ha detto...

noto che quasi piu nessuno commenta i tuoi noiosi e ripetitivi post (pensa che io non li leggo neppure piu). mi fai pena voglio incrementare il numero dei 4 gatti.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

noto che quasi piu nessuno commenta i tuoi noiosi e ripetitivi post (pensa che io non li leggo neppure piu). mi fai pena voglio incrementare il numero dei 4 gatti.

Va bene.
Grazie. :)

James ha detto...

Ogni persona sa esattamente quello che è, parlare male o bene lo può solo far vedere esteriormente in modo diverso.
Stai bene, fregatene!!
se qualcuno ci tiene non avrà questi pregiudizi, anche se, personalmente, eviterei di raccontare eventuali miei "vizietti".
Ti accorgi con il tempo se una persona vale, te ne accorgi quando il rapporto diventa più intimo e ti lasci andare in confessioni che non diresti a tutti perchè vedi molto in lei/lui, può succedere, in quel momento, se per qualche motivo ti abbandona, capisci che all altro non gliene fragava nulla, voleva solo sapere, forse per dimostare qualcosa, non ce alcuna differenza fra gay, lesbiche, etc etc e anche persone normali, si perchè nella sua superiorità ti ha giudicato diverso. Sono piccole sottigliezze, ma poi tutti pensano in qualche modo di essere di più i problemi degli altri non li riguardano... alla fine non resta che sorridere....
Ps sono contento di essere un gatto:-) dicono abbiano sette vite e le padrone li lasciano giocare, anche con loro:-))))

Francesco Pellegrini ha detto...

Splendidi post! :)
Condivido quasi tutto di quello che hai detto.
Mi piacerebbe confrontarmi con te sulla complicata ma felice situazione che sto vivendo.

Francesco

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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