giovedì 27 dicembre 2012

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Per caso

Quando ci rincontrammo, per caso, in una via del centro, era un freddo pomeriggio prima di Natale. Nessuno dei due avrebbe dovuto essere li'. Io, almeno, avrei potuto non esserci. Ero a Budapest occasionalmente. Ci ero capitata quel giorno, ma per quello che dovevo fare, avrei potuto anche sceglierne tranquillamente un altro. Poi, pero’, per fortuna o per sfortuna, esiste il caso che ha il potere di scombinare ogni logica e anche tutto cio’ che e’ verosimile.

Non ci dicemmo una parola. Pur essendo certi di esserci visti, facemmo finta di nulla, ma iniziammo a seguirci per un po’, nel percorso lungo un marciapiede cosi’ affollato da sembrare quasi deserto. Guardando le vetrine, come in un gioco di quelli infantili, mi nascondevo dietro alle spalle dei passanti o approfittavo degli ostacoli che, casualmente, mi nascondevano alla sua vista. Era gia’ buio, ma tutto era illuminato dalle magiche luci degli addobbi natalizi.

"E’ ancora piu’ bella". Probabilmente questo penso’ quando mi vide. Lo capii subito dal suo sguardo, ma forse lo penso’ soltanto perche’ non ero piu’ sua e, com’e’ risaputo, ogni cosa sembra migliore quando la si guarda da lontano; da una distanza che puo’ essere non solo nello spazio, ma anche nel tempo. E di tempo ne era trascorso…

"E’ un po’ dimagrito" pensai io che lo avevo sempre trovato un po’ sovrappeso, e non potei fare a meno di ricordare come mi aggrappavo alle sue morbide maniglie dell’amore quando insieme raggiungevamo l’orgasmo per poi, stanchi, stenderci l'una di fianco all'altro nel grande letto del suo appartamento.

Io, che camminavo davanti facendo finta, esattamente come lui, di non esserci visti, ad un certo punto mi fermai a guardare se era ancora dietro di me. C'era. Ed era ad un passo. Voltandomi me lo trovai praticamente di fronte. Abbandonai le braccia lungo i fianchi come in segno di resa, o forse anche di attesa, e cosi’ i nostri occhi si incrociarono volontariamente per la prima volta dopo tanto tempo. Lui si avvicino’ e, senza dire niente, accosto’ la sua guancia alla mia, come a volermi dare un bacio, come normalmente si fa tra parenti o fra amici di vecchia data. Solo che il bacio non me lo dette. Tenne la sua guancia appoggiata a lungo alla mia. Sentii cosi’ un calore intenso trasmettersi dal suo respiro al mio viso, e uscirgli lieve dalla pelle il suo solito profumo.

"E’ la fiamma del desiderio che ancora arde" pensai, e risi tra me e me di quel pensiero un po’ audace. E lui, quasi mi avesse letto nella mente, mi sussurro’ qualcosa all’orecchio. All’inizio lo disse con la voce talmente flebile che non riuscii a comprendere, poi lo ripete’: "Vieni con me".

E’ strano come a volte l’istinto si faccia gioco della volonta’. Non avevo mai pensato, nel caso ci fossimo incontrati di nuovo, di comportarmi in quel modo. Eppure lo feci: lo seguii tenendogli la mano come una bambina, camminandogli a fianco anche se, in realta’, era lui che mi trascinava; qualcosa che, mi resi conto in quel momento, non avevo mai permesso a nessuno. Neppure a lui quando stavamo insieme.

Immaginai subito dove volesse condurmi e cosa volesse fare. Non era difficile da capire, ma ricordai anche che la sua casa era lontana, dall’altra parte della citta’ e io, invece, sapevo che tutti e due avevamo voglia di sentire le nostre mani su nostri corpi subito, e assaggiare di nuovo la nostra saliva della quale non ricordavamo piu’ il sapore. Era una situazione strana, irreale, inconsueta persino per me, e sentivo che anche lui era confuso ed eccitato, come me, da quella strana atmosfera a meta’ tra la fiaba e la realta’. Nell’immaginare il suo cazzo eretto e pronto dentro i pantaloni, cominciai a dare spazio alle mie solite fantasie e mi accorsi che anche le mie mutandine stavano iniziando a diventare umide.

Si’, e’ vero: anche quando stavamo insieme facevamo certe pazzie. Il massimo del piacere e dell’eccitazione lo raggiungevamo proprio quando potevamo scopare nelle situazioni piu’ inconsuete. Per lui non so da cosa dipendesse, forse era solo per trasgressione, e un rapporto con il sesso totalmente scanzonato e privo di scrupoli. Per me, invece, era presumibilmente un retaggio ancestrale del primo orgasmo avuto, che avevo ricevuto proprio dalle mani di un ragazzo in una sala cinematografica, guardando un film. Non mi stupii, quindi, quando lo vidi entrare in un cinema, e dirigersi, deciso, alla biglietteria. Acquisto’ due biglietti per un film di cui non ci importava assolutamente niente. Pensai che nessun film, per quanto rumoroso, avrebbe mai potuto coprire con il suo sonoro cio’ che mi avrebbe stappato di bocca se mi avesse fatto quello che entrambi avevamo in mente di fare, ma una volta entrati nella sala, mi condusse verso la porta del bagno. Fui io a varcarla per prima, facendogli capire, cosi’, d’avere anch’io una gran voglia che accadesse quanto stava per accadere.

Ci fermammo nell’antibagno. Per chiunque non sarebbe stato certo il luogo piu’ appropriato per farci del sesso: avrebbe potuto entrare qualcuno in qualunque momento, disturbando e creando non poco imbarazzo. Ma per i nostri bisogni esibizionisti e perversi, invece, era il luogo adattissimo, con gli specchi che amplificavano la riproposizione della nostra immagine riunita. Mi abbraccio’ da dietro, affondando il viso tra i miei capelli e infilandomi le mani direttamente sotto la gonna, sotto la quale indossavo dei leggings per ripararmi dal freddo. Tenne per un po’ le mani all'incrocio delle mie cosce, una sopra l'altra, strette al monte di venere, saggiando con la punta delle dita il bordo delle mutandine che portavo sotto. E mentre lo faceva mi guardava nello specchio, osservando le mie pupille che diventavano sempre piu’ grandi, enormi, come sempre mi accade quando per l’eccitazione raggiungo il punto di non ritorno, nonostante l’espressione del mio volto non fosse per nulla cambiata: sempre a meta’ tra la provocazione e la noia del “gia' vissuto” che lui – lo sapevo bene – non riusciva a sopportare.

Guardandomi mentre lo guardavo con aria di sfida, sono certa che ricordo’ che era stato proprio per l'insopportabilita’ del mio sguardo che aveva lasciato che la storia tra di noi finisse. Il mio sguardo che, davanti a quello specchio, gli lacerava lo stomaco e gli gonfiava il cazzo. Mi fece abbassare la testa per non averlo piu' davanti agli occhi, poi bruscamente mi tiro’ su la gonna e giu’ i leggings insieme alle mutandine, scoprendomi il culo. Pero’ non si chino’ a baciarlo. Stavo appoggiata alla parete con i palmi delle mani, collaborando appena un po’, sporgendomi leggermente verso di lui, quando sentii che si slacciava cintura dei pantaloni. Inizio’ prima a colpirmi col palmo della mano, schiaffeggiandomi i glutei; all’inizio piano, poi sempre piu’ forte. Il suono dei colpi sulla mia carne, mentre mi sculacciava, si mischiava ai miei gemiti che erano un misto di dolore e piacere. Un dolore cosi’ forte da farmi avvertire il bruciore dei miei glutei che diventavano rossi, e un piacere cosi’ intenso da farmi sentire colare fra le cosce quella rugiada che sempre inumidisce il mio sesso quando sono pronta. E lui mi conosceva abbastanza da capire che era quello l’attimo che attendevo; mi penetro’ percio' con un solo movimento, deciso e profondo, sicuro di trovarmi gia’ bagnata e aperta.

Pensai che non ci eravamo nemmeno baciati, ma il ritmo dei suoi colpi mi fece perdere il filo dei pensieri e, con una mano, staccandola dal muro, iniziai a titillarmi la clitoride per aiutare ad amplificare quell'orgasmo che le sue spinte stavano trascinando in superficie, esattamente come per strada m'aveva trascinata in quel cinema. Mi alzo’ la testa tirandomi forte per i capelli proprio nel momento in cui si accorse che stavo per venire. "Apri gli occhi e guardami" mi ordino’, e quando lo feci si diverti’ a vedermi godere, mentre i nostri occhi si incrociavano nello specchio. Aspetto’ dunque che la gratitudine passasse dal mio sguardo, lasciando di nuovo il posto alla mia solita aria apparentemente gelida e sarcastica che tanto lo irritava, ma che anche lo eccitava, per lasciarsi andare a sua volta all'orgasmo.

A guardarlo in faccia nello specchio, mentre mi riempiva del suo seme, stavolta, fui io e in quel momento pensai: "Sono io la tua maledizione". Nessun’altra avrebbe saputo farlo godere piu’ di me; nessun’altra. Avesse girato l’intero globo, e scopato con tutte le donne del mondo, non avrebbe mai trovato un’altra come me. Lui questo lo sapeva, ed avrebbe maledetto il momento in cui, vedendomi andar via, avrebbe capito che sicuramente non ci saremmo piu’ rincontrati. Mai piu', neppure per caso.


PS: L'immagine scelta per il post non e', come alcuni malpensanti avranno immaginato, una mia foto sconcia ed esibizionista, ma si tratta di una modella famosa, Paz de la Huerta, beccata mentre, un po' fuori di se' a causa di qualche bicchiere di troppo, stava dando spettacolo del proprio corpo nella toilette del Cafe de Flore a Parigi.

5 commenti :

Bibi ha detto...

Bel racconto, anche se non vado pazzo per i racconti erotici o definibili tali.
Gran bella foto...gran bel culo onestamente, grazie per avermelo fatto conoscere..cioè avermi fatto conoscere la proprietaria. Non sto a dirti una cosa per un'altra..ho letto il racconto ma l'occchio cadeva ..anzi rimaneva sul culo e sulla galleria delle foto.
Noi maschietti ragioniamo così...e lo sai meglio di me ovviamente.
a.y.s. Bibi
P.S. cazzo..sempre più complicato dimostrare di non essere un robot...a quando una scannerizzazione della cornea?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bibi: Noi maschietti ragioniamo così...e lo sai meglio di me ovviamente.

No. Non lo so meglio di te. Non potrei mai saperlo. So solo quello che voi maschietti mi avete fatto credere, attraverso i vostri racconti, le vostre confidenze, i vostri momenti di relax dove diventate alquanto loquaci. :)
Quindi so le cose per sentito dire, non per esperienza diretta.
E da quello che so, in effetti e' difficile non prevedere le vostre reazioni. Una donna che, attenta, sa come gestire il proprio corpo, difficilmente non vi fara' perdere la testa (almeno questo e' quello che so per sentito dire), e il culo e' senza dubbio una delle parti del corpo che piu' vi attirano. Per questo una donna attenta lo terra' sempre in perfetta forma se vorra' avere maggiori chances di "sedurvi".
Perche' e' la seduzione che e' alla base di tutto il gioco che prelude al sesso. Senza il gioco della seduzione, basato sui gesti, sull'inflessione della voce, sugli sguardi, il sesso si risolve poi solo in pochi colpi decisi che portano forse ad un orgasmo (raramente per una donna), ma del quale si avverte tutta quanta la freddezza.
Quello che so, me lo sono guadagnato in anni e anni di studio. :)
Per quanto riguarda il CAPTCHA che devi inserire per dimostrare di non essere robot, i sondaggi che ho fatto hanno dimostrato che gli utenti preferiscono che ci sia il CAPTCHA e la moderazione purche' sia consentito di commentare a tutti, persino agli anonimi.

Bibi ha detto...

Anch'io so per sentito dire, cosa credi? Non vedo un culo da una vita e mezza...mi baso su ricordi sfocati e sbiaditi.
Però non so se è la cosa che attira di più, poi sai..è tutto relativo. A me personalmente piace perchè mi mette allegria e qui devo citare sia un grande attore Ugo Tognazzi che un discreto scrittore Piero Chiara.
Piero Chiara scrisse "La stanza del vescovo" e Tognazzi recitò nel film omonimo e in una scena osservando due splendide fanciulle nude, se ne esce con la battuta che la "gnocca" lo intristisce mentre il culo gli mette allegria.
Ora..devo dire che mi ritrovo in pieno in tale definizione del culo (meno sulla tristezza della gnocca). Visto che CULtura?...
Riguarda al captcha, mi va benissimo la moderazione figurati..è solo una mia sofferenza dovuta al fatto che ci vedo sempre di meno e che mi costa fatica tutto qua.
a.y.s. Bibi

Michele Cogni ha detto...

bello, molto.
certo momenti sono davvero unici proprio perchè mentre li vivi sai che non si ripresenteranno mai più, e forse per questo ne godi ancora più intensamente, seppur con un'idea di un futuro rammarico al pensiero di non poterne avere ancora...

il bagno del cinema è molto presente nella letteratura erotica, eppur emi manca totalmente... mi sa vado troppo poco al cinema ;)

bodyzen ha detto...

Sempre più belli i tuoi racconti. Grazie :-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

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