«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

venerdì 16 novembre 2012

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Sentirsi troia

Il fatto e’ che sono single; non ho un marito e neppure un compagno. Questo non perche’ non potrei averlo; un sacco di uomini, fra l’altro anche molto piu’ giovani di me, mi corteggiano e in passato, di compagni, ne ho avuti piu’ di uno. Non moltissimi, pero’, perche’ ho sempre tenuto piu’ alla mia liberta’ che a tutto il resto. Eppure, anche se qualcuno era riuscito ad ingabbiarmi, se cosi’ si puo’ dire, e' da un bel po’ che ne faccio a meno.

Non e’ ne’ un obbligo ne’ una necessita’. E’ una scelta. Non dico che sia la scelta giusta e neanche che si debba fare come me. Probabilmente e’ la scelta piu’ sbagliata che ci sia, ma e’ quella che piu’ mi si addice; per come credo di essere, per com’e’ il mio carattere, per le circostanze della vita che mi hanno portata a pensarla in un certo modo piuttosto che in un altro, per quella che e’ stata la mia evoluzione dal punto di vista intellettuale, e per le esperienze che ho vissuto.

Dopo aver fatto per tanti anni la puttana, e dopo essere entrata in contatto in modo intimo con quel mondo maschile, perlopiu’ composto da uomini alla perenne ricerca di corpi femminili perche’ insoddisfatti delle loro compagne, avere qualche dubbio sulla reale validita’ di una relazione esclusiva che duri nel tempo, nella quale mettere in gioco tutta quanta me stessa, fidandomi ciecamente di chi, probabilmente, una volta finita la cosiddetta “luna di miele”, ricomincera’ guardarsi in giro alla ricerca di nuovi culi e tette da toccare, mi sembra del tutto naturale.

Mi si perdoni dunque se a volte mi mostro cinica e disillusa, e se sembro andare controcorrente rispetto a quello che e’ lo stereotipo femminile a cui molti uomini sono stati abituati, ma per il condizionamento culturale e sociale a cui sono stata sottoposta, non e’ semplice calarmi nella parte della brava donnina di casa, cresciuta fin da bambina giocando con le bambole, con i vestitini, i pentolini e le casette da arredare. A chi ha vissuto troppo a lungo nella giungla e sa quanto sono pericolosi i coccodrilli e i piranha, non si puo’ chiedere di farsi tranquillamente un bagno in un laghetto, anche se le si assicura che e’ del tutto sicuro, credendo che arrivi a tuffarsi dentro senza avere neppure il minimo dubbio. E non invidio affatto le donne impegnate, perche’ se non sento il bisogno di un legame “coniugale” e’ perche’ e’ l’idea stessa di “legame” che mi disturba, perche’ non mi attira la prospettiva di svegliarmi ogni mattina accanto allo stesso uomo, e perche’ non voglio avere il pensiero che lui, un giorno, possa fare come quelle centinaia di uomini che ho incontrato.

Preferisco dormire da sola, anche se, di tanto in tanto, mi concedo il lusso di qualche avventuretta, tanto per mettere tranquilli i miei ormoni. Non troppo spesso, pero’; un paio di volte al mese. Tuttavia, nonostante sia considerata da tutti uno spirito libero e che io stessa mi consideri una che non si fa problemi quando ho voglia di scopare, non ho mai cercato di rubare un uomo ad un’altra donna. O almeno, quando mi capita di andare con qualcuno - ovviamente per puro piacere dato che col mestiere ho smesso da molto tempo -, non sento mai l'impulso maligno di portarlo via dalla sua situazione affettiva ufficiale e consolidata, qualora ne abbia una. Anzi, se mi accorgo che la mia storia con lui puo’ avere delle ripercussioni negative nel suo rapporto coniugale, mi nego, mi allontano all’istante e sparisco per sempre. Anche se talvolta, con qualcuno, non e’ tanto facile farlo in modo indolore, e devo fargli capire, spesso essendo molto dura, che non e’ piu’ il caso che ci si incontri ancora.

Non mi perdonerei mai, infatti, se per causa mia una moglie o dei figli ne avessero a soffrire. Purtroppo, pero’, per come sono fatti gli uomini, quasi mai all’inizio mi rivelano che hanno una relazione. Molti fingono di essere liberi e anche se un certo fiuto mi dovrebbe avvertire quando mentono, spesso i sensi prendono il sopravvento e offuscano la ragione. Anche la mia. Pero’, dentro di me, dico: “E chi se ne frega? Tanto domani sara’ tutto finito!”. E poi, a pensarci bene, detto fra noi, gli sposati sono anche piu’ facili da scaricare. I single invece, e’ piu’ difficile farli desistere.

E’ per questo che la mia tattica e’ da tempo quella della situazione unica, definitiva, irripetibile. Einmal ist Keinmal. Una sola volta e nessuna volta, o magari - trasgredendo ai miei principi - anche due volte se proprio la prima mi e’ piaciuta particolarmente. In fondo, che colpa ne ho se ci sono uomini che, pur avendo una moglie e dei figli, vanno in giro a cercare altre donne? Che colpa ne ho se le loro compagne non sono capaci di dar loro quello che desiderano? Non e’ colpa mia se questi uomini sono insoddisfatti, e se scopro solo dopo che la loro situazione non e’ esattamente come me l’hanno descritta al primo incontro, qual’e’ la mia colpa? E poi, come ho detto, che mi frega? Quando capisco di essere entrata in un meandro del genere, quando il clima non e’ piu’ solo di spensieratezza, sesso e divertimento, quando inizio a pensare che potrebbe esserci qualcuno che soffre per causa mia, non mi metto neppure a discutere: chiudo e rompo tutto. Stop, kaputt, szünet, finito!

Ormai credo di essere arrivata a un’eta’ tale da sapere esattamente cosa voglio e cosa non voglio. Percio’, negli ultimi anni, ho scelto di fare le mie cosine lontana da casa e dal mio piccolo paese pieno di pettegoli e pettegole, oltre ovviamente a prendere tutte le precauzioni del caso, come non rivelare il mio vero nome o non fornire indirizzi o numeri di telefono con i quali mi possano rintracciare. Cosi’, le rare storie di sesso che ho, le blocco subito al livello di semplici avventure di una notte, e questo evita che si creino, prima o poi, quei problemi che ben sappiamo, sia a me che al “poveretto” che ha avuto la sventura d’incontrarmi.

Diverso e’ invece il caso di quando scelgo una donna, ma questo, anche se in un paio di occasioni mi e’ capitato di finire a letto con donne sposate e con figli, e’ un altro discorso che magari riprendero’ in altra occasione. Posso dire comunque che le donne coniugate affrontano questo genere di avventure in modo del tutto dissimile dagli uomini sposati. Sia dal punto di vista emotivo-sentimentale che dal punto di vista esclusivamente sessuale.

In qualunque modo, tornando al discorso di prima, ho sempre cercato di creare delle barriere fra la mia vita sociale, i miei sentimenti e la mia sessualita’, preferendo una netta separazione ad un miscuglio molto spesso confuso, pieno di contraddizioni e insoddisfazioni. Credo che cio’ sia dovuto alla mia mente, che e’ di tipo schematico-razionale: ogni cosa deve essere al suo posto per funzionare bene.

Sono certa che molti non approveranno cio’ che sto dicendo e mi criticheranno per questo, ma e’ molto importante, dal mio punto di vista, che esista una linea di confine fra cio’ che vivo nella mia dimensione quotidiana e cio’ che invece vivo nella mia dimensione che definisco onirica, legata alla sessualita’ e al desiderio. E’ dunque indispensabile che la realta’ sia separata dal sogno, anche se alla fine certi sogni li materializzo in modo molto concreto.

Oltre a questo, c’e’ tutta la questione associata alle mie fantasie che riguardano “gli estremi” di cui in altre occasioni ho parlato: le sensazioni opposte e contrarie, tutto cio’ che e’ contrastante, quel voler rendere simultaneamente tutto freddo e caldo, dolce e amaro, sacro e profano. Infatti, se non fossi quasi una “suora” nella dimensione sociale reale, non potrei godere pienamente del mio essere “porca” nella dimensione sessuale ed onirica.

Sono dissociata? Sono borderline? Sono matta? Qualcuno pensa di si’, e forse lo sono davvero, ma non m’importa. So solo che se non fossi cosi’, non sarei io; sarei un’altra donna. Forse sarei migliore, e forse quella donna e’ quella che probabilmente avrei anche potuto essere, se le strade della vita non mi avessero condotta dove adesso sono arrivata, ma certamente non sarei io.

Perche’ dunque dovrei rinnegare cio’ che sono? Che cosa otterrei in piu’? Chi mi garantisce che trasformarmi in quella donna che, per le varie vicissitudini e per le esperienze accumulate, ormai non fa piu’ parte di me, mi darebbe una vita migliore? Da tempo ho superato il punto di non ritorno. Le Colonne d’Ercole le ho lasciate ormai alle spalle, e non ho alcuna voglia, al momento, di approdare ad un porto sicuro. Nella mia dimensione onirica non c’e’ posto per Itaca, e sentirmi sballottare di qua e di la’ dai flutti, senza avere certezze e senza darne, e’ cio’ che mi occorre per sentirmi davvero appagata. Perche’ nella mia dimensione sociale, di certezze ne ho anche troppe.

Alla luce di tutto quello che ho appena detto, ci sara’ chi pensera’ cio’ che chiunque penserebbe; che sono una troia. Tuttavia non credo che essere troie sia per tutte la stessa cosa, anche se, in effetti, e’ inutile negarlo, un po’ troia mi sento. Perche’ come ho cercato piu’ volte di spiegare: “troie” si e’; non e’ come per “puttane” che, invece, e’ qualcosa che afferisce a cio’ che si fa. Pero’, anche se sono troia, come e’ ormai inequivocabile che sia, credo esista una differenza fra quelle come me e alcune mie conoscenti, considerate peraltro, delle donne irreprensibili.

Credo infatti che esista un’invisibile ma marcata separazione fra quelle come me e quelle che non fanno alcun caso allo stato civile di un uomo, ma che, anzi, si divertono ad andare a stuzzicare proprio quelli sposati per “conquistarseli”, per portarli via ad un’altra, quasi facendo una gara di supremazia femminile, per poi scartarli uno dopo l’altro, tra una scrollata di spalle, una risata ed una bevuta con le amiche fino a tarda notte, sparlando delle poverette alle quali hanno sedotto i mariti.

Forse e’ nell’animo di queste persone, e’ nella loro natura, e’ nelle loro aspirazioni - legittime o no, non sta a me giudicare -, sentire questa necessita’, questa esigenza di provare il gusto della vittoria mediante la “rivincita”.

C’e’ quindi questa notevole differenza fra quelle come me, che lo fanno per gioco, un giro in giostra, senza altre finalita’ che non siano l’esclusivo godere dei sensi, e tornano il mattino dopo alla loro realta’ che esclude qualsiasi “sotterfugio”, e quelle che, invece, sentono il bisogno (prima o poi) di rivalersi su qualcuno solo perche’ sentono di essere in credito per qualche torto che, forse, anche loro hanno subito, individuando nelle situazioni piu’ strane, o impensate, le possibili vendette che devono, necessariamente, essere vissute per recuperare la propria autostima.

E’ anche vero che - non lo nego - molti anni fa, quando ancora facevo la escort, non era difficile che accettassi le proposte di uomini che avevano gia’ una compagna o una moglie, per far loro da amante, fissa o saltuaria, ma lo consideravo un qualcosa di collegato al mio mestiere, e non un’azione maligna nei confronti delle loro mogli alle quali, al limite, portavo via solo un po’ di denaro dal menage familiare, non certo l’affetto del loro coniuge.

Per questo non mi sono mai sentita in colpa; dormivo tranquilla tutte le notti, non mi guardavo in giro preoccupata mentre camminavo per strada, e non avevo alcun bisogno di andare da un analista o da un confessore per mettere in pace la coscienza. Pensavo invece a com’era divertente trovarsi dalla parte opposta della barricata; non ero io quella che condivideva il letto di quegli uomini, ma ero quella che, dopo aver scopato, li poteva rispedire a casa senza tanti preamboli. Ero cioe’ quella che, quando voleva e come voleva, si poteva alzare, rivestire e girare i tacchi, senza alcuna giustificazione.

Se devo essere sincera, ancor oggi provo la stessa sensazione, ed e’ cio’ che, oltre al sesso, piu’ mi piace di questi incontri: sapere di essere io quella che gestisce la situazione, sapere di essere io quella che loro piu’ desiderano, sapere di essere io quella con la quale fanno di tutto, anche cio’ che non farebbero mai con le loro donne, per apparire affascinanti, desiderabili e “maschi”. Per quanto ci sia un’altra a condividere - o forse dovrei dire solamente a dividere - il loro letto, sono io quella a cui riservano il maggior divertimento e quei giochi che con le compagne non hanno il coraggio di fare. Sono io, quella a cui scrivono poesie, a cui mandano fiori, a cui dedicano parole d’amore. Sono io la donna che rappresenta la passione e il proibito. Sono io il loro primo e ultimo pensiero. L’irraggiungibile che e’ anche a portata di mano. Con me hanno l’erezione immediata, l’orgasmo pieno, caldo, impetuoso, ogni volta nuovo e ogni volta diverso. E, infine, sono io quella da cui non possono pretendere nulla, perche’ a me, loro, nulla possono dare.

Con me, niente discussioni. Niente problemi, Niente litigi. Solo divertimento, senza troppe pippe mentali. E io posso accettare, rifiutare, rimandare, decidere, non decidere, quando voglio e quando mi va. Con me, alla fine, e’ solo sesso; erotismo spinto fino alle soglie della perversione. Sia che si tratti di un incontro di corpi, sia che si tratti di giochi di mani a distanza. Sesso condiviso, ostentato, esaltato. Scopate a volte lunghe, fatte nel rilassamento di una stanza d’hotel, oppure in fretta, in piedi, fatte di esplosioni e di tempi rapidissimi.

Non mi sono mai posta la domanda se tutto cio’, per questi uomini, rappresenti talvolta una tortura. Se il loro avermi, ma senza possedermi completamente, significhi soffrire. Se il non potermi raggiungere quando vogliono, neppure telefonicamente, lasciando a me ogni iniziativa, restando in attesa dei miei tempi, provochi in loro angoscia, gelosia, frustrazione. Non mi e’ mai interessato saperlo e neppure oggi mi interessa. Ciononostante, in tutta questa mia cinica depravazione, in questo menefreghismo quasi assoluto, in questa oggettivazione che faccio dei miei compagni di gioco, non ho mai promesso a nessuno cio’ che non avrei potuto mantenere. Troia si’, ma onesta.




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45 commenti :

Anonimo ha detto...

Ti apprezzo per questo...

Anonimo ha detto...

Non è solo luomo che ha gli atteggiamenti descritti?

Quando esiste un rapporto fra uomo e donna, avviene che, chi ha delle aspettative crei sempre problemi, che sia di un sesso o dell'altro.

Le donne sono molto peggio degli uomini e perseguitano, nel vero senso della parola, il mal capitato di turno(:

Per quanto riguarda il tuo post che mi è piaciuto molto, dico solo che sei un eccezione ed è giusto che ogni persona viva la sua vita come meglio crede fregandosene dei pensieri altrui, sempre nel rispetto ovviamente

giuseppe perani ha detto...

Oggi sei un fiume in piena.
Non sono riuscito a leggerlo tutto, solo per una questione di tempo, ma ci arriverò più tardi.
Probabilmente è questo il post che meritava il titolo "il momento della verità" e dopo averne letti un pò, credo che questo sia il più bello.
Finalmente la vera Klára si è tolta il trucco del fumetto e sei ancora più bella.
torno al lavoro, ma permettimi un abbraccio.
ciao Klára...qualunque sia il tuo nome.
Giuseppe

Michele Cogni ha detto...

la sessualità è credo un mondo intero di differenze, fantasie, sensazioi e passioni sottilmente o marcatamente diverse da persona a persona...
il solo modo giusto di viverla credo sia il proprio, a prescindere dal giudizio altrui.
sui rapporti monogami, o univoci ho la mia opinione d atempo, che siano qualcosa fondamentalmente contro natura, cui certo si può sottostare, ma quasi sempre con una violenza verso se stessi, i propri desideri e fantasie...

e la parte "niente discussioni, problemi o litigi, solo divertimento senza pippe mentali" è ciò cui dovrebbero aspirare tutti gli umani dotati di un minimo di cervello autostima e ironia

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ anonimo1 : Ti apprezzo per questo...

Per cosa?


@ anonimo2: Non è solo luomo che ha gli atteggiamenti descritti

Questo non lo so. Io quegli atteggiamenti non li ho mai avuti e le donne con le quali sono stata mai mi hanno (come dici tu) perseguitata.
Forse quelle che perseguitano hanno dei problemi. Come credo li abbiano gli uomini che perseguitano, e chi trova queste persone spesso e' perche' alla fine se le cerca.
Nelle relazioni "malate" si deve essere in due.

dico solo che sei un eccezione

Non credo di essere eccezionale ne' unica. Anzi, conosco un sacco di donne come me. E' vero pero' che rappresentiamo comunque la minoranza.
Solo una cosa vorrei dire a voi anonimi che scrivete: ma vi costa tanto firmarvi con un nome, un numero o una sigla in modo che si possano riconoscere le risposte che provengono dall'uno o dall'altro?


@ G.P. : Probabilmente è questo il post che meritava il titolo "il momento della verità"

Senza il post precedente, questo non avrebbe avuto senso.
Si tratta di una specie di postilla al racconto, anche se come lunghezza supera di molto il racconto.
L'esigenza di scriverlo e' venuta dopo che ho capito che forse i miei raccontini venivano interpretati come qualcosa di quasi "poetico'", mentre invece si tratta proprio di troiaggine allo stato puro.
In sincerita' mi crea un po' d'imbarazzo quando vengo scambiata per cio' che non sono.
Inoltre, essere, o meglio apparire, bella in un blog e' molto facile. Il web e' pieno di donne blogger che come caratteristica principale hanno la bellezza e la ostentano autoreferenziandosi. Tuttavia di foto che mostrino qualcosa di se stesse non ne mettono mai, neppure quella di una mano, limitandosi nella migliore delle ipotesi ad una falange di un pollice. Spesso la "bellezza" come la chiami tu e' solo virtuale, immaginata, millantata.
Per quanto riguarda questo blog, invece, non mi interessa che dai post emerga l'estetica senza che se ne colga anche l'etica.

giuseppe perani ha detto...

La bellezza a cui alludo io non è mai stata quella estetica.
E credo che in tutte le tue quattro vite, tu ne abbia avuta tanta.
ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Michele Cogni: la sessualità è credo un mondo intero di differenze, fantasie, sensazioi e passioni sottilmente o marcatamente diverse da persona a persona...

Oh, me ne sono accorta, non dubitare!
Ogni uomo, cliente, donna, amante che ho incontrato mi ha dimostrato come sia variopinto il mondo della sessualita' e come poi, ciascuno, abbia le proprie voglie, personali, uniche.
Il mio mestiere era quello di soddisfare quelle voglie, e poi, nell'intimita' ho anche voluto togliermi le mie.
Per cui, non mi si dice niente di nuovo e neppure ci sarebbe da discutere sull'argomento.
Solo per dirti che non basta che una donna si vesta quasi da suora per non innescare in qualcuno delle voglie sessuali in quanto c'e' anche chi viene eccitato da quel tipo di abbigliamento. C'e' chi, invece che alle tette, quando deve eccitarsi, pensa al naso di una donna, oppure ai capelli. C'e' chi ti fa sentire nuda e impudica solo perche' porti un paio di sandali... anche se sei coperta da una tonaca.
Insomma, se davvero le donne sapessero quali e quanti desideri hanno gli uomini, dal punto di vista delle fantasie inconfessabili, non si indossando una guepiere, oppure brutte perche' non hanno il nasino alla francese
Cosi' molte, forse, capirebbero anche perche' i loro mariti sono freddi a letto.
Saper vedere i colori della sessualita', cercando di cogliere anche le nuances meno evidenti, e' cio' che contraddistingue chi sa davvero fare sesso da chi, invece, usa l'organo sessuale solo per masturbarsi col corpo dell'altro.

Michele Cogni ha detto...

concordo in toto, i colori della sessualità, gran bell'esempio...
ecco perchè con chi è daltonico in questo non sarà mai un vero infinito piacere.. a prescindere

giuseppe perani ha detto...

"Perche’ nella mia dimensione sociale, di certezze ne ho anche troppe."

Ammetto di essere ottuso come un criceto, ma questa non l'ho capita.

E' la tua vita, hai ragione a prescindere.

ciao Klára.

Giuseppe

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ammetto di essere ottuso come un criceto, ma questa non l'ho capita.

Come non l'hai capita? Devo farti un disegnino?
Ammettiamo (faccio un esempio) che una suora abbia pulsioni sessuali forti. I casi sono due: o reprime una parte di se' o si dissocia e vive una dimensione sociale da suora e una dimensione onirica da porca.
Credi che gia' molte donne in convento non lo facciano? Oppure molti preti?
Il fatto e' che alcuni (preti soprattutto) invece di vivere le fantasie in una dimensione onirica fatta di solo sogno, le concretizzano, vivendo quindi esperienze materiali che pero' escludono dalla loro dimensione sociale.
Quanti preti, vescovi e cardinali le prostitute incontrano durante la loro carriera nessuno lo dice, ma ti assicuro che sono un bel po', e anche a me e' capitato di incontrarne qualcuno.
Per una suora (anche laica), invece, e' piu' difficile concretizzare le fantasie, per via di tutta una serie di sovrastrutture culturali e sociali che vedono la donna e la sua sessualita' di sottordine rispetto a quella maschile.
Eppure esistono situazioni che nell'ipocrisia generale vengono sottaciute, perche' la morale non permette certe cose.
Ma l'essere umano e' anche un animale, non e' solo qualcosa di spirituale e ascetico.
Ecco, se l'esempio che ho fatto e' piu' chiaro, avrai capito che la mia dimensione sociale impone che abbia una condotta rigida, seriosa, severa, quasi come quella di una suora, ma se non avessi anche una dimensione onirica che ogni tanto concretizzo, sicuramente in breve avrei bisogno di un bravo psichiatra.
A volte la dissociazione - come la chiamo io - "dimensionale", quando e' agita con consapevolezza, non e' il sintomo di una malattia, ma ne e' la cura.
E' cio' che mi ha permesso di attraversare indenne molte situazione borderline della mia vita.
O almeno credo. :)

giuseppe perani ha detto...

Si grazie, con un disegnino forse ci arrivo anch'io :-D

Ma dai... e io che credevo che suore e preti si facessero di bromuro!

Ti ho già spiegato che passo la giornata davanti al Pc per lavoro e la posta è sempre aperta. Strano trovare te quasi tutto il giono qui, è sceso presto il tramonto su Tokaj?

ciao


Chiara di Notte - Klára ha detto...

Strano trovare te quasi tutto il giono qui, è sceso presto il tramonto su Tokaj?

Come tutto il giorno?
Saranno appena 3 ore.

giuseppe perani ha detto...

Gioia!! perdonami, non ci sono abituato.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Gioia!! perdonami

Teso', vuoi sapere troppe cose di me. Non ti basta quello che sai gia'?
Cosa pensera' Laura? Che ti sei beccato una cotta adolescenziale per un fumetto su internet?
Vabbe' che a te piacciono le donne scure di capelli, ma se fossi la tua compagna non accetteri che tu interloquissi tanto con una virago che sta dall'altra parte dello schermo, perche' i casi sarebbero due: o staresti prendendo per il culo me, o la virago.
Comunque, uso da anni il Pc, per lavoro, diletto, e cavoli miei. Persino sollazzo. Posso dire di essere esperta di comunicazione via web. Scrivo, leggo, mi informo... intrattengo relazioni. Una volta trovavo i clienti.
Qualsiasi cosa stia facendo nella mia stanza, fosse anche fare la calza, o con chiunque io sia, fossero pure una scolaresca di bambini, il pc lo tengo sempre acceso dall'ora dopo pranzo in poi, perche' anch'io, come te,ricevo mail e messaggi (di lavoro e non) ai quali devo rispondere.
Vedi? Non tutto e' quello che sembra e nonostante tu di me abbia letto pagine e pagine, confessioni su confessioni, e abbia guardato foto su foto, ancora non conosci che una piccola parte di quello che e' il mio universo reale. Un universo che appena trapela dagli scritti, ma che solo le persone che sono con me in intimita' conoscono nella sua interezza.
Mentre devo dire, invece, una cosa a te: attento che internet per chi lo sa usare e' un mezzo tremendo per conoscere vita morte e miracoli della gente. Anche non avendo niente da nascondere, se fossi in te non mi esporrei cosi' tanto mischiando la dimensione sociale con quella onirica.
In quella onirica vagano a volte mostri che potrebbero causare dei danni irreparabili a quella sociale, alla quale tu credo tenga.

giuseppe perani ha detto...

Ferma per carità!!
Nessuna cotta adolescenziale con nessuno!!!
Amo alla follia mia moglie e non ce n'è per nessun'altra!! ...e nemmeno ne cerco :-D
So di essere curioso, questo si.

Buon lavoro signora

ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Amo alla follia mia moglie e non ce n'è per nessun'altra!!

Eh, immagino... si'.
Soprattutto se la moglie legge questo blog. :)

giuseppe perani ha detto...

Klára.. abbiamo un problema..

Amiamo entrambi avere l'ultima parola.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

abbiamo un problema..

Occavolo!
Davvero un bel problema, si'.

giuseppe perani ha detto...

Ho avuto paura di averti offesa.
per cui...
non..
risponderò più...
a..
questo..
post..

ciao..chiuso..stop. :-D

P.s.: con il fatto di essere stato forse "troppo gentile" nei post precedenti ammetto di averla ferita. Chiedo scusa ad entrambe e Laura non deve avere dubbi.
Klára, non immagini quante domande ti vorrei fare, non personali, ma sull'Ungheria ed in generale sui paesi dell'Est, soprattutto per il periodo della Cortina di ferro. Sono molto curioso, spero sempre in senso buono.
ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ho avuto paura di averti offesa

Se mi offendessi per queste cose, sarei perennemente incazzata.
E di cio' ne avrebbe detrimento la mia pelle che si riempirebbe di rughe, vanificando tutti i miei sforzi per mantenerla stupenda.
No. Non mi offendo per queste cose.
Per quanto riguarda invece la "postura" nei miei confronti, e cosa non accetterei se io fossi la tua compagna, vorrei dirti una cosa, ma dato che, come hai detto, non risponderai piu', parlarne equivarrebbe a giocare scorretto. Quindi argomento chiuso. :)

davide ha detto...

Caro amico Giuseppe,

"Klára, non immagini quante domande ti vorrei fare, non personali, ma sull'Ungheria ed in generale sui paesi dell'Est, soprattutto per il periodo della Cortina di ferro. Sono molto curioso, spero sempre in senso buono."

Se ti interessano informazioni sui paesi dell'est posso darti il numero del mio amico poliglotta, che studia da sempre la storia e la cultura dei paesi dell'est Europa. Non che Chiara non ne sappia, ma il mio amico studia questi argomenti con metodo storico scientifico.


Ritornando al post ho aprezzato tantissimo la sensazione di libertà che trasmetteva questo scritto.

A volte leggendo i tuoi post e confrontandoci con la tua libertà, ci si rende conto che siamo un pochino come legati da catene invisibili.

Ciao Davide



Anonimo ha detto...

non ho finito di leggere era troppo noioso. sei di una tristezza infinita, una frase è peggio dell'altra. di una rozzezza abissale non sei diversa dai molti puttanieri che hai incontrato infatti hai solo storielle di sesso con uomini che fingono di essere liberi per farsi una scopata, non conosci amore sentimento nulla una sciacquetta che tra poco sarà vecchia cadente..finirai col pagare ragazzini cubani per avere un po di orgasmo.. sei uno squallido puttaniere senza una briciolo di profondità nessun Uomo vorrebbe mai una relazione con una pescivendola come te, con tutte le belle donne anche piu giovani di te e sensibili e intelligenti e colte che ci sono in giro. te vai bene per maiali alla ricerca di una miserabile svuotata di palle.. auguri , zoccola

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Questo, sopra, dovrebbe essere il famoso creatore di blog anti-Chiara, di cui ho gia' parlato, o qualcuno che la pensa allo stesso modo.

Ho pubblicato il commento, anche se avrei potuto censurarlo, per il contenuto e il tono, perche' ciascuno si possa fare un'idea di quello che esiste nel web.

Unknown ha detto...

@chiara "Cosa pensera' Laura? Che ti sei beccato una cotta adolescenziale per un fumetto su internet?
Vabbe' che a te piacciono le donne scure di capelli, ma se fossi la tua compagna non accetteri che tu interloquissi tanto con una virago che sta dall'altra parte dello schermo, perche' i casi sarebbero due: o staresti prendendo per il culo me, o la virago.
Comunque, uso da anni il Pc, per lavoro, diletto, e cavoli miei. Persino sollazzo. Posso dire di essere esperta di comunicazione via web. Scrivo, leggo, mi informo... intrattengo relazioni. Una volta trovavo i clienti.
Qualsiasi cosa stia facendo nella mia stanza, fosse anche fare la calza, o con chiunque io sia, fossero pure una scolaresca di bambini, il pc lo tengo sempre acceso dall'ora dopo pranzo in poi, perche' anch'io, come te,ricevo mail e messaggi (di lavoro e non) ai quali devo rispondere.
Vedi? Non tutto e' quello che sembra e nonostante tu di me abbia letto pagine e pagine, confessioni su confessioni, e abbia guardato foto su foto, ancora non conosci che una piccola parte di quello che e' il mio universo reale. Un universo che appena trapela dagli scritti, ma che solo le persone che sono con me in intimita' conoscono nella sua interezza.
Mentre devo dire, invece, una cosa a te: attento che internet per chi lo sa usare e' un mezzo tremendo per conoscere vita morte e miracoli della gente. Anche non avendo niente da nascondere, se fossi in te non mi esporrei cosi' tanto mischiando la dimensione sociale con quella onirica.
In quella onirica vagano a volte mostri che potrebbero causare dei danni irreparabili a quella sociale, alla quale tu credo tenga."

bellissima risposta. un trattato sulla vita, internet, la correttezza, le relazioni, il web, l'onesta intellettuale e l'opportunità in poche righe.

grande, davvero. e non c'è un filo di ironia.

fra l'ammirare e stimare qualcuno e flirtare via web o al bar credo ci sia un mondo intero. ed è inutile nascondersi dietro alle parole.

peccato che chi stava con me sino a poco tempo fa non l'abbia compreso.

anzi non l'ha compreso proprio per il tema di questo post, ovvero l'essere troia.

non amo il termine troia, ancor meno il termine zoccola.

attribuisco un profondo significato dispregiativo a quelle definizioni, la seconda poi la trovo orrenda e fastidiosa anhe solo a livello fonetico

beh, credo che essere troia non significhi ne avere libertà di costumi nè dare una connotazione reale alla propria dimensione onirica.

ognuno vive fa pensa e tromba chi e come meglio crede.

essere troia è viverlo, doppiamente falsamente sulla pelle di chi ti sta vicino, a sua insaputa, ritagliandosi una facciata di onestà e purezza sociale e personale, mentre in realtà la si da a chiunque ci ispiri, prendendo per il culo tutti quanti dicendo a tutti le stesse cose, dando a ciascuno non solo una scopata ma anche l'illusione di se stessi.

essere troia e dire a qualcuno di essere l'unico e il totale e poi avere enne unici e tootali, essere troia e vivere di menzogne quotidiane perché non si riesce a tenere a bada quello che si ha in mezzo alle gambe ma non si ha il coraggio o l'onestà intellettuale di stare da soli e si vuole sia la vita sociale che la dimensione onirica.

continua...

Unknown ha detto...

..esser troia non è darla a chi ci ispira. è fare a fette il cuore e l'anima di chi incontriamo, senza che lui se ne accorga oppure continuando a farlo solo perché lui è un cretino o è talmente innamorato da non riuscire a staccarsi.

essere troia è giocare con le persone come fossero reggicalze.

e non è una prerogativa femminile, anche se devo dire che la parte femminile ha a volte una particolare ferocia nell'esserlo.

ecco, forse chi stava con me non capiva la differenza fra stima personale - via web o meno che sia - e flirt per quello.

perché era profondamente e totalmente troia.

cio che mi rammarica è che ci ho messo un sacco di temo a comprenderlo ed ho dovuto scoprirlo solo sbattendoci il muso reiteratamente.

perchè la troia peggiore è quella che ti fa credere che la vedi troia perchè sei tu che sei abituato a pensare male e proiett su di lei la tua malafede.

e invece stai solo sentendo sulla pelle e con la pelle che lei ti tradisce e ti ferisce.

ecco perchè non trovo adeguato il titolo del post.
ed ecco, perchè, se stessi con qualcuno o avessi una moglie, non interloquirei come giuseppeperani.

perchè a volte la forma è prima di tutto sostanza.

regards

wgul

Derappher ha detto...

Vorrei riallacciarmi un attimo al discorso dell'anonimo di cui sopra (niente paura, non voglio insultarti :D).
In effetti per essere come sei tu bisogna avere un carattere abbastanza cinico e freddo.
Ti piace il sesso, punto. Che poi alla fine non è ne un male e ne un peccato, sono semplicemente cavoli tuoi. Se non senti il bisogno di dare o ricevere affetto, avrai sempre un grosso problema in meno degli altri. E per altri intendo le persone sensibili e fragili, categoria di cui purtroppo io faccio parte.


Un puttaniere atipico

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Derappher: In effetti per essere come sei tu bisogna avere un carattere abbastanza cinico e freddo.
Ti piace il sesso, punto. Che poi alla fine non è ne un male e ne un peccato, sono semplicemente cavoli tuoi. Se non senti il bisogno di dare o ricevere affetto, avrai sempre un grosso problema in meno degli altri. E per altri intendo le persone sensibili e fragili, categoria di cui purtroppo io faccio parte


Tu mi etichetti (giustamente) come cinica fredda, e dici che invece tu sei sensibile e fragile.
Scusa ma non eri tu che nel commento nel post precedente dicevi di pensare "che palle" allorquando nell'after sex la tua partner cerca di avere una comunicazione affettuosa (anche se noiosa)?
Inoltre, che ne sai che non sento il bisogno di sentimento?
Mi pare di aver scritto che separo nettamente le tre dimensioni: sociale, affettiva e sessuale; l'affetto lo si puo' avere anche senza sesso e viceversa. Dov'e' scritto che le due cose devono essere sempre e comunque connesse?
Tu in vita tua hai sempre scopato con persone di cui eri innamorato? Oppure, a volte, hai pensato: "che palle"?
Vedi, la tua risposta mi fa capire (ma gia' lo sapevo) come nella mentalita'maschile sia molto diffusa l'idea di essere il genere "superiore" e dominante: cio' che a voi e' consentito, a una donna non lo e', pena essere etichettata zoccola, oppure fredda, cinica e insensibile. Come dice l'anonimo: "Una che va bene per i maiali in ricerca di una miserabile svuotata di palle".

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gullich: ecco perchè non trovo adeguato il titolo del post.

Che dire?
Non entro nel merito della tua questione personale della quale, in modo molto schietto, hai voluto renderci partecipi.
Purtroppo, di fatti come quelli che descrivi, ne esistono tantissimi e non sempre le persone coinvolte dal tradimento dell'altro hanno modo di accorgersene. Per cui, a te e'andata anche bene.
Stavo parlando, proprio nei giorni scorsi con un amico e si diceva, appunto, che quando si ha voglia di "trovare altri svaghi" significa che la nostra relazione "ufficiale" e' gia' rotta in modo irreparabile.
Sarebbe onesto ammetterlo subito. Sarebbe onesto nei confronti di se stessi come delle persone che ancora si fidano di noi, ma la natura umana, come sai, sia maschile che femminile, e' quella di pensare solo a se', tradire, ingozzarsi, accaparrare ricchezze e piacere. Oggi, con la caduta verticale dei valori, in quest'epoca di decadenza morale ed etica, ancor di piu'.
Si deve essere forti per essere "onesti", per essere "sinceri", per desiderare davvero il bene dell'altro (che sempre di piu' viene usato come alibi) e non il proprio. Chi lo fa convintamente e' un eroe, e non rappresenta la norma, ma l'eccezione. E' quindi da ammirare e non da trattare come un cretino che non ha capito nulla della vita.
Essere traditi non e' un'onta. E' un episodio della vita, come essere investiti da un'auto. E' chi tradisce, chi fa del male, chi promette e non mantiente, chi prende in giro volutamente, chi investe l'altro perche' a tutti i costi vuole passare col rosso che si deve vergognare.
Detto questo, torno al termine "troia", che tu non trovi adeguato per una come me (e per nessuna donna che si comporti come me). Penso che sia solo una questione semantica: non e' il termine che qualifica la persona ma l'aggettivo. il termine soltanto la indica, come una donna coi capelli rossi viene chiamata "la rossa". Ma essere una troia onesta, come alla fine mi definisco, e' meglio di essere una "lady disonesta". Perche' e' nell'aggettivo che sta tutta la sostanza di cio' che una persona e'.

Unknown ha detto...

@chiara "Penso che sia solo una questione semantica: non e' il termine che qualifica la persona ma l'aggettivo. il termine soltanto la indica, come una donna coi capelli rossi viene chiamata "la rossa". Ma essere una troia onesta, come alla fine mi definisco, e' meglio di essere una "lady disonesta". Perche' e' nell'aggettivo che sta tutta la sostanza di cio' che una persona e'."

concordo solo in parte. se vogliamo chiamare troia chi si diletta a regalarsi momenti di libertà e piacere puro, nulla quesito.

a me non piace.

tuttavia il termine troia ritengo sia riferito, almeno nella corrente accezione "italiana", a colei (ma a mio avviso va benissimo anche per colui) che è un traditore seriale e compulsivo.

ho fatto menzione di una vicenda personale, che mi ha devastato, poichè la trovo emblematica ed esemplificativa del significato che correntemente si attribuisce a troia (e che mi induce a dire che il titolo del post può essere poco centrato).

non è il tradimento che colpisce, accade. concordo con le tue riflessioni e la tua visione

E' accaduto a tutti nella vita. Me compreso.

Accade, perchè non siamo capaci, perchè non siamo abbastanza garndi, eprchè non siamo perfetti, perchè ... perché... perchè.

Mi sono separato, poi, parecchi anni fa. Ma ho tradito, una persona e un progetto di vita.

Non sono stato in grado di prendere atto e di allontanarmi, prima, da una storia che non stava in più in piedi.

Non l'ho più fatto, perchè è senza senso ed è vero che se desideri qualcun altro davvero, se hai voglia di svaghi non ci sei già più.

e allora è più sensato, sano e onesto dirlo prima. perchè tradire ha devastato me per primo e mi sono giurato. "mai più".

invece ciò che a me ha sconvolto dell'essere troia che ho raccontato (e vissuto sulla mia pelle) è il vivere una vita ufficiale e intima piena totale, progettuale, di presenza, di pelle di intensità, di unicità, di grandi proclami e principi.

e rendersi conto dopo che, dietro, ce ne sono altre x uguali.

che sei una che dice "per me la fisicità è sacra, e totale, è dono meraviglioso solo nostro, perchè ti amo e per me non è concepibile in altro modo" e poi scoprire che ti fai trombare da quelli che presenti come i tuoi migliori amici o da chi ti capita o da chi ti ispira.

e vivi una vita doppia e assassina.

ecco, per me quello è essere davvero troia.

il tuo vivere mi sembra semmai leggero e disinvolto.

ma a quel punto sono fatti tuoi. e solo tuoi.

almeno fino a che non racconti a qualcuno a casa che quell'intensità è solo vostra.

insomma, troia onesta lo trovo un ossimoro :o)

un abbraccio

wgul

ps "gli inizi raccontano già tutto a volerli, e saperli , guardare" simona Vinci , stanza 411 un bel libro che ti consiglio.

J.T. ha detto...

Per l’anonimo
Sono uno di quelli che desidera Chiara:-)

è un onda che travolge e porta via

Sicuramente la classe non è il tuo forte, cosa che, invece, abbonda in Lei, per questo, sarà sempre bella e desiderata a qualsiasi età.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gullich: Allora, innanzi tutto, per fare chiarezza inizierei col distinguere "l'essere troia" dal "sentirsi troia", che e' poi il titolo del post.
Essere troia, nell'accezione piu' negativa del termine, e' comportarsi nel modo fetido che hai descritto. Lo penso anch'io e, nel post, lo evidenzio quando parlo delle mie conoscenti che, pur essendo considerate irreprensibili, agiscono in modo da ferire le persone. Qualcosa che quelle come me si rifiuterebbero di fare. Perche' quelle come me godono nello scopare e non nel ferire qualcuno, "sentendosi" troie, nei momenti opportuni, quando occorre, pero' sanno bene di non esserlo nel modo che hai stigmatizzato tu.
Una troia onesta e' in effetti un ossimoro, ma come ben sai, a me piace sguazzarci negli ossimori.
Per quanto riguarda la ragazza della tua esperienza: non hai perso niente se non il tempo e la passione che ci hai messo nel rapporto. Tu dici che e' molto? Che lo scambio (il sesso e i momenti di illusione in cambio della tua sofferenza finale) non e' stato equo?
Beh... e' una questione di valutazioni personali.
Dal mio punto di vista, dato che non mi diverto assolutamente a far del male alla gente, preferisco dire subito all'inizio che non sono e non saro' mai fedele (se poi lo saro' sara' solo per mia scelta e non per imposizione del mio ruolo all'interno della relazione). In questo modo, chi proprio vuole provarci, chi proprio non vuole desistere, sa in anticipo quali sono i termini dell'accordo e non potra' accusarmi un domani se mi trovera' a letto col suo amico.
Faccio male? faccio bene?
Le persone che mi sono vicine mi dicono che faccio malissimo, perche' cosi' mi precludo molte persone, dimostrandomi cinica e insensibile, ma a me non interessa tanto la quantita', quanto invece interessa la qualita'.
Non voglio patemi, problemi, angoscie, litigi. Non voglio sentirmi una merda, e mi sentirei tale se ingannassi la buona fede di qualcuno che si fida di me.
Una volta non era cosi', ma nella vita si cambia.

Unknown ha detto...

@chiara "Per quanto riguarda la ragazza della tua esperienza: non hai perso niente se non il tempo e la passione che ci hai messo nel rapporto. Tu dici che e' molto? Che lo scambio (il sesso e i momenti di illusione in cambio della tua sofferenza finale) non e' stato equo?"

ragazza è termine davvero molto molto ottimistico :o)

diciamo signora, se non fosse termine inadeguato sotto il profilo sostanziale...

lo scambio sesso + illusione verso tempo mi pare poco azzeccato. Vale per una serata, non vale per un rpogetto di vita.


in ogni caso, è vero, alla fine non ho perso niente.

ho lesionato un pezzo di anima e di cuore, ho speso tutte le mie energie con una persona che, dietro a quello schermo, mi sembrava quello con cui avrei voluto invecchiare.

ma, alla fine, a parte le ossa rotte, ho guadagnato stima di me, maggior consapevolezza, chiarezza e una nuova pulizia.

per il resto il bene o male a mio avviso non c'entra proprio nulla: non è certo il numero di letti attraversati che da una patente di bontà o di dannosità.

a quel punto definire troia chi vive liberamente la propria sessualità è solo una definizione bigotta.

le scelte personali, anche quella di condursi da troia nel significato che gli dai tu, se sono oneste sono solo scelte. aldilà del bene e del male :o)

un abbraccio

wgul

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@Gullich: ragazza è termine davvero molto molto ottimistico :o)
diciamo signora


Beh, non so quanti anni avesse, ma sotto i 40 ci consideriamo tutte ragazze... qualcuna anche sotto i 50. :)

lo scambio sesso + illusione verso tempo mi pare poco azzeccato

Infatti e' poco azzeccato, poiche' stavo parlando di scambio sesso+illusione verso delusione+sofferenza.
Cioe' se la delusione e la sofferenza hanno pareggiato il godimento che puoi avere avuto nel sesso e nell'illusione sentimentale. Perche' quei momenti, per quanto tu adesso li consideri "finti", bugiardi, in realta' li hai trascorsi, e in quei momenti eri FELICE.
In definitiva: l'infelicita' finale ha pareggiato la felicita' che hai vissuto?
La tua maturazione, dove hai guadagnato stima di te, invece, e' solo un valore aggiunto, ed equivale a una vaccinazione. Adesso credo che avrai anche capito alcuni tuoi (forse) errori passati, che magari avrai commesso nei confronti di qualcun altro. Questo non lo so ma spesso capita. Ed e' sempre cosi': ogni lezione che riceviamo ci fa capire qualcosa di noi stessi. Gli errori altrui nei nostri confronti ci fanno rielaborare i nostri, e alla fine ne usciamo rafforzati, migliori.
Ci vorra' del tempo perche' cio' che ancora brucia (e lo si capisce da questo tuo sfogo) si plachi. Forse non basteranno i mesi.
Oltre a cio' credo che tu abbia anche imparato qualcosa di piu' delle donne, delle ragazze, delle signore, delle troie, quelle vere e quelle che solo amano sentirsi tali.

Unknown ha detto...

@chiara "delle troie, quelle vere e quelle che solo amano sentirsi tali"

:o) grande....

tre parole che tracciano una sintesi perfetta.

sul resto, non replico più, non sarebbe funzionale al tema del post.

anche se, more solito, mi hai generato riflessioni belle e interessanti.

grazie :o)

wgul

Derappher ha detto...


Nell'altro post il mio "che palle" era ironico ( t'ho messo pure la faccina che ride :D ), tra l'altro non ho specificato che le ragazze che mi chiedono della mia situazione sentimentale, sono tutte prostitute, e quando una meritrice ti chiede se hai la compagna, i motivi possono essere diversi ( ma il più delle volte è solo per chiacchierare). Io non gli racconto la verità, odio essere patetico, per cui tutte le volte mi devo inventare qualcosa e allora... che palle :D
Riguardo il discorso degli affetti, io ho scritto "SE...", ma visto che mi scrivi chiaramente che anche tu hai bisogno di esprimere i tuoi sentimenti, le cose cambiano, per lo meno so che non sei proprio un iceberg :D
Però non farmi il discorso del genere dominante e tutte 'ste menate, non sono ne un maschilista ne un bigotto con la mentalità del secolo scorso e di certo non ti sto a giudicare.

Senza rancore

D.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gullich: non sarebbe funzionale al tema del post.

Qualsiasi cosa e' funzionale al tema del post, che e' poi un'occasione per parlare un po' di noi, e farsi ascoltare da chi crediamo ci possa comprendere.
Se ti reiscrivi a Fb mi fara' piacere, se vorrai, chattare un po' con te. :)


@ Derappher: Però non farmi il discorso del genere dominante e tutte 'ste menate, non sono ne un maschilista ne un bigotto con la mentalità del secolo scorso e di certo non ti sto a giudicare

Abbe', allora, se ritratti una meta' dicendo che eri ironico, e l'altra meta' dicendo che dopotutto hai scoperto che non sono iceberg (ma ci vuole davvero cosi' tanto per capirlo?), e' tutto a posto.
Il mio "giudizio", se cosi' lo consideri era dovuto a quello che avevo interpretato senza aver colto l'ironia e che tu non ti fossi reso conto che da 'sta parte ci sta una donna e non un robot.
Pero', anche se non sei un maschilista (o almeno non ti riconosci tale), ci sono tantissimi uomini che la pensano nel modo che ho descritto, cioe' che le donne, prima di assumere atteggiamenti sessuali che sono prerogariva del maschio, dovrebbero pensarci bene se non vogliono essere trattate da troie. Anzi da luride zoccole, come ha carinamente esposto l'anonimo ossessionato da me.
Perche' nonostante non si sia piu' nel secolo scorso, quelli che capiscono che in fondo gli uomini non hanno alcun privilegio aggiuntivo rispetto alle donne (parlo sempre di sesso), sono davvero pochi.
La stragrande maggioranza segue esattamente lo schema che ho indicato, anche se poi in molti si affannano a dire, con un comportamento abbastanza comune, che LORO non sono cosi'. :)
Per un certo verso mi ricordano quei puttanieri incalliti che quando vanno a cena con i suoceri e la moglie criticano gli uomini che vanno a puttane, perche' loro, ovviamente, a puttane non ci andrebbero mai. :)
Comunque, non prenderlo come un discorso personale: mi piace sviscerare gli argomenti e mi piace anche quando c'e' chi trova lo spazio per fare un po' di autocritica: qualcosa che in Italia credo pochissime persone facciano. Per questo mi e' piaciuto il commento di Gullich in cui non si vergogna a far trapelare tutta quanta la sua debolezza e certi errori che, per inesperienza e per immaturita', forse ha compiuto. Del resto anche questo post tratta di una debolezza: la mia.
Le debolezze, infatti, offrono piu' spunti di discussione dei punti di forza che, invece, molte persone, specialmente nel web, cercano di ostentare per apparire migliori, mentre non capiswcono che migliori si e' solo quando si arriva a compiere un'autocritica sincera.

Derappher ha detto...


Non ho ritrattato niente, mi sono "affannato" a scriverti che semplicemente non hai capito il tono dei miei post,capita quando invece di parlare scrivi (e io a parole non sono mai stato un campione).
Mi dispiace solo che ti sei fatta un'idea sbagliata del sottoscritto. PUNTO.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Non ho ritrattato niente, mi sono "affannato" a scriverti che semplicemente non hai capito il tono dei miei post,capita quando invece di parlare scrivi (e io a parole non sono mai stato un campione).
Mi dispiace solo che ti sei fatta un'idea sbagliata del sottoscritto. PUNTO.


Wow!
Ma che temperamento! :)
Fra l'altro, oltre a non aver capito il tono dei post, non avevo neppure capito che tu fossi un puttaniere compulsivo. Interessante! E' tanto tempo che nel mio blog non vengono piu' a farmi visita i puttanieri compulsivi. Credevo ormai d'essere seguita solo da vecchi pensionati in cerca di una badante dell'Est, o tuttalpiu' da maschi non piu' interessati alla figa, ma desiderosi solo di di cogliere la spiritualita' di una donna.
Una tristezza! :)
Da quello che pero' ho letto nel tuo blog, ho capito che sei uno di quelli che tante volte, durante gli anni dell'avventura, ho incontrato e a tratti, in certi tuoi racconti, ho rivissuto antiche atmosfere. E' stato divertente. Non sei male a scrivere, che che tu ne dica (a proposito la tizia poliglotta era poi quella delle foto o no?). Peccato solo che, con la capacita' dialettica che hai, tu non sia riuscito a farmi capire cio' che dovevo capire, perche' se avessi capito subito, sicuramente non ti avrei risposto, seccata, di non aver capito.
Capito?
Insomma, come avrai capito non avevo capito molte cose. Pero' adesso capisco che se non avevo capito, la colpa di non aver capito era tutta mia. Dimmi se ho capito bene. :)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Da quello che pero' ho letto nel tuo blog, ho capito che sei uno di quelli che tante volte, durante gli anni dell'avventura, ho incontrato e a tratti, in certi tuoi racconti, ho rivissuto antiche atmosfere. E' stato divertente. Non sei male a scrivere, che che tu ne dica (a proposito la tizia poliglotta era poi quella delle foto o no?). Peccato solo che, con la capacita' dialettica che hai, tu non sia riuscito a farmi capire cio' che dovevo capire, perche' se avessi capito subito, sicuramente non ti avrei risposto, seccata, di non aver capito.
Capito?Insomma, come avrai capito non avevo capito molte cose. Pero' adesso capisco che se non avevo capito, la colpa di non aver capito era tutta mia. Dimmi se ho capito bene. :)"

Capito niente io.
Perbacco parlate troppo complesso.

Ciao Davide

Unknown ha detto...

@chiara "Infatti e' poco azzeccato, poiche' stavo parlando di scambio sesso+illusione verso delusione+sofferenza.
Cioe' se la delusione e la sofferenza hanno pareggiato il godimento che puoi avere avuto nel sesso e nell'illusione sentimentale. Perche' quei momenti, per quanto tu adesso li consideri "finti", bugiardi, in realta' li hai trascorsi, e in quei momenti eri FELICE.
In definitiva: l'infelicita' finale ha pareggiato la felicita' che hai vissuto?"

questo mi ha fatto riflettere. non so se sia funzionale al tema del posto meno, comunque provo a riflettere ad alta voce.

sentirsi troia è uno status personale, ok.

e a quel punto sentirsi troia assume un significato neutro, come sentirsi particolarmente versato all'arrampicata piuttosto che al ramino o alla degustazione di vini.

su questo siamo d'accordo.
allora a volte, alla ricerca del puro piacere fisico, mi ci sono sentito anch'io.
Ma ho sempre giocato onesto, in quei casi.

ho sempre detto che quello era e null'altro.

ma sesso/illusione versus delusione/sofferenza nel caso in questo caso non ci sta.

perchè non c'è illusione e, quindi, non può esserci delusione.

poi a volte le cose non sono del tutto simmetriche, c'è chi ci mette speranza, chi spera che dal sesso nasca altro, chi non ci mette solo sesso.
le alchimie sono infinite, ma se si è stati chiari sin dall'inizio il problema non si pone.
e, se si continua ad esser chiari, si dovrebbe piantarla lì se ci si rende conto che per l'altro non è più solo sesso.

ma in una vicenda in cui due eprsone che sono libere, che non hanno legami ufficiali, che si scelgono, che dicono di amarsi, che iniziano a dividere la vita, in cui ci si desidera e in cui l'ossessione della gelosia ammorba ogni cosa, perchè si ha paura che l'altro non sia fedele (e lo è, totalemente) che senso ha darsi di nascosto a seimila altri soggetti, che senso ha vivere ottanta vite in cui c'è tutto quello che si teme dall'altro e anche di più.

Che senso ha riepirlo di balle per sollazzarsi a destra e a manca inventandosi le peggio cose, financo che gli sms che hai sul telefono sono di tua figlia?

quello per me è essere troia.

perchè lì l'equazione che indichi non ci sta.
non c'è un bilancio finale in cui prevale l'uno o l'latro.

e non trovo vera neanche l'affermazione che in quei momenti ero felice.

ero solo ingannato.

La mia felicità (monca, fragile, squilibrata, perlatro, perchè sentivo sulla pelle e nei ventricoli il non detto nonostante quella persona mi piacesse e mi mancasse, quando non c'era, come l'aria) era frutto di un inganno.

Non mi puoi dire, se vai a giocar e al casinò alla roulette truccata, vabbeh, però ti sei divertito nei momenti in cui hai vinto (quel poco che ti hanno fatto vincere per poi depredarti).

perchè il gioco era bacato alla base.

Stare insieme, per una notte o per una vita, è comuqnue un patto.
Che può anche essere quello della libertà sessuale, se è condiviso.

ma se il patto è esclusivo, perchè tu sei la prima ad avere il terrore della non esclusività, se poi trombi chiunque non sei solo troia.

sei una cinica assassina.

e neanche ora a posteriori, riesco a pensare, vabbeh ma in quei momenti ero felice.

ero come il cretino della roulette.

perchè mi sento semplicmente violentato per essermi dato così totalmente a chi ha barato sin dall'inizio.

e la cosa che mi fa incazzare di più è che non sono nè giovane, nè inesperto nè tonto nè immaturo :o)

ecco cosa intendo, io, per essere troia.

rectius, troia assassina.

invece con quelle che si sentono troie, qualche volta ho pure passato qualche bel momento.
e le ho trovate, intellettualemnte, assai oneste.

non so sè è funzionale...


regards :o)

wgul


Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ gullich: Beh, in effetti, detto in questi termini e' piu' chiaro. L'esempio della roulette e' calzante. Non potevo sapere che lei per prima ii scassava i coglioni pensando tu la tradissi, ma in questo caso vedo in lei i tratti della persona non in equilibrio, con problemi d'autostima e di relazione con se stessa, oltre che una profonda ipocrisia.
Se non ho capito subito e' dipeso dal fatto che certi comportamenti sono per me alieni. Neppure mi passerebbero per l'anticamera del cervello.
E anche gli uomini con cui ho legato, anche se qualcuno mi ha tradita, non facevano certo l'Otello. Sono sempre stata fortunata in questo senso. Solo i clienti facevano l'Otello, ma era un altro paio di maniche.
C'e'stato un caso, quello che piu' mi ha delusa, in cui lui si faceva vedere innamorato (e magari lo era anche), solo che forse io non gli bastavo.
Che so... magari in certi momenti voleva una donna piu' piccola e formosa, coi capelli lisci e biondi, oppure scura di pelle, oppure un'orientale, o che a letto lo facesse diverso da me, che avesse un odore o sapore differente, le tette piu' grosse... non lo so. Finita la storia ci ho pensato a lungo, e ho realizzato che semplicemente si trattava di un bambino che non aveva ancora capito qual era il gusto di gelato che gli piaceva: cosi' li voleva tutti.
Ma non mi rompeva con i discorsi di gelosia e io avevo tutta la liberta' che volevo, anche quella di andare a letto con altri uomini, o donne, purche' glielo dicessi. Farlo o non farlo dipendeva solo da una mia scelta e non da una sua imposizione.
Quindi non posso neppure dire di essere stata ingannata. Solo un po' delusa, alla fine, per l'immaturita' del soggetto. Ebbi la consapevolezza a quel punto che non avrei piu' potuto restare con lui. Perche' avrei preferito la sincerita'. Non gli avrei negato i giri in giostra. Bastava me lo dicesse.
Scoprirlo invece per caso e rendersi conto che se quel caso non si fosse mai verificato avrebbe potuto a farla franca ancora per mesi, mi dette un discreto fastidio. E quando si esce fuori da queste storie, una volta che la rabbia e' sbollita, si rielabora dentro di noi il tutto e si cerca di non ripetere piu' gli stessi errori con altre persone. In effetti, gli altri hanno una grande influenza sulla nostra vita; sia che ci amino, sia che ci odino, sia che ci deludano, ogni volta non saremo piu' uguali a prima.
L'errore mio e' stato quello di aver creduto a una relazione fra persone mature, adulte, che avevano ormai avuto tutto quanto il necessario per poter scegliere il partner o la partner giusta. Una donna e un uomo ai quali non erano mancate esperienze sessuali di ogni tipo, ne' da una parte n' dall'altra. Persone che di gelati, ormai, ne avevano mangiati di tutti i gusti.
E invece... e invece ero solo io quella appagata dalle esperienze passate, mentre lui, ahime', in realta' ne desiderava ancora molte.
Desiderava ancora gelati da gustarsi nella propria intimita', escludendomi dal banchetto. Ed e' questo che piu' mi ha intristita: lui sapeva tutto di me, mentre io di lui sapevo solo cio' che lasciava trapelare. Non l'ho trovato giusto.
Per questo, da quell'esperienza in poi, preferisco parlar chiaro fin da subito.
Ma non tutti accettano di stabilire un rapporto cosi' alla pari, dove io per prima dico loro che li tradiro', e che anche loro sono liberi di tradire. E quelli che accettano, spesso, mentono perche vogliono ottenere subito cio' che si puo' ben immaginare. Ma non m'interessa poi cosi' tanto, poiche' relazioni esclusive non ne concedo piu' a nessuno. Ne' a uomini ne' a donne.

Unknown ha detto...

grazie, dello scambio di idee e sensazione. se sempre, ed è sempre stato, un piacere.

non mi iscriverò mai più a fb, mi spiace.

un luogo che per me è stato solo fonte di dolore, disagio, danno.

uno dei luoghi preferiti dalle troie assassine.

non mi piacciono le dinamiche di quel luogo.

ma vedrai che qualche idea la scambieremo anche senza fb :o)

un abbraccio

wgul

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gullich: un luogo che per me è stato solo fonte di dolore, disagio, danno

Scusa, ma se a Milano vieni derubato da qualcuno, che fai? Non vai piu' a Milano?

non mi piacciono le dinamiche di quel luogo

Anche qui non sono d'accordo. In FB ci sono certamente le troie assassine, ma ci sono anche io, ad esempio. Che c'entra?
Non e' un bordello per pedofili; tutto dipende da chi frequenti. Fra le mie amicizie non ci sono ne' troie assassine ne' mandrilli in cerca di troie assassine.
FB e' un ambiente che, saputo gestire, puo' essere piacevole. Il fatto che tu abbia avuto esperienze negative e' legato alle persone con cui hai intrattenuto relazioni, non certo al luogo.

Unknown ha detto...

:o)) in effetti non sono andato a milano per un sacco di tempo...

scherzo, ovvio che tutto dipende da come ci stai e chi frequenti.

e non ho detto che è un bordello per pedofili, ho solo detto che non mi piace.

fb, come la vita, può offrire qualunque tipo di interazione.

Tuttavia la modalità social network mi piace poco (sto su twitter, ma lo trovo un pò diverso e decisamente più utile e piacevole sulla diffusione della notizia) e quella di fb non mi piace per niente e, dato che le (poche) persone a cui tengo posso sentirle anche in altro modo, lo evito.

un abbraccio

wgul

giuseppe perani ha detto...

Buongiorno Klára, tutto bene?
Adesso che l'interesse sul post si è un pò affievolito, non resisto a trasgredire e ti scrivo.
Così avrai modo di cazziarmi se vorrai.
Perdonami se non sono o non mi considero un puttaniere compulsivo e ricordo le mie delusioni amorose senza rancore.
Ammettiamo che sia dunque questa l'equazione della tua vita.
zero legami stabili con uomini, uguale totale libertà personale.
Nella mia personale formula di vita ti ho già detto di avere inserito l'elemento figli, all'arrivo dei quali la libertà non si è ridotta, si è proprio vaporizzata.
Se non lavi i calzini di nessuno, immagino che ancora non ce ne siano.
Ogni tanto ci pensi o sull'altare della libertà ti negheresti anche questa esperienza?

ciao

Giuseppe

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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