sabato 3 novembre 2012

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La Torre di Babele

Provate a fare un gioco: prendete una frase, qualunque frase ma se esprime un concetto complesso il gioco e' piu' divertente. Usando il traduttore di Google, fatene la traduzione in una diversa lingua, poi quello che avrete come risultato traducetelo in un’altra lingua ancora, e ripetete questo processo traducendo ogni frase ottenuta in una nuova lingua. Fatelo per almeno una decina di volte e anche piu', fino a quando sarete stanchi. Vi accorgerete che, alla fine, quando la ritradurrete nella vostra lingua, la frase sara’ molto differente da quella originale da cui il gioco era partito.

Ho fatto una prova con la prima cosa che mi e’ venuta in mente seguendo la sequenza italiano, russo, francese, ungherese, inglese, rumeno, turco, croato, ebraico, tedesco, giapponese, swahili, latino, finlandese, cinese, e poi di nuovo italiano. Ma la sequenza e' solo indicativa, in quanto, se solo si cambia l'ordine, oppure si inserisce o si toglie qualche lingua, non si ottiene mai la stessa cosa.


La morte è solo il prezzo che dobbiamo pagare per vivere.
Ed è un prezzo onesto, perché è meglio morire che non essere mai nati.
Quindi non è della morte che dobbiamo avere paura.

Italiano
Russo

Смерть это только цену мы платим за жизнь.
И это справедливая цена, что лучше умереть, чем никогда не был рожден.
Так что это не смерть, что мы боимся.

Russo
Francese

La mort n'est que le prix à payer pour vivre.
Et c'est un juste prix, il vaut mieux mourir que d'avoir jamais vu le jour.
Il n'est donc pas mort que nous craignons.

Francese
Ungherese

A halál az az ár, amit fizetni élet.
És ez egy tisztességes áron, jobb meghalni, mint még soha nem létezett.
Nem a halál, hogy félünk.

Ungherese
Inglese

Death is the price we pay for living.
And it's a fair price, better to die than to have never existed.
Death is not to be afraid.

Inglese
Rumeno

Moartea este prețul pe care îl plătiți pentru a trai.
Și e un preț corect, mai bine să moară decât să nu fi existat.
Moartea nu este să-ți fie frică.

Rumeno
Turco

Ölüm seni yaşam için ödediğiniz fiyat.
Ve o yok daha ölmek için adil bir fiyat, daha iyi.
Ölüm korkulacak değil.

Turco
Croato

Smrt je cijena koju plaćate za život od vas.
I on je više za umrijeti, fer cijeni, bolje.
Ne boji smrti.

Croato
Ebraico

מוות הוא המחיר שאתה משלם על החיים שלך.
ויש לו יותר למות, מחיר הוגן, טוב יותר.
אני לא פוחד ממוות.

Ebraico
Tedesco

Der Tod ist der Preis, den Sie zahlen für Ihr Leben.
Und hat noch mehr zu sterben, fairer Preis, besser.
Ich habe keine Angst vor dem Tod.

Tedesco
Giapponese

死はあなたがあなたの人生のために支払う価格となります。
そして、さらに、公正な価格、優れた死ぬことを持っています。
私は死の恐れを知らない。

Giapponese
Swahili

Kifo ni bei kulipa kwa ajili ya maisha yako.
Na, zaidi ya hapo, nina bei ya haki, bora kufa.
Sijui hofu ya kifo.

Swahili
Latino

Mors vitae pretium.
Et insuper pretii ad me optime mori.
Non timeo mortem.

Latino
Finlandese

Kuolema on hinta elämästä.
Ja lisäksi, hinnasta, että paras tapa kuolla.
En pelkää kuolemaa.

Finlandese
Cinese

死亡是生命的代價。
而且,除了價格,最好的方式死去。
我不怕死。

Cinese
Italiano

La morte è il prezzo della vita.
Inoltre, oltre al prezzo, il modo migliore di morire.
Non ho paura di morire.



Questo per dire che anche se si conoscono bene le lingue, qualcosa di incompreso o frainteso resta sempre quando non si appartiene alla stessa cultura e non si fa parte dello stesso ceppo sociale. Ci sono frasi, parole, sfumature, piccole, insignificanti, che perdendosi lungo la strada del linguaggio cambiano totalmente il senso di quello che vogliamo comunicare, portando spesso a dei contrasti che, altrimenti, non esisterebbero.

22 commenti :

Kameo ha detto...

Conosco questo divertente giochetto :-)
Voglio solo aggiungere che spesso le incomprensioni nascono anche fra chi parla e conosce la stessa lingua!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Kameo: spesso le incomprensioni nascono anche fra chi parla e conosce la stessa lingua!

E' vero. Ma quelle, a volte, sono incomprensioni "volute" e imputabili spesso al senso di superiorita' che taluni hanno nei confronti di altri.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

non serve usare altre lingue per questo giochetto.

Ricordo che da bambini giocavamo spesso al telefono senza fili. Era divertente vedere vedere che una frase sussurrata da orecchio ad orecchio dopo un certo numero di passaggi veniva stravolta.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Quando eri bambino tu, Davide, probabilmente io avevo da nascere e quel gioco non lo conosco.
Ma cerchiamo di restare in tema: l'incomunicabilita'.
Secondo me e' un problema serio perche' in un mondo in cui tutti parlano di globalizzazione, ancora siamo fermi a capire cosa gli altri ci dicono.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Secondo me e' un problema serio perche' in un mondo in cui tutti parlano di globalizzazione, ancora siamo fermi a capire cosa gli altri ci dicono."

Probabilmente l'inconcomprensione verso altre genti o culture è dovuta spesso all'ignoranza. Se avessimo una maggiore conoscenza degli altri sarebbe molto più facile comunicare con essi.

Ciao Davide

Michele Cogni ha detto...

spesso basta anche solo un accento a stravolgere il significato di una parola, o persino il tono, il guaio è che troppo spesso, specialmente nella comunicazione scritta, appena finisco di scrivere cessa di esistere quello che volevo dire io e resta solo quello che comprendi tu...

traminer ha detto...

Cara Klara,
però i risultati di google translator a volte sono veramente divertenti!

Ma vedo che il post ancora non riscuote l'ettenzione che invece merita, allora posso prenderemi un po' di spazio?

E' vero, ogni lingua consente di dire le cose in base alla cultura che esprime, e questo forse solo chi parla più lingue per nascita o scelte di vita e non per averle imparate a scuola lo capisce veramente bene.
Non so come tu ti muova fra l'ungherese e l'italiano (ed il russo?). Ma per me passare dall'italiano allo svedese significa di fatto essere due persone diverse, nel modo di approcciare gli altri, di chiedere qualcosa, di raccontare, di scherzare, forse anche di pensare (e chi sia il vero io in questi casi è una domanda che scommetto ti piace molto!). Tante espressioni non sono traducibili perché non c'è equivalenza di concetti e di atteggiamenti dietro. Del resto l'idea che tutto si possa tradurre significa non conoscere e rispettare queste differenze culturali. "The book is on the table" lo dici in tutte le lingue, ma "Giovanni (che è mio carissimo amico) è un coglione" credo che lo dici solo in italiano, e vai a spiegare ad un americano perchè dici coglione e quando lo dici in senso affettuoso e quando per insultare...
E' anche vero che certe parole ed espressioni passano da una lingua ad altre per riempire dei vuoti o per semplice suggestione o sottomissione culturale. Un milanese fico va ad un happening, un russo colto a teatro probabilmente grida "bravo" al soprano, una ragazza trendy di Stoccolma chiede un latte per avere un cappuccino. Non finiremo mai di discutere se questo sia giusto o no. Ma io lo trovo divertente.

Del resto l'alternativa la usiamo ed è il ricorso ad una lingua universale che tutti capiscono e parlano, più o meno bene. In Europa occidentale nel tempo è stato il latino, poi il francese, oggi l'inglese. Per quello che vedo nei miei viaggi nell'Europa dell'est col russo riusciresti ancora a trovare da mangiare e da dormire dappertutto.
Però se uno avesse voglia di vedere cosa c'è dietro questa comodità, scoprirebbe che una lingua universale ha spesso delle cause non nobili come il colonialismo e la dominazione militare o economica. E anche delle conseguenze, come il rinsaldamento dell'egemonia culturale, commerciale ed economica di un solo paese o di una sola classe sociale sugli altri. Per esempio l'uso del latino come lingua colta ha accompagnato secoli di egemonia culturale cattolica in Europa. Per leggere un libro o un trattato di medicina dovevi conoscere il latino, ma per conoscere il latino dovevi aver ricevuto l'unica istruzione esistente che era in mano alla chiesa...

Ma a propsito di espressioni e traduzioni... forse puoi toglirmi una curiosità. In russo la parola бладь (in мама люба delle Serebro, uno dei tormentoni pop di questa estate ma in versione russa visto che sto cercando di imparare qualche parola in questa bellissima lingua) è un termine o ha un uso tanto forte da meritate il beep dei video ufficiali? Ho pensato significasse qualcosa tipo "puttana" termine che in italiano si usa anche in musica, sebbene con attenzione. (Fabrizio De Andrè in Via del campo, "..Via del Campo c'è una puttana gli occhi grandi color di foglia... " e ancora in Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers, e chi si offende?)
Saluti,
Traminer

Luna Storta ha detto...

E vero a volte una parola mal interpretata può rovinare l intero discorso.. ma è inevitabile..alla fine ognuno capisce quello che vuole capire.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Traminer: due persone diverse, nel modo di approcciare gli altri, di chiedere qualcosa, di raccontare, di scherzare, forse anche di pensare

In Ungheria c'e' un proverbio che dice che siamo tante persone quante lingue conosciamo.

In russo la parola бладь

Significa infatti puttana.
In russo i termini non sono mai espliciti come, ad esempio, lo sono in italiano, ma chi parla in un certo modo viene considerato volgare. Al pudore verbale non corrisponde pero' il pudore nell'agire sessualmente: si parla poco, ma si fa tanto, e senza porsi particolari problemi. :)
Il senso e': io posso anche essere troia, e sono affari miei, ma il fatto di dirmelo ti rende cafone. Il pudore dunque non dovrebbe essere mio, ma tuo.
E' questa l'incomunicabilita': tu puoi dare del coglione al tuo amico in Italia e non si offende, e se dai della troia a un'italiana si offende. Pero', in entrambi i casi, sei tu che fai brutta figura e dovresti vergognarti.

traminer ha detto...

"..In Ungheria c'e' un proverbio che dice che siamo tante persone quante lingue conosciamo."
Proverbio azzeccatissimo, e le ultime parole del tuo commento fanno capire cosa succederebbe se ci limitassimo a cambiare solo il dizionario e non il nostro modo di essere con persone di lingua e cultura diversa.

" In russo la parola бладь.. significa infatti puttana" e poi "..chi parla in un certo modo viene considerato volgare"
Grazie della spiegazione, ora capisco perché il beep in un video per il resto non proprio da educande:)

"..E' questa l'incomunicabilita': tu puoi dare del coglione al tuo amico in Italia e non si offende..."
Già, se dessi bonariamente del coglione ad un amico svedese o americano come se fosse una pacca sulla spalla non finirebbe bene. Del resto direi che in entrambe le lingue il termine non sia proprio disponibile, qualcosa vorrà dire?
Invece credo ci sia in spagnolo ma non so se con lo stesso significato.

@ Michele Cogni
"il guaio è che troppo spesso, specialmente nella comunicazione scritta, appena finisco di scrivere cessa di esistere quello che volevo dire io e resta solo quello che comprendi tu..."
Carina, condivido!

giuseppe perani ha detto...

Buongiorno Klára.
E' bella e tremendamente vera questa tua riflessione.
Il dialogo è già un esercizio molto difficile tra persone con il medesimo idioma se a questo aggiungiamo che le lingue sono il frutto di culture, tradizioni e storie diverse, una parola può essere facilmente tradotta ma interpretata con difficoltà.
La comunicazione, naturalmente, non deve essere unidirezionale, parliamo e ascoltiamo il nostro interlocutore e già ricordare questo può quantomeno limitare le incomprensioni.
Vorrei aggiungerci una ulteriore complicazione, talvolta quando esprimo un pensiero attraverso il linguaggio, mi capita di accorgermi che quello che sto dicendo o scrivendo non è esattamente “ciò che volevo dire”.

Ciao Klára

Giuseppe


Anonimo ha detto...

Non credo di essere superiore a nessuno, le incomprensioni, con qualcuno a cui tengo molto, arrivano di continuo.
Nel silenzio, nascondo le mie ferite, nel mio orgoglio tutto quello che resta.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Scusate se in questi giorni sono un po' assente, ma e' che ho un piccolo accenno di influenza e preferisco non stare al pc che mi fa venire mal di testa.


@ Luna Storta: alla fine ognuno capisce quello che vuole capire

Beata te che almeno qualcosa capisci. Io, invece, spesso, non capisco niente. :)


@ Traminer: Grazie della spiegazione, ora capisco perché il beep in un video per il resto non proprio da educande

In effetti, Serebro, e' oggi il gruppo russo piu' conosciuto in Europa, oltre che per la musichetta super commerciale, anche per la spudoratezza con cui propone certi temi. Cioe': alla russa.
Qualche anno fa, se lo ricordi, c'erano le t.A.T.u. che per prime hanno fatto scandalo con un video in cui mostravano la loro omosessualita', fra l'altro falsa e messa su per esigenze commerciali in quanto le due componenti, Lena Katina e Julija Volkova, che adesso hanno ognuna un percorso da solista, non sono affatto omosessuali.


@ G.P.: talvolta quando esprimo un pensiero attraverso il linguaggio, mi capita di accorgermi che quello che sto dicendo o scrivendo non è esattamente “ciò che volevo dire”

Il linguaggio verbale tende sempre a descrivere le cose in modo diverso dalla realta', perche', appunto, e' difficile tradurre esattamente cio' che si e', cio' che si fa, cio' che si prova. Per questo lo definisco un "linguaggio bugiardo", a cui fa compagnia quello scritto.
L'unico vero linguaggio sincero e' quello che esprime il nostro corpo, e non occorrono parole.
Ma del linguaggio non ne possiamo fare a meno e quindi ce lo teniamo cosi' com'e', anche bugiardo. A volte molto bugiardo.
L'incomunicabilita' nel linguaggio parlato (o scritto) e' dunque l'incomprensione di una duplice bugia, in cui ciascuna delle parti cerca di far assimilare la propria all'altro cercando di essere impermeabile a quella altrui.


@ Anonimo: Non credo di essere superiore a nessuno

Difficile. Anche questa, se permetti, e' una bugia. Ci sara' qualcuno rispetto al quale ti senti superiore, in qualche aspetto della vita, come intelligenza, stato sociale, forza fisica, furbizia, abilita' manuale, esperienza sessuale...
Insomma i campi possono essere molteplici. Oppure ritieni sinceramente di essere inferiore a tutti?

giuseppe perani ha detto...

Ciao carissima.
Mi piace questa tua visione, ma amo complicarmi la vita e te la rilancio sul filosofico.
Se abbiamo quell’impressione, ci deve essere qualcosa "che intendevamo dire" che è diverso da quanto abbiamo detto e questo vuol dire che un pensiero preesiste al linguaggio, che ne è solo lo strumento di espressione.
Altrove t'avevo scritto di non scoprirti perchè faceva freddo, sono felice sia solo un pò di influenza...passerà.

Un abbraccio Klára

Giuseppe

Luc ha detto...

Ricordo che ancora negli anni ottanta, c'era un programma sperimentale per la creazione di un software di traduzione per l'intelligence. Il programma era, ovviamente, di traduzione completamente automatizzata dal russo all'inglese e viceversa: era il periodo della guerra fredda e lo scopo era quello di impiegare questo software senza la necessità di sottoporre documenti altamente riservati agli occhi potenzialmente indiscreti dei traduttori.
Quando il software fu approntato, in sede di collaudo gli si fece tradurre questa frase dall'inglese al russo: "spirit is strong but the flesh is weak" (lo spirito è forte ma la carne è debole.
Il software sembrava funzionare, ma fatta ritradurre la frase dal russo all'inglese, ne venne fuori la frase: "Vodka is strong, but the meat is soft", e cioè: la Vodka è forte, ma la carne (in senso alimentare) è soffice! :-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"In effetti, Serebro, e' oggi il gruppo russo piu' conosciuto in Europa, oltre che per la musichetta super commerciale, anche per la spudoratezza con cui propone certi temi. Cioe': alla russa."

Ho una curiosità da chiederti. A me delle tre quella che mi piace di più è la Olga Seryabkina.

A te qual è che piace di più?

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

A te qual è che piace di più?

Elena Temnikova

http://tinyurl.com/cratyr3

traminer ha detto...

@ Klara
Elena Temnikova assolutamente anche secondo me, essenzialmente per gli occhi:)
Per la verità, la prima volta che sono inciampato casualmente nelle Serebro (ancora non sbarcavano in europa) è stato un video su youtube, direi uno spettacolo alla tv russa, e cantavano una canzone lontana dal loro repertorio, molto dolce e molto triste sui soldati morti in guerra (Журавли). A giudicare dal fiume di commenti e testimonianze dolorosi sulla guerra ho capito che deve essere una canzone famosa e anche molto cara ai russi. Di commento in commento, di dolore in dolore quella sera son finito a leggere tutto quello che ho trovato sulla battagia di Stalingrado...Guarda dove ti portano due begli occhi!

Vorrei tornare un attimo sull'uso della parola puttana (non per compiacimento infantile) che nella canzone delle Serebro è evidentemente usato in modo diretto e spregiativo e pertanto censurato.
Nella canzone di Fabrizio De Andrè "Via del campo" (http://www.youtube.com/watch?v=5TN0td-Z8jc ma non credo che serva!) invece la parola è usata in modo molto sofisticato.
Via del campo, c'è una graziosa...
Via del campo, c'è una bambina...
Via del campo c'è una puttana...
I primi due versi, assieme alla dolcezza della musica, scaricano tutta la crudezza e la volgarità della parola nel terzo verso su chi la usa per identificare, su chi sale la scala per cercare quella che dovrebbe essere solo una ragazzina.
Forse questo non è molto lontano dalle parole di Klara. La vergogna ricade su chi usa il termine, su chi lo usa per giudicare.
Ma tutto questo un traduttore non lo sa.

Anonimo ha detto...

I paragoni sono brutti da farsi, sono "io" nei pregi e difetti così, la strada è più semplice.
Quando sei inferiore puoi solo che migliorare:-)
Che mi puoi insegnare Chiara?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Che mi puoi insegnare Chiara?

Anonimo, dubito che ci sia qualcuno che a te possa insegnare qualcosa. Sei sicuramente una persona che non ha bisogno di imparare.
Pero', hai letto il mio commento come se volessi insegnarti qualcosa e invece volevo solo farti notare l'incongruenza di quanto hai scritto:

"Non credo di essere superiore a nessuno".

"Nessuno" e' l'opposto di "tutti". quindi, se NON SEI superiore a nessuno, significa che SEI superiore a tutti.
L'errore logico, nel comportamento umano, non e' solo una svista, ma un certo linguaggio non ragionato (che io chiamo istintivo), rispecchia spesso quello che una persona pensa.

Anonimo ha detto...

Avrei voluto esser preso per una mano per seguire la tua via
Avrei voluto esser preso per una mano per vedere la tua vita
Avrei voluto esser preso per una mano per sentire la tua forza
Avrei voluto esser preso per una mano per constatare la tua abilità
Avrei voluto esser preso per una mano per la tua esperienza
Avrei voluto esser preso per una mano per toccare te
Invece ho sentito l ostilità di chi è diverso di chi giudica senza sapere, di chi usa la penna senza guardare il cuore.
Ora mi sento ancora più inferiore anche se, continuo a sognare te:-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"A te qual è che piace di più?
Elena Temnikova"


Non solo in fatto di politici abbiamo gusti diversi, ma anche in fatto di donne. Comunque anche alla Elena Temnikova non manca niente.

Ciao Davide


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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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