mercoledì 7 novembre 2012

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La danza di Anna

Se ci si desta nella luce fioca del mattino e ci si lascia pizzicare il volto dal primo raggio di sole; se ci si vede solitarie a passeggiare lungo un corridoio, a riflettere assorte mentre si addolcisce la prima tazza di the; se si guardano gli uomini, tutti, come se fossero involucri vuoti, allora e’ forse il momento per fermarsi un attimo e domandarsi se valga ancora la pena continuare a mentire a noi stesse, sperando che un giorno la nostra vita possa cambiare.

Perche’ se pensiamo che la vita sia un treno che prima o poi si fermera’ alla nostra stazione, ad attendere che ci saltiamo sopra, conviene comunque che ci affrettiamo, giacche’ la vita non solo non ha in programma alcuna fermata, ma una volta partita non torna indietro a riprenderci.

Ho conosciuto chi il treno avrebbe voluto prenderlo, ma non ha fatto in tempo. Chi lo ha preso e non ne e’ piu’ riuscita a scendere perche’ di quel treno non ha piu’ saputo ne’ potuto farne a meno. Chi lo ha preso desiderando semplicemente di cambiare citta’, provare emozioni nuove, partire verso mete sconosciute, ignote, lasciandosi alle spalle il passato. Chi se l’e’ visto arrivare in faccia, diretto, crudele e poi, ugualmente, ha voluto salirci sopra per raggiungere una meta che fosse oltre l’immondizia di un’esistenza che non meritava di essere vissuta.

E poi ho conosciuto Anna.

Non aveva avuto una tenera infanzia, Anna. Niente bambole ne’ giochi, niente anni sereni trascorsi tra i banchi di scuola. Nel suo piccolo paese la scuola non c’era neppure e non aveva mai saputo cosa volesse dire crescere. Per lei nessuna carezza. Per lei nessuna certezza.

Il treno Anna lo ha preso un giorno per lasciarsi alle spalle la miseria, e per vedere cio’ che non aveva mai visto: il mare. Curiosa di come, laggiu’ all’orizzonte, il suo colore potesse mescolarsi con quello del cielo. Curiosa di vedere i gabbiani volare e sentire il loro grido, inseguendoli con gli occhi fino a quando non fossero scomparsi alla vista, per assaporare la loro liberta’. Curiosa di camminare scalza sulla spiaggia riscaldata dal sole, e respirare il sale cosicche’ nei polmoni potesse sentirlo bruciare per cancellare gli orribili ricordi.

Desiderava solamente questo, Anna, niente altro. Ma il treno l’aveva condotta dove non c’era il mare. Nessun gabbiano, nessuna spiaggia riscaldata dal sole, ma solo gelidi mattini di periferia di citta’ avvolte nella nebbia, dopo notti vissute sui marciapiedi insieme a tante altre dalla vita rubata come la sua. Nel cupo teatro dello scambio indecente del corpo, dove il cinismo non fa sconti ne’ grazie, nessuna amica con cui parlare. Unico contatto umano quello fatto di vili trattative sul ciglio di una strada.

Passeggiava, cosi’, avanti e indietro, avvolta in un cardigan troppo grande per lei. Le scintille che si alzavano dal piccolo fuoco acceso per riscaldarsi le ricordavano le lucciole che in estate, al suo paese, brillavano quando faceva buio. Un sorriso e si strinse in un abbraccio, accarezzandosi le braccia infreddolite. Come tante altre volte era rimasta da sola. Clienti e colleghe a quell’ora erano gia’ al caldo del proprio letto, ma Anna non se ne curava.

Era quando la solitudine si faceva totale che pensava ai progetti e a quando avrebbe finito di fare quella vita. Avrebbe aperto una scuola di ballo. Si', avrebbe insegnato a ballare ai suoi allievi e avrebbe ballato in tutti i teatri del mondo. Ed era proprio in notti come quella che Anna iniziava a sentire una musica scorrerle dentro. Il vento mutava in una delicata carezza, l’odore della nebbia diventava profumo di gelsomino, e cosi’ cominciava a ondeggiare; all’inizio lentamente, poi sempre piu’ veloce, con le braccia aperte e il viso rivolto verso il cielo.

Un’orchestra immaginaria suonava solo per lei, e luci inesistenti illuminavano solo il suo corpo. Il grande cardigan si trasformava in leggeri veli dorati e le sue scarpe corrose dal tempo diventavano magiche scarpette da ballo di raso rosso che brillavano ad ogni suo passo, intanto che, armoniosa e morbida, volteggiava sinuosa ed elegante. Un pubblico invisibile alla fine applaudiva estasiato al suo inchino finale e le chiedeva ancora un bis. Ancora...

Poi le luci si spegnevano e tornava il silenzio. Anna restava cosi’ di nuovo sola, avvolta in quel cardigan troppo grande, e col sorriso di chi aveva vinto qualcosa, si incamminava felice verso casa.

***

Dopo tanti anni e dopo aver ballato in ogni teatro del mondo, su una sedia a dondolo che scricchiola su un porticato in riva al mare, Anna finalmente sa qual e' il suo colore quando si fonde col cielo. Ha passeggiato a piedi nudi sulla sabbia riscaldata dal sole, e ha inseguito con lo sguardo i gabbiani all’orizzonte cosi’ tante volte, che ormai sa esattamente che cos’e’ la liberta’. I suoi capelli, una volta neri, sono diventati oggi di cenere e il suo volto segnato da rughe profonde, ancora mostra tutta la sua bellezza. E’ una bellezza dolce, quella di Anna, intensa, e nessuno potrebbe negarlo vedendola con indosso quel vecchio cardigan troppo grande per lei, e le sue scarpette da ballo di raso rosso.

24 commenti :

** Sara ** ha detto...

A questo bel post non c'é altro da aggiungere. Ti volevo dire solo questo. :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Oh, grazie, Sara!
Credevo che anche questo, alla fine, fosse un post perfetto, cioe' di quelli in cui i commenti sono inutili.
Devo smetterla di fare post del genere. Non mi arricchiscono. Non mi divertono.
I post perfetti non danno modo di discutere, sviscerare... anche litigare.
E' anche vero che quelli imperfetti, quelli volutamente provocatori, lasciano molto spazio ai troll, oltre che alla discussione, ma se nessuno sente il bisogno di aggiungere niente, allora che senso ha scriverli in un blog?
Anzi, che senso ha proprio scriverli...

giuseppe perani ha detto...

Io...rimango...sempre...basito...davanti...a...questi...tuoi...racconti.
sono sempre veramente molto belli e hai davvero una sensibilità fuori dal comune.
Grazie per avermi fatto concludere bene la giornata.
ciao Klara.
Giuseppe

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

molto bello,

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

il telegrafico Davide, e lo sbigottito Giuseppe.
Che Davide sia telegrafico non mi sorprende: lui si entusiasma solo quando c'e' da discutere di politica, possibilmente quando gli si da' modo di criticare cio' che per lui e' criticabile.
Giuseppe, invece, e' sbigottito per la mia sensibilita', come se l'impressione che abbia avuto di me, in un primo momento, fosse stata quella di una persona insensibile. :)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"il telegrafico Davide,"

A diventar vecchi si impara ad essere sintetici.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

A diventar vecchi si impara ad essere sintetici

In certe cose, gli uomini, anche troppo. :)

** Sara ** ha detto...

Tu scrivi tanti tipi di post. Un bel racconto comunque si legge sempre volentieri. Non sempre é facile commentarlo ma la bellezza resta. Ciao

traminer ha detto...

"..ma se nessuno sente il bisogno di aggiungere niente, allora che senso ha scriverli in un blog?"

Infatti a che serve fare qualcosa di bello se non viene riconosciuto tale?
Oppure esiste la bellezza assoluta, che prescinde dall'apprezzamento?
In ogni caso, per quello che conta, bello!
Mi è piaciuta molto l'immagine delle faville del fuoco che diventano lucciole..
Traminer

Derappher ha detto...

Mi spavento quando mi accorgo che...il mio ideale di donna assomiglia troppo a una prostituta.

J.T. ha detto...

Ciao Chiara,
ieri si è perso il mio commento, telegrafico come quello di Davide.
"Bello e commuovente"
aggiungo ora che, ho immaginato Anna ballare goffamente sul marciapiede, con i suoi grandi vestiti ed ho sorriso insieme alla convinzione che ora vive serena:-)
Mi emoziona molto di più un post come questo che sulla politica...
Un sorriso anche per te

giuseppe perani ha detto...

Buongiorno bella signora.
Probabilmente anche il mio seguito si è andato perso, meglio così oggi sono più tranquillo e mi posso perdere nel tuo blog.
Io non sono sbigottito, sono sempre meravigliato davanti a questi tuoi racconti, lo sai bene, non è la prima volta che te lo scrivo. l'unico mio rammarico, per quelli che hai pubblicato su Issuu e su Esseelle, è di non riuscire a stamparli e leggermeli con più calma.
Lo so che sei una donna molto molto sensibile, nonostante un caratterino niente male e la corazza che talvolta indossi per tenerci a distanza.
ciononostante...è sempre un piacere ritrovarti con un sorriso.
ciao Klára
Giuseppe

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Sara: Tu scrivi tanti tipi di post

Sentirsi dire questo e' ancor piu' appagante. E qui potrei lasciarmi andare alla consueta logorrea, spiegando perche' e' piu' appagante di un complimento circostritto al post.
Ma non lo faccio, perche' so che ti/vi annoierei. :)

@ Traminer: Infatti a che serve fare qualcosa di bello se non viene riconosciuto tale?

Non e' tanto vedersi riconoscere la bellezza, quanto capire il perche' qualcosa piace.
Sentirsi dire per strada "bella", puo' essere appagante, ma non "appaga" completamente e mi lascia sempre, dentro, qualcosa di insoddisfatto.
"Ninfomane di conoscenza"? Puo' darsi. Ma che posso farci se la mia sete e' inesauribile?
Voglio capire cosa piace e perche' piace.

http://chiara-di-notte.blogspot.it/2010/05/perche.html


@ Derappher: Mi spavento quando mi accorgo che...il mio ideale di donna assomiglia troppo a una prostituta

Le prostitute che dipingo io, sono persone speciali che forse ti piacerebbero anche se non fossero prostitute, oppure e' proprio il loro essere prostitute che le rende piu' umane?
Bella domanda.


@ J.T.: ieri si è perso il mio commento

Sicuro di aver fatto tutto gliusto, e inserito il captcha giusto?
Quando il commento va a buon fine, da' un messaggio (a me appare in alto nella finestra pop up dei commenti) che lo dice.


@ G.P.: sono sempre meravigliato davanti a questi tuoi racconti

Ma perche?
Sono solo cazzate, se ci pensi.
Dovete smetterla di fare i complimenti o mi monto la testa, e questo non va bene.
E va a finire che, per riequilibrare, come fanno in molte, dovro' ripiegare sugli aforismi e le poesie copia incollate dal web. :-)
Eppure, quando mi capita di leggere quei blog in cui il 99% dei post e' fatto tramite frasette, poesie e aforismi ripresi dal web (o dai libri), chi mi fa piu' ridere non sono chi li scrive (e quindi crede di aver fatto qualcosa di stupefacente), ma sono i commentatori; tutti li' estasiati e sbigottiti a proferire complimenti per dei normalissimi ed insulsi copia incolla.
Ecco perche' sono piuttosto restia ai complimenti: perche' se ne vedono troppi nel web e quasi sempre ingiustificati.

Lo so che sei una donna molto molto sensibile, nonostante un caratterino niente male e la corazza che talvolta indossi per tenerci a distanza

Ecco...
Come hai fatto a scoprire che piango ogni volta che vedo "I Girasoli"? :)

J.T. ha detto...

Non è la prima volta che accade...
Il messaggio parte ed esce la scritta inviato in attesa di moderazione, in caso contrario "I caratteri immessi non corrispondono alla verifica delle parole. Riprova."

giuseppe perani ha detto...

Donna!! ma smettila e ogni tanto accettali i complimenti che li meriti.:-)
Per un attimo ho pensato che sei strana forte... non pensavo che Van Gogh facesse questo effetto! A già... De Sica.
Va là, va là...che lo sai che sei brava. logorante ma brava.
ciao Klára
Giuseppe

Anonimo ha detto...

....E va a finire che, per riequilibrare, come fanno in molte, dovro' ripiegare sugli aforismi e le poesie copia incollate dal web.....

C'è chi ha talento ed è bravo a scrivere ed esprimere così ciò ha dentro, e chi invece leggendo e commentando i copia incolla di frasi, aforismi ecc. che tu ritieni insulsi e ti fan tanto ridere, magari, ci si rispecchia come linea di pensiero. Non sanno o non riescono a esprimere a parole loro quello che provano ( allora usano frasi altrui e magari fanno i fatti). Io sono fra quelli... mi ritrovo a copiare e incollare post che in quel momento rispecchiano il mio pensiero, la mia allegria, la rabbia, la delusione.... anzi, a volte ho l'impressione che capitino a fagiolo, e mi dispiace che ci sia chi ride di questo comportamento, anche solo per rispetto.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

mi ritrovo a copiare e incollare post che in quel momento rispecchiano il mio pensiero, la mia allegria, la rabbia, la delusione.... anzi, a volte ho l'impressione che capitino a fagiolo, e mi dispiace che ci sia chi ride di questo comportamento, anche solo per rispetto.

Rispetto per chi? Per chi lo fa?
Che significa questo? Che d'ora in poi non possiamo piu' neppure ridere per cio' che riteniamo ridicolo?
C'e' sempre qualche atteggiamento di qualcuno che ci fa ridere. Tu non ridi mai di niente e di nessuno?
Non ci credo.
Comunque, vedi Anonimo, tu sei quello che non ti reputi mai superiore a nessuno, vero? Pero' adesso dici che non ridi mai di Ebbene, ammesso che sia vero (che non ridi mai), non e' forse il dircelo una dimostrazione di superiorita' morale nei confronti di chi lo fa?
Hai scritto un paio di commenti in cui cio' che vuoi esprimere, innanzi tutto, e' che tu credi di essere migliore, e questo non ti identifica per una persona che ha rispetto degli altri, ma solo per chi con gli altri mette in evidenza la sua superiorita' (o quella che crede che sia tale).
Rifletti su queste contraddizioni, perche' ne hai moltissime e anche se non le noti, chi ti legge se ne accorge e si fa un'opinione.
Oh... e' vero! Tu non ti fai mai opinioni su nessuno, e anche su questo sei migliore. :)
Tornando invece al copia incolla compulsivo, mi chiedo: e' possibile che nella vita di chi lo usa come unica forma di espressione ci sia sempre qualcun altro che ha scritto prima di lui cio' che voleva scrivere?
Deve essere alquanto frustrante.
Deve essere frustrante sapere di non avere mai niente di originale da dire. Deve essere frustrante non avere mai niente da creare e doversi appoggiare sempre al lavoro gia creato di qualcun altro.
Personalmente ritengo che il metodo del copia incolla compulsivo sia un po' troppo comodo e adatto a chi in fondo e' affetto da pigrizia. Ma e' solo una mia opinione, e se qui sono libera di esporre le mie opinioni lo faccio senza curarmi se per cio' che dico qualcuno si offende.
E se poi rido, sono affari miei. :)

Anonimo ha detto...

Margaret Mazzantini, mi ricorda un suo libro.
Prosit
G.

giuseppe perani ha detto...

"Tre cose non è dato sapere all'Uomo: Dio, il ridere e l'umana follia". John Fitzgerald Kennedy

(...giurin giuretto, questa la conoscevo e non ho fatto solo copia incolla)

Però, visto che Dio e l'umana follia sono al di là della nostra comprensione, cerchiamo almeno di ridere. Perbacco!

ciao Klára! ciao a tutti!

Giuseppe

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ G. : Margaret Mazzantini, mi ricorda un suo libro

Ma... mi leggi sempre?
Cavolo, stai anche tu, insieme a Davide e a Gullich, tra gli affezionatissimi.
Purtroppo non ho mai letto niente dell'autrice che hai nominato.



@ G.P. : Però, visto che Dio e l'umana follia sono al di là della nostra comprensione

Volevi dire: "Al di la' della MIA (cioe' TUA) comprensione". :)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"Ma... mi leggi sempre?
Cavolo, stai anche tu, insieme a Davide e a Gullich, tra gli affezionatissimi."

Ma dell'amico Baudelaire999 hai più notizie????

Coccolone Baudelaire999 fatti sentire ogni tanto, che sentiamo la tua mancanza.


Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

No. Nessuna notizia piu' di Baudelaire999. Peccato perche' era simpatico.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"No. Nessuna notizia piu' di Baudelaire999. Peccato perche' era simpatico."

Speriamo che non sia morto.

Ciao Davide

giuseppe perani ha detto...

Buongiorno bella signora.

Mia, solo mia, fortissimamente mia incomprensione... se lo dici tu.
Non oso nemmeno dubitare della TUA omniscienza e grazie per la sottolineatura o perfida. :-))
Davide, naturalmente non ho la minima idea di chi sia Baudelaire999, ma spero che la prematura scomparsa non sia una delle potenziali conseguenze dell'abbandono del blog di Klára.
buona giornata a tutti voi

ciao Klára

Giuseppe

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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