martedì 9 ottobre 2012

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Il libero arbitrio e la liberta' di scelta

Qualche giorno fa, in un commento, ho rammentato Xtc e mi sono ricordata di quando, a volte, ci capitava di scrivere post collegati. E’ avvenuto in un paio di occasioni, forse tre: ciascuna affrontava lo stesso argomento da una diversa prospettiva. Purtroppo, questo nostro “viaggiare insieme”, quantunque ognuna guardasse il paesaggio da un finestrino diverso, si e’ interrotto, soprattutto per la mia incapacita’ di comprendere fino in fondo i suoi concetti, che per qualche mai avvenuto malinteso. Tuttavia, oggi, leggendo questo articolo, mi e’ tornata la voglia di ricollegarmi ad un suo post. Non tanto perche' io sia diventata piu’ intelligente, quanto perche' lei, forse, ha voluto lanciarmi la palla in modo che potessi raccoglierla.

Nel post, scritto sottoforma di divertente dialogo fra Dio e Satana, Xtc mischia due tematiche fondamentali della teologia: il libero arbitrio e il concetto Epicureo del male e del bene come volonta’ e onnipotenza degli dei. Per oggi ci soffermeremo sul primo, rimandando ad un altro post l’analisi del secondo.

Il fatto ineludibile e’ che per i cattolici esiste il libero arbitrio. Per gli altri non si sa, ma per i cattolici si’. In ogni caso, per tutti, Cristiani, Ebrei, Musulmani, tutto ha inizio col Peccato Originale (che si chiama "originale" appunto per questo), del quale nessuno di noi ha una vera responsabilita’, ma che fin da quando si nasce hanno voluto affibbiarci. Cosi’, tanto per farci sentire fin da subito in colpa e darci un assaggio della vita.

E’ anche vero’, pero’, che i cristiani hanno avuto qualche raccomandazione in piu’, e per mondarsi dei peccati possono contare su strumenti che gli altri non hanno: il Battesimo e la Confessione. Quindi, e’ per questo che possono tranquillamente continuare peccare fregandosene, e senza il timore di incorrere nelle ire divine. Ti va di peccare? Lo fai, poi ti confessi e fai reset di tutto, tornando candido e pulito come chi, invece, non ha mai peccato. La decisione, se peccare o non peccare, spetta dunque soltanto a te, e si chiama libero arbitrio.

Il libero arbitrio sembrerebbe quindi, a prima vista, un sinonimo di quella che viene definita liberta’ di scelta, ed e’ in questo senso che generalmente viene il piu’ delle volte interpretato. Ma se per definire la liberta’ di scelta esiste apposta l’espressione “liberta’ di scelta”, per quale motivo inventarsi un’altra cosa, per di piu’ un tantino piu' oscura da comprendere?

Ve lo dico io: perche’ nello specifico cristiano libero arbitrio non significa propriamente la liberta’ di scelta che riguarda ogni cosa (ad esempio, se mangiarsi un gelato al pistacchio oppure alla nocciola), ma consiste in quella particolare liberta’ di scegliere solo tra il bene e il male. E’ quindi la totale e incondizionata autodeterminazione che Dio ci ha concesso, pero' soltanto dinanzi ai suoi insegnamenti - a quanto pare, di tutto il resto, Dio se ne frega, compreso del gusto del gelato che mangiamo -, salvo poi dannarci se non seguiamo alla lettera le sue regole.

Ma se le cose stanno cosi’, se in tutta autocoscienza, scegliendo di esercitare il nostro libero arbitrio, veniamo poi dannati se non si fa esattamente quello che Dio ha stabilito, allora che liberta’ di scelta e’? Dio in sostanza ci dice: “Questo e’ cio’ che potete fare (il bene) e quello che non potete fare (il male). In alcun modo siete costretti ad obbedirmi. Siete totalmente liberi di scegliere di fare quello che dico Io, oppure, sempre liberamente, potete scegliere di bruciare all’inferno per l’eternita’.

E cosi’, dunque, che dopo lunghe ed estenuanti meditazioni, inesorabili e noiosissime letture, terribili contraddittori con le menti piu’ eccelse e raffinate di questo mondo, oggi mi si e’ finalmente aperto chiaro in mente il vero significato di libero arbitrio che non e' assolutamente liberta' di scelta, ma altro. Avete presente la condizione di quel tizio a cui il mafioso preannuncia un brutto incidente se non accetta di pagare il pizzo? Ebbene, si puo' sottostare liberamente a un ricatto?

25 commenti :

Andrea ha detto...

Ho letto una cosa interessante su libero arbitrio, sensi di colpa e continuare a peccare: il "senso di colpa" e' la "moneta" che si paga nella propria mente per continuare a fare lo stesso peccato. Con la confessione, la religione cattolica toglie anche il senso di colpa...

Dario De Marchi ha detto...

Chiara, oltre al fatto che Dio non esiste, penzanpo'.. non esiste nemmeno il libero arbitrio.

http://goo.gl/V3kwg

Alex ha detto...

Chiara scrive:"e’ per questo che possono tranquillamente continuare peccare fregandosene, e senza il timore di incorrere nelle ire divine"

Gli altri non hanno neanche il pensiero di peccare, il vero cristiano ci pensa...

Scusa Chiara, che centra il fatto del mafioso e relativo pizzo???


Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Andrea: Proprio cosi'. Anche se e' difficile, interiormente, togliersi i sensi di colpa con lo strumento ipocrita della confessione.
La confessione serve soltanto a "salvare la faccia", come si suol dire. Se io uccido qualcuno, anche involontariamente, non lo riporto in vita confessandomi. Se mai posso essere "assolta" di fronte alla divinita', ma non di fronte a me stessa.


@ Dario De Marchi: Che dio non esista e' un dubbio che ho, ma dubito anche che esista. :)


@ alex: Cosa c'entra il mafioso? Forse non hai letto l'ultima frase.




Dario De Marchi ha detto...

@Chiara
Rispondi sinceramente.

Dubiti mai che Zeus o Odino esistano o non esistano?

Dubiti mai che le avventure di Odisseo e di Enea siano reali?

Se la risposta a queste domande è no, ti assicuro che non hai nemmeno modo di dover dubitare dell'(in)esistenza di Dio.

Ti assicuro che per arrivare ad un sano Ateismo.. basta leggere la Bibbia per quello che è, con un testo di archeologia a fianco.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Dario De Marchi: Ero ironica. :) In realta' sono atea e non credo nell'esistenza di Dio. Ovvero, se vogliamo dirla diversamente Non mi pongo neppure la domanda se Dio esista oppure no, come non mi pongo la domanda sul fatto che Biancaneve e i sette nani siano state persone reali oppure no. In quanto la domanda stessa sarebbe stupida.
Su una cosa, pero' non sono d'accordo: che l'ateismo possa essere sano o insano, e non mi riesce configurare ne' un esempio di un tipo, ne' un esempio dell'altro.

Dario De Marchi ha detto...

Intendi parlare anche tu di "regimi atei"? :)

La cosa mi interesserebbe molto, dal tuo punto di vista.

Per me l'Ateismo è l'unica e sana posizione di partenza, non una ideologia politica o religiosa.
Ti permette di guardare al Mondo senza alcun filtro sulla realtà.

È inutile discutere con chi non è disposto a confrontarsi solo perché crede di avere in tasca già una Verità rivelata e unica.

Non ho ancora una chiara idea del Mondo e di parecchi temi etici, ma so che se credessi in Dio come tutti gli altri mi fermerei qui, a sputare sentenze senza nemmeno indagare sulle vere cause della realtà che ci circonda.

"Fatti non foste per viver come bruti.."

Ah.. ora che ci penso, ricordo che mi arrabbiai come un folle quando la nostra professoressa di letteratura e italiano descrisse Ulisse come un folle, in quel passo.. chissà perché.. :)

Michele Cogni ha detto...

quello dei dio, specialmente il dio cattolico che tende a spaccarmi i maroni sotto varie forme di coercizione fin da bambino, è un problema che mi sono tolto da tempo...
sul cosiddetto libero arbitrio direi che il tuo paragone al pizzo è decisamente calzante, persino tragicamente ironico per quanto simile...
certo non si deve dimenticare che in fondo tutta la teologia si basa su soggettive interpretazioni di umani fallaci e spesso esaltati, quindi di per tende ovviamente al ridicolo..

enea88 ha detto...

"È inutile discutere con chi non è disposto a confrontarsi solo perché crede di avere in tasca già una Verità rivelata e unica".

Essere disposti a confrontarsi significa essere disposti a discutere. In poche parole tu ti rifiuti di discutere con chi si rifiuta di discutere (quindi tu non discuteresti con te stesso), e lo fai perchè queste persone hanno certezze uniche. Ma il motivo stesso per cui non vuoi discutere è una verità unica che tu stesso riveli:
"Per me l'Ateismo è l'unica e sana posizione di partenza".
Tu sei il più acerrimo nemico di te stesso.


Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Dario De Marchi: Intendi parlare anche tu di "regimi atei"?

Non saprei. Comunque vada, anche i regimi atei si appoggiano a idoli e simbolismi mistici, e questo va contro la mia concezione di esistenza. Direi che regimi atei o non atei, comunque portano in se' l'idea di qualcosa di "superiore" a cui obbedire, credere e per cui combattere.
Non fa per me. Sono io che scelgo (liberamente) i valori degni per cui combattere. Questi possono anche variare nel tempo, a seconda delle situazioni, e non vado certamente a cercarmeli fra i folletti e le fate.
Oltre ad essere atea, quindi fortemente materialista, ho pure idee anarchiche. Percio', niente regimi.


@ Michele Cogni: il tuo paragone al pizzo è decisamente calzante, persino tragicamente ironico per quanto simile...

Dio inteso come "Boss", che se non paghi il pizzo che ti chiede ti bastona, ma e' pronto a perdonarti se ti confessi davanti a un prete (forse pedofilo), quindi se vai a raccontare i cazzi tuoi a un estraneo perche' possano giungere a lui, peccati che lui conosce gia' e conosce bene, in quanto essendo onniscente conosce tutto di te, anche quello che hai fatto e che farai, fa sembrare il tutto un po' paradossale e anche un po' stupido.
Se avessi dovuto credere in un dio, e anche rimettermi completamente a lui, piegando la testa ai suoi precetti, avrei preferito un dio che non mi avesse almeno fatto sentire stupida.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

come ben sai io sono ateo e credente al 50%.

Non credo che con la scienza, come sostengono alcuni tuoi commentatori, si possa dimostrare l'ateismo o viceversa l'esistenza di Dio. Esistono grandi archeologhi che credono in Dio e altri che non ci credono.

Per scoprire il Dio cristiano la scienza non c'entra niente, perchè il Dio cristiano è amore infinito che è la cosa più irrazionale e antiteca alla scienza che esista.

L'uinca grande contraddizione che trovo nel cristianesimo è il castigo eterno. Come può un Dio infinitamente buono permettere una cosa infinitamente malvagia come il castigo eterno.

Si può amettere il castgo più severo anche per il più piccolo peccato (miliardi e milardi di anni di sofferenze atroci e feroci anche per una piccolissima mancanza), ma un castigo eterno è inammissibile anche per un Hitler.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: come ben sai io sono ateo e credente al 50%.

si', tu sei quello del "maanche", del colpo al cerchio e uno alla botte, del bicchiere mezzo vuoto E mezzopieno, della cacca che puzza di meno, della politica dei due forni, dei piedi in due staffe ed elettore di Casini. :)
Ormai ti conosco.
Non so come si possa, sinceramente, stare di qua e di la', convintamente convinti di stare da qualche parte invece che nel nulla, di essere E non essere allo stesso tempo (a te Amleto ti fa una pippa), riuscendo a restare coerenti.
A me non riuscirebbe.

Xtc ha detto...

Sono felice che la palla sia stata raccolta :-)
In effetti tutti viaggiamo insieme, ma ognuno dal finestrino vede una cosa diversa. Ogni post, ogni commento sono visioni diverse dello stesso paesaggio.

Il discorso sul sacramento della penitenza (confessione) è interessantissimo, e non saprei da dove cominciare a parlarne. Magari ci scrivo un post.
Grazie dell'idea. Vedi che la palla rimbalza? :-)
Volevo solo dire una cosa. Noi che non crediamo in Dio veniamo chiamati atei. E questa cosa ci frega in partenza.
"Quelli che non hanno Dio".
Siamo definiti per sottrazione. Il negativo di qualcos'altro.
Come se i biondi venissero chiamati "quelli che non sono né mori né castani né rossi".
Meno di niente.
Le parole sono importanti.
Sono quelli che credono in Dio che andrebbero chiamati "deizzati", o altra parola equivalente.
Cambierebbe l'intera prospettiva storica.
Non pensi?
Grazie, e ciao

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"ed elettore di Casini."

Errata corrige.

Ti ho detto più volte che sono da tempo per il non voto. Il fatto che una volta abbia votato Casini non vuol dire che l'ho sposato. Alla fine degli anni '70 ho anche votato per Ugo LaMalfa, non per questo sono ancora repubblicano. Alle prossime elezioni politiche non andrò a votare e lascerò che vinca, in ogni caso finirà così, il peggiore.

Quando ero alle elementari il mio maestro leggeva la gazzetta sportiva. Diceva sempre: mi leggo le balle sportive perchè quelle politiche non val la pena leggerle. A distanza di più di 40 anni devo riconoscere che il mio maestro era un saggio.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Xtc: Sono quelli che credono in Dio che andrebbero chiamati "deizzati", o altra parola equivalente.
Cambierebbe l'intera prospettiva storica.
Non pensi?


Non solo lo credo ma lo applico costantemente quando parlo dei credenti chiamandoli "i privi di logica". Quindi etichettandoli esattamente come loro etichettano chi non crede in Dio come "privo di qualcosa". Prova anche tu, quando ti trovi a discutere, ad usare tale termine e vedrai subito le reazioni piccate di qualcuno che non vuol essere definito "privo di...". Al che potrai far notare che la mancanza di logica e' proprio confermata dal loro comportamento: cioe' quello di etichettare "privo di Fede" o "senza Dio" chi non la pensa come loro, ma non accettano di essere considerati in modo reciprocamente logico "privi di... qualcosa". :)

Dario De Marchi ha detto...

@Enea88
Se è per questo, non discuto nemmeno con sciachimisti, scientologisti, creazionisti, maghi, astrologi, omeopati, ufologi e quant'altro.

Quanto mi dispiace che la Scienza vi abbia distrutto il giochino, eh.

Ma vabbè, domani per accontentarti comincerò a discutere anche con i flatearthers e gli schizofrenici che credono negli Gnomi Armati Di Ascia©.
Non sia mai che non rispetti anche le loro opinioni.


@Davide
Dio è Amore infinito

Ecco l'ennesimo cristiano della domenica che non conosce la propria religione e non ha nemmeno mai letto la Bibbia.
Fantastico.

Francamente, io sono sempre stato ateo al 99%.
Da quando una mia amica mi ha aperto la strada all'archeologia biblica e mi ha fatto leggere alcuni passi spiegandomeli nell'ottica del tempo e della cultura giudaica, da quando conosco benissimo l'archeologia biblica e il fatto che nè Davide nè Salomone sono mai esistiti (sì, perché anche i cristiani fondamentalisti pensano ormai che Diluvio e Creazione siano "allegorie".. non sanno, i poveretti, che nemmeno le storie dei Re sono vere..), da quando conosco gli effetti della riforma di Giosia e di come si possa eliminare una divinità (in questo caso Asherah, moglie di El/YHWH..) per decreto.. beh, a me basta per essere Ateo al 101%.

Bonne nuit.

Dario De Marchi ha detto...

Ah.. caro enea88..

Sono abituato a gente come te, ogni dannatissimo giorno.
E so che siete delle vittime di una setta criminale.

Di norma, quindi, dovrei provare pena e misericordia per voi, cercare di liberarvi da queste catene.

Ma vi conosco troppo bene.
Pur di rimanere nelle vostre "rilassanti" convinzioni, pur di rimanere in "Matrix" sareste disposti a lottare e ad uccidere per la vergine che partorisce, lo zombie ebreo che si trasforma in cracker e i serpenti parlanti.

Perciò no, non mi fate alcuna pena.

Se volete continuare a vivere con i paraocchi e rifiutare tutto quello che non proviene da "Dio" perché sicuramente opera di Baal Zebub, dio tribale di Ekron, città stato filistea nemica di Gerusalemme..

Beh, lascia che ti risponda per le rime:
Sei tu il più grande nemico di te stesso.

Dario De Marchi ha detto...

Guardate, sarò ancora più chiaro su come la penso della vostra "religione".

Molti non hanno idea di cosa stia a significare Cristo, addirittura molti pensano sia il cognome di Gesù.
Ma nessuno conosce bene l'etimologia di Cristianesimo.. e cosa sia il messianismo.

Quando si immagina la Gerusalemme dell'anno zero, chissà perché tutti immaginano un regno pacifico che aspetta il suo Messia..
Nessuno si sofferma sulle varie sètte del giudaismo di quegli anni: farisei, sadducei, samaritani.. esseni.. maccabei.. e soprattutto ZELOTI.

Oggi leggiamo i Vangeli, scritti dopo 100 anni dai vari fatti e modificati e censurati per millenni.
Non capiamo più perché ogni tanto tra gli apostoli appaia qualche zelota, non sappiamo nemmeno più cosa voglia dire.

Sappiamo però, spero tutti, che gli Ebrei non credono in Gesù, perché non lo considerano il proprio Messia, in quanto questo doveva essere un re guerriero che avrebbe finalmente ripristinato il Regno di Dio a Gerusalemme e li avrebbe riscattati dal dominio delle varie potenze straniere.

Ecco, per spiegarvi come la penso sul Cristianesimo, posso fare questo esempio.

Immaginatevi oggi "la Padania", con Bossi eil Trota che fanno la guerra civile armata per liberare un Regno che non è mai esistito, se non nelle loro teste bacate.. si definiscono seguaci del Dio Po e vogliono che la loro terra, la Padania, venga liberata da giogo romano.
Purtroppo, Bossi e Trota vengono sconfitti e messi in galera per i loro crimini.
Però Borghezio non si arrende, e comincia a padanizzare il Mondo, descrivendo il Bossi come un eroe ed il Messia che aspettavano da tempo.
313 anni dopo, i padani sono così tanti da costringere l'Italia a riconoscerli come religione.. a quel punto è fatta.
2012 anni dopo, i nostri nipoti credono fermamente che Bossi sia un eroe e si sia immolato per i nostri peccati, per la Padania che è nei Cieli, e la domenica vanno a bere l'acqua del Po e la polenta taragna, che in realtà sono corpo e sangue di Bossi.

Complimentoni, se avete capito il senso del mio discorso, ora capite cosa penso dei cristiani.

Enea88 ha detto...

@ Dario: forse hai fatto qualche volo pindarico di troppo. Anche io sono ateo, dico solo che quello che hai scritto e' un controsenso assoluto.

Enea88 ha detto...

[OT] @Chiara: abbiamo una vecchia questione in sospeso. Ricordi quando scrivesti "oggi il mondo avrebbe dovuto finire" e sarcasticamente ti dissi che era una perla sintattica?
Ebbene, oggi leggo questo articolo:
http://dizionari.corriere.it/dizionario-si-dice/H/ho-son.shtml

In cui si dice: "Sempre più di frequente perciò si incontrano frasi come “ho voluto andare”, “ho dovuto restare” che, a norma di grammatica, dovrebbero essere “son voluto andare”, “son dovuto restare”. E questo accade quando parlando o scrivendo si sente il bisogno di sottolineare il concetto di dovere, di possibilità, di volontà espresso dal servile, più ancora dell’infinito che segue".
Quindi sembrerebbe che tu non sia completamente in errore.



PS da parte di Klára: questo commento l'ho scritto io, utilizzando il tuo nickname, Enea88, - e questo lo potrebbe fare chiunque - per farti capire come la diffidenza verso chi e' anonimo sia a volte giustificata. Per contraddire, dunque, oltre a cio' che ho scritto sopra riguardo alla perla sintattica, anche quella tua famosa affermazione: "C'è un collegamento: dietro a quel nick ci sono sempre stato io; tu potresti non saperlo, ma proprio perché io ora ti sto dicendo che sono sempre stato io dovresti credermi. In questo caso stai dando dell'imbroglione ad una persona precisa: me".
Adesso forse capirai come non sia palese che dietro a un nick anonimo, anche se si firma allo stesso modo, ci sia sempre la stessa persona.
Buona notte. :)

davide ha detto...

Caro amico Dario,

"Complimentoni, se avete capito il senso del mio discorso,"

Non ho capito molto di quello che hai detto, ma ho il sospetto che forse confondi un po' la religione con la botanica.

Ciao Davide

enea88 ha detto...

Ormai nei dizionari si trova di tutto: ciliege e ciliegie, familiare e famigliare, se stesso e sé stesso. In pratica non si corre più il rischio di sbagliare...
Se quando hai scritto quella frase avevi intenzione di sottolineare il concetto di dovere allora hai ragione tu; però se tu fossi stata a conoscenza di questa regola me l'avresti detto subito, non avresti aspettato alcuni mesi, e soprattutto non avresti riscritto la frase utilizzando il giusto ausiliare. Questo mi fa pensare che hai trovato solo ora la regola, e che quando hai scritto quella frase non avevi pensato di evidenziare il fatto che il mondo DEBBA finire.

Per la registrazione dell'account invece... Sono d'accordo sul fatto che avere un account registrato sia più sicuro e induca più fiducia, ma nel mio caso utilizzo questo nome solo per fare in modo che chi mi vuole rispondere possa farlo senza confusione. Non ho né una reputazione da difendere né fiducia da guadagnare. Se parlare con una persona che non ha un nick registrato ti destabilizza così tanto puoi controllare gli accessi e associare il mio IP al nickname confrontando l'orario del commento con l'orario dell'accesso di quell'IP al tuo sito, io non utilizzo nessun proxy.
In questo modo puoi stabilire con certezza che solo io uso questo nick. Sono sicuro che lo sai meglio di me...
Fossi in te, però, non perderei tempo; in fondo non mi sembra che gli argomenti che tratto siano così importanti da giustificare l'esigenza di sapere chi usa il mio nick.

Ho notato che ultimamente ti interessa la filosofia, quindi per il prossimo post te lo consiglio io l'argomento: l'eterno ritorno dell'uguale. Sembra che ultimamente alcuni argomenti ritornino in modo ciclico, con le stesse motivazioni, le stesse intenzioni e (purtroppo) sempre le stesse conclusioni ;)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Enea88: Se quando hai scritto quella frase avevi intenzione di sottolineare il concetto di dovere allora hai ragione tu; però se tu fossi stata a conoscenza di questa regola me l'avresti detto subito, non avresti aspettato alcuni mesi, e soprattutto non avresti riscritto la frase utilizzando il giusto ausiliare.

Sinceramente, non ero a conoscenza della regola (l'ho scoperta solo di recente e facendo una specifica ricerca), pero' quando scrissi quella frase, sentivo che era giusto in quel modo, ma era una sensazione, non una certezza. Ora che scopro che non avevo sbagliato al 100%, mi rincuoro un po'. In fondo non pretendo di conoscere l'Italiano alla perfezione (come presumo non lo conosca tu che' altrimenti avresti saputo quella regola), ma quando mi facesti notare l'errore, pensai che, essendo tu italiano, forse avevi ragione. Dentro di me, pero', sentivo che non mi tornava qualcosa. E cosi' in seguito sono andata a cercarmi gli esempi, scoprendo la regola.

Se parlare con una persona che non ha un nick registrato ti destabilizza così tanto puoi controllare gli accessi e associare il mio IP al nickname confrontando l'orario del commento con l'orario dell'accesso di quell'IP al tuo sito, io non utilizzo nessun proxy

Non mi destabilizza se non si trolleggia. Intendo dire che scrivere commenti anonimi e' molto frequente da chi intende trolleggiare, e questo mi fa essere un po' diffidente perche' i troll sono solitamente persone alle quali non interessa discutere, ma solo creare flames. Per il resto, avere un nick certificato, deve servire piu' a voi che intendete commentare che a me (io il mio ce l'ho da 12 anni), e se la cosa non vi interessa, non mi riguarda.

Ho notato che ultimamente ti interessa la filosofia, quindi per il prossimo post te lo consiglio io l'argomento: l'eterno ritorno dell'uguale

Veramente non riesco a vedere il ritorno dell'"'uguale". Finora non avevo quasi mai parlato di filosofia, ma solo di puttane (secondo il parere di qualcuno). Quindi, di quale "uguale" stai parlando?

enea88 ha detto...


"Ora che scopro che non avevo sbagliato al 100%, mi rincuoro un po'"
Non è che non avevi sbagliato, avevi ragione!(anche se non lo sapevi)Però quella frase scritta in quel modo mi pare ancora terribile, è una questione di "sensazioni", come le chiami tu.

"Per il resto avere un nick certificato deve servire piu' a voi che intendete commentare che a me e se la cosa non vi interessa, non mi riguarda".

Allora cosa volevi dimostrarmi utilizzando il mio nick? L'hai già fatto una volta e ti avevo già spiegato come la penso a riguardo; ora lo fai di nuovo e quando ti ripeto che non mi importa molto della fiducia e della reputazione "da blog" tu scrivi che la cosa non ti riguarda. Ma se non ti riguarda perché me lo fai notare? Questo è un esempio di eterno ritorno dell'uguale. Gli argomenti (per come mi appaiono) non si trasformano, non evolvono e non cambiano; ritornano...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

L'hai già fatto una volta e ti avevo già spiegato come la penso a riguardo; ora lo fai di nuovo e quando ti ripeto che non mi importa molto della fiducia e della reputazione "da blog" tu scrivi che la cosa non ti riguarda. Ma se non ti riguarda perché me lo fai notare?

Non c'era alcun secondo fine. La cosa e' forse meno complessa di quanto immagini: non me lo ricordavo. Una semplice questione di memoria, dunque, e non una specie di inghippo nel quale volevo farti cadere.
Te lo faccio notare adesso perche' credo di essermi sbagliata su di te, considerandoti una specie di troll. Tutto qui. Il resto devi dedurlo da solo. :)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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