domenica 7 ottobre 2012

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Dubito ergo non sum

Klára era una ragazza come tutte le altre, senza alcuna dote particolare, a parte le gambe oggettivamente ben fatte, e con un unico svago, anzi due: lo shopping compulsivo e darla via per soldi. Adorava cio’ che faceva e adorava i suoi clienti, soprattutto quelli che con lei erano carini, gentili e generosi.

Un giorno, un cliente piu’ carino, gentile e generoso degli altri, le regalo’, chissa’ per quale motivo, un libro di filosofia sul dubbio sistematico di Rene' Descartes (ovvero Cartesio, per chi fosse ignorante e non avesse frequentato almeno il liceo Classico).

Trovandosi per la prima volta di fronte alla celeberrima “cogito ergo sum” (ovvero “penso dunque sono”, per chi non sapesse usare Google e Wikipedia), Klára ne rimase letteralmente folgorata.

Comprese cosi’ che l’unica cosa di cui poteva essere razionalmente certa era il proprio pensiero, e quindi, la propria esistenza. Di tutto il resto, la gente, il mondo, l’universo intero, niente le garantiva che non fosse soltanto un’illusione, una specie di gigantesco inganno dei sensi intessuto da chissa’ chi e chissa’ per quale fine.

Percio’, concluse Klára, dato che niente al di fuori del proprio pensare era certo, l’unica cosa sensata da fare era dubitare. Dubitare di tutto.

E da quel giorno Klára inizio’ a dubitare.

Dubito’ dell’esistenza dei suoi clienti, dei suoi amici, della casa in cui abitava, della sua famiglia, dubito’ del cielo e della terra, dubito’ dell’esistenza di Dio, ma anche della sua non esistenza, perche’ se dubiti di qualcosa devi dubitare anche del suo contrario.

Dubito’ percio’ di questo e di quello, dubitando di tutto, persino delle proprie gambe che, forse, non erano cosi' ben fatte come lei credeva, e anche dei soldi, fino a quel momento suo unico punto fermo, che potevano essere soltanto un mero inganno della sua mente.

Smise cosi’ di fare shopping, perche’ niente le dava la certezza che cio’ che acquistava esistesse realmente, e il suo armadio pieno di vestiti alla moda, oppure la scarpiera con le sue cento paia di scarpe, potevano essere solo la materializzazione illusoria di qualcosa che probabilmente non esisteva.

Poi, smise di darla via, che’ darla via gratis ormai non aveva piu’ alcun senso, con gran dispiacere dei suoi clienti, dei quali peraltro non le interessava piu’ niente, dato che probabilmente non esistevano affatto neppure loro.

Decise dunque di trascorrere il resto dei suoi (presunti) giorni, rinchiusa (puo’ darsi) nella sua (ipotetica) cameretta, a dubitare.

Fin quando, uno sventuratissimo giorno, inizio’ a scorgere la fregatura: venne infatti aggredita dal dubbio che anche colui che le aveva svelato la finzione che la circondava, lo stesso Cartesio, non fosse realmente mai esistito, e che, quindi, la stessa rivelazione non fosse altro che un inganno come tutto il resto.

Da quel momento inizio’ a dubitare della concreta validita’ del dubitare, dubitando simultaneamente dei suoi dubbi e della validita’ stessa del dubbio, unica cosa che, fino ad allora, era rimasta la sua unica certezza.

Klára si trova oggi rinchiusa in un ospedale psichiatrico e vive in una cella imbottita. Unico passatempo un vecchio pc, forse immaginario, con cui puo’ collegarsi a internet, ma lei pensa sia, facilmente, solo frutto della sua fantasia.

Ha un blog, o almeno crede di averlo, anche se non ne e’ del tutto sicura. A chi le fa visita ripete spesso di essere una persona felice, per il fatto - sostiene - di avere alla fine raggiunto l’unica vera Certezza di tutta la sua forse inesistente vita: che Cartesio, esistito oppure no, al di la’ di ogni dubbio, fosse veramente un grandissimo stronzo.

15 commenti :

mozart2006 ha detto...

Splendida autodescrizione

Kameo ha detto...

Ma perchè certi clienti si ostinano a voler acculturare le escort? Non sanno che così si rovinano :-)))

Xtc ha detto...

Sto percependo un malessere in Klàra; crescente. Che non confesserà mai, giustamente; per cui non tenga conto di ciò che ho appena detto.
Cartesio ha detto la sua, ma era un uomo, e per di più un uomo infelice.
Per quanto questo non sia sufficiente per assolverlo.
Ma lui non desiderava assoluzioni.
Uno a uno, palla al centro.
Possiamo sempre ricominciare dall'inizio.
Non pensi?
Magari durante il viaggio guardiamo da un finestrino diverso.
Forse ho zippato troppo, ma sono certa che hai capito.


davide ha detto...

Cara amica Xtc,

"Sto percependo un malessere in Klàra; crescente. Che non confesserà mai, giustamente; per cui non tenga conto di ciò che ho appena detto."

Ho sempre notato che le donne molto intelligenti tendono ad essere insoddisfatte.

Invece i tipi banali e non tanto intelligenti come me tendono ad essere (non dico felici) ma più sereni e contenti di quello che hanno.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ mozart2006: Splendida autodescrizione

Mia o tua. :)


@ Kameo: perchè certi clienti si ostinano a voler acculturare le escort?

Forse il fatto di sapere che quella che gli fa un pompino conosce Cartesio, da loro un senso di ebbrezza e di ricevere qualcosa di speciale, non per tutti. Come dire: "Era una prostituta, e' vero, ma mica come quelle che battono sul vialone. Questa ha studiato alla Sorbonne!" :)
Certi uomini, anche se puttanieri, vogliono distinguersi e sono molto attenti al "brand". Altri, invece, solo al brandy. :)


@ Xtc: Possiamo sempre ricominciare dall'inizio.
Non pensi?
Magari durante il viaggio guardiamo da un finestrino diverso.
Forse ho zippato troppo, ma sono certa che hai capito


Ovviamente si'. Stavolta decisamente si'!
Sono poco sapiente, capisco poco di matematica, di filosofia e di tutto il resto, ma fino a quello ci arrivo! :)


@ Davide: Ho sempre notato che le donne molto intelligenti tendono ad essere insoddisfatte

Guarda che io sono soddisfattissima!!! :)
Ma forse e' perche' non sono intelligente. :(

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Guarda che io sono soddisfattissima!!! :)"

Provacelo in modo inconfutabile!

Ciao Davide

Xtc ha detto...

Davide, non penso che l'intelligenza e la felicità siano così strettamente correlate.
Molto di più, secondo me, conta la sensibilità.
E per essere sensibili non occorre nessuna cultura e nessuna particolare capacità o esperienza.

In quanto all'essere semplici e al sapersi accontentare, ritengo che esistano due casi: esserlo consapevolmente, oppure inconsapevolmente.
Chi si accontenta inconsapevolmente è un fortunato. E naturalmente non sa di esserlo, e non può nemmeno disquisirne.
Chi si accontenta consapevolmente, a mio avviso dimostra grande intelligenza.

Michele Cogni ha detto...

ahahah il dubbio il dubbio? che immensa fonte di frustrazione e rimuginio dei pensieri :)

dici che quindi devo dubitare anch'io di essere davvero qui a commentare? e se tutto l'universo fosse un parto della mia mente atterrita dall'infinita solitudine?

mah, tra dubbio e vita mi sa preferisco la seconda ;)

J.T. ha detto...

La più grande felicità arriva dal cuore:-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Provacelo in modo inconfutabile!

Sara' complicato...
In caso contrario che fai? apri un blog per parlare di me? :)


@ Michele Cogni: mah, tra dubbio e vita mi sa preferisco la seconda

Questo perche' non ha fatto il liceo Classico. Se lo avessi fatto, oggi lo faresti pesare a chi non l'ha fatto... facendolo sentire "sfigato".
Un metodo per non sentirsi sfigati e' quello di inventarsi le cose tipo aver fatto determinati studi, aver fatto certe esperienze, aver frequentato certe persone, fare dei mestieri entusiasmanti...
Purtroppo, da tutto cio' ne sono completamente esclusa, e da questa clinica psichiatrica in cui vivo, da questa cella imbottita, il massimo che posso permettermi di fare e' dubitare. Dubitare di tutto. Persino di quello che mi raccontano le persone. :)

Boris ha detto...

appena trovato il blog, ci mettero' un po' di tempo a leggerlo tutto... quindi mi scuso se mettero' commenti anche a post molto vecchi...

ho un'unica domanda che preme: e' possibile "iniziare" a vedere delle escort, e dopo qualche tempo "uscirne"? Esiste una via di redenzione e di crescita che passa attraverso il frequentare escort? Lo dico per i maschi: quelli che attraversano un periodo di crisi nella coppia. Lo dico per le femmine: quelle che temono che la concorrenza-escort sia imbattibile

Michele Cogni ha detto...

ahahaha beh no io in effetti ho fatto lo scientifico, dici che si vede? :)
però è così faticoso invenarsi le cose, e poi ricordarsele!
sarà per questo che preferisco decisamente dire la verità, così si evita il rischio di confondersi.
e continuo 8con mente scientifica) a non dubitare a prescindere, magari prendo qualche fregatura ogni tanto, ma vivo così più rilassato :)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"In caso contrario che fai? apri un blog per parlare di me? :)"

Sono troppo vecchio per certe diavolerie informatiche.

Ciao Davide

davide ha detto...

Cara amica Xtc,

"Davide, non penso che l'intelligenza e la felicità siano così strettamente correlate."

Probabilmente è così. Comunque chi non si accontenta mai è difficile che sia felice.

Ciao Davide

davide ha detto...

Caro amico Boris,

"e' possibile "iniziare" a vedere delle escort, e dopo qualche tempo "uscirne"? "

Dopo che ti hanno prosciugato il conto in banca, ti fanno uscire a calci nel sedere.

Ciao Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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