domenica 14 ottobre 2012

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Ce lo chiede il Paradiso!

Dopo aver discusso nei giorni scorsi di libero arbitrio, eccomi oggi a parlare di un altro tema fondamentale della teologia: Dio e’ veramente infinitamente buono e infinitamente potente come ci viene imposto di credere? Oppure questo dogma e’ un paradosso? Perche’ non passa momento che nel mondo non venga manifestato il male in ogni sua forma, e se Dio non lo impedisce e’ perche’ o non puo’ o non vuole farlo. Quindi o non e’ infinitamente potente, e cio’ vuol dire che anche Lui ha dei limiti, oppure non e’ infinitamente buono. E’ probabile che la risposta giusta sia “entrambe le cose” oppure “nessuna delle due”. Questo crea, pero’, non pochi problemi a chi cerca di credere in Dio - non certo a me che da tempo ho risolto il dilemma.

Non si puo’ infatti pensare a Dio come a un’entita’ che ha dei limiti e neanche possiamo mettere in dubbio la sua infinita bonta’, e men che meno supporre che si disinteressi delle sue creature al punto di lasciare che il male accada tranquillamente e senza ostacoli. Tuttavia, l’argomento e’ vecchio e stravecchio, e risale addirittura a Epicuro.

Nel tentativo di smontare, attutire, contrastare, le ragioni di chi ha dubbi su questo evidente paradosso, cosi’ da distrarre con l’inganno, esiste tutta una branca della teologia che si chiama Teodicea, termine coniato dal filosofo tedesco Gottfried Wilhelm Leibniz, un tizio che parlava tanto, ma proprio tanto, in quanto anche lui sapeva che sommergere di parole gli argomenti, e' l'unico modo perche' se ne perda il senso e nessuno ci capisca piu’ niente. E’ infatti quando si usano troppe parole per dare risposte a domande semplici, che si rende chiaro come la risposta abbia dei difetti. E questo vale in generale, ma soprattutto vale per politici e preti.

In sostanza in che cosa consiste la Teodicea? Se ancora non siete andati ad informarvi su Wikipedia ve lo dico io: consiste nel dare tutta la colpa del male all’uomo, oppure alla Natura e alle sue leggi, o anche a quel disgraziato di Satana che ogni tanto viene tirato in ballo. Una bella rispolverata al Satanasso fa sempre comodo se ci si deve arrampicare sugli specchi, e cosi’ ti sciorinano i soliti luoghi comuni sul libero arbitrio (blablabla) sul peccato originale (blablaba) sull’essenza finita delle cose (blablabla e ancora bla!).

Solo fumo negli occhi per spostare il discorso in modo da far dimenticare la domanda vera. Perche’ il punto non e’ da chi o cosa dipenda il male, ma e’ che Dio questo male potrebbe impedirlo ma evita di farlo. Comportamento che ci si attenderebbe dall’ultimo degli stronzi o da un insensibile sociopatico, non certo da chi e’ universalmente riconosciuto come infinitamente buono.

Una delle risposte che vengono date dalla Teodicea, forse la piu’ interessante, e’ che Dio e’ infinitamente buono, ma non lo e’ dal nostro punto di vista, bensi’ dal Suo. L’essere umano e’ incapace dunque di comprendere il suo fine ultimo e quello che per noi appare come male, in realta’ per Lui, che e’ infinitamente sapiente, e’ bene, o causa di bene, o un tassello che va a comporre un mosaico piu’ grande di bene; un disegno che riesce a vedere solo Lui.

Perfetto! Diciamo pure che sia plausibile, pero’, per cortesia, non chiamiamo Dio buono. Perche’ buono significa buono, e non freddo calcolatore del (nostro) bene. La bonta’ non e’ un imperscrutabile mistero della Fede. La bonta’ la si riconosce: chi e’ buono si comporta da buono, se non si comporta da buono vuol dire che buono non e’. Tertium non datur. Perche’ se Dio, osservando senza intervenire tutta la sofferenza che c’e’ nel mondo fosse buono soltanto un millesimo di quanto lo siamo noi, umili ed insignificanti esseri umani, piangerebbe dalla mattina alla sera e strariperebbe di sensi di colpa.

Lasciamo dunque la bonta’ a chi e’ buono davvero e troviamo un altro termine che descriva questa forma umanamente indecifrabile di benevolenza divina. Diciamo, ad esempio, che si tratta di un “governo tecnico divino”. "Ce lo chiede il Paradiso!" si potrebbe dire. E’ per il nostro bene, anche se alla fine dobbiamo sopportare delle vere e proprie fetenzie.

15 commenti :

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

ho letto spesso libri di autori atei che negavano l'esistenza di Dio. Per quel che riguarda il Dio cristiano l'unica obiezione che ho trovato valida è la contraddizione fra un Dio infinitamente buono e il castigo eterno.

Ho spesso parlato con i miei amici cristiani di questa contraddizione ma nessuno ha saputo darmi una risposta.

Come sai il mio amico poligotta è un cristiano convinto. Un giorno gli ho chiesto: saresti capace di stare in Paradiso tranquillo se per ipotesi i tuoi figli finissero all'Inferno? Non ha saputo rispondermi.

Quanto all'intervenire nel male che c'è nel Mondo, se Dio lo facesse verrebbe meno il libero arbitrio.

Per il Cristianesimo la fede in Dio deve nascere dal cuore per libera scelta. Se Dio intervenisse contro il male (e dovrebbe inervenire ogni giorno perchè gli uomini sono per la maggior parte malvagi) tutti dovrebbero constatare l'esistenza di Dio e l'essere credenti diventerebbe una necessità obiettiva e non una scelta di amore.

Ciao Davide



Inneres Auge ha detto...

Vediamo se ho capito: per chi sostiene la teodicea gli stupri avvengono perché secondo dio è una buona cosa.

Sai, quando ho iniziato a pormi la domanda "ma se dio è così buono e può tutto perché esiste la violenza?" ho cominciato a smettere di credere

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Come sai il mio amico poligotta è un cristiano convinto

Ti ho detto: anche io sono "cristiana" convinta, ma lo sono dal punto di vista filosofico. A chi me lo chiede mi definisco infatti "atea-cristiana-marxista". Ho quindi ben 3 etichette che mi identificano. Anzi 4: sono anche stronza. :)


@ Traminer: gli stupri avvengono perché secondo dio è una buona cosa

Proprio cosi'.
Ma a fare "Dio" in questo modo, sparando castronate a casaccio perche' tanto nessuno potra' verificare, son bravi tutti, non credi? :)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Ti ho detto: anche io sono "cristiana" convinta, ma lo sono dal punto di vista filosofico."

Per la religione cristiana credere o non credere è irrilevante, perchè l'unica cosa che conta è il bene che si è fatto.

Il Vangelo dice: "Non chi dice Signore Signore si salva ma chi fa il bene.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Il Vangelo dice: "Non chi dice Signore Signore si salva ma chi fa il bene

Abbe'... se lo dice il Vangelo, allora sto piu' tranquilla. :)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Abbe'... se lo dice il Vangelo, allora sto piu' tranquilla. :)"

Ti dirò di più. Per la religione cristiana vale di più l'opera di chi fa il bene come te e non crede in Dio di chi lo fa e crede.

Chi fa del bene e crede potrebbe farlo non per amore ma per aver la ricompensa del Paradiso. Mentre chi lo fa senza credere al Paradiso lo fa per vero amore e questo a Gesù interessa più di tutto.

Quindi tu in Paradiso cammineresti davanti a tutti quelli che si dicono cristiani.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Davide, forse non ti e' chiara una cosa: Continui a parlare di religione, ti affanni a farmi le predicuzze, le lezioncine di catechismo, a riempirmi le gonadi di luoghi comuni buoni per i bambini che devono fare la prima comunione, ma alla sottoscritta della religione non interessa una beneamata mazza. Anzi, ti diro' cio' che penso di quelli che alla religione "canonica" danno importanza e ne fanno una ragione di vita loro, ma che vogliono imporre anche agli altri...
Anzi meglio che non te lo dica.
Quindi di un Gesu' morto da 2000 anni, che approverebbe il mio operato, mi interessa meno di quanto puo' interessarmi del secondo film della saga di Tolkien.
Compreso? :)

PS: una volta, una come me l'avrebbero bruciata... oggi, fortunatamente, almeno in Ungheria una come me puo' dire in faccia ai creduloni cio' che pensa. :)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"PS: una volta, una come me l'avrebbero bruciata... oggi, fortunatamente, almeno in Ungheria una come me puo' dire in faccia ai creduloni cio' che pensa. :)"

Ti ricordo che io son tutt'altro che credulone, dato che sono ateissimo al 50%.

Ciao Davide

Alex ha detto...

Ognuno è libero di credere o non credere che sia nel giusto oppure no.

traminer ha detto...

@ Klara
"@ Traminer: gli stupri avvengono perché secondo dio è una buona cosa"
Ehi, questa volta io non c'entro, è stato Inneres Auge a dire quella cosa li.
Comunque condivido la tua replica.
A mio avviso, l'irrisolvibilie ambiguità tra il dio che tutto sa e tutto può, che è amore e misericordia ma che niente fa per evitare il male e che ci fa anche vivere nel terrore del suo castigo è uno dei tanti motivi che impediscono di parlare seriamente di dio se non a quelli che ci vogliono credere veramente. E cercano di convincerti con le vie della ragione di come sia fatto sto dio così polivalente. E' incredibile di come in 2000 anni tanta gente si sia affannata (e lo faccia ancora) a descrivere concretamente come sia, cosa pensi, cosa faccia, cosa gli piace e cosa invece lo manda in bestia questo essere supremo. Che poveraccio dopo che ci ha creato deve anche sentirsi messo in dubbio perché "o non è infinatamente potente o non è infinitamente buono" visto che ci lascia in balia del male. E se invece non fosse e basta?
E se invece l'avessimo creato noi a nostra immagine e somiglianza, e secondo le nostre necessità?
Traminer

Michele Cogni ha detto...

premesso che non credo per nulla a una qualsiasi delle divinità create e idealizzate dall'uomo, per ovvi motivi logici, pare probabile che l'universo si sia generato dal caos, e se mai esistesse una qualche forza o entità che lo governa scientemente non potrebbe che essere puramente caotica, e pertanto ritengo assolutamente indifferente ai concetti stessi di bene e male che probabilment eper esso non hanno il minimo senso logico...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Ti ricordo che io son tutt'altro che credulone, dato che sono ateissimo al 50%

Davide, con 'sta storia del 50% hai rotto. Lo abbiamo capito. Quante altre volte vorrai ripeterlo?


@ Alex: Ognuno è libero di credere o non credere che sia nel giusto oppure no

Certo. Ma anche io sono libera di pensare che chi crede nei paradossi non sia affine a me.


@ Traminer: E se invece non fosse e basta?

Ma guarda... a questa possibilita' non avevo davvero pensato. :)


@ Michele Cogni: pare probabile che l'universo si sia generato dal caos

Io invece me ne frego da cosa sia stato generato l'Universo. Sulla mia vita non ha alcun effetto pratico saperlo. Non e' che vivro' un secondo di piu' se invece che dal caos e' stato generato da un peto di Saoron, di Osiride o del Grande Cocomero. Ma a chi, invece. su tutto questo ci campa (bene) da 2000 anni, perche' ha trovato terreno fertile in una massa di creduloni, cambia assai...
Fra avere le scarpette di Prada e sedere su un trono d'oro servito e riverito, oppure portare un un paio di zoccolacci di legno e prendere calci in culo tutta la vita, c'e' una bella differenza. :)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Davide, con 'sta storia del 50% hai rotto. Lo abbiamo capito. Quante altre volte vorrai ripeterlo?"

Tutte le volte che mi darai del credulone. Io sono super scettico di natura.

Ciao Davide

traminer ha detto...

@ Klara
"@ Traminer: E se invece non fosse e basta? Ma guarda... a questa possibilita' non avevo davvero pensato. :)"
Cara Klara, lo so che non ci hai mai pensato :-)
Però invece molti potrebbero pensarci..
Domanda: ma siamo in 4 a scrivere su questo argomento?
Saluti,
Traminer

Michele Cogni ha detto...

beh dovendo scegliere voto il grande cocomero :)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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