lunedì 17 settembre 2012

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Qualora vogliate fare le cortigiane

Qualora vi passasse per la testa di fare le cortigiane, non chiedete a me di aiutarvi, non lo posso fare. Mi scrivete in tantissime per avere consigli su come iniziare, quali luoghi frequentare, come trovare i clienti, cosa sia giusto fare, ma vi prego: non insistete perche' vi dia aiuto. Oltre a non essere del tutto legale, come ho piu’ volte spiegato, da anni sono fuori dal giro. Il mondo e’ cambiato, la situazione e’ cambiata, la gente e’ cambiata e quello che potrei raccontarvi, oggi, suonerebbe strano, anacronistico, come il racconto di una vecchia zia che ha vissuto un’esperienza non piu’ attinente con la realta’. L’unica cosa che posso fare, pero', e che mi sento ancora di fare, e’ stilare un breve decalogo, elencando cio’ che direi a una sorella. Spero che possa esservi utile.

1) L’aspetto estetico conta molto, ma non e’ tutto. essere cortigiane richiede un livello di erudizione non indifferente. Percio’, anche se la Natura vi ha fatto dono di un bel corpo e di un bel volto, ma non siete in grado di organizzare un discorso sensato e tutto cio’ di cui siete capaci e’ esprimere stupide banalita’ e luoghi comuni, lasciate perdere. Alla fine arrivereste solo a frequentare persone ignoranti o che si divertirebbero a sfottervi per la vostra pochezza intellettuale. Ne sentireste cosi' tutto il peso, e nessuna ricchezza materiale potrebbe mai rendervelo piu' leggero.

2) Se avete intenzione di farlo solo per i soldi, sappiate dunque che in tal caso sara’ molto piu’ faticoso, perche' ogni volta sara’ come una violenza che farete a voi stesse. Ma oltre a cio' sara’ anche piu’ pericoloso: piu’ denaro vedrete arrivare, piu’ ne vorrete accumulare, e forse non saprete piu’ come fare a smettere.

3) Farlo e’ una scelta, non dimenticatelo mai, e la scelta e’ la massima espressione della vostra liberta’. Tuttavia, e’ bene che valutiate attentamente il motivo per cui la fate questa scelta. Se il motivo non e’ abbastanza forte, oppure lo fate solo per rivalsa contro il vostro ex che vi ha tradita, lasciate perdere. Tornare indietro, una volta intrapresa quella strada, non e’ semplice.

4) Sentirsi cortigiana non evita che in fondo cio’ che fate e’ prostituirvi, e questo non mette a rischio solo la vostra integrita’ fisica, ma soprattutto influisce su quella psicologica. La mente non la potrete proteggere con un preservativo. Se non avrete abbastanza forza interiore e sincera consapevolezza che non state facendo qualcosa di sporco, arriverete agli psicofarmaci nel giro di pochi mesi e non vi basteranno tutti i soldi guadagnati per pagare gli psicanalisti dei quali avrete bisogno.

5) Andare in giro vestite come delle mignotte non aiuta. Avercelo scritto in faccia che la date via per soldi, oltre a non essere di buon gusto, non vi sara’ di alcuna utilita’ nella vita. Anche una cortigiana ha bisogno di “uscire” ogni tanto dal lavoro, e ritrovare la sua dimensione di donna in un ambiente in cui nessuno la riconosce per cio’ che fa, altrimenti il rischio e’ quello di non capire piu’ chi realmente si e'.

6) Parlarne con i genitori non e’ saggio, a meno che non siate sicure al 100% che possano reggere al colpo, e che siano cosi' aperti di mente e anticonformisti da accettare di avere una figlia che fa la prostituta. Non credo ci sia bisogno di spiegarvi il perche’.

7) Se un cliente dice che vi ama, puo' essere che ami le vostre tette, il vostro culo, il sapore del vostro sesso o come glielo succhiate. Non voi. Nel mondo della cortigiana non c’e’ posto per le illusioni. Le illusioni portano presto alle delusioni, e le delusioni per chi frequenta molti uomini infoiati e pronti a dire qualsiasi cosa in certi momenti, possono essere infinite. Tenete dunque i piedi sempre ben ancorati a terra. Quasi tutti i clienti che incontrerete avranno detto esattamente lo stesso ad altre cento vostre colleghe.

8) Non esiste un modo adatto per trovare i clienti. Pero’ sconsiglierei di fare pubblicita’ piu’ o meno volgari nei siti web e forum di settore. Se volete essere una cortigiana, quei luoghi non fanno al vostro caso. Iniziare con un giro giusto e con le persone giuste e’ la cosa migliore. Affidarsi quindi al passaparola, evitando di apparire come delle professioniste, ma tuttalpiu’ recitare la parte di chi lo fa per curiosita’ o per trasgredire, anche se i quattrini non vi fanno schifo. Agli uomini piace molto; quasi tutti vogliono illudersi di essere “fra i pochi” in grado di cogliere una donna. Comunque, piu’ di ogni altra cosa, sara’ la fortuna ad aiutarvi a trovare le giuste opportunita'.

9) Se non potete fare a meno di innamorarvi e cio’ che desiderate nella vita e’ avere un fidanzato, lasciate perdere. Sono davvero rari gli uomini che accettano di stare con una donna che va a letto con altri senza battere ciglio, e nel caso lo trovaste, sappiate che esiste la fondata probabilita’ che stia fingendo e che lo faccia solo per interesse. Oppure, se si eccita a immaginarvi mentre scopate con altri, ha un vizio che presumibilmente non perdera’ mai, neppure quando deciderete di smettere.

10) Se tutto quello che ho scritto ancora non vi basta, o lo ritenete inverosimile, oppure pensate che io non ne sappia abbastanza di quel genere di vita, beh, allora provate... provate pure sulla vostra pelle. Per sapere esattamente come stanno le cose, non esiste niente di meglio di un’esperienza diretta. Ma poi, non tornate qui a lamentarvi e a dirmi che avevo ragione.

11 commenti :

Anonimo ha detto...

Sarà... a me a vedere lo smignottamento generale nn mi pare che sia così complicato, anzi...

J.T. ha detto...

Delle gran verità nonostante tu sia "fuori dal giro" da parecchio tempo:-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Anonimo: Sinceramente non ho capito molto, ma solo per il fatto di aver superato la difficile procedura anti spam, digitando le parole di controllo, meritavi una risposta. :)


@ J.T.: Certe cose non si dimenticano mai. E' come saper andare in bicicletta.

Anonimo ha detto...

Volevo dire che ne vedo tante in ufficio darla al capetto di turno per il posto fisso, come ne vedo tante universitarie e liceali concedersi per l'iphone nuovo, e per avere le scarpe ultimo grido...
può darsi sia difficile uscire, ma non mi sembra ci sia bisogno di chissà quale motivazione per farlo, a leggere il tuo decalogo sembra una cosa "per poche ma non per tutte", ecco a me sembra che sia una cosa per molte, quasi tutte, tutto qui...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Anonimo: a leggere il tuo decalogo sembra una cosa "per poche ma non per tutte", ecco a me sembra che sia una cosa per molte, quasi tutte, tutto qui...

Ah, capisco. Quindi tu credi che avere un pianoforte significhi anche saperlo suonare e, magari, poter essere fra i concertisti piu' pagati del mondo.
Io parlavo di "cortigiane", e non di chi la da' via per una sniffata di coca o per la borsetta griffata. Quindi di "professionismo".
A tal riguardo, qualche anno fa, avevo scritto anche questo: http://tinyurl.com/dx35vsu

Anonimo ha detto...

Forse la differenza sta tutta nel sapere quali sono i propri obiettivi; mi spiego meglio: darla per un iphone è un obiettivo immediato e tutto sommato semplice, mentre farne una scelta di vita, una professione è qualcosa di meditato.
Poi siamo uomini, e stiamo ragionando su dinamiche che probabilmente sono lontane dal nostro modo di pensare.

ThK^

J.T. ha detto...

Non credo si parli di motivazioni bensi di conseguenze, come dire, mi butto in acqua facilmente però, prima, devo valutare se in queòlle acque so nuotare....

Anonimo ha detto...

si, ho letto...
è solo che a me, che non sono del mestiere, non mi è affatto chiara la distinzione tra professionismo e non...
per esere professionista lo devi fare quante volte ? 10 volte al giorno ? due ? una ? due volte a settimana per arrotondare lo stipendio ? o una volta a settimana con il commenda che ti lascerà la casa in regalo, che magari vale + di tante marchette fatte quotidianamente in strada ?
e a dirti il vero non so se ha un senso parlare di professionismo... c'è chi avrà clienti migliori e chi peggiori, forse si può parlare di chi e come beccarsi i clienti "migliori"
spero di essermi spiegato...
ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ J.T.: mi butto in acqua facilmente però, prima, devo valutare se in queòlle acque so nuotare....

Prima di buttarsi tra i flutti, si deve avere ben chiaro perche' lo si fa.
Lo si fa perche' bisogna salvare qualcuno?
Lo si fa perche' vogliamo dimostrare a qualcuno di saper nuotare?
Lo si fa perche' dopo ci danno un premio?
Lo si fa perche' ci piace il rischio estremo?
Lo si fa perche' abbiamo perso un amore e ci vogliamo suicidare?
Insomma, non ci si affaccia al parapetto se prima non si ha bene chiaro in mente cosa si voglia ottenere. La motivazione, quindi, e' la prima cosa, e poi, dopo, una valutazione delle proprie capacita', che sono piu' difficili da valutare in quanto molta gente tende a sopravvalutarsi.
Allora, riepilogando, gli step sono:
a) avere una motivazione per farlo
b) essere coscienti del rischio che si corre
c) valutare le proprie capacita'
d) affrontare l'avventura

Chiara di Notte - Klára ha detto...

non mi è affatto chiara la distinzione tra professionismo e non...
per esere professionista lo devi fare quante volte ? 10 volte al giorno ? due ? una ? due volte a settimana per arrotondare lo stipendio ? o una volta a settimana con il commenda che ti lascerà la casa in regalo, che magari vale + di tante marchette fatte quotidianamente in strada ?


Cio' che chiedi e' alquanto confuso e non so se la mia risposta ti soddisfera'. Non e' una questione di "rendita", che' come dici tu una sola marchetta puo' rendere piu' di cento se fatta con la persona giusta. E' una questione di "cosa si vuol essere".
C'e' chi, facendo altro, dipinge ogni tanto anche qualche quadretto. Lo fa per hobby, e i suoi quadri li regala o li vende a qualche amico. Magari, trova pure qualcuno che ne compra uno pagandolo tantissimo... si puo' parlare di professionismo?
Non so.
Poi c'e' chi ha scelto di fare il pittore. E allora fa mostre, e accetta ogni lavoro che riguardi la sua professione, dal ritratto su commissione all'affrescare un ponte.

L'Angelo ha detto...

Brutto caso quello che mi riguarda. Temo di essermi fatto coinvolgere in modo sbagliato in un rapporto (pseudo)professionale per cui ora mi viene spontaneo una sorta di senso di protezione umano nei confronti dell'altro soggetto coinvolto. Detto questo non è che trovi la cosa ingiusta, anzi tutt'altro. Tuttavia i punti cardine della situazione sono:
a) non posso cambiare lo stato delle cose in mancanza del consenso dell'altra parte che evidentemente non c'è;
b) un effetto positivo, se vogliamo, è quello che non sono più alla ricerca di altri tipi di rapporti professionali;
c) mi prodigo spesso ad andare in aiuto dell'altro soggetto;
d) l'altro soggetto apprezza e accetta il mio aiuto;

Tutto ciò per dire che i punti elencati nel post sono più che condivisibili, tuttavia mi sento di poter affermare che per quanto mi riguarda il punto n.7 non corrisponde alla realtà dei fatti. Prima d'ora nessuna professionista si è mai sentita dire parole simili, pur avendo avuto sempre il massimo rispetto per il tipo di rapporto professionale e per la professione svolta. Per il caso relativo al commento invece diciamo pure che le cose sono andate e continuano ad andare in maniera diversa. Dove nasce, a mio modo di vedere, l'anomalia? Nasce dal fatto che in questo caso c'è onestà (per altro intellettuale) e sincerità per l'appunto. Da entrambe le parti.

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