giovedì 13 settembre 2012

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E invece, parliamo di prostituzione

Lo facciamo mettendo in contrapposizione due tesi: quella di chi sostiene che la prostituzione sia qualcosa che offende la dignita' della donna, di qualunque donna, non solo di chi la esercita, e quella di chi, al contrario, sostiene che la prostituzione non sia sostanzialmente diversa da una qualsiasi altra professione - anzi, talvolta indispensabile per risolvere le difficolta’ di chi non puo’ accedere agilmente a un’attivita’ sessuale soddisfacente -, e che il vero problema sia esclusivamente morale, insito in coloro che, per questioni del tutto soggettive, non riescono a sopportare l’idea che nel mondo ci siano donne che, in liberta’ e senza sentirsi di serie B, abbiano scelto di prostituirsi. A sostenere questa seconda tesi, ovviamente, ci sono anch’io.

"La prostituzione non è riappropriazione. Non è scelta, non è libertà, non è gioia. La prostituzione implica la tortura, la riduzione in schiavitù, lo sfruttamento, l’emarginazione sociale, il ricatto."

Questo scrive Chiara Melloni in un articolo per Femminile Plurale che ha un titolo che pare quasi un ordine, "Non parlate di prostituzione", al quale non obbedisco e di cui non condivido una sola virgola. Infatti, l’articolista, in buona o cattiva fede questo non mi e’ dato di saperlo, non fa altro che confondere il mezzo (la prostituzione) con la finalita’ (il trafficking, cioe' il traffico di esseri umani) di chi con essa, sfruttandola, si arricchisce.

A voler essere pignola, la stessa operazione di mistificazione la si potrebbe fare anche parlando di raccolta di pomodori. La si potrebbe confondere con le organizzazioni malavitose che spesso stanno dietro a tale attivita’; organizzazioni che, allo stesso modo, trafficano in esseri umani e li sfruttano come e quanto possono essere sfruttate molte prostitute. Cionondimeno, non e’ che chi sceglie di fare la contadina, raccogliendo i pomodori in proprio, debba per questo sentirsi ostracizzata, o compatita, o addirittura equiparata a una “tossicodipendente” da aiutare ad ogni costo, come generalmente avviene per una prostituta.

Da cosa dipende questa diversa valutazione? Perche’ una contadina resta una persona che mantiene un proprio ruolo accettato da tutti e non offende la dignita’ di nessuno, seppure l’attivita’ della raccolta dei pomodori sia spesso collegata al traffico di esseri umani, mentre la donna che sceglie di prestare un altro tipo di servizio, utilizzando invece delle braccia un’altra parte del suo corpo, quella che volgarmente viene chiamata fica, viene trattata come una che col suo lavoro, oltre ad offendere tutto il genere femminile, favorisce il proliferare della malavita?

Fare questa grande confusione fra prostituzione e trafficking, mescolando in modo abile e capzioso il mezzo con la finalita’, rendendo l'uno conseguenza dell'altro se non addirittura la stessa identica cosa, e’ come affermare insindacabilmente che l'oppio fa male, sempre e comunque, poiche' trafficato dalla malavita, dimenticandosi, pero’, quanto questa sostanza venga usata nella farmacologia, soprattutto nella terapia contro il dolore. Una grande parte della produzione mondiale di oppio viene infatti trattata tramite canali che sono del tutto legali, e dietro a tale traffico ci stanno governi, aziende farmaceutiche, ospedali, quindi non coincide con attivita' criminali e nessuno ha niente da ridire. Le persone assennate sanno infatti che l'oppio ed ogni benefico effetto che esso puo' produrre, non puo' essere eliminato adducendo il pretesto che dietro ad esso esiste tutto un traffico parallelo e illegale gestito dalla malavita.

Ma per la prostituzione non e' cosi', e si arriva a demonizzare lo strumento, il mezzo, confondendolo con la finalita’ di chi lo usa. Tuttavia, qualsiasi strumento di per se’ non e’ ne’ buono ne’ cattivo; cio’ che lo rende tale e’ solo il motivo per cui lo si utilizza. Percio' una donna che lo fa per scelta non puo’ essere equiparata a una dodicenne che viene rapita e obbligata a stare in un bordello, in quanto sta proprio nella scelta di fare, o non fare, qualcosa la vera liberta’. Dunque, anche nella scelta di fare la puttana.

Qualcuno ha obiettato che se lo si fa per denaro, non e’ liberta’, in quanto esiste una “costrizione” che e’ appunto il bisogno di denaro. Ma, signori miei, se e’ cosi’ allora ditemi chi e’ che non e’ schiavo? Ogni mestiere viene fra virgolette "fatto per fame". Cioe' per campare. Il fatto di essere schiavi del denaro, vale per chiunque. Un cantante Rock, ad esempio, non lo fa forse per i soldi? “Si’, pero’ il cantante rock vende la sua bravura, non il suo corpo, e quindi e’ una cosa diversa!” mi e' stato detto. Ma in base a cosa si puo’ stabilire che e’ diversa? Che differenza c'e' fra prestazione intellettuale, artistica e corporale? Esiste davvero una differenza per cui l'una valga piu’ dell’altra in termini “morali”?

Se diamo retta a chi sostiene che esiste questa differenza, possiamo stabilire che un cantante rock e' libero perche’ vende la sua bravura... una commessa e' libera perche’ vende la sua bravura... una contadina e’ libera perche’ vende la sua bravura (?). Pero', una donna che sceglie di fare la prostituta, invece della commessa, la cantante rock o la contadina, no. Non lo e'. In sostanza, il confine fra liberta' e non liberta’, per chi demonizza la prostituzione, si riassume tutto in questa sottile diversita’: se vendi il corpo ma non tutto il corpo, solo quelle parti che stimolano desiderio sessuale, non sei libera. Se invece vendi tutto il resto, il tuo cervello, le tue braccia, e la tua arte sei liberissima.

E se invece la liberta’ fosse tutt'altra cosa e non dipendesse da “quello” che si vende, ma da “come” e “perche'” si vende? Perche’ esiste una notevole differenza fra chi e' obbligata a fare un certo mestiere, fosse anche la cantante rock, ma che potendo scegliere farebbe altro, e chi, pur potendo fare qualcosa di diverso, sceglie comunque di fare quello che si sente di fare, finanche la prostituta. E allora chiedo: chi fra le due e’ piu’ libera?

La signora Melloni, se fosse una femminista, vera, attenta alla liberta’ della donna piu’ di quanto lo sia alla sua “moralita’ di facciata”, dovrebbe essere orgogliosa del fatto che al mondo ci sono delle donne che scelgono di gestirsi in proprio senza dover sottostare a nessuno, neppure agli sguardi bramosi di un capufficio arrapato, e dovrebbe portarle ad esempio anziche' demonizzarle per una professione che non significa solo traffico di esseri umani e malavita, ma molto spesso significa anche rendere felice chi, altrimenti, non potrebbe avere una vita sessuale soddisfacente. Dal timido, all’insicuro, fino ad arrivare a chi ha delle vere e proprie impossibilita’ fisiche. E invece, anche lei come molte altre donne, non importa se femministe o no, cade nella trappola della contraddizione tipica di un moralismo incancrenito in quelle societa’ in cui la religione, qualunque religione, ha sempre avuto una grande influenza nell’educazione delle persone che, anche da adulte, nonostante le belle idee progressiste e i buoni propositi, fanno fatica a liberarsi dai preconcetti e dal condizionamento ricevuto. Non dimentichiamoci che i bordelli e la prostituzione, sono leciti in molti paesi del mondo. E sono i paesi piu' civili.

37 commenti :

fabio gironi ha detto...

Sono in gran parte d'accordo ma lo stretto rapporto esistente tra un certo tipo di prostituzione e un certo tipo di criminalità mi sembra indiscutibile. Penso che molta dell'ostilità esistente nei confronti delle puttane sia legata all'invidia e all'impotenza travestite da etica. Mi dispiace che su questo punto anche la sinistra progressista si schieri contro opinioni come le tue. Mi spiace anche che siano le donne quelle più accese ( timori di perdere la mazza?) e che i maschi come spesso succede facciano gli gnorri. Però tu secondo me sei una prostituta o hai esercitato il mestiere. Brava sei andata a contestare la tizia a casa sua, così si fa.

Michele Cogni ha detto...

che ci siano enormi giri criminali e di sfruttamento dietro è innegabile, altrettanto innegabile che sia un diritto di libertà personale esercitarla e che da sempre se c'è una domanda di qualcosa ci sarà sempre una adeguata offerta...
penso che sono con una regolamentazione e legalizzazione si potrebbero ottenere i migliori risultati di tutela e rispetto (oltre che introiti in tasse) poi certo resterà sempre un sottobosco criminale, ma quello purtroppo c'è in quasi ogni umana attività (in primis politica)

Alex ha detto...

Ciao Chiara,
nell'articolo della Meloni, non ho notato nulla di così scandaloso, ha scritto, giustamente, che si deve stare attenti a non confondere la prostituzione come libera scelta ed essere prostitute per schiavitù, che è una bella differenza.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Fabio Gironi: lo stretto rapporto esistente tra un certo tipo di prostituzione e un certo tipo di criminalità mi sembra indiscutibile.

Lo stretto rapporto fra un certo tipo di criminalita' e ogni tipo di attivita' e' innegabile. Dove ci stanno i soldi, si sa, ci sta pure la criminalita'. Per questo la criminalita' sta dietro a TUTTO. Soprattutto dietro alla finanza, alle banche, e cio' che fa guadagnare molto denaro. Cionondimeno non si puo' dire che un'attivita' e' tutta criminalita', oppure come afferma la signora Melloni lo e' al 99%.
Se invece si vuol dire che la prostituzione, non essendo regolamentata, lascia spazio ad attivita' criminali ne' piu' ne' meno di quanto accada per chi raccoglie i pomodori, allora la soluzione a questo e' legalizzarla, esattamente come e' stato fatto in quei paesi del mondo piu' civili. Stop. Non occorre fare altro.
Eppure sembra che si voglia cancellare la prostituzione. Perche'? La risposta e': perche' si detestano le prostitute e chi va con le prostitute. Il tutto per ragioni morali che sono del tutto soggettive.
In definitiva, si crede forse che se anche la professione fosse regolamentata, e non ci fossero piu' attivita' malavitose dietro (cosa impossibile in quanto la malavita e' dietro a tutto, ma ammettiamolo per ipotesi) queste persone cesserebbero la loro campagna di demonizzazione delle donne che vendono il loro corpo?
Io non credo.
Credo invece che continuerebbero perche' il problema per loro non e' la malavita, ma la non accettazione della liberta' altrui quando non si e' capaci di esercitare la medesima liberta'.


@ Alex: non ho notato nulla di così scandaloso

A me basta la frase che ho riportato nel post per capire il clima che si respira nella mente di quella persona riguardo a tale tema.

Alex ha detto...

La frase citata non è sicuramente riferita a chi si prostituisce per diletto o per farne una professione, per altro di lauto guadagno e privo/a di ogni costrizione.
Sai meglio di me che, per strada, ci sono ragazze che vengono massacrate, violentate e ricattate con minacce per la famiglia per obbligarle a prostituirsi, senza pensare che la violenza continua chi, pagando, usufruisce del servizio.

Sicuramente chi scrive non conosce bene la realtà, può essere superficiale, può sbagliare le parole, ma la tutela di chi è indifeso va oltre e se Morgane Merteuil, con la sua testimonianza voleva far conoscere un lato diverso della prostituzione, anche positivo, doveva sottolineare, molto bene il lato peggiore.
Comunque anche i sindacalisti francesi sono un pò come quelli italiani:-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: Sai meglio di me che, per strada, ci sono ragazze che vengono massacrate, violentate e ricattate con minacce per la famiglia per obbligarle a prostituirsi

E' un po' come scoprire l'acqua calda. Ho gia' detto che dietro a OGNI attivita' che fa guadagnare soldi esiste la criminalita' organizzata. Se ti rendessi conto di cosa esiste dietro alla cosiddetta attivita' del "trapianto di organi" ti riempiresti d'orrore, oppure dietro alle "legalissime" case farmaceutiche e i loro "test" eseguiti nei paesi del terzo mondo, oppure dietro a come vengono fabbricate le scarpe da Jogging che forse indossi in modo che le multinazionali che le vendono possano farci utili stratosferici utilizzando il lavoro di bambini ridotti alla fame, oppure l'origine dei diamantini che ornano l'anellino che regali a tua moglie o alla tua ragazza.
Quindi, la schifezza esiste in ogni dove e nessuno puo' dire "io sono puro", perche' "clienti" di qualcosa che viene fabbricato o trafficato con lo sfruttamento di povere persone, siamo tutti. Inutile continuare ad essere ipocriti e chi va a puttane non e' peggiore di chi si compra le Nike.
Ma a parte questo, che come ho detto e' come scoprire ogni volta l'acqua calda, come si risolve il problema legato alla prostituzione? Lo si risolve invitando gli uomini a non andare con le puttane? Oppure invitando le donne a non prostituirsi? Lo si risolve demonizzando la professione? Rendendola vietata?
E' impossibile, e tutti lo sanno (compresa la signora Melloni). Piu' la si vietera' piu' si aumentera' il giro di criminalita' che su tutto cio' che e' vietato fa affari miliardari.
Dalla signora Melloni, oltre alla scoperta dell'acqua calda, non ho visto altro. Non una proposta, non un consiglio. Niente. Solo una recriminazione su come tale attivita' (la prostituzione) sia terribile perche' dietro ci sta la criminalita' che picchia le donne. Secondo la signora Melloni al 99%. Da dove tragga questa sicurezza sulla percentuale, comunque, non si sa. L'importante per lei e' dimostrare che TUTTE le prostitute sono schiave del trafficking. E questa, io affermo, e' una falsita'. Anzi, in Italia sono piu' le prostitute che lo fanno per scelta, e che decidono di farlo per i soldi anche se a molte non piace, di quelle che vengono trattate come la signora Melloni descrive. Ma forse la signora voleva riferirsi a bordelli di Saigon...
Da una femminista, mi sarei attesa qualcosa di piu' corposo. Una proposta, uno straccio di idea per risolvere la questione dal punto di vista sociale, in Italia e non a Saigon, garantendo chi e' oggetto di trafficking e allo stesso tempo il diritto di voler esercitare il mestiere. Questa proposta non l'ho vista.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Michele Cogni: penso che solo con una regolamentazione e legalizzazione si potrebbero ottenere i migliori risultati di tutela e rispetto (oltre che introiti in tasse) poi certo resterà sempre un sottobosco criminale, ma quello purtroppo c'è in quasi ogni umana attività (in primis politica)

Quello che dici e' giustissimo, e mi trovi d'accordo. Ma questo articolo non affrontava il tema della (pur giusta) legalizzazione del meretricio, quanto il tema della "liberta'" della donna, e contestava l'asserzione della signora Melloni per la quale "ogni prostituta e' schiava e tartassata".
Cio' non e' vero. Almeno non lo e' in Italia come non lo e' in Ungheria, come non lo e' in Russia. Lo e'sicuramente in Cambogia o in altri paesi del terzo e del quarto mondo, ma non laddove esiste un livello d'istruzione abbastanza alto che permette alle donne di scegliere di farlo in liberta'.
Con questo non voglio dire che in Italia, in Ungheria o in Russia non esistano le schiave o le tartassate, ma sono in minoranza rispetto a chi sceglie di prostituirsi e non il 99% come asserisce la signora Melloni.
Ho gia' premesso che "farlo in liberta'" non e' sinonimo di "farlo volentieri". Sono due cose diverse, ma quando si sceglie di fare una cosa, e la si fa anche se non volentieri, cio' non esclude il fatto che siamo "libere". Questo e' il punto; perche' la liberta' sta proprio nella SCELTA.
A questo proposito, solo per dimostrare che anche in paesi economicamente arretrati rispetto all'Italia (quindi assai piu' vulnerabili dal punto di vista dell'infiltrazione malavitosa nelle attivita' di prostituzione), come appunto e' la Russia, la gran parte delle donne che si prostituiscono non e' affatto schiavizzata, ma lo fa seguendo la logica dello "scegliere cio' che piu' conviene", cito un mio post scritto in tempi non sospetti (8 aprile 2007), in cui parlo di 100.000 prostitute che ogni sera affollanno la citta' di Mosca per esercitare il mestiere. E non sono affatto schiave. Non lo sono piu' di quanto potrebbero esserlo in qualsiasi altra attivita', perche' in ogni attivita', quando non esercitata in proprio, c'e' sempre un qualche tipo di coercizione, fosse anche il ricatto di perdere il posto.

http://tinyurl.com/8tazctf





Sandro ha detto...

at Fabio Gironi - l'uomo non sta facendo lo gnorri. Visti i pregressi e regressi dell'universo femminile sta riflettendo sul da farsi, aspettando di trovare una cura

rossoallosso ha detto...

non ho letto l'articolo della Meloni ma ho letto il tuo e non fa una piega,se si vuole emancipare la donna soffermandosi solo sull'aspetto della prostituzione,oltre che riduttivo è pure offensivo.dato che esistono pure i gigolò che facciamo, emancipiamo l'uomo oppure è già emancipato

Alex ha detto...

La stessa frase letta da due persone può essere interpretata in modo diverso.

Concordo su quello che hai scritto e sono favorevole alla legalizzazione della prostituzione.
Nel caso dell'Italia, la presenta del Vaticano è una forte spinta per l'astinenza politica, non so se si può considerare arretratezza.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rosso: non ho letto l'articolo della Meloni ma ho letto il tuo e non fa una piega

Neanche il suo fa una piega se si segue la sua logica. Trovi comunque il link nel mio post.


@ Alex: Nel caso dell'Italia, la presenta del Vaticano è una forte spinta per l'astinenza politica, non so se si può considerare arretratezza.

Il Vaticano viene usato troppe volte come alibi. Certamente avra' la sua influenza, ma non credo che sia tutta colpa del Vaticano. In Russia, dove il sentimento religioso adesso e' fortissimo, il problema non esiste.
No no. Non credo piu' alla scusa del Vaticano. Credo che serva a molte persone per non interrogarsi, invece, su se stessi.

petra luna ha detto...

Mi è piaciuto molto l'articolo: condivisibile in toto. Mi riferisco a quello della Melloni, ovviamente. Riguardo a te invece ti leggo un po' sull'incazzoso rabbioso ringhioso senza motivo. La Melloni ha condannato giustamente la prostituzione intesa come sfruttamento dell'essere umano, invitando a fare un netto distinguo tra "sex worker" e "prostituta"(intesa appunto come sfruttata). Non ha affatto demonizzato la "sex worker", ovvero la donna che sceglie la professione in piena coscienza e libertà (libertà relativa chiaramente...non so fino a che punto si possa provare gioia nel succhiare il pisello di un uomo verso cui si prova ribrezzo; una scelta del genere si può fare solo per bisogno, ma questo è un altro discorso, anche abbastanza banalotto).. Forse dovresti rileggerti meglio il suo articolo,mi sembra tu non ne abbia afferrato pienamente il senso..è un peccato :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Petra luna: La Melloni ha condannato giustamente la prostituzione intesa come sfruttamento dell'essere umano

Tralascio il preambolo sull' incazzoso e altre amenita' che non mi riguardano e sono buttate li' un po' alla cazzo di cane, come incipit del tuo discorso, e passo invece al punto dolente, che ne' tu ne' altre che probabilmente non sono d'accordo con me, avete notato, forse in malafede o forse per ignoranza. Tuttavia, lo ripeto: cio' di cui parla la Melloni non e' "prostituzione". Cio' di cui lei parla si chiama "trafficking" ovvero traffico di esseri umani. E il trafficking non e' obbligatorio sia a scopo sessuale. Il trafficking puo' riguardare tutti i campi, persino quello della raccolta di pomodori o dei trapianti d'organi.
Che facciamo? Aboliamo i pomodori e i trapianti?
Comprendi la sottile ma significativa distinzione?
Spero di si' perche' mi pari una persona intelligente, a differenza di me che invece, a quanto pare, sono stupida.
Buona giornata. :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Petra luna: non so fino a che punto si possa provare gioia nel succhiare il pisello di un uomo verso cui si prova ribrezzo; una scelta del genere si può fare solo per bisogno, ma questo è un altro discorso, anche abbastanza banalotto

Nella mia risposta precedente avevo scordato di inserire questa tua "perla filosofica". Comunque, un'amica una volta mi parlo' di come sua madre, non trovando lavoro, accetto' di fare la badante ad un uomo molto anziano, pulendogli il culo ogni volta che andava in bagno, mettendogli a posto la casa sempre sporca, lavandogli le mutande, eccetera. Mi sorprese come di questo fatto la mia amica fosse orgogliosa, quasi a dimostrare che quando si ha bisogno si arriva a fare anche quello che non ci piace, qualcosa che sua madre aveva avuto il coraggio di fare.
Girero' la tua "perla di filosofia" alla mia amica. Magari lei sara' in grado di darti una risposta.

rossoallosso ha detto...

ho letto e dici bene pure il suo non fa una grinza salvo il termine prostituzione,termine che comprende pure questo:
"Dopo dieci anni di Fiat non c'è un solo dipendente che non abbia gravi malattie a carico dello apparato scheletrico e nervoso (come non c'è un solo dipendente dell'Ilva di Taranto che non abbia i polmoni bruciati dalla polvere rossa. I lavoratori italiani pagano con la vita il tozzo di pane che portano alle loro famiglie"
forse avrebbe dovuto aggiungere "sfruttamento della.."

ma che palle 'sto antirobot!!

davide ha detto...

Cara amica Petra luna,

"non so fino a che punto si possa provare gioia nel succhiare il pisello di un uomo verso cui si prova ribrezzo; una scelta del genere si può fare solo per bisogno"

Non credo che chi sta otto ore tutti i giorni alla catena di montaggio lo faccia per piacere. Quasi tutti i lavori pesanti si fanno per bisogno (non tutti hanno la fortuna di fare i professori, i medici, gli avvocati o altri lavori interessanti).

Ora succhiare un pisellino o leccare una Paperetta è molto meno pesante e disgustoso di tanti altri lavori.

Comunque il proibizionimo non serve a niente e provaca effetti nefasti.

Ciao Davide

davide ha detto...

Caro amico Rossoallosso,


"ma che palle 'sto antirobot!!"

Hai tutta la mia solidarietà.

Ciao Davide

petra luna ha detto...

"Tuttavia, lo ripeto: cio' di cui parla la Melloni non e' "prostituzione". Cio' di cui lei parla si chiama "trafficking" ovvero traffico di esseri umani. E il trafficking non e' obbligatorio sia a scopo sessuale. Il trafficking puo' riguardare tutti i campi, persino quello della raccolta di pomodori o dei trapianti d'organi. "



Esattamente, parla di traffiking!In questo articolo parla nello specifico di traffiking della prostituzione ; la Melloni non nega esplicitamente che il traffiking esista anche in molti altri settori(se trovi un'affermazione del genere, eslicita o implicita mostramela!) mi pare, semplicemente QUI non ne parla, perché si concentra su quello della prostituzione. Non ha la pretresa di trovare soluzioni al problema, non parla di abolire la prostituzione in toto, tant'è che il distinguo tra sex worker e prostituta(sfruttata) implicitamente riconosce come legittima la scelta di una donna di esercitare "liberamente" la professione. Evidentemente interpretiamo le parole dell'articolo in maniera molto differente, ho l'impressione che tu vada in cerca di una polemica a tutti i costi (con l'autrice) e ti aggrappi a ciò che non esiste. Da parte mia l'ho trovato un articolo semplice, di facile comprensione e condivisibile: una denuncia del trakkico della prostituzione, un riconoscimento legittimo del libero esercizio della stessa. Anzi, dirò di più: mi è piaciuta molto la distinzione anche semantica da lei utilizzata: tra prostituta e sex worker. Il termine "prostituta" per una donna che sceglie di esercitare effettivamente è poco adatto e moralizzante, visto che a questo punto anche un'operaia potrebbe definirsi "prostituta" , dal momento che vende una parte di se stessa in cambio di denaro. Il termine sex worker invece riporta l'esercizio della sessualità a fini di lucro alla dimensione lavorativa di tutte le altre professioni. Mi domando dove tu legga che la Melloni voglia abolire una simile professione.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ petra luna (risposta in due parti): Esattamente, parla di traffiking!In questo articolo parla nello specifico di traffiking della prostituzione

A me pare che l'articolo porti il titolo "non parlate di prostituzione" e non "non parlate di trafficking". Sono due cose diverse. Se la signora Melloni (ed anche tu) non conoscete il significato delle parole, non e' colpa mia.

la Melloni non nega esplicitamente che il traffiking esista anche in molti altri settori(se trovi un'affermazione del genere, eslicita o implicita mostramela!) mi pare, semplicemente QUI non ne parla, perché si concentra su quello della prostituzione.

Non e' esatto. Lei il trafficking non lo cita proprio. Parla solo del mestiere, cioe' della prostituzione. Infatti nella frase con la quale cerca di dare una giustificazione al suo articolo, la parola trafficking neppure e' menzionata, ma dice esplicitamente: "La prostituzione non è riappropriazione. Non è scelta, non è libertà, non è gioia. La prostituzione implica la tortura, la riduzione in schiavitù, lo sfruttamento, l’emarginazione sociale, il ricatto."
Continuo ad essere "pignola" sull'uso delle parole, ma quando si scrive qualcosa l'uso appropriato dei termini e' essenziale per farsi comprendere. Tu invece pretendi che chi legge debba interpretare cio' che l'autrice intendeva pero' scrivere. Scrivendo in quel modo, la Melloni voleva comunicare che cosa? Che prostituirsi e' bello? Che le donnne hanno lo stesso rispetto sia che si prostituiscano sia che facciano le commesse? Con quella frase, chi ha letto l'articolo si e' fatto l'ida che la prostituzione sia come l'ha descritta la Melloni, tutta un sopruso e una schifezza, piena di papponi pronti a picchiare e torturare, clienti biechi, viscidi, schifosi... mentre e' dimostrato che nei paesi a piu' alto standard economico non e' assolutamente cosi', e in quelli piu' civili e' addirittura tutelata come un qualsiasi altro mestiere.

Non ha la pretresa di trovare soluzioni al problema, non parla di abolire la prostituzione in toto, tant'è che il distinguo tra sex worker e prostituta(sfruttata) implicitamente riconosce come legittima la scelta di una donna di esercitare "liberamente" la professione.

Se non ha la pretesa di trovare soluzioni a cosa serve scrivere un articolo del genere? E' qui che non arrivo a capire. E' come se adesso mi mettessi a scrivere del mal di denti dicendo che "ahi ahi fa tanto male e sarebbe meglio che i denti non dolessero mai". "Oppure che d'inverno fa tanto, tanto freddo, soprattutto quando la temperatura va sottozzero".
Se permetti, ogni volta che si scrive qualcosa e non lo si fa solo per parlarsi addosso, come faccio spesso anche io (ma questo e' un blog personale e non ho pretese di fare informazione), si deve esporre il problema, ma anche ipotizzare la soluzione. E per lei, per te, la soluzione quale sarebbe? Una questione di nomi? Si risolve tutto chiamando prostitute le prime e sex worker le seconde?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Evidentemente interpretiamo le parole dell'articolo in maniera molto differente, ho l'impressione che tu vada in cerca di una polemica a tutti i costi (con l'autrice) e ti aggrappi a ciò che non esiste.

Si', le interpretiamo in modo diverso. Comunque, se avessi voluto polemizzare sarei andata a contestare l'autrice nel suo sito; con molta probabilita', invece, lei neppure mi conosce e nessuno oltre agli amici e alle amiche che leggono questo blog (non piu' di un qualche centinaio di persone) sa che ho scritto questo articolo. Era un puro sfogo personale come si addice a un blog personale in cui l'autrice (in questo caso io) interpreta appunto gli avvenimenti e cio' che legge in giro a proprio modo.
Quindi, di che genere di polemica stai parlando? L'unica polemica che vedo e' quella fra me e te, e non l'ho iniziata io.
Ti ricordo che ti sei presentata qui accusandomi innanzitutto di essere "rabbiosa"... ti pare un termine da usare quando non si desidera polemizzare?

Anzi, dirò di più: mi è piaciuta molto la distinzione anche semantica da lei utilizzata: tra prostituta e sex worker. Il termine "prostituta" per una donna che sceglie di esercitare effettivamente è poco adatto e moralizzante

Che cavolo significa "poco adatto e moralizzante", me lo sai spiegare? Esistono termini che sono stati dati alle cose. Esiste anche il tetmine "patata", "pisello", oltre a fica e cazzo. Che significa? Che il cazzo per essere piu' moralizzante dovrebbe essere chiamato pisello? E la fica patata? Patata e' piu' moralizzante?
Che cazzata! Scusa il termine. Anzi no: che pisellata!!!
Che' poi, sex worker... suvvia... queste scempiaggini solo per anglofonizzare, come se anglofonizzando si desse piu' dignita' alla donna che sceglie di dare via la fica per soldi.
Viene da sempre chiamata prostituta, perche' cambiare?
E non facciamo l'errore di confondere le prostitute con la prostituzione, che' non sono la stessa cosa; in ogni mestiere ci si puo' prostituire, ma prostituta identifica una persona ben precisa. Ogni altro termine che viene usato in modo politicamente corretto, e' solo un palliativo semantico.

Mi domando dove tu legga che la Melloni voglia abolire una simile professione.

Ah, se e' per questo non c'e' neppure scritto che ne vuole diffondere l'esercizio. Tu cosa pensi, che la Signora melloni sia favorevole al fatto che in Italia ci siano delle "scuole per prostitute" esattamente come ci sono le scuole di ballo?

petra luna ha detto...

A me pare che l'articolo porti il titolo "non parlate di prostituzione" e non "non parlate di trafficking". Sono due cose diverse. Se la signora Melloni (ed anche tu) non conoscete il significato delle parole, non e' colpa mia.

cosa intenda la Melloni con il termine "prostituzione" lo spiega chiaramente nell'articolo: parla appunto di traffiking (come tu stessa hai affermato), anche se non ne cita il termine.

"Non e' esatto. Lei il trafficking non lo cita proprio. Parla solo del mestiere, cioe' della prostituzione."

ma come, l'hai detto tu stessa che parla di traffiking, ricordi? cito le tue parole:
""Tuttavia, lo ripeto: cio' di cui parla la Melloni non e' "prostituzione". Cio' di cui lei parla si chiama "trafficking" ovvero traffico di esseri umani."


Non si deve necessariamente usare il termine traffiking: siamo persone intelligenti, atteniamoci al succo del discorso, ti pare?


"Con quella frase, chi ha letto l'articolo si e' fatto l'ida che la prostituzione sia come l'ha descritta la Melloni, tutta un sopruso e una schifezza, "

quella semmai è l'idea che te ne sei fatta tu, in base alla tua interpretazione dell'articolo. Lascia dire a chi l'ha letto che impressione se n'è fatta, tu come fai a saperlo scusami? leggi anche nelle teste altrui , ora? Io ad esempio non ne ho ricavato affatto l'impressione che tu descrivi: ho capito benissimo la distinzione che la Melloni opera tra la sex worker e la prostituta; e non si tratta di politicamente corretto. Dal mio punto di vista ha usato due termini distinti proprio per semplificare la differenza tra le due figure. E' chiaro che ad essere senza gioia è la prostituzione esercitata con costrizione ..Lo scrive chiaramente, è lei stessa a sottolineare la differenza.



"Se permetti, ogni volta che si scrive qualcosa e non lo si fa solo per parlarsi addosso, come faccio spesso anche io (ma questo e' un blog personale e non ho pretese di fare informazione), si deve esporre il problema, ma anche ipotizzare la soluzione. E per lei, per te, la soluzione quale sarebbe? Una questione di nomi? Si risolve tutto chiamando prostitute le prime e sex worker le seconde?"


se permetti il motivo per cui qualcuno scrive qualcosa non lo devi ancora decidere tu. Ha espresso una considerazione,ha esposto un problema chi l'ha detto che per forza doveva pure ipotizzare una soluzione? Questa è una tua idea.


" Era un puro sfogo personale come si addice a un blog personale in cui l'autrice (in questo caso io) interpreta appunto gli avvenimenti e cio' che legge in giro a proprio modo.
Quindi, di che genere di polemica stai parlando? L'unica polemica che vedo e' quella fra me e te, e non l'ho iniziata io.
Ti ricordo che ti sei presentata qui accusandomi innanzitutto di essere "rabbiosa"... ti pare un termine da usare quando non si desidera polemizzare?"

che è uno sfogo tuo personale l'avevo capito. Ma visto che il tuo blog è pubblico, pure chi interviene ha diritto di dire la sua , o no? Quindi io ho espresso le mie opinioni su quello che ho letto: se trovo il tuo tono rabbioso non lo posso dire? non è un'accusa (come tu l'hai definita): non siamo in tribunale, rilassati. Che male c'è a notare che scrivi in tono rabbioso e incazzoso? mi dispiace se la cosa ti ha offesa, ma è l'impressione che mi fai, anche in queste ultime risposte. Sinceramente mi sembri arrampicarti sugli specchi riguardo l'articolo della Melloni, mettendola in bocca cose che non ha scritto...mi sembri far molta confusione.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ petra luna: ok, hai ragione tu. L'articolo della Melloni e' perfettissimo ed e' giusto chiamare la prostituzione trafficking e dire che tutta la prostituzione (al 99% lo dice lei che ha le statistiche aggiornate) e' solo coercizione, botte, dolore e sangue. :)

Comunque, i termini che userei io sono "prostituta" per chi esercita il mestiere in liberta', e "abused" per chi e' stata costretta.
Se la signora Melloni chiama il trafficking prostituzione, e tu vedi me con atteggiamento rabbioso (attribuendoti il diritto di giudicare chi scrive sulla base dei comportamenti che sono solo nella tua testolina), io posso correggere i termini della Melloni (come giustamente vanno corretti), e vedere te come persona poco chiara che cerca solo la polemica. Chi cerca il dialogo serio, infatti, non va mai sul "personale". Ma questo forse non lo sai, dato che sei abbastanza nuova e forse inesperta.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

"Non e' esatto. Lei il trafficking non lo cita proprio. Parla solo del mestiere, cioe' della prostituzione."

ma come, l'hai detto tu stessa che parla di traffiking, ricordi? cito le tue parole:
""Tuttavia, lo ripeto: cio' di cui parla la Melloni non e' "prostituzione". Cio' di cui lei parla si chiama "trafficking" ovvero traffico di esseri umani."



Con questa affermazione, cara (o caro) pertaluna, dimostri di non aver compreso molto di quello che ho scritto. Se un articolo ha il titolo sulle pere e invece tutto cio' che descrive sono le mele, ogni persona assennata avrebbe da dire qualcosa. Io l'ho detta. Quando dicevo che non cita il trafficking, non intendevo che non lo descrivesse. Cio' che ha descritto E' infatti il trafficking. Ma non e' la prostituzione. La prostituzione pero' e' tutt'altro.

E' chiaro che ad essere senza gioia è la prostituzione esercitata con costrizione ..Lo scrive chiaramente, è lei stessa a sottolineare la differenza.

Ella fa ancora di piu' che confondere i termini: spara delle statistiche alla cazzo e questo e' davvero sublime, perche' da' l'idea (almeno a me la da') della finalita' del suo articolo. Parla solo di un 1% che non e' esercitata con costrizione. Forse non sapro' leggere la mente altrui, ma su questo tipo di statistiche qualcosa ne so.

se permetti il motivo per cui qualcuno scrive qualcosa non lo devi ancora decidere tu. Ha espresso una considerazione,ha esposto un problema chi l'ha detto che per forza doveva pure ipotizzare una soluzione?

Io veramente non ho deciso proprio niente. Ho solo focalizzato l'attenzione su un paio di castronerie scritte nell'articolo della Melloni.
Dal mio punto di vista l'articolo, oltre che fuorviante e' pure inutile perche' non offre soluzioni, ma questo e' un altro discorso che si e' generato dall'ulteriore discussione nei commenti. Questo e' il mio punto di vista, lecito (spero) quanto il tuo...
Anzi, visto che almeno io ci metto "la faccia" da anni, forse anche un po' piu' lecito.

Quindi io ho espresso le mie opinioni su quello che ho letto: se trovo il tuo tono rabbioso non lo posso dire? non è un'accusa (come tu l'hai definita): non siamo in tribunale, rilassati. Che male c'è a notare che scrivi in tono rabbioso e incazzoso? mi dispiace se la cosa ti ha offesa, ma è l'impressione che mi fai, anche in queste ultime risposte. Sinceramente mi sembri arrampicarti sugli specchi riguardo l'articolo della Melloni, mettendola in bocca cose che non ha scritto...mi sembri far molta confusione.

Continui ad andare sul personale. Con le tue parole mi descrivi come rabbiosa, incazzosa, permalosa, una che si arrampica sugli specchi e che alla fine fa solo confusione. Mi chiedo come mai una persona come te, cosi' diversa da me, anzi che crede di essere tutto l'opposto, stia qui a discutere con me, scrivendo un commento dietro l'altro per qualcosa (questo mio post) che ha giudicato non fondato, quando invece potrebbe spendere il suo tempo in modo migliore.
A meno che il suo unico desiderio sia solo quello di polemizzare con me, cercando di andare ogni volta sul personale. Spero non sia cosi', perche' io chi agisce in questo modo lo chiamo troll.

petra luna ha detto...

"Questo e' il mio punto di vista, lecito (spero) quanto il tuo...
Anzi, visto che almeno io ci metto "la faccia" da anni, forse anche un po' piu' lecito."

non mi dilungo a spiegare oltre il mio punto di vista sull'articolo della Melloni, che ovviamente è diverso dal tuo, ho già speso troppe parole. Su altre tue osservazioni anche non mi dilungo, ritenendolo inutile. Su quest'ultima invece una cosa da dire ce l'ho: mi dispiace ma non credo che il tuo punto di vista possa essere più lecito di quello di altri utenti. Per quanto mi riguarda mettere la faccia significa metterci il proprio nome e cognome, Una personalità virtuale, se pur stagionata, non mostra alcuna faccia. Ci sono persone che dedicano poco tempo ad internet: non per questo le loro opinioni, se ben articolate ed educate, e soprattutto se in tema, sono da considerarsi meno lecite. Non sono un troll, come mi hai definita: sono una persona che si limita a commentare quello che legge. Mi dispiace ma il tuo blog è pubblico: puoi sempre limitarne la lettura a pochi utenti disposti a non mettere in discussione mai quello che scrivi. Oppure non pubblicare più i commenti di chi osa mettere in discussione i tuoi post in maniera articolata, definendolo troll. Così potrai trarre soddisfazione da questo piccolo potere. Perchè a questo punto mi sembra che sia tu quella che va sul personale: io commentavo il tono del tuo post, tu non fai che fare illazioni sulla mia persona, invece di discutere su quanto ho scritto..Comincia ad avere più rispetto dei tuoi lettori, che altrimenti durano poco..

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Petra Luna (parte I): Oppure non pubblicare più i commenti di chi osa mettere in discussione i tuoi post in maniera articolata, definendolo troll. Così potrai trarre soddisfazione da questo piccolo potere. Perchè a questo punto mi sembra che sia tu quella che va sul personale: io commentavo il tono del tuo post, tu non fai che fare illazioni sulla mia persona, invece di discutere su quanto ho scritto..Comincia ad avere più rispetto dei tuoi lettori, che altrimenti durano poco..

Egregia (o egregio), rilassati. Non scrivo per te, se per caso e' questo che pensavi, e del fatto che tu duri poco o molto, sinceramente, me ne importa meno di un fico secco.
In quanto ai tuoi commenti "articolati", permettimi, hai una strana idea di "articolazione", in quanto non ne ho vista.
Praticamente puoi contestare che cio' che ho scritto NON e' vero? Puoi contestare che l'articolo della Melloni non tratta di prostituzione ma di tutt'altro? Che non usa i termini giusti? Che e' fuorviante e dal sapore vagamente, per non dire decisamente, moralistico?
Inoltre, ad andare sul personale per prima/o sei stata/o tu, non io.
Sei entrata/o qui con un incipit che subito ti ha qualificata/o come troll. Mi spiace se, tu che ti sei permessa/o di entrare qui dandomi della rabbiosa, incazzosa, permalosa, che si arrampica sugli specchi, che non capisce nulla e fa solo confusione, adesso ti risenti perche' dico che mi sembri un troll.
Vedi, una reputazione di credibilita' ce la costruiamo nel tempo, non basta avere uno straccio di nick per pretenderla. E' il tempo che fa la differenza. Tu, virtualmente parlando, quando sei nata/o? Il 24 agosto scorso? Un po' pochino, non ti sembra, per venire qua a confrontare la tua credibilita' con chi scrive nel web da 12, quasi 13 anni. Perche' la credibilita' non e' in relazione a metterci o no il nome e cognome vero. Ci sono persone che ci mettono la loro carta d'identita', ma cio' non toglie che siano dei castroni a cui nessuno darebbe un briciolo di credibilita'. Arrivi a comprenderlo questo?
Le parole volano, cio' che e' digitato resta.
Mi, spiace, chiunque tu sia, ma fino a prova contraria in questo mondo, pur non mettendoci il nome e cognome, c'e' chi e' piu' credibile di chi il nome e cognome ce lo mette. Dipende da cosa scrive, da come lo scrive e da perche' lo scrive. Il virtuale segue regole diverse dal reale, e questo e' un dramma con il quale tutti coloro (te compresa/o) che credono che un profilo creato 20 giorni fa abbia la stessa credibilita' di chi per anni scrive e si cimenta nel web, senza sbavature, senza mai cambiare avatar o nickname, riconoscibile perche' sempre coerente a cio' che ha scritto nel passato, deve confrontarsi.
So che brucia. Brucia soprattutto a chi deve cimentarsi con questo problema sapendo di aver cambiato 10-100-1000 nickname, credendo di essere stata/o furba/o, e si accorge oggi che tanto furba/o non lo e' stata/o.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Petra lunta (parte II):Ti faccio notare, ad esempio, il modo in cui ti presenti nel profilo, dichiarando di aver lavorato per la malavita organizzata (suvvia, che pena di presentazione). Ti pare un profilo che appena si legge si dice "Ehi, ma che persona interessante... questo tizio non vuol prendere per i fondelli nessuno! Si capisce che e' un tipo VERO, che dice cose reali e di cui ci si puo' fidare!"
E non mi riferisco al fatto che tu abbia o no lavorato per la malavita (cosa a cui non crederebbe neppure un bambino) ma al fatto che ti sia premunita/o di scriverlo nel profilo. CLIKKA QUI E GUARDA IL PROFILO DI PETRA LUNA).
Adesso, fammi una cortesia, chiunque tu sia, uomo, donna o troll: abbiamo chiarito che ci stiamo rispettivamente sulle gonadi (volevo dire ovaie ma non ho certezza che tu le abbia). Se che cio' che scrivo non ti piace perche' non vai altrove?. Di solito, una persona assennata, quando non gli piace qualcosa o trova un luogo frequentato da chi non gli piace, evita di andarci. Solo i malati di mente (e i troll fanno parte di questa categoria) lo fanno.
Per cui, fai la brava bambina, o il bravo bambino: vai a trolleggiare altrove, e la prossima volta cambia nickname (suppongo che tu lo abbia gia fatto altre volte quindi non devo insegnarti come si fa) prima di ripresentarti qui, magari stando bene attenta/o a non rifare gli stessi errori.
Relazionare con chi non conosci e' difficile e tu hai bisogno di impararlo. Il fatto che ti lasci commentare non fa di te automaticamente una persona gradita. Questo blog e' pubblico, ma nessuno ti obbliga a venirci. Se lo fai, e lo fai nel modo in cui lo hai fatto finora, aspettati di essere presa/o a pesci in faccia, o per i fondelli, fino a quando non saro' abbastanza scocciata delle tue banalita' che decidero' di mettere i tuoi commenti inutili direttamente nello spam.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Tornando ai discorsi seri, fatti da persone serie, i commenti nell'articolo della Melloni, soprattutto quelli scritti da "Rho", e soprattutto questo:
http://tinyurl.com/8zt3bxw
indicano esattamente le stesse incongruenze che ho rilevato io, cioe' un'inesatta terminologia e una criminalizzazione del "fenomeno prostituzione", indipendentemente dalle tante sfumature di cui questa attivita' e' composta.


petra luna ha detto...

"Inoltre, ad andare sul personale per prima/o sei stata/o tu, non io.
Sei entrata/o qui con un incipit che subito ti ha qualificata/o come troll. Mi spiace se, tu che ti sei permessa/o di entrare qui dandomi della rabbiosa, incazzosa, permalosa, che si arrampica sugli specchi, che non capisce nulla e fa solo confusione, adesso ti risenti perche' dico che mi sembri un troll."

ti invito a ripassarti il concetto di troll. CARA Klara (potrei fare un /caro,come hai fatto tu, ma come vedi mi attengo a come ti presenti, ovvero come una donna, anche se nel virtuale non si sa mai, ma mi attengo....), io sono intervenuta commentando i tuoi scritti, non facendo commenti sul tuo profilo: se avessi voluto andare sul personale come tu hai fatto ti avrei detto che posso trovare un pochino penoso il modo in cui tu presenti questa tua personalità virtuale,ma non l'ho fatto. Ho espresso delle considerazioni sull'articolo della Melloni e sulle tue, di considerazioni, facendo anche notare che trovavo il tono del tuo post rabbioso e incazzoso: che è , un'offesa scusa?? Un lettore non può scrivere che impressione ha delle tue parole? Non mi sono abbassata a mettere in dubbio il tuo PROFILO,o a ridicolizzarlo. Ho espresso delle opinioni diverse dalle tue su un argomento e per questo mi definisci troll? Mi dispiace molto della piega che hai fatto prendere a a qualcosa che poteva pure assomigliare a uno scambio di opinioni. L'intento era quello. E credo sia anche fra gli scopi di un blog (non l'unico scopo, ma uno tra i diversi). Quello di incontrare diversi punti di vista. Non accettare critiche e anzi vedere un "nemico" un "troll" in chi muove un'osservazione sul contenuto (e anche perché no, sul tono?) di un tuo post è un impoverimento prima di tutto per il tuo spazio. i troll sono ben altri, sicuramente non si dilungano per più di tre righe ad approfondire un argomento, te lo assicuro. Non hanno interesse a chiarire un'opinione, ma solo a destabilizzare e insultare il PROFILO degli utenti. Un saluto.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ petra luna: Ancora qui sei? Non hai ancora finito di recriminare e polemizzare?
Le tue ragioni si perdono nelle parole con le quali ti sei presentata/o in questo blog. Prima ancora di dire "beh", hai iniziato con gli insulti, e questo pone molti dubbi sul tuo spacciarti come donna.
Vuoi che ti ricordi il tuo primo messaggio? Quello con cui ti sei qualificato/a?
Iniziava cosi':

Mi è piaciuto molto l'articolo: condivisibile in toto. Mi riferisco a quello della Melloni, ovviamente. Riguardo a te invece ti leggo un po' sull'incazzoso rabbioso ringhioso senza motivo.

Questo ancor prima di entrare nel merito del discorso.
Qualsiasi persona assennata, e con un po' d'esperienza di web (perdonami se quella non mi manca)leggendo queste parole avrebbe capito che il tuo scopo non era dialogare e scambiare opinioni, ma tutt'altro. Ed e' bastato questo per identificarti come un cafone maleducato. Stavolta non uso il femminile, perche' e' assai improbabile che una donna si presenti in questo modo. Noi donne abbiamo un modo diverso, piu' raffinato e meno diretto per manifestare il nostro contrasto, quando siamo in contrasto con qualcuno. Quindi se sei donna (e io ho molti, molti dubbi che tu lo sia, ma potrei anche sbagliare), dovresti prima di tutto rivedere i tuoi comportamenti che in verita' sono alquanto "mascolini".
Comunque, che tu sia uomo o donna a me interessa poco, anzi niente. Sono sincera. In questo blog, per anni ho dato dimostrazione di saper dialogare sia con uomini che con donne, purche' fin dall'inizio vi fosse il dovuto rispetto. Quello che tutte le volte anche io do quando entro in casa altrui.
Cara/o, te lo ripeto: se vuoi frequentare questo posto puoi farlo, ma non sta a me accettare le tue regole. Sta a te accettare le mie di regole.
Sono stata chiara?
Spero di si'.
E con questo dichiaro chiusa la polemica. Ogni altro tuo commento in cui ci sara' il velato intento di recrinminare, sara' censurato. Tutto ha un limite. Non posso riempire il blog dei tuoi piagnistei.

J.T. ha detto...

Ho guardato il profilo, volevo sapere se, il contratto, era a tempo determinato o indeterminato...

fuocoblu ha detto...

Ciao Chiara,

Sono perfettamente d'accordo con te. La prostituzione è da sempre usata da questa società, che ipocritamente sembra tollerare tutto, come spugna per ripulirsi la coscenza. Si giustifica tutto ma ci si eleva "moralmente" gridando allo scandalo per il mestiere più vecchio del mondo. Sì esatto: mestiere. Come ha detto uno scrittore "Ogni lavoro è una forma di prostituzione".

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Anonimo fuocoblu ha detto...
Ciao Chiara, Sono perfettamente d'accordo con te.



Fuocoblu, anche tu sei nuovo/a. Certamente fa piacere trovare persone che sono d'accordo, ma fa piu' piacere trovare chi, prima di giudicare negativamente i comportamenti di chi scrive (come a volte avviene) si attiene a contestare nel merito delle opinioni. Grazie di aver capito lo spirito con cui intendo gestire questo mio spazio.
Si discute degli argomenti, innanzi tutto. E tu lo hai fatto. Grazie.
Tornando al tema,se proprio posso essere totalmente sincera io credo che tante critiche femminili alla prostituzione provengano da chi ha dei problemi personali nei confronti di tale attivita'. Si contestano le prostitute perche'? Davvero si pensa che ci stia a cuore la loro dignita'?
Suvvia, in un mondo in cui il 99% della gente pensa solo al proprio culo, fregandosene di tutto il resto, c'e' chi si arrabbia cosi' tanto se una donna decide di fare la prostituta solo per la dignita' di quella donna?
Non credo.
Credo invece che all'origine di tanta avversita' ci sia un piccolo, inconfessato, inconscio sentimento che, se lo si cita, succede il finimondo.
Guai a parlarne. In passato mi sono saltate addosso in molte quando l'ho citato, ma io ho l'impressione che tanta avversita' sia dovuta proprio a tele sentimento.
Quale sia, lascio a te intuirlo.

Alex ha detto...

scrivi:"Se ti rendessi conto di cosa esiste dietro alla cosiddetta attivita' del "trapianto di organi" ti riempiresti d'orrore, oppure dietro alle "legalissime" case farmaceutiche e i loro "test""


Sarei curioso di sapere qualcosa su questi argomenti...

fuocoblu ha detto...

Cara chiara,

credo che proprio la questione cosa ci sia all'origine di tanta avversita' sia proprio il punto centrale; perchè la "prostituzione" è
un concetto che fa sbraitare tanti uomini e donne (anche se non tutti e forse non la maggioranza) ? Per i maschietti, categoria a cui appartengo, penso che riguardi una patetica questione di lesa maestà della propria virilità. Io pagare ??? Non ne ho mica bisogno ... Quante
volte si sente questa frase ? Poi magari è disposto
per procacciarsi un rapporto ad ingannare le donne raccontanto favole o a spacciarsi per quello che non si è, ma che è utile per lo scopo. Questo sì che è essere
uomini virili e tutti di un pezzo.
Per quanto riguarda le donne, mi sembra che non poche siano disposte ad usare la seduzione (quindi il sesso o il dare l'illusione dello stesso) come esercizio di potere.
Però - sai - si ha sempre bisogno di un limite, di un argine dietro il quale nascondersi per crearsi alibi. Molte battezzano tale luogo
di auto-assoluzione come quello dell'inorridirsi di fronte alla questione
"sesso a pagamento". Anche qui come gli uomini è solo iprocisia.
La verità è forse che la sessualità è per tutti fonte di conflittualità, sia che lo si ammetta
sia che lo si neghi; ognuno, quindi, erge le proprie difese. Ne deriva che questo falso pudore, che porta alla condanna senza appello della prostituzione, la gente dovrebbe impare a vederlo come
una debolezza, una risposta alla propria fragilità, piuttosto che innalzarsi a giudici di una morale che probabilmente sono i primi a non avere.

Continua così chiara ... davvero un bel blog ... ;)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

A quelli che parlano della prostituzione come contraria alla dignita' della donna, un articolo che descrive bene come nel mondo non tutte le donne siano uguali ed aspirino alle stesse identiche cose. C'e' anche chi e' ben contenta di fare la puttana. La liberta' di tutte passa attraverso la liberta' di ciascuna.

http://tinyurl.com/cp9yyot

sandro ha detto...

cara Klara, mi sono accorto che alle riflessioni dibattute finora sul motivo per cui c'è una certa ostilità femminile verso le prostitute ne mancherebbe forse una. Si è detto l'ipocrisia della moralità oppure un'ideologia e ancora l'invidia per chi non ha il coraggio o non può permettersi. Forse c'è anche altro. Ultimamente mi sto accorgendo di una caratteristica femminile che prima mai avevo notato, una certa propensione moralizzatrice di alcune donne che le spingerebbe a prendersi la responsabilità di "selezionare" il genere maschile secondo le sue qualità umane. In pratica stabilire chi sarebbe idoneo, secondo criteri psicoattitudinali e morali a me ancora sconosciuti, ad essere portato avanti verso una vita sessuale completa e chi invece dovrebbe essere punito con la negazione del sesso. Il tutto però avrebbe un fine rieducativo e non punitivo, che prevederebbe che il soggetto colpito da provvedimento, in quanto limitato (in gergo sfigato) riconosca le sue lacune, ne prenda atto e le corregga. Anche se mi sfugge il modo in cui uno sfigato da solo potrebbe riuscirci, forse si attende e si spera in una sorta di folgorazione sulla via di Damasco.
Le intenzioni sono buone, si tratta perlopiù di donne che concepiscono il sesso in modo libero, vitale e non subordinato a qualsiasi strumentalizzazione esterna.
Di tutto questo, che ha comunque una sua logica, mi colpisce però un aspetto: il fatto che effettivamente esistano maschi che hanno un lato umano pieno di caratteristiche un po' stronze fa ragionevolmente pensare che analogamente anche la controparte femminile non sia totalmente esente da vizi. Nonostante ciò nulla impedisce ad una donna che potrebbe non avere i necessari requisiti umani di partecipare al lavoro di selezione dei maschi insieme a tutte le altre, per cui tutto avviene in maniera esclusiva, unilaterale e senza nessuna garanzia, aspetto questo su cui si dovrebbe discutere. Senza tener conto del fatto che gli uomini stranamente non hanno nessuna voce in capitolo su niente, ne sul tipo di requisiti con cui vengono selezionati, tantomeno possibilità di fare un accordo di reciprocità con cui anche loro cominciare a selezionare un po' quelle che saranno le loro future compagne.
Già da subito era chiara quella che è la vera colpa delle prostitute.
Le prostitute come moderne krumire, permettono *anche* a quegli uomini non meritevoli che sarebbero da rieducare con la negazione, di poter accedere dalla porta di servizio ai benefici del sesso, pagando del semplice denaro e vanificando così gli sforzi rieducativi congiunti di molte donne. Le prostitute come "traditrici" di quella solidarietà particolare che dovrebbe contraddistinguere indistintamente tutte le appartenenti al genere femminile

davide ha detto...

Caro amico Sandro,

"Ultimamente mi sto accorgendo di una caratteristica femminile che prima mai avevo notato, una certa propensione moralizzatrice di alcune donne che le spingerebbe a prendersi la responsabilità di "selezionare" il genere maschile secondo le sue qualità umane."

Trovo un po' strano quello che dici, perchè in genere ogni donna ha propri gusti particolari in fatto di uomini.

Naturalmente le donne cercano sempre uomini belli o affascinanti, ma anche gli uomini non sono da meno: tutti vogliono le belle mentre le gracchie non le fila nessuno.

Ciao Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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