martedì 18 settembre 2012

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Donne perbene e donne permale

Dopo aver espresso le mie critiche, educate e non arrabbiate come ha detto qualcuno, all’articolo di Chiara Melloni pubblicato su Femminile Plurale (questo il link al mio post), controbattendo chi demonizza la prostituzione e di conseguenza, velatamente o meno velatamente, anche chi sceglie di prostituirsi, oggi vorrei concedere spazio a un altro articolo che tratta piu' o meno lo stesso argomento, e vorrei riportarlo integralmente. La provenienza e’ sempre da un sito femminista, ma i toni che si usano sono decisamente diversi e le finalita’ opposte. Riconoscere alle prostitute quella dignita’ che i cosiddetti benpensanti, fra cui anche molte sedicenti femministe, mediante artifici semantici e discorsi capziosi imbevuti da uno smaccato senso di superiorita’ morale, tentano di togliere loro, e’ atto di grande spessore etico, ed e’ per me l’essenza piu' vera del femminismo avulso dal pregiudizio ideologico e dal facile, quanto gratuto, moralismo.

L’articolo e’ tratto da Femminismo al Sud, e’ firmato con lo pseudonimo “cybergrrlz” ed e’ per me un onore, oltre che un piacere, ospitarlo in questo blog.


Donne perbene e donne permale

Le prostitute sono donne reali. Di sicuro non sono donne di fantasia. Soffrono uguale. Godono uguale. Vivono, respirano, scaccolano e scorreggiano anche. Però vendono il corpo invece che i pensieri, le braccia, i piedi, il cervello.

La divisione tra donne perbene e donne permale è abbastanza fascista infatti non a caso questa deriva moralistica ha avuto inizio con gli interventi fintamente antisessisti dello spezzone finiano del piddielle ora diventato futuro e libertà. Quelle del pd stanno in coda e i maschi intellettuali forcaioli sfogano attraverso queste vicende tutto l’astio contro un solo uomo, berlusconi, che sicuramente non è un santo ma certamente non è il centro del problema.

Le femmine puttane e un uomo solo il puttaniere? Tolti quelli abbiamo risolto il problema?

E che dire delle affermazioni di principio di alcune donne che in questi giorni fanno dichiarazioni indignate di presa di distanza da quelle donnacce lì, con la stessa faccia schifata che farebbero quando c’è da prendere le distanze da quelli che definirebbero “facinorosi” manifestanti di piazza.

Il mondo diviso in buoni e cattivi. Le donne divise in sante e puttane. La semplificazione estrema. Nessuna complessità. Nessuna corresponsabilità. Nessuna complicità. Nessuna solidarietà. Nessuna differenza tra puttana e puttaniere. Schematizzazioni binarie di chi ha poca voglia di pensare al senso della vita. La propria e quella altrui. La necessità di porsi un gradino più su legittimando quei moralismi ecclesiastici che ci attribuiscono il bollino della affidabilità solo se siamo morigerate, vestite come la binetti, con tanto di cilicio e pronte a sfornare figli ogni volta che starnutisce il papa.

Spiegatemi se vi riesce che gusto c’è a sentirsi superiori, distanti, da quelle donne che si rifanno le tette, vanno in giro con il tacco a spillo, la danno via per migliaia di euro, eccetera eccetera.

Siamo forse migliori? E’ in questo che immaginiamo di realizzare la nostra magra consolazione? Vi capita mai di pensare che in ogni caso il vostro destino è quello di chi in un modo o nell’altro viene consumat@ a tutte le ore, da qualunque angolazione?

Ma sì, immaginiamo che la nostra vita sia perfetta e sentiamoci realizzate come tanti agnelli sacrificali che la tengono ben stretta e la danno via solo per il matrimonio, ad un solo uomo, quello che sposeremo e poi storciamo il naso solo un pochino quando qualcuno ci chiarirà che quell’uomo che ci ricatta economicamente, ci tratta come schiave e se gli stiamo sulle scatole ci porta via anche i figli, ci tratta né più e né meno che come una qualunque puttana. Con la differenza che la prostituzione a domicilio è gratis, puro volontariato. Una fregatura di quelle che non te le scordi.

Tracanniamo questi concentrati di misoginia, aderendo ai peggiori schemi sessisti di chi odia quelle donne perché non se le può permettere, perché fanno una scelta diversa che ci rifiutiamo di accettare, mentre continuiamo a giudicare come inopportuni gli interventi di quelle che lottano per la legalizzazione della prostituzione.

Teniamoci per buone queste magre consolazioni, poi guardiamoci allo specchio, noi e le nostre facce precarie, incazzate come non mai specialmente quando ci passa accanto una bella fanciulla che non ha ancora il retaggio di sofferenze che noi ci portiamo dietro e sulla quale bisogna far cadere addosso tutto il peso della nostra noia, della nostra tristezza, della nostra arrabbiata visione della vita.

Ma davvero siete felici nel vedervi così? Ma sapete o no che la totale assenza di empatia nei confronti delle donne, perfino quelle diversissime da voi, è segno di una vostra grande incapacità di comunicare con voi stesse? Con le parti di voi che nascondono mille “vorrei ma non posso”. Quelle che stanno lì ingrugnite a giudicare le donnine allegre dall’alto della loro posa di madri badesse. Quelle che si sentono disturbate dalla visione di una donna morbida e viva perché impongono limiti alla propria sessualità. Quelle che vivono la prigione di “mille non si fa”. Quelle che quando guardano alcune donne non vedono le persone, con problemi, vite vissute, scelte giuste o sbagliate. Non vedono l’oggetto dell’attenzione di vecchi papponi con la pelle raggrinzita. Vedono soltanto l’identificazione di quella parte di sé che non ammette altro.

Ed è solo un modo diverso di renderle oggetto di qualcosa. Di livore. Astio. Disprezzo. E allora capisco il perché in molti luoghi del mondo talvolta le prime a scagliare pietre durante le lapidazioni sono proprio le donne. Perché di lapidazioni si tratta ed è così che bisogna chiamarle.

Chi tra noi ha compiuto scelte diverse, è cresciuta, senza il timore di esplorare e accettare tutto quello che può sembrare in contraddizione con noi stesse. Chi tra noi riesce a guardare con amore, tenerezza, comprensione ad ogni parte di sé, incluso quelle che mal conciliano con la nostra intransigenza. Chi ha compiuto un lavoro di analisi attento sulla propria vita riesce ad essere serena nei confronti di qualunque diversità e non ha bisogno di stabilire pubblicamente, comunicando il disprezzo per donne “diverse”, le differenze tra donne per bene e donne per male.

Perché se devo scegliere da che parte stare io sto certamente con le donne per male. Sto con loro. Non mi interessa giudicarle. Non mi interessa usarle per stare meglio nella mia sporca precarietà. Non mi lascio distogliere e distrarre da loro e tengo ben fermo l’asse sui miei problemi.

Non mi interessano i maternalismi. Non mi interessa fare la morale alle figlie. Non mi interessa ribadire la mia rappresentazione reale a fronte di quella che descrivo come immaginaria.

L’unica differenza e distanza che continuo ad affermare è quella tra me e le donne fasciste. Per quelle non c’è comprensione né solidarietà. Le kapò del patriarcato hanno scelto da che parte stare. Lo fanno imponendoci valori, obbligandoci a stare zitte e ferme ogni volta che qualcuno ci massacra nella vita e nel lavoro, firmano e votano proposte di legge in rappresentanza di lobby maschili a garanzia di un solo genere.

Quelle che restano a servizio di un regime, per convenienza e per convinzione, sono le uniche mie nemiche. E questo è un giudizio politico. Non è certamente personale. Tutte le altre sono sorelle.

Si vergognino gli uomini che si oppongono a qualunque progresso che possa portare le donne ad una reale liberazione, che educano le ragazzine a vedere nel proprio futuro soltanto alcune alternative, che poi le aspettano all’uscita dalla scuola per portarle ai festini.

Assumiamoci anche la responsabilità di quello che noi abbiamo fatto e che facciamo. Lottiamo per dare alle nostre figlie un futuro diverso, qualche possibilità di scelta in più. Facciamo una rivoluzione per ottenere una indipendenza economica, un reddito, una vita autonoma. E se rivoluzione sarà, io spero che le prime della fila siano tutte le donne permale di questo mondo.

Quelle bistrattate, sputtanate, schifate. Quelle consumate, che gli uomini fanno diventare usa e getta e le donne fasciste se potessero le raserebbero a zero per offendere la loro bellezza. Quelle che vorrebbero rifarsi le tette ma non hanno i soldi. Quelle che non ce la fanno più a sentire la madre che dice “sii te stessa, sei bella così come sei” mentre lei si consuma nei digiuni e nelle bulimie. Quelle che non ne possono più di avere a che fare con donne che non ammettono le loro debolezze. Quelle che provano piacere a mettersi la minigonna, i tacchi alti, il trucco pesante. Quelle belle, brutte, sgraziate, delicate. Quelle che fanno le sante in ufficio e la notte recuperano in chat uno sconosciuto per fargli un pompino gratis. Quelle che non confessano le solitudini, che dicono di non aver bisogno di nessuno e poi si fanno prendere in giro dal primo stronzo che passa.

Prima di ergerci su un piedistallo ricordiamoci sempre che siamo donne, persone, fragili come tutti. Per accedere alla posizione manageriale di Dio c’è tempo e quello sì che è un ruolo da scansare.

Riprendiamoci l’immaginario. Incluso quello che racconta le altre donne senza che vi sia l’eco di qualche stanza del vaticano.

29 commenti :

Anonimo ha detto...

È giusto o sbagliato disprezzare le prostitute ? Io ho una mia posizione particolare al riguardo: penso che la domanda in sè sia sbagliata, in quanto trovare una risposta univoca alla cosa sia una forma di fascismo verso chi non la pensa come noi e ha l'arroganza di auto-nominarsi guardiano della moralità o al contrario guardiano di "una società civile"...
Penso che chi si prostituisce deve mettere in conto che c'e chi le disprezzerà, fa parte dei lati negativi di questa vita e lamentarsi per me è sciocco, una persona ti giudica a seconda dei suoi principi morali che ha diritto di avere
Solo in un isola deserta una persona può fare quel che vuole senza essere giudicata, se si vive in una società che piaccia o meno ognuno a qualche tipo di relazione con gli altri, e con questi altri deve fare i conti

Estrella_Marina ha detto...

Non sono per niente d'accordo, vivere in una società cosiddetta civile è vero, espone al rischio di critiche ma mai queste dovrebbero trasformarsi in giudizi. So per certo che se alcune mie amiche ed amici, vicini di casa, o parenti sapessero che fra le mie innumerevoli attività virtuali, serie, importanti, a sfondo sociale, c'è anche il blog che ho in questa piattaforma come minimo mi toglierebbero anche il saluto. Questo perché il giudizio è sempre una forma di discriminazione, un volersi sentire superiore. "Io non ho un blog dove scrivo di sesso esplicito e quindi sono migliore di te che lo hai". Perché la società viaggia secondo un sentire comune ispirato da cattive educazioni, retaggi culturali sbagliati, ipocrisie. Come dico sempre la teoria del si fa ma non si dice è la più applicata perché così si vive meglio, i sensi di colpa si attenuano. Molto meglio chi vende se stess* consapevolmente di tanti ipocriti col ditino sempre alzato.

J.T. ha detto...

Non esistono donne per bene o donne permale, anzi vorrei sapere chi nella vita si è sempre comportato bene o male così da poter giudicare gli altri...
mi farei una gran risata:-)

J.T. ha detto...

Dimenticavo...
a me piacciono quelle che si comportano male:-))

Anonimo ha detto...

Se vedo un ufficiale giudiziario che mette x la strada una vecchietta che nn ha più i soldi x pagare l'affitto non fa nulla di illegale, ma non vuol dire che non lo giudichi male perchè avrebbe potuto concedere una dilazione senza dire niente a nessuno, un presunto senso di superiorità nn ha nulla a che vedere con questo, almeno x me, lo giudico xchè nn è necessario andare contro la legge x avere comportamenti riprovevoli...
Poi magari x te lui ha applicato la legge e la cosa finisce lì, per me avrebbe potuto chiudere un occhio, ognuno la vede a modo suo, non c'è un modo giusto o sbagliato a priori...
L'ipocrisia esiste, ma non deve essere presa come giustificazione x i propri comportamenti, odio quei discorsi dove si dice che rubare è bene perchè
l'omicidio è peggio...
Cattive educazioni, retaggi culturali sbagliati... e chi sei tu x dire quali sono quelli giusti ? E soprattutto vuoi dirlo al posti mio, dicendomi tu che principi seguire nella mia vita ?
Secondo me il confine qualche volta nn è semplice da definire, perchè si tratta di cose personali e soggettive...
Non sto dicendo che è giusto giudicare, non so se è giusto, dico solo che il giudizio altrui esiste e nn può essere eliminato, chi fa un mestiere come la prostituzione deve tenerne conto, lamentarsi è inutile, è un punto che dovrebbe essere messo nel decalogo :-)

Anonimo ha detto...

ehi, che fine ha fatto il mio commento ? :)

Xtc ha detto...

Le prostitute, a mio avviso, semplicemente non vengono considerate alla stregua di tutti gli altri esseri umani, e vorrei dirlo con parole migliori delle mie:

“Consideriamo donne le suore? No. Sante creature, però di un’altra razza. Altrettanto per le donne di casino. (...) si aveva la sensazione che tra loro e noi ci fosse una barriera invalicabile: tanto possono l’abitudine, i pregiudizi e l’autorità della legge. (...) ogni incognita era abolita in partenza… E anche questo contribuiva a farne una categoria a sé, completamente separata dal resto del genere umano”.
(Dino Buzzati - Un amore)

Le donne che lapidano altre donne, invece, lo fanno per compiacenza, temo. O per vendere meglio la loro "merce".

Unknown ha detto...

@estrella "Perché la società viaggia secondo un sentire comune ispirato da cattive educazioni, retaggi culturali sbagliati, ipocrisie. Come dico sempre la teoria del si fa ma non si dice è la più applicata perché così si vive meglio, i sensi di colpa si attenuano"

quasi sempre è solo paura, paura di mettersi in gioco, di esprimere una opinione, di sostenere una tesi controcorrente, di difendere le proprie idee, quali che siano. del resto non è un caso se fascismo e nazismo hanno trovato terreno fertile solo in germania e in Italia.

@anonimo "una persona ti giudica a seconda dei suoi principi morali che ha diritto di avere" bella stronzata, e dove sta scritto che il mio prossimo mi deve giudicare? in una società normale e basata su regole democratiche e non telecratiche da canale 5 come la nostra, nessuno giudica nessuno, salvo i giudici che giudicano chi viola le regole che quella stessa società si è data. prostituirsi nella nostra realtà non è reato, se qualcuno ancora non lo avesse capito, sono reati l'agevolazione e lo sfruttamento, mentre la libera prostituzione è una scelta. esattamente come decidere di vivere facendo lo skipper piuttosto che il climber. Potremmo semmai discuetere degli aspetti fiscali di chi vive lavorando in quel campo, ma questo fa parte della cattoipocrisia di questo paese.

tralascio poi ogni commento sull'ufficiale giudiziario, chè quella è retorica allo stato brado....

regards

wgul

** Sara ** ha detto...

La penso come Xtc e credo che le cose non cambieranno mai.

In questa società certe scelte devono essere taciute. Ed io l'ho fatto. La vergogna però che vorrebbero che provassi, io non la provo. Già il concetto di disprezzare le prostitute (leggo sopra) non lo capisco. Perchè? Puoi pensare che tu non lo faresti ma il disprezzo è qualcosa che si prova per chi nuoce agli altri. Una prostituta non lo fa. E' ovvio che se si parla di disprezzo per persone che vanno contro la morale altrui allora potremmo disprezzare chiunque.

Anonimo ha detto...

Analizziamo questo scenario...
Per strada trovo una 18 enne straniera che batte e me la carico in macchina...
Ha ecchimosi e bruciature sul corpo e piange perchè non vuole che la sodomizzo, dice che era venuta lì con la promessa di un altro lavoro...
Ms a me che me ne frega ? Nn sono un assistente sociale e alla fine mi lamento dal suo protettore x la scarsa qualità del servizio, poi cazzi suoi...
Mica è illugale andare a puttane, quindi nn devo essere giudicato..
Quindi nn mi giudicate ? Onore alla vostra coerenza allora, ma a me sembra un ipocrisia..
Il disprezzo cara sara lo do a chi IO penso lo meriti, non a chi TU mi indichi chi merita disprezzo

J.T. ha detto...

Per me siamo vicini alla svolta, dove verrà legalizzata l'attività.

Credimi, chi giudica lo fa' principalmente per invidia o paure varie:-)

Estrella_Marina ha detto...

Sono assolutamente e sinceramente d'accordo con "lo sconosciuto" e con Sara. Ognuno può avere i principi morali (e immorali) che vuole, purché si limiti a seguirli per ciò che attiene agli affari suoi, non ai miei né a quelli di chi decide di fare di se stess*, del suo corpo, della sua vita quello che vuole.

Ruvi Sagittaria ha detto...

Che pena tutto cio'!!! E pensare che avremmo anche della materia grigia tra le orecchie... Vale per la provocatrice che scrive e per i pesci che abboccano.

Anonimo ha detto...

qui forse c'è un malinteso...
della tua vita fai quello che ti pare e siamo d'accordo, mica te lo voglio impedire!!
dico solo che T-U-T-T-I in un modo o nell'altro, giudichiamo PRIMA O POI le altre persone...
e quindi, tra 7 miliardi di persone, incontreremo chi ci giudica male, è inevitabile...

tutto qui :)

Anonimo ha detto...

"purché si limiti a seguirli per ciò che attiene agli affari suoi, non ai miei né a quelli di chi..."

e se non faccio così ? allora sono una persona "cattiva" perchè non seguo le regoli che tu vorresti che seguissi ?
come vedi T-U-T-T-I giudicano in un modo o nell'altro, lo fai pure tu con il tuo commento senza nemmeno rendertene conto, tanto siamo abituati a questo :)

** Sara ** ha detto...

Anonimo.. cara Sara?? Ci conosciamo? Stai al tuo posto e impara a leggere. Forse per la premura di replicare non hai afferrato i concetti che ho espresso. Ho detto cosa SECONDO ME è da disprezzare o no. Il -tu generico- è italiano, anche ampiamente usato. In seguito ho scritto "E' ovvio che se si parla di disprezzo per persone che vanno contro la morale altrui allora potremmo disprezzare chiunque." Quindi segui la tua morale e disprezza chi vuoi. Me per prima.
Non m'interessa minimamente.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ottimo, dopo alcuni giorni in cui non sono potuta entrare nel blog, se non per moderare i commenti, ecco che trovo questo post pieno di riflessioni e anche di graditi ritorni. Mi fa piacere. :)
Allora...

Estrella Marina e Sara, sono perfettamente d'accordo con voi e non c'e' bisogno di spiegare il perche', credo sia intuibile. Purtroppo, come vedete, ci sono molte persone che su questo tema, invece di ragionare in modo razionale, ragionano in base a un moralismo e anche a una forma di pregiudizio che e' impossibile da estirpare. La prostituzione esiste da migliaia di anni, cosi' come da migliaia di anni, in ogni cultura e civilta', esistono coloro che vogliono giudicare gli altri sentendosi migliori. E quelle maggiormente sottoposte a giudizio morale sono le prostitute. Sembra che per alcuni sia impossibile accettare il connubio sesso/soldi. Non si capisce ancora se costoro odiano il sesso e i soldi tout court (e non mi pare perche' l'impressione che danno e' di volerne un bel po' di entrambi), oppure tutto cio' derivi da una profonda invidia che provano nei confronti di chi col sesso riesce a guadagnare.


J.T., Sei certo che riusciresti a vivere una vita legato a una prostituta senza mai giudicarla?


Xtc, tu forse sai come a certe donne (fra le quali mi riconosco) non freghi nulla di essere infilata in una determinata categoria. E' sempre stato cosi' per me: in molti/e hanno provato a stimolare una reazione in me giudicandomi, ma non ho mai fatto una piega. :)


Unknown, ovvero Gullich la tua risposta ad anonimo e' stata quella che avrei dato io.


Ruvi Sagittaria, non e' chiaro il tuo commento. Non l'ho capito. A sensazione, pero', e' che tu abbia creato l'account da pochi giorni.


Anonimo, mi pari molto, molto confuso.

Anonimo ha detto...

Ti sbagli: il mio modo di vedere è molto molto molto chiaro...
Il mio rapporto con i soldi è "normale": mi basta averne per vivere e per curare qualche mio hobby, tra l'altro nemmeno costoso, non potrei mai fare sesso con chi non mi piace x soldi, è successo un paio di volte ed è stato molto sgradevole, nessun compenso mi ha reso soddisfacente la cosa...
Ma ciò non implica un giudizio da parte mia, parlo per me, tu fai quel che ti pare...
Però sono confuso e invidioso, soliti luoghi comuni...
Il fatto è che nonostante urliate ai 4 venti quanto non vi tocchi la disapprovazione, la reazione ai miei commenti dimostra che vi brucia eccome...
Forse non sono io che mi metto su un piedistallo ma voi troppo convinte di essere le paladine della lotta contro l'ipocrisia, gli altri tutti poveri cretini schiavi dei pregiudizi, nn può esistere chi la pensa diversamente da voi...
Frequento questo blog da poco, a dire il vero volevo vedere quali idee preconcette avevo sulle prostitute per cui mi ha interessato più quello che si dice nei commenti che alcuni post in se...
Sorprendentemente trovo che i pregiudizi che avevo si stanno confermando, e contrariamente a quel che pensavo ho il sospetto (solo sospetto, x ora) che nn conosciate gli uomini piu di qualsiasi altra donna anzi forse meno, abituate come siete a conoscerli solo quando vengono per trombarvi...
Per quel che mi riguarda, se non piaccio ad una donna xchè nn sono il suo tipo pazienza, se non gli piaccio xchè nn gli dò i soldi mi sento profondamente umiliato... in effetti "odio" molto di più le occasionali e le part-time che le professioniste
Ma è una senzazione istintiva, cosa difficile da spiegare a me stesso, figurati a scriverlo, ma di certo nn è invidia...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Anonimo: Forse non sono io che mi metto su un piedistallo ma voi troppo convinte di essere le paladine della lotta contro l'ipocrisia, gli altri tutti poveri cretini schiavi dei pregiudizi, nn può esistere chi la pensa diversamente da voi...

Cavolo, anonimo, non eri tu che avevi detto che non ce la dobbiamo prendere se qualcuno ci giudica perche' e' una cosa normale essere giudicate e blablabla?
Infatti, nel primo commento avevi scritto: "lamentarsi per me è sciocco, una persona ti giudica a seconda dei suoi principi morali che ha diritto di avere
Solo in un isola deserta una persona può fare quel che vuole senza essere giudicata, se si vive in una società che piaccia o meno ognuno a qualche tipo di relazione con gli altri, e con questi altri deve fare i conti"


Adesso, per un semplice "sei confuso", hai fatto tutto un panegirico - fra l'altro parlando di cose che col post non c'entrano niente - perche' quel "sei confuso" l'hai interpretato come un giudizio su di te. Hai tirato fuori il tuo rapporto coi soldi, l'invidia, i cretini schiavi, dei pregiudizi, e tanti altri concetti slegati fra di loro e senza un minimo di connessione logica che dire "confuso" mi sembra poco.
Insomma, a quanto pare ti sei sentito "giudicato"... e dunque? Che c'e' di male? Perche' te la stai prendendo? Lo hai detto tu che e' normale giudicare le persone e che e' stupido prendersela.

Ah, ultima cosa: posso dire che sei maleducato?

Anonimo ha detto...

Uhmm...
A quanto pare ci ho preso eh ?
Va beh, la tua (non) risposta proprio in quanto tale risponde alle domande che mi facevo...
Buon fine settimana e magari ai prossimi post :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Anonimo Anonimo ha detto... Uhmm...
A quanto pare ci ho preso eh ?


Sinceramente non so cosa tu immagini di aver preso, ma qualunque cosa sia credo riguardi solo la tua mente. Guardandomi non mi sembra che mi manchi niente e di solito quando qualcuno mi prende qualcosa me ne accorgo. :)
Se rileggi piu' sopra (se ci riesci e non sei invece preso dall'impulso di scrivere alla cazzo di cane senza neppure leggere cio' che ti viene scritto), vedrai che ho solo fatto notare la tua incoerenza; prima dici che e' normale essere giudicati e che e' stupido prendersela. Poi, pero', te la prendi se ti senti giudicato, anche se nessuno lo fa.
Ebbene, tu hai espresso un sacco di cose (al 99% incomprensibili), ma in base a quel poco che ho compreso posso dire che:
- o tu non hai capito una mazza di questo post e scrivi per impulso incontrollato.
- oppure hai cercato di nuotare in una vasca "per grandi" quando il tuo posto avrebbe dovuto essere la vasca "per bambini".

Non sta a me giudicarti. Sarei stupida se mi mettessi a giudicare una persona che non conosco e che fra l'altro si firma come "anonimo". Solo gli idioti del web se la prendono per le stronzate che altri idioti scrivono e io, sinceramente, ti giuro, non faccio una piega.
Ho solo detto che "SEI CONFUSO". Se questa ti pare un'offesa o un giudizio, affari tuoi.
L'unico giudizio (se giudizio e') e' che ti ho dato del MALEDUCATO, ma e' per un motivo ben preciso: insisti a presentarti come anonimo quando c'e' scritto esplicitamente nel riquadro dei commenti: "Se vuoi commentare come anonimo puoi farlo, ma almeno sii educato e firmati con un nome qualsiasi".
Oltre a non saper scrivere, mi sa che non sai neppure leggere. :)

Anonimo ha detto...

Hai ragione, c'era scritto di firmarsi in qualche modo, l'avevo letto, poi nel pensare a come scrivere quel che avevo da dire...
Colpa mia, sorry ;)

Jeeg robot d'acciaio

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Jeeg robot d'acciaio

Bene, almeno questo ti qualifica per cio' che realmente sei. :)

J.T. ha detto...

Chiara scrive:"J.T., Sei certo che riusciresti a vivere una vita legato a una prostituta senza mai giudicarla?"

Nessuno può sapere quello che farà.

Ci vuole così poco per giudicare una persona, le parole corrono, a volte, per stupidità, escono parole che non si pensano.

Anonimo ha detto...

Eh sì, vedo che il tuo atteggiamento è sempre lo stesso: accanirti con chi porta un punto di vista diverso dal tuo, e dargli del cafone (per giunta). Non sopporti proprio chi la pensa diversamente da te, eh?? Chissà , sarà l'influsso del regime comunista. Ho dato un'occhiata indietro al tuo blog, ho notato che via via hai perso sempre più commentatori, sono rimasti giusto quei 4 sfigati (basta vedere i loro blog)a leccarti il culo.Mi sembri davvero un troll :) Sai, quelli che cacciano dai vari forum, che poi si aprono un blog tutto loro per continuare a trolleggiare e insultare i malcapitati lettori che si affacciano alle loro vetrine (perché lo saprai vero che è un favore che un utente ti fa quello di affacciarsi alla tua bancarella? e non un privilegio che tu gli concedi. Ringrazia che qualcuno si ferma, altrimenti parleresti al vento) Ah, ps.Concordo in pieno con quanto scritto da Jeeg robot d'acciaio. ps2: mi raccomando segui una delle due opzioni
1. cestina il commento dopo uno scoppio di bile (tanto lo so che ce l'avrai, sei troppo malato di virtuale)
2. sfoga il tuo scoppio di bile con insulti vari, come fai di solito
ps3: la tua testolina ha almeno afferrato un quarto delle mie parole?
un'ultima raccomandazione: non dimenticare, da maniaco paranoide del web quale sei (so che ti sei freato addirittura un porfilo facebook sul personaggio virtuale....te sei psicopatico forte), di andare alla ricerca dell'ip! tuo passatempo preferito :)indovina indovinello

Chiara di Notte - Klára ha detto...

All'ultimo anonimo (l'ennesimo e forse sempre lo stesso): Io non so chi tu sia, e sinceramente mi frega ben poco di saperlo. Gia ti immagino, piegato sulla tastiera, intento a scrivermi il tuo lungo commento pieno (e' questo che forse hai nella mente) di profonde verita'. :)
Non ho voglia (ne' tempo) di risponderti punto per punto. Messaggi come il tuo sono all'ordine del giorno nel web, soprattutto da chi non ci mette mai la faccia. Lascio dunque che sia chi ti legge a farsi un'opinione. Sia su di me che su di te.
Dopotutto, se ancora non lo sapessi, le tue parole nel web (forse come anche le mie) sono solo flatulenze. Cio' che conta e' la CREDIBILITA' che ciascun di noi si costruisce nel tempo. Forse, come dici tu ho perso i lettori. Forse a commentarmi sono rimasti solo 4 sfigati (a proposito tu in quale categoria rientri? Sfigati o non sfigati?)
Se sapessi quanto me ne frega... Se lo sapessi, credo che non ci dormiresti la notte. :)
Ok, buona giornata anche a te, anche se non te la meriteresti, caro trollino. Pero' vedo che sei affezionato a 'sto blog, non manchi mai di commentare, e mi fai traffico, facendomi salire nei motori di ricerca, quindi perche' non ringraziarti? :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Trollino, ti ho detto, niente piu' passera' del tuo liquame. Capisco che per te sia duro da accettare, ma ahime', e' cosi'. :(
Mi dispiace tanto... davvero.
Pensa che una volta, c'era un tizio che a scrivere sembrava proprio te (non faccio nomi per la privacy). Insomma, non riusciva a mandarla giu' che io potessi esistere. Lui non voleva che esistessi, mi avrebbe distrutta con ogni mezzo se avesse potuto, ma io esistevo lo stesso. Ti immagini come doveva stare male?
Ecco, per dirti, arrivo' persino ad hackerarmi il blog. Non ti pare eccessivo?
Erano altri tempi e ancora non conoscevo i metodi che gli hacker usavano per carpire le passweord, cosi' avvenne che per un paio di ore, il tizio se ne approprio', e inizio' a scrivere tutte le sue fregnacce, come se fossi io a scriverle. Ma era lui!
Non poteva esserci dubbio su chi scriveva: io normalmente scrivo stronzate, mentre lui, invece, tutte cose intelligenti. :)
Ecco, non offenderti, ma tu un po' me lo ricordi. Non dico che sei lui, ma sai com'e'? E' una sensazione come di gia' vissuto.
Pero', stavolta, so che craccarmi il blog non sara' cosi' semplice... :)

J.T. ha detto...

Ciao Chiara,
viene riportato il battibecco fra Nicole Minetti e l'assessore Veneto Elena Donazzan, non centra molto ma è un pò bruttina, quest'ultima ha chiesto alla Minetti di dimettersi perchè, con il suo comportamento, metteva in imbarazzo le donne, dopo un sorriso la Minetti ha risposto "Sai non ci dormo la notte".
Non sono a favore della Minetti, anzi credo cche gli obiettivi devono essere raggiunti senza raccomandazioni però, la Donazzan non si doveva permettere di dire quello che deve o non deve fare, inoltre se si deve dimettere la Minetti dovrebbero almeno dimettersi tutti i ladri che rubano oltre che lo stipendio anche i nostri soldi.
Se si erge a moralizzatrice, forse la donazzan poteva inziare ad attaccare chi ha indotto la Minetti a certi comportamenti.
Ora mi chiedo quanta invidia/gelosia può aver messo La Donazzan nelle sue parole? La Minetti in un attimo ha raggiunto i suoi stessi obiettivi, e prima di fare "politica" lavorava.
Questa Donazzan che fa la moralizzatrice è assessore al lavoro, ma non leggo da nessuna parte abbia mai lavorato, ha un diploma linguistico sperimentale, e quando leggo sperimentale ho sempre molte perplessità, non è riuscita a laurearsi in giurisprudenza, ma avrei scomesso in tal senso (anzi sarei curioso di sapere quanti esami ha fatto, ha sempre fatto politica in mezzo a tanti uomini, mi chiedo cosa le avranno insegnato per essere così incazzata con una dello stesso sesso eheheheh e soprattutto che tipo di uomini ha conosciuto:-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

A quelli che parlano della prostituzione come contraria alla dignita' della donna, un articolo che descrive bene come nel mondo non tutte le donne siano uguali ed aspirino alle stesse identiche cose. C'e' anche chi e' ben contenta di fare la puttana. La liberta' di tutte passa attraverso la liberta' di ciascuna.

http://tinyurl.com/cp9yyot

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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