domenica 5 agosto 2012

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Papillon

Non so...

Ogni persona reagisce diversamente persino in situazioni che possono essere identiche. Tutti abbiamo obiettivi diversi, desideri, sogni, emozioni, che non sono mai uguali. Anche l'energia che ci mettiamo nel fare o non fare le cose e’ diversa. C'e' chi prende (metaforicamente) a testate i muri, ma ottiene solo di rompersi la testa e chi, invece, senza alcuno sforzo, li sfonda al primo colpo. Poi, c'e' anche chi, per timore di fallire, neppure ci prova.

Forse si tratta solo di fortuna, o forse esiste un modo particolare per colpire con la testa i muri senza farsi del male. Magari, e’ sufficiente che cambi l’angolazione, un minimo dettaglio, forse c'e' un trucco, un segreto non rivelato che permette a qualcuno di sfondare nella vita, mentre qualcun altro resta li', con la testa fracassata a piangersi addosso.

Non so...

Probabilmente dipende molto dal carattere, dall’educazione, dal modo in cui si cresce e soprattutto, dall’ambiente in cui si cresce. E non e’ qualcosa che riguarda esclusivamente il genere umano. Anche per gli animali e’ cosi’: ci sono dei lupi che, presi nella tagliola, non possono far altro che restare, immobili, a morire dissanguati perche' non riescono a liberarsi, e ci sono quelli che, invece, non si arrendono e lottano fino alla fine, troncandosi via la zampa a morsi pur di fuggire. Mutilati, ma liberi.

Non so...

E' che non ho mai sopportato gli obblighi, gli atti di forza, le angherie, le prepotenze, neanche quelle che talvolta mi sono state fatte passare “per il mio bene”. Da sempre detesto situazioni in cui mi si dice: "fai questo, fai quello"... perche’ immancabilmente c’e’ sempre qualcuno che vuol convincermi a fare cio’ che sostanzialmente desidera lui, innanzi tutto per il suo tornaconto e per il suo unico piacere. L’egoismo e’ forte in alcune persone.

Oh certo! Molte volte mi e’ stato detto che era per il mio bene! E scommetto che c’e’ stato chi persino era convinto di dirmelo per amore, perche’ stessi bene e non per farmi del male. E’ buffo, perche’ situazioni del genere le ho sempre chiamate proprio: tagliole d'amore. E mi viene da sorridere a pensarci.

Purtroppo, e’ piu’ forte di me: non mi adeguo all’errore, all’anomalia a tutto cio’ che non va. Se c’e’ qualcosa che in una situazione non mi torna, devo fare di tutto per capire e risolvere il problema. Non posso conviverci. Non posso accettarlo. Non posso far finta di niente. Il pallino mi gira nella testa. E gira… gira… diventa quasi un’ossessione e non ho pace fin quando non ho risistemato tutto come, secondo me, deve essere.

Sono testarda, spesso in modo odioso, ma forse e’ proprio per questo mio carattere che ho sempre raggiunto i traguardi che nella vita mi sono data. Ovviamente, ho avuto l’accortezza di non essere troppo avida, ne’ troppo ambiziosa. Sono stata attenta a mantenere gli obiettivi all’interno del “possibile”, senza andare mai oltre, senza strafare, senza montarmi troppo la testa, conoscendo bene le mie possibilita’ e dove potevo arrivare, scartando fin da subito tutto cio’ che sarebbe stato irraggiungibile.

Con un’unica eccezione, pero’: non mi sono mai rassegnata alle situazioni che mi opprimevano. Per quanto fosse difficile uscire dai recinti che mi sono stati costruiti intorno, come “Papillon” nel momento in cui mi sono sentita prigioniera non ho avuto pace, ho lottato per liberarmi e alla fine, per fortuna, furbizia o non so che, ho sempre individuato il varco per uscire dalla gabbia prima che questo si richiudesse.

E sgusciavo fuori, piu’ con la scivolosita’ di un’anguilla che con la potenza di un rinoceronte. Credo che molte al mio posto non l'avrebbero mai fatto, anzi ne sono sicura: molte non l’hanno fatto. Sono rimaste li', intrappolate, a crepare di amarezza, rassegnazione e rimpianti, magari piene di soldi a vivere nello squallore di una gabbia dorata, senza mutilazioni, ma con un corpo inutile. Quanta tristezza...

Non so...

Come ho detto, e’ probabile che dipenda da una diversa educazione o da una cultura che non e’ la stessa, oppure sono soltanto matta e ancora nessuno e’ riuscito a prendermi e a rinchiudermi in una cella imbottita. Pero’, anche se qualcuno lo facesse e riuscisse mettermi la camicia di forza, sono sicura che non mi rassegnerei e prima o poi, ancora una volta, riuscirei a riconquistare la mia liberta’. Perche’ non mi ci vedo senza un progetto da realizzare, senza un traguardo da raggiungere, senza una sfida da vincere, e so che se mi mancasse uno scopo e qualcosa in cui credere, morirei.

"Vivere senza tentare, 
significa rimanere col dubbio 
che ce l'avresti fatta."
Jim Morrison

16 commenti :

Anonimo ha detto...

CIAO,
CREDO CHE FONDAMENTALMENTE SIA LA MANCANZA DI CORAGGIO A FAR SI CHE SI ACCETTI UNA CONDIZIONE INDESIDERATA, CHE NON VUOL DIRE SOLO PRIGIONIA, MA CHE A VOLTE OLTRE LA AMNCANZA DI CORAGGIO CI SIA ANCHE LA VOLONTA' DI NON FAR DEL MALE (IN GENERALE AD UNA O PIU' PERSONE)E CHE IL SACRIFICIO CHE OGNUNO CREDE DI FARE, POI AI PROPRI OCCHI DIVENTI UNA SPECIE DI MARTIRIO PIACEVOLE , FORSE CI SI SENTE DEI PICCOLI EROI O FORSE TUTTI BANALMENTE SI RIDIMENSIONA ALLA MANCANZA DI CORAGGIO ( CHE SE NON CE L'HAI........MICA TE LA PUOI DARE, COME DICCEVA QUEL TALE)

ROBI

Michele Cogni ha detto...

il segreto in verità è trovar eun bel casco da indossare prima della capocciata ;)

zefirina ha detto...

sfondo i muri non sempre mi faccio male, ma starmene immobile a ristagnare non fa per me

zefirina ha detto...

l'avrà preso il commento precedente???

rossoallosso ha detto...

ciao testona,
lo spirito libero sa che ha sempre un prezzo da pagare,ma sa anche che non è mai troppo alto

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Anonimo: " VOLTE OLTRE LA AMNCANZA DI CORAGGIO CI SIA ANCHE LA VOLONTA' DI NON FAR DEL MALE (IN GENERALE AD UNA O PIU' PERSONE)E CHE IL SACRIFICIO CHE OGNUNO CREDE DI FARE, POI AI PROPRI OCCHI DIVENTI UNA SPECIE DI MARTIRIO PIACEVOLE"

Interessante concetto quello del "martirio piacevole". Penso sia un'idea cristiana o comunque non immune da condizionamento religioso, e da questo capisco come la cultura italica ne sia profondamente intrisa, di religione, anche se la gente non se ne rende conto e crede faccia parte della propria natura. Si pensa dunque che "sacrificarsi" per rendere felice qualcuno sia "naturale", quando invece e' qualcosa che la "Natura" non ne avrebbe mai permessa l'esistenza. Non e' un discorso egoista, il mio, ma se non in casi in cui l'altra persona e' veramente handicappata e impossibilitata a sopravvivere senza un aiuto, non vedo perche' ci si debba sacrificare. Solo perche' l'altro possa sempre ottenere cio' che vuole? Oppure le relazioni sono fatte di perenni scambi di sacrifici fra persone che non ce la fanno a cavarsela da sole?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Michele Cogni: "il segreto in verità è trovar eun bel casco da in dossare prima della capocciata"

E sperare di non essere noi quel casco.


@ Zefirina: "sfondo i muri non sempre mi faccio male"

Sei fortunata.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rosso: "lo spirito libero sa che ha sempre un prezzo da pagare,ma sa anche che non è mai troppo alto"

In internet, come nella vita, molte persone si definiscono "spiriti liberi" in quanto e' appagante sentirsi (almeno a parole) liberi. Soprattutto e' appagante andarlo a raccontare agli altri, facendosene quasi motivo di vanto e di distinzione. Quando invece, poi, se vai ad esaminare le reali realta' di queste persone, ti accorgi invece che di ibero non hanno proprio niente, ma anzi sono schiave di pregiudizi e situazioni dalle quali non saprebbero neanche come uscire. Perche' fra il dire e il fare (lo dite voi in Italia), c'e' di mezzo il mare...
PS: Anch'io potrei essere una di queste persone che racconta, racconta, racconta, ma in fondo cio' che vive e' tutt'altra cosa.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"PS: Anch'io potrei essere una di queste persone che racconta, racconta, racconta, ma in fondo cio' che vive e' tutt'altra cosa."

Conoscendoti da anni (sul virtuale)
non credo che sia il tuo caso. A tuo modo vivi la vita come vuoi tu.

Condivido quanto detto dall'amico Rossoalloso che lo spirito libero sa che ha sempre un prezzo da pagare,ma sa anche che non è mai troppo alto.

Forse sul fatto che il prezzo non sia mai troppo alto ho dei dubbi. Se vivi in una dittatura o in una teocrazia, voler essere spiriti liberi può essere letale.

Ciao Davide

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"ma anzi sono schiave di pregiudizi e situazioni dalle quali non saprebbero neanche come uscire."

Credo che tutti, chi più e chi meno, siamo schiave di qualche pregiudizio.

Non credo che ci sia qualcuno completamente immune da ciò.

Ciao Davide

rossoallosso ha detto...

@chiara

io commento in base a ciò che scrivi,non posso immaginarmi un'altra persona altrimenti che ci verrei a fare qui.
può essere pure che tu non sia affatto come ti presenti ma i concetti rimangono e quelli sono reali e pure buoni

@davide

certo ognuno ha un suo personale limite,tanto per rimanere al film papillon dustin hoffman ad un certo punto si arrende però non è uno spirito libero essendo già ingabbiato e rassegnato ancor prima della galera,mentre per gli spiriti liberi anche la vita non è un prezzo troppo alto in qualsiasi condizione si trovino

traminer ha detto...

Cara Klara,
no che non sei matta, io mi ritrovo in molto di quello che hai scritto. Anche se lo riferisco a situazioni che non sono le tue.
Condivido pienamente l'incapacità, l'impossibilità di adeguarsi a recinti e costrizioni. Che non è per niente un romantico spirito libero, è solo essere se stessi.
Sicuramente accettare, mandare giù, adeguarsi al proprio bene deciso da un altro in tante situazioni sarebbe anche più vantaggioso, ti farebbe guadagnare di più, fare carriera più in fretta, o anche solo fare carriera piuttosto che non farla, ma non puoi. Dietro ci sono questioni di coerenza, di autostima, di guardarsi in faccia la mattina con serenità. Ma in effetti non hai bisogno di pensare a tutto questo, semplicemente non ci stai. Sgusci fuori prima che si chiuda il recinto, o magari nemmeno ci entri. A costo di restare un randagio. Non lo fai per salvare la tua dignità, il tuo onore. Lo fai perché sei così e basta. Perché non puoi fare altrimenti.

Riguardo al segreto per cui alcuni sfondano i muri mentre altri si rompono la testa, per quello che ho capito, la differenza non sta nelle teste, che spesso sono tutte uguali, ma nei muri. Ad alcuni infatti si presenta un muro di cemento armato, ad altri un bel cartongesso, per poi lodarli per come sono stati bravi a sfondare..
Sai, mediamente il cartongesso tocca a quelli che son rimasti nel recinto, mentre a te cane randagio che non hai voluto accettare regole che non condividevi tocca il cemento!
Del resto, la libertà avrà bene un prezzo?

maximv9 ha detto...

La verità é che la vita é Una continua sfida..e le sfide vanno cercate ed affrontate.Personalmente ho conosciuto ex detenuti in campi di concentramento il cui solo pensiero durante la prigionia era: fuga fuga fuga fuga 24h al giorno ed oggi sono dei 90enni in gambissima.ciao

maximv9 ha detto...

É un problems di motivazioni, quando mancano l'abilitá é quells di sapersi rialzare ricordandosi che quando si cade sotto c'é sempre Una fete. ciao

carlos ha detto...

Molto bello il film, con due grandi interpreti, l'ho visto una volta sola e tantissimo tempo fa. Chissà perché, mi pare non l'abbiano più ridato in tv. Chissà perché, forse perché giudicato troppo libertario. Come "Qualcuno volo sul nido del cuculo".

Anche il post è bello assai e mi ci sono riconosciuto per un buon tratto in quell'insopprimibile desiderio di libertà. Poi io purtroppo non sono perfetto, e ne porto la colpa. Sottoscriverei le ultime parole, arrendersi mai, anche quando tutto sembra perduto.

J.T. ha detto...

Uno spirito libero è libero in tutto altrimenti sono solo parole.
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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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