mercoledì 22 agosto 2012

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Le fasi della vita

L'ingenuita' che lascia spazio alla bellezza e alla sensualita', oppure al vigore, per poi mutare in maturita' ed esperienza. Nessuno ne e' immune, nessuno possiede il vaccino per una tale malattia, neanche le grandi dive. Neanche i re. Anche se, poi, non per tutti, queste varie fasi giungono puntuali alla stessa eta’.

In questo, nonostante le differenze e marchi di distinzione che ci piace attribuirci, e con i quali ci etichettiamo cercando di far emergere la nostra individualita' cosicche' tutti la notino, ciascuno sa di essere davvero uguale al suo simile, perche’ e’ impossibile sottrarsi a un destino che e’ ineluttabile e comune a ogni essere umano.

La diversita', se mai, sta in come utilizziamo il breve tempo che ci e' donato, e in quello che lasceremo, un giorno, quando arriveremo alla fine del nostro percorso. Perche’ e’ la qualita’ delle nostre azioni cio’ che ci contraddistingue e ci rende unici.

Soltanto noi, dunque, avendo deciso cio’ che abbiamo voluto essere, saremo in grado di stabilire la nostra particolare specificita' e il nostro vero valore; anche se, quando si faranno i conti, si dovra' annoverare fra le passivita’ del nostro bilancio qualche inevitabile rimorso e, magari, anche un bel po’ di rimpianti.

E alla fine, ci saranno quelli che sapranno di essere stati speciali. Qualcuno sara' in buona fede, nella convinzione di aver stilato un bilancio onesto, senza aver omesso niente. Qualcun altro, al contrario, sara’ cosciente di aver falsificato tutto, ad arte, solo per guadagnarsi un breve attimo di autocelebrazione.

Poi ci saranno gli altri, i tanti altri, quelli che non potranno che rassegnarsi per essersi arresi alla mediocrita’ e quelli che, invece, saranno totalmente inconsapevoli della loro completa inutilita’.

14 commenti :

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Poi ci saranno gli altri, i tanti altri, quelli che non potranno che rassegnarsi per essersi arresi alla mediocrita’ e quelli che, invece, saranno totalmente inconsapevoli della loro completa inutilita’."

Io credo che dopo che saremo morti nessuno si ricorderà di noi e quindi e di fatto, risulteremmo del tutto inutili: poi bisognerebbe capire cosa si intende per utili e inutili.

Prima di morire non so se faremo il rendiconto della nostra vita, ma in ogni caso non credo che ci servirà a qualcosa. Naturalmente se uno è credente ed è convinto di aver fatto bene almeno morirà contento, sicuro di andare i paradiso.


Ciao Davide




Alex ha detto...

Ciao Chiara,
si può provare ad essere diversi, si può provare a raccontare fiabe, si può fare e dire tutto quello che si vuole, ma nessuno può mentire a se stesso.

maximv9 ha detto...

Ciao Klàra,
Qui ci vuole della poesia che dedico a te ed a tutti quelli che commenteranno queste tue riflessioni:

Ahimè! Ah vita!
Ahimè! Ah vita! di queste domande che ricorrono,
degli infiniti cortei di senza fede, di città piene di sciocchi,
di me stesso che sempre mi rimprovero (perché chi più sciocco
di me, e chi più senza fede?)
di occhi che invano bramano la luce, di meschini scopi,
della battaglia sempre rinnovata,
dei poveri risultati di tutto, della folla che vedo sordida
camminare a fatica attorno a me,
dei vuoti ed inutili anni degli altri, io con gli altri legato in tanti
nodi,
la domanda, ahimè, la domanda così triste che ricorre – Che cosa
c’è di buono in tutto questo, ahimè, ah vita?

Risposta

Che tu sei qui – che esiste la vita e l’individuo,
che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi
con un tuo verso.
Walt Whitman

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

ti faccio un esempio: tu ti ricordi molto bene di tua nonna, ma quando tu non ci sarai più chi si ricorderà di lei.

Di tua bisnonna probabilmente non sai niente. Quando se ne andranno quelli che abbiamo conosciuto nessuno saprà niente di noi e sarà come non fossimo mai esistiti.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: "ti ricordi molto bene di tua nonna, ma quando tu non ci sarai più chi si ricorderà di lei.
Di tua bisnonna probabilmente non sai niente. Quando se ne andranno quelli che abbiamo conosciuto nessuno saprà niente di noi e sarà come non fossimo mai esistiti"


Questo vale per chi si arrende alla mediocrita', appunto, e sono tanti. La stragrande maggioranza. Ma a volte basta scrivere un libro, e che questo diventi, ad esempio, un best seller perche' la vita di qualcuno sia conosciuta da molte persone e si allarghino i confini di quel ristretto (e gretto) modo di pensare che tu cerchi di esprimere spacciandolo per pragmatismo. Forse e' perche' gli tzigani hanno sempre avuto una lunga tradizione "orale" nel tramandarsi le cose, che io non solo conosco la vita della mia bisnonna, ma addirittura conosco quella della mia trisavola, e se la raccontassi ad esempio qui, la conosceresti anche tu. E se tu fossi uno scrittore di successo, e scrivessi un romanzo su di lei, la conoscerebbe molta altra gente, anche quando io saro' morta. Il chicco di luce che si propaga, Davide, non fa parte della tua visione della vita. Ma della mia si'. :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: "si può fare e dire tutto quello che si vuole, ma nessuno può mentire a se stesso"

C'e' gente che lo fa. Eccome se lo fa! Soprattutto chi dice di essere convinto di non farlo. Perche' sta proprio in questo la grande contraddizione che si chiama "ipocrisia".

Michele Cogni ha detto...

io credo che si debba necessariamente essere stati speciali per qualcuno, non dico molti, ma che qualche persona abbia sentito accanto a se una persona davvero speciale al nostro passaggio, e che ne serbi uno splendido ricordo insopprimibile

Unknown ha detto...

noi siamo quello che lasciamo agli altri. In azioni, in emozioni, in esempio.

io così vedo il senso del mio passaggio su questa terra, così vedo il mio essere padre, così vedo il senso del vivere e dell'invecchiare.

mio padre è morto quando io avevo sedici anni, mio figlio non lo ha mai conosciuto, ma a lui è arrivato molto di quel nonno attraverso di me, perchè quell'uomo ha lasciato molto a me in termini emotivi.

e nessun conto corrente pingue, lasciato in eredità sarà mai importante quanto una sensazione, una emozione, una condivisione umana.

quindi davide, more solito, ha detto una banalità per non dire una "str.....ta".

E non serve essere tzigani per tramandare, le mie terre affacciate sul mare, hanno una lunga tradizione di passaggi di tradizioni, costumi, pensieri, lavori e conoscenze.

senza che nessuno abbia mai scritto libri.

regards

wgul

davide ha detto...

Caro amico Gullich,


"quindi davide, more solito, ha detto una banalità per non dire una "str.....ta"."

Io ho il terrore che qualcuno mi ricordi dopo morto. Per questo invoco la legge sull'oblio.

Ciao il tuo Davidino



davide ha detto...

Caro amico Gullich,

scusa ma dato che usi il nick Unknown, volevo sapere se commenti anche sul blog di Lameduck con questo nick?

Ciao il tuo Davidino

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

come tu sai benissimo, io ho fatto una ricerca genealogica sulla mia famiglia per conto dei miei parenti brasiliani.

Come sai sono arrrivato fino alla metà del XV secolo.

I miei parenti brasiliani, come io del resto, sono stati molto felici di avere tutte quelle informazioni sui loro avi.

Però le informazioni che si possono avere su chi ha preceduto i nostri nonni sono davvero poche: data di nascita, matrimonio, morte e pochissimo altro.

Chi fra 100 o 200 anni facesse ricerche su di noi potrebbe avere un'infinità di informazioni.

Se ti ricordi nella prima versione del libro del mio amico poliglotta il lettore di romanzi del 2100, grazie a internet, riesce a ricostruire interamente le vicende di Mosca e Budapest grazie ai siti del 2001.

Effettivamente tutto quello che viene pubblicato su internet e tecnicamente possibile recuperarlo anche a distanza di tempo.

Quindi nel futuro (quando tu non ci sarai più) qualcuno che si incuriosisse di te, potrebbe conoscerti così bene da considerarti un'amica presente.

Ciao Davide

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

" E se tu fossi uno scrittore di successo, e scrivessi un romanzo su di lei, la conoscerebbe molta altra gente, anche quando io saro' morta."

Sono certo che se tu pubblicassi i tuoi diari dell'adolescenza avrebbero un grandissimo successo e diventeresti per così dire "immortale".

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: se tu pubblicassi i tuoi diari dell'adolescenza avrebbero un grandissimo successo e diventeresti per così dire "immortale

Ah, forse non lo sai, ma io sono GIA' immortale. Con internet e' possibile ingannare persino la morte. Non mi credi? Immagina che, scimmiottando Hari Seldon nel ciclo "Fondazione" di Asimov, avessi programmato post da qui a 20-30-100 anni e anche oltre. I post uscirebbero alla scadenza stabilita anche se io non ci fossi piu' e ci sarebbe chi li leggerebbe credendomi viva. Non e' forse "immortalita'" questa?
Ma a parte il giocare con la fantasia, l'immortalita ce la costruiamo con le azioni e con l'eredita' che lasciamo; un'eredita' che non e' quella monetaria, ma di valori, storie, esperienze, che avranno un significato importante per qualcuno che, grazie a questa eredita' che lasciamo avra' una migliore possibilita' di "leggere la vita".

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"Ah, forse non lo sai, ma io sono GIA' immortale. Con internet e' possibile ingannare persino la morte. Non mi credi? Immagina che, scimmiottando Hari Seldon nel ciclo "Fondazione" di Asimov, avessi programmato post da qui a 20-30-100 anni e anche oltre. I post uscirebbero alla scadenza stabilita anche se io non ci fossi piu' e ci sarebbe chi li leggerebbe credendomi viva. Non e' forse "immortalita'" questa?"

Perbacco, una ne fai e cento ne pensi.


Ciao Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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