domenica 19 agosto 2012

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Cosi' accade fra i barbari

Fra i popoli barbari, come quello a cui io appartengo, le cose funzionano cosi': se si offende qualcuno allo scopo di ridicolizzarlo o umiliarlo, e poi in seguito si riconosce che gli si devono delle scuse, non basta scusarsi in modo frettoloso, con due frasette tirate via, cosi’ da chiudere in fretta il momento di disagio che si prova quando ci si deve scusare. Innanzi tutto, si deve portare il conto in pareggio. Di conseguenza, a nostra volta, dobbiamo ridicolizzarci o umiliarci, affinche’ questo dia soddisfazione a chi e’ stato offeso, e le scuse vengano in tal modo accettate senza che alcuno si senta debitore o creditore nei confronti dell'altro.

Questa maniera “barbara” con cui si porgono e si accettano le scuse, dove non basta semplicemente un “mi dispiace, non volevo” per chiudere la questione, ma richiede uno sforzo maggiore da parte di chi ha innescato l’offesa, cosicche’ anche lui provi sulla propria pelle cio’ che intendeva infliggere all’altro, deriva dal noto concetto orientale “occhio per occhio, dente per dente” a cui poco sono inclini gli italiani che, essendo piu' civilizzati, preferiscono invece, per ogni cosa, cavarsela col minimo della pena, seguendo preferibilmente il metodo del “chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto”.

Purtroppo, le cose stanno cosi’, e io non posso farci niente se e’ anche il mio modo di fare allorquando porgo o pretendendo delle scuse, nei casi in cui queste siano palesemente dovute. Nessuno e’ obbligato a frequentarmi, ma se lo vuol fare e vuol entrare in casa mia pretendendo rispetto, e’ regola sensata che si attenga, lui per primo, a rispettare i costumi che vengono imposti dalla mia cultura, ai quali non intendo in alcun modo rinunciare.

13 commenti :

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

Capisco il tuo concetto. Chissà se fra i barbari sognatori (Maroni e soci) vale la stessa regola?

Ciao Davide

giosby ha detto...

Spero che tra i Barbari sia ugualmente apprezzata la sincerità!

Quante guerre hanno causato la legge dell'"occhio per occhio, dente per dente"?

Non sarebbe il caso di evolversi?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Giosby: Non sarebbe il caso di evolversi?

Sarebbe?
Non so. Dopotutto e' una derivazione del concetto, ma in forma molto, molto lieve, che non uccide nessuno. Non tutto cio' che e' barbaro e' "male", oppure "sbagliato". A volte, in forma lieve, certi concetti possono servire da medicina a chi, troppo civilizzato, ha perso la strada del buon senso e del rispetto altrui.
Sapessi come sono amari gli insulti, quando si ricevono... chi agisce in modo troppo "leggero", a volte non se ne accorge, giudica tutto in modo grossolano, mettendo il proprio orgoglio davanti a tutto, ed e' per questo che, ogni tanto, per capirlo, deve bersi anche lui il suo bicchiere amaro.
No, non credo che, almeno in questo caso, sia arrivato il momento di evolversi. E poi, sei davvero certo che la civilta' evoluta stia dalla parte di chi la pensa all'opposto da me?

giosby ha detto...

vedi Chiara, sembra che tu vivi tutto in una dimensione di "guerra continua".
Si può anche pensare in modo "diverso" dal tuo senza per ciò essere "opposto".
Gli insulti fanno male quando non si hanno argomenti, poiché altrimenti chi insulta senza ragione qualcun altro passa immediatamente nel ruolo del coglione...
Poi non tutti consideriamo "insulto" la stessa cosa.

Ad ogni modo le offese che "vanno lavate con il sangue" sono tipiche della Barbarie.
E includo in questa barbarie anche Paesi cosiddetti civili come gli USA, dove continua ad essere in vigore la pena di morte, per esempio.

La legge del taglione per me non è un segno di civiltà, anche se attualmente sembra ancora essere quella più in voga...
Il mondo è Barbaro !
Speriamo che migliori...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

La legge del taglione per me non è un segno di civiltà,

Questo modo di pretendere e porgere le scuse non lo ritengo "legge del taglione", non esageriamo. Ho detto che "deriva" da tale legge (dovresti porre piu' attenzione a cio' che viene scritto invece di essere in preda all'impulso di rispondere senza leggere) e non e' neppure paragonabile con la sedia elettrica alla quale fai riferimento. Innanzi tutto, ci deve essere il rispetto per la vita, anche in caso di offesa. Quello e' un limite invalicabile. Ma a volte, nei confronti di persone immature che persistono a comportarsi come bambini, che si attaccano con l'anima e i denti alle loro convinzioni e per questo sono disposti anche a umiliare il prossimo, non tenendo conto delle diverse "sensibilita'" delle persone, un bel bicchiere di fiele fa bene. Altrimenti, l'immaturita' e la leggerezza con cui si intrattengono i rapporti con gli altri, rischia di debordare in pretenziosa irriverenza, alla quale poi ci si fa l'abitudine, portando spesso a situazioni insostenibili, e se permetti, a casa mia questo non lo permetto. La sopportazione infinita che dimostrate voi italici (civilizzati) per le angherie, non mi appartiene. A me non basta che qualcuno, dopo avermi insultata, rettifichi e dica di essere stato frainteso.
Vedi Giosby, io mi occupo di bambini da molto tempo, anche adesso me ne sto occupando, e non adotto il metodo Montessori. Certamente, quando fanno qualcosa che non devono fare, non li punisco come immagini tu, e sono liberi di esprimersi secondo quella che e' la loro natura, persino sessuale, ma quando qualcuno umilia qualche suo compagno o compagna, questo non lo scuso, non basta che si penta, deve sentire addosso il senso della vergogna, altrimenti capisce che lo puo' fare indisturbatamente con chiunque, tanto non ci sono conseguenza.
Ti assicuro che nessuno dei miei bambini e bambine e' traumatizzato da questo modo "barbaro" di educare e, mi sono accorta, che tale metodo funziona talvolta anche con gli adulti. Soprattutto con quelli che non hanno ricevuto un'adeguata educazione a rispettare il prossimo e l'ospitalita che spesso viene loro donata.
Per quanto riguarda il fatto che tu mi consideri sempre in un eterno stato di guerra, sei fuori strada. Forse stai dicendo cosi' per il cosiddetto effetto "specchio riflesso", attribuendo a me comportamenti che, in realta' non appartengono a me. Ti dico: non metterti ad interpretare la mia personalita' basandoti semplicemente sul contatto "virtuale". Stai facendo un errore. Prima di giudicare la personalita' di qualcuno, guardalo almeno in faccia. Stessa cosa quando devi giudicare un fatto: non accontentarti di cliccare su google, ma cerca di viverlo sulla tua pelle, se puoi. Altrimenti lascia che i giudizi restino dentro la tua mente fino al momento in cui avrai un motivo valido per farli uscire.
Ed e' quello che il nostro sistema "barbaro", di chiedere e porgere le scuse, insegna: a vivere le umiliazioni inflitte dalle offese sulla propria pelle. Niente vale piu' dell'esperienza diretta e ti assicuro che la persona che offende se lo ricordera' in eterno.

Kamala ha detto...

gli italiani sono un popolo incivile sotto molti punti di vista e io mi sento spesso molto lontana da loro come mentalità, ma questa specie di legge del taglione la trovo altrettanto incivile. Ciò che occorre è una buona educazione che nasce nella famiglia e si accresce con le esperienze personali. Se sei una persona corretta non potrai mai accettare di essere ingiusto come colui che ti ha offeso solo per dimostrargli quanto può fare male.

maximv9 ha detto...

La parola "barbari"evoca sempre assenza di regole,giustizia privata e brutalità ma non in questo caso dove la regola "occhio x occhio.." non è tanto lontana dal concetto di karma o del "non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te".Se rubi vai in galera,se rompi paghi,il giochino è semplice!Si vedono troppi sorrisi di circostanza e scuse da premio oscar!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Kamala, Maxim9, siete entrambi (presumo) italiani, ed esprimete un'opinione difforme rispetto alla "nostra barbarie". Per Kamala e'la legge del taglione, per Maxim9 il concetto si avvicina alla "regola d'oro", ed e' con lui che io sono maggiormente d'accordo.

"Non fare al tuo vicino quello che ti offenderebbe se fatto da lui" (Pittaco)
"Evita di fare quello che rimprovereresti agli altri di fare" (Talete)
"Quello che vorresti i tuoi vicini facessero a te, cio' sia anche per loro" (Sesto Pitagorico)
"Non fare agli altri cio' che ti riempirebbe di ira se fatto a te dagli altri" (Isocrate)
"Cio' che tu eviteresti di sopportare per te, cerca di non imporlo agli altri" (Epitteto)

Sono tutti aforismi che hanno in se' la regola d'oro, che era un principio fondamentale nella filosofia greca, e che e' anche alla base dell'etica a cui, spesso, in questo blog ho fatto piu' volte riferimento: l'etica della reciprocita'. Che e' un valore morale a cui molte persone (io sono fra queste) credono e basano il loro agire in quanto lo ritengono l'equilibrio stesso di un sistema di interazione fra persone, tale che ciascuna parte ha gli stessi diritti e gli stessi doveri, e al tempo stesso si stabilisce la complementarieta', cioe' che i diritti di ciascuno sono un dovere per l'altro".
Si tratta in sostanza di un codice etico per cui ciascuno ha diritto a un trattamento giusto e il dovere e la responsabilita' di assicurare questo trattamento di giustizia agli altri. L'etica della reciprocita' tra individui e' fondamentale per la convivenza pacifica, per la legittimita', per la giustizia, e per il rispetto tra individui. La reciprocita' dovrebbe essere alla base per un moderno concetto di "diritti umani" (di cui tanto si discute oggi), anche se, come abbiamo visto e letto dalle "voci" di Kamala e Giosby, incontra non poche critiche.

Kamala ha detto...

"non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te" è un'ottima regola.....
"Non fare al tuo vicino quello che ti offenderebbe se fatto da lui" (Pittaco)
"Evita di fare quello che rimprovereresti agli altri di fare" (Talete)
"Quello che vorresti i tuoi vicini facessero a te, cio' sia anche per loro" (Sesto Pitagorico)
"Non fare agli altri cio' che ti riempirebbe di ira se fatto a te dagli altri" (Isocrate)
"Cio' che tu eviteresti di sopportare per te, cerca di non imporlo agli altri" (Epitteto)

è ciò che intendevo io..........rispetto maturato dall'educazione nella famiglia....

ma fare agli altri ciò che ti è stato fatto per chiedere giustizia mi pare assurdo....
Forse non ho capito un cazzo.........

Chiara di Notte - Klára ha detto...

ma fare agli altri ciò che ti è stato fatto per chiedere giustizia mi pare assurdo....
Forse non ho capito un cazzo.........


Kamala, mi hai fraintesa. Io non faccio niente a nessuno. Nessuno fa niente a nessuno. Se una persona insulta, io NON la insulto. Pero', se vuole avere le mie scuse, deve "farselo da solo", quello che ha fatto a me. Cioe' se mi ha ridicolizzata, deve ridicolizzarsi.
Non e' obbligato a farlo. Ne ha solo la facolta'. Ma se intende passarla liscia con tre frasette di circostanza, io non lo perdono.
Comprendi?

giosby ha detto...

Scusami Chiara,

il mio appunto sul sentirti "in guerra continua" era dovuto alla tua notazione su "chi la pensa all'opposto di te".
Perché ci sono pensieri, e tanti, che non sono all'opposto l'uno dell'altro, ma semplicemente diversi.
Nel rispetto della diversità, nella tolleranza, secondo me, sta il succo del concetto di civiltà.

Che non significa che ognuno può liberamente agire qualunque sopruso nei confronti dell'altro, ma che l'intervento per evitare i soprusi avrà prima di tutto un carattere preventivo e, poi, un aspetto educativo.
Il concetto di punizione è un concetto che si ispira a "occhio per occhio" e a me non sembra un segno di civiltà.
E' una mia opinione, discutibile.
Se uno mi dà un pugno in mezzo alla strada io cerco di evitare la rissa, cerco di allontanarmi per evitare guai peggiori, per me e per lui.
Le conseguenze potrebbero avere escalation non calcolabili.
E' di oggi la cronaca di un ragazzo di 22 anni morto per una lite fuori dalla discoteca. Che tristezza.

Tu parli di me come un "italico" e mi incaselli in una categoria.
Non mi piace. La tua nota è al limite del razzismo.
Sono un individuo con il suo pensiero, e vorrei essere considerato come tale.
Lo stesso spero di aver sempre fatto nei tuoi confronti.

Sull'educazione dei bambini non commento, scusa ma è un tema talmente complesso che ci porterebbe chissà dove.

Non mi permetto di interpretare la tua personalità. Sarebbe sciocco da parte mia. Puoi indicarmi dove l'ho fatto?
Forse ti ho scritto che "sei un po' scorbutica" ma in un contesto nel quale ci siamo confrontati con un po' di veemenza e in cui, secondo me, la tua reazione è stata spropositata.

Per quanto riguarda "l'etica della reciprocità" mi trovi perfettamente d'accordo.

Non posso citare, per rispettare la tua privacy, ciò che ritengo abbia dato origine a questo post, ma ti confermo che non mi sento disturbato se tu ti comporti nei miei confronti nel modo in cui mi sono comportato io.

Quello che troverei invece sconveniente è la chiusura delle relazioni. Trovo che il confronto, tra persone civili, sia una possibilità che si può sempre lasciare aperta. Altrimenti è un'occasione perduta.

Chiedo scusa per la lunghezza del commento...
Ciao

Kamala ha detto...

Ovviamente parliamo di casi che non prevedono interventi penali altrimenti la situazione diverrebbe complicata. Ho capito la tua posizione. Io la ritengo rigida. Non mi piacciono le regole in assoluto, credo sia corretto analizzare ogni caso per quello che è.
Aggiungo che solitamente se una persona non si scusa con me me ne sbatto categoricamente, diventa automaticamente una persona da evitare. Sono convinta che la vita prima o poi metterà quella persona in condizioni tali da purgare i propri peccati in questa vita (attenzione...anche se ho usato termini cristiani non mi volevo rifare a quella cultura).
E questo è il mio pensiero probabilmente diverso dal tuo ma degno quanto il tuo di essere preso in considerazione anche se sono italiana, francamente non mi piace farne una questione di razza.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Kamala: anche se sono italiana, francamente non mi piace farne una questione di razza.

Ho parlato di italiani perche' e' a un pubblico principalmente italiano a cui e' rivolto questo blog. Volevo scrivere "Occidentali", ma appariva troppo generico, e non mi piaceva. Ho voluto innanzi tutto evidenziare la differenza culturale fra i barbari e gli eredi dell'antica Roma. E poi, non ne faccio una questione di razza, mai mi sognerei di farla, ma di civilta' e diversa cultura. Come ho affermato io sono barbara, e prediligo qualcosa che asomiglia all'occhio per occhio, oppure per dirla meglio prediligo l'etica della reciprocita' applicata con una certa rigidita'. Gli italiani, invece, essendo da secoli piu' civilizzati (ma potrei dire gli occidentali in genere) tengono maggiormente a far proprio il concetto del "chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto". In questa discussione, non mi sono posta sopra un podio, e non c'era intento di gareggiare. Ho solo spiegato quali sono le regole che vigono in casa mia per potere frequentarmi. Chi non vuole farlo, liberissimo di andarsene dove meglio crede, ma non puo' pretendere che io continui a relazionare con lui (o con lei).
Saro' pure padrona di esprimere nel mio blog quali sono le mie regole, o devo assumere per buone le regole altrui, tutte degne e legittime, ci mancherebbe altro, ma che non mi appartengono ne' per la cultura, ne' per il carattere che ho.

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