giovedì 19 luglio 2012

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Quel che passa il convento

Un post, nel blog di Carlos, che verteva su una questione molto controversa, per la quale un sacco di gente potrebbe persino arrivare a strapparsi i capelli, vale a dire “l’estetica del pene e anche altro”, ha generato una discussione che, grazie anche alla vivacita’ polemica della sottoscritta, e’ andata a finire su una pseudofilosofia da quattro soldi. Roba per gente semplice qual io sono, ma che mi pare comunque interessante da affrontare anche in questo blog: non accontentarsi nel sesso di quel che passa il convento, vuol dire essere esigenti? Si deve lottare per avere il meglio, oppure ci si deve accontentare e adagiarsi su cio’ che molte volte sono gli altri a decidere (bonta' loro) di concederci?

Una mia amica (che fu anche mia maestra per tante cose), che aveva origini moldave e proveniva da una situazione di estrema poverta', ma che poi, in seguito, divenne una delle ragazze piu' ambite e pagate del giro che anch'io tantissimi anni fa frequentavo, una volta mi disse: “Perche' accontentarsi di dormire male, quando si ha la possibilita' di dormire comodamente?”

Il concetto era molto piu' ampio, ovviamente, ma era chiaro: avendo la possibilita' di avere il meglio, per quale ragione ci si dovrebbe accontentare del peggio?

Io risposi: "Per motivi religiosi, forse". E lei mi chiese: "Credi in Dio?". Io dissi: "No". "Appunto!", concluse lei.

Se i motivi non sono quindi religiosi o di coscienza, non vedo perche' una persona debba dormir male o mangiar roba cattiva avendo a disposizione un buon letto e del buon cibo. Salvo che, come si e' detto, non lo faccia per "soffrire" e per dimostrare a se stessa e agli altri che e' pronta al sacrificio.

Applicando cio' che ho appena affermato al sesso, si puo’ capire perche' ci siano persone esigenti e non, persone che si accontentano di tutto e non, persone che affrontano la vita sacrificandosi anche quando non vi e’ bisogno e non.

Scopare male, equivale a dormire male, oppure a mangiare male. A chi il convento non passa altro (e per un lungo periodo della mia vita e’ stato in questo modo anche per me), puo' anche star bene cosi', a chi e' pigro/a e non ha voglia di lottare per avere il meglio, puo' anche star bene cosi', a chi lo fa per motivi religiosi perche' deve immolarsi sull'altare della devozione a un qualche dio o idolo personale, puo' anche star bene cosi', ma chi non rientra in queste categorie, se avra' l'occasione, andra' sempre alla ricerca del suo ottimale, e una volta individuato e probabilmente anche assaggiato, non si accontentera' piu' di quello che prima gli veniva somministrato spacciato come prelibatezza e che in fondo, magari, era solo mediocre.

Sia io che quella mia amica, eravamo nate entrambe in paesi nei cui negozi trovavamo quel poco che trovavamo. Ci dovevamo accontentare perche’ ci veniva detto che era il massimo che potevamo avere, anzi che era addirittura il non plus ultra e che non dovevamo prendere per buone le falsita' propinate dalla propaganda occidentale. E noi ci credevamo perche’ non avevamo termini di paragone con cui fare confronti. Poi, pero', una volta arrivata in occidente, il primo mese l'ho passato dentro i supermercati e i centri commerciali come se fossero luoghi di vacanza, perche' non potevo credere che esistesse tanta abbondanza.

E’ vero che alla fine, dopo aver vissuto tutto il ciclo, si fa l'abitudine anche all'abbondanza e magari si puo' anche scegliere di ritornare alla morigeratezza, mangiando un po' meno, forse, ma non rinunciando alla qualita'. Pero', in tal caso, si tratta di una scelta ragionata, non di un obbligo derivante dall'impossibilita' di avere o, peggio ancora, dall'ignoranza di non sapere.

28 commenti :

Alex ha detto...

Devi mirare a ciò che veramente ti piace, sicuramente vuol dire rinunciare a qualcosa, ma al raggiungimento il sapore è molto diverso.

Kameo ha detto...

Questa che esponi è una filosofia di vita che ho abbracciato da sempre e cerco di applicarla in tutte le cose. La ricerca del meglio non sempre coincide con il più modaiolo o il più costoso. Però è vero che se non hai termini di paragone è difficile averne consapevolezza.

Leonardo Marchesini ha detto...

L'importante è riuscire a stare sempre bene con se stessi ;-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: Devi mirare a ciò che veramente ti piace, sicuramente vuol dire rinunciare a qualcosa, ma al raggiungimento il sapore è molto diverso

Scusa Alex, ma e' una regola obbligatoria "rinunciare a qualcosa" oppure fa parte della "cultura del sacrificio" insita nelle tre maggiori religioni monoteiste?
Come se, quando non si sacrifica qualcosa, non si rendesse omaggio a un'entita' che ci deve concedere quello che vogliamo.
Ebbene, hai mai pensato che sia possibile ottenere qualcosa che si desidera anche senza rinunciare a qualcos'altro?


è una filosofia di vita che ho abbracciato da sempre e cerco di applicarla in tutte le cose

Molte mi chiedono quali siano i segreti per essere una escort di successo, e probabilmente si riferiscono a elementi di fisicita' o di abilita' sessuale, che sono certamente importanti, ma non piu' importanti della filosofia con la quale si affronta il mestiere. Quella mia amica, facendomi da maestra, mi ha insegnato molto. Soprattutto "a pensare" a cio' che realmente volevo. A valutare cio' che mi rendeva felice e ad affrontare le cose guardando spesso al lato positivo che potevano avere al di la' anche dei lati negativi. E questo e' stato assai piu' utile per me che se mi avesse insegnato il kamasutra.


@ Leonardo Marchesini: L'importante è riuscire a stare sempre bene

E' vero. D'altronde, anche quando fa freddo, mi metto la maglia di lana. :)

Kamala ha detto...

io e mio marito siamo sempre stati ambiziosi e quindi portati alla ricerca di una soddisfazione personale al di là della mediocrità che ci ha sempre circondato.
Se guardo attorno a me vedo solo persone che si accontentano...
devo leggermi anche gli altri post che mi sono persa...ma passo più tardi...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Kamala: Se guardo attorno a me vedo solo persone che si accontentano...

E' vero. Ci si accontenta quando non si sa che possa esistere, se solo giriamo l'angolo, la persona dei nostri sogni, oppure ci tengono costantemente ignoranti e represse/i e non abbiamo la forza di scegliere.
Occorre uno spirito ribelle (e ambizioso) per affrontare il discorso semplice (ma anche cinico a suo modo) che sto facendo. Non tutte/i sono in grado di ribellarsi ai condizionamenti, alla cultura, alla morale inculcata, ai luoghi comuni, e questo riguarda sia gli uomini che le donne.
Potrei fare degli esempi specifici, oppure parlare in generale, ma c'e' di fondo una pigrizia emotiva che frena le persone dal cercare di ottenere cio' che desiderano veramente, relegandolo al ruolo di kimera irraggiungibile. Tanto che, potremmo entrare nel tema del virtuale e di come ci sia gente che si costruisce realta' alternative molto vicine ai loro desideri. Perche' e' piu facile e comodo disegnarsele al computer che conquistarsele con le unghie e i denti, ma questo e' un altro discorso che per il momento accantonerei.
Ad esempio, ho conosciuto uomini che avevano gusti vastissimi in fatto di donne ( e si sa come la fisicita' femminile sia importante per gli uomini). C'erano quelli che andavano matti per le tette enormi, chi le preferiva piccolissime, chi provava desiderio per i sederi alti e rotondi, chi invece si eccitava per quelli piccoli e androgini, chi era feticista dei piedi, chi delle mani, chi amava le vulve con le piccole labbra nascoste, chi invece le preferiva visibili, chi impazziva per le bionde, chi per le more, chi per le alte e magre, chi per le basse e grassocce... non ho mai assistito ad una tale varieta' di confessioni di gusti estetici, anche sui minimi particolari, come nel periodo in cui ho fatto da compagna di letto ai clienti... Eppure, una cosa che sempre mi divertiva, era quando queste persone mi dicevano che la loro partner era l'esatto contrario di quello che desideravano...
Io so, invece, che esiste un partner adatto per ciascuno/a. Basta solo cercarlo e lo si trova. Anzi, a cercare bene se ne trovano moltissimi. Si deve avere pazienza, andare incontro a molte amarezze, delusioni, certo, ma quasi sempre lo si trova. Basta volerlo. E' ovvio che se ci si accontenta del primo, e ci si fossilizza, e si sopporta, e poi ci si lamenta con le amiche e con gli amici che quello che si ha non e' proprio il massimo, ma e' quello che ormai (sigh!) passa il convento, allora non va bene.
Se fossi un uomo, andrei alla ricerca della mia donna giusta, sotto ogni punto di vista, e sono certa che la troverei. Non mi fermerei con la prima che mi stira bene le camicie e mi prepara i manicaretti, per poi andare a quardare chi davvero desidero nei siti porno, oppure a puttane. E, soprattutto, se dovessi lamentarmi del fatto che il mio lui non mi ama, oppure che mi ama a suo modo, ma e' un modo che ame non sta bene, piuttosto starei single.
Non si deve aver timore della solitudine quando questa ci e' utile per cercare cio' che desideriamo. Ed e' gia' nella ricerca che possiamo godere della nostra codizione " di liberta' consapevole". Perche' come ho tante volte detto anche in questo blog: Der Weg ist das Ziel.

carlos ha detto...

Ah, è lo stesso del commento da me. Senza la conclusione, che però è comunque chiara e netta pure qui.

Be', intanto sono lusingato e stupito della tua citazione, come si dice? Dalla Suburra alle stelle... :)

Che faccio, riposto qua la mia risposta di là? Sì, mi pare che resti la stessa.

Che era la seguente: "Condivido la "filosofia", ma la pratica della vita è poi cosa assai differente. Sono molto più variegato nei gusti e nei canoni. Duttile. E se ho qualche minuscolo rimpianto è quello di non esserlo stato ancor di più."

Aggiungo che sono stato sempre molto "ricercato", anche nel senso che ho sempre cercato, e cerco la donna giusta. Questo mi ha anche molto limitato nelle scelte (con la pigrizia, l'incostanza, l'imbizzarria e tanti altri bei vizi, che mi sono pure potuto permettere). Dal mio attuale punto di vista, alla mia non verdissima età (ti immagino eternamente più giovincella) posso dire che la donna giusta non esisterebbe. O almeno non si trova ad ogni angolo della strada. Magari è più facile che lì ci trovi la donna giusta per una mezzoretta o giù di lì.
Ci si può però arrivare vicino, per approssimazione, e ci si può anche innamorare dei piccoli difetti altrui.

Tornando al sesso, scusa la cruditè: a me piace il seno piccolo, ma pure quello grande, dipende molto da chi lo porta, e da come si porta. Mi è piaciuto anche quello di una che proprio non ce l'aveva (pareva quello di una bimba di 7 anni), ma con dei capezzoli inediti, particolarissimi. La vulva (che parola, c'ha ragione Benigni, fa paura) può piacermi sia nature, arruffata, o accuratamente rasata, con un solo fregio, oppure a zero.
Ne ho gustato con piacere di diverse tonalità cromatiche, forme e dimensioni diverse. C'è quella che mi è piaciuta di più e quella meno, dal punto di vista estetico, ma non mi sono fermato a queste apparenze, comunque solitamente piuttosto piacevoli, a parte rari casi, più unici che rari, nei confronti dei quali, come ho recentemente raccontato, mi sono comportato di conseguenza. Il culo invece mi è sempre piaciuto piccolo, sodo e alto. Ma non ne farei un limite invalicabile solo per questo, se poi c'è altra sostanza.

Insomma condivido molta parte di questo tuo spirito, della tua filosofia o "pseudofilosofia", ma con radicali distinguo negli effetti pratici.

Il mio prossimo post, chissà quando riusciro a farlo, vorrei scriverlo su quella che forse è stata la meno bella fra le donne con cui sono stato, anzi proprio non riuscirei a definirla bella. Eppure.

:)

Alex ha detto...

Non è ne una regola ne una scelta, solo un modo di essere, purtroppo, non essendo bravo a scrivere non riesco a capire se i nostri pensieri sono allineati e soprattutto se stiamo scrivendo la stessa cosa.

Se sono in compagnia di una donna, intendo anche per un caffè al bar con collega di lavoro, guardo lei e sicuramente ci sono più motivi per farlo. Secondo te dovrei girarmi se ne passa una che mi interessa per non farmi mancare nulla?
Meglio ancora ci sono persone che hanno più amanti, oltre la moglie, non rinunciano a nulla. Visto che qualcuno lo conosco, ho dei grandi dubbi sulla qualità della loro vita, ma sono sempre punti di vista.

Si, ci penso al fatto che si può avere qualcosa senza rinunciare ad altro ed è un bel pensiero:-)

Ev@ ha detto...

Da questi argomenti attorno al meglio possono nascere anche considerazioni divertenti. Per esempio, prendiamo un famoso spot:

http://www.youtube.com/watch?v=plG-FrJj2CQ

e immaginiamolo recensito da Charles Bukovski o Elmore Leonard...

Se però a questo punto volete sapere il mio, di gusto, dico che sono per atmosfere così:

http://www.youtube.com/watch?v=OsM9YRqnJsw&feature=related

(Ma guarda che giri mi tocca fare per non usare l'odiosissima frase "per esempio io, in RL..." Ecc ecc.)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

io mi accontento e godo abbastanza.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carlos: Dal mio attuale punto di vista, alla mia non verdissima età (ti immagino eternamente più giovincella) posso dire che la donna giusta non esisterebbe. O almeno non si trova ad ogni angolo della strada. Magari è più facile che lì ci trovi la donna giusta per una mezzoretta o giù di lì

Dipende... a volte puo' essere per un'intera vita.
Questa e' la storia: un pomeriggio, in una elegante pasticceria di Budapest, una donna racconta a un'altra donna come un giorno, avendo trovato nel portafogli di suo marito un pezzetto di nastro viola, abbia capito che nella vita di lui c'era stata, e forse c'era ancora, una passione segreta e bruciante, e come da quel momento abbia cercato, invano, di riconquistarlo. Una notte, in un caffe' della stessa citta', bevendo vino e fumando una sigaretta dopo l'altra, l'uomo che e' stato suo marito racconta a un altro uomo come abbia aspettato per anni una donna che era diventata per lui una ragione di vita e insieme "un veleno mortale", e come, dopo aver lasciato per lei la prima moglie, l'abbia sposata, e poi inesorabilmente perduta. All'alba, in un alberghetto di Roma, sfogliando un album di fotografie, questa stessa donna racconta al suo amante (un batterista ungherese) come lei, la serva venuta dalla campagna, sia riuscita a sposare un uomo ricco, e come nella passione possa esserci ferocia, risentimento, vendetta. Molti anni dopo, nel bar di New York dove lavora, sara' proprio il batterista a raccontare a un esule del suo stesso paese l'epilogo di tutta la storia.

:)

Ci si può però arrivare vicino, per approssimazione, e ci si può anche innamorare dei piccoli difetti altrui

Infatti, se noti, non parlo di "perfezione", ma di "ottimale". Non accontentarsi non significa, quindi, cercare solo cio' che e' perfetto - e che non conosciamo ma ci siamo convinti/e che esista -, ma significa cercare quello che, avendolo potuto assaggiare, ci e' piaciuto di piu', scartando a priori cio' che invece non abbiamo gradito.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: Secondo te dovrei girarmi se ne passa una che mi interessa per non farmi mancare nulla?

Suvvia, "farsi mancare nulla" semplicemente guardando? E che c'e' di male? Secondo te e' bene (per una donna) vedere l'uomo di fronte che si sforza di non guardare pur volendolo fare?
Perche' lo si capisce, mica siamo sceme da non individuare se nelle vicinanze ci sono altre donne carine e degne d'attenzione. Siamo le prime a vederle.
Quindi, per me, sicuramente si': faresti bene a girarti a guardarla. Come, anche, mi girerei io se ci fosse un'altra donna da guardare, oppure un uomo da guardare. Perche' quando una cosa e' bella, e' bella. Non si puo' negare la bellezza. Sia che si tratti di un paesaggio, di un monumento, di un'opera d'arte o di una persona.
A una donna che sta con te e alla quale sai dare la "sicurezza" del tuo sentimento (e anche del tuo apprezzamento completo), non togli niente se ti volti a guardare un'altra.
Invece, a quella donna alla quale non sai dare queste certezze per altri versi, oppure che ha lei un problema interiore di autoaccettazione, sicuramente crei un moto d'irritazione irrazionale. Ma in questo caso, non e' il sentimento d'amore a non farti girare, ma e' lo spirito del sanitario.
L'amore vero non dovrebbe richiedere sacrificio o rinuncia (questo e' il mio punto di vista). Di nessun tipo. Se siamo davvero in sintonia, non puo' esserci niente che puo' separarci. Tanto meno un paio di gambe o di tette che passano per strada.
Quando invece basta questo dettaglio a creare malumori e insicurezze, allora e' meglio perdersi subito.
Una piccola nota: cio' che sto esprimendo e' il punto di vista che mi riguarda in quanto ritengo di essere molto aperta, ma posso capire che per molte non sia cosi'.
In Russia, questo mio modo di essere e' assai diffuso, riconsco quindi quanto sia in qualche modo connesso anche a un certo tipo di cultura, anche perche' sarebbe difficile, qui, mettere il paraocchi a un uomo data la quantita' di passano per strada. Incredibilmente, cio' sortisce l'effetto che gli uomini, lasciati liberi di guardare, alla fine neppure piu' ci fanno piu' caso. Le cose "consentite" sono meno desiderate di quelle "vietate".

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Eva: Ma guarda che giri mi tocca fare per non usare l'odiosissima frase "per esempio io, in RL..." Ecc ecc.

Perche', hai pure una RL? ;)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

ho notato che non pubblichi più (sulla barra di destra) gli articoli della settimana.

Capisco i tuoi impegni, ma mi piacerebbe che tornassi a pubblicare gli articoli, perchè mi ero affezionato a quelle letture.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

mi piacerebbe che tornassi a pubblicare gli articoli

Davide, nel post che avevo scritto quando sono partita, l'avevo spiegato che avrei interrotto fino al mio ritorno alcune sezioni del blog, come il video musicale, la foto e gli articoli della settimana, perche' qui dove sono ho difficolta' a seguire tutto come di solito faccio quando sto a casa. Quindi abbi pazienza ancora per qualche settimana.
Come vedi, fra l'altro, non ho neppure il tempo di scrivere i post con la frequenza solita.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"Quindi abbi pazienza ancora per qualche settimana."

OK.

Ciao Davide

carlos ha detto...

Klàra: "Dipende... a volte puo' essere per un'intera vita."

Non è così importante la quantità, ma faccio anch'io rispondere il tuo Sandorino. Meno fortunato di te non lo trovo da copiare-incollare, ma estraggo da pag. 428.

"Lei era diversa dalle donne che mi è capitato di incontrare in vita mia. Tutte le altre sono sparite senza lasciare traccia. Ma di questa non mi dimenticherò mai.
(...). Questa era diversa. Non faceva capricci. Fin dall'inizio mi aveva detto senza tante smancerie che lei, da me, non voleva niente, io mi dovevo solo lasciar adorare da lei. In cambio non voleva amore vero... Se ne infischiava dei soldi, della bella vita... Voleva solo baciarmi e adorarmi".

:)

Alex ha detto...

Capisco essere in sintonia e liberi di fare ciò che si vuole, ma esiste un codice comportamentale, si può fare ciò che si vuole (inteso come rapporto aperto), rispettando gli altri, se si supera il limite poi, nella mia logicità, sparisce la voglia di stare in compagnia e nel tempo sicuramente si trova chi preferisce chiaccherare con te invece di andare a prendere numeri di telefono di altre/i o lasciarti da solo perchè visto qualcosa di meglio....
Non lo farei neanche con una che mi stà sulle "p...." mi sentirei a disagio e molto irrispettoso di chi mi sta dedicando del tempo, qualunque esso sia.
Sorriso

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: ma esiste un codice comportamentale

Il codice comportamentale e' un codice non scritto, e in realta' non ne esiste soltanto uno. Ne esistono un'infinita' a seconda del tipo di societa', di cultura, di economia, di religione.
Sicuramente io e te non abbiamo il medesimo codice comportamentale, o se ne abbiamo uno simile, sicuramente differira' in molti aspetti. Per cui, alla fine, tutto si traduce nel legarsi a persone che accettano e condividono lo stesso codice comportamentale, o comunque uno molto, molto compatibile.
Sto dicendo cose ovvie, fin qui. Meno ovvio e' che per essere felici, per non avere ne' rimorsi ne' rimpianti, per poter vivere davvero la propria interiorita', ma anche la propria sessualita' senza sentirsi castrati/e, occorre valutare ogni possibile opzione e sceglire se sia meglio "accontentarsi" di qualcosa che solo placa momentaneamente gli ormoni, ma che poi in un secondo momento lascia dentro un vuoto incredibile e un'insoddisfazione senza limiti, oppure se meriti di piu' attendere e sperare nell'ottimale, anche rischiando di restare soli/e per lungo tempo.
Personalmente, posso dire che preferisco questa seconda opzione. Ho avuto poche storie, ma sicuramente la loro intensita' ripaga enormemnente i periodi di vuoto che ci sono stati fra l'una e l'altra.

Alex ha detto...

Scrivi in un modo e nei fatti ti comporti in modo diverso:-))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Scrivi in un modo e nei fatti ti comporti in modo diverso

Tu come fai a sapere in che modo mi comporto nei fatti?

J.T. ha detto...

ScusamiChiara,
nel post scrivi che al contrario di me preferisci chi non perde occassione e fai intendere che ti comporti così, poi nei fatti scrivi che preferisci rimanere sola per lungo tempo e attendere /sperare nell'ottimale, anche rischiando di restare soli.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ J.T. preferisci chi non perde occassione e fai intendere che ti comporti così

E' sempre il solito equivoco, che nasce spesso quando parlo di queste cose con un italiano (o un'italiana). Non si deve confondere "l'amare", "lo stare insieme", "l'avere una relazione", col "provare", "assaggiare", "vedere se puo' andar bene".
Se una cosa non la si assaggia, come si fa a capire se puo' piacere? Poi, una volta assaggiata, si decide, ma escuderla a priori mi sembra un pregiudizio che non fa parte del mio stile di vita.
Ovviamente, dall'assaggio escludo tutto cio' che a prima vista mi pare andato a male, puzzolente, sporco, o preparato con ingredienti scadenti e molte volte sono costretta a scartare proprio tutto perche' non c'e' in giro proprio niente di buono (qui a Mosca, ad esempio, come uomini lasciamo perdere). Pero', fare una cernita di quello che si mangia e' importante. Si riesce ad avere chiaro cio' che davvero vogliamo mangiare e quali sono gli ingredienti per il nostro cibo ottimale. Chi nella vita mangia sempre zuppa e pan bagnato, come fa a capirlo? :)
Allora, sei d'accordo con me che avere un assaggino, uno stuzzichino, un antipastino, non significa ne' ingozzarsi ne' essere bulimica?

J.T. ha detto...

Su questo hai ragione:-)

è come per chi non ha mai assaggiato la nutella;.))
rischia di star male perchè non ne può più fare a meno :D

Fabrizio Casuccio ha detto...

Bel blog. Ben scritto e intelligente.
Ripasserò.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Fabrizio Casuccio ha detto...

Bel blog. Ben scritto e intelligente.


Grazie e benvenuto.

Bibi ha detto...

La soluzione ideale sarebbe di accontentarsi del meglio ma è accademia.
Però sino ad un certo punto.
Ognuno di noi ha una propria scala di valori e di bisogni, accanto al livello di sopportazione del dolore c'è il proprio livello di soddisfazione personale.
Ad alcuni basta alzarsi la mattina e vedere il sole per sentirsi felici..altri se non hanno il cayenne non vivono. Chi dei due si accontenta "realmente"? Chi rinchiude la realizzazione della propria vita in un pezzo di alluminio o chi si illumina d'immenso?
a.y.s. Bibi

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bibi: "Ad alcuni basta alzarsi la mattina e vedere il sole per sentirsi felici..altri se non hanno il cayenne non vivono."


Bibi, non sto parlando dai diversi livelli di "appagamento" che, ovviamente, le persone essendo diverse hanno. Sto parlando di chi si accontenta, ma sotto sotto e' scontento e rimpiange, e magai invida anche gli altri pur avendo il Cayenne. Ci sono persone (e ne parlo anche nel mio post "Papillon") che magari hanno tutto, sono ricche, hanno una bellissima casa, una vita comoda, data magari da un matrimonio di convenienza oppure dal fatto che piegano la testa ogni volta che qualcuno piu' potente dice loro di farlo, ma non sono pienamente soddisfatti e vorrebbero avere anche cio' che hai tu. Magari la tua liberta' che loro non hanno perche' per averla dovrebbeo rinunciare alla comodita' e alla bella vita.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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