giovedì 26 luglio 2012

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Oggi, come allora...

La Mosca di oggi non e’ molto diversa da quella che avevo nei ricordi. E’ piu’ ricca e colorata, questo e' vero, e sembra aver abbandonato finalmente quella grigia patina lasciata in eredita’ dal regime sovietico; una patina che ricopriva tutto. Tuttavia, chi conosce bene questo paese sa che non esiste niente che sia piu’ conservatrice della societa’ russa. Qualsiasi sia il sistema politico, qui ogni cosa viene utilizzata fino al limite, riverniciandola magari con colori piu’ brillanti e talvolta raddrizzandola anche con l’uso deciso del martello laddove e’ storta e malmessa, oppure tagliando via con la falce cio’ che e’ in eccesso, ma a nessuno verrebbe in mente di gettarla via del tutto.

Cosi’, niente riesce a cancellare quel senso si sfumata malinconia, allo stesso tempo un po’ nordica e un po’ orientale di chi non vuol dimenticare le sue radici, di chi sa di dover essere oggi diverso, ma che fa di tutto per restare uguale. Moderno, ma per sempre legato al suo passato; un passato che e’ presente nei geni ed e' visibile nei tratti somatici di chi ogni giorno s’incrocia per strada.

Oggi, come quando vivevo qui, prendo volentieri la metropolitana. E’ l'occasione migliore per osservare le persone che, assorte nei pensieri, conducono normalmente la vita pensando ai propri guai che nessuno conosce al di fuori di loro, strette nella morsa di un dilagante individualismo che rasenta quasi la misantropia, incuranti di tutto cio’ che accade attorno. Oggi, come allora, le espressioni sui volti non sono molto diverse. La gente ride e scherza poco, non parla quasi mai a voce alta e ognuno guarda dritto davanti a se’, digitando un sms sul telefonino o ascoltando musica dall’iPad, o assorto nella lettura di un iBook che ha sostituito quello che una volta era un libro. Pero', se osservi solo i volti, non pare che siano passati vent’anni da quando anch’io, forse, sembravo come loro.

E oggi, come allora, eccomi a scendere le lunghe scale mobili di Kurskaya, cosi’ ripide che ti prende quasi un senso di vertigine, e poi le splendide stazioni del Kalzo’ con le immense pareti decorate con marmi e fregi su cui sono ancora ben visibili i simboli imposti da Stalin ai quali nessuno, almeno in pubblico, oggi sembra fare piu’ caso, anche se sai che per via di quell’ossessione a conservare tutto ad ogni costo, molti, dentro, sono rimasti ancora un po’ comunisti.

Anche oggi, come allora, sono tempi difficili, ma una volta non erano cosi’ pericolosi come raccontavano e potevo mescolarmi tranquillamente tra le giovani ragazze che, nei leggeri vestiti estivi, affollavano le carrozze del metro' sedute sulle rigide panche con un libro in mano. La domenica c’era sempre meno gente che nei giorni di lavoro, mentre i nomi delle stazioni mi passavano sotto gli occhi: Komsomol’skaya, Krasnosel’skaya, Sokol’niki, la penultima prima di Preobrazhenskaya Ploshchad’ dove una volta finiva la linea che oggi, invece, prosegue per altre due stazioni. E poi, accecata dalla forte luce estiva, mi univo alla gente che sciamava nel parco, con cartocci di vobla sotto il braccio, la birra e i pacchetti che mal nascondevano i cetrioli e il pane nero, da mangiucchiare sull'erba dei prati.

Mi piaceva passeggiare senza una meta precisa, con la panna di un eskimo o di un lakomka che per il caldo, sciogliendosi, mi colava sulle dita, fra gli odori che fuoriuscivano dai chioschi che vendevano shashlik e piroghi, guardando i mille oggetti sui banchetti, i fiori disegnati sugli scialli variopinti di Pavlov Posad, il bianco e il blu delle ceramiche di Gjel’, i colori accesi delle stoviglie di Khokhloma, le miniature sul fondo nero delle scatole di Palech, gli intagli sui trasparenti cristalli di Gus Khrustalny. E poi, un’infinita’ di matrioske, in ogni scala di grandezza e colore.

Me ne tornavo a casa verso sera, sempre con qualcosa di avvolto in un vecchio foglio di giornale, oppure andavo a rifugiarmi al lavoro, passando sotto gli occhi apparentemente distratti della sorveglianza del Mezhdunarodnaya. Erano tempi diversi quelli, o forse no: ci sono cose che davvero non cambiano mai. Io stessa, pur dicendo di non essere piu’ quella che ero, in parte so che e’ una bugia che amo raccontarmi. Le persone, in fondo, non cambiano. Pero', anche se quell’esatta atmosfera di una volta non e’ facile da ritrovare, ho vissuto in questo luogo per troppo tempo e con tanta intensita’ che e' impossibile per me dimenticarla, e basta un niente, veramente un niente, per farmela riscoprire.

16 commenti :

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

noto che hai una particolare simpatia per la Russia. Se penso che la Russia ha invaso il tuo paese per ben due volte (1849 e 1956), devo riconoscere che non porti rancore.

Naturalmente scherzo perchè una cosa sono le persone e un'altra sono i potenti che governano, i quali se ne fregano dei popoli.


Ciao Davide

carlos ha detto...

Toh, ecco Davide. E con me siamo in due. :)

J.T. ha detto...

Ami quel paese, si capisce da come hai descritto minuziosamente ogni particolare, ritornarci ti ha fatto star bene.

Devo ammetterlo, mi manchi!!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Questa volta, non me lo avete permesso il post perfetto.

@ Davide: una cosa sono le persone e un'altra sono i potenti che governano, i quali se ne fregano dei popoli

Hai detto tutto tu. I potenti se ne fregano persino del proprio popolo, figuriamoci degli altri.


@ J.T. si capisce da come hai descritto minuziosamente ogni particolare

Non parliamo d'amore, che' e' fuori luogo. Gli sono affezionata come ci si affeziona a qualcosa che si conosce molto bene. Del resto, sono affezionata anche all'Italia.

J.T. ha detto...

Mi sa che non ne farai più di post perfetti:-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Mi sa che non ne farai più di post perfetti

Mi sa che hai proprio ragione. Ma ho notato che questi post un po' meno virtuali, dove metto a nudo la mia realta' (quella di ora e quella di un tempo) creano minori occasioni di dibattito. Sembra che le persone preferiscano piu' cio' che afferisce al sogno, alla finzione, alla fantasia. E di questi tempi e' anche plausibile. Pero', da tempo, sto abbandonando parte della maschera che indosso e cerco di mostrarmi piu' per quella che sono, pur rispettando determinati limiti. In Facebook ho il mio account dove gli amici piu' fidati hanno accesso a molte informazioni, immagini, pensieri, che riguardano il mio privato. E' ovvio che non e' un account che posso lasciare aperto a tutti, ma posso accettare quelli che sono ormai da anni dei commentatori fedeli e educati. Per cui, approfitterei di questo messaggio per dire a te, a Davide, a Rossoalrosso, e ad altri che sanno di essere fra le persone che da molti anni mi seguono, che se vogliono possono inviarmi un messaggio in Facebook, facendosi riconoscere, e chiedere la mia amicizia. Non e' detto che sara' accettata in automatico, ma e' probabile che quelli che piu' commentano questo blog non avranno problemi. Sempreche' ci tengano.

https://www.facebook.com/chiara.d.notte

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Per cui, approfitterei di questo messaggio per dire a te, a Davide .."

Grazie per l'invito. Ci avevo già pensato, ma poi non ho preso una decisione perchè avevo deciso di ridurre drasticamente il tempo che dedico al virtuale. Però l'idea di incontranti su Facebook è molto stimolante.

Solo una curiosità: per caso su Facebook hai anche gli amici Duvall, Gullich e Baudelaire999?

Ciao Davide

J.T. ha detto...

Grazie per la fiducia

traminer ha detto...

Cara Klara, manco due giorni e trovo questo piccolo capolavoro. Ecco perché seguo con tanta attenzione il tuo blog, per leggere ogni tanto un post come questo.
Per me è un post perfetto, non uno che ti lascia senza parole, ma con tanti pensieri che si incrociano, tante sensazioni..
Quel senso di sfumata malinconia, allo stesso tempo un po' nordica e un po' orientale, ho letto le tue parole e l'ho sentito facilmente sulla pelle. Lo conosco bene, io ho sempre pensato che fosse nordico, che la mia parte svedese lo indossasse come un cappotto girando per le strade di Uppsala. Ma poi l'ho scoperto uguale girando per i paesi dell'est, non tanto in Ungheria ma in Cekia ed in Polonia si.Ed in Russia non sono stato, ma credo sia ancora più intenso. E' nelle cose, nel paesaggio, negli occhi della gente. Mi prende per mano con dolcezza e non so dove mi porterebbe, perché la mia parte mediterranea punta i piedi e mi scuote.
Ma sai, anche a distanza basta un niente, veramente un niente, per farti riprovare sensazioni che ormai fanno parte di te.
Come il pane nero, dal forte sapore di segale, i cetrioli in salamoia, e la birra. Qualcuno che legge sarà perplesso, ma ogni luogo ha i suoi sapori e le sue sensazioni.

...La gente ride e scherza poco, non parla quasi mai a voce alta e ognuno guarda dritto davanti a se’, digitando un sms sul telefonino ...
Questa è la metropolitana di Stoccolma! Non solo per la metropolitana, ecco perchè amo tanto l'est, perché l'est ed il nord dell'europa sono fatti della stessa materia.

Molto divertente l'idea di usare il martello e la falce per aggiustare e recuperare qualcosa che è vecchio. Forse nessuno ha colto l'ironia, altrimenti si sarebbe scatenato un putiferio postcomunista!

..questi post un po' meno virtuali, dove metto a nudo la mia realta' (quella di ora e quella di un tempo) creano minori occasioni di dibattito...
E se fosse solo un po' di riguardo, di timidezza nei riguardi della tua vita reale della quale giustamente sei molto gelosa?
Io però li apprezzo tantissimo, dato che hai un vissuto ed una storia da raccontare. Ed a proposito, speravo che scrivessi qualcosa di quotidiano e di personale dalla Russia, lo stai facendo più di quanto potessi sperare per cui per quello che conta ti ringrazio.
Traminer

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: per caso su Facebook hai anche gli amici Duvall, Gullich e Baudelaire999?

I miei amici su FB non sono visibili pubblicamente, per una scelta precisa che ho fatto, e quindi non posso risponderti.


@ Traminer: e trovo questo piccolo capolavoro

Adulatore!
Ma adesso non ho tempo per rispondere. Troppo lungo e articolato il tuo commento. Lo faro' stasera, con calma.

Anonimo ha detto...

Gentile Klara, sono norman
intervengo in modo del tutto fuori tema,proprio Off Topic,quindi se vuoi, non è necessario pubblicarlo.
Oggio ho visto il G.P. di Ungheria di F.1, in pochi scorci hanno mostrato le Hostess del G.P.,un centinaio di ragazze Ungheresi, che belle, splendide, uniche, anche negli altri G.P.ci sono sempre tante belle ragazze, ma le Ungheresi non le eguaglia nessuno, quest'anno avevano una marcia in più rispetto agli altri anni, erano di una bellezza raffinata ed elegantissime come mai, gli altri anni erano solo bellissime ma più ordinarie rispetto a quest'anno, considera che ho appena finito di vedere le Germaniche la settimana scorsa ed il confronto è stato facile, la memoria era fresca.
Assolto questo doveroso omaggio alla bellezza Magiara,di cui sono fan appassionato, mi congedo da te in quanto a giorni parto per il mare e non avrò dietro il p.c. per ilsemplice motivo che quando sono al mare non esiste più niente, animale mediterraneo quale sono sto sempre all'aperto,al sole,in acqua, non mi sogno di mettere la faccia su uno schermo di p.c.
Ci risentiamo a settembre, intanto
ti auguro buone vacanze a risentirci,un abbraccio(se tanta confidenza mi è consentita). :-)))
norman

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Traminer: non tanto in Ungheria ma in Cekia ed in Polonia si

Se ti sente una mia amica di Praga, a chiamarla Cekia invece di Repubblica Ceca, ti mangia vivo. :)

Forse nessuno ha colto l'ironia, altrimenti si sarebbe scatenato un putiferio postcomunista!

Facevo gli italiani piu' perspicaci.

a proposito, speravo che scrivessi qualcosa di quotidiano e di personale dalla Russia, lo stai facendo più di quanto potessi sperare per cui per quello che conta ti ringrazio

Qui nel blog non metto tanto il quotidiano, quanto invece ne metto in FaceBook. Purtroppo, certe cose sono precluse a chi non conosco almeno da un po' di tempo. Pero', mentre FB e' piu' immediato ed anche piu' confidenziale, nel blog mi dedico maggiormente alla ricerca della forma.

traminer ha detto...

Prendo atto che i cechi preferiscono abitare in repubblica ceca e non in cekia, e ti sono grato per l'informazione.

..Qui nel blog non metto tanto il quotidiano, quanto invece ne metto in FaceBook. Purtroppo, certe cose sono precluse a chi non conosco almeno da un po' di tempo. Pero', mentre FB e' piu' immediato ed anche piu' confidenziale, nel blog mi dedico maggiormente alla ricerca della forma.

Avendo appena apprezzato le cronache moscovite, mi racconti che su FB metti molto di più. Purtroppo però...
E questa è perfidia :-)
Vuol dire che apprezzerò la ricerca della forma sul blog...

Anonimo ha detto...

Tutto vero e tutto bello, bellissimo. Ohi kakaya byla nasha molodaya zhisn v gostinitze Mezhdunaronaya! Петух

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Петух: Anche tu interdevochka? :)))
... a proposito, sai cosa significa in gergo Петух, vero? O ti sei firmato cosi' senza saperlo?

nivola ha detto...

Sono cresciuto negli anni '80 e, convinto da Ronald Reagan, che sarei stato nuclearizzato prima di arrivare a compiere quindici anni. Al Qaeda era di là da venire, il nemico viveva in un luogo preciso, indossava un'uniforme e meditava di sterminarci in massa. Stranamente provo nostalgia e subisco il fascino dei luoghi della guerra fredda, credo che molto sia anche colpa tua.
ciao Klara

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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