domenica 8 luglio 2012

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La mia perfetta solitudine

Nonostante abbia usato moltissimo l'aereo per i miei viaggi, e che periodicamente mi trovi per motivi di piacere oppure di lavoro a doverlo fare, durante il volo resto sempre un po' in ansia e non riesco a rilassarmi completamente. Eppure, avendo fatto per anni parapendio, non dovrei in alcun modo provare una tale sensazione. E’ una cosa strana, quindi, ma purtroppo e’ cosi’.

Confesso che lo stesso mi accade anche quando viaggio in auto e non sono io a guidare. Percio' e' chiaro che questo disagio, piu’ che alla semplice paura, sia dovuto al fatto di non avere il controllo del mezzo; di sentirmi cioe’ in totale balìa degli eventi. Un particolare aspetto del mio carattere, insopportabile, che si manifesta con maggiore veemenza col passare degli anni, e che piu’ di una volta ha avuto notevoli ripercussioni nelle incostanti quanto turbolente relazioni sentimentali della mia vita, portandole tutte ad un'inevitabile dissoluzione.

Perche’ se mi manca il controllo, se non sono piu’ io a gestire come vorrei la situazione, qualsiasi situazione, mi prende il panico e quando si esaurisce la fase iniziale del rapporto, quella in cui trovo persino piacevole lasciarmi andare, perdere il controllo e stordirmi, il subentrare della sensazione di panico muta radicalmente il mio stato d'animo e crea a poco a poco dentro di me il pretesto per arrivare alla rottura, fare reset, e ritornare a quella che chiamo: “la mia perfetta solitudine”.

Questa perfetta solitudine mi fa stare da sola senza che mi senta mai completamente sola. Oppure, come dice mia madre che da anni critica questa mia incostanza nei rapporti, mi permette di crogiolarmi nella solitudine sapendo di non essere mai del tutto sola.

Perche' in fondo, anche se rifiuto i legami stabili, e sia ben consapevole di preferire le relazioni estemporanee, prive d’impegni, magari con persone appena conosciute con le quali non esistono pretese o scambi di promesse, per cui all’insorgere dei problemi non si ha alcuno scrupolo a chiudere e andarsene per la propria strada, non riesco a sentirmi davvero sola come invece la logica e cultura nella quale sono nata vorrebbero impormi di credere.

Accade, invece, che qui dove sono adesso moltissime ragazze, quasi tutte quelle con cui ho parlato, se non hanno un partner, non si sposano e non hanno dei figli, non solo si sentono sole, ma sono convinte di essere addirittura inadeguate. In sostanza, si sentono delle “non donne”. E cosi’, quelle non ancora maritate, vivono nella costante speranza di trovare un compagno con cui mettere su casa, concepire qualche figlio e passare tutta la vita ad accudire l'intera baracca.

Questo per loro significa “realizzarsi”. Non c'e' carriera che tenga. Per farlo sarebbero disposte ad abbandonare qualsiasi lavoro; non hanno desideri diversi da quelli che ho appena elencato e non pensano a niente altro di piu' importante di questo per assecondare quello che loro reputano il ruolo naturale della femmina. Inoltre, nella scelta del compagno, non hanno neppure tante pretese; va bene anche uno straccio d’uomo qualsiasi. Basta che le sposi. Quello che vogliono da lui e’ che guadagni abbastanza per mantenere in modo dignitoso la famiglia e, importantissimo, che non beva moltissimo. Questo vorrebbe dire che, se anche beve, almeno non si ubriachi ogni sera, e se lo fa che sia in grado di tornare a casa reggendosi sulle proprie gambe.

Sono strane attese quelle che hanno le ragazze di qui, ed e’ chiaro che per loro io sono quasi un’aliena. Percio' non sto a raccontare molto di me; glisso quando affrontano certi discorsi perche', se lo facessi e dicessi loro cio’ che realmente penso, con molta probabilita' a qualcuna verrebbe in mente di chiamare l’ambulanza dei matti oppure l’esorcista.

Tuttavia, non crediate che stia parlando di poverette, magari bruttine e con scarse probabilita’ di successo. Posso assicurarvi che alcune sono ragazze molto carine, curatissime, intelligenti, dotate di una discreta cultura e persino eleganti nei gusti e nei modi. Ragazze che se vivessero altrove non avrebbero alcun problema a trovarsi il compagno ideale che cercano, e forse anche qualcosa di piu’.

Il fatto e’ che non sono consapevoli della loro avvenenza e non sanno che cosa potrebbero pretendere se non si accontentassero di cio’ che passa il loro convento. Ma soprattutto, e’ che sono cresciute con valori diversi da quelli con cui crescono le ragazze in occidente. Perche’ i valori, i desideri, le attese dipendono dalla cultura e dall’educazione che si riceve fin da quando siamo piccole, anche se non e' sufficiente. A creare i valori concorrono soprattutto le esperienze che si fanno nella vita, le persone che s’incontrano e cio' che queste ci tramandano; quindi la possibilita’ che si ha di evadere dal ristretto ambiente in cui si nasce. I valori cambiano quando si e’ in grado di essere autosufficienti e dunque non si debba piu’ sperare di incontrare qualcuno cui appoggiarsi, o che si appoggi a noi, per “realizzarsi”.

Stavo pensando che forse sarei anch’io come loro, e quasi certamente avrei anch’io gli stessi desideri e le stesse attese se, tanti anni fa, non mi fossi lasciata corrompere dai valori effimeri dell’occidente e non avessi deciso, guidata dall’incoscienza e dalla voglia di avventura, di abbandonare tutto e tutti lasciando che quei miei valori si sciogliessero in un’esistenza che a quei tempi non riuscivo a non sentire un po' anche mia. Valori che andassero insieme a me alla deriva, trasportati da quella corrente che oggi, pero’, sta riportandomi di nuovo al punto da cui sono partita: a me stessa e alla mia perfetta solitudine.

8 commenti :

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"vivono nella costante speranza di trovare un compagno con cui mettere su casa, concepire qualche figlio".

Ma tu non senti mai il desiderio di fare qualche figlio?

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ma tu non senti mai il desiderio di fare qualche figlio?

Vuoi proporti come padre, Davide? :-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Vuoi proporti come padre, Davide? "

Con le nuove tecnologie non serve un padre naturale. Comunque io non mi tiro mai indietro quando serve.

Ciao Davide

Kamala ha detto...

è un post ricco di spunti di riflessione .....
Trovo che la condizione delle donne in quel paese (Russia credo no?) non sia tanto diversa da quella che avevamo qui quando ero una ragazza io, e ancora adesso a dir la verità. E quanto ho dovuto lottare per uscire dalla quella mentalità che non mi apparteneva!!!!
e forse tutto sommato non ne sono mai uscita.
Mi capita di pensare alle donne sole e indipendenti con una punta di sana invidia ma del resto rifarei tutto da capo comunque, perché l'esigenza fisica che ho avuto a 30 anni di avere un figlio era più forte di ogni altra cosa. A quel tempo io e mio marito eravamo in crisi e vivevamo separati ma scopavamo comunque. Io ero disposta a starmene da sola ma poi riuscimmo a ritrovare una forte intesa emotiva che ci riportò insieme a due mesi dalla nascita di nostra figlia.
La mentalità occidentale è una cosa, quella italiana un'altra; la donna nel nord europa ha una libertà e indipendenza personale cresciuta dalla rivoluzione francese in poi e sostenuta dalla società tutta, con leggi di grande rispetto. In Italia siamo ancora nel medioevo, innanzitutto come mentalità.

ps: quello che è successo da me non è degno di essere menzionato.

Ciao!!

gullich ha detto...

bello il concetto di perfetta solitudine...

non credo sia un problema solo delle donne russe, quello di aver paura di stare da soli e di doversi appoggiare a qualcuno, per sicurezza econiomica o emotiva, è un concetto indipendente dalla geografia e che caratterizza molte delle coppie che ci circondano.

la perfetta solitudine lo trovo un bel concetto per esprimere equilibrio con se stessi, anche se alal fine la mia personale aspirazione è di paritre da quella perfetta solitudine per arrivare a una bella esperienza di non solitudine.

Se poi quel legame sia destinato a durare o meno ch può dirlo, foprse aveva ragione sandor marai... non esiste il partner giusto per sempre.

La trasferta russa giova all'esternazione del tuo riflettere :o)

Un abbraccio e un saluto

wgul

Estrella_Marina ha detto...

Il tuo commento da carlos mi ha fatto pensare alle cose che ho appena scritto. In questo paese è tutto più difficile per le donne, anche scegliere di vivere in libertà la sessualità così come la maternità, libertà è anche scegliere di non essere madre, anzi, io apprezzo più le donne consapevoli che quelle che fanno figli come dire? per tradizione. Una donna non nasce per essere madre ma prima di tutto per essere persona, il fatto di aver dotato il sesso femminile degli apparati per diventarlo è solo un di più, che non dovrebbe fare la differenza.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Con le nuove tecnologie non serve un padre naturale.

Scusami, ma per quanto mi senta "tecnologica ed evoluta", per certe cose preferisco ancora i metodi tradizionali.


@ Kamala: La mentalità occidentale è una cosa, quella italiana un'altra; la donna nel nord europa ha una libertà e indipendenza personale cresciuta dalla rivoluzione francese in poi e sostenuta dalla società tutta, con leggi di grande rispetto. In Italia siamo ancora nel medioevo, innanzitutto come mentalità

L'affrancamento dalla religione e dalla dottrina inculcata dai preti, potrebbe significare un bel passo in avanti. Solo che per far questo, occorre l'impegno delle madri che insegnino alle figlie ad essere libere e indipendenti. Cosa che spesso non fanno per una inconsapevole invidia che provano nei loro confronti, per cui le figlie devono "soffrire" come spesso hanno sofferto loro. La "sofferenza condivisa" diventa quindi l'unico valore femminile in una societa' in cui le donne non hanno mai avuto coraggio di rompere gli schemi.
Il medioevo di cui parli e' proprio questo rifiuto della logica per abbarbicarsi nella tradizione bigotta che considera la liberta' e l'indipendenza femminile quasi sinonimo di immoralita' o innaturalita'.


@ Gullich: aveva ragione sandor marai... non esiste il partner giusto per sempre

Appunto!


@ Estrella Marina: Una donna non nasce per essere madre ma prima di tutto per essere persona, il fatto di aver dotato il sesso femminile degli apparati per diventarlo è solo un di più, che non dovrebbe fare la differenza.

Concordo.
Nessuno puo' immaginare, pero', lo sforzo interiore che deve fare una ragazza che nasce in un determinato contesto in cui le vengono inculcati certi valori, per liberarsi del peso del senso di colpa e del sentirsi addosso il giudizio della gente con la quale fino ad allora ha convissuto.
A 17 anni, sono dovuta scappare di casa per avere la possibilita' di conosce un "mondo nuovo" ed evolvermi in un contesto diverso. Sono stata incosciente, ma chi non ha questa incoscienza resta intrappolata per sempre in un limbo di accondiscendenza che molto spesso si traduce, poi quando la persona si accorge di non avere piu' il tempo per modificare il suo stato, in nevrosi e depressione, se non addirittura in invidia nei confrnti di chi, invece, il proprio stato lo ha potuto modificare.

Estrella_Marina ha detto...

Avevo fatto un post per il giorno della festa della mamma: http://estrelamarina.blogspot.it/2012/05/festa-della-mamma.html

Buona giornata..:-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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