sabato 28 luglio 2012

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Интердевочка - Interdevochka

Se dico “interdevochka”, per molti che leggono questo blog e che non parlano il russo, il termine non significhera’ assolutamente niente, e per chi non ha vissuto in Russia nel periodo a cavallo della Perestroika, oppure immediatamente dopo la caduta del regime sovietico, avra' ancor meno senso. Ma per chi ha vissuto quegli anni e certe esperienze, la parola “interdevochka” ha un significato molto preciso. Interdevochka e' la prostituta che in Unione Sovietica si rivolgeva solo a una clientela straniera, prestando i propri servigi in cambio di valuta forte e, magari, della possibilita’ che un cliente, innamorandosi, le fornisse l'occasione per uscire dal paese e da quella che, in quel momento, era una realta’ davvero molto dura.

Questo tema, fino al 1989, in Russia, non era mai stato trattato. Benche’ le prostitute ci fossero da sempre, il regime fin dai tempi di Stalin continuava a negarne l'esistenza e anche prima del collasso sociale, economico e politico che si e’ verificato negli anni ’80, non essendoci alcuna legge a riguardo, contro le prostitute (che ricordiamolo, “non esistevano”), veniva applicato quand’era possibile un duplice deterrente: la minaccia di delazione presso i familiari e i vicini di casa, e quindi lo sputtanamento, e un articolo del codice penale che riguardava, pero’, la sola detenzione di valuta straniera, il famigerato articolo 88, che stabiliva dai tre ai sette anni di carcere per chiunque ne fosse stato trovato in possesso. Un articolo che, fra l'altro, resta ancora in vigore oggi, nonostante da tempo non sia piu' applicato.

Ma tutto questo era sussurrato sottovoce. Se ne parlava, ma solo fra gli addetti ai lavori. Le prostitute, i clienti, la polizia. I padri e le madri, anche se spesso sapevano che le loro figlie si prostituivano, facevano finta di niente. C’era un forte senso di vergogna, di orgoglio, e un condizionamento dovuto a settant’anni di regime che aveva convinto tutti della grandezza culturale, etica e morale del popolo russo. Tuttavia, c’era anche bisogno di denaro, un bisogno che era reale e impellente e che non poteva tener tanto conto dell'orgoglio, visti i tempi in cui il rublo aveva perso gran parte del suo potere d’acquisto e i salari non bastavano piu' a vivere dignitosamente.

Sebbene il governo tentasse per via politica di tenere un cambio del rublo col dollaro di uno contro uno, al mercato nero veniva scambiato normalmente a quattro contro uno, e avrebbe raggiunto in breve tempo anche un rapporto di sette rubli per un dollaro. Non potendosi permettere dunque niente che fosse importato da fuori, quello che la gente poteva acquistare era solo roba russa, e sempre piu’ spesso la roba mancava.

Parlare di tutto cio' era dunque un tabu’, anche perche’ avrebbe messo in luce le troppe magagne di un sistema che ormai era vicino allo sfascio, corrotto all'inverosimile fin dentro le radici, ma le prostitute che lavoravano con gli stranieri, le interdevochki, nonostante questo contorno d’ipocrisia che non permetteva di parlarne, esistevano. Erano ancora un giro chiuso, nel quale era difficile per una ragazza entrare se non tramite presentazione e raccomandazione, ma tranquillamente c'era chi esercitava negli hotel facendosi pagare in valuta forte, potendo contare persino sulla tacita accondiscendenza della polizia e del KGB, in quanto anche gli agenti che erano perennemente di sorveglianza, avendo una gran fame di denaro, chiudevano volentieri un occhio e anche due in cambio di una percentuale sugli incassi.

Questo tabu’ e venuto a infrangersi quando, nel 1989, con una coproduzione sovietica-svedese, il regista Pyotr Todorovsky, ha messo a nudo la realta’ con il film intitolato proprio “Interdevochka”, diventato subito un grande successo di pubblico, visto da oltre quaranta milioni di spettatori. Forse uno dei film piu' visti e famosi in Russia. C’e’ addirittura chi pensa che il regime sovietico, gia’ traballante per innumerevoli ragioni, sia crollato del tutto proprio quando, piu’ che l’economia e il muro di Berlino, e’ venuto giu’ il velo d’ipocrisia che ricopriva ogni cosa, al quale tutti ancora si aggrappavano. Uno scossone che “Interdevochka” ha certamente contribuito a dare.

Girato a San Pietroburgo quando ancora si chiamava Leningrado, il film ha vinto numerosi premi, e ha fatto dell’attrice protagonista, Elena Yakovleva, una popolarissima star. Per i russi, questo film cosi’ dirompente e scandaloso, e’ quello che per gli italiani potrebbe essere “Ultimo tango a Parigi”, o per gli americani "Proposta indecente" oppure "Basic Instinct". Ciononostante, nel resto mondo non lo conosce quasi nessuno. Questo perche’ non e’ mai stato doppiato in altre lingue, ne’ sottotitolato, ed e’ visibile nella sola versione in russo [QUI].

In Wikipedia si trova solo qualche notiziola di poco conto, giusto in quattro lingue, e se ne racconta approssimativamente la trama, ma senza sviscerarne il vero significato e senza spiegare quanto questo film abbia influito profondamente a modificare il senso di percezione dei russi nei confronti delle ragazze che esercitavano la prostituzione.

Le persone hanno iniziato a farsi quelle domande che non si erano mai fatte, forse per paura delle risposte, e in molte giovani ragazze ha generato finanche un forte senso di emulazione, ribelle, cosicche’ tante hanno iniziato a prendere in considerazione la possibilita’ di uscire dalle macerie della vita in cui ogni giorno si dibattevano, fatta di rinunce e di tanti sogni, anche con l’utilizzo spregiudicato del proprio corpo. Esattamente come la protagonista della storia.

In breve: Tatiana e’ una giovane e bella infermiera che, sottopagata dall’ospedale dove lavora, sceglie di prostituirsi con gli stranieri che alloggiano in un albergo della citta’. Ben pagata in valuta straniera, aiuta la madre insegnante, inconsapevole della doppia vita della figlia, a sopravvivere nei tempi durissimi che hanno preceduto in Russia la fine del regime comunista. I clienti, durante gli incontri, le raccontano di come sia diversa la vita nei loro paesi. Cosi’, per fuggire dal grigiore e dalla tristezza di una realta’ che la opprime, accetta la proposta di matrimonio che le viene fatta da uno svedese che si e’ innamorato di lei.

Tutta la prima parte del film – quella a mio avviso piu’ interessante - e’ incentrata sulle peripezie e le difficolta’ che deve affrontare Tatiana per ottenere il permesso per espatriare, per il quale trova ostacoli continui, ed in cui viene descritta una torbida realta’ fatta di personaggi squallidi (fra cui il padre che l'aveva abbandonata quando era piccola) nei quali sembra non esistere un briciolo di umanita’ e altruismo, ma solo la precisa volonta’ di sopravvivere ad ogni costo in un mondo in cui ognuno pensa per se’.

Pero’, anche se alla fine sposa un uomo decente e riesce a espatriare in Svezia, Tatiana ancora continua a soffrire per la lontananza da sua madre, per l’isolamento culturale cui e’ sottoposta, per vivere in un paese che non e’ il suo dove non conosce la lingua e non riesce neppure a trovare un lavoro, e per essere etichettata comunque e sempre come un’ex prostituta. L’epilogo, drammatico, e’ solo l’artificio cinematografico del regista per indicare come, in fondo, non esista una realta’ ottimale e che ovunque vada a vivere, chi e’ nato in Russia non potra’ mai fare a meno di provare una nostalgia quasi mortale per la propria terra, per la propria gente e per le proprie abitudini.

A parte il finale romanzato e lacrimoso, dettato forse da esigenze commerciali, il film e’ comunque interessante per il modo in cui e’ girato, per la storia che racconta e soprattutto, per come e’ recitato (le attrici e gli attori sono davvero qualcosa di strepitoso), tanto che l’idea che rende e’ cosi’ veritiera da farlo sembrare fin dalle prime immagini un documento indelebile di vita vissuta nel quale e’ possibile riscoprire il vero volto della Russia di quei tempi. L’ho potuto rivedere dopo tanti anni, l’altra sera in tv, e devo dire che non ha perso niente della sua forza originale. Ma forse certe emozioni le prova solo chi e’ stata, in un certo senso, interdevochka e non si vergogna a confessarlo.

20 commenti :

maximv9 ha detto...

ciao Klára,come al solito scrivi meravigliosamente bene(altro post perfetto!)di questo tuo soggiorno a Mosca aspetto un post sulla musica,sulla tua colonna sonora moscovita! adios

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@MaximV9: ciao Klára,come al solito scrivi meravigliosamente bene(altro post perfetto!)

Grazie!
Sembra che tu ne abbia letti molti di miei post, pero' non hai mai commentato, e ti sei iscritto a Google solo oggi!!!
Comunque, benvenuto. :)

Michele Cogni ha detto...

dovevano essere tempi davvero difficili quelli in russia

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@MaximV9: aspetto un post sulla musica,sulla tua colonna sonora moscovita!

Nel frattempo, come antipasto, posso darti questo:

http://youtu.be/OZ679zReDFI



@ Michele Cogni: dovevano essere tempi davvero difficili quelli in russia

Molto piu' difficili di quanto gli italiani, che in questo momento di difficolta' si lamentano, immaginino.

marco ha detto...

Grazie per la segnalazione, cercando si trova il torrent con il file dei sottotitoli in inglese, lo sto guardando.

Un altro film russo che racconta un po' la vita di quel periodo, non proprio degli ultimi anni della CCCP ma già la transizione e il disfacimento sociale se mi ricordo bene, e che mi è piaciuto é Brat(1997).

Chiara di Notte - Klára ha detto...

sulla tua colonna sonora moscovita!

http://youtu.be/Vob4rSNEpoM

:)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Molto piu' difficili di quanto gli italiani, che in questo momento di difficolta' si lamentano, immaginino".

Quando c'è stato il crollo del comunismo (fine anni '80) in Italia si stava benissimo: la crisi è iniziata negli anni '90.

Che gli anni '80 all'Est siano stati duri è vero. In quel periodo il mio amico poliglotta viveva in Romania (faceva ricerche per l'università di Urbino) e molte volte mi ha parlato degli anni che ha vissuto in Romania. Mi ha raccontato che la povertà era così dura che in confronto l'Italia del tempo era come il paese dei balocchi.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Mi ha raccontato che la povertà era così dura che in confronto l'Italia del tempo era come il paese dei balocchi

Anche l'Italia di oggi, paragonata all'est di quei tempi, e' il paese dei balocchi. L'unica cosa vera e' che quel "vaccino" ci ha reso forti come persone, paragonati alla mollaggine che esiste tutt'ora nell'occidente, in cui ancora ci si comporta come bambini viziati a cui hanno tolto il giocattolino. Ma di alzare il culo dalla sedia, anche se tutti in internet son pronti a dirlo, quasi nessuno lo fa.
Finche' esistono i "risparmini" dei genitori che permettono "le feriette" al mare e di cambiare la motoretta, o comprarsi qualcosa in saldo, il fondo non lo si e' ancora toccato. Spero davvero che cio' che e' accaduto nell'est (anche negli anni 90) non accada anche in Italia, perche' in tal caso, conoscendo un po' i caratteri e come sono fatte le personre, saranno davvero in pochi che ce la faranno.

maximv9 ha detto...

Ciao Klára
non conosco la dance russa ma il video è divertente,Anna Pletneva(si chiama così!?) è sexi e più di 2milioni di visualizzazioni non sono poche.Mi è piaciuta la scena del trattore con i contadini che fumavano scena improponibile da noi.ho rivisto il video 4volte di fila...na na na na nan ciao

maximv9 ha detto...

ciao klara non conosco la dance russa,ma il video è divertente Anna Pletneva(si chiama così vero?!)è sexi! vedere un trattore ed un ballerino/contadino che fuma in un video pop è da noi impensabile come pure a 1:13 Anna ci mostra il culo con una sensualità rara ....na na nan na ..ciao

maximv9 ha detto...

Ciao klara
il video è divertente,Anna Pletneva è sexi(si chiama così vero!?)e poi 2 milioni e più di visualizzazioni mi fanno pensare che sia un tormentone in Russia.inpensabile vedere video italiani dance con trattori e ballerini/contadini che fumano. non passerà alla storia della musica ma 3:55 min. a volume alto non ce li toglie nessuno....na na nan na..

maximv9 ha detto...

ciao klara
non conosco la dance russa ma il video è fatto bene e divertente,impensabile un video pop italiano con trattori e ballerini/contadini fumare(tutto questo in certo modo si rifà ad un tuo commento sulla mollaggine snob occidentale).Anna Pletneva è maliziosamente sexi ,non passerà alla storia della musica ma 3:55min.a tutto volume non ce li toglie nessuno...na na na nan...ciao

maximv9 ha detto...

ciao klara
non conosco la dance russa ma il video è fatto bene e divertente,impensabile un video pop italiano con trattori e ballerini/contadini fumare(tutto questo in certo modo si rifà ad un tuo commento sulla mollaggine snob occidentale).Anna Pletneva è maliziosamente sexi ,non passerà alla storia della musica ma 3:55min.a tutto volume non ce li toglie nessuno...na na na nan...ciao

maximv9 ha detto...

ciao klara
non conosco la dance russa ma il video è fatto bene e divertente,impensabile un video pop italiano con trattori e ballerini/contadini fumare(tutto questo in certo modo si rifà ad un tuo commento sulla mollaggine snob occidentale).Anna Pletneva è maliziosamente sexi ,non passerà alla storia della musica ma 3:55min.a tutto volume non ce li toglie nessuno...na na na nan...ciao

maximv9 ha detto...

ciao klara
non conosco la dance russa ma il video è divertente la cantante è sexi (mi sono rivisto il video 3volte )il pezzo non passerà alla storia della musica e sicuramente non pretende di esserlo ma fa il suo dovere!impensabile vedere in un video pop italiano trattori con contadini/ballerini fumare!
na na nan na ...ciao

maximv9 ha detto...

ciao klara
non conosco la dance russa ma il video è divertente la cantante è sexi (mi sono rivisto il video 3volte )il pezzo non passerà alla storia della musica e sicuramente non pretende di esserlo ma fa il suo dovere!impensabile vedere in un video pop italiano trattori con contadini/ballerini fumare!
na na nan na ...ciao

maximv9 ha detto...

ciao Klara,
non conosco la dance russa ma il video è divertente,la cantante (Anna vero!?)è sexi e il ritornello ti rimane in mente.3:55 min. di allegro disimpegno per divertirsi ed alzare il volume a palla... impensabile in occidente vedere in un video pop un trattore e dei ballerini/contadini fumare..na na nan na

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Spero davvero che cio' che e' accaduto nell'est (anche negli anni 90) non accada anche in Italia, perche' in tal caso, conoscendo un po' i caratteri e come sono fatte le personre, saranno davvero in pochi che ce la faranno."

Ti ricordo che l'Italia è stata un paese molto povero fino ai primi anni '50/'60 del secolo scorso.

Prima della seconda guerra mondiale l'Italia era fra i paesi più poveri d'Europa.

Ti consiglio di leggere il libro di Giampaolo Pansa "Eravamo poveri ritorneremo poveri" che racconta in modo straordinario come vivevano i nostri nonni e bisnonni (ti garantisco che sarai entusiasta di questo libro).

Credo che ci si riabituerà, anche se per i giovani d'oggi sarà molto dura, perchè i genitori gli danno sempre tutto.

Anche noi nati fra gli anni '50 e '60 abbiamo sempre avuto quello che volevamo, ma almeno i nostri genitori ce lo facevano un po' sudare.

Ciao Davide

traminer ha detto...

Cara Klara,
mi sembra che non serva commentare il fatto che che la figura della prostituta debba fare sempre i conti con l'ipocrisia, sia all'ombra del papa che a quella di Stalin...

Ho visto il film seguendo il tuo link. Visto, non capito purtroppo, ma gli attori sono bravi e si interpreta molto. I brevi dialoghi svedesi sono spesso coperti dalla traduzione russa ma aiutano parecchio. A proposito, si vede che il regista è russo, se fosse stato svedese Edvard sarebbe senz'altro un alcoolizzato, invece è solo un uomo un po' mediocre, ma a Tatyana deve sembrare un sogno. Del resto credo ci siano molte Tatyane che ancora oggi vanno incontro a matrimoni di necessità scelte su un sito internet o su un catalogo senza nemmeno l'illusione di un amore.

Mi ha colpito molto la scena del tentativo di stupro. Proprio quando tutto dovrebbe andar bene. Il messaggio è "comunque sei sempre una puttana, come quando eri a Leningrado". Come a dire, non sperare di affrancarti mai dal tuo passato. Quell'uomo nella sua grettezza cerca di distruggere Tatyana forse più che con la violenza, col suo giudizio morale, sei talmente senza valore che posso fare di te quello che voglio..
Ecco, ci sono persone che con il loro comportamento si screditano e si collocano molto più in basso di quelli che stanno criticando e giudicando inferiori.
Ma perché spesso questi non lo capiscono e si lasciano distruggere da chi è peggio di loro?
Alla prossima testimonianza moscovita,
Traminer

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ MaximV9: Ciao anche a te. Non ho capito se i 9 commenti che hai inviato siano tutti necessari o no. In sostanza dicono piu' o meno tutti la stessa cosa.


@ Traminer: Grazie per il commento. Se c'e' qualcosa del film che ti e' rimasto enigmatico, chiedi pure. So bene che certi comportamenti, atteggiamenti, situazioni, sono aliene al modo di pensare "europeo", e il film senza un'adeguata traduzione (ed anche di qualcuno che spieghi perche' e percome di alcuni momenti), non e' perfettamente comprensibile se non nel tema generale.
Ad esepio, Tatiana per ottenere il permesso per l'espatrio, ha bsogno di un'infinita' di documenti dove deve raccontare tutto della sua famiglia. Fra questi documenti necessita la firma del padre (l'uomo che lei va a cercare e che trova con la moglie malata e con le bimbe piccole) che l'aveva abbandonata appena nata. L'uomo, squallido, che si e' rifatto una famiglia, capisce che Tatiana e' stata piu' fortunata di lui, e per firmarle il documento le chiede dei soldi, e lei per ottenere quei soldi si prostituisce poi col Giapponese. Questo per spiegare quale fosse a volte il clima in certe famiglie completamente sbandate, in cui non esiste neppure un sentimento positivo nei confronti dei propri figli.

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Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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