«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

giovedì 14 giugno 2012

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Sogni

Stanotte ho fatto un sogno. Era un sogno strano, del tipo che non faccio mai: era un sogno nel sogno. In sostanza, non sapevo di sognare (e questo avviene in tutti i sogni), ma nel sogno mi addormentavo e sognavo, e sapevo quindi di sognare. Era come nel film “Inception”.

Non credo sia qualcosa di comune sognare in questo modo. Di solito, quando si sogna non se ne ha una vera coscienza, perche’ finche' siamo immersi nei sogni questi sembrano reali, ed e’ quando ci si desta che, ci si rende conto che stavamo sognando. Inoltre, via via che passa il tempo e ci si allontana dal momento del risveglio, il sogno svanisce e alla fine ce lo dimentichiamo del tutto. Stavolta, invece, non e’ stato cosi’: mi ricordo perfettamente tutto quanto in ogni dettaglio, e non accenna a svanire.

Non so se i sogni vadano a mettere l’accento su qualcosa di profondo nella nostra personalita’, nel nostro inconscio, nei nostri desideri. Probabilmente e’ cosi’. Per di piu’, a volte mi piace anche pensare che possano avere qualcosa di profetico. Su quest’ultima speranza, pero’, nutro i miei forti dubbi, anche se un po’… un pochino… magari… qualcosa di magico voglio credere che ci sia.

Nel sogno che ho fatto, comunque, proprio come in “Inception”, ero cosciente di sognare e potevo vedere ogni dettaglio come fosse reale. E come nel film, al solo desiderarlo potevo mutare quella realta’ a mio piacimento. Ero percio’ in grado di gestire il sogno come desideravo io. Dentro di me bastava dicessi: “Ecco, adesso voglio che appaia questo e quello”. E cio’ si realizzava. Un’esperienza sublime, non credete? Nel sogno ero “onnipotente”. Chissa’ cosa vorra’ mai dire questo in termini psicanalitici…

E poi, un’altra cosa bellissima, e’ che potendo cambiare tutto quanto come volevo io, dentro il sogno mi vedevo come quella che ero oltre quindici anni fa, e forse anche piu’ carina. Guardandomi allo specchio, infatti, mi compiacevo e dicevo fra me e me: “Certo che sono proprio bella!”. E a questo punto sono certa che quello che ho appena scritto dara’ ulteriore materiale su cui discutere per chi vorra’ cimentarsi in psicanalisi improvvisata.

Percio’, nel mio corpo di ventenne camminavo per le strade Firenze, una citta’ che amo e che conosco bene, modificando il sogno secondo i miei desideri, facendo apparire e scomparire cose e persone a mio piacimento. Ci puo’ essere un sogno piu’ bello di questo? No. Non credo possa esserci. E infatti, quando mi sono svegliata, non dal sogno dentro il sogno, ma proprio perche’ era mattina e mi attendeva la “ vera realta’”, un po’ mi e’ dispiaciuto. In ogni caso, proprio prima del risveglio, ricordo di aver chiesto ad una donna che indossava un bel turbante azzurro (dentro di me c’e’ la convinzione fosse azzurro in quanto nei sogni riesco persino a vedere i colori) di darmi dei numeri da giocare alla lotteria. Ha fatto in tempo a indicarmene soltanto uno. Peccato… peccato perche’ se fossero stati almeno tre, li avrei fatti giocare a qualcuno, e chissa’… forse sarebbero anche usciti.

Non credo a queste cose, non sia mai. Mia nonna, da “vera maga”, mi ha sempre insegnato che la magia non esiste e i sogni non sono altro che “attimi di fantasia” in cui viviamo le nostre fiabe interiori. Niente a che vedere dunque con le premonizioni e con l’arcano. Per cui, sono certa che anche se avessi ricevuto dalla donna in turbante tre numeri al posto di uno solo, le probabilita’ di vederli uscire nella lotteria sarebbero state esattamente le stesse di tre numeri totalmente inventati. Ma come diceva mia nonna: “Se anche sappiamo che e’ assurdo, pero’ crederci male non fa, perche’ non tentare ugualmente? Male che vada, le cose resteranno esattamente le stesse”.

Era una sognatrice mia nonna, di sicuro piu’ di me, ed e’ forse per questo che non ha mai voluto darmi retta quando le dicevo che nella sua filosofia c’era un punto debole. Perche’ non e’ vero che credere in qualcosa di assurdo non fa male. Fa male quando, poi, cio’ in cui avevamo riposto la nostra fiducia non si realizza, e quel dolore si chiama “delusione”. E’ quel dolore che porta le persone ad ammalarsi, e la malattia si chiama incredulita’ e mancanza fiducia. Una malattia molto grave che a lungo andare diventa cronica e soprattutto noi donne, si deve essere davvero molto fortunate nella vita per restarne completamente immuni.




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8 commenti:

Kameo ha detto...

L'orinonautica, o sogno lucido, è la capacità di prendere coscienza del fatto di stare sognando. Un'esperienza alla quale si può arrivare in modo naturale, come è successo a te, oppure con la pratica e l'esercizio.

http://it.wikipedia.org/wiki/Onironautica

** Sara ** ha detto...

Sognatori si nasce e ci si muore anche. Sognare costa eccome ma certi non possono farne a meno e io voto tua nonna! Detto questo, io mi sogno spesso 20enne e snella come allora. Ottativo di desiderio direbbe Freud. Nel sogno c'è libertà perchè dovrei sognarmi ciccia e più vecchia? Se è gratis voglio il massimo! :-D
Ciao Kiara

Inneres Auge ha detto...

Non ho mai sognato un sogno! Però proprio la scorsa notte ho fatto un sogno in cui mi vedevo in terza persona e non mi era mai capitato..

Concordo quando affermi che credere nell'assurdo è deleterio

J.T. ha detto...

Io sogno Chiara :-)))
baci...

Kameo ha detto...

Lapsus calami: ovviamente è da intendersi ONIROnautica e non ORINOnautica come ho scritto :-))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Sara: Nel sogno c'è libertà perchè dovrei sognarmi ciccia e più vecchia? Se è gratis voglio il massimo!


"Álmokban és szeretetben semmi sem lehetetlen"

Scrive il poeta ungherese János Arany. Se hai dimestichezza con Google traduttore, puoi tradurlo da sola. :-)

Blindsight ha detto...

tua nonna era una grande!
io da quando non vedo più faccio dei sogni incredibili, il problema è che quando mi sveglio, siccome vedo sempre la stessa cosa (cioè niente) è difficile capire se mi sono svegliata o se sto ancora sognando, ciao!

Rez ha detto...

Ciao Kiara,
non so se hai mai letto Castaneda; in caso negativo ti consiglio di leggere il suo primo libro sullo stregone Don Juan. Vedrai che forse il sogno può essere vissuto consapevolmente come esperienza di conoscenza. Anche a me è capitato di fare esperienze del genere, solo che poi ho smesso di esplorare quando, durante un sogno lucido qualcosa mi ha inseguito e mi sono svegliato sbalzato fuori dal letto....

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