domenica 24 giugno 2012

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Senza parole

Lo so, lo so bene che e’ tutta colpa mia. Sono stata io a dirglielo. Certo, ero un po’ su di giri quando mi sono fatta rimorchiare e per la verita’, anche un po’ incosciente ad accettare di venire qui a casa sua, ma gliel'ho detto perche’ e’ la verita’: mi piace da matti farmi sbattere su un tavolo, o su una scrivania.

Non so per quale motivo o se tutto cio' abbia a che fare con qualcosa di ancestrale e profondo che si annida dentro la mia psiche, ma mi eccita da impazzire starmene li’, aperta e indecente, stile segretaria porca, a farmi scopare, un po’ mezza vestita, con la gonna tirata sopra i fianchi, la camicetta aperta e il reggiseno abbassato quel tanto che basta per far uscire le tette. E poi, che ci posso fare? Farlo in questo modo mi fa godere sempre tantissimo e io quando c’e’ da godere non mi tiro certo indietro. Sempreche’ la situazione lo meriti.

Purtroppo, il problema e’ che non si puo’ mai sapere se la situazione lo merita fin quando non si arriva al momento in cui i giochi sono ormai gia’ fatti. E cosi’, me ne sto qui a cosce spalancate, distesa su questo cazzo di tavolino in stile finto barocco, che tra l'altro zoppica anche un po’ e come se non bastasse ha pure uno stramaledetto bordo tutto riccioli e ghirigori che mi si conficcano nelle chiappe ad ogni colpo, con uno che mi ansima addosso da quasi quindici minuti, ma che proprio non ce la fa a farmi arrivare alla meta.

Lui, poverino, ce la mette davvero tutta, intendiamoci. S’impegna tantissimo e per un paio di volte sono stata quasi sul punto di venire, ma poi, meh... sara’ che questa posizione e’ proprio scomoda, o sara’ che lui, malgrado tutto quello che viene detto in tema di misure, non e’ che sia particolarmente dotato, cosi' devo sforzarmi un casino per andargli incontro e va a finire che perdo la concentrazione. E poi, porca miseria, il rumore del tavolino che sbatte contro il muro non e’ che mi aiuti un granche’. Di sicuro, se il bordo di questo cazzo di tavolino scava nella parete un solco identico a quello che mi sta aprendo nei glutei, va a finire che fra un po’ ci ritroviamo a trombare nell’altra stanza.

E adesso, che cosa fa? Occavolo, povero ciccio, e’ troppo eccitato e deve tirarlo fuori il pistolino se non vuol venire prima di me. Scommetto che e’ uno di quelli che seguono alla lettera il “manuale del perfetto scopatore”: prima tocca alla donna, se no, come capita spesso, va a finire che dopo che l’uomo e' venuto, diventa arduo per la donna godere con l’attrezzo che si ammoscia.

Ecco, gia’ so cosa mi aspetta. Ora me lo ficca in bocca, sono sicura. Roba che in questa posizione, con la testa girata di lato, rischio anche di soffocare. Mmmh, pero’, dai, non e’ male. Ha proprio un buon sapore. Devo dire che in fondo mi piace questo mix di sapore mio e suo. E poi, e’ bello sentirlo che mi scivola fra le labbra, mi entra in bocca e io che lo succhio fino e farlo diventare duro, duro, duro...

Ehi! E’ per caso la sua mano quella che mi si e'infilata fra le cosce? Ecco, bravo, scopami un po' con le dita. Si’, toccami li’… si’, tesorino, si’... bravo… cosi’… enno’, cazzo! Che cosa fai, adesso? Ti metti ad invertire l'ordine dei fattori? Guarda che non sei qui per fare moltiplicazioni, sai? Se non fai tutto come si deve, per filo e per segno, il prodotto, poi, cambia. Eccome se cambia!

Niente da fare, eccolo che mi sbatte di nuovo. Sempre alla missionaria. Un po’ piu’ di fantasia no, eh? Deve essere la sua posizione preferita, oppure conosce solo questa. Adesso si piega su di me, e mi bacia. M’infila la lingua in bocca e mi sussurra deliziose oscenita’ all’orecchio. E’ stupendo. Adoro il linguaggio osceno in questi momenti. Vuoi vedere che alla fine ha capito cosa si deve fare con me? Mi scopa fino in fondo, mi riempie… eccomi… adesso vengo, amore, si’, dai... insisti… voglio godermela tutta. Mi sistemo meglio sul tavolo, ho la schiena fatta a pezzi da questo dannato tavolino finto barocco. Che c’e’, adesso? Qualcosa mi si sta infilando nella scapola! Una matita bastarda, proprio adesso che stavo per... ma tu non smettere, tesoro, non smettere…

Ma vaffanculo! Figurati se a questo non gli veniva voglia di strafare. Ora armeggia con le dita dalle parti del mio pertugio posteriore. Forse vuole aprire la strada al comunismo, come diceva sempre mia nonna quando voleva indicare con una metafora il sesso anale. Beh, caro… non che la mia strada non sia gia’ abbastanza aperta. Posso dirti che, decisamente, lo e’, e magari in un secondo momento, visto che non ce l'hai neppure tanto grosso, potrei fartela percorrere un po’ anche a te, ma adesso, in questa posizione, mentre mi stai scopando alla missionaria, suvvia’… diventa quasi un numero di alta acrobazia!

Appunto, come volevasi dimostrare, a forza di provare e riprovare, e’ andata a finire che il pisellino ti si e’ ammosciato ed e’ scivolato tutto fuori. Ovviamente, di farmi venire non se ne parla. Ti manca proprio il metodo, povero cocco. Guarda, se non fossi gia’ mezza ingrifata e non avessi perso tutta la serata con te, credo che ti mollerei qui, coi calzoni abbassati, a finire da solo, ma stasera mi sento buona, e voglio darti ancora una possibilita’. Ma non te ne approfittare, che inizio gia’ ad avvertire un po’ di noia.

Certo che, pero’, quando mi frughi dentro con le dita, sei proprio bravino. E ora anche l'attrezzo ti e’ ritornato in posizione ed ha pure la giusta consistenza. Ecco, infilalo di nuovo e sbattimi con forza. Scavami dentro un solco di piacere deciso e profondo. Continua cosi’, che mi sento magnificamente zoccola e disinibita. Prendimi dappertutto, dai, e non lasciarmi nessun buco inesplorato. Bella questa frase. Quasi quasi, adesso gliela dico e vediamo l'effetto...

Cavolo se gli fa effetto! M’infila anche le dita dell'altra mano in bocca. Devo andare di nuovo in apnea, ma ne vale la pena. Adesso vedi come te le succhio, le tue ditine prodigiose, e vediamo quanto ti ecciti. Io ormai sto andando fuori di me, e dentro di me nello stesso tempo. Mi sento solo piena, una zoccola piena di tutto, aperta, fradicia e vogliosa. Lo sento… ti sento, eccomi... manca pochissimo…

Ma allora e’ un vizio, cazzo di budda! Che fai, lo sfili un’altra volta? Non ti andava bene come stava procedendo? Non sentivi come scivolava bene? Sai che significa quando scivola cosi’? Ascolta passerottino, avrei una proposta: infischiatene del manuale del perfetto scopatore e facciamo che godi prima tu anche se io non sono venuta, ok? Cosi’ non se ne parla piu’, e quando mi sara’ passato questo intorpidimento ai muscoli delle cosce, con calma se ne discute. E poi, dopo che sei venuto, mi fai godere coi mezzi che ritieni piu’ opportuni, anche con una bomboletta di deodorante oppure di schiuma da barba, se ti va, o anche no. Perche’ se proprio non ce la fai, ci pensero' poi io, dopo, sotto la doccia, prima di andare a dormire. Ti assicuro che da sola non ho mai fallito un orgasmo.

No eh? Per te e’ diventato un punto d'orgoglio, ho capito. Non molli finche’ non ti dico che ho goduto, vero? E poi si dice che le donne fingono, qualche volta. Per forza! Lo fanno per sfinimento, lo fanno! Non si puo’ mica farsi sbattere all'infinito senza arrivare mai a nulla!? Alla fine, dopo un po’, una fa "aaah… oooh… uuuh…”, inarca la schiena, butta all’indietro la testa, socchiude gli occhi, arriccia le dita dei piedi, contrae la vagina, magari con qualche ritmica pulsazione e qualche sussultino tipico dell’orgasmo, e risolve il tutto con un bell’urlo liberatorio tipo “Godooo!!! Oddio, se godooo!!!” che non lascia alcun dubbio all'esperto trombatore che conosce il manuale a memoria. Dico bene, ciccino?

Adesso, che fai? Vuoi provarci con la lingua? Eppero’ si’, dai, perche no? Non mi dispiace vedere la tua testolina che si muove fra le mie cosce. Se non altro, posso evitare di guardare quella fronte sudata che hai, che ti fa tanto “atleta sotto tremendo sforzo agonistico che sta per battere il record del mondo”…

Oooh, finalmente l’hai capito! Ci voleva tanto? Bravo, leccami li’, ecco, stuzzicami con le labbra, e la lingua falla entrare, scopami appena, accarezzami dentro e fuori. Sento che mi sta salendo quella sensazione che conosco bene, quel fremito che mi piace tanto… mi trema tutto dentro... o e’ l’orgasmo che sta per arrivare, o hai la metropolitana che ti passa sotto casa, ma non m’importa. Ora proprio non m’importa. Continua cosi’. Riempimi di piu’, anche con le dita, adesso, e leccami, baciami, succhiami. Hai la bocca piena di me. Continua con la lingua sulla clitoride e spingi le dita dentro, piu’ in fondo che puoi, e toccami li’ in quel punto, cosi’, si’, si’, eccomi, amore... godo… godo… oddio se godo!!!

Bellissimo! Davvero bellissimo. In fondo, non sei stato malaccio, e un bell’orgasmo era proprio quello che mi ci voleva. Adesso, pero’, vedi di sbrigarti a venire anche tu, che’ mica posso stare qui tutta la notte. Domani devo alzarmi presto!

6 commenti :

rossoallosso ha detto...

brava,bello e divertente,nulla di patinato ma sesso nostrano alla contadina.
mi ci sono rivisto in quell'0metto sudaticcio che tribola per arrivare secondo ;-)

Anonimo ha detto...

ma, invece di continuare a lamentarti, della posizione , del tavolino, del muro e sticazzi,
perchè non hai detto che eri scomoda ?
di solito ci si parla, basta poko
che ce vò.
Poi basta con questa storia primo, secondo, chi arriva arriva punto e basta :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rosso: mi ci sono rivisto in quell'0metto sudaticcio che tribola per arrivare secondo

Non eri tu. Sono sicura. Non era rosso. :-)


@ Anonimo: perchè non hai detto che eri scomoda ?

Perche' il racconto si intitola: Senza parole. Se ci fossero state le parole, avrei dovuto cambiar titolo, non ti pare? :-)

di solito ci si parla, basta poko
che ce vò.


Se ci si parla mettendo le "k" al posto delle "ch", preferisco il silenzio, che' altrimenti m'infrigidisco. :-)

basta con questa storia primo, secondo, chi arriva arriva punto e basta

Giusto!
Per questo ho una discreta collezione di vibratori! :-)

Lucio Sorge ha detto...

Heilà salve Chiara !
Bellissima cronaca esilarante (tra il serio ed il faceto) e ben descritta!
L'unico aggettivo che non condivido è z...la perchè in amore tutto è permesso: parole opere ed ... omissioni !!
A presto

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Lucio Sorge: L'unico aggettivo che non condivido è z...la perchè in amore tutto è permesso: parole opere ed ... omissioni !!

Quindi, se tutto e' permesso, perche' no? A me piace, in determinate situazioni.
Il linguaggio osceno e' un elemento molto eccitante, sai? Ovviamente va usato solo quando e' opportuno, esattamente come i morsi... rendo bene l'idea?
E poi, zoccola, non e' che uno dei tanti appellativi con cui potrei essere chiamata. C'e' anche:
troia
puttana
baldracca
bagascia
sgualdrina
battona
mignotta
porca
maiala
vacca e moltissimi altri.
Persino "lögia", dall'antico dialetto milanese o 'ntrocchia dal napoletano... fino all'ultimo neologismo tutto italico: "nipotina di Mubarak"! :-)

Anonimo ha detto...

Ok domanda vergognosa, come ci si comporta con uno che vuole scopare tutta la notte e non ti lascia dormire ed andare al lavoro il giorno dopo? Non scherzo si rifiutava di venire! Alla fine mi ha addirittura fatto male.. Mi sono rifiutata di scoparci di nuovo.. Non riuscivo a gestirlo! Mi chiedo se voleva sentirsi onnipotente lui o voleva far sentire incompetente me...

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Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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