sabato 5 maggio 2012

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Un appuntamento al buio - I parte

Mi chiese se sarei stata pronta a sperimentare. C’e’ chi e’ pronta a tutto, fin da subito. Io no... io ci devo pensare almeno un po' prima di giudicare se lo sono, pronta a sperimentare. Ma non ci penso mai troppo a lungo, perche' “sperimentare” e’, in fondo, una parola che mi piace. Mi affascina. Sara’ per questo che ho scelto di prendere una laurea in una materia scientifica? Sperimentare sempre. Sperimentare tutto. E’ questo che nella vita mi ha sempre guidata, ed e’ forse anche cio’ che qualche volta mi ha portata ad un passo dalla rovina.

Perche’ io sono della vecchia scuola, sapete? Una che almeno una volta nella vita, se puo', deve provare tutto. Un cibo, un'esperienza, qualsiasi cosa, non importa quanto rischiosa o apparentemente poco attraente sia, ma ho bisogno di annoverarla e farne tesoro, per provare un’emozione diversa mai “sperimentata” prima, appunto.

Volete quindi sapere quale fu la mia risposta a quella richiesta? La piu’ scontata e banale che potessi mai dare: "Sono molto curiosa". Sissignori. Dissi proprio cosi’: “Sono molto curiosa”. Soltanto questo.

E’ la curiosita’ la mia malattia. E’ un’intera vita che vado avanti a forza di curiosita’. Sempre affamata di sapere, con una voglia di conoscere che non si placa mai. Non so dove mi portera’ questa curiosita’ bastarda che mi avvelena l’esistenza, ma e’ l'unica cosa che mi fa sentire viva e mi fa desiderare l'alba di domani. Ogni volta e’ come se mi attendessi di veder sorgere due soli invece di uno, ed e’ un’attesa bellissima perche’ mi da’ il senso dell’andare avanti, giorno dopo giorno, sperando che ogni istante del futuro mi riservi una sorpresa.

Non credo che qualcuno possa comprendere esattamente cosa provo quando mi trovo di fronte alla possibilita’ di sperimentare qualcosa di nuovo. E’ come una frenesia incontenibile. Per questo motivo, sapere di aver trovato finalmente un vero master, per me che avevo sempre avuto quella curiosita’ e forse anche una certa inconfessata predisposizione alla sottomissione pur non avendola mai sperimentata, mi rese euforica.

Quel gioco era sempre stato un mio desiderio, ma per farlo avrei voluto incontrare qualcuno che ne conoscesse davvero le regole; qualcuno che fosse in grado di farlo, non che improvvisasse; qualcuno che sapesse prendermi innanzi tutto sul piano psicologico, e che poi sapesse guidarmi, istruirmi, e si presentasse all'appuntamento sapendo esattamente cosa fare, equipaggiato con tutto l’occorrente per farmi godere. Quindi potete ben capire perche’ alla domanda "proviamo?", non seppi resistere.

Eravamo in chat e lui mi disse: “Allora, giocheremo tra sette giorni, e sara’ l'esperienza piu’ intensa che tu abbia mai avuto”. Capite? La-piu’-intensa-che-avrei-mai-avuto. Se non era quella la frase piu’ giusta che avrei voluto sentire in quel preciso momento, pergiove, non so che altro avrebbe potuto eccitarmi di piu’. Sono quelle le cose che a me fanno bagnare subito le mutandine e mi fanno perdere la prudenza che sarebbe necessaria. Ne ho avute di situazioni in cui mi sono comportata da vera sconsiderata, e mi giudichereste male se ve le raccontassi, ma purtroppo ho questo grave difetto: gran parte del piacere lo traggo proprio dal pensiero del rischio che un’esperienza comporta, dall’adrenalina che mi droga, dall’eccitazione dell’ignoto. Vi lascio dunque immaginare di cosa stia parlando e cosa possa aver “sperimentato” in vita mia.

In ogni modo, la chat si concluse proprio con quelle sue parole e da quel momento iniziarono i sette giorni piu’ eccitanti. Quelli dell'attesa.


Come potrei spiegare? Provate a pensare, non so, alla cocaina piu’ pura che abbiate mai sniffato. Ok, magari qualcuno l’avra’ immaginato, qualcun altro invece no, ma in ogni caso la sensazione non si avvicina neanche lontanamente alla dose massiccia di adrenalina, tremore e inspiegabile euforia di cui ero preda in quei giorni. E’ una cosa che mi capita anche oggi, ogni volta che decido di incontrare uno sconosciuto, e il pensiero che sia un po’ perverso come lo sono anch’io, mi crea uno sballo simile. Ma in quel preciso momento ancora non lo sapevo. Ero alla mia prima esperienza di quel genere.

Pensavo tutto il tempo a cio’ che mi aveva detto in chat. Che mi avrebbe fatto provare cose sublimi. Che sarei stata la sua umile e docile schiava. Che avremmo preso una camera in qualche motel e li’ avremmo fatto di tutto. E io sarei stata ai suoi ordini. Solo a pensarci, solo la nebulosa teoria, mi faceva appiccicare le labbra la’ sotto. Me le sentivo che si appiccicavano e si schiudevano in osceni baci dei quali avvertivo l’impercettibile schiocco, mentre il ventre mi pulsava di ansia e desiderio. Erano sensazioni che si rincorrevano l’una con l'altra senza soluzione di continuita’, che per placarsi richiedevano solo una cosa: che mi dessi piacere da sola. Tuttavia, non lo facevo. Volevo giungere all’appuntamento mantenendo dentro tutta la voglia da sfogare con lui in quell’occasione cosi’ speciale.

Immaginavo la situazione: una porta che si chiude, una luce che si spegne, e una benda che mi viene calata sugli occhi. Un volto sconosciuto, il suo, intravisto forse solo qualche attimo prima. Qualche frase di circostanza, pochi convenevoli, appena una cortesia giusto perche’ in fondo non saremmo stati proprio degli animali. O forse lo saremmo stati. Poi, il gelo della camera, il rumore della cerniera lampo di una borsa che si apre, e un colpo di frusta che mi obbliga a mettermi in ginocchio… e poi immaginavo che...

Basta. A quel punto la mia fantasia doveva per forza interrompersi se non volevo arrivare a masturbarmi. E restavo in quel modo, col tremito delle mani che gia’ sentivo legate, bagnata del nettare del mio desiderio che colava fuori, piano. Sette giorni cosi’ sarebbero stati lunghi da far passare. Avevo un appuntamento con un estraneo che avrebbe voluto da me la piu’ completa sottomissione, e col mio corpo avrebbe potuto soddisfare ogni suo piu’ perverso desiderio. L’idea mi mandava completamente via di testa e io sapevo di essere, per quel ruolo, perfetta. Ma se fosse stato un maniaco?

Glielo avevo persino chiesto, in chat, manifestandogli la mia preoccupazione: "Non e’ che sei un maniaco?" Ma cosa avrebbe potuto rispondere a una domanda cosi’ stupida? Mi fece persino sorridere: “Si’, lo sono, e infatti, non appena ti avro’ ammanettata ben bene, tirero’ fuori un coltello da macellaio e ti tagliero’ a pezzetti”. Gli chiesi se qualcuna era mai ritornata a casa in un sacco di plastica dopo un’esperienza del genere, e lui mi rispose: “A me piace dare ordini, se rompo il giocattolo non mi diverto piu”.

Avrebbe dovuto rassicurarmi, quella frase? Non lo so, immagino di si’. Ma il fatto che piu’ mi fece decidere di non ripensarci, furono le sue parole. Disse proprio: “Se rompo il giocattolo”. Essere trattata come un giocattolo era proprio quello che volevo. Gli chiesi cosa sarebbe accaduto se, per qualche motivo, il gioco non mi fosse piaciuto piu’, e lui mi spiego’ che avremmo concordato un segnale, un gesto, o una parola che avrei dovuto pronunciare, cosi’ lui si sarebbe fermato. Ma se fossi stata legata e imbavagliata? Mi spiego’ che quell’incertezza, che mi sarebbe rimasta, avrebbe dato piu’ sapore a tutto il gioco.

E il nettare colava, colava... mi sarei fatta fare di tutto da quell'uomo. Di lui sapevo a malapena il suo nome, ma non mi interessava altro. Ne parlai anche con un’amica che, ridendo, tento’ di rassicurarmi prendendomi in giro: "Dai, che cosa vuoi che sia? Al limite ti incatena al letto, ti scopa davanti e di dietro e poi scappa coi tuoi soldi". Decisi che non avrei portato contanti con me.


Cosi’, la sera andavo a letto pensando a lui. Non l'avevo mai visto, ma lo immaginavo mentre mi ordinava le peggio cose, e mi brutalizzava in tutti i modi. Mi ritrovavo immancabilmente piu’ bagnata di uno straccio fradicio, e mi addormentavo sfiorandomi il seno con le dita, schiudendo le cosce, e sospirando piano.

Durante il giorno si trattava comunque di tenere il solito comportamento di sempre: lavorare, qualche esercizio fisico per tenermi in forma, passare il tempo libero leggendo oppure al computer, pranzare e cenare con la mia famiglia che non sospettava assolutamente niente di cio’ che stavo per fare. Andavo in giro per la citta’ a sbirciare le vetrine in cerca di qualcosa di audace, per poi, nel segreto della mia camera, vestirmi e truccarmi come una zoccola, perche’ sapevo che era cosi’ che si usava nel bdsm.

Gli scrissi anche un messaggio per chiedere indicazioni su come mi sarei dovuta vestire, e lui mi dette l'unica risposta che avrei voluto non avere: “Stupiscimi!”. Ma come? Io desideravo essere una schiava proprio per non prendere iniziative e lui mi chiedeva di stupirlo? Se solo mi avesse spogliata e poi agghindata con le cose piu’ sconce portate per l'occasione, se mi avesse usata come una bambolina, se m’avesse fatta sua, ecco, allora sarei stata la donna piu’ felice del mondo. E invece gironzolavo guardando le vetrine con l'aria distratta, il fiato corto, e la patatina che a ogni passo che facevo pregustava la violenza imminente.

Ero tesa. Cavolo se ero tesa. Non ero mai stata cosi’ tesa in vita mia. Era come se aspettassi di essere accompagnata sul patibolo per essere giustiziata. Era piu’ di quanto il mio corpo e la mia mente potessero sopportare. Glielo scrivevo: “Sono tesa. Sono agitata”. E sapevo che con quelle mie ammissioni, gia’ iniziavo a farlo godere. Qualche giorno prima dell’incontro mi scrisse qualcosa che mi sorprese, chiedendomi di mandargli una lettera descrivendogli le mie fantasie. "Per avere piu’ feeling", mi disse. Ci misi tutta la notte, per scriverla, e vi assicuro che certe fantasie non le avevo mai confessate a nessuno. Altro che raccontini erotici!

Continuavo pero’ a non masturbarmi nonostante avessi la clitoride turgida a dismisura, negli ultimi giorni. Avevo deciso di astenermi per arrivare all’incontro gonfia e traboccante di desiderio, come un vulcano pronto ad esplodere. Non facevo che mordermi le labbra. Assaggiavo l’aria, pregustando qualcosa che non vedevo, e socchiudevo gli occhi come se fossi gia’ stata sodomizzata. Ma ogni tanto mi prendeva anche il panico, perche’ io non sapevo nulla di quel mondo. E allora andavo a spulciare in internet, e leggevo i racconti che parlavano di dominazione, di sadomasochismo, di bondage. E poi andavo a leggere le testimonianze, nei forum, nei blog. Oddio! C'era veramente gente cosi’ al mondo? E certi giochi di tortura, poi... no, no, certe cose, anche se me le avesse chieste, non le avrei mai fatte. Glielo scrissi persino in una email: “Non farmi del male”. Che ingenua! Se avessi voluto avere delle coccole, avrei dovuto scegliere un altro tipo di gioco, non certo quello che mi accingevo a fare.

(Continua…)

9 commenti :

blackvintage ha detto...

oramai eri in discesa... e avevi preso velocità... impossibile fermarsi.
M.

UIFPW08 ha detto...

aspetterò il seguito,,,

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Blackvintage: oramai eri in discesa... e avevi preso velocità... impossibile fermarsi.

Imteressante punto di vista. Mi piacerebbe che me lo esplicassi.
Inoltre, se c'e' qualcuno a cui interessa davvero questo argomento, sono pronta a parlarne.
Comunque la protagonista della storia non e' che una fra le tante ad avere questo tipo di fantasie sessuali. Soprattutto chi nella vita ha un ruolo di responsabilita' importante e sembra percio' essere dominante, quando in realta', a letto, desidera tutt'altro.
http://tinyurl.com/c76vlru


@ UIFPW08: aspetterò il seguito:

Tu come vorresti che proseguisse?
Aspetta, aspetta... credo di saperlo... :-)

Spirito Libero ha detto...

Noi siamo la somma delle nostre esperienze...chi sperimenta poco, vive poco. La molla dell'esperienza e' sicuramente la curiosita'...anche io sono molto curiosa...
Penso solo che...prima di sperimentare qulcosa che mi incuriosisce, ci penso sempre un po' su. Nel senso che il gioco deve valere davvero la candela, e sopprattutto, non voglio che il rischio sia incongruo...
Ho sperimentato parecchio, anche dal punto di vista erotico...qualche curiosita' me la sono tolta...ma ho sempre preteso granzie...come incontrare in albergo e di giorno (dopo un paio di episodi poco felici, in cui, oggettivamente, avevo corso qualche rischio di troppo).
Soddisfare queste curisita' mi ha lasciato un ricordo intenso...piccoli regali che mi sono fatta, e che ogni tanto nella vita, e' bello concedersi.

Anonimo ha detto...

Eccola,
la proff in cattedra, quanto le piace presentarsi in classe super truccata, minigonna all'inguine, tacchi a spillo, calze a rete e senza slip.
Mi siedo sempre in prima fila, dovete sapere che la sua cattedra non ha il pannello frontale e a lei piace stare sempre seduta a gambe larghe, gode nel sapere che la guardiamo e poi fantastichiamo.
La proff, lei si che ne conosce di storie, poi le racconta così bene.
Vuole farci credere che sono storie vissute da lei in prima persona.
Sentiamo il seguito, lui non sta più nella pelle...........
Gigi

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ anonimo Gigi:

Eccolo! Questo tizio che commenta e' un povero imbecille che si aggira in second life (il suo nome li' e' Gigiluigi). Si e' incazzato perche' (dice) che parlo male degli italiani. Lui questo non lo sopporta. E' un patriota, oltre ad essere un egotico che crede di essere chissa' chi e un gran segaiolo.
Per questo l'ho mandato a fanculo, pregandolo di non importunarmi piu'. La gente che vive second life col solo scopo di masturbarsi, dal mio punto di vista puo' anche ammazzarsi di seghe, ma deve lasciare in pace chi interpreta il web in altro modo, perche' non tutte le persone sono frustrate e mancanti di interessi e di sesso come sono loro.
Il tipo, comunque, ha preso la cosa male (come si puo' osservare). E' un po' come la famosa volpe con l'uva: un'uva troppo acerba... :-)))
Avrebbe potuto semplicemente tacere e bollire nel suo brodo, col cazzo in mano tutto il giorno come suo solito, alla ricerca di qualche maiala con cui levarsi lo sfizio di immaginarsi una donna. Invece ha preferito intervenire nel mio blog (che con Second life non c'entra nulla) per dire la sua... a suo modo, come avete potuto notare.
Scommetto che e' ruimasto simpatico a tutti e che nessuno ha avuto occasione di notare il suo astio. :-))
Ho notato che, da un po' di tempo, sono spuntati come funghi questi perdigiorno, questi tizi sconosciuti, emerite nullita' che passano il loro tempo nel tentativo di screditare le persone che non li cagano neppure di striscio. Hanno dei pistolini ad acqua e pensano di scalfire chi ha la corazza ben piu' dura di quanto possano immaginare. Queste persone (ingenue) non sanno come funzionano i meccanismi nel web. Non sanno che la credibilita' e la stima le si raggiungono giorno per giorno, negli anni, con costanza, palesando coerenza, correttezza, e non sanno che non e' sufficiente avere un nick anonimo per screditare chi nel web agisce e scrive da anni, relazionando con centinaia di persone da ben prima che loro iniziassero a tenere in mano il mouse (oltre che il proprio uccello).
Per questo motivo ho pubblicato il suo commento anche se avrei potuto benissimo cassarlo. Ve l'ho voluto presentare. Pero' devo avvertirvi che certi malati mentali (li conosco) non riescono a mangiarsela come farebbero le persone normali. In fondo questi personaggi sono tutti un po' stalker e devono farsi valere insultando, perseguitando, cercando di farla pagare ad ogni costo. Tanto che cosa ci rimettono? Solo un nickname del cazzo.
Pensano di essere furbi, e non sanno che appena vengono letti, gia' la gente li etichetta come idioti.
Per questo dico che non la smettera' qui, e sia con questo nick o con altri creati apposta, continuera' ad inveire con la consueta acidita' che lo contraddistingue.
In ogni caso, anche se il poveretto mi fa un po' di pena, ed anche se sono democratica e non impedisco a nessuno d'intervenire (quando ha da dire qualcosa che abbia a che fare con l'argomento e non solo per sfogare frustrazione malata), non credo che gli permettero' ancora di far passare i suoi messaggi, in quanto il suo scopo, piu' che essere di verita' e di contributo, e' solo una voglia di polemica vendicativa per riparare all'onta che pensa (nella sua testolina) di aver subito.
Tutto questo l'ho scritto perche' questo intervento fuori luogo di questo povero pisquano poteva essere non interpretato nel modo giusto. Cosi' invece avra' una chiara connotazione per cio' che rappresenta: solo un inutile peto fatto da un petomane affetto da aerofagia.
Oltretutto, il povero scemo farebbe bene, prima di scrivere cazzate, ad informarsi meglio: da nessuna parte trovera' scritto che i miei racconti corrispondo a vita vissuta.
E con questo, dopo aver reso di lui l'eroe della giornata, diamogli tutti l'addio che si merita. :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Spirito Libero: Ho sperimentato parecchio, anche dal punto di vista erotico...qualche curiosita' me la sono tolta...ma ho sempre preteso granzie...come incontrare in albergo e di giorno (dopo un paio di episodi poco felici, in cui, oggettivamente, avevo corso qualche rischio di troppo).

Sperimentare si puo', ma ovviamente non nell'ambito della professione nella quale i paletti devono essere molto rigidi, in quanto la professione e' proprio un altro mondo rispetto alla sessualita' personale. Cosa che molti uomini non capiscono in quanto il fatto che tu faccia la puttana per loro indica anche che tu come donna sei pure una troia e quindi non hai limiti.
Qualcuno mi chiedeva quali fossero state le mie esperienze in generale, se ce ne fossero state alcune di piu' forti o piu' borderline. Ovviamente non ho risposto, in quanto credo che siano fatti miei, indipendentemente dal blog e da quanto io possa essere chiacchierona su me stessa, pero' ho spiegato che certe cose con i clienti non le avrei mai fatte, neppure in cambio di tanti soldi.
Certe cose le si fannosolo con le persone che gradiamo veramente e che sono meritevoli della nostra fiducia.
Non e' che il fatto di saper preparare un ottimo dolce mi ponga nella condizione di prepararlo ed offrirlo a tutti. Pero' quando lo si decide di offrirlo, all'ospite a cui abbiamo permesso di assaggiarlo non si puo' togliere il cucchiaio di mano nel momento in cui e' preso a gustarlo. Ed ha diritto anche di farne indigestione. :-)

Spirito Libero ha detto...

"Qualcuno mi chiedeva quali fossero state le mie esperienze in generale, se ce ne fossero state alcune di piu' forti o piu' borderline. Ovviamente non ho risposto, in quanto credo che siano fatti miei"

Hai perfettamente ragione: sono fatti tuoi...e tizi dome quello di cui sopra...che dire...stendiamo sopra un velo pietoso, non meriterebbero nemmeno una risposta. Regaliamogli piuttosto una bella lente di ingrandimento...perche' sono dei microbi, come il loro pisellino...

Parlavo nel mio commento di esperienze "pre-escort", cose mie personali...purtroppo da quando faccio questa vita, il gusto della sperimentazione erotica e' un po' venuto meno. Altre esigenze, altre necessita'. Non dico che sia solo sesso meccanico, qualche volta mi e' piaciuto farlo, ma non ha lo stesso gusto di una cosa fatta per la curiosita' e il piacere di farla...senza condizionamenti morali e problemi vari. Kiss

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Gigiluigi, ti do un consiglio spassionato, senza polemica, cosicche' tu possa utilizzare meglio il tuo tempo: perche' invece di inviarmi messaggi che neppure leggo, perche' non mi interessa quello che hai da dire e che neppure andro' a pubblicare (li butto direttamente nel cestino), oppure di contattarmi in SL dove sei stato messo in mute, non ti dimentichi di me? Suvvia, fai un bel respiro, passa oltre e pensa ad altro, se ci riesci. E' andata' cosi'. Riprendi a fare le cose che facevi prima che la sottoscritta inciampasse nella tua eclatante vita piena d'interessi (quelle che tu sai). Ne guadagnerai di salute e di nervi, anche se temo che la vista potra' risentirne. :-)
Per me vali meno di una cacchetta di moscerino, e se sparisci sara' come tu non fossi mai esistito (in fondo sei un nick e forse neppure l'unico nick che possiedi).
Se invece non ci riesci, non so cos'altro dirti, il problema a questo punto e' tuo, e se fossi in te penserei seriamente a farmi curare da uno bravo.


@ Spirito Libero: non meriterebbero nemmeno una risposta.

Una risposta se la merita, se non altro per lo sforzo che ha fatto per far uscire il suo peto. :-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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