domenica 22 aprile 2012

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Oggi, con internet, invece...

Quando non c’era internet ti arrivava una telefonata, non un’email, e tu rispondevi appoggiando sul tavolo il libro che stavi leggendo, proprio perche’ internet non c’era. E il cliente si doveva fidare di quello che gli dicevi perche’ di te non aveva visto niente. Eri tu che gli descrivevi com’eri: mora, snella, occhi chiari, alta. Oggi, con internet, invece, se le foto che metti non sono false, vede tutto quello che c’e’ da vedere.

Quando non c’era internet, il primo incontro era sempre un’incognita. Non solo per il cliente, ma anche per te che non sapevi se gli saresti piaciuta. Certo la tua descrizione gliela davi piu’ accurata possibile, ma vedersi di persona e' tutta un’altra cosa e magari non gli sarebbe andato bene il tuo seno non troppo abbondante o i fianchi un po’ troppo larghi, oppure un volto non di suo gradimento. Oggi, con internet, invece, puoi tranquillamente dirgli: “Che cosa c’e’ che non va? Non hai gia’ visto le foto?”

Quando non c’era internet, quando ti chiedevano cos’eri disposta a fare, avvertivi la loro titubanza al telefono, perche’ per loro non era semplice dirle certe cose. Ed era tutto un susseguirsi di metafore, di frasi incomplete, di cose dette e non dette. Oggi, con internet, invece, te le chiedono per email come fossero dettagli tecnici di una mietitrebbia. Tutto e’ piu’ freddo, asettico, impersonale quando e’ scritto, e le cose appaiono meno crude, meno inopportune: “Baci con la lingua? Che mi dici del sesso anale? Il sesso orale lo fai scoperto e fino in fondo?” Che poi, con cio’, vogliono sapere se possono farti tutto, persino venirti in bocca, o se ti fa schifo.

Quando non c’era internet ogni cliente credeva che tu fossi un pezzo raro, qualcosa di speciale non per chiunque, ma solo per lui. Tutto era piu’ rallentato, meno frenetico, meno appariscente… piu’ nascosto. Se non ti incontravano saresti rimasta un mistero che non avrebbero mai svelato. Non c’era ancora quell’atmosfera da supermercato, da prodotto messo li’ sullo scaffale in bella vista. Oggi, con internet, invece, chiunque puo’ toccarti, palpeggiarti, mastruzzarti ben bene come si fa quando si valuta un frutto per capire se e’ abbastanza maturo. Lo fanno con gli occhi, ma per molti questo e’ gia’ abbastanza per sentirsi appagati.

Quando non c’era internet, essere una escort era molto diverso. Ed anch’io ero diversa, e molto piu' giovane.

18 commenti :

davide ha detto...

Pregiatissina Chiara,

"Ed anch’io ero diversa, e molto piu' giovane."

Pure io.

Ciao Davide

Ev@ ha detto...

A parte un mio personalissimo "why mietitrebbia?" continuo a pensare che queste riflessioni che proponi sono interessanti, perché in un certo senso confermano certe mie idee al riguardo del ruolo che gioca la fantasia rispetto certi argomenti, come questi, decisamente fitti di implicazioni.

Sono convintissima che le foto tolgano magia e, nel loro essere sempre in un certo senso false (come sosteneva W. Benjamin), possono addirittura essere più ingannevoli rispetto ad altri modi di comunicare. Certi dettagli, poi, semplicemente elencati, tolgono senz'altro il piacere di cimentarsi con la metafora.

Per pensieri successivi, mi sta venendo in mente di realizzare un post dove interpretare, fantasiosamente, la tua personalità. Non ti prometto niente, ma vedo cosa mi riesce di combinare.

In prospettiva, è consigliabile una scorta di Aulin.

Baci.

Spirito Libero ha detto...

Anche se non so com'era tempo fa, posso immaginare che una volta, le cose si svolgessero in modo diverso...
Oggi e' come un supermercato. Uno entra, guarda nello scaffale, prende o scarta. Non c'e' sicuramente quell'alone di mistero che allora probabilmente dava al tutto un sapore diverso...
Per scelta non ho sito con foto. Ma ai clienti non basta una descrizione per quanto accurata...solitamente pretendono di vedere come sei, pero' loro non si curano del fatto che possano piacerti o meno, e non mi sembra giusto, d'altra parte sono loro a chiedere di incontrati...no? Mica perche' mi dia dei soldi sono disposta a vederti. Ti oncotro se sta bene a me, non a te. Io dico sempre "vuoi una foto? certamente..., mandami puire la tua e se mi piaci ti mando la mia". Di solito se la prendono, solo pochi capiscono. E si scusano. Noi non vendiamo il corpo, ma offriamo la nostra compagnia. Ci ho messo tanto a raggiungere quetso grado di consapevolezza, ma ora sono piu' serena, anche se facendo cosi', non faccio 1000 incontri, ma almeno decido io.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Eva: mi sta venendo in mente di realizzare un post dove interpretare, fantasiosamente, la tua personalità

Oh, finalmente qualcuno che parla di me!
Nessuno mi cita mai!
:-)


@ Spirito Libero: Oggi e' come un supermercato. Uno entra, guarda nello scaffale, prende o scarta.

Lo hai detto tu. L'ho detto anche io. Internet ha "commercializzato" l'escorting che una volta era un "vizio" ricercato in cui la ragazza agiva piu' come una geisha, come una cortigiana d'altri tempi. E ce n'erano poche, davvero poche, rispetto ai fruitori. Infatti era piu' facile che fosse un cliente a mettersi in lista d'attesa, ad aspettare anche una-due settimane per incontrarla, che una ragazza avesse i pomeriggi vuoti.
Oggi, invece, non importa la bellezza o la personalita', e' solo un prodotto in mezzo a una moltitudine di altri prodotti, che appaiono con internet tutti piu' o meno della medesima qualita'. Anche se la qualita' e' diversa, e' il sistema stesso, la comunicazione, il modo in cui la ragazza si propone, che la massifica e la mescola in modo che poi non vi sia piu' modo di distinguere chi vale da chi non vale.
Almeno in Italia e' cosi' o era cosi' nel momento in cui scelsi di dare un taglio alla mia avventura.
Fui fra le prime ad intuire le possibilita' che internet offriva a chi esercitava il mestiere, e forse fra le prime anche ad intuire che l'epoca avventurosa, pionieristica, delle escort stava finendo.
Appartengo dunque ad un'altra epoca, rispetto a te e a tutte le ragazze che mi capita di leggere nei blog, anche se probabilmente non siamo molto diverse d'eta'. E non potrei mai, oggi, cimentarmi sul mercato come vedo e' obbligatorio fare per poter sopravvivere a questa massificazione di una professione che io non riesco a smettere di considerare "un'arte".
Il fatto che i clienti siano diventati arroganti, pur essendo degli emeriti pezzenti pieni di pretese, talvolta, non mi sorprende. Credo che sia cosi' ovunque, in ogni campo, in ogni ambito lavorativo: chi ha la grana detta le regole e considera gli altri, quelli che lavorano per loro, quelli a cui loro danno i soldi, quasi come dei servi.
Purtroppo certa gente non sa che ci sono persone che della grana, anche se sono alla fame, se ne fregano. Oppure sono talmente consapevoli di valere che possono scegliere a chi donarsi...

Potverdorie ha detto...

Con o senza internet, le buttane restano le donne piú romantiche che si possano trovare.

Spirito Libero ha detto...

La tua analisi non fa una piega...mi paice che tu abbia portata l'esempio della Geisha.
La parola gesiha significa esattamante "colei che vive di arte", e in quell'epoca e in quella societa', il loro rango era veramente elevato, almeno per quelle che arrivavano a certi livelli. Ma anche la geisha piu' umile, era sempre un'opera d'arte vivente rispetto a cio' che si vede oggi in giro e su internet...
Oggi, sia la escort quotata che la ragazza della porta accanto sono piu' o meno equiparate da questi personaggi, che tu definisci senza mezzi termini "pezzenti"...per costoro, sono solo figurine nel mazzo di carte, da giocarsi a piacimento. Poi credo, stata a ciascuna fare la selezione del caso...e non sempre cio' e' possibile...purtroppo.

Dea ha detto...

quando non c'era il governo berlusconi e la ministra carfagna (non internet)le escort si chiamavano mignotte o prostitute. tutto questo poteva considerarsi qualcosa di proibito e credo fosse anche più romantico, adesso con il palesarsi di certi atteggiamenti, si chiamano escort e sono alla portata di tutti.
tanti baci Klàra.

ser ha detto...

praticamente tu in parte paragoni Internet alle case di tolleranza ??
Anche li le signorine erano/sono esposte come merce..
Poi credo che la differenza la faccia l'educazione del cliente, il considerare una persona con la sua dignità..
Permettimi solo di dire che girovagando per i vari blog..trovi anche chi si presta ad essere un "attrezzo" da usare...
scusami per l'invasione...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Spirito Libero: Oggi, sia la escort quotata che la ragazza della porta accanto sono piu' o meno equiparate da questi personaggi, che tu definisci senza mezzi termini "pezzenti"...per costoro, sono solo figurine nel mazzo di carte, da giocarsi a piacimento.

Li ho conosciuti anch'io di questi personaggi. Non e' che fossero tutti gentlemen quelli che mi contattavano quando esercitavo. Soprattutto negli ultimi tempi, era il 2001, iniziarono a farsi vivi quei parvenue, cafoni, che poi negli anni successivi avrebbero preso campo in Italia fino a dettare un vero e proprio modello di vita impostato sull'ignoranza e la strafottenza. Iniziarono i forum dove la gente discuteva delle ragazze, comparando prezzi e prestazioni, come si fa per un qualsiasi altro prodotto commerciale, e nei forum c'erano quelli che si atteggiavano a "guru" e che consigliavano ragazze che erano soprattutto le loro protette dato che molti erano dei veri e propri papponi. E poi i siti web che riunivano nelle pagine internet decine di ragazze che sembravano tanti petti di pollo esposti sullo scaffale del supermarket.
E' stato tutto un degradarsi, fino all'apoteosi generale: l'escorting e' diventato un fatto di gossip e persino strumento politico.
Quando invece quest'arte avrebbe bisogno di segretezza, di mistero, di fascinoso silenzio, com'era una volta. Meno se ne parla, meglio e', sia per la ragazza, sia per il cliente.


@ Dea: si chiamano escort e sono alla portata di tutti.

E infatti molti fruitori, dopo l'esplosione mediatica del fenomeno, si sono rivolti sempre piu' alle "no prof": non professioniste. Vale a dire ragazze, donne, studentesse, casalinghe che non lo fanno per mestiere, ma per arrotondare.
Il potersi portare a letto una donna che non fa il mestiere (oppure che non lo fa piu') e' diventato, pare, il desiderio di molti. Per questo molte "prof" si sono riconvertite a "no prof". :-)


@ Ser: paragoni Internet alle case di tolleranza

Assolutamente no. Vuoi mettere il fascino del bordello, magari di lusso, rispetto alla sciatteria che si vede in certi siti web?
Oggi, una ragazza che avesse le qualita' per poterlo fare, carina, con un buon carattere, simpatica, credo che farebbe bene a scegliere il bordello... ce ne sono alcuni, fuori dall'Italia ovviamente, che sono dei veri e propri hotel di lusso, delle beauty farm dove quando non lavorano le ragazze si prendono cura del proprio corpo e della propria salute psicofisica, fanno ginnastica, massaggi, trattamenti estetici, al sicuro da stalkers, innamorati ossessionati, rompicoglioni cronici e pezzenti che alla fine dicono di non avere i soldi.

Dea ha detto...

ecco, pensavo appunto di cominciare :D

smack

ser ha detto...

.... delle beauty farm dove quando non lavorano le ragazze si prendono cura del proprio corpo e della propria salute psicofisica, fanno ginnastica, massaggi, trattamenti estetici....

visione mia distorta del bordello forse legata ad uno stereotipo di sfruttamento...ma ha ragione Bella..quando parla di Imprenditrici...
scusa la mia ignoranza..

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ ser: visione mia distorta del bordello forse legata ad uno stereotipo di sfruttamento

Ho sempre fatto fatica a spiegare agli italiani che non tutta la prostituzione e' sfruttamento, e forse e' proprio nei bordelli (quelli regolari e non quelli clandestini) che le ragazze sono piu' tutelate. Ovviamente se chi lo gestisce non e' un delinquente ma un vero imprenditore (o inprenditrice) che crede che nel sesso a pagamento non ci sia niente di amorale, ma sia un modo come un altro di creare lavoro e ricchezza.
Questi bordelli, per ovvie ragioni, non possono esserci in paesi in cui la legge li proibisce, come ad esempio l'Italia o la Francia, ma ce ne sono moltissimi in nazioni in cui da anni la legislazione si e' adeguata al fenomeno della prostituzione e lo ha regolamentato in modo intelligente.
Tutta la demonizzazione che viene fatta del bordello, in special modo quella basata sul sentito dire e sugli stereotipi mediatici prezzolati, e' solo perche' certi schemi vanno a rompere gli interessi di una casta che attraverso il dominio sulle coscienze oggi detiene il potere: parlo del Vaticano, delle Chiese (Cattolica e Ortodossa), e in generale di tutte le religioni che demonizzano la donna per l'uso proprio che puo' fare del suo corpo.
E' in certi paesi dell'est che, soprattutto, esistono queste "beauty farm", che fungono anche da scuole di tirocinio per ragazze che vogliono usare l'arte del proprio corpo. Potrei parlare, se non temessi di esagerare, di geishe moderne.
Ovviamente, per chi gestisce certi luoghi di piacere, queste ragazze rappresentano la vera ricchezza, in quanto e' per loro che gli uomini le frequentano e ci spendono soldi, percio' sarebbe controproducente vessarle, malmenarle, minacciarle.
Non sono piu' i tempi dei soldati di leva. Oggi per istruire un soldato costa molti soldi e a nessuno fa comodo martoriare quel soldato solo per il gusto di fargli del male.
Comprendi quello che voglio dire?
L'idea del bordello fatiscente pieno di povere ragazze disadattate e ignoranti, che vengono picchiate sta diventando qualcosa di limitato solo a certi paesi del terzo mondo (li' sono sfruttati e picchiati tutti, persino i bambini, figuriamoci le donne), e a paesi in cui il proibizionismo crea le condizioni affinche' a gestire certi business possa essere soltanto la criminalita' organizzata.

ser ha detto...

mi hai aperto un mondo..nel senso che riconfesso la mia assoluta ignoranza in materia, ma non per motivi sociali/religiosi o altro ma solo per una pigrizia mia o una superficialità nel liquidare la questione e mi scuso se alcune mie domande possano sembrarti stupide o superficiali..
In effetti l'equazione prostituta=sfruttata/vittima è forse superata in quelle condizioni che dici tu ed è logico proprio per un discorso manageriale del lavoro..
Grazie ancora

gatsby ha detto...

@Chiara
E' vero, internet ha tolto un po' di brivido, di adrenalina, negli incontri a pagamento.
Ma non è vero del tutto, come credo non sia vero del tutto che un uomo che voglia fare del sesso a pagamento sia attratto esclusivamente dall'estetica e dalle foto messe in bella mostra.
Dimostrare di non esserre solo un corpo, su un sito, puo' invece essere per l'escort un'occasione per distinguersi dalle altre.
Prendi il sito di Abbey Delacroix Budapest, per esempio.
Mi piacerebbe una tua opinione.
Per quanto mi riguarda, scopare una figa spaziale con cui avrei pure "metaforicamente" potuto parlare di meccanica quantistica, se lo avesse voluto, fu un piacere che fai fatica a spiegare.
Certo, capisco che ai piu' questi optional non interessino.
Manco da un po' di tempo e quindi colgo l'occasione per salutare tutti.
Quanto a te,Chiara, complimenti, passa il tempo e non perdi un colpo!
Sì, certo, ogni tanto dici anche tu qualche banalità (e per fortuna..), ma gli spunti per riflettere non mancano mai.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Prendi il sito di Abbey Delacroix Budapest, per esempio.
Mi piacerebbe una tua opinione.


Molto glamour. Foto un po' troppo ritoccate per i miei gusti, ma di sicuro effetto per un pubblico che ama "l'appariscente", e anche lei e' notevole. Peccato pero' per le tette finte che sembrano due palloncini di gomma.
Conosco comunque di meglio a Budapest, molto meglio, ma ovviamente non lo diro' qui. :-)

Blindsight ha detto...

ciao chiara! quanto hai ragione, proprio ieri ho scritto su come sarebbe il mondo senza internet, e pensavo proprio a quelli che per me sono sfigati, quelli che non riescono nemmeno ad avvicinare una donna nella realtà, ma nel web fanno le peggio cose, l'importante è che sia tutto virtuale.
non avevo letto questo tuo post che leggo solo ora, sennò lo avrei inserito nel mio post, ma lo trovo eccezionale, come tutto ciò che scrivi, quindi lo metterò tra i commenti: qui da te trovo una realtà che non esiste altrove, ti ringrazio di questo, un abbraccio a presto laura
p.s.: valori e sentimenti sono ormai opzional di un enorme videogame, non so come finirà il gioco, so solo che vincerà (o sopravviverà) comunque chi tiene il joystick, e non chi è nel gioco, tu chiara, da come scrivi, mi sembri una di quelle che tengono il joystick e non fanno le figurine animate, ciao!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Blindsight: quelli che non riescono nemmeno ad avvicinare una donna nella realtà, ma nel web fanno le peggio cose, l'importante è che sia tutto virtuale.

Purtroppo ci sono momenti in cui le persone cedono (poiche' eccedono di fiducia) e trasferiscono le relazioni dal virtuale al reale credendo che quest'atto porti ad un'evoluzione del rapporto, quando invece rappresenta un vero e proprio "big bang", un nuovo inizio, in cui ogni cosa pregressa ha certamente un valore ma non determina il futuro, e niente sara' come prima.
Talvolta ci si puo' trovare di fronte un perfetto estraneo anche se ci abbiamo chattato per anni. Addirittura, quando si tratta di appartenenti al nostro stesso sesso, se per caso abbiamo dentro spirito di competizione esagerato, cio' puo' portare ad un mutamento radicale del nostro atteggiamento qualora dall'altra parte ci si trovasse di fronte a qualcuno che ci surclassa. Perche' non solo le "delusioni" possono portarci a rompere un rapporto con una persona che avevamo conosciuto nel virtuale come "eccelsa" e che poi nel reale si dimostra mediocre, ma anche l'opposto puo' rendere impossibile una relazione con chi nel virtuale credevamo fosse come noi ed invece nel reale vediamo come "fuori portata".
Non so se riesco a spiegarmi.
Grazie per essere passata di qui. :-)

Blindsight ha detto...

ti spieghi benissimo: ora il mio pensiero va a migliaia di persone disabili, come me ma prive di autonomia e spesso di una vita propria, persone che creano un loro mondo nel web, sesso e relazioni comprese.
per me il web è un ausilio importantissimo soprattutto per leggere ed informarmi, e lo è anche per tanti altri ciechi, che di certo non ci sono diventati per un'eccessiva masturbazione... ma per tutti gli altri? intendo i cosiddetti normodotati che potrebbero vivere diversamente dal virtuale? da quando sono disabile mi rendo conto che la vera disabilità è nel non riuscire a vivere la realtà: milioni di disabilitati dal mondo reale, comprese le sensazioni, le emozioni e le percezioni.. che peccato.
ciao e grazie, laura
p.s.: io passo spesso qui, te l'ho detto che sei tra i pochi che scrivono cose vere, poi mi piace come scrivi: perché è difficile prendere un po' di realtà dal web, parola di cieca ;)

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Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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