lunedì 9 aprile 2012

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Il bagno delle ragazze

Il Lunedi' di Pasqua e’ il giorno del “bagno delle ragazze". In Ungheria, in questo giorno, infatti, e' usanza per i ragazzi spruzzare di profumo o di acqua profumata le ragazze. Ed e’ proprio in tale occasione che, ogni anno, in Hollókő, un piccolo villaggio situato nel nord-est dell'Ungheria, si svolge una speciale festa durante la quale gli abitanti indossano i loro costumi tradizionali e partecipano alle varie manifestazioni, come il lancio dell’acqua, la decorazione delle uova, e si esibiscono in danze popolari ungheresi.

Il villaggio di Hollókő e’ uno dei luoghi piu’ affascinanti dell'Ungheria ed e’ situato sulle colline di Cserhát.

Il villaggio e’ abitato da 400 persone del gruppo Palóc, una minoranza etnica ungherese.

Ragazzi che camminano lungo la strada principale alla ricerca di ragazze da "bagnare".

Ragazzi che tengono una ragazza sulla quale viene gettata acqua come parte del rituale di Pasqua.

Il rituale del lancio dell’acqua e’ associato alla fertilita’ e alla guarigione, ed e’ dunque un rito di purificazione.

Donne nel loro costume tradizionale, mentre camminano lungo la strada principale in Hollókő.

Gente del posto che festeggia bevendo vino.

Un abitante di Hollókő che parla con alcune giovani ragazze del villaggio.

Uomini che eseguono una danza tradizionale popolare ungherese su un palcoscenico all’aperto.

Ragazze che ballano. La danza tradizionale ungherese piu’ popolare e’ la Csárdás.

Una casa storica in Hollókő. Molte delle case risalgono al secolo XVII e XVIII e sono state perfettamente conservate nel corso degli anni.

Una donna che prepara il Langos in un forno a legna. Il Langos e il tradizionale pane schiacciato ungherese.

Una collezione di bambole in abiti tipici ungheresi.

Gli artigiani di Hollókő sono anche famosi per i loro bellissimi ricami.

L'arte della decorazione delle uova pasquali in Ungheria, che era in origine un rito pagano, e’ rimasta anche dopo l’accettazione del Cristianesimo. Il colore rosso viene spesso usato per simboleggiare il sangue di Cristo.

Un’artigiano del luogo che utilizza uno speciale strumento per applicare della cera calda su un uovo da decorare.

Di solito le uova sono decorate riportando il disegno del ricamo ungherese, che si trova anche sui vestiti tradizionali ungheresi.

Ragazze a piedi lungo la via principale in Hollókő.

Un uomo seduto fuori della sua abitazione.

Una donna che appende ad asciugare all’aperto la sua biancheria.

13 commenti :

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

è sempre molto bello assistere alle manifestazioni legate alle tradizioni popolari, perchè trasmettono emozioni genuine e di umanità.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: trasmettono emozioni genuine e di umanità.

Trasmettono molto di piu', e alla base di tutto c'e' un messaggio preciso che solo chi ha un animo genuino, semplice, puo' comprendere.
Si devono osservare tutti quanti gli aspetti della vita, e soprattutto osservare come gli altri li osservano, cosi' da stabilire le nostre affinita'.
Le tradizioni, la semplicita' della campagna, gli usi e i costumi popolari, l'umilta' della gente che vive della propria cultura, anche economicamente, sono valori che non possono essere scalfiti e danno quelle certezze che la modernita' con la globalizzazione hanno invece tolto. E' la solidita' della terra, il nostro radicamento come esseri umani a questo pianeta ed anche il rispetto che nutriamo per esso che ci qualifica, non tanto l'automobile che possediamo. E' difficile spiegare queste cose a chi ormai ha perduto per sempre le proprie radici, la propria cultura, i propri valori, ed e' destinato, come una pianta recisa, presto ad essiccarsi.
Per questo, in mezzo a tanti post che parlano del piu' e del meno, di politica, di sesso, di autoreferenzialita', ci infilo ogni tanto qualcosa di questo tipo.
Grazie per il commento.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,



"Trasmettono molto di piu', e alla base di tutto c'e' un messaggio preciso che solo chi ha un animo genuino, semplice, puo' comprendere."

Condivido. Devono però essere vere tradizioni popolari.

Io vivo in Trentino Alto Adige e ogni anno si inventano sempre nuove "Manifestazioni di cultura popolare" perchè piacciono molto ai turisti.

Però la manifestazione che hai citato mi sembra davvero genuina e popolare. Però ho visto molte di queste manifestazioni diventare artificiali ed ad uso esclusivo del mercato turistico.

Ciao Davide

Anonimo ha detto...

Gentile Klara,
La foggia del Langos mi ricorda le tigelle dell'Appennino Modenese,che sono una versione locale delle Piadine Romagnole, ma con sapore e condimenti diversi,appena sfornate vengono spalmate di lardo o strutto.
Nel 2005 passai alcuni giorni fra Natale e Capodanno a Budapest e visitai i Vostri Musei fra cui quello delle tradizioni contadine con reperti e documenti antichi,col ricordo di questo solido approccio culturale alle tradizioni Nazionali non nutro dubbio che questa Festa della fertilità Pasquale,che ci hai mostrato,poggi su solide basi culturali e non tema snaturamenti speculativi del turismo.
Quello che mi piace molto delle tradizioni nei Paesi dell'Est è l'aver conservato l'uso dei costumi tradizionali, in Italia sopravvivono sole sull'Arco delle Alpi ed al Sud, per il resto Nord e Centro Italia li hanno abbandonati, è più facile rivederli nei film,tipo Rugantino,
gli abiti seicenteschi Romani o Napoletani erano splendidi.
Al riguardo ho anche un'altro ricordo, nell'Estate di tanti,tanti anni fa,in viaggio verso la Grecia,pernottai nell'interno della Macedonia, al mattino dalla finestra vidi festeggiare un matrimonio con balli in costume in mezzo alla strada, che bei costumi anche se la gente era decisamente povera(ma felice)
ciao,
buona serata :-)
norman

canGiando ha detto...

Davvero interessante. Molto bello vedere queste tradizioni che continuano a ripetersi. Deliziose le foto.

traminer ha detto...

Un saluto a tutti, sono nuovo a questo blog.
E dall'anteprima mi sembra che il testo non vada a capo, provo a postare comunque...
Capisco i dubbi di Davide circa feste e fiere riscoperte o reinventate per scopi turistici, in Italia ne ho viste tante. Però ormai sono anni che viaggio per vacanze nei paesi dell'est, e cerco sempre di farle coincidere con qualche festa o festival popolare, si respira un'aria bellissima, di grande partecipazione ed allegria. L'estate scorsa ho assistito ad un festival di danze popolari a Trnava, in Slovakia, con gruppi che venivano dalla Cekia alla Polonia all'Ungheria alla Serbia, costumi bellissimi, persone allegre e bambini che ballavano sotto il palco. Pensavo dispiaciuto che un gruppo che ballasse pizziche e tarante salentin ci sarebbe stato proprio bene. Invece ho dovuto raccontare alla coppia slovacca con cui avevo fatto amicizia come mai mi trovassi li...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Io vivo in Trentino Alto Adige e ogni anno si inventano sempre nuove "Manifestazioni di cultura popolare" perchè piacciono molto ai turisti.

E' una cosa che viene fatta dappertutto. Pero' a me pare che parlare di Ungheria e paragonarla all'Italia, per quanto riguarda le tradizioni popolari, e' come parlare dei tortelli fatti in casa e quelli che si comprano al supermercato. Ho quasi l'impressione che ovunque, da voi, tutto sia ormai visto solo e soltanto in funzione economica. Pero' posso sbagliare.


@ Norman: i Vostri Musei fra cui quello delle tradizioni contadine

Esatto. Come dicevo a Davide, non credo che a Roma esistano dei musei del genere.


@ CanGiando: Molto bello vedere queste tradizioni che continuano a ripetersi. Deliziose le foto

Benvenuto. In Ungheria non abbiamo molte cose. E' una nazione povera che da sempre sopravvive grazie alla sua industria agroalimentare e al turismo. L'Italia, da questo punto di vista, potrebbe avere davvero tutte le carte in regola per proporsi in Europa ad un livello molto superiore al nostro; Ha citta' d'arte bellissime, reperti storici di valore incommensurabile, una varieta' paseaggistica che nessun altro paese al mondo ha (mare, monti, laghi, campagna), tradizioni gastronomiche ricchissime e tutto cio' che e' necessario per dare al mondo intero un'offerta di cultura, divertimento e relax inaudita. Purtroppo state a sbattervi coi marchionni e gli articoli 18, con i finanziamenti ai partiti, coi trota che siedono nei posti dirigenziali e con un sistema bancario e politico che sta rendendovi sempre piu' poveri.
Avete l'oro in casa e non sapete metterlo a frutto quando invece, facendo i dovuti investimenti, potreste essere un popolo ricco.


@ Traminer: si respira un'aria bellissima, di grande partecipazione ed allegria.

Benvenuto anche a te. Mi fa piacere che ti piaccia viaggiare nell'est Europa. Anch'io, avendo vissuto in Italia per tanto tempo, credo che ci sia una differenza abissale fra lo spirito che si respira qua rispetto a quello che in Italia sembra essere sempre piu' in affanno. Lo spirito di allegria di cui parli, poi incide direttamente nei rapporti umani, nella qualita' della vita e nella felicita' di ciascuno, nonostante la poverta'.

traminer ha detto...

@ Klára
Io non volevo essere prolisso, odio le persone che la prima volta che le conosci ti raccontano tutta la loro vita pensando che tu non vedessi l'ora..
Ma visto che per tanti tuoi lettori abituali la Pasqua di Hollókő è solo un grazioso evento folkloristico, vorrei aggiungere un punto che credo di aver capito nei miei viaggi, ma che solo persone come te possono confermare. Stiamo parlando di feste e tradizioni in paesi che fino a pochi decenni fa erano sotto l'egemonia politica ma anche culturale e "religiosa" di un regime totalitario. Questo attaccamento affettuoso alle proprie tradizioni, ai propri costumi, alle proprie danze, ha per me un significato molto maggiore che per noi "occidentali".
Anche se, e anche di questo amerei sapere Klára cosa pensi, la mia impressione è che gli ungheresi abbiano subito di meno (non dico sofferto di meno!) l'occupazione sovietica, intendo a livello culturale e mentale. Sinceramente girando per l'Ungheria non mai visto la tipica edilizia sovietica e postsovitica che invece abbonda ancora in Cekia ed in Slovakia, ma solo case tipicamente ungheresi. Tutto buttato giù? C'entra il forte carattere magiaro? Mi sono fatto delle idee al riguardo, ma chi meglio di te può dirmi se ho preso un'abbaglio?
Per chiudere, racconterai anche dei matyò? Il museo con la loro storia mi ha lasciato a bocca aperta..
Saluti,
Traminer

** Sara ** ha detto...

Non ero agibile nella mente quindi ti commento adesso ma l'ho letto appena pubblicato. Bellissime immagini e mi piace questo tuo voler far conoscere le tradizioni del tuo paese. Devo dire però che ci sono zone di campagna non paragonabili.. ma dove la vita è molto diversa dalla città. Anche in Italia. Dove c'è un attaccamento alla tradizione, ai ricordi, ai vecchi metodi agricoli e alla storia di quei luoghi. Non faccio nomi perchè sai che non voglio scrivere di dove sono. Ma ti garantisco che sono luoghi fuori dal tempo. Certo quello che vedo in queste immagini è qualcosa di unico. E mi è piaciuto scoprirlo. Ciao :-)

Anonimo ha detto...

Gentile Klara,
"Purtroppo state a sbattervi..."
metti il dito nella piaga ed a noi tocca abbozzare,soffrendone in silenzio,consci di verità inconfutabili.
Riguardo a musei simili ne ho visto uno piccolino in Romagna,Cesena forse,dove ripercorrono anche le tracce della stampa di tessuti coi sali di ferro, un simil batik, potrebbero essercene altri in località sparse per in giro ma non so di preciso.
Per l'uso dei costumi tipici mi riferivo a Feste simili ad Holloko e Puglia,Sardegna e Calabria in testa hanno usanze genuine conservate con cura.
Ovvio che non considero le rievocazioni medioevali come Palio,Quintana,Scacchi a Marostica perchè sono troppo grosse e quindi le popolazioni locali sono state un pò espropriati dalla macchina del turismo.
Al Paese di mia madre,in Toscana, invece si sono inventati di coniugare i nuovi media con l'amore per il proprio Borgo, creando una pagina FB intitolata il Paese che fu...caricando tutti i documenti e le foto d'archivio che ogni famiglia possiede, risalendo indietro di 100/150 anni e redigendo ampie ed esaurienti didascalie esplicative, riuscendo così a tramandare ai giovani storie e persone passate di cui non perdere memoria e farne sentire la continuità.
Resta comunque il diverso approccio culturale le Istituzioni Ungheresi dedicano un Museo principale,in Italia sono piccole Amministrazioni locali a preoccuparsene.
Buona serata e Buon Fine Settimana:-)
norman

Scialuppe ha detto...

Come simbologia, questa dello spruzzare le ragazze mi sembra piuttoto chiara, ed in effetti non mi meraviglia che sia collegata alla fertilità...

Censorina ha detto...

Mi piace molto questo Blog. lo seguirò.
Paola

caballeromascarado ha detto...

S-T-U-P-E-N-D-O. :-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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