mercoledì 7 marzo 2012

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La ballata delle donne

Frugando qua e la', ho trovato un vecchio libercolo che, ricordo, mi fu regalato nel lontano 1998. Si intitola: “Poesia d’amore del novecento”. Una novantina di paginette che raccolgono varie poesie dei piu’ grandi autori del secolo scorso.

Ero giovanissima, allora, e poco interessata in vero alla poesia, se non come contorno a qualcosa di assai piu’ tangibile. Infatti, ero di gran lunga piu’ interessata ad altro; almeno ad un paio di cose che riempivano ogni giorno i miei pensieri. Adesso, di quelle due cose, solo ad una penso ancora con una certa frequenza, ma questo non c’entra con cio’ che vorrei farvi leggere.

Oggi, dunque, sfogliando questo libercolo, mi e’ capitata sotto gli occhi una poesia bellissima (scritta da un uomo) che piu’ di ogni altra si adatta a cio’ per cui, domani, noi donne ci faremo gli auguri. E allora, dato che come sapete non mi piace scrivere a proposito delle ricorrenze proprio nel giorno in cui queste vengono festeggiate, stavolta avrei deciso di essere in anticipo.

Ballata delle donne

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.

- Edoardo Sanguineti -

Altri miei articoli sull'argomento:

Nel 2010
Nel 2009
Nel 2008

6 commenti :

Anonimo ha detto...

8 Marzo,
Gentile Klara,
scusa se intervengo a sproposito con un altro argomento nello spazio della poesia, una parentesi da chiudere subito, approfitto solo del post più fresco.
Arrivo anche in anticipo per il semplice motivo che mi collego prevalentemente di sera, domani sera sarei in ritardo.
Veniamo al dunque
Buon 8 Marzo a te ed a tutte le altre frequentatrici del tuo spazio per la ricorrenza che non è solo una festa delle donne ma sopratutto il ricordo di cosa successe in America quell'8 Marzo di tanti anni fa.
Quest'anno poi gli orrori della cronaca recente hanno reso la data
più importante per gli uomini che per le donne chiedendoci di "schierarci" di professare con decisione tutta la solidarietà verso l'universo femminile.
Buona serata
:-) norman

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Norman: Buon 8 Marzo a te ed a tutte le altre frequentatrici del tuo spazio

Ho una certa idiosincrasia per le ricorrenze in generale, ma so anche che non si possono evitare, in quanto come in una coazione a ripetere, ogni anno ci si ritrova a dirsi le stesse cose.
Vorrei solo fare un riassunto di cio' che nel tem,po di questo blog ho scritto a proposito dell'8 marzo:

Nel 2011 ho evitato.

Nel 2010- http://chiara-di-notte.blogspot.com/2010/03/non-e-un-bel-giorno.html

Nel 2009- http://chiara-di-notte.blogspot.com/2009/03/la-festa-della-frittella.html

Nel 2008- http://chiara-di-notte.blogspot.com/2008/03/la-donna-nel-mondo.html

Nel 2007- ho evitato.

Anonimo ha detto...

ma io non lo sapevo.
:-) norman

Scialuppe ha detto...

Ci si dimentica spesso che, in realtà, la festa delle donne serve agli uomini: perchè imparino. Non credo che serva che io faccia un elenco.
Auguri a tutti gli uomini, quindi.Buono studio.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Scialuppe: serve agli uomini: perchè imparino

Per imparare si deve iniziare dalle piccole cose, quelle che s'imparano da bambini. Se non si e' avuto un'educazione portata innanzitutto al rispetto dell'altro, uomo o donna che sia, a qualunque etnia appartenga, se ci e' stato insegnato a prevaricare sempre, a dire sempre cio' che ci passa per la testa come se cio' fosse un diritto, senza tener conto delle ferite che spesso le nostre parole possono provocare, se ci e' stato insegnato a ritenerci noi i piu' importanti, quelli che ad ogni costo devono sopravvivere a discapito degli altri... beh, difficilmente si riuscira' ad imparare quello che tu auspichi che gli uomini (ma anche le donne) imparino.
Soprattutto le donne che, spesso, sempre piu' spesso, proprio perche' subiscono tutta una serie di discriminazioni, prevaricazioni e violenze a causa di una societa' impostata sul maschilismo piu' becero, diventano esse stesse nemiche e aguzzine delle loro simili.
Non c'e' uomo che possa odiare una donna come una donna che odia un'altra donna.
Quindi, tutto parte da come si educano i nostri figli. I nostri figli prendono esempio da noi, da come ci comportiamo, da quello che diciamo, dai pensieri e dalle linee di condotta che esprimiamo.
Se siamo invidiosi e' probabile che lo saranno anche loro.
Se siamo rassegnati e' probabile che lo saranno anche loro.
Se siamo ingiusti e' probabile che lo saranno anche loro.
Se siamo avidi e' probabile che lo saranno anche loro.
Se siamo intolleranti, cinici, egoisti, ottusi, maleducati, e' probabile che lo saranno anche loro.
Se ciascuno/a di noi facesse il suo dovere, con intelligenza, onesta' e coscienza, forse potrebbe formarsi una societa' futura meno sbilanciata per cio' che concerne i rapporti fra uomini e donne.
Purtroppo sempre piu' gente se ne frega e pensa solo a se'. Percio' e' probabile che anche i loro figli saranno come loro.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Ho una certa idiosincrasia per le ricorrenze in generale".

In ogni caso io ti faccio tantissimi aguri per un buon 8 marzo a te coccolina e a tutte le tue lettrici.

Ciao Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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