mercoledì 15 febbraio 2012

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San Valentino Reloaded

Penso che scrivere un post dedicato a una festivita’, proprio nel giorno in cui cade quella festivita’, sia tristemente scontato. Cosi’ scontato da non valere neppure il tempo che ci si perde. Tanto piu’ che, anche se manca la nostra testimonianza, anche se non apportiamo il nostro superfluo contributo, anche se, invece di San Valentino, scriviamo di Pinocchio, il web sicuramente non ne soffre; sono gia’ a milioni quelli che ne scrivono ogni anno, usando sempre le stesse, inutili, noiosissime, parole. Perche’ e’ soprattutto durante i momenti scontati, come appunto certe ricorrenze, che la gente da' il meglio di se’: non riesce a stare senza la consueta e quotidiana dose di banalita’, altrimenti va in crisi d’astinenza.

Allora mi si spieghi perche’, se una sera si esce a cena con un tizio, oppure si scopa col proprio partner, oppure (ancor piu’ penoso) ci si accorge che si ama qualcuno, lo si debba segnalare come un fatto straordinario. Riuscite ad immaginare le nostre mamme o le nostre nonne che, in un’occasione del genere, affiggevano locandine ovunque allo stesso modo di come oggi tanta gente usa FaceBook oppure il blog?

Cos’e’ successo all’umanita’? Dov’e’ finito il “privato”? Che ne e’ stato di quella cosa che un tempo si chiamava “riservatezza”? E’ sicuro che non ci stiamo svendendo anche l’ultima fetta di dignita’ che ci e’ rimasta? Oppure e talmente grande il bisogno di attenzioni che abbiamo da parte degli altri, che non solo diventa essenziale comunicare a tutti ogni nostra insulsa pisciatina, ma che non ci preoccupiamo piu’ neppure se tolgono ogni barriera che fino a ieri contribuiva a proteggere la nostra privacy.

Forse si arrivera’ ad una societa’ in cui niente potra’ essere tenuto segreto. Gli altri sapranno i cazzi nostri, come noi sapremo i loro. Tutti sapranno come spenderemo i nostri soldi, quanto spenderemo, perche’ spenderemo, in che cosa spenderemo. E questo fara’ emergere le nostre passioni e i nostri vizi. Tutti conosceranno i nostri segreti, anche quelli piu’ intimi.

Siamo stati noi a dare il via a questa aberrazione. Siamo noi che chiediamo, con i nostri comportamenti, senza ribellarci, un mondo strutturato in questo modo. C’e’ chi ogni giorno ci guarda, e vede tutto questo. E fara’ di tutto per accontentarci. Lo fara’ col nostro beneplacito, oppure facendo leva sulle nostre invidie.

Ci schederanno e saremo catalogati in base a numeri alfanumerici. Divisi per desideri, per possibilita’ economiche, per idee religiose, politiche, e classificati in base a tabelle e formule delle quali non conosceremo mai gli algoritmi. Saranno prese in considerazione anche le nostre intenzioni. Una specie di mondo di “Minority Report”, in cui non solo cio’ che facciamo viene sottoposto a giudizio, ma anche cio’ pensiamo o addirittura cio' che penseremo. E tutto sara’ analizzato, esaminato, sviscerato e, all’occorrenza, criminalizzato.

In effetti, la societa’ di oggi ci sta divorando illudendoci di possedere ancora un qualche briciolo di individualita’, e di scelta. “Ehi, c’e’ FaceBook, Twitter, la blogsfera, che volete di piu’?” Ma, ormai, si stanno prendendo tutto. E chi non ha la forza di carattere per resistere a tale scempio, chi si lascia andare nel vortice dell’ingranaggio, e’ spacciato.

Non e’ facile riuscire a districarsi in questa giungla creata apposta per le celebrita’ quando non si e’ nessuno. Grandi Fratelli, Isole dei Famosi, Blog Star. Ci inculcano che essere “nullita’” non ripaga. L’umilta’ e’ per gli sciocchi, e gli sfigati, quelli che nessuno nota, possono anche suicidarsi, tanto non servono a nulla. E’ la societa’ dell’immagine, ma di una particolare immagine. Quella che serve solo a se stessi, quella auto celebrativa: io sono, io faccio, io penso… io piscio. E devo dire che non e’ piacevole sentirsi inferiori in mezzo a tante persone belle, interessanti, colte, affascinanti, esperte in tutto, che’ noi, magari, ci sentiremmo anche un po’ tonti…

Per fortuna, pero’, esiste internet. Oggi, basta un collegamento ADSL e la vita cambia. L’esistenza di merda intorno a noi scompare e magicamente, al suo posto, appare una diversa scenografia in cui tutto e’ edulcorato, quasi perfetto, poiche’ lo creiamo noi stessi. Cosi’, le banalita’ di ogni giorno assumono i contorni dell’avventura, e le nostre solite stronzate quotidiane, persino lavarci i denti, possono essere trasformate in situazioni particolari, degne (almeno cosi’ ci illudiamo) di essere interessanti per qualcuno.

Nel web ci si puo’ mostrare molto migliori di quanto in realta’ si sia. Piu’ intelligenti, colti, belli, ricchi. Scrittori incompresi, poetesse maledette, geni della politica, stupende fotomodelle, esperti tuttologi, ninfomani disinibite. Non esistono confini al mascheramento, se non i limiti imposti dalla fantasia. Lo faccio anch’io, a volte, quando tendo ad ingigantirmi. E lo trovo maledettamente divertente!

Cosi’, e’ facile incontrare il tizio che non ha mai bisogno di cercare niente su Google perche’ sa tutto, finanche cos’e’ lo “scarto quadratico medio”. Oppure ci soffermiamo a leggere la tipa che rovescia la sua disperazione in poesie cosi’ toccanti, ma cosi’ toccanti, che in confronto Saffo le farebbe una pippa. Anzi, piu’ che una pippa, considerato il paragone, direi un ditalino. Che’ poi, si sa, Saffo era brava pure in quello!

Si’, perche’ saper far pippe oppure ditalini, non e’ mica una cosa di poco conto. Puo’ sembrare strano, ma non e’ cosi’ facile come scrivere poesie alla cazzo. Ad usare le dita per strimpellare lettere su una tastiera e propinare quattro cazzate, son bravi tutti. Il difficile e’ saperle usare per altro. Dar piacere, ad esempio, e’ una vera arte, ma chi non ha provato che le proprie dita, non lo potra’ mai capire.

Tornando a San Valentino, perche’ ne scrivo oggi e non l’ho fatto invece ieri? Perche’, a parte non voler essere banale, ieri non mi andava di scrivere cio’ che davvero pensavo a riguardo; cioe’ che e’ la festa piu’ stupida del mondo. Se lo avessi scritto ieri, forse qualcuno lo avrebbe ritenuto un insulto. Oggi, invece, lo posso spacciare per un comportamento snob.

Lo dico sinceramente: neppure Halloween e’ una festa cosi’ stupida. Perche’ almeno Halloween si sa a chi e’ dedicata: ai fantasmi, alle streghe, ai vampiri, agli zombie. Invece, San Valentino non si sa bene a chi sia rivolto. A coloro che sono gia’ amanti, oppure basta solo essere innamorati? E poi non si capisce bene se si debba essere ricambiati, oppure se sia sufficiente semplicemente sbavare per qualcuno che non ci caga neppure di striscio. Insomma, tutto cio’ e’ quantomeno ambiguo. Non ho neanche capito se si puo’ applicare ai trombamici. E’ in sostanza una festa di cui non si sa bene chi o cosa si festeggi. L’amore? Il partner? Il sesso? Il Bacio Perugina?

Pero’ ci si deve adeguare. Se qualcuno ci fa gli auguri di Buon Natale, mica gli si puo’ rispondere che siamo atei. Lo si deve ringraziare per il pensiero. E’ una formalita’. Sarebbe maleducato dire: “Mi importa una sega di San Valentino!”. Quindi: “Auguri di San Valentino!” E allora: “Grazie, anche a te”.

Ma grazie di che, poi? Non si sa!

Ho gia’ qualche idiosincrasia per le festivita’ in genere, e le ricorrenze varie come gli onomastici o gli anniversari, e non vi dico (anche perche di sicuro lo sapete) il fastidio che mi procurano i compleanni. Inizio a grattarmi come se avessi l’orticaria, e qui da noi, per evitare pruriti spalmati su tutto l’arco dell’anno, preferiamo festeggiare, tutte quante, il compleanno nello stesso giorno. Quindi potete capire come, vedermi immancabilmente riproporre ogni anno la stessa situazione, con la stessa atmosfera e la stessa fraseologia, mi irriti non poco.

Ma, ahime’, so che non se ne puo’ fare a meno, mi tocca, e sono costretta a superare certe giornate cosi’, fra un augurio e l’altro, come quando, da bambina, dovevo sopportare un clistere. Vi confesso che quell’intrusione da parte di un corpo estraneo nel mio organo fatto per espellere e non per accogliere, non lo sopportavo proprio. Lo sapete tutti che ci sono organi adibiti ad accogliere ed altri che sono fatti apposta per espellere, vero? Lo ha detto persino Giovanardi, che pare di queste cose se ne intenda.

Poi, da adulta, ho riconsiderato il tutto ed ho imparato a gradire anche certe intrusioni non omologate. In fondo non sono cosi’ fastidiose e, soprattutto, e’ incredibile il vantaggio economico che ne puo' derivare, ma questo non ditelo a Giovanardi. Credo pero’ che anche questo non interessi a nessuno. Quindi, torniamo a parlare di San Valentino.

Volete sapere cosa ho fatto per festeggiarlo? Ebbene, proprio niente. Sono stata a casa, da sola, chiusa nella mia cameretta a scrivere cazzate in internet. Non e’ qualcosa di stupendo? Su ditelo che vi faccio invidia!

E non chiedetemi, per cortesia, perche’ non abbia avuto neppure uno straccio di qualcuno al quale darla per sentirmi in qualche modo coccolata. Non e’ il caso. E poi, se San Valentino e’ dedicato alla persona amata, sapete benissimo che la prima persona che amo sono proprio io, e se solo per solitudine la dessi al primo tizio che mi fa il filo, mi sembrerebbe quasi di tradire me stessa. Se la do, la do per voglia, non per bisogno di coccole. La do a chi mi fa sentire le farfalle nella pancia, un incendio fra le gambe, e un lago nelle mutande. Ma anche questo e’ un altro discorso che, probabilmente, non vi interessa.

San Valentino e’ per me, dunque, un giorno come un altro Pero’ ricordo che, una volta, San Valentino rappresentava il giorno migliore di tutto l’anno. Era come il giorno di San Simone per chi vendemmia a Tokaj. Il giorno in cui raccoglievo i frutti di un intero anno di duro lavoro. Per questo lo attendevo con trepidazione e grandi aspettative.

Innamorati, clienti fissi, trombamici, un po’ tutti, mi riempivano di regali. Uomini sposati, fidanzati, accompagnati, singoli, che per qualche strana ragione si erano infatuati di me, facevano di tutto per dimostrarmi la loro ammirazione. E scommetto che, in molti casi, cio’ che mi regalavano era addirittura piu’ costoso dei regali che facevano alle loro mogli, fidanzate, amanti o amiche.

Poi, c’era chi si aggiudicava la serata con me. Non che gli venisse gratis, sia chiaro; in certe cose, specialmente negli affari, sono sempre stata rigida. Pero’ quella sera particolare, con chiunque mi trovassi e qualsiasi cosa ricevessi in regalo, ci mettevo qualcosa di mio in piu’, e ricambiavo con una passione tutta speciale. Sono sempre stata molto educata e, a modo mio, sapevo come essere riconoscente.

Nell’immagine in alto, sono io, in un disegno ben riuscito, mentre ringrazio per un regalo ricevuto nel giorno di San Valentino.

26 commenti :

BellaDiGiorno ha detto...

Beh... nemmeno scriverlo il giorno dopo è poco scontato... semmai bisognerebbe scriverlo a Pasqua.

Io rientro nella categoria che l'ha data il giorno di San valentino per qualche coccola in più, che poi è tornata a casa e ha scritto il post in cui ho rovesciato tutta la sdolcinata disperazione.

Io però almeno non sputo nel piatto dove mangio!

Buon San Valentino passato pregiatissima Chiara!!! Ora continuo a vedermi/sentirmi Sanremo.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bella di giorno: Scusami se, nello scrivere questo post, ti ho fatta sentire coinvolta. Purtroppo, non ho avuto il tempo di leggerti, ma anche se ti avessi letta, questo post lo avrei scritto lo stesso.

nemmeno scriverlo il giorno dopo è poco scontato... semmai bisognerebbe scriverlo a Pasqua.

O forse non scriverlo affatto. L'anno prossimo ci pensero'. Soprattutto per non incorrere nelle tue ire. :-)

Io rientro nella categoria che l'ha data il giorno di San valentino per qualche coccola in più

Beh, ne sono costernata.

che poi è tornata a casa e ha scritto il post in cui ho rovesciato tutta la sdolcinata disperazione

Sempre piu' costernata. Mi spiace.

Io però almeno non sputo nel piatto dove mangio!

Io invece si'. Se e' il mio piatto posso farci cio' che voglio. Se mai, non sputo mai nel piatto dove mangiano gli altri, ma si sa, io sono mitteleuropea: una specie di virago teutonica in salsa magiara. :-)
Pero' mi piacerebbe capire quale sarebbe il piatto dove avrei sputato.

Ora continuo a vedermi/sentirmi Sanremo

Sono sempre piu' costernata. Questo e' davvero un guaio. Capisco tutto, ma San Remo e' addirittura peggio di San Valentino. :-)

BellaDiGiorno ha detto...

"UNA SPECIE DI VIRAGO TEUTONICA IN SALSA MAGIARA"
???
Ma dove le sforni ste frasi esilaranti!!!!

Chiara a noi italiani ci piace sanremo anche se lo critichiamo tanto.
W L'ITALIA!!!!
"perchè sanremo è sanremo!!!!"

Ora rivado a spalmarmi sul divano.... non voglio perdermi il resto... anche se c'è la pubblicità.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bella di Giorno: Ma dove le sforni ste frasi esilaranti!!!!

Da un libercolo di frasi divertenti e barzellette che ogni tanto copio per cercare di essere simpatica. Mi fa piacere che ti faccia ridere. Lo scopo era proprio quello. Vuol dire che ho speso bene i miei 3 euro! :D

Kameo ha detto...

Mi fai venire in mente che, sedicenne, scelsi il Valentin Day per lasciare il mio primo fidanzatino. Crudele fin da allora in amore ;-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Kameo: scelsi il Valentin Day per lasciare il mio primo fidanzatino

Almeno qualcosa di non banale! :D
Tu non lo guardi San Remo? :-)

Kameo ha detto...

"Tu non lo guardi San Remo?"

Purtroppo non ho la TV :-(

marco ha detto...

@ Kameo "Purtroppo non ho la TV :-("

Purtroppo?
Che culo direi!

@Klara
No dai...2 parole sono troppe per dimostrare che non sono un robot...Tra poco mi chiederai anche patente e libretto di questo passo.
No, la carta di credito non ce l'ho :-)

rossoallosso ha detto...

A mia moglie non ho regalato nulla,lei mi ha preparato il budino al cioccolato vecchia maniera(senza polverine per intenderci)poi ci siamo donati entrambi il giorno dopo, direi che siamo una coppia perfetta sommando il fatto che odiamo sanremo ;-)

P.S.
perchè le parole captcha? è snervante

Bibi ha detto...

A parte la questione San Valentino (mi sono dimenticato di fare gli auguri a mia moglie...del resto non l'ho mai festeggiato), concordo e questo lo sai già riguardo a tutto il resto e cioè l'uso stupido e scriteriato del web.
Il mettere in mostra se stessi perchè si conduce una vita di merda ed allora ecco il fiorire di agenti segreti...imprenditori...finanzieri...intellettuali..e tutti con vite interessanti e piene e con "amici"..tanti amici...
a.y.s. Bibi
P.S. Chiara..che palle il nuovo CAPTCHA..son già mezzo cieco..

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Marco: No dai...2 parole sono troppe per dimostrare che non sono un robot...Tra poco mi chiederai anche patente e libretto di questo passo.

Lungi da me chiederti la patente elibretto. E che me ne faccio?
Se ma la carta di credito. :-)
In ogni caso non avevo compreso bene il senso del tuo messaggio nel punto in cui parli delle 2 parole. Infatti non mi ero accorta che Google aveva cambiato il sistema CAPTCHA di controllo dei commenti. Prima era composto da una sola parola abbastanza leggibile, adesso le parole sono due e talvolta confuse.
Credo che blogger abbia un forte problema di spam e che il CAPTCHA, cosi' com'era prima, fosse troppo aggirabile.
Grazie per tutto, Marco. ;-)


@ Rosso: perchè le parole captcha? è snervante

Lo so che sarebbe meglio senza, ma quello che potrebe accadere senza CAPTCHA e che un qualsiasi robot potrebbe riempirmi di commenti. Non e' piacevole trovarsi al mattino a dover svuotare la casella di posta da un migliaio di commenti spam. Per questo ho deciso di mantenerlo, anche se stressante.
Vorra' dire che ad ogni commento aggiungerete, donandomelo, un po' del vostro impegno. :-)


@ Bibi: ecco il fiorire di agenti segreti...imprenditori...finanzieri...intellettuali..e tutti con vite interessanti e piene e con "amici"..tanti amici...

Ti sei dimenticato di citare le escort e le ex escort. :-0

.che palle il nuovo CAPTCHA..son già mezzo cieco

In effetti non e' molto semplice leggere tutte le volte. Per questo esiste l'ozione di cambiare le parole qualora non si leggessero e, all'occorrenza anche il comando per ascoltare, in sostituzione un codice numerico (ancor piu' complesso per chi non conosce l'inglese).
Secondo me Google poteva fare di meglio.
Comunque il CAPTCHA, come ho detto, e' utile per evitare lo spam, e Google non fornisce che questo. Potrei disattivarlo, ma il rischio e' grande.
Ma dici che e' davvero impossibile, per chi commenta, leggere le parole?
Io ho provato ad autoinviarmi due commenti, e non ho avuto grossi problemi a leggere. Forse si deve mettere piu' attenzione ed anche, ho visto, che non ci sono solo lettere, ma anche caratteri speciali come punti, virgole, parentesi, che prima non c'erano, mentre non ha importanza se si scrive maiuscolo o minuscolo.
Confido che la stessa difficolta' ad indivduare le parole l'abbiano anche i robot spammers.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

come eterno puttaniere trovo incomprensibile la festa di San Valentino. A dire il vero detesto quasi tutte le feste trane l'unica veramente seria: il carnevale. Pertanto questi giorni godiamoci tutti il carnevale. Buon divertimento.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: detesto quasi tutte le feste trane l'unica veramente seria: il carnevale

Raramente sono d'accordo con te, ma questa volta hai ragione.
Il Carnevale e' l'unica festa che posso festeggiare.
Pero' non si puo' festeggiare ovunque. Ci sono a mio parere solo due posti dove il Carnevale puo' essere vissuto intensamente: Rio de Janeiro e Venezia.
A Rio non sono mai stata, a Venezia invece ho vissuto per qualche tempo.
Sul Carnevale ho scritto anche un racconto, uno dei primi in questo blog che probabilmente molti non avranno letto:

http://tinyurl.com/venicecarnival2

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Ci sono a mio parere solo due posti dove il Carnevale puo' essere vissuto intensamente: Rio de Janeiro e Venezia."

Vero. Però se si ha fantasia e creatività si può festeggiare un bel carnevale ovunque. Il gioco delle maschere consente sempre novità che sorprendono e divertono.

Ciao Davide

PS.

Condivido quanto detto dall'amci Bibi: che palle il nuovo CAPTCHA.

Ev@ ha detto...

Se non ricordo male, tu sei nata il 31 settembre... ora, San Valentino il 15 febbraio.... Amica mia, tu con il calendario "tienes muchos problemas!"

P.S.: Questo non è un saggio della mia bravura con google translator, ma una battuta di un film spagnolo spassosissimo, perché pieno di idee, che si intitola "Boom Boom"

http://cinema.ilsole24ore.com/film/boom-boom/

So che vai pazza per le mie segnalazioni!

Saluti.

Anonimo ha detto...

Gentile Klara,
a me non interessa tanto il S.Valentino e men che meno Sanremo, mi annoia,mi interessa molto di più l'attuale degenerazione del costume in tutte le forme di esibizionismo attuali che definirei onanistiche.
a suo tempo ho avuto modo di imparare che"un gentiluomo va sul giornale solo 3 volte nella vita, quando nasce,quando si sposa e quando muore, una di più è terribilmente di cattivo gusto".
Riflettendo sulla vita,attuale e passata, non trovo ragioni per cambiare valutazione, l'unico palcoscenico sul quale mostrarsi è la quotidianità,il modo di affrontare la vita ed il prossimo.
Il pubblico cui chiedere assenso è il prossimo che giudicherà le azioni che si sono compiute e la propria coscienza, quel "cuore buono" che una tua felice intuizione pone al termine di un cammino faticoso e non garantito.
Per vantarmi u pò ai tuoi occhi posso dirti che sono entrato in FB solo per attingere ad un archivio di foto di un parente che custodiva foto della mia bellissima mamma quando aveva 20 anni, non ho mai postato niente fino a perdere la password e così ho chiuso con FB infischiandomene , quando vorrò rivedere mia madre me le farò mandare in allegato ad una mail.
Se questo post può servirti,in toto o in parte, pubblicalo pure, a me non interessa si è trattato solo di un dialogo con te su di un tema condiviso.
ciao a presto,
:-) norman

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: che palle il nuovo CAPTCHA

Ti ci abituerai, come a tutte le cose.


@ Eva: So che vai pazza per le mie segnalazioni!

Le tue segnalazioni cinefile le tengo sempre in altissima considerazione. Pensa che mi fanno risparmiare un sacco di tempo quando si tratta di scegliere il film da vedere. :-)


@ Norman: ho avuto modo di imparare che"un gentiluomo va sul giornale solo 3 volte nella vita

E una gentildonna?

sono entrato in FB solo per attingere ad un archivio di foto di un parente che custodiva foto della mia bellissima mamma quando aveva 20 anni

Ed io ci sono entrata, invece, per il motivo opposto: lasciare le mie foto, cosicche' un giorno qualcuno che vorra' vedermi quando ero giovane e carina, potra' farlo e attingere all'archivio.
Stessa cosa avviene col blog, e con i miei pensieri che vengono custoditi, qui, in forma di post e commenti.
Pensa se tu potessi oggi scoprire il diario di tua madre di quando era giovane, oltre alle foto, non sarebbe una bella cosa?

Anonimo ha detto...

Gentile Klara,
"e una Gentildonna?"
obiezione prevedibile e prevista,
l'affermazione di per sè ha una valenza ambosessi, solo che è figlia di un'epoca così remota,di 50 o 100 anni fa, non so, che la formulazione era unicamente maschilista anche se già considerata omnicomprensiva, la ho citata nella versione originale per non snaturarla dato che ne era evidente il sottinteso.
Riguardo a FB e simili ho semplicemente ribadito, in estrema sintesi, con parole mie, le tue affermazioni.
Non sento il bisogno di mostrami e di dire più di tanto e sopratutto non voglio finire col mostrarmi diverso dalla realtà.
Grazie al cielo il diario di mia madre lo posseggo in un quadernone con la copertina nera.
Riguardo al tuo blog lo leggo volentieri da tempo quindi non lo iscrivo fra le manifestazioni di esibizionismo ma un libro a puntate, la letteratura è piena di autobiografie magari anche un pò romanzate,ma questa è un'eccezione non la regola.
Le tue foto su FB sono chiaramente parte della tua sfera privata che condividerai solo con chi vuoi tu.
Leggendoti comunque mi sorgono sempre delle domande che via via ti proporrò, magari via mail privata, dovessi mai accorgermi che proprle sul blog potrebbero rivelarsi indelicate.
Buona serata,
:-)) norman
P.S. una clip di Whitney Houston rientra nelle tue scelte musicali?
grazie

Ev@ ha detto...

Ah, bene. Allora ti consiglio subito tre film in chiave virtuale:
1) Il testamento del Dott. Mabuse, di Fritz Lang, per come analizza la dimensione traumatica della voce umana;
2) Vertigo, Di Hitchcock, per le tematiche sul "doppio";
3) Psyco, sempre di Hitchcock, per la sua chiave psicoanalitica. Infatti, la casa di Psyco, quella che incombe sul Motel, per intenderci, è a tre livelli che simboleggiano l'Io (il pianterreno) dove Norman, il protagonista, mostra il suo aspetto "normale", diciamo... Poi ci sono il piano superiore, cioè il Super Io, dove infatti Norman custodisce sua madre, mummificata. La madre è infatti una tipica figura superegoica.
Infine, nel piano interrato c'è l'Es, ovvero l'io osceno. Il momento topico del film è infatti quando Norman prede sua madre e la conduce al piano interrato...

Buona visione.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Condivido quanto detto dall'amci Bibi: che palle il nuovo CAPTCHA

Credo che sia addirittura sensibile alle maiuscole. Quindi attenzione quando lo inserite.


@ Norman: obiezione prevedibile e prevista

In effetti, io sono assai prevedibile. Perche' sono in fondo molto semplice, sia per come mi esprimo, sia per cio' che riesco ad assimilare. Per questo mi piace chi, come me, dimostra di saper essere semplice. Ogni istante passato a cercare di capire esattamente cio' che vuol dire l'altro, perche' non e' chiaro, puo' essere divertente per un breve, saltuario giochino, ma alla fine, oltre al mal di testa, lascia sul campo solo incomprensioni. Quindi tempo perso e rubato (come dico io e nel vero senso della parola), all'agricoltura; di questi tempi assai piu' utile e proficua delle vuote parole che la gente proferisce, spesso, solo per dare aria alla bocca.

Le tue foto su FB sono chiaramente parte della tua sfera privata che condividerai solo con chi vuoi tu

Ovviamente si'. E piu' privata e' la sfera, piu' possono essere intime le foto.

Leggendoti comunque mi sorgono sempre delle domande che via via ti proporrò, magari via mail privata, dovessi mai accorgermi che proprle sul blog potrebbero rivelarsi indelicate.

Puoi chiedermi quello che vuoi, sia pubblicamente che privatamente. Ti assicuro che esaminero' ogni cosa che mi chiederai con attenzione (come del resto faccio con tutti/e, nessuno escluso). L'unica cosa che non ti assicuro e' che ti daro' una risposta.
Ma siccome so per esperienza che anche le "non risposte", alla fine rispondono a qualcosa, perche' poi ciascuno le interpreta a proprio modo, vorrei dirti che pur essendo prevedibile in quasi tutto, nelle risposte alle domande dirette non lo sono. Perche' la mia risposta ad ogni domanda, non sara' data in base ad una decisione ponderata, ma in base ad un lancio di moneta. Questo, proprio per evitare che si possano codificare e interpretare a mio danno le risposte che non daro'.
Per quanto invece le risposte siano o non siano sincere, ti rimando ad un mio post che, appunto, parla proprio degli tzigani e della menzogna.

http://chiara-di-notte.blogspot.com/2007/08/la-menzogna.html


@ Eva: Buona visione

Psyco e' un must. Va bene che sono campagnola, ma quello lo conosco anch'io. Gli altri due, invece, me li sono segnati. Da guardare assolutamente. :-)

davide ha detto...

Cara amica Eva,

volevo chederti se hai visto il film Melancholia di Lars von Trier.

Se lo hai visto mi chiedevo cosa ne pensi. Io sono stato molto impressionato da questo film.

Ciao Davide

Anonimo ha detto...

Gentile Klara,
andiamo con ordine....rovesciato:
I)Io non penso che tu menta,poi mi leggerò il post che mi suggerisci.
II)Ho già mangiato la foglia sulle "non risposte" o a volte traslate,come quando mi rispostndi con la storia dei libri di Pinocchio.
Per quanto mi riguarda non sto qui a rigirare a tuo danno le tue risposte.
III)Che tu sia così semplice è tutto da vedere, mi sembra invece che tu abbia una personalità diciamo "articolata", tutta da decifrare.
IV)Riguardo alla semplicità della persona o del suo linguaggio,parlando per me,penso che si debbano osservare delle cautele comunicando per iscritto con una persona sconosciuta.
Si devono pesare bene le parole perchè sono prive del suono,della carica emotiva che gli si vorrebbe imprimere,può così succedere che risulti oscuro o sgradevole quanto invece si pensava benevolo,simpatico o che altro so io.
La magia della voce a volte capovolge il senso stretto delle parole dette,succede così che si legga "scherzavo" o puntualizzazioni o rettifiche.
Si tratta di un handycap inamovibile che il tempo e la confidenza possono solo smussare, non di più.
Si pone così l'alternativa se approfondire gli argomenti e rischiare di non legare o vivere tranquilli e andare sul facile e sul conciso.
a me pare che qui quasi tutti arrischino, tu per prima.
Alla prossima,
buona serata
:-)) norman

Ev@ ha detto...

@Davide

No, non l'ho visto perché confesso di non aver trovato attraente il plot della storia. Se di Lars Von Trier ho apprezzato "Dogville" è pur sempre il regista di "Le onde del destino". Per l'amor di Dio, Trier è rispettabilissimo ma temo che certe narrazioni offrano letture paradossali e personaggi che si ripiegano su se stessi e pertanto privi di quel senso di sorpresa che invece apprezzo e anche molto.
Insomma, secondo me, uscire dal cinema con dei dubbi, o con una sensazione come dici tu "mi ha impressionato", è una buona cosa, ma non è quello che cerco io: energia.
L'energia, in un autore, la senti. Per esempio sempre danese, c'è un altro regista, tale Nicolas Winding Refn che è ben energico. Fu "stroncato" agli inizi della carriera ma lui ha cercato altri lidi. Pertanto afferma di essere danese ma di non sentirsi poi così tanto danese e della Danimarca dice che si tratta di un ottimo posto per mandare i bambini a scuola e altre simili cose, ma per il resto è di una noia mortale.
Sinceramente la penso all'identico modo, nel senso che non sono campanilista e lo dico in termini altrettanto semplici e chi vuol capire capisca. Insomma, da tutto ciò ricavo che è probabile che uno come lui faccia un film che può interessarmi. E infatti è andata così. Per motivi simili, ritengo che Lars Von Trier possa fare film che possono NON interessarmi.

Quanto al senso di sorpresa, penso che per avere idea di cosa intendo, occorrano poche parole e direttamente guardare "Lasciami entrare" di Tomas Alfredson. Un film che ha avuto un successo normale-mediocre ma per un motivo molto semplice: è impossibile da classificare secondo le solite regole "horror" "thriller" "sentimentale" ecc.

Ora, tornando a Melancholia, se ne esci, come dici tu, "molto impressionato" anche da "Lasciami entrare" ne puoi uscire "molto impressionato". Solo che nel secondo caso, sorridi.

Parlare del perché sorridi, è un altro discorso che può diventare lungo. Frequentare i mondi virtuali, aiuta a comprendere.

davide ha detto...

Cara amica Eva,

"Ora, tornando a Melancholia, se ne esci, come dici tu, "molto impressionato" anche da "Lasciami entrare" ne puoi uscire "molto impressionato". Solo che nel secondo caso, sorridi."

Grazie per le risposta. Anche a me Lasciami entrare è piaciuto molto. Tutto è questione di gusti. Per esempio Lameduck sul suo blog ha criticato pesantemente il film "Lasciami entrare".

Un'ultima curiosità. Dato che ti è piaciuto il film Lasciami entrare, sempre restando in tema di vampiri, cosa ne pensi della serie Twilight. Anche in questo caso l'amica Lameduck ha criticato questi film mentre a me sono piaciuti.

Ciao Davide

Ev@ ha detto...

@Davide "questione di gusti"

Si diciamo pure così. Per approffondire, posso dire che "Lasciami Entrare" mi piacque in questo fondamentalmente la storia di due persone emotivamente marginali che s'incontrano e la loro vita ne ottiene un reciproco vantaggio, un po' al di là del comune valore delle cose. Insomma quello che è stupendo, in quel film, è che mostra la storia di un intesa che eleva i personaggi al di sopra delle loro difficoltà.
Il vampiro è una figura narrativa che conosce, nella storia, alti e bassi. E' una figura trasgressiva, in quanto della notte e la notte, sappiamo, è quella "zona" esistenziale dove tutto sfuma, diventa meno chiaro, ed è quindi possibile qualche colpo di scena. Il colpo di scena, la sorpresa, secondo me sono proprio delle esigenze esistenziali.

Certo Twilights è decisamente più "leggero" ed, a parer mio, direttamente ispirato dai mondi virtuali dove infatti, i vampiri, sono figure diffusissime. Clamorosa la citazione del "teleport", usata in Twilights e di diretta ispirazione virtuale.

La serie è nata da una storia che, cronologicamente parlando, è stata creata ai tempi del debutto del virtual world… essendo americani, i creatori, ci hanno messo davvero poco. Loro, diversamente da noi, se fiutano l'idea, partono a testa bassa. Noi esitiamo di più e facciamo tante polemiche su realtà e non realtà, sui "pericoli" di perdere questo benedetto senso della realtà… E' evidente che determinate cose sono narrazioni. Se le affrontiamo è perché le troviamo divertenti. Poi ci saranno altri che analizzano… Ma la bontà di fondo, per esserci, ha bisogno di una condizione: che chi crea ha una mente, in un certo senso, pura. Cioè che ama quello che fa.

Io stessa ho collaborato, per un annetto, alla costruzione di un gioco online con una situazione di demoni e vampiri in perenne guerra tra di loro. Fui ingaggiata online e facevo un po' quello che volevo… Ritengo che la persona che m'ingaggiò, che aveva nozioni di gestione d'impresa non banali, apprezzasse il mio modo di filosofare attorno alle situazioni virtuali. La cosa, là, si faceva regolarmente e sopratutto gli americani lo fanno in uno stile che è tutto loro. Cioè fissano dei momenti in cui si parla in termini molto concreti di cosa va bene e cosa no. Assisti così a discussioni del tipo: "tu, facendo il licantropo, che problemi hai riscontrato?" E quello risponde "Beh.. insomma, la gente mi evita…." "Era quello che volevamo, no?" Ecc ecc.

Per quanto mi riguarda, si tratta cmq di puro entertainement che, appunto, è ben sintetizzato in una saga come quella di Twilights che costituisce, nel suo complesso, un buon prodotto. Oltretutto molto redditizio. Però, ecco, sa molto di "manufatto industriale".

Saluti.

davide ha detto...

Cara amica Eva,

"Per quanto mi riguarda, si tratta cmq di puro entertainement che, appunto, è ben sintetizzato in una saga come quella di Twilights che costituisce, nel suo complesso, un buon prodotto. Oltretutto molto redditizio. Però, ecco, sa molto di "manufatto industriale"."

Condivido. La saga di Twilights è un buon prodotto, ma si capisce benissimo che è un prodotto industriale per fare il massimo della cassa. L'amica Lameduck gli definisce film per i bimbominkia.

Comunque mi piace la tua competenza i materia di cinema. Io adoro il cimema.

Ciao Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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