venerdì 10 febbraio 2012

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2012

Del Neoliberismo, delle banche, dello spread, di Goldman Sachs, di Papademos, di Monti, di Draghi, di Sarkozy, di Orbán, della Merkel, della globalizzazione, e di come la gente (tutta) sia lasciata imbrogliare dai capitalisti, dai banchieri, dai politici, dai tecnici, dai professori e dai guru dell’economia e della finanza, senza aver capito una beneamata minchia di come funzionano le cose.

Tanto, dicono quelli convinti della loro superiorita’ etnica, la colpa e’ tutta degli zingari e degli extracomunitari che rubano il lavoro e le case alla brava gente, e non certo di coloro che si sono arricchiti sottraendo senza ritegno risorse pubbliche e private. Che' quelli stanno quasi tutti in Parlamento e godono d'immunita'.

Tuttalpiu’, se proprio si vuol essere meno banali, meno beceri e piu’ raffinati nelle opinioni, dimostrando di capirci qualcosa quando si parla nei salotti frequentati da bella gente che, fra un burraco e l'altro, s'imburra tartine col caviale, la colpa delle cose che non funzionano e’ della “mancanza di flessibilita’ del mercato”. Perche’ il mercato, affinche’ funzioni nel modo giusto, non deve avere regole, leggi, articoli, lacci e laccioli che lo soffochino. Lo si deve lasciar andare libero, dicono, senza briglie, che’ tanto lui si regola da solo. E come sia riuscito ad autoregolarsi in questi anni e' sotto gli occhi di tutti.

Secondo il loro punto vista, pero’, a pensarci bene, questi neoliberisti a cui fanno da controcanto anche molti sedicenti intellettuali di sinistra - quasi tutti con stipendi fissi o pensioni dai 20.000 al mese e oltre -, non hanno tutti i torti. Credo che in fondo siano in buona fede. Come e’ risaputo, infatti, se vuoi fare del buon sesso anale e lo vuoi prendere proprio tutto dentro, fino in fondo, godendo a pieno della penetrazione e sentendo che l'altro ti possiede totalmente, devi essere flessibile, genufletterti e aprirti nel modo giusto. Lasciate che a dirlo sia chi su certe cose ha basato gran parte del suo successo professionale.

Se non si avessero figli o comunque persone care delle quali preoccuparsi, forse converrebbe farsi prendere dalla disillusione, dall’apatia, starsene in un cantuccio, sotto un ponte o da qualsiasi altra parte, come monaci tibetani, lontani da ogni problema ad aspettare la fine. Ma si sa che questo non e’ possibile. Tutti, bene o male, abbiamo qualcuno che dipende da noi e a cui dobbiamo innanzitutto garantire almeno una speranza per il futuro. Per questo non possiamo arrenderci e siamo costretti a tenere vive le nostre illusioni.

E allora cosa fare?

Io dico: cominciare a chiudere i "vasi comunicanti" della globalizzazione, perche’ e’ solo interrompendo il flusso del veleno che sta scorrendo nelle vene dell’intero organismo, che si puo’ almeno sperare di salvarne una parte. A volte le amputazioni, anche se dolorose, sono necessarie. Questo lo aveva ben chiaro anche Monsieur Joseph-Ignace Guillotin quando realizzo’ l’invenzione piu’ utile della Storia.

Per l'energia potremmo impegnarci nel risparmio e nelle fonti alternative. Per l'alimentazione fare un passo indietro e tornare a sfamarci con la produzione locale, magari coi prodotti del proprio orto (per chi puo’), cercando di evitare tutto cio’ che viene “pompato” dalla pubblicita’ dietro a cui ci stanno inevitabilmente i grandi interessi industriali, finanziari, bancari, politici, e che hanno oltretutto un effetto devastante sull’inquinamento.

Potrebbe essere una sfida interessante. Un giochino divertente, molto piu’ di Call of Duty, e assai meno diseducativo che, in aggiunta, come premio per chi lo vincesse ci sarebbe non una stupida schermata di congratulazioni per aver fatto una strage di soldatini fatti di pixel o il semplice compiacimento per aver superato anche il livello di massima difficolta’, ma la certezza di aver fatto qualcosa di giusto e di nobile per se stessi e per i propri figli.

Dite che non e’ la stessa cosa? Si’, lo so, e’ molto piu’ impegnativo di qualsiasi giochino al computer; richiede fatica, dedizione, e non si puo’ fare standosene comodamente seduti davanti ad uno schermo con il mouse in mano. Ma come ho detto e’ molto di piu’ di uno stupido giochino per bambini annoiati e viziati. E’ uno stile di vita.

Quando si parla di ricchezza, qual e’ la prima cosa che viene in mente? Le mazzette di banconote da 500? I gioielli? La Ferrari? La barca da 35 metri? Il mio primo pensiero sulla ricchezza e’: se mi trovassi nel deserto con una borsa stracolma di diamanti e la borraccia vuota, cosa sarebbe piu’ prezioso per me in quel momento?

Il denaro, i gioielli, le auto, le barche, fanno solo parte di una forma di baratto - ti do denaro e tu mi dai la Ferrari, ti do la Ferrari e tu mi dai i diamanti - ma a poco a poco ne abbiamo perso il significato. Non si puo’ barattare il sudore della fronte oppure la dignita’ della persona, le sue preoccupazioni, le sue angosce, la sua paura, in cambio di aria fritta. Perche’ e’ solo semplice aria fritta quella che oggi cercano di spacciare come se fosse necessariamente vitale. Non lo fanno in malafede, vi ho detto. Forse sono solo stupidi, ma la stupidita’ e’ forse una scusante? Forse Luigi XVI di Borbone fu perdonato perche’ era stupido?

Ma torniamo al tema sopravvivenza che si riassume in un unico concetto: tutti i conti in banca del mondo non valgono un chilo di mele nella borsa. E’ per questo che dovremmo tornare a pensare e operare piu’ nella sostanza e meno nella forma. Pensare al baratto di cose necessarie piu’ che alla pura e semplice moneta frusciante. Perche’, se e quando ci sara’ il deserto, nessuno scambiera’ la sua acqua per la vostra borsa di diamanti. Mentre, magari, potra’ interessargli una mela.

Durante il default in Russia, negli anni novanta, quando gran parte della gente resto’ sul lastrico, i risparmiatori perche’ le banche chiusero i conti, i lavoratori senza uno stipendio perche’ le aziende fallirono, i pensionati senza pensione perche’ lo stato non aveva piu’ soldi, chi riusci’ in qualche modo a cavarsela, oltre a quelli che avevano rubato tutto e trasferito il maltolto sui conti svizzeri, fu solo chi aveva qualcosa da scambiare. Chi aveva le uova le scambiava per verdura, latte, carne, carta, sapone, qualsiasi cosa potesse servire. E non sto a raccontarvi cosa scambiavano le belle ragazze con le gambe lunghe e i seni prorompenti perche’ non e’ difficile immaginarlo.

Molte persone, soprattutto italiani di "larghe vedute" con i quali ho avuto modo di confrontarmi, mi hanno talvolta ricordato, un po' sarcasticamente e non senza quel tipico atteggiamento di strafottenza che contraddistingue chi si sente moralmente superiore, di come le donne dell'est, soprattutto prima della caduta del muro di Berlino, si concedessero per poco: per una cena in un bel ristorante, oppure per un vestitino.

Quello del "paio di calze" e' lo stereotipo dominante, e posso ammettere che in molti casi fosse davvero cosi'. Cio' da' l'idea di come le donne dell'est fossero ritenute facili, ingenue, probabilmente un po' stupide ed in definitiva delle troiette a buon mercato. Soprattutto se paragonate alle "oneste" donne del Bel Paese che, invece, furbe, mentalmente superiori, non l'avrebbero mai data solo per ottenere in cambio un paio di calze.

Ma certa gente, nonostante tutta la sapienza che ritiene di avere, non ha forse mai capito che, in quel momento di grande difficolta', cio' che mancava non era il denaro. I soldi necessari per vivere c'erano, ed erano sufficienti per avere le solite cose che avevano tutti. Cio' che mancava era, appunto, "tutto cio' che non c'era", ma che comunque occhieggiava dai rotocalchi, dalla tv, dal cinema: le calze di seta, la lingerie, un paio di jeans, una borsa di design; oltre naturalmente alla buona roba da mangiare. Perche' quando qualcosa manca del tutto, vale piu' del denaro.

Per questo, chi oggi non ha forzieri stracolmi in Svizzera, invece del denaro, dovrebbe cominciare a pensare ad un altro tipo d’investimento: pensare ad aziende agricole a conduzione biologica dove si possa raccogliere direttamente quel che serve, senza sprechi di nessun genere. Grandi, piccole, a gestione familiare oppure cooperative non importa, ma sufficienti a produrre quel chilo di mele con il quale, poi, pagarsi l’acqua nel deserto. A nessuno e’ venuto da pensare a cosa sia dovuto tutto questo accanimento da parte delle multinazionali, in ogni parte del mondo, per voler privatizzare l’acqua?

“E’ finita in Europa l'«eta’ dell'oro». E’ finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la «cornucopia» del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata cosi’ ben raccontata. Il tempo che sta arrivando e’ un tempo di ferro. […]
Cosa e’ successo? E’ successo che in un soffio di tempo, in poco piu’ di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocita’ del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti esplodere di colpo. Come si e’ gia’ visto in tante altre rivoluzioni, quella della globalizzazione e’ stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre.
Il corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa ne ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il «vaso di Pandora», liberando e scatenando forze che ora sono difficili da controllare. […]
Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava gia’ peggio. Sta meglio solo chi stava gia’ meglio.
E non e’ solo questione di soldi. Perche’ la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale, generale, ambientale.”

Chi lo scrive non e’ un discepolo di Nicholas Georgescu-Roegen, oppure Beppe Grillo o un demagogo populista qualsiasi, come il sistema dell’informazione mainstream definisce oggi chi ha il coraggio di avanzare critiche. E’ niente meno che Giulio Tremonti (si’ proprio lui, quello dello scudo fiscale al 5%), nel suo libro "La paura e la speranza".

Del perche’ un uomo che ha avuto in mano la politica economica dell’Italia per otto degli ultimi undici anni e che, quindi, insieme ai suoi esimi colleghi europei e’ corresponsabile del disastro attuale, scriva queste cose - probabilmente con una faccia che ha i tratti somatici simili a quelli di un culo - davvero non so dare spiegazione, ma il fatto incredibile e’ che devo dargli ragione. E allora mi chiedo: che cazzo ha fatto questo tizio negli ultimi undici anni? Ha predicato bene e razzolato male? Oppure quando ha scritto tutto cio’ credeva di scrivere la trama di un libro di fantascienza che casualmente si e’ avverata?

In ogni caso, nel miglior libro di fantascienza che sia mai stato scritto, la Bibbia, si racconta che Noe’ inizio’ a costruire la sua Arca quando il cielo era ancora sereno. A malapena si vedeva qua e la’ qualche nuvoletta. Oggi ci sono dei nuvoloni nerissimi e minacciosi, e nessuno costruira’ l'Arca per noi. Anzi, a parte Tremonti in Asimov-mode, gli esperti ci dicono che andra’ tutto bene, che anche se stanno iniziando a cadere le prime gocce e si sentono i primi rombi di tuono, e’ solo un fenomeno stagionale, passeggero, e il diluvio non arrivera’. L’Europa e’ troppo grande per essere diluviata.

La verita’ e’ che l’Arca, costoro, se la sono gia’ costruita da tempo; per se stessi e per i loro figli, gli unici di cui anche gli esseri piu’ ignobili si preoccupano. Come nel film “2012”, sta da qualche parte, nascosta sulle montagne dell’Himalaya, ma adesso e’ necessario tranquillizzare, minimizzare, oppure pensare a tutt'altro, cosicche’ i futuri “affogandi” non si rendano conto di quanto sia vicina la fine. Non sia mai che anche i pezzenti vogliano salirci sopra, su quell’Arca, perche’ il posto per tutti non c’e’.

45 commenti :

blackvintage ha detto...

effettivamente molto più divertente di un 'Call Of Duty', che i giochini manco mi piacciono... Olre a tutto quello di giustissimo che hai detto io aggiungerei anche di provare a trovare chi distribuisce detersivi, saponi e prodotti per la casa ed elettrodomestici ecologici.. Qui a Bologna c'è la Greenwood che fa un ottimo lavoro, impatto ambientale nullo, detersivo alla spina, zero agenti chimici, etc...

A Mosca ci sono stato proprio alla fine degli anni '90, per vedere con i miei occhi quello che il 'progresso' aveva portato. E ho visto contadine barattare i loro due cetrioli dell'orto sulle scale della metrò, e le ragazze dalle gambe lunghissime barattare altro 'sfilando' nelle strade più 'battute'...

e brindo alla 'fase anale': è una consapevolezza pure questa.
Saluti :)
M.

rossoallosso ha detto...

che lo scriva Tremonti già questo mi lascia seri dubbi sulla loro buonafede,la stessa che ritrovo in certi imbonitori che promuovono povertà e castità con mani ingioiellate e un bimbo sotto la veste.
queste persone devo essere consapevoli del ruolo che ricoprono non possono comportarsi come mafiosi,se possibile mi risulta ancor più insopportabile di prima soprattutto perchè cio che dice già da prima lo sapevo,io che sono un emerito nessuno con licenza media inferiore.
Complimenti al post che rende flessibile la mente e irrigisce il corpo ;-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rosso: Complimenti al post che rende flessibile la mente e irrigisce il corpo

Colgo il doppio senso e sorrido. Talvolta posso dare l'idea di avere un rapporto libero nei confronti di tanti termini e situazioni che forse, altrove, verrebbero trattate con piu' pudore, e questo e' il motivo per cui, in alcuni casi, sono stata etichettata come troia.
In ogni caso il discorso si lega al post.
Molte persone, soprattutto italiani di "larghe vedute" con i quali ho avuto modo di confrontarmi, mi hanno talvolta ricordato, un po' sarcasticamente e non senza quel tipico atteggiamento di superiorita', di come le donne dell'est, soprattutto prima della caduta del muro di Berlino, si concedessero per poco: per una cena in un bel ristorante, oppure per qualche paio di calze. Questo e' uno stereotipo dominante e posso ammettere che in molti casi fosse davvero cosi'. Da cio' l'idea che le donne dell'est siano facili ed anche un po' troie. Soprattutto se paragonate alle pure e caste donne latine chem, invece, per un paio di calze non l'avrebbero mai data.

Ma certa gente, nonostante tutta la sapienza che ritiene di avere, non ha ancora capito che in quel momento di grande difficolta', cio' che mancava non era il denaro. I soldi necessari per vivere c'erano, ed erano sufficienti per avere le solite cose che avevano tutti. Cio' che mancava era, appunto, "tutto cio' che non c'era", ma che comunque occhieggiava dai rotocalchi, dalla tv, dal cinema: le calze di seta, la lingerie, un paio di jeans, una borsa di design; oltre naturalmente alla buona roba da mangiare. Perche' quando qualcosa manca del tutto, vale piu' del denaro.

Holyriver ha detto...

Parole giuste e sagge ma a volte il sentire i commenti delle persone davanti ai problemi di cui parli ti fa cadere davvero le braccia. A volte viene voglia di arrendersi e diventare uno del coro..... Bello il tuo blog. Davvero pieno di spunti interessanti.

rossoallosso ha detto...

i colonizzatori usano da sempre la stessa tattica,una volta si usavano collanine e specchietti poi si è passati alle calze e ai jeans fino ai suv,i megaschermi, i telefonini il tutto a rappresentare un falso benessere che rilancia individualismo ed egoismo quando tu sai che i veri valori sono altri,la condivisione e la partecipazione che ti accorgi che mancano solo quando li hai persi del tutto proprio come le calze di seta.
P.S.
ho fatto lo spiritoso ma il tuo post l'ho apprezzato veramente,pure il linguaggio,schietto e comprensibile ;-),lungi da me giudicarti male per questo anzi l'apprezzo molto,se sono qui a commentare è perchè ti leggo volentieri e non perchè ti ritengo facile e mi aspetto chissache,ti ho letto anche su Cloro e ti faccio i complimenti pure per quella intervista

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Blackvintage: ho visto contadine barattare i loro due cetrioli dell'orto sulle scale della metrò, e le ragazze dalle gambe lunghissime barattare altro 'sfilando' nelle strade più 'battute'...

In una situazione di forte crisi economica (quella che in Italia ancora non avete neppure idea di cosa sia), ciascun baratta cio' che ha. E meno male se si ha qualcosa da barattare, perche' se non si ha niente, difficilmente si sopravvive.
C'e' chi spesso sfotte oppure sbruffoneggia su temi che sono molto seri. Non si scherza sul dramma della miseria e non si porta in campo la propria "superiorita'" morale solo perche si e' privilegiati e figli di papi. Per questo quando scrivono i troll che si fingono donne, come quella elisa, che vogliono dare lezioni morali inventandosi le loro fiabe psicotiche nel cervello, mi incazzo.
Il fatto e' che molta gente, in Italia, nata e vissuta nell'opulenza, vive ancora di cazzate e col cervello fuso dai programmi tv. E' gente che in realta' non ha mai conosciuto la vera miseria, e giudica dall'alto della sua "moralita' privilegiata", quando invece dovrebbe pensare che oggi il mondo va talmente veloce che quello che oggi capita agli altri, domani potrebbe capitare a noi.
Magari un bel default, nella vita, non farebbe male a nessuno. Come una vaccinazione. Se non altro per capire, e per ristabilire un minimo di comprensione da parte di chi si sente un'eterna "principessa sul pisello".
Talvolta sono colpita dalle cazzate che leggo in internet e da quali siano le problematiche piu' diffuse fra chi ha un blog. Il 90% delle ragazze-donne che hanno un blog trattano argomenti in cui sembra che gli unici guai della vita siano solo quelli relativi al proprio "cuoricino infranto". E da qui capisco quanto siano persone frivole, anche se cercano di atteggiarsi a profonde conoscitrici dell'universo mondo.
Io posso dire che la miseria e' molto peggio di qualsiasi cuoricino infranto, ed e' piu' diffusa nel mondo di quanto lo sia una stronzissima delusione sentimentale. E quando la miseria arriva, non si pensa piu' a scrivere 20 poesie del cazzo in internet per interpretare la parte della poetessa tormentata. Sono altre a quel punto le necessita'.
Bisognerebbe ogni tanto volare basso e considerare sempre che intorno a noi ci sono migliaia di persone che hanno problemi ben piu' grandi dei nostri, e che vanno percio' rispettate.

cloro ha detto...

gran post, Chiara

ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Holyriver: a volte il sentire i commenti delle persone davanti ai problemi di cui parli ti fa cadere davvero le braccia

A chi ti riferisci?
Comunque i problemi di cui parlo sono quelli che poi molta gente, nella vita, prima o poi si trova ad affrontare. E non e' detto che accadano una sola volta, perche' su queste cose non esistono regole. Solo la capacita' dettata dall'esperienza di saper prevedere per tempo se e quando arrivera' il diluvio.
Troppi sono convinti che "a loro" certe cose non accadranno mai. Chissa' perche', e chi mai avra' detto loro che ne sono immuni.
Colpa dei film americani sempre a lieto fine? Forse. Ma quando l'ondata arriva, se non ci si e' preparati per tempo, si rischia di affogare. Quindi se affoghiamo e' anche colpa nostra. Dobbiamo pensare anche all'eventualita' che nessuno ci salvi (come spesso avviene), perche' in situazioni critiche di solito ciascuno pensa a se' e alle persone care, non agli altri.
Chi pensa agli altri prima che a se', e' un eroe. Ma ci sembra forse questo un mondo di eroi?
Gli eroi sono rari.
Ieri, ho voluto rivedere il film 2012. Una gran cazzata, lo ammetto, ma se si guarda con occhi "critici" che vanno oltre la trama, si capisce chiaro dov'e' che sta la distorsione che rende quel film quasi diseducativo.
Il film mette in evidenza i buoni sentimenti dei potenti: il presidente americano che, invece di recarsi in salvo, resta ad affondare insieme al suo popolo; il premier italico che resta accanto alla sua famiglia mentre la basilica di S.Pietro crolla; il Papa che ugualmente muore sotto il crollo mentre celebra la messa. Ecco, tutto cio' da una visione distorta della realta'. Cio' che accadrebbe e' che questi tre signori al giorno d'oggi sarebbero i primi a mettersi in salvo. Soprattutto il Papa e tutti i cardinali.
Se la gente si abitua a credere alle favole, poi e' chiaro gli vangano propinate solo illusioni, come in Matrix.
Dov'e' che sta la diseducazione? E' che se si convince la gente che puo' non preoccuparsi perche' c'e' chi pensera' a risolvere i problemi (come Mr. Wolf in Pulp Ficrion), la gente non fara' mai niente per premunirsi contro l'inefficenza e la vigliaccheria degli Schettini vari.
E crepera'.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

post bello e molto interessante.
Premetto che io non ho nessuna ricetta contro questa crisi che faccio fatica a capire, però credo che i rimedi che tu hai proposto non avrebbero quasi nessuna efficacia.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Premetto che io non ho nessuna ricetta contro questa crisi che faccio fatica a capire, però credo che i rimedi che tu hai proposto non avrebbero quasi nessuna efficacia.

Capisco. Io sono pero' dell'idea contraria, percio' convinta che, invece, se una moltitudine di formiche portassero un chicco ciascuna, si rimpirebbe il granaio.
E poi, in mancanza totale di alternative come ammetti tu, la sperimentazione anche di cio' che puo' sembrare poco convincente e' comunque un passo avanti.
Mia nonna diceva: "Meglio poco che niente".

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"E poi, in mancanza totale di alternative come ammetti tu, la sperimentazione anche di cio' che puo' sembrare poco convincente e' comunque un passo avanti.
Mia nonna diceva: "Meglio poco che niente"."

Su questo hai ragione. Io non credo che le tue ricette funzionino, però finchè non si intravedono ricette migliori è giusto provare.

Ciao Davide

Tra cenere e terra ha detto...

Quando mi addormento un po', vengo a leggerti. Fai bene a impegnare tanta energia e tante parole, non bisogna mai mollare. Bisogna essere sempre critici e ricordare al mondo che siamo seduti su un cazzo di metallo e non lo sappiamo. E che dovremmo voler scegliere almeno. Non credo che a salvarci possa essere un'idea. I politici non sono altro da noi. Rappresentano ciò che siamo purtroppo. La svolta, pertanto, deve partire dal basso. Dall'educazione ai figli, ai quali bisogna trasmettere valori quali onestà e responsabilità. Sacrificio anche. Solidarietà. Non si può educarli soltanto a mettersi in salvo, costi quel che costi. Che anche nell'Arca, in quello spazio buio ed angusto, si muore. Ché la vita è bella se è bella per tutti. E se possiamo viverla nel mondo.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Tra Cenere e Terra: Quando mi addormento un po', vengo a leggerti.

Ottimo!
Non so se con questo vuoi dire che faccio l'effetto della camomilla, oppure della caffeina.

La svolta, pertanto, deve partire dal basso. Dall'educazione ai figli, ai quali bisogna trasmettere valori quali onestà e responsabilità

Per completare un puzzle occorre tempo: ore passate a scegliere le tessere che combaciano giuste. Per distruggerlo dando un calcio al tavolo, un attimo.
Il crollo di una torre e' sempre istantaneo. La sua costruzione e' un processo lungo e faticoso.
E' una banalita' quella che dico, lo so, e c'e' anche di piu': per distruggere basta un solo individuo, mentre per costruire quasi sempre occorre la partecipazione di molti.
Quindi, quando tu dici che "Non credo che a salvarci possa essere un'idea. I politici non sono altro da noi. Rappresentano ciò che siamo purtroppo", io non sono del tutto d'accordo.
Chi ha volonta' distruttiva, non e' uguale a chi ha volonta' costruttiva. Chi ha volonta' distruttiva non ha bisogno di nessuno intorno a se', non ha bisogno di diffondere valori, non ha bisogno di convincere, non ha bisogno di niente: solo di premere un pulsante che faccia crollare tutto. Ed e' diverso da chi, invece, si impegna per costruire. Antropologicamente diverso. Moralmente diverso. Culturalmente diverso. Forse anche geneticamente diverso, come e' diversa una cellula sana da una cancerogena.
Chi ha volonta' distruttiva e', per chi non ce l'ha, un'aberrazione, un'anomalia, da estirpare il prima possibile. Perche' piu' passa il tempo, piu' l'organismo generale sara' vicino alla propra morte.
Ma il codice di comportamento, cio' che distingue gli individui che distruggono da quelli che costruiscono qual e'? In che modo si riconoscono le due entita'? Perche' entrambe dicono di voler costruire, anche se una delle due mente per ingannare. Poiche' e' proprio sulla menzogna e sull'inganno che si basa la strategia distruttiva.
Ebbene, questo codice e' appunto "l'idea".
Senza il codice, nessuno avrebbe un indirizzo di comportamento.
Non minimizziamo quindi le idee che sono il nutrimento per le nostre intenzioni. Come possiamo trasmettere ai figli il codice giusto se non trasmettiamo loro le idee?
E' proprio la perdita delle idee che ha portato il mondo allo stato in cui e', dove sempre piu' gente preferisce non pensare, e impara a grugnire, perdendo di vista finanche il linguaggio.

Scialuppe ha detto...

Gentile compagna noglobal Clara,
da Seattle a Genova le abbiamo gridate per le strade queste cose che scrivi, come tante Cassandre. Ci hanno ignorato, poi ridicolizzato e massacrato, ma al contrario di quel che succede negli slogan non abbiamo vinto e non credo che vinceremo. E adesso che non c'è più nessun movimento organizzato che dice ad alta voce queste cose, e gli indignati sono stati sconfitti dal freddo dell'inverno e chissà se torneranno fuori, speriamolo, le stesse cose che dicevamo noi allora lo dicono i presidenti delle banche centrali, i presidenti degli stati uniti, i ministri dell'economia. Le case automobilistiche si riempiono la bocca di risparmio energetico e il fotovoltaico sta diventando un businness (e questo ultimo punto va bene così). Nel frattempo però tra quelli che ci avevano visto giusto quella volta si sta diffondendo il panico, e sempre di più sono quelli convinti che non ci sia più molto da fare. Il presidente della mia filiale di Banca Etica consiglia a chi ha qualcosa da parte di acquistare terreni coltivabili. Gli amici che mi chiedono di entrare nel gruppo orto sono più di quanti il nostro piccolo appezzamento possa rifornire di verdura fresca (e non stiamo parlando di mantenerci, solo di risparmiare sull'acquisto dei pomodori e dell'insalata, e star fuori all'aperto ad imparare a coltivare). Il mio nick l'ho scelto proprio riferendomi al fatto che a mia convinzione (sempre più diffusa) dobbiamo prepararci le scialuppe di salvataggio in questo modo: un concetto molto simile a quello della tua arca di Noè.
Dodici anni fa ci avevamo visto giusto. Speriamo di sbagliarci almeno stavolta. Ti saluto,

Scialuppe

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Scialuppe: Gentile compagna noglobal Clara

Sai come vengono scherzosamente chiamate, dagli amici e dalle amiche che mi conoscono al di fuori di questo contesto virtuale, le mie idee?
"Nincs márka, nincs globális"...
Per indicare la mia contrarieta' verso tutto cio' che ha un marchio, una griffe, per arrivare alla critica alla globalizzazione.
Quindi ho riso quando ho letto il tuo commento. :-)
Perche' la mia opposizione non parte dalle grandi cose; parte dal piccolo. Quindi dal NON consumo di tutto cio' che NON e' utile, evitando di cadere nella trappola del marchio, del brand, della griffe.
Per dirti: se dipendesse da me, adesso, Dolce e Gabbana sarebbero sotto i ponti.
Posso pero' confessare che non ero cosi' nel passato.
Si vede che per cambiare e capire, ci si deve passare, esagerare, ed andare in "overdose". :-)

Scialuppe ha detto...

Infinite sono le vie che portano al Bhudda :-)

Xtc ha detto...

Io personalmente, ogni volta che posso (nella vita "reale", non in quella "virtuale" del blog) diffondo da anni questo Manifesto dell'antimodernità, scritto dal mio amico Massimo Fini:
NO alla globalizzazione né di uomini né di capitali né delle merci né dei diritti.
NO al capitalismo e al marxismo, due facce della stessa medaglia, l'industrialismo.
NO alla mistica del lavoro, di derivazione tanto capitalista che marxista.
NO alla democrazia rappresentativa.
NO alle oligarchie politiche ed economiche.
SI all'autodeterminazione dei popoli.
SI alle piccole patrie.
SI al ritorno, graduale, limitato e ragionato, a forme di autoproduzione e autoconsumo.
SI alla democrazia diretta in ambiti limitati e controllabili.
SI al diritto dei popoli di filarsi da sè la propria storia, senza pelose supervisioni umanitarie.
SI alla disobbedienza civile globale, se dall'alto non si riconosce più l'intangibilità della sovranità degli stati, allora è diritto di ciascuno di noi non riconoscersi più in uno stato.

Come dico sempre, finiremo per fare per necessità quello che non vogliamo fare per scelta.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Scialuppe: Lasciamo perdere le religioni, per carita'. Il misticismo non fa proprio per me. :-)


@ Xtc: Purtroppo non posso fare a meno di rinunciare alla mia "matrice". Sono cresciuta in un contesto in cui a Marx non era proprio possibile rinunciare. L'ho odiato, ma anche ho capito in seguito come il suo pensiero fosse, appunto, stato piegato al "marxismo", quindi ad una dottrina finalizzata al benessere di una nuova casta di privilegiati. Cosi' come le parole attribuite a Cristo sono state utilizzate per secoli per permettere ai papaveri del Vaticano di poter vivere come dei monarchi assoluti e ricchissimi. In barba ai poveri che dovevano essere i primi nel regno dei cieli, i furboni incantatori di folle hanno preferito essere i primi in questo mondo.
Meglio una gallina sicura oggi, che forse un uovo domani.

Ho trovato questo video su Youtube. La ragazza dice cose che condivido in pieno.

http://youtu.be/rOMal8helx0

Xtc ha detto...

Sempre usando parole di Fini, che lo dice meglio di come potrei io:
Il marxismo si è rivelato incapace di contenere e di sconfiggere il capitalismo. Perchè non è che una variante inefficiente dell'Industrialismo. Capitalismo e marxismo sono due facce della stessa medaglia. Nati entrambi in occidente, figli della Rivoluzione industriale, sono illuministi, modernisti, progressisti, positivisti, ottimisti, materialisti, economicisti, hanno il mito del lavoro e pensano entrambi che industria e tecnologia produrranno una tale cornucopia di beni da far felice l'intera umanità. Si dividono solo sul modo di produrre e di distribuire tale ricchezza. Questa utopia bifronte ha fallito. L'Industrialismo, in qualsiasi forma, capitalista o marxista, ha prodotto più infelicità di quanta ne abbia eliminata. Per due secoli Capitalismo e Marxismo, apparentemente avversari, in realtà funzionali l'uno all'altro, si sono sostenuti a vicenda come le arcate di un ponte. Ma ora il crollo del marxismo prelude a quello del capitalismo, non fosse altro che per eccesso di slancio.
...
Comunque sono d'accordo con te: il pensiero di Marx non coincide con il marxismo, così come quello di Cristo con il cristianesimo

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"Purtroppo non posso fare a meno di rinunciare alla mia "matrice". Sono cresciuta in un contesto in cui a Marx non era proprio possibile rinunciare. L'ho odiato, ma anche ho capito in seguito come il suo pensiero fosse, appunto, stato piegato al "marxismo", quindi ad una dottrina finalizzata al benessere di una nuova casta di privilegiati".

In genere ogni classe dominante piega l'idelogia ai propri interessi.

Credo che nel caso specifico ciò sia stato un bene, perchè questo ha evitato al pensiero di Marx di fare un po' meno danni.

"Meglio una gallina sicura oggi, che forse un uovo domani."

Anche se raramente mi trovo d'accordo con te, condivido pienamente quanto hai detto sulla gallima e sull'uovo.

Ciao Davide

davide ha detto...

Cara amica XTC,

"Ma ora il crollo del marxismo prelude a quello del capitalismo, non fosse altro che per eccesso di slancio."

Ti faccio notare che mentre il marxismo ha fallito ovunque è stato applicato ciò non vale per il cosiddetto capitalismo.

Intanto è difficile definire cosa sia il cosiddetto capitalismo (termine che secondo me non significa niente), ma in questo momento il cosiddetto capitalismo va male in Italia e in altri paesi occidentali, ma va bene in Cina, India, Brasile ecc.

Quindi parlare di crollo del capitalismo lo trovo azzardato.

Ciao Davide

Anonimo ha detto...

Ciao Klara,
cosa ti avevo detto?
che tocchi spesso temi pesanti(che mi piacciono certo)questa volta poi ti sei anche superata, compresa anche la citazione di quel citrullo di duecolline.
Temi che amo ma per i quali non ho ricette, non ne sono all'altezza, ma fare analisi posso tentarlo, se poi sbaglio pazienza.
Nei primi anno 80 si sentiva dire,con malcelato compiacimento, che il pendolo della Storia stava tornando a destra e che i cicli erano,di regola,trantennali,speria
mo.
Ora l'elemento costitutivo di un'ideologia"di sinistra"è la redistribuzione del reddito, oggi, ridurre l'abisso che separa le classi abbienti dai ceti più sfavoriti.
Famoso l'esempio dello stipendio di Valletta e quello di Marchionne con i rispettivi operai FIAT coevi,
diciamo 50 a 1 e 1000 a 1 o giù di lì.
Dicevo riconquistare la redistribuzione del reddito è una speranza che non mi abbandona se il ciclo storico manterrà le promesse, non mi piace sentire scetticismo sulla sinistra attuale "meglio poco che niente" o no?
Sono convinto infatti che oggi il neoliberismo,così eguale al paleocapitalismo di Adam Smith, sia completamente fallito, abbia fatto terra bruciata una volta approdato all'ultima spiaggia della finanziarizzazione dell'economia, come iniziò la Tatcher lasciando la G.B. con un'industria manifatturiera in rovina privilegiando la finanziarizzazione,oltre c'è la miseria del latifondo Sudamericano di una volta"pochi caballeros todos campesinos".
"L'idea"? forse è tutto qui, il benessere aveva ucciso le ideologie, oggi la crisi può resuscitare il desiderio ed il "bisogno" di giustizia sociale. Esclusi,reietti,emarginati ed impoveriti magari si sveglieranno dall'ipnosi catodica.
Rileggendomi vedo che mi sono impelagato in un pastone di tuttologia senza averne titolo e sufficente preparazione, in poco spazio e minor tempo, diciamo che cerco una sintonia su temi forse condivisi.
a presto,
:-) norman

Xtc ha detto...

Gentile Davide,
Cina, India e Brasile sono partiti dopo, tutto qui. Ma ci raggiungeranno in fretta :-)
Ciao

davide ha detto...

Cara amica Xtc,

"Cina, India e Brasile sono partiti dopo, tutto qui. Ma ci raggiungeranno in fretta :-)".

Per qunto riguarda l'Italia non ci metteranno molto a raggiungerci e a superarci.

Comunque se si ritorna ad una economia rurale, io sugli altipiani cimbri ho parecchi ettari di ottima campagna. In questo momento utilizzo i miei prati come campo da golf privato. Però non ci metto niente a riconvertirli a terreni agricoli.

Ciao Davide

Xtc ha detto...

Gentile Davide,
superare in discesa è molto pericoloso.
Per quanto mi riguarda, se tutto andrà a rotoli tornerò tranquillamente nei boschi e mi nutrirò di ghiande e bacche.
Ciao a te :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: In genere ogni classe dominante piega l'idelogia ai propri interessi

In genere si'. Nello specifico pero' c'e' anche chi e' proprio stronzo, cioe' un vero pezzo di merda. Sono quelli che, oltre a piegare le ideologie per gestire il potere, invece di amministrarlo in modo equlibrato, infieriscono sulle persone per ragioni psicotiche tutte loro. Sono gli egotici della politica. Quelli "io sono io e voi non siete un cazzo".
Sono quelli che nella Storia si ritrovano con la testa mozzata infilata su una picca, o massacrati a calci e bastonate, poi appesi per i piedi ad un distributore. La Grecia, secondo me, si sta avviando verso questo destino. E dopo la Grecia, sara' effetto domino...
C'e' una frase che scrivo da anni, alla quale nessuno sembra far caso: "Quando la gente si incazza, si incazza". E quando si incazza, poi, non si ferma fino a quando non vede il sangue. Neppure se le si promette il benessere.
Tu cerchi di esorcizzare Marx in tutti i modi, ma Marx e' un'idea, e' una filosofia, e' come Platone, come Sant'Agostino, come Cristo, e non si esorcizza semplicemente tappandosi le orecchie. Marx e' dentro ogni persona, e rivive in chi pensa di essere la parte debole della societa', di essere sfruttato, di essere colui che paga col proprio sudore i privilegi delle caste. E piu' saranno i reietti, come pare accadra' in futuro, piu' Marx sara' presente. Che tu lo voglia o no.

Per qunto riguarda l'Italia non ci metteranno molto a raggiungerci e a superarci

Se e' per questo anche l'Italia e' in buona posizione per raggiungere e superare la Grecia.

Scialuppe ha detto...

Non ti preoccupare, Clara, era solo un modo di dire. Grazie a Dio sono ateo!

Scialuppe

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"C'e' una frase che scrivo da anni, alla quale nessuno sembra far caso: "Quando la gente si incazza, si incazza"."

Personalmente ritengo questa frase alquanto demagogica.

Se guardiamo la storia quando la gente si incazzava e assaltava i forni, nel 90% dei casi finiva sulla forca.

Quindi incazzarsi non basta di per sè a risolvere i problemi.

"Tu cerchi di esorcizzare Marx in tutti i modi".

Io non cerco di esorcizzare Marx, ma ho solo evidenziato che ovunque sia stato applicato il pensiero di Marx le conseguenze sono state nefaste.

Ciao Davide

davide ha detto...

Cara amica Xtc,


"Per quanto mi riguarda, se tutto andrà a rotoli tornerò tranquillamente nei boschi e mi nutrirò di ghiande e bacche."


Sugli altipiani cimbri abbiamo bacche buonissime, molto più buone di quelle che tua nonna raccoglieva nell'altipano di Asiago.

Ciao Davide

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"E quando si incazza, poi, non si ferma fino a quando non vede il sangue".

Può essere vero quello che dici. Però niente garantisce che dopo un bagno di sangue la gente stia meglio di prima. Se guardiamo la storia nella maggior parte dei casi ai bagni di sangue sono seguite delle dittature.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: niente garantisce che dopo un bagno di sangue la gente stia meglio di prima. Se guardiamo la storia nella maggior parte dei casi ai bagni di sangue sono seguite delle dittature.

C'e' un'altra caratteristica della gente che "quando si incazza, si incazza": che se ne frega delle ragioni, dei motivi, delle palle, dei discorsi, delle scuse, degli studi storici, degli esperti e di tutte le menate varie. Si incazza e basta. E disfa tutto.
Capisco che questo inquieti un po', ma cercare di ragionare con chi si incazza perche' esasperato, e' come voler ragionare con lo tzunami. Per cui, prima te lo prendi nel muso, poi, se sopravvivi, se mai, cerchi di capirne i motivi per evitare che riaccada un'altra volta. Una lezione che a quanto pare non e' stata ancora imparata a dovere.
Perche' i motivi per cui la gente si incazza, sono sempre gli stessi, quelli legati a chi non capisce quando non e' piu' il caso di tirare la corda.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"C'e' un'altra caratteristica della gente che "quando si incazza, si incazza": che se ne frega delle ragioni, dei motivi, delle palle, dei discorsi, delle scuse, degli studi storici, degli esperti e di tutte le menate varie. Si incazza e basta. E disfa tutto."

Condivido. Il problema è che dopo essersi incazzati niente garantisce che si starà meglio.

In particolare se ti incazzi in una democrazia (per quanto imperfetta sia) rischi di ritrovarti con i colonnelli al potere.

Puoi incazzarsi contro i carri armati è molto dura, perchè sparano cannonate.

Ciao Davide

rossoallosso ha detto...

certo che è molto più facile fare come gli struzzi,mettere la testa sotto la sabbia e lasciare fuori le chiappe così chiunque è libero di parcheggiare la propria bici.
Davide la verità è che se non ci organizza in una qualche maniera nessuno risolverà i nostri problemi e cominciare noi nel nostro piccolo con piccole azioni,come del resto è sempre stato,è sicuramente un inizio,dalle istituzioni di qualunque livello o colore è bene non aspettarsi nulla men che meno dagli idioti che difronte all'accertato fallimento del "sistema" continuano imperterriti a volerlo salvare ad ogni costo calpestando diritti individuali e annientando interi stati

davide ha detto...

Caro amico Rossoalloso,

"Davide la verità è che se non ci organizza in una qualche maniera nessuno risolverà i nostri problemi".

Condivido. Se aspetti che qualcuno risolva i nostri problemi stai fresco. Semmai è come si devono risolvere i problemi che può creare divisioni. Probabilmente io e te avremo idee diverse al riguardo.

Ciao Davide

rossoallosso ha detto...

mi sa che hai colto il nocciolo della questione è necessario trovare unità di intenti perchè è sulle nostre divisioni che puntano i potenti per fare i loro comodi.
se ognuno pensa sempre al proprio orticello o ancora peggio al suo credo ideologico non se ne uscirà mai.i rossi no,i neri neppure,i verdi non ne parliamo,i tassisti si devono vergognare,i camionisti gli interessa solo il gasolio,per non parlare dei pescatori o dei fruttivendoli,che in fondo sono anche distingo condivisibili però, dico io, non siamo forse tutti nella stessa barca? e allora vedi che bisogna riformulare le richieste in modo che vadano oltre il concetto di economia ,di mercato e anche di politica così come è concepita ora e la soluzione "tremonti"può essere un inizio

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Puoi incazzarsi contro i carri armati è molto dura, perchè sparano cannonate.

Dipende dalla proporzione dei numeri e anche dal grado di disperazione.
Certo un uomo a mani nude, oppure 10 uomini, ma anche 50, 100 uomini contro un carro armato, a distanza, senza alcun riparo, non hanno chances.
Ma le cose cambiano se gli uomini sono 10.000, oppure invece di essere in mezzo al deserto, lo scontro si svolge a distanza ravvicinata e in un terreno pieno di riparo e protezione. Ed il tempo dara' ragione sempre piu' a me e meno a chi crede di poter fermare gli tzunami con i fucili. Perche' la forbice si allarga sempre di piu', ed allora non ci sara' carro armato che potra' resistere al peso della gente.
Quando dal livello prima di protesta, poi di sommossa, poi di insurrezione, si passa alla rivoluzione e alla guerra civile, cio'che conta e' l'ideale e la disperazione. Nessun mercenario, per quanto ben equipaggiato, potra' contrastare un uomo dotato di armi micidiali come l'ideale e la disperazione.
Invece di giocare a golf, dovresti ripassare un po' la Storia. :-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"Invece di giocare a golf, dovresti ripassare un po' la Storia."

Onestamente la storia la conosco bene.

Comunque la storia ognuno può interpretarla per i propri comodi.

In ogni caso la storia è piena di tiranni che hanno sciacciato le rivolte dei popoli nel sangue.

Ciao Davide

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Quando dal livello prima di protesta, poi di sommossa, poi di insurrezione, si passa alla rivoluzione e alla guerra civile, cio'che conta e' l'ideale e la disperazione."

Nella maggior parte dei casi le rivolte sono determinate dala fame. Per passare da una rivolta ad una vera rivoluzione ci vuole tanta preparazione e organizzazione.

La cosa più difficile è che spesso vi sono profonde divisioni all'interno di chi si ribella.

Guidare una rivoluzione è molto difficile perchè devi contemperare fra idee e aspirazioni molto differenti.

Nella rivoluzione francese c'erano fazioni moderate che aspiravano ad una monarchia illuminata di tipo inglese e fazioni estremistiche come i giacobini che aspiravano ad un cambiamento radicale della società.

Quindi il problema di una rivoluzione è quello di riuscire a muovere uomini che spesso hanno idee molto diverse sul tipo di società da realizzare dopo la rivoluzione.

Ciao Davide

titus ha detto...

Kiara, brava! Finora ti seguivo con molta discontinuità, attirato dalla bellezza delle foto, dallo charme della tua scrittura, sempre erotica, spesso corrosiva, con un coraggio senza il quale è impossibile disvelare, come tu sai fare. Tu ci riesci, sai vedere sotto la superfice, oltre il raggrumarsi dei fluidi spermatici, le pose stereotipate dei ruoli e l'intimità plastificata .

Con questo post, mi hai definitivamente conquistato: è la sintesi più lucida e intelligente che ho letto ultimamente, sullo stato di questo occidente avviato verso il tramonto. E lo fai con le viscere, non solo con cerebralità. Bye bye eurocentrismi e borie di puerile superiorità.Basta leggerti, e si risparmia il costo dei quotidiani tampax smerciati nelle edicole.

Non so dove vivi, faccio fatica a crederti in terra magiara. Io, sono felice di stare in Sudamerica che è riuscita a tirarsi parzialmente fuori da tutto questo ciclo di sadico darwinismo sociale appena iniziato in Europa. Brava,grazie, sarò tuo lettore costante!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: In ogni caso la storia è piena di tiranni che hanno sciacciato le rivolte dei popoli nel sangue.

Tiranni che in molti casi, poi, hanno fatto la fine allo spiedo.
Non sto a citarti la particolare ricorrenza centennale che si verifica da un paio di secoli a questa parte.


@ Titus: Brava,grazie, sarò tuo lettore costante!

Complimenti fatti nel dovuto modo e molto graditi. Grazie a te. :-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Tiranni che in molti casi, poi, hanno fatto la fine allo spiedo.
Non sto a citarti la particolare ricorrenza centennale che si verifica da un paio di secoli a questa parte."

Purtroppo l'amara realtà è che nella maggior parte dei casi l'hanno fatta franca.

Comunque molte volte dopo la caduta di un tiranno non è subentrata la democrazia.

Dopo re Luigi XVI e lo zar Nicola
sono subentrati Napoleone e Lenin che non erano certo dei democratici. Naturalmente erano molto più intelligenti di quelli di prima, ma erano anche più spietati.

Quindi non basta solo incazzarsi, ma serve anche il comprendonio.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Il segreto e' cambiare l'ottica con cui si guardano le cose. Questo sara' il futuro se vorremo sopravvivere. Piccole comunita' autogestite, ed il ritorno alla terra.

http://tinyurl.com/6w3oxfc

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"Il segreto e' cambiare l'ottica con cui si guardano le cose. Questo sara' il futuro se vorremo sopravvivere. Piccole comunita' autogestite, ed il ritorno alla terra.
http://tinyurl.com/6w3oxfc".

Quelle esperienze possono essere utili, ma credo che non incideranno sul problema alimentare.

La popolazione sta crescendo a ritmi vertiginosi. Solo un' agricoltura industriale e super specializzata può dar da mangiare a tutti. Gli esperimenti romantici sono belli ma inefficaci.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Quelle esperienze possono essere utili, ma credo che non incideranno sul problema alimentare.

Ma incideranno sul problema "personale".
Non siamo numeri, Davide. E neppure macchine. La vita che viviamo e' la nostra. Non tutto deve essere efficienza e "profitto". Non siamo fatti per "produrre quattrini" per una casta di privilegiati.
E poi, che non possa da dar mangiare a tutti un mondo totalmente impostato sulla produzione alimentare, e' tutto da dimostrare. Anzi, la logica dice che dovrebbe ci dovrebbe essere il contrario.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"E poi, che non possa da dar mangiare a tutti un mondo totalmente impostato sulla produzione alimentare, e' tutto da dimostrare. Anzi, la logica dice che dovrebbe ci dovrebbe essere il contrario."

Torno a ripetere che trovo molto positive certe esperienze. Credo però da sole non possono risolvere il problema alimentare.

Di certo male non fanno, ma anzi fanno del bene. Quindi benvengano tante di queste comunità.

Ciao Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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